Oggetto del Consiglio n. 4 del 9 gennaio 1957 - Verbale
OGGETTO N. 4/57 - ESAME E DISCUSSIONE DEL PROGETTO DI BILANCIO DI PREVISIONE DELLA REGIONE PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 1° GENNAIO 1957 - 30 GIUGNO 1957.
L'Assessore alle Finanze, BIONAZ, riferisce al Consiglio in merito alla seguente relazione concernente l'oggetto: "Approvazione del bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario 1° gennaio 1957 - 30 giugno 1957", relazione trasmessa in copia ai Signori Consiglieri unitamente all'ordine del giorno della adunanza:
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RELAZIONE AL PROGETTO DI BILANCIO DI PREVISIONE DELLA REGIONE PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 1 GENNAIO - 30 GIUGNO 1957.
La Giunta sottopone all'esame ed all'approvazione del Consiglio regionale l'allegato progetto di bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario 1° gennaio - 30 giugno 1957, facendo presente quanto segue:
L'art. 29 dello Statuto speciale della Regione Valle d'Aosta, approvato con legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4, stabilisce che l'esercizio finanziario della Regione ha la stessa decorrenza di quello dello Stato.
Proposte furono già esaminate dal Parlamento per far corrispondere l'esercizio finanziario dello Stato all'anno solare e agli esercizi di quasi tutti gli altri Enti pubblici minori, ma non ebbero seguito.
Allo scopo di adeguarsi a quanto prescritto dalla citata norma dello Statuto regionale, si rende, pertanto, necessaria la compilazione di un bilancio di previsione semestrale, di collegamento con l'esercizio finanziario statale, che comprenda la gestione per un periodo di sei mesi, con chiusura al 30 giugno 1957, in modo che il prossimo esercizio finanziario, comprendente la gestione completa di dodici mesi, possa avere inizio il 1° luglio 1957 e corrispondere a quello statale.
Nell'impostazione del bilancio per l'esercizio finanziario per il periodo dal 1 ° gennaio al 30 giugno 1957 è stata mantenuta la impostazione già adottata per i precedenti bilanci degli esercizi finanziari 1955 e 1956, con servando la stessa classificazione delle varie voci di entrata e di spesa.
Criteri seguiti nelle previsioni delle entrate e delle spese.
Le entrate sono state iscritte secondo le normali previsioni e le previsioni di spese sono state iscritte in relazione alle accertate inderogabili necessità dei servizi regionali.
PARTE PRIMA - ENTRATE
Il pareggio del bilancio dell'esercizio finanziario 1° gennaio - 30 giugno 1957 e assicurato in base all'ammontare delle previsioni di entrate effettive risultanti dal seguente riepilogo:
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- Entrate locali ordinarie |
L. 311.779.394 |
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- Provento quota di ripartizione delle entrate erariali fra lo Stato e la Regione |
L. 650.000.000 |
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- Provento 9/10 dei canoni sulle concessioni idroelettriche |
L. 125.000.000 |
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- Provento degli Stabilimenti di St. Vincent |
L. 500.000.000 |
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- Entrate straordinarie diverse |
L. 151.000.000 |
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Totale entrate effettive |
L. 1.737.779.394 |
Le entrate locali ordinarie della Regione comprendono le seguenti voci di entrate:
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- Entrate patrimoniali |
L. 91.051.324 |
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- Proventi diversi |
L. 72.676.000 |
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Tasse diritti e imposte |
L. 148.052.070 |
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L. 311.779.394 |
A queste entrate occorre aggiungere:
1°) il provento delle quote fisse di ripartizione delle entrate erariali fra lo Stato e la Regione, previste dall'art. 2 della legge 29 novembre 1955, n. 1179, per un ammontare previsto di Lire 500.000.000;
2°) il provento delle quote variabili di ripartizione delle entrate erariali fra lo Stato e la Regione, previste dall'art. 4 della menzionata legge n. 1179, per un ammontare previsto di Lire 150.000.000;
3°) il provento dei 9/10 dei canoni annuali erariali per concessioni di acque a scopo idroelettrico, previste dall'articolo 12 dello Statuto regionale e dell'art. 2 della legge 29 novembre 1955, n. 1179, per un ammontare previsto di Lire 125.000.000;
4°) il provento della gestione degli stabilimenti speciali di St. Vincent, per un ammontare previsto di Lire 500.000.000;
5°) il provento delle altre entrate straordinarie, per un ammontare previsto di lire 151.000.000.
ENTRATE PER MOVIMENTO DI CAPITALI
Non è stata prevista alcuna entrata per movimenti di capitali.
ENTRATE PER PARTITE DI GIRO E CONTABILITÀ SPECIALI.
Nulla di particolare da rilevare circa le previsioni delle entrate per partite di giro e per contabilità speciali, che trovano esatta rispondenza con le corrispondenti previsioni e voci di spesa della parte uscita.
PARTE SECONDA - SPESE
Gli stanziamenti delle singole voci di spesa sono stati impostati e previsti tenendo presente l'ammontare prevedibile delle entrate.
Le previsioni di spesa sono state iscritte in relazione ai programmi di lavori e di attività e ai costi dei vari servizi, calcolati in base agli attuali prezzi delle prestazioni, delle mercedi, dei materiali e delle forniture, nonché in rapporto alle spese consunte nel precedente esercizio finanziario.
Le spese effettive previste nel bilancio semestrale in esame sono quelle risultanti dal seguente prospetto:
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Spese |
ordinarie |
straordinarie |
totale |
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Oneri patrimoniali |
|
L. 62.188.300 |
L. 3.000.000 |
L. 65.188.300 |
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- Spese generali |
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L. 136.500.000 |
L. 47.021.330 |
L. 183.521.330 |
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- Sanità ed Igiene |
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L. 31.460.000 |
L. 7.900.000 |
L. 39.360.000 |
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- Lavori Pubblici |
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L. 127.188.000 |
L. 335.000.000 |
L. 462.188.000 |
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- Istruzione Pubblica |
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L. 397.040.000 |
L. 16.950.000 |
L. 413.990.000 |
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- Assistenza e Beneficenza |
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L. 130.020.000 |
L. 1.500.000 |
L. 131.520.000 |
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- Agricoltura |
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L. 81.750.000 |
L. 198.450000 |
L. 280.200.000 |
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- Industria e Commercio |
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L. 16.105.000 |
L. 12.500.000 |
L. 28.605.000 |
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- Turismo, Antichità |
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L. 41.950.000 |
L. 72.000.000 |
L. 113.950.000 |
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- Sicurezza pubblica |
|
L. 1.000.000 |
- |
L. 1.000.000 |
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L. 1.025.201.300 |
L. 694.321.330 |
L. 1.719.522.630 |
Gli stanziamenti di spesa sono sufficienti per provvedere alle, necessità della Regione e al finanziamento delle spese, anche di carattere straordinario, per la Sanità e l'Igiene, per la costruzione di nuovi tronchi di strade, per il completamento di lavori di sistemazione e di manutenzione straordinaria di strade.
Sono state stanziate somme per il finanziamento delle spese derivanti dalle provvidenze varie per l'agricoltura, per la costruzione e la riparazione dei canali di irrigazione, per la costruzione di nuovi impianti di irrigazione a pioggia e di fertirrigazione e per l'acquisto di macchine agricole.
Sono state stanziate somme per l'attuazione dei provvedimenti approvati per promuovere e sussidiare le iniziative concernenti i piccoli miglioramenti fondiari, la costruzione, l'ampliamento e il miglioramento di case rurali.
Sono state stanziate anche somme per finanziare le spese, per l'incremento e il miglioramento della produzione agricola, del patrimonio zootecnico e per la tutela e l'incremento dal patrimonio forestale.
Con riferimento al progetto di bilancio di previsione predisposto dalla Giunta regionale per l'esercizio finanziario 1° gennaio - 30 giugno 1957 e alla annessa relazione illustrativa,
SI PROPONE
che il Consiglio regionale,
ritenuta la urgente necessità di provvedere alla approvazione del bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario 1° gennaio - 30 giugno 1957;
ritenuto che le entrate sono state previste ed iscritte nel loro effettivo previsto ammontare;
vista le legge 29 novembre 1955 n. 1179, concernente l'ordinamento finanziario della Regione ed il riparto delle entrate erariali fra lo Stato e la Regione;
Deliberi
1°) di approvare, in conformità al progetto predisposto dalla Giunta, nel singoli stanziamenti e nel suo complesso, il bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario 1° gennaio - 30 giugno 1957, che prevede, nel complesso ed in pareggio, l'ammontare di lire 2.204.429.394 per le entrate e di lire 2.204.429.394 per le spese, secondo le sottoriportate risultanze finali, riportate nel riepilogo allegato al bilancio;
2°) di autorizzare la iscrizione in bilancio - parte Entrata - delle somme di lire 650 milioni e di lire 125 milioni quali quote semestrali di spettanza della Regione rispettivamente per ripartizione delle entrate erariali fra lo Stato e la Regione e per 9/10 dei canoni annui statali sulle concessioni delle acque pubbliche a scopo idroelettrico, a' sensi della legge 29 novembre 1955 n. 1179;
3°) di autorizzare, per l'esercizio finanziario 1° gennaio - 30 giugno 1957, l'accertamento e la riscossione, secondo le leggi in vigore, delle entrate e dei tributi locali previsti nella parte Entrate del bilancio e di spettanza della Regione e degli Enti ed Uffici soppressi, i cui servizi sono stati trasferiti alla Regione e sono gestiti direttamente dall'Amministrazione regionale, ai sensi di legge;
4°) di autorizzare, per l'esercizio finanziario 1° gennaio - 30 giugno 1957, l'applicazione al terzo limite delle sovrimposte provinciali sui terreni, sui fabbricati e sui redditi agrari, secondo le leggi in vigore;
5°) di autorizzare, per l'esercizio finanziario 1° gennaio - 30 giugno 1957, l'applicazione dell'addizionale all'imposta sulle industrie, commerci, arti e professioni, con le aliquote dell'1,75% per i redditi di categoria B e dell'1,40% per i redditi di categoria C;
6°) di stabilire che gli storni di fondi fra i vari stanziamenti di bilancio nonché l'approvazione, l'impegno e l'erogazione delle spese non a calcolo siano approvati, nei limiti delle previsioni di bilancio, con deliberazioni del Consiglio o della Giunta, secondo le rispettive competenze di materia approvate con provvedimenti consiliari n. 89, in fidata 28 luglio 1949, e n. 120, in data 23 giugno 1955;
7°) di autorizzare l'Assessore alle Finanze ad ordinare, con ordini di pagamento scritti e motivati, il pagamento delle spese concernenti i salari spettanti a operai e a manovali provvisori, addetti a lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria di strade, di stabili e di monumenti, il pagamento delle spese concernenti i salari al personale di fatica a paga oraria o giornaliera addetto ai vari servizi regionali, nonché il pagamento delle spese, anche straordinarie, che siano state preventivamente deliberate con autorizzazione esplicita alla liquidazione mediante emissione di ordini di pagamento;
8°) di autorizzare, per l'esercizio finanziario 1-1 / 30-6-1957, sull'articolo 164 dei bilancio, la spesa di lire sette milioni e cinquecentomila per la vaccinazione obbligatoria del bestiame ai fini profilattici e per il funzionamento del posto di controllo sanitario di Pont St. Martin, spese da approvarsi e da liquidarsi con deliberazione della Giunta;
9°) di autorizzare, per l'esercizio finanziario 1-1 / 30-6-1957, sull'articolo 230 del bilancio, la spesa di lire 15.000.000 per le finalità previste dalla deliberazione consiliare n. 150 in data 29-12-1949, concernente provvedimenti intesi a favorire il miglioramento della edilizia locale, spesa da approvarsi e da liquidarsi con deliberazione della Giunta, secondo le modalità previste dalla predetta deliberazione consiliare e successive modificazioni;
10°) di autorizzare, per l'esercizio finanziario 1-1 / 30-6-1957, sull'articolo 236 del bilancio, la spesa di Lire 37.500.000 per contributi e saldi di contributi da concedersi per le finalità previste dalle deliberazioni consiliari n. 119 in data 8 ottobre 1949 e n. 156 in data 10-12-1956, concernenti i provvedimenti intesi a favorire lo sviluppo e il miglioramento dell'industria alberghiera;
11°) di autorizzare, per l'esercizio finanziario 1-1 / 30-6-1957, sugli articoli 96 e 92 del bilancio, le spese rispettivamente di lire 12.500.000 e di Lire 22.500.000 per integrazione dei bilanci degli Enti Comunali di assistenza e per la concessione di sussidi mensili assistenziali ai vecchi in condizioni di bisogno, sussidi da corrispondersi tramite gli Enti comunali di assistenza, a' sensi della legge regionale 20 dicembre 1955 n. 1 e delle norme approvate dall'Amministrazione regionale per la concessione dei sussidi medesimi;
12°) di autorizzare, per l'esercizio finanziario 1-1 / 30-6-1957, sull'art. 97 del bilancio, la spesa di Lire 10.000.000 per le finalità previste dalla legge regionale 20 dicembre 1955 n. 3, concernente provvedimenti per l'assistenza di malattia ai coltivatori diretti. spesa da liquidarsi con deliberazione della Giunta regionale, a' sensi della sopra menzionata legge regionale e del relativo regolamento di esecuzione.
RISULTANZE
RIASSUNTIVE FINALI DEL BILANCIO DI PREVISIONE DELLA REGIONE PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 1° GENNAIO - 30 GIUGNO 1957.
ENTRATE
TITOLO 1° - (ENTRATE ORDINARIE)
CAPITOLO 1° - (ENTRATE EFFETTIVE)
Categoria 1a - Entrate ordinarie proprie della Regione
|
1) Rendite patrimoniali |
L. 91.051.324 |
|
|
2) Proventi diversi |
L. 72.676.000 |
|
|
3) Tasse, diritti, imposte |
L. 148.052.070 |
311.779.394 |
Categoria 2a - Entrate dello Stato devolute alla Regione
|
4) Provento 9/10 canoni erariali sulle concessioni di acque a scopo idroelettrico |
L. 125.000.000 |
|
|
5) Provento quote di ripartizione entrate erariali |
L. 650.000.000 |
775.000.000 |
TITOLO 2° (ENTRATE STRAORDINARIE
CAPITOLO 1° - (ENTRATE EFFETTIVE)
Categoria 1a - Entrate straordinarie
|
1) Entrate straordinarie diverse |
L. 151.000.000 |
|
||||
|
2) Proventi degli Stabilimenti di St. Vincent |
L. 500.000.000 |
651.000.000 |
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|
Totale entrate effettive lire: |
|
1.737.779.394 |
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|
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||||||
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CAPITOLO 2° (MOVIMENTO DI CAPITALI) |
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|
Movimento di capitali |
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Categoria 1a - Mutui passivi |
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CAPITOLO 3° (CONTABILITÀ SPECIALI) |
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|
Categoria 1a |
- Partite di giro |
L. 266.550.000 |
|
|||
|
Categoria 2a |
- Contabilità speciali |
L. 200.100.000 |
466.650.000 |
|||
|
|
TOTALE ENTRATE Lire |
|
2.204.429.394 |
|||
|
SPESE |
|
|
|
|
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|
TITOLO 1° - (SPESE ORDINARIE) |
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|
CAPITOLO 1° - (SPESE EFFETTIVE) |
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|
Categoria 1a |
- Oneri patrimoniali |
L. 62.188.300 |
|
|||
|
Categoria 2a |
- Spese generali |
L. 136.500.000 |
|
|||
|
Categoria 3a |
- Sanità ed Igiene |
L. 31.460.000 |
|
|||
|
Categoria 4a |
- Lavori Pubblici |
L. 127.188.000 |
|
|||
|
Categoria 5a |
- Istruzione Pubblica |
L. 397.040.000 |
|
|||
|
Categoria 6a |
- Assistenza e Beneficenza |
L. 130.020.000 |
|
|||
|
Categoria 7a |
- Agricoltura |
L . 81.750.000 |
|
|||
|
Categoria 8a |
- Industria e Commercio |
L. 16.105.000 |
|
|||
|
Categoria 9a |
- Turismo e Antichità |
L. 41.950.000 |
|
|||
|
Categoria 10a |
- Sicurezza Pubblica |
L. 1.000.000 |
1.025.201.300 |
|||
|
|
||||||
|
TITOLO 2° (SPESE STRAORDINARIE) |
||||||
|
CAPITOLO 1° - SPESE EFFETTIVE |
||||||
|
Categoria 1a |
- Oneri patrimoniali |
L. 3.000.000 |
|
|||
|
Categoria 2a |
- Spese generali |
L. 47.021.330 |
|
|||
|
Categoria 3a |
- Sanità ed Igiene |
L. 7.900.000 |
|
|||
|
Categoria 4a |
- Lavori Pubblici |
L. 335.000.000 |
|
|||
|
Categoria 5a |
- Istruzione Pubblica |
L. 16.950.000 |
|
|||
|
Categoria 6a |
- Assistenza e Beneficenza |
L. 1.500.000 |
|
|||
|
Categoria 7a |
- Agricoltura |
L. 198.450.000 |
|
|||
|
Categoria 8a |
- Industria e Commercio |
L. 12.500.000 |
|
|||
|
Categoria 9a |
- Turismo e Antichità |
L. 72.000.000 |
694.321.330 |
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|
Totale spese effettive Lire |
|
1.719.522.630 |
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CAPITOLO 2° - MOVIMENTO DI CAPITALI
|
Categoria 1a |
- Quota ammortamento mutui |
L. 10.256.764 |
|
|
Categoria 2a |
- Acquisto beni e affrancazioni |
L. 8.000.000 |
18.256.764 |
CAPITOLO 3° - CONTABILITÀ SPECIALI
|
Categoria 1a |
- Partite di giro |
L. 266.550.000 |
|
|
Categoria 2a |
- Gestioni speciali |
L. 200.100.000 |
466.650.000 |
|
|
TOTALE SPESE Lire |
|
2.204.429.394 |
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L'Assessore BIONAZ premette che il progetto di bilancio sottoposto all'esame e all'approvazione del Consiglio regionale è semestrale, anziché annuale, e comprende il periodo dal 1-1-1957 al 30-6-1957.
Fa presente che la Giunta ha dovuto predisporre un progetto di bilancio semestrale di collegamento perché l'Amministrazione regionale della Valle d'Aosta deve adeguarsi a quanto prescritto dall'articolo 29 dello Statuto regionale, approvato con legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4, secondo il quale l'esercizio finanziario della Regione deve avere la stessa decorrenza di quello dello Stato.
Informa che fu già esaminata dal Parlamento una proposta tendente a fare corrispondere l'esercizio finanziario dello Stato all'anno solare e agli esercizi finanziari di quasi tutti gli altri Enti pubblici minori, ma che tale proposta non ebbe poi seguito.
Rileva che si rende, quindi, necessario di approvare un bilancio semestrale di collegamento per la corrispondenza con l'esercizio finanziario statale, con chiusura al 30 giugno 1957, di modo che il prossimo esercizio finanziario, comprendente la gestione di 12 mesi, possa avere inizio al 1-7-1957 e termine al 30 giugno 1958 e corrispondere a quello statale. Comunica che nella compilazione del predetto progetto di bilancio semestrale è stata mantenuta la impostazione già adottata per i bilanci dei precedenti due esercizi finanziari per quanto riguarda la classificazione delle voci di entrata e di spesa.
Fa presente che il bilancio semestrale prevede l'ammontare di Lire 1.737.779.394 in entrata e in uscita (escluse le contabilità speciali) ed osserva che, moltiplicando per due semestri tale ammontare, si può constatare che l'ammontare delle entrate e delle spese nel 1957 corrisponde all'incirca all'ammontare delle entrate e delle spese dello scorso anno.
Riferisce che le rilevanti differenze che si riscontrano in ordine agli stanziamenti di entrata e di spesa di alcune voci sono dovute a maggiori o minori accertamenti di entrate o di spese desunte dal consuntivo dello scorso esercizio e anche al fatto che alcune entrate e spese avvengono solo nel primo semestre anziché nel secondo semestre e viceversa.
Conclude, dichiarando di riservarsi di fornire ulteriori chiarimenti e spiegazioni su richiesta dei Signori Consiglieri.
Il Consigliere MAGANONI fa le seguenti dichiarazioni:
"Il Consiglio è oggi chiamalo a discutere e ad approvare un "mezzo bilancio" preventivo per l'anno 1957, come ha precisato l'Assessore.
Si tratta infatti di sei mesi: da gennaio a giugno.
Non intendo sollevare obbiezioni su questa nuova scadenza.
Posso anche considerare valevoli le ragioni esposte dall'Assessore alle Finanze nella sua relazione dove si aggiunge di aver "mantenuta la impostazione già adottata per i precedenti bilanci".
Mi pare che questa affermazione non sia interamente esatta. Infatti, al bilancio che abbiamo sotto gli occhi mancano gli elenchi dei residui passivi riferentisi ai passali esercizi, mancano gli altri allegati che c'erano nei precedenti bilanci.
Le colonne riservate agli accertamenti risultanti dal conto consuntivo dell'anno 1955 sono vuote, come vuoto è lo spazio riservato alle previsioni del 1956 ed alle variazioni in più o in meno in confronto agli anni precedenti.
Perché questi "vuoti" non sono stati riempiti, come avveniva per i bilanci passati?
Ma, ciò che più mi ha lasciato perplesso, esaminando la relazione molto breve, per la verità, è stata la seguente affermazione della Giunta, a pagina 3 in "Gli stanziamenti di spesa sono sufficienti per provvedere alle necessità della Regione ed al finanziamento delle spese, anche di carattere straordinario.... ".
Pazientemente mi sono riletto la relazione della Giunta che accompagnava il bilancio di previsione per l'anno 1954, che dice a pagina 13: "Si rende necessario di attuare, in Valle d'Aosta, iniziative varie atte ad alleviare le tristi condizioni di vita della popolazione della montagna e di eseguire, altresì, un vasto programma di lavori di pubblica utilità, con conseguente assunzione di rilevanti spese a carico del bilancio regionale. Senonché il bilancio annuale della Regione non ha entrate sufficienti per provvedere alle molteplici e rilevanti necessità straordinarie".
Di fronte a queste affermazioni, in cui il contenuto dell'una è esattamente l'opposto dell'altra e tenendo conto che circa la metà degli attuali Assessori facevano anche parte della passata Giunta, mi sono domandato:
Se con un riparto fiscale di 1 miliardo ed 800 milioni nelle entrate, previsto per l'anno 1954, il bilancio era "insufficiente per provvedere alle necessità della Regione", con un riparto fiscale di un miliardo e 300 milioni previsto per il 1957, cioè con 500 milioni in meno, è mai possibile che il bilancio sia "sufficiente per provvedere alle necessità della Regione"?
Specie ove si tenga conto della continua seppure lenta svalutazione della lira.
Di fronte a questo assurdo, mi sono detto: o la Giunta è in mala fede e vuole prendere in giro i valdostani per seguire servilmente le direttive dei governanti romani, i quali vogliono sentire solamente la canzonetta che dice: "Tout va très bien, Madame la Marquise"..., oppure gli Assessori ignorano la situazione della Valle, non conoscono gli assillanti ed urgenti problemi che ogni giorno di più affliggono le nostre popolazioni, in particolare gli operai, i contadini e tutte le categorie di lavoratori.
Per amor di patria, o meglio per amore della nostra Valle, voglio escludere la "malafede" della Giunta ed ammettere l'errata o l'insufficiente valutazione, da parte della Giunta stessa, delle reali ed urgenti necessità della nostra Regione.
Pertanto sarebbe dovere dei Consiglieri, quindi dovere mio, illustrarvele, ciò che potrebbe anche parere strano, se teniamo conto che i Consiglieri, dovendo dedicarsi alle loro occupazioni o prestare la loro opera alle dipendenze di terzi per otto ore al giorno, difettano di tempo disponibile oltre che di mezzi per visitare tutta la Valle e conoscerne tutti i problemi, ciò che invece è possibile agli assessori,
Ciò non di meno, mi sento in dovere di apportare il mio contributo attingendolo alla mia modesta esperienza, anche se i Consiglieri della maggioranza o gli Assessori mi interromperanno col la solita frase: "È da dieci anni che ci ripeti le stesse cose!"
Sissignori, è da dieci anni che in questo Consiglio con testarda perseveranza chiedo, insisto, ed ho anche battuto i pugni, perché vengano migliorate le condizioni di vita economica, sociale, sanitaria, igienica della laboriosa popolazione della Valle ed in modo particolare delle categorie meno abbienti.
E per tutto il tempo che siederò ancora su questi banchi dovrete rassegnarvi a sentirvele ripetere, fin quando vi deciderete a risolverle.
Non vi farò un lungo e monotono elenco di ciò che bisogna ancora fare in Valle d'Aosta, mi limiterò a tratteggiare alcuni aspetti della nostra situazione per dimostrarvi quanto sia inesatta l'affermazione della Giunta che ho citato all'inizio.
Incominciamo dall'elemento base per la vita di ogni uomo: il pane che l'operaio può comperare con i soldi che riceve in compenso del suo lavoro.
E se non lavora, come può comperare il pane per sé, per i bimbi, per la famiglia?
Oggi, in Valle, vi sono 1.800 disoccupati circa.
Questa è la cifra ufficiale, ma in realtà sono molto di più; se vi aggiungiamo poi i piccoli contadini che, nel periodo invernale, non chiederebbero altro che di fare qualche giornata per arrotondare il loro misero bilancio, i senza lavoro in Valle d'Aosta raggiungono una cifra preoccupante.
E a questi vanno aggiunti i numerosi figli della Valle, nostri fratelli, che non avendo altra via hanno dovuto scegliere quella dell'emigrazione.
Conosco quanto "sappia di sale il pane altrui" e speravo che questa triste odissea, con l'avvento dell' Autonomia, avesse a cessare.
Mi sono sbagliato, purtroppo, perché, ancora oggi, migliaia di donne della Valle faticano ogni estate in Isvizzera dieci, dodici ore ed anche più al giorno per un salario che può apparire soddisfacente col gioco del cambio.
In realtà è un salario di sfruttamento, accettato anche con gioia, perché non vi è altra scelta.
Ogni anno, numerosi giovani, dopo vane ricerche di occupazione, valicano il confine per adattarsi, in Francia, ad un lavoro che gli operai francesi, con ragione, si rifiutano di fare.
Non scendono nei pozzi di Marcirtelle, è vero, ma salgono sui monti, entrano nelle gallerie dei costruendi impianti idroelettrici a faticare ed a foderarsi i polmoni di polvere di silicio.
Dopo un lungo penare, ritorneranno al loro paese con pochi risparmi e con molta silicosi.
Secondo voi, Signori della Giunta, con questo bilancio, che pomposamente definite "sufficiente alle necessità della Regione", credete di poter affrontare e risolvere questo dolorosissimo problema?
Vi impegnate ad assicurare un lavoro e a dare pane a tutti i figli della Valle e per tutto l'anno, anche nei mesi invernali?
E, prima di entrare in altro argomento, vorrei sapere a che punto stanno i lavori della Commissione nominata, or son due anni, per studiare la concessione di mutui a basso interesse anche ai lavoratori ed in particolare agli operai che si costruiscono la casetta per sé e famiglia.
Mentre gli agricoltori, gli artigiani, gli albergatori ed altre categorie fruiscono di contributi e sussidi, seppure in misura inadeguata, per le loro attività, i prestatori d'opera, operai, impiegati, ecc.... ne sono esclusi.
Sul bilancio in esame ho visto lo stanziamento di 37 milioni per l'industria alberghiera, non ho visto lo stanziamento per favorire la costruzione di case per operai, impiegati, ecc... Eppure la casa è il sogno di tutti.
L'Autonomia deve continuare ad essere matrigna per questi lavoratori?
Se ricordo bene, sul vostro programma elettorale c'era scritto: "Favorire l'incremento dell'edilizia popolare mediante contributi".
Cercate di ricordarvene.
Vorrei anche richiamare alla vostra memoria un'altra frase, scritta sul vostro programma elettorale: "Costruzione di acquedotti e fognature nei Comuni e nelle frazioni che ancora ne sono sprovvisti, mediante intervento finanziario della Regione".
Fognature? l'80 per cento dei nostri Comuni ne è ancora sprovvisto, non parliamo poi delle frazioni.
Acquedotti? Vi pregherei di sentire il parere degli abitanti di Chevrère o di Ville-dessous a Introd, che bevono l'acqua che scorre in vecchi canali di legno, scavati dai nostri nonni, nei quali si abbeverano anche le galline, oppure della popolazione di Viering, a Champdepraz, ove l'acqua, nei giorni di pioggia, diventa rossastra, del colore della terra del torrente ove viene attinta.
Ho accennato, come esempio, ad un Comune dell'alta e ad uno della bassa Valle.
Quante frazioni della Valle mancano di luce elettrica?
E queste frazioni, come moltissime altre in Valle, sono sprovviste di strade carrozzabili.
Eppure quando, in Consiglio, noi di sinistra abbiamo protestato perché il mutuo di un miliardo e mezzo, contratto due anni f a, era stato destinato solamente per la sistemazione delle strade di gran turismo, escludendo completamente le strade di allacciamento delle frazioni, l'Assessore ai La.vori Pubblici assicurò che per le strade delle frazioni avrebbe provveduto con il bilancio ordinario.
Su questo bilancio avete stanziato 125 milioni per l'esecuzione di lavori di pubblica utilità in Aosta e Valle (strade, scuole, cimiteri, acquedotti, ecc...)
Che cosa pensate di costruire con 125 milioni?
Di questo passo, gli abitanti delle frazioni situate nelle Colline di St. Pierre, Sarre-Chezallet, Aosta, St. Marcel, Montjovet, Brusson, e di tante e tante altre, dovranno continuare a percorrere le loro ripide e sassose mulattiere; ancora per quanti anni? O forse decenni?.
Ed anche nella costruzione o ricostruzione di canali di irrigazione, si procede alla velocità delle tartarughe.
Quando verrà portato a termine il canale di Verrayes? Ed il Canale del Colle di Joux, che potrebbe servire tre Comuni: la Collina di St. Vincent, Emarèse e la frazione Arbaz a Challant St. Anselme, l'abbiamo messo nel dimenticatoio?
Eppure il Senatore Page, in occasione di un pranzo molti anni fa a St. Vincent, era stato molto generoso in fatto di promesse.
Veramente, c'è da domandarsi che cosa c'entrasse il Senatore Page con i bilanci della Regione. Ma quando si è in vena di propaganda tutto fa brodo....
Ed all'Assessore al Turismo, vorrei chiedere se non crede opportuno di impegnare i milioni (quattro in un anno), destinati alla "tutela della romanità in Valle d'Aosta", per la costruzione di palestra e campi sportivi nei vari Comuni della Valle d'Aosta.
Considerato che sul bilancio vi sono altre voci ed altri stanziamenti per l'archeologia, la "romanità" non vi perderebbe niente, mentre vi guadagnerebbe molto la salute dei nostri giovani.
E vengo alle conclusioni.
Mentre voi, Signori della Giunta, compilate dei bilanci di previsione, "sufficienti per provvedere alle necessità della Regione", migliaia di famiglie di operai disoccupati non sanno come fare per comperarsi il pane, altri devono recarsi in terra straniera a buscarsi la silicosi, i più fortunati, quelli che lavorano, hanno visto ridursi notevolmente il loro guadagno in seguito alla riduzione di orario.
Quasi impossibile per i giovani trovarsi un lavoro.
Il piccolo e medio contadino si dibatte in una sempre più grave crisi agricola; i prodotti delle sue fatiche, della sua terra, gli vengono pagati sempre meno, mentre vengono sempre più cari ai consumatori della Città ed egli stesso è vittima del continuo aumento dei prezzi dei prodotti industriali che deve acquistare.
Nei villaggi di montagna, lo spopolamento assume aspetti preoccupanti; ovunque incontrate case abbandonate, diroccate, la popolazione è composta di vecchi, unici abitanti di quelle baite ancora in piedi, i giovani scendono in piano.
Quali le cause?
Mancanza di comunicazioni, di strade, di servizi pubblici, di assistenza sanitaria, di scuole, mancanza di canali di irrigazione, eccessiva severità dei vincoli forestali, insufficiente reddito agricolo, eccessivo aggravio delle tasse, difficoltà e maggiore spesa per i trasporti e per la coltivazione dei magri terreni.
Assoluto disinteresse da parte della Amministrazione regionale per la grave situazione nella quale si dibattono i lavoratori.
Insufficienti provvedimenti per l'esecuzione di lavori pubblici a sollievo della disoccupazione invernale.
Mancanza di un piano regionale generale di lavori pubblici, da noi più volte sollecitato.
È possibile rimediare a questi gravissimi inconvenienti ed avviare la Valle d'Aosta sulla strada del benessere e del miglioramento del tenore di vita degli operai, dei contadini e dei lavoratori in genere?
Certamente, è necessario però mettere al bando i sistemi di ricatto e di discriminazione e la politica di troppo ordinaria amministrazione praticata dall'attuale Giunta.
È necessario presentare un bilancio con entrate sufficienti per fare fronte alle effettive necessità della Valle e non del tipo di questo le cui entrate del riparto fiscale non sono neanche sufficienti per coprire le spese generali, gli oneri patrimoniali e l'istruzione pubblica.
Questo è il mio parere sull'impostazione del bilancio che ci presentate.
Mi riservo di intervenire nell'esame delle singole voci".
Il Consigliere SAVIOZ premette di aver constatato che, in sede di compilazione del progetto di bilancio, non si è tenuto conto delle osservazioni da lui formulate lo scorso anno in sede di discussione del progetto di bilancio preventivo per l'esercizio finanziario 1956.
Osserva che la Giunta regionale ha predisposto un progetto di bilancio preventivo per il finanziamento di opere di ordinaria amministrazione e fa presente che, con tale, sistema, non si possono affrontare problemi di una certa importanza che rimangono tutt'ora da risolvere in Valle d'Aosta.
Precisa che detti problemi possono essere affrontati soltanto ricorrendo all'accensione di mutui di rilevante entità, come si è fatto lo scorso anno per finanziare i lavori di completamento delle strade regionali di grande interesse turistico.
Lamenta che nel progetto di bilancio preventivo in esame non si preveda l'accensione di un mutuo per affrontare la soluzione dell'importante problema dell'incremento e del miglioramento dell'edilizia popolare. Rammenta, in proposito, che lo scorso anno ebbe a presentare una mozione con la quale proponeva l'accensione di un mutuo per il risanamento dei quartieri popolari di Aosta e per la costruzione di nuove case di abitazione per le famiglie che abitano e vivono in veri tuguri.
Insiste sulla considerazione che il problema dell'incremento della edilizia popolare non può essere risolto, nemmeno in parte, con i mezzi ordinari di bilancio.
Per quanto riguarda il turismo, fa presente che la Valle d'Aosta sarà sempre in arretrato, in confronto ad altre Regioni d'Italia aventi importanza e attrezzature turistiche, fino a quando non sarà predisposto ed approvato un piano di finanziamenti straordinari per le iniziative aventi per fine l'incremento del turismo.
Riconosce che qualche cosa è stato già fatto nel campo alberghiero in Valle mediante i sussidi straordinari concessi dall'Amministrazione regionale per la costruzione ed il miglioramento di alberghi e di attrezzature turistiche ed alberghiere intese ad aumentare la ricettività in Valle d'Aosta.
Rammenta che ancora ultimamente (in data 25-5-1955) è stata deliberata la concessione di sussidi alberghieri per un ammontare di spesa di L. 37.986.220, ma fa presente che il problema alberghiero è soltanto uno dei settori del turismo e che occorre, quindi, potenziare le iniziative turistiche di tutti i settori.
Accenna, ad esempio, ai progressi compiuti in questi ultimi tempi nel campo delle comunicazioni e rileva che la Valle d'Aosta, per seguire il passo delle altre Regioni a carattere turistico, dovrebbe provvedere alla costruzione di un campo di aviazione in Aosta, tenuto presente che oggi giorno i turi sti si servono volentieri dei mezzi di comunicazione aerea.
Sempre a proposito del turismo, osserva che la propaganda svolta all'estero per rendere note le bellezze naturali della Valle e per invogliare i turisti stranieri a visitare la nostra Valle lascia alquanto a desiderare, come pure la propaganda svolta in campo nazionale, e ciò per insufficienza di fondi.
Osserva che l'avvenire della Valle d'Aosta e il benessere futuro delle sue popolazioni dipenderanno molto dallo sviluppo del turismo, come sarà provato in futuro, quando le miniere della Valle d'Aosta saranno esaurite, il che è prevedibile in un avvenire non tanto lontano.
Osserva che l'Amministrazione regionale elargisce da vari anni sussidi straordinari, per importi annui di centinaia di milioni, in favore delle varie categorie economiche locali.
In proposito, ritiene ammissibile la concessione di sussidi agli artigiani per l'acquisto di attrezzi indispensabili per il loro lavoro, come pure la concessione di sussidi agli agricoltori per l'acquisto di un aratro e di macchine agricole.
Ritiene, però, inammissibile l'abitudine invalsa nei cittadini in genere di ricorrere all'Amministrazione regionale per la soluzione di tutti i loro problemi di carattere finanziario, di qualsiasi entità ed importanza essi siano.
Dichiara che tale deplorevole abitudine deve assolutamente cessare e che bisogna fare comprendere ai cittadini che possono risolvere i loro problemi ricorrendo, anziché al sistema dei sussidi regionali, al sistema dei mutui bancari, che potrebbero essere concessi mediante intervento finanziario regionale per il pagamento totale o parziale degli interessi.
Chiede che nei bilanci di previsione dei futuri esercizi finanziari, a cominciare dal prossimo esercizio finanziario, si preveda l'accensione di mutui di una certa entità per la soluzione dei più importanti problemi di interesse generale.
Conclude, dichiarando che, per i motivi esposti, non è d'accordo sull'impostazione generale del progetto di bilancio preventivo in discussione.
Le Conseiller Madame PERRUCHON Veuve CHANOUX remarque que, si l'on donne un coup d'œil à travers la Vallée, on constate qu'il y a encore une grande partie des Communes et des villages valdôtains dépourvus d'eau potable et d'égouts.
Elle ajoute que, selon une récente statistique publiée par la revue "Documenti" de la Présidence du Conseil des Ministres, la Vallée d'Aoste est classée dans ce domaine parmi les dernières régions d'Italie. Elle souligne que la même observation a été faite personnellement par le Ministre Medici, à l'occasion de son séjour en Vallée d'Aoste.
Elle déclare ensuite que la plupart des routes de la Vallée d'Aoste sont en mauvais état, faute d'entretien, et tout particulièrement les routes construites récemment, comme celles de Verrayes, St. Denis, Valsavaranche. Elle fait noter que l'assainissement des marais de Quart se trouve à un point mort et qu'en plus un nouveau problème se pose: il paraîtrait que les eaux déviées de Quart envahissent les prés de Pollein en y apportant la "malaria".
Elle remarque encore que la Junte n'a pas pris position sur la question des tunnels et qu'il est à craindre que l'on perce le Fréjus, laissant ainsi encore une fois la Vallée d'Aoste isolée, avec toutes les répercussions économiques qui s'ensuivraient.
Elle souligne que pour la réalisation de ces travaux de nombreux milliards sont nécessaires et que, par conséquent, elle ne peut comprendre comment l'on puisse affirmer que les entrées sont suffisantes pour les besoins de la Région.
Elle déclare que la répartition d'impôts qui a été acceptée par la Junte régionale est insuffisante et que c'est pour cette raison qu'elle votera contre le budget qui a été présenté.
Il Vice Presidente, PASQUALI, in riferimento ai rilievi formulati dai Consiglieri Sig. Manganoni e Signora Perruchon Vedova Chanoux, osserva che il bilancio preventivo deve essere esaminato tenendo presente la media del tenore di vita del Paese in cui si vive.
Fa presente che il ragionamento del Consigliere Manganoni andrebbe bene se fosse fatto da un abitante dell'America del Nord, in quanto il tenore di vita della popolazione dell'America del Nord è più eleva lo del nostro. Invita a non dimenticare che siamo nell'Europa del Sud e, precisamente, in Italia e che, pertanto, il nostro bilancio di previsione va esaminato tenendo presenti le condizioni di vita della popolazione della Valle d'Aosta.
Rileva che, se si tenessero presenti le condizioni di vita delle popolazioni di altre valli, - come la Valle dell'Orsola, le Valli di Cuneo e la Valle di Susa, - si giungerebbe a delle conclusioni pericolose per i nostri bilanci.
Il Consigliere NICCO Giulio dichiara quanto segue:
"Egregi colleghi,
Vi avevo dichiarato, in una precedente seduta, che non avrei più discusso sulla necessità imprescindibile di un piano di lavori pubblici, una specie di piano Vanoni per la nostra Regione. Però, in sede di bilancio e pure necessario che io ritorni sulla mia decisione. Non parlerò dell'esiguità delle entrate, perché già ampiamente dimostrata dai Colleghi che mi hanno preceduto.
Dirò solo due parole sull'impostazione in bilancio delle spese per lavori pubblici.
Nelle spese ordinarie troviamo 127 milioni 188.000. Nelle straordinarie 335.000.000. In totale 462.188.000.
Si dice nelle premesse: "gli stanziamenti di spesa sono sufficienti per provvedere alle necessità della Regione ed al finanziamento delle spese, anche di carattere straordinario, per la costruzione di nuovi tronchi di strade, per il completamento di lavori di sistemazione e di manutenzione straordinaria di strade".
Soffermiamoci un momento su detta dichiarazione.
Le spese ordinarie per il primo semestre ammontano a 127.188.000. Rileverò l'esiguità di alcune voci.
a) le spese per il personale sono esigue, a mio parere, e vorrei chiedere se tengono conto del nuovo personale per il costituendo ufficio minerario, della necessità di creare un efficiente organico per la amministrazione, direzione e sorveglianza dell'ingente patrimonio stradale;
b) la somma stanziata per lo sgombero della neve nelle strade regionali è insufficiente, salvo che sia nei voti della Giunta, escluso ben s'intende l'Assessore al Turismo -, di augurarsi che non nevichi, come purtroppo è avvenuto fino ad oggi.
E che dire per lo sgombro delle neve nelle strade comunali? Come fa a bastare, se nevicasse solo normalmente, la somma di Lire un milione per contributi della Valle?
c) per l'indennità di trasferta del personale dell'Ufficio Acque è prevista la somma di Lire 200.000, appena sufficiente. E per tutti gli altri servizi, solo 400.000.
Vorrei ancora chiedere all'Assessore: l'organico dei cantonieri è sufficiente? È attualmente coperto?
Per le spese straordinarie, contenute nel primo semestre, rileverò l'insufficienza delle somme per lo studio dei progetti di opere pubbliche e compensi ai tecnici locali estranei alla amministrazione. Con tre milioni ben poco si può fare.
L'acquisto di macchine e di attrezzi stradali, per un efficiente servizio, richiede certamente una somma maggiore, perché si tratta di macchine costosissime.
E per lavori pubblici in Valle, escludendo la costruzione del Dispensario di Aosta, l'edificio scolastico in Aosta, il palazzo della Regione, - somma anche per questa voce troppo bassa -, troviamo lo stanziamento di 125 milioni per strade, scuole, cimiteri, acquedotti, ecc., somma troppo esigua per le impellenti necessità della Valle, perché in detto stanziamento sono comprese anche le spese per i lavori in Aosta.
Lo stanziamento relativo alla sistemazione e manutenzione delle strade regionali, consorziali e comunali, è apparentemente sufficiente, ma vorrei sapere, grosso modo, a quali lavori l'Assessore fa riferimento.
Nessuna somma è stata stanziata per spese e contributi per le opere impostate sulla legge Tupini. Ed allora la Amministrazione regionale rinuncia a finanziare tutte le opere per le quali i Comuni hanno, qualcuno da anni, - vedi St. Marcel -, richiesto il finanziamento su detta legge? l'Assessore mi risponderà: dove dovremmo attingere maggiori somme? D'accordo che non possiamo andare a reperire i fondi togliendoli dagli stanziamenti di altri Assessorati, che sono già troppo ristretti.
Ne consegue che le entrate sono esigue ed è per questo che la Giunta deve cercare, in tutti i modi, di aumentare o fare aumentare le entrate.
Mi si dirà anche che non si possono risolvere tutti i problemi in un solo anno; d'accordo, ma se noi avessimo il menzionato piano generale di lavori pubblici, si potrebbe impostare un bilancio dei lavori pubblici più reale e rispondente alle nostre necessità e si avrebbe anche maggiore modo di premere sullo Stato perché ci vengano aumentati, in misura più concreta, i fondi necessari. Oppure si potrebbe, come giustamente ha dichiarato il Consigliere Savioz, contrarre dei mutui per le opere di maggiore entità, quale, ad esempio, il nuovo palazzo del Governo regionale."
Il Consigliere CHABOD Renato dichiara di concordare sul rilievo fatto dal Vice Presidente, Pasquali, che vi sono popolazioni di altre Valli che stanno peggio della popolazione della Valle d'Aosta.
Osserva però che, a differenza di altre Valli, ad esempio quelle del Cuneese, di Susa e di altre Valli alpine, la Valle d'Aosta ha una caratteristica essenziale che la contraddistingue da tutte le altre Valli e che costituisce la sua ricchezza fondamentale: la bellezza naturale costituita dallo scenario grandioso delle montagne che la circondano.
Dichiara che a tutt'oggi tale ricchezza non è stata valorizzata e sfruttata sufficientemente dai Valdostani e che chi viene in Valle di Aosta rimane entusiasta dello scenario delle nostre montagne, ma non altrettanto della nostra attrezzatura turistico-alberghiera, perché, in fatto di attrezzatura, la Valle d'Aosta lascia molto a desiderare.
Rileva che la maggior parte di coloro che vengono in Valle d'Aosta affermano che l'Alto Adige presenta un panorama meno grandioso, ma assicura per contro ai turisti un maggior conforto; cosi dicasi della Svizzera.
Per quanto riguarda le strade, dichiara che molto bene ha fatto l'Amministrazione regionale a contrarre un mutuo per il completamento della sistemazione delle principali strade regionali di maggiore importanza turistica, ma osserva che si dovrebbe ora stipulare un altro mutuo per il completamento e la sistemazione delle altre strade.
Dichiara che molto rimane ancora da fare in questo campo, ad esempio: le strade del Colle di Joux e del Colle del Nivolet.
Lamenta, a questo proposito, che ad una recente riunione del Comitato per il traforo del Colle della Galisia, di cui è Presidente il Senatore Anselmi, non abbia presenziato alcun rappresentante della Regione Valle d'Aosta.
Rileva che con il valico della Galisia si collega il Colle del Nivolet e la Valle d'Aosta con la Valle d'Isère, il Colle dell'Iseran, Lanslebourg, ecc. e che si tratta, cioè, della apertura di un Colle che porterebbe un importante traffico in Valle d'Aosta.
Dichiara che l'Amministrazione regionale deve volgere la sua attenzione alla soluzione di tutti i problemi stradali interessanti la Valle d'Aosta, compresi quelli di minor rilievo, comprendenti l'allacciamento di Comuni o frazioni di Comuni.
Afferma che l'Amministrazione regionale deve volgere la sua attenzione anche alle locali strade statali, sebbene queste siano di competenza dell'ANAS, in quanto intervenendo tempestivamente presso l'ANAS è possibile risolvere alcuni importanti problemi stradali locali.
Informa che nella traversa abitata di Châtillon, nel punto più stretto, non possono passare contemporaneamente due automezzi di grossa portata, il che è molto spesso causa di ingorghi. Lamenta che in tale punto sia stata ricostruita una casetta, già demolita, ripristinando così l'inconveniente al qua le ha accennato e che farà dire ai turisti, - i quali non sanno che la sistemazione della traverse abitate è di competenza dei Comuni, - che la Regione non sa sfruttare le sue ricchezze naturali in quanto si disinteressa della sistemazione delle strade.
Rileva che, parlando di deficienza di attrezzatura, non intende soltanto riferirsi agli alberghi, alle pensioni e alle case di affitto, ma anche a quel complesso di cose che contribuiscono a dare un determinato colore e cachet alla nostra Valle, ad esempio l'esposizione di gerani sui balconi e sulle finestre delle case dei contadini.
Riconosce come sia necessaria, per questo, una opera di persuasione tutt'altro che facile presso i contadini e presso la popolazione in genere, ma esprime parere che sia opportuno trovare qualche incentivo che possa servire di sprone alla popolazione per abbellire le case.
Accenna alla possibilità dell'attuazione di concorsi a premi per gli alberghi, per le pensioni e per le case private, ecc..
Rileva che bisogna, inoltre, favorire la conservazione delle caratteristiche locali, fra le quali comprende le specialità della cucina locale e i vini locali di qualità rinomata.
Osserva che per la conservazione di tali caratteristiche locali bisogna favorire ed aiutare l'iniziativa privata.
Accenna, infine, alla necessità di indire manifestazioni di carattere folcloristico tradizionali, popolari e sportive, che servano ad incrementare l'afflusso dei turisti in Valle d'Aosta; cita il Trofeo Mezzalama che, egli afferma, era indubbiamente una corsa valdostana, perché soltanto in Valle d'Aosta poteva venire disputata.
Dichiara che l'Amministrazione regionale, oltre a svolgere i compiti di sua specifica competenza, deve essere l'organo propulsore delle iniziative private, senza, però, sostituirsi ai privati nella realizzazione delle varie iniziative.
Lamenta che il bilancio preventivo 1° semestre del 1957 contempli soltanto l'ordinaria amministrazione. Fa presente che la Valle d'Aosta è una piccola Regione e che, pertanto, gli Amministratori la conoscono a fondo e sanno quali sono i problemi che devono essere risolti nell'interesse della popolazione dei Comuni della Valle.
Insiste sulla necessità che si valorizzi maggiormente e si sfrutti il patrimonio naturale grandioso della Valle d'Aosta.
Ritiene che i Consiglieri della maggioranza risponderanno che essi concordano perfettamente con il Consigliere Chabod Renato su tutti questi punti, ma che occorre tenere presente che le entrate non sono sufficienti per attuarli. Rammenta che i Consiglieri della minoranza si sono dichiarati contrari ad un riparto di entrate erariali, comprendente una quota fissa e una quota variabile che danno alla Regione una quota di riparto da essi ritenuta insufficiente per fare fronte alle necessità della popolazione della Valle d'Aosta.
Conclude, dichiarando che, per le ragioni da lui esposte, non è favorevole all'impostazione generale del progetto di bilancio preventivo predisposto dalla Giunta, perché esso pecca di eccessiva ordinaria amministrazione.
Il Consigliere BARONE premette che non intende ripetere quanto già è stato detto dai colleghi della minoranza, ma che intende soltanto sottolineare che la maggior parte delle entrate viene quasi totalmente assorbita dalle spese di ordinaria amministrazione dell'Assessorato alla Pubblica Istruzione.
Pone in rilievo che il problema delle aule scolastiche non è ancora risolto, in quanto in molte frazioni le aule scolastiche non sono sufficienti o necessitano di sistemazione.
Lamenta che non sono stanziate somme per favorire studi particolari sulla Valle e, per quanto riguarda le borse e i sussidi di studio a favore di alunni e studenti poveri, dichiara che i fondi stanziati sono insufficienti.
Osserva che le spese della pubblica istruzione sono in continuo aumento, per cui arriverà il giorno in cui assorbiranno quasi totalmente le entrate della Amministrazione regionale.
Ritiene che sia, quindi, necessario ed urgente di aumentare adeguatamente le quote di riparto delle entrate erariali da assegnare alla Regione.
L'Assessore alle Finanze, BIONAZ, rispondendo brevemente in merito ai rilievi formulati dai Signori Consiglieri, rammenta anzitutto che nel progetto di bilancio di previsione in discussione sono state lasciate in bianco le colonne relative agli accertamenti risultanti dal conto consuntivo 1955 e alle variazioni di spesa, in più o in meno, in confronto al bilancio preventivo dell'esercizio finanziario 1956, in quanto si tratta di un progetto di bilancio semestrale e non già annuale.
Osserva che le voci del bilancio preventivo corrispondono a quelle del bilancio dello scorso anno, salvo per quanto riguarda i singoli stanziamenti che sono ridotti a metà trattandosi di previsioni relative ad un solo semestre.
Per quanto riguarda il rilievo secondo cui l'affermazione, - fatta nella relazione al bilancio, - che gli stanziamenti di spesa sono sufficienti per provvedere alle necessità della Regione e al finanziamento delle spese, anche di carattere straordinario, sarebbe in contrasto con l'affermazione fatta nella relazione al bilancio di previsione dello esercizio 1954, rammenta che nel 1954 non era ancora stata risolta la questione del riparto delle entrate erariali fra lo Stato e la Regione e che la relazione al bilancio doveva essere allora, ovviamente, compilata secondo una impostazione particolare, ai fini delle trattative in corso per il riparto.
Circa l'elencazione dei numerosi lavori di pubblica utilità che sono tutt'ora da eseguire in Valle d'Aosta per risolvere i problemi dei vari Comuni, dichiara che ogni anno, da ormai 10 anni, il Consigliere Manganoni fa sentire le sue lamentele al Consiglio per quanto riguarda i lavori di pubblica utilità che rimangono ancora da eseguire.
Ritiene che i Consiglieri in genere, e lo stesso Consigliere Manganoni, siano convinti che tali lamentele non sono fondate.
Rammenta che, a proposito delle critiche del Consigliere Manganoni, il Vice Presidente, Pasquali, ha sottolineato che, nell'esaminare il bilancio di previsione, bisogna riportarsi all'ambiente economico in cui si vive per esprimere un giudizio obiettivo e giusto.
Dichiara di essere convinto che, anche se l'Amministrazione regionale disponesse dei fondi occorrenti per l'attuazione dei lavori di pubblica utilità ai quali ha accennato il Consigliere Manganoni, vi sarebbero sempre ugualmente lamentele, anche perché le esigenze aumentano con l'aumentare del tenore di vita della popolazione.
Rileva che molto spesso si sente dire, nelle altre Regioni, con un senso di invidia, che nella nostra Regione, grazie all'autonomia, vengono realizzate opere che altrove non si ha la possibilità di eseguire; il che dimostra che le lamentele del Consigliere Manganoni non hanno ragione di essere.
Per quanto riguarda la disoccupazione in Valle d'Aosta, fa presente che essa è dovuta soprattutto al fatto che, in seguito alla esecuzione dei numerosi lavori appaltati dalla Regione, continua ad immigrare in Valle d'Aosta molta mano d'opera disoccupata proveniente da altre Regioni povere e che viene in cerca di lavoro.
Rileva che, d'altra parte, succede spesso che persone iscritte nei registri dei disoccupati rifiutano di prestare la loro opera alle dipendenze di imprese stradali, il che dimostra che tali elementi non hanno quindi diritto di lamentarsi e di considerarsi disoccupati.
Circa il rilievo secondo cui nel bilancio preventivo in esame si prevede essenzialmente l'esecuzione di lavori di ordinaria amministrazione e sono finanziate soltanto poche opere di carattere straordinario, rileva che è invalsa l'abitudine di considerare comprese fra le opere stradali ordinarie anche quelle che sono di carattere straordinario, ma che annualmente vengono finanziate dalla Regione per sistemare le varie strade.
Al Consigliere Savioz, il quale ha lamentato che non sono previsti mutui per il finanziamento di opere di carattere straordinario, risponde che il bilancio in esame è soltanto semestrale, non già annuale, e che, d'altra parte, è parso opportuno alla Giunta di non prevedere un nuovo mutuo dal momento che sono ancora in corso i rilevanti lavori finanziati con il mutuo di un miliardo e mezzo stipulato lo scorso anno.
Dichiara che, a parte tale considerazione, non è buona norma il contrarre troppi debiti per risolvere in blocco tutti i problemi.
Rammenta che gli Amministratori regionali devono essere oculati nello amministrare la cosa pubblica e agire da buoni padri di famiglia, preoccupandosi di non lasciare eccessivi debiti, ma ripartendo in più anni l'esecuzione dei lavori di pubblica utilità.
Passando al problema dell'edilizia locale, rammenta che l'Amministrazione regionale ha contribuito in modo tangibile per la soluzione del problema dell'edilizia locale mediante la erogazione di somme rilevanti per sussidi e contributi.
Dichiara di concordare con il Consigliere Savioz sull'opportunità che abbia a cessare il sistema dei sussidi e di intervenire nel pagamento degli interessi su mutui, come già è stato approvato a favore della industria alberghiera.
Fa presente che il problema del finanziamento dell'edilizia popolare è più complesso, in quanto è più difficile reperire i fondi perché gli istituti bancari frappongono maggiori difficoltà.
Per quanto riguarda il turismo, informa di aver preso atto delle osservazioni, molto interessanti, fatte dai Consiglieri Savioz e Chabod Renato, ma osserva che non è possibile risolvere tutti i problemi nel periodo di un anno. Precisa che molto è stato già fatto e che altre iniziative sono allo studio anche in questo campo.
Circa il rilievo secondo cui gli stanziamenti previsti non sono sufficienti per eseguire i numerosi ed urgenti lavori di pubblica utilità, fa presente che l'Amministrazione regionale deve predisporre i bilanci basandosi su entrate reali e osserva che la Giunta ritiene, con gli stanziamenti previsti nel bilancio preventivo in esame, di poter fare quanto è stato fatto nel periodo di un semestre in base al bilancio dell'esercizio precedente.
Conclude, dichiarando di riservarsi di fornire ulteriori chiarimenti che siano richiesti dai Signori Consiglieri in sede di discussione dei singoli articoli del bilancio.
Il Presidente della Giunta, BONDAZ, dichiara che intende esporre qualche considerazione di carattere generale in merito alle dichiarazioni che il Consigliere Manganoni ha letto, come ha sempre diligentemente letto tutti gli anni, in passato, dichiarazioni che saranno pubblicate sui giornali dell'opposizione.
Riconosce giusto che l'opposizione faccia quello che ritiene di fare: invita, però, il Consigliere Manganoni a riflettere sulla gravità delle parole pronunciate allorquando ha tacciato la Giunta di malafede; dichiara che contro tali parole egli sente il dovere di protestare pubblicamente. Afferma, quindi, che tutti gli Amministratori, nessuno escluso, agiscono nell'interesse della Valle d'Aosta, alla quale sono affezionati e che amano dello stesso amore.
Prosegue dichiarando quanto segue:
"Noi - egli dice - siamo degli uomini come voi, che lavorano in perfetta buona fede. Possiamo errare, come voi stessi potete errare. Non usiamo i termini che voi avete usato, ma rimaniamo su un terreno onesto, sul terreno della buona fede. Bisogna sempre pensare alla buona fede altrui, salvo prova del contrario e se avete queste prove denunciateci alla opinione pubblica e noi ci difenderemo. Ma protestiamo contro queste affermazioni, che non hanno se non il carattere della più bassa demagogia. Protestiamo, inoltre, quando si accenna ad una politica di ricatti e di discriminazioni da parte della Giunta.
Se il Consigliere Manganoni conosce l'importanza dei termini "ricatti e discriminazioni", faccia delle accuse precise, alle quali risponderemo.
Detto questo, vediamo con onestà di intenti che cosa, in termini generali, si è detto contro questo bilancio, che è un bilancio preventivo semestrale.
Rammento che, per avere una idea dell'importo complessivo della spesa per un bilancio annuale, bisogna raddoppiare le cifre delle entrate e delle spese."
Osserva, quindi, che i Consiglieri dell'opposizione hanno fatto un quadro il più nero possibile e fa presente che rientra nella facoltà dell'opposizione di essere pessimista allo scopo di pungolare la Giunta regionale, il che è ammissibile in un regime democratico.
Rileva però che, allorquando si discute di questioni amministrative, bisogna adeguarsi alle possibilità e alle norme amministrative e non cadere in eccessi, perché, se si dovesse prevedere in un solo bilancio le somme occorrenti per la soluzione di tutti i problemi elencati dalla opposizione, si raggiungerebbero cifre iperboliche.
Afferma che non si può pretendere che si faccia l'impossibile e che i molti problemi non possono essere risolti se non gradualmente, in relazione alle possibilità finanziarie della Regione.
In merito alla questione della disoccupazione, dichiara che le cifre esposte non corrispondono alla verità, perché i disoccupati alla fine del mese di novembre 1956 erano esattamente 1470 e che tali, all'incirca, erano anche nel mese di dicembre.
Rammenta di aver preso, a suo tempo, l'impegno davanti al Consiglio che si sarebbe fatto tutto il possibile per la soluzione del problema della disoccupazione in Valle di Aosta ed osserva che il Consigliere Manganoni è a conoscenza che è stato mantenuto tale impegno, in quanto è stato inviato a tutte le Imprese che lavorano in Valle d'Aosta un ordine preciso, con il quale si faceva loro obbligo di richiedere la mano d'opera locale prima di ricorrere alla mano d'opera di altre zone.
Informa che le imprese hanno ottemperato all'obbligo loro fatto ma che, purtroppo, si è dovuto constatare che parecchi disoccupati, che erano stati invitati con cartolina a presentarsi al lavoro, hanno declinato l'invito; osserva che costoro sono da considerarsi disoccupati volontari e non già dei disoccupati veri e propri, avendo rifiutato di lavorare.
Comunica che l'Amministrazione regionale ha fatto tutto quello che è stato possibile per dare lavoro ai disoccupati ed ha ottenuto dai competenti Ministeri l'autorizzazione ad aprire un gran numero di cantieri di lavoro, quale non si è mai ottenuto in passato, mettendoli in esecuzione man mano che venivano autorizzati. Rileva che si è ottenuto l'impianto di cantieri di lavoro per complessive giornate lavorative 85.000 circa, il che ha sollevato le proteste di molte altre Regioni d'Italia.
Circa la questione dei tunnels, dichiara che non corrisponde alla verità l'affermazione che la Giunta non abbia preso posizione. Precisa che la posizione della Giunta per quanto riguarda i trafori è sempre stata chiarissima, come lo si è constatato anche in sede di Consiglio. Rammenta di aver detto, anche nelle riunioni delle Commissioni alle quali ha presenziato, che la Valle d'Aosta è favorevole a tutte le iniziative che abbiano lo scopo di aprire una qualsiasi nuova via con galleria attraverso le Alpi, non dimenticando che la Valle d'Aosta ha già assunto degli impegni per il traforo del Monte Bianco.
Circa l'invito, rivolto alla Giunta, di interessarsi non solo delle strade regionali ma anche delle strade nazionali, informa che tale invito è superfluo, in quanto la Presidenza della Giunta è intervenuta già presso l'ANAS e può dire che esiste un progetto di lavori per la sistemazione delle strade nazionali per l'attuazione dei quali l'ANAS aspetta la definizione della questione dei tunnels.
Rileva che l'opposizione può, quindi, constatare che tutto quanto è possibile tentare viene tentato dalla Giunta, ma che, ovviamente, non è sempre possibile raggiungere in breve tempo tutti gli scopi che la Amministrazione regionale si prefigge di conseguire.
Circa la questione dei sussidi, osserva che il Consigliere Savioz sa perfettamente quali siano le intenzioni della Giunta per quanto riguarda questo problema.
In forma che, allorquando si riunì la Commissione consiliare di studio per il finanziamento delle piccole e medie industrie e si parlò della creazione di un Istituto regionale di credito per la concessione di mutui alle piccole e medie industrie, ebbe ad affermare che riteneva opportuno ricorrere, per la concessione di mutui, ad un Istituto bancario di credito, anche per vedere cosa ne sarebbe venuto fuori e per saggiare il mercato regionale.
Comunica che si iniziarono, quindi, trattative con diversi Istituti bancari, trattative che giunsero a buon fine con l'Istituto San Paolo e che si concretarono nell'accordo per la concessione di mutui a favore dell'industria alberghiera.
Fa presente che la questione ha potuto essere risolta abbastanza facilmente per l'industria alberghiera, ma riuscì molto più difficile per le altre categorie economiche per il fatto che per ottenere mutui occorre fornire le garanzie richieste dall'Istituto.
Assicura che anche per altre categorie economiche l'Amministrazione regionale vedrà di studiare analoghi provvedimenti.
Accenna alle varie iniziative assunte e sottolinea la portata del contratto di proroga novennale della concessione della Casa da gioco, concluso con la Società SITAV, di Saint Vincent, in base al quale la Società stessa ha costruito su terreno già ceduto in proprietà della Regione, e a nome e per conto della Regione stessa, un nuovo fabbricato da adibire a casa da Gioco, fabbricato che ha comportato per la Società SITAV una spesa di ben 600 milioni di lire e che entrerà senza alcuna altra formalità nel patrimonio immobiliare regionale. Informa che i giuochi avranno inizio nel nuovo fabbricato entro il 29 del mese di marzo e osserva che, con l'aumento delle sale da gioco, aumenterà evidentemente il gettito annuo dei proventi spettanti alla Regione.
Sottolinea, per quanto riguarda le opere straordinarie, che, quando la Provincia di Torino, nel mese di marzo 1956, faceva pubblicare sui quotidiani che aveva approvato l'esecuzione di opere straordinarie in tutto il territorio della Provincia per un ammontare di 400 milioni di Lire, l'Amministrazione regionale della Valle d'Aosta aveva già in corso di esecuzione opere straordinarie per ben un miliardo e mezzo di spesa, senza contare le somme stanziate in bilancio per l'esecuzione di altre opere pubbliche.
Perché l'opposizione, - egli dice -, che svolge giustamente opera pungolatrice e protestatrice, ha messo nei suoi rilievi soltanto una nota negativa? perché non ha riconosciuto quello che è stato fatto?
Ritornando sul rilievo secondo cui le entrate non sono sufficienti per finanziare i vari e numerosi lavori che rimangono ancora da eseguire in Valle d'Aosta, fa presente che neanche l'entrata di lire 1.800.000.000, già prevista nel bilancio del 1954 e non realizzabile allora, sarebbe sufficiente per fare fronte alle spese che comporterebbero i lavori elencati dal Consigliere Manganoni nella sua lunga esposizione.
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Si dà atto che, alle ore dodici e minuti trenta, il Presidente, PAREYSON, sospende la seduta e rinvia all'adunanza pomeridiana la continuazione della discussione sul progetto di bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario 1° gennaio 1957 30 giugno 1957.
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