Trascrizione informale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 242 del 31 ottobre 1970 - Resoconto

OGGETTO N. 242/70 - Ratifica di deliberazioni adottate dalla Giunta regionale in via d'urgenza.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora invito il Segretario a leggere i numeri, le date più i titoli delle... se ci sono osservazioni, allora si apre la discussione; un attimo solo, volevo precisare che gli oggetti 2647 e 3076 vanno in... e in più 3078, in votazione segreta, quindi rimandiamo in ultimo. Quindi incominciamo dal secondo, 2672.

Oggetto n. 2672 in data 5 agosto 1970

Montesano (P.S.D.I.) - Ci sono osservazioni? Chi approva alzi la mano. Contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.

Oggetto n. 2715 in data 5 agosto 1970

Savioz (P.C.I.) - Vorrei chiedere all'Assessore, per cortesia, di spiegare il perché della modificazione e in che cosa consiste la modificazione.

Maquignaz (D.P.) - Cioè, in seguito agli eventi meteorici di carattere eccezionale del '69, si sono riscontrati urgenti lavori da eseguire mentre, invece, quanto era in programma era solo un programma di larga massima perché, in quel momento, dovevamo decidere in Consiglio per avere l'approvazione prima di trasmetterlo al Ministero. Quindi, queste direi che sono delle specie di piccole sostituzioni che vengono fuori facendo delle economie su determinati lavori per poter venire incontro a quelli di maggiore urgenza, solo e non altro che quello.

Caveri (U.V.) - Nous avions présenté deux motions, une pour l'éboulement institué entre Lillianes et Fontainemore et l'autre pour les éboulements de Gressan. L'Assesseur nous avait donné des assurances; nous avons rien su, est-ce qu'il pourrait nous dire quelque chose?

Maquignaz (D.P.) - Je ne peux pas être bien précis dans ce moment parce que je me rappelle qu'alors j'avais passé la question au fonctionnaire de l'Assessorat pour la question de Gressan, je sais qu'il attend d'avoir le plan d'aménagement des bois pour qu'il prévoit déjà aussi les aménagements de la partie du terrain qu'il y a, où il y a le mouvement.

Pour la question d'Issime, il me semble que là est un peu plus difficile de Lillianes, c'est-à-dire, de Lillianes, un peu plus difficile parce que nous voyons qu'il faut faire des travaux pour qui demandent des fonds consistants et, malheureusement, il n'y a pas des possibilités de le faire tout de suite, ça.

Montesano (P.S.D.I.) - Altre domande? Chi approva alzi la mano. Contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.

Oggetto n. 2824 in data 28 agosto 1970

Montesano (P.S.D.I.) - Chi approva alzi la mano. Contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.

Oggetto n. 2945 in data 28 agosto 1970

Manganoni (P.C.I.) - Io osservo qui a pagina 5 che dice: "Gli alunni che, usufruendo del posto nell'anno scolastico 1969/1970, ottennero la promozione in prima sessione di giugno, hanno diritto alla conservazione, al beneficio, ecc..."

Io vi direi questo, cioè sono problemi che abbiamo già dibattuto e discusso qui in Consiglio. Qui praticamente, in genere, quelli che vengono rimandati sono quelli che si trovano in condizioni di essere meno seguiti, in condizioni di disagio di famiglia, condizioni anche di distanza, nel senso che devono prendere parte del loro tempo a viaggiare sui pullman o sui treni e quindi, di fatto, chi è che verrebbe a rimetterci sono solo quelli, proprio quelli che dovrebbero essere più aiutati, tenuto conto della loro situazione, della loro famiglia, ecc... (voce) ...In avvenire, però, qui si riferisce ancora... quando verranno aboliti, la questione sarà risolta. Sia chiaro che io qui non è che dica: modificate subito; però è sempre una raccomandazione che io voglio ribadire e dicendo alla Giunta: teniamo conto di questi fattori negativi per una parte degli allievi i quali sono quelli che, anche in questo caso, sono quelli che subiscono, quelli che pagano, malgrado loro.

Montesano (P.S.D.I.) - Io volevo domandare all'Assessore dell'articolo 5... (legge) ...in riguardo al prolungamento della scuola dell'obbligo col biennio in esperimento, non si considera anche gli altri che...

Lustrissy (D.P.) - Non è il prolungamento della scuola dell'obbligo: chi liberamente si è iscritto alle scuole come scelta tradizionale, si è trovato di fronte al biennio, ma non è obbligatorio... va bene ma, comunque, non c'è l'obbligatorietà della...

Montesano (P.S.D.I.) - Chi approva alzi la mano. Astenuti? Contrari? Il Consiglio approva.

Oggetto n. 3010 in data 2 settembre 1970

Tonino (P.S.I.U.P.) - Sull'ultimo comma della narrativa, si legge quanto segue: "in considerazione delle impellenti necessità di pubblicizzare l'iniziativa in questione, al fine di ottenere la più ampia partecipazione possibile di allievi, propone di approvare, in via d'urgenza...", e qui sono d'accordo. Vorrei, però, pregare l'Assessore, peccato che non c'è, ma, comunque, mi indirizzo al Presidente, di voler fare e far fare delle visite ispettive in quella Scuola Alberghiera, specie nelle ore dei pasti e, se è necessario, far fare diverse visite perché, se corrisponde al vero...

Montesano (P.S.D.I.) - Tonino, mi scusi, io rimanderei; vediamo di cercare l'Assessore al Turismo.

Tonino (P.S.I.U.P.) - Va bene, possono riferire loro di fare delle visite nelle ore dei pasti; è necessario fare diverse visite, perché, se corrisponde al vero quanto mi è stato detto, non diamo certamente una buona pubblicizzazione sull'iniziativa in quanto, sempre se è vero, gli allievi tirerebbero la cinghia in quell'Istituto, in quella scuola, sempre, però, se è vero. Quindi occorre interessarsi di questo problema perché non farebbe certamente onore alla Regione se si verificasse anche qui in Valle ciò che è avvenuto in altri posti.

Per quanto riguarda la disciplina, seppure è indispensabile, non deve, però, essere esagerata, quindi prego appunto il Presidente della Giunta e l'Assessore di fare tutto quello che ritiene possibile anche con delle visite improvvise, al fine di appurare la verità. Se quanto è stato detto corrisponde al vero, allora bisogna prendere delle misure; se non è vero, meglio ancora, però andiamo a vedere cosa succede lassù. Questo mi hanno riferito delle mamme che hanno i loro allievi. Quella che è gestita, quella del Panorama, non so.

(voci)

Dujany (D.P.) - Si precisasse se si tratta delle Scuole alberghiere, di quei corsi che sono fatti a Etroubles, Pollein o Porossan o si tratta del Collegio regionale a Châtillon, Villa Panorama. Allora quello è un Collegio, non ha niente a che fare con la Scuola alberghiera. Va bene, prendo atto; vediamo se queste lamentele corrispondono al vero.

Savioz (P.C.I.) - Io volevo soltanto una piccola informazione: mi risulterebbe, non so se quanto mi risulta sia poi veramente esatto, lo chiedo all'Assessore per essere sicuro, che quest'anno c'è un notevole ritardo nell'apertura dei corsi alberghieri. Per quale ragione questo ritardo? Se è vero che c'è, se è vero.

Fosson (U.V.) - Moi, je voulais seulement dire une chose; nous avons plusieurs fois rappelé de nouveau l'attention de l'Assesseur, de la Junte sur la possibilité de reprendre une initiative qu'on avait eu dans le passé, c'est-à-dire que les élèves, les meilleurs qui participent à ceux cours d'hôtellerie qu'ont suivi, comme ça ici dans la Vallée, ou ceux qui participent aussi dans d'autres occasions, de pouvoir les envoyer aussi pour se perfectionner à l'étranger. Une fois on avait une bonne habitude, on les envoyait, sais pas moi, il me résulte qu'on a plus envoyé personne maintenant, depuis quelques années. En tout cas, si l'Assesseur pourra me dire qu'ils ont envoyé quelqu'un sans quoi, nous avons des exemples en Vallée de gens qui ont participé à ces cours de Lausanne, de l'Ecole hôtelière de Lausanne, qui se sont fait une position et que quelqu'un a mis en haut des hôtels en Vallée d'Aoste et ils sont parmi les meilleurs parce qu'ils ont une préparation technique et je ne veux pas faire des noms ici maintenant, d'autres ils se sont fait une position en tournant le monde et tout et il ne faudrait pas, en ce moment, faire du nationalisme. Il y a eu une certaine résistance, on a dit: pourquoi on envoie à Lausanne, on n'envoie pas à Como ou à Stresa? Mais nous avons vu que, pour plusieurs de ces jeunes valdôtaines qui sont allées à Lausanne, ils ont eu vraiment des résultats; ceci je dis en occasion quand on me parle de ces cours qui n'ont rien à faire mais, tout de même, les meilleurs, s'ils ont même une certaine préparation dans leurs études, on peut, il faut donner cette possibilité au.... de la Vallée.

Milanesio (P.S.I.) - In questo momento la preparazione professionale per gli addetti agli alberghi viene fatta essenzialmente dalla Pubblica Istruzione e, per quanto riguarda il Convitto regionale di Châtillon, detto "Villa Panorama", l'Assessorato al Turismo, d'intesa con il Ministero del Lavoro, promuove dei corsi semestrali che, evidentemente, per la brevità del periodo stesso di studio e di sperimentazione, diciamo così, rappresentano una sommaria preparazione professionale.

È accaduto, da un po' di anni a questa parte, che le iscrizioni a questi corsi, invece di aumentare, si rarefanno, di modo che quest'anno l'Amministrazione regionale, di fronte alle poche domande presentate, ha ritenuto opportuno fare un solo corso invece di farne uno maschile e uno femminile.

E, pertanto, quest'anno si farà solo il corso femminile, un altro anno faremo, probabilmente, solo il corso maschile perché le domande sono talmente poche che non vale la pena mettere in piedi un corso. Questa è la grossa verità, anche se quest'anno abbiamo sensibilizzato sia l'opinione pubblica che le Amministrazioni comunali, in modo superiore a quello che era stato fatto negli anni precedenti.

C'è una certa tendenza a non iscriversi più a questo tipo di corso forse perché i limiti di questo corso sono troppo evidenti. Un periodo di sei mesi dà una preparazione molto sommaria e non riesce a risolvere certamente i problemi della preparazione professionale.

Lo stanziamento del Ministero del Lavoro è rimasto pressoché lo stesso, quindi i costi supplementari che si devono sopportare, li deve sopportare esclusivamente la Regione.

È opportuno, credo, a questo proposito, assumere nuove e diverse iniziative per fare qualcosa di più incisivo e non è vero che c'è un ritardo nei corsi, il ritardo è solo dovuto al fatto che abbiamo cercato di reclutare dei giovani e non ne abbiamo trovati, praticamente, di modo che abbiamo ritenuto di fare il solo corso femminile per il quale le iscrizioni erano superiori a 15. Per quello maschile non abbiamo trovato neppure 10 persone che volevano frequentarlo.

Pedrini (P.L.I.) - Prendo atto ed entro nell'argomento per un dettaglio che facciamo entrare da un fianco, diciamo.

La scuola di Saint-Vincent è un'ottima cosa; si sente, però, in tutta la Valle, e vorrei richiamare proprio l'attenzione dell'Assessore, se non può portare in Commissione o studiare la cosa, la lamentela della mancanza di personale alberghiero. E tutti quanti dicono che, quando i ragazzi hanno finito, giustamente, se ne vanno in Inghilterra, vanno dappertutto meno che in Valle d'Aosta, dopo aver studiato, evidentemente, con i soldi della Regione.

Ora, la domanda che si poneva e la richiesta che si sente correre e che io avrei voluto anche scrivere e, colgo l'occasione invece per dirla così con poche parole, era questa: se non era possibile fare in modo che almeno per un anno o per una stagione i giovani, dico una stagione, i giovani che escono dalla scuola si fermino in Valle d'Aosta e allora, a rotazione, noi avremo 80, 100 giovani che tutti gli anni potrebbero riempire gli alberghi della Regione, senza dover andare a trovarli fuori, con delle difficoltà poi di tutti i generi perché oggi, sappiamo tutti, proprio il turismo soffre per questa mancanza di personale.

Era una cosa da prendere in considerazione e, eventualmente, studiare in Commissione.

Savioz (P.C.I.) - Io non volevo più intervenire ma mi sento in obbligo di dire qualche cosa.

Su quanto dice il Consigliere Pedrini, la lamentela che lei ripercuote in quest'aula è una lamentela che sentiamo da sempre da parte degli albergatori della Valle d'Aosta.

Però questa lamentela ha ragione d'essere o non ha ragione? A mio modesto avviso non ha ragione, non ha ragione per un semplice motivo: noi tendiamo, sia pure con questi modesti corsi alberghieri in attesa sempre che venga creata la famosa scuola alberghiera di cui tanto ne abbiamo già parlato e di cui c'era un progetto di larga massima da istituirsi in quel di Pré St. Didier coi corsi annuali, biennali, triennali. Per fare degli albergatori e per fare dei cuochi ci occorrono quattro anni e non sei mesi, questo "entre parenthèse", gli albergatori della Valle d'Aosta, classe altamente encomiabile perché hanno esposto dei capitali e lavorano sì e no sei mesi all'anno dove tutto va bene e lavorano solo 40 giorni dove, invece, è soltanto periodica stagione estiva.

È indubbio che loro hanno bisogno di personale per il loro albergo però, sarebbe ingiusto che noi prendessimo della gente che ha fatto sei mesi di scuola, che incomincia ad avere dei barlumi, diciamo così, dei principi, direi, fondamentali di quella che è la carriera dell'albergatore, del cameriere, del cuoco o dell'inserviente.

È necessario che da questa scuola di sei mesi, questa gente, possa andare a perfezionarsi perché la scuola non li manda in alberghi di terza, quarta categoria, non li manda a fare tutti i servizi come vorrebbero in parte, in maggior parte, i nostri albergatori che vorrebbero quegli elementi perché li prendono, gli fanno fare un po' la sala, un po' la cucina, un po' il dehors, un po' il lavapiatti, un po' l'asciuga bicchieri, un po' il servizio del bar, fatto sta che viene fuori praticamente quella che si chiama la serva di casa. Ma non sono... (Pedrini: quella di Saint-Vincent, non i corsi) ...verrò in merito anche a quella di Saint-Vincent, d'accordo, questo migliora già... (voce) ...migliora già la situazione.

Quindi lo scopo, e si hanno avuto degli ottimi risultati, e qui mi allaccio a quello che ha detto poc'anzi Fosson, che è un'altra cosa, una volta la Valle domandava degli elementi locali nelle scuole in Svizzera e mi sembra che qualcuno è andato anche in Francia alle scuole alberghiere. Indubbiamente sono venuti fuori degli ottimi albergatori perché il corso alberghiero che si fa in quelle scuole è un corso completo ma è un corso biennale, addirittura triennale, qualcuno ci è rimasto quattro anni.

Sfido io, dopo quattro anni di scuola e badate bene, scuola e pratica, perché lì non si limitano a fare dell'accademia ma si fanno l'insegnamento orale e l'insegnamento pratico.

Si capisce che da queste scuole vengono fuori degli elementi che, quando hanno voglia di fare, sono preparatissimi e possono fare bella figura e, indubbiamente, ne abbiamo molto bisogno.

Ma io direi anche che, da quei miseri corsi di sei mesi, ci sono stati degli elementi, e ne abbiamo diversi che, andati in Inghilterra, in Germania, in Francia, oggi sono dei maîtres d'Hotel in diversi alberghi all'estero, qualificatissimi. Qui in Valle d'Aosta, purtroppo, questa gente non potrà mai arrivare a questo punto e chi vi parla può dire qualche cosa.

Io ho lavorato per 15 anni negli alberghi, purtroppo, della Valle d'Aosta. E che cosa sono riuscito a fare? Sono arrivato a 27 anni, dopo aver lavorato come un negro, sgobbato come un cretino, a studiare le lingue per conto mio, teniamo conto che c'era il fascismo con i chiavistelli, che non lasciava uscire nessuno, quindi non ho potuto perfezionarmi. Arrivato a 27 anni ho dovuto abbandonare la professione perché non ero in grado di poter prendere la responsabilità di un grande albergo, come sarebbe stato dovuto. Quindi vi parlo per esperienza personale.

Ora, non si può fare ripercorrere questa via qui agli elementi che hanno voglia di fare e che sono della nostra gente e che possono servire per il domani, per lo sviluppo turistico della Valle d'Aosta.

Quindi adesso direi due parole sulla scuola di Saint-Vincent.

La scuola di Saint-Vincent è un'ottima scuola, io non lo metto in dubbio, ma non è una scuola alberghiera che deve essere fatta, è una scuola che dà un insegnamento così, di carattere generale, ma da quella scuola non potrà mai uscire qualche cosa di buono e di veramente preparato.

Quindi io sono della tesi che bisogna arrivare, in Valle d'Aosta, a creare una vera scuola alberghiera a tutti gli effetti, che non può essere la scuola di Saint-Vincent con tutti i meriti che ha, io non li metto in dubbio, però, Signori, se vogliamo fare veramente qualcosa di buono, di interessante per la nostra Valle, dobbiamo arrivare a quel punto lì. Oppure vedere, se c'è qualche elemento che vuole andare all'estero, di mandarlo ancora all'estero.

Ma io sono del parere che abbiamo tutte le condizioni nella nostra Regione e dovremmo arrivare a crearla qui questa benedetta scuola.

(voci)

Pedrini (P.L.I.) - Soltanto una precisazione: io concordo pienamente sulla scuola sotto il profilo di cui dice il Consigliere Savioz, contesto soltanto e solamente una cosa: dalla scuola di Saint-Vincent che escono farraginosi. Non è vero questo perché come escono dalla scuola di Saint-Vincent, manco farlo apposta, vanno, e questo lo possiamo constatare ogni anno, hanno tutte le strade aperte e non solo per la Svizzera ma per Londra, per l'Inghilterra, per il Belgio, ecc. Quindi vuol dire che non escono così sprovveduti, come si vorrebbe, ma hanno già una preparazione perché, se addirittura immediatamente non hanno ancora finito l'anno e sono a posto in Stati esteri, a maggior ragione potrebbero trovare posto anche da noi, almeno per una stagione. Questo era il concetto.

Quindi non restrizione perché è giusto che se ne vadano all'estero a imparare le lingue e vedere come si serve negli altri Paesi, a conoscere la cucina degli altri Paesi. È perfettamente giusto, però, siccome vivono sulla Regione per quattro, cinque anni, quello che è, se anche facessero una stagione, ma questo lo porteremo in Commissione e lo discuteremo in Commissione. Una stagione in Valle d'Aosta, io penso che si risolverebbe un grosso problema ed è un problema che è sul tappeto e che man mano che si va avanti sarà sempre portato in maniera peggiore.

Caveri (U.V.) - Vu qu'on parle d'école hôtelière, je demanderais des renseignements à l'Assesseur sur cette école d'apprentis, "scuola apprendisti camerieri", parce que j'ai demandé à des garçons de café, à des serveuses, qu'est-ce-que leur enseignent: il n'y a pas moyen de comprendre quelles sont les matières d'enseignement. J'ai demandé si on enseigne leur la langue française: pas d'enseignement de la langue française, ils m'ont dit qu'on n'enseigne pas le français, on leur demande si on fait la grève, on enseigne à faire la grève dans ces écoles, comme si on en avait encore besoin, alors là je voudrais savoir qui c'est qui a promu cette école "apprendisti", qui c'est qui tient cette école, quelles sont les matières d'enseignement... c'est un décalage, une dégradation complète des cafés qui ne savent pas faire leur métier, qui sont mal élevés, ils ne saluent pas quand le client entre dans le café, ils ne remercient pas, il ne disent pas: "Je vous en prie", "prego", quand on dit merci o "grazie", c'est la règle de la mauvaise éducation qui est celle qui triomphe aujourd'hui.

Lustrissy (D.P.) - Io vorrei chiarire brevemente alcune cose che sono state dette qui. Evidentemente, qua c'è stata un po' di confusione da parte di qualche Consigliere e anche da parte dell'Assessore Milanesio per quanto riguarda Villa Panorama di Châtillon.

Villa Panorama di Châtillon è un collegio, non è una scuola alberghiera; funziona a Saint-Vincent una scuola professionale di indirizzo alberghiero che prepara degli addetti di segreteria, che prepara del personale alberghiero a vari livelli, cuochi o addetti ai bar.

Però il vero problema, io ritengo sia questo: noi per tanti anni abbiamo affrontato il problema dell'istruzione professionale alberghiera con estrema incertezza e con molta leggerezza perché, effettivamente, in quel settore lì, che è uno dei settori economici oramai più, diciamo così, più qualificanti dell'attività economica della nostra Regione, ci troviamo di fronte a delle situazioni veramente difficili perché, da una parte mancano degli imprenditori alberghieri che possano chiamarsi tali e, dall'altra parte, manca tutta una serie di servizi e di personale addetto all'attività alberghiera.

Per quanto riguarda il problema degli imprenditori alberghieri, è certo che noi ci troviamo di fronte a fenomeni quasi di massa di riconversione, cioè di riconversione di attività professionali: molti agricoltori che si trasformano in imprenditori alberghieri, senza, alle volte, avere una preparazione adeguata per intraprendere un'attività del genere.

Un'attività che diventa sempre meno complementare all'agricoltura ma diventa, a un certo punto, l'attività prevalente rispetto all'attività agricola.

Ed ecco perché io dico a sostegno, che tutti i corsi di qualificazione alberghiera, tutti i corsi professionali che noi gestiamo finora, non hanno dato dei buoni risultati o danno degli scarsi risultati perché, oltre alla considerazione che l'obbligo dell'età scolastica è stato elevato ai 14 anni e, pertanto, occorre anche una maggiore formazione culturale e professionale degli addetti alle attività alberghiere, ci troviamo anche di fronte a degli interventi da parte della Regione che sono abbastanza disorganici in questo settore e occorre rimeditare tutto il problema, riconsiderarlo anche alla luce di queste esigenze che sono state sottolineate negli interventi dei vari Consiglieri, in particolare dei Consiglieri Pedrini e Caveri, dove l'uno e l'altro hanno sottolineato da una parte l'impreparazione del personale alberghiero, soprattutto di tipo culturale perché, non so, chi ha viaggiato un po' ed è stato all'estero in un albergo di media categoria, un cameriere, un addetto di sala o un portiere parla correttamente le lingue.

Ora, nelle nostre scuole alberghiere o nei nostri corsi di addestramento professionale si fa di tutto meno che insegnare le lingue, meno che insegnare un certo tipo di cultura generale.

Ora, dato che l'obbligo dell'età scolastica è stato elevato ai 14 anni, è necessario pensare e ripensare tutto il problema dell'istruzione alberghiera, inserendolo nel contesto generale dell'istruzione cioè, a un certo punto, le scuole di addestramento alberghiero devono essere delle vere e proprie scuole secondarie di secondo grado di istruzione professionale.

Noi dobbiamo essere in grado, oggi, di formare sia gli imprenditori alberghieri, cioè questo è un problema di educazione di adulti per riconversione di un'attività professionale a un'altra e, dall'altra parte, di formare del personale alberghiero che sia veramente all'altezza dei compiti nuovi che queste strutture, che questi servizi devono mettere a disposizione degli utenti.

E qua il Consigliere Pedrini aveva ragione perché i licenziati della scuola professionale di Saint-Vincent sono più richiesti di altri perché hanno un livello culturale, una preparazione professionale superiore a coloro che frequentano questi corsi, chiamiamoli così, di addestramento alberghiero che, in definitiva, non danno una preparazione né professionale né tanto meno una preparazione professionale di tipo culturale generale, cioè, in sostanza, le lingue non le imparano, cultura generale non ne fanno, fanno sì qualcosa di pratico che, però, non serve più a niente.

Se noi vogliamo veramente potenziare questo settore qua, occorre una pausa di meditazione, di riflessione e intendo, anche come Assessorato, affrontare questo problema nel quadro generale dell'istruzione professionale, rivedere tutta questa impostazione perché, oggi come oggi, non è più pensabile di gestire questi corsi e di espletare quest'attività di questo tipo, utilizzando questi denari, in pratica buttare via dei soldi senza conseguire dei risultati. E questo lo dovremo fare al più presto.

Chabod (D.C.) - Da tanti anni che sento parlare di turismo, di scuole alberghiere, però qui va sempre peggio: più si parla, più va peggio, si spendono dei soldi; aveva veramente ragione Caveri quando diceva: al posto di insegnare le lingue, insegnano a fare degli scioperi. Questa è la verità. Io penso che sia un po' tutta la scuola... (voci) ...prova di farlo tu, poi vediamo.

Con gli imprenditori alberghieri, io vorrei proprio chiedere all'Assessore al Turismo, si era incominciato a fare delle riunioni, quando c'era ancora Savioz, penso, una riunione, ha fatto, con gli albergatori, poi non si è più fatto niente, anche lì bisogna sentire un po' questa categoria, questa categoria è stata proprio dimenticata e ognuno fa un po' quello che può e, purtroppo, il turismo va a ramengo.

Balestri (P.S.I.) - Io volevo permettermi di dare un po' un consiglio. Da un anno, e specialmente quest'anno in corso, girando non solo in Valle d'Aosta ma direi l'Italia, si è vista una decadenza del personale alberghiero generale e a tutti i livelli, direi. Quindi, quelli che si impongono, finiscono per andare all'estero e per rimanerci perché hanno più possibilità di vita e di imparare le lingue. Quindi, se vogliamo limitare ancora quel poco che noi facciamo, per me è un indirizzo sbagliato perché non avremo nemmeno quel minimo di necessità, tanto che poi, a un certo momento, ne risentiranno proprio tutte le strutture alberghiere.

È vero, come diceva il Consigliere Caveri, come dicevano tutti, che oggi basta andare nei caffè, basta andare nei ristoranti, vediamo che c'è un personale addirittura impreparato sotto il profilo dell'educazione, sotto il profilo professionale.

Quindi, anche quel poco che si è fatto e che si sta facendo, se non altro invoglierà qualcuno, tanto più che è un lavoro pesante ed è un lavoro stagionale.

Quindi, la gente che è arrivata a un certo livello, tende sempre più a lasciarlo. Se non incentiviamo in qualche maniera questo, arriveremo al momento che veramente ne avremo una carenza enorme.

Savioz (P.C.I.) - Due parole, poi vi chiederò scusa e non dirò più niente.

Quanto io ho sentito in quest'Aula conferma, quello che dice Lustrissy, conferma quanto io dicevo prima: è una buona scuola, io non dico mica di no, serve a qualche cosa, non dico mica di no, escono con una certa preparazione, non dico di no, però quella non è una scuola alberghiera perché la scuola alberghiera è concepita in un modo ben diverso, è una cosa tutt'altro diversa da quella di Saint-Vincent, non parliamo, poi, dei corsi alberghieri, i corsi alberghieri sono un ripiegamento che si è adottato per aiutare. Il corso alberghiero è nato, mi corregga il mio predecessore se sbaglio, è nato per aiutare quel personale di servizio locale che non aveva intenzione di fare la carriera alberghiera, diciamo, perché anche nell'albergo e mensa, bisogna catalogare in due sensi il personale addetto, c'è quello che va volentieri a fare la stagione di due mesi e chi fa la stagione di sei mesi e che si accontenta di rimanere in un caffè anche a carattere annuale e che si limita a sapere quelle quattro cose inerenti a quel locale e va avanti così, come va avanti una persona di servizio in una famiglia privata. E poi c'è, invece, quell'altro che tende a fare la carriera, cioè tende ad arrivare direttore di albergo, a proprietario, se avrà fortuna.

Questa è la carriera alberghiera che io intendo per carriera alberghiera.

Perciò oggi ci troviamo di fronte a una sistemazione che io chiamo abbastanza dolorosa perché fare il cameriere oggi è sinonimo di un mestiere di ultimissimo rango, di un mestiere meschino e di un mestiere che non è onorevole. E cameriere cosa vuoi che sia, questa mentalità che è messa nei nostri giovani, io lo so perché mi sono interessato a fondo durante sei anni di questo problema qui, quindi mi rendo perfettamente conto.

Una volta, invece, fare il cameriere significava essere qualcuno che aveva qualche possibilità e un livello già un pochino superiore alla classe del lavoro. Era già la persona che tendeva alla specializzazione, era già un qualche cosa di più.

Quindi questa carenza di domande e, se arriviamo al punto di fare un corso anziché due, come erano stati istituiti a suo tempo, è segno che le domande non ci sono; effettivamente già mi ricordo l'ultimo anno avevamo racimolato assieme 70 elementi, facendo pressione su tutti i Sindaci, sui parroci e via di questo passo.

Ma il problema degli albergatori locali, purtroppo, è un tasto delicato e Chabod mi tocca quell'elemento. Noi avevamo fatto uno studio in materia e ci siamo resi conto che la nostra classe alberghiera della Valle d'Aosta non è all'altezza del suo compito e vi spiego subito. Pensate solo un attimo a una situazione del genere: se avete bisogno di un muratore, voi pretenderete uno che sappi il mestiere da muratore; se avete bisogno di un carpentiere, pretenderete che sia un carpentiere. Ora, chissà poi perché, un pinco pallino qualsiasi, perché ha quattro soldi da spendere, decide di fare l'albergatore. Fa l'albergatore con tutti gli annessi e connessi che qui si sono lamentati, perché uno che merita di essere chiamato tale non permetterebbe mai al suo personale, prima di tutto e soprattutto, di non avere quell'educazione e quel rispetto e quella comprensione nei confronti del cliente, senza arrivare all'estremo che il cliente ha sempre ragione, ma comunque pretende questo prima di tutto.

Ma come si fa ad avere del personale in gamba, quando gli stessi albergatori non sono all'altezza del loro compito?

Non si può improvvisare da ieri a oggi, fino a ieri hanno curato tutt'altro lavoro e dell'albergo non conoscono niente e pretendono di dirigere l'albergo. Si rifiutano di prendere un maître d'hôtel che valga la pena di essere chiamato tale, non vogliono un cuoco in gamba perché costa troppo, non vogliono del personale specializzato perché bisogna pagarlo. E allora si arrabattano a mettere su del personale raccogliticcio e poi si capisce che all'Assessorato piovono, come piovevano e piovono ancora oggi, le lamentele, le lagnanze, le cause e bisogna intervenire per dirimere un sacco di problemi.

E qui, invece di avere un progresso in campo alberghiero, abbiamo esattamente un regresso.

È per questo che avevamo fatto delle riunioni, incominciando da Pont-Saint-Martin. Le abbiamo fatte a Pont-Saint-Martin, a Verrès, ad Aosta, a Morgex e che cosa siamo riusciti a ottenere? Sono venuti una volta e hanno posto il problema che pone Pedrini: di obbligare la gente che va a scuola a rimanere in Valle a fare il suo servizio, hanno chiesto in che modo bisognava fare i due registri per non pagare le tasse, hanno chiesto di avere delle agevolazioni fiscali, hanno chiesto di avere dei contributi da parte della Regione maggiori e allora, tenuto conto che noi, invece, volevamo un indirizzo ben diverso, non sono più venuti e le nostre riunioni sono andate deserte.

Questa è la realtà della classe alberghiera della Valle d'Aosta checché si dica e checché si voglia fare intendere.

Quindi, a un certo momento, io dico, incominciamo a tirarci su i pantaloni noi e poi vediamo un po' cosa si può fare.

Bordon (D.C.) - La mia battuta è molto più semplice: io non mi permetterò di dare dei consigli che si è permesso Balestri perché, Assessore al Turismo nel '54, quando sulla Valle d'Aosta gravavano ancora le nebbie del Medioevo in campo turistico, avevamo iniziato questa modesta scuola alberghiera e oggi ci siamo sentiti dire che è tutto sbagliato e questo può anche darsi.

La mia preoccupazione è ben altra. Io chiedevo all'amico Lustrissy, volevo capire almeno bene, io sono del parere che una scuola alberghiera completa, come si sogna l'amico Savioz, sia una bella cosa, sia l'optimum, secondo il mio modesto parere, però ho capito da Lustrissy che tutto quello che è stato fatto è da rifare, però io chiedevo, in attesa di questo optimum, si continua ad andare avanti con questo o si tronca lì subito?

Questa è la domanda che io ponevo a Lustrissy, perché io ritengo che queste scuole alberghiere, quella di Etroubles, quella di Porossan, com'erano sorte queste scuole, ci ricordavamo di essere andati un giorno a La Thuile per pranzare in un determinato albergo e serviva una camerierina graziosa che, per metterci la tovaglia, ce la sbatteva sul naso così, mentre l'esponeva con un gesto ben caratteristico dei camerieri, arrivò, insomma era proprio a digiuno di tutto e allora abbiamo detto: proviamo in questi cinque, sei mesi a fare qualche cosa, perché sognarci di fare una scuola alberghiera avevamo anche sognato di comperare l'albergo Univers di Pré-Saint-Didier, se vale ricordare qui quello che è passato, proprio per fare una scuola alberghiera e, purtroppo, ci siamo trovati con difficoltà finanziarie, difficoltà di altro genere. La scuola di Lausanne, non so dov'era, aveva questi ragazzi che frequentavano la scuola per tre anni e, dicevo prima come una boutade, c'erano anche quelli che scappavano dalla finestra alla sera che, invece di studiare, andavano a occuparsi di ben altre faccende, forse avevano ragione loro.

Quindi, tutte queste cose... e l'unica cosa che si poteva fare in quel momento era proprio questa e abbiamo avuto il piacere, ce lo siamo sentiti ricordare in questo momento, di avere dei ragazzi che si trovano oggi in Inghilterra come non so, i Gervasoni, un sacco di gente che non torna più in Italia perché ha trovato un lavoro laggiù meraviglioso, hanno fatto carriera perché, poi sembrerà strano, ma l'italiano, quando vuole essere educato, lo è. E in questo ambiente, specialmente all'estero, è molto valutato, d'altronde l'amico Savioz potrebbe essermi di buon conforto in quanto io dico. Naturalmente che cos'è accaduto: se questi ragazzi come hanno finito la scuola di cinque mesi, io mi ricordo di tanti amici che gestiscono alberghi in riviera che, appena hanno la conoscenza, sanno che questi hanno finito il corso, te li prelevano al volo perché in mezzo ai ciechi, gli orbi, sono re. Questi saranno orbi ma non ciechi del tutto.

E allora io mi preoccupavo di una cosa sola: io pregherei Lustrissy, pregherei la Giunta, in attesa dell'optimum che tutti noi desideriamo, che vogliamo che continui questo corso. Perché un certo numero di ragazzi viene fuori, sarà anche il cameriere, come ha detto il buon Savioz ma, giustamente, diceva il Consigliere Caveri, ci troviamo certe volte in qualche caffè di Aosta dove, effettivamente, una volta si arrivava, ti chiedevano: per cortesia ci dica che cosa volete, che cosa ordinate.

Oggi come oggi naturalmente non ci dicono più questo; ci servono quando aggrada e, se siamo contenti, bene e, se non siamo contenti, ce ne andiamo fuori dai piedi perché questo è l'ambiente, questo è un po' tutto l'ambiente, non c'è da stupirsi.

Milanesio (P.S.I.) - Ci sono diversi enti e organismi che operano sul piano della preparazione professionale e io ritengo che ce ne siano almeno tre che agiscono in Valle d'Aosta: uno è l'Assessorato alla Pubblica Istruzione che, diciamo così, ha istituito questa scuola alberghiera che è biennale, triennale a seconda dei casi. L'altro è l'Assessorato al Turismo con questi corsi semestrali che ha ricordato prima Bordon, nati nel 1954; poi vi sono altri enti che sono, in genere, emanazione dello Stato tipo Enal, Inalpli, Enasarco ecc. perché organizzano dei corsi per apprendisti. Probabilmente l'Avvocato Caveri si riferisce a uno di questi corsi quando dice: non insegnano il francese, perché nei corsi istituiti dalla Regione il francese viene insegnato, eccome, ed è la lingua considerata la più importante agli effetti dell'abilitazione, diciamo.

Piuttosto il discorso è molto più vasto; è chiaro che non lo possiamo affrontare oggi, è molto più vasto sia sotto il profilo dell'istruzione professionale, per cui, ad esempio, io ritengo che sarebbe più opportuno che ci fosse un solo organismo che si occupasse dell'istruzione professionale e dovrebbe essere la Pubblica Istruzione, io sono abbastanza contrario al discorso corporativo o pseudo corporativo, per cui gli Assessorati e i Ministeri devono organizzare i corsi di qualificazione professionale, il tutto deve essere visto sotto... della Pubblica Istruzione e deve essere visto in una veste con concezioni moderne.

Comunque, tornando al discorso del corso semestrale, il corso semestrale oramai mostra la corda, la mostra perché c'è stata evoluzione nella pubblica istruzione. C'è stata una evoluzione nella concezione generale di quella che può essere, deve essere, la preparazione professionale. Del resto abbiamo osservato che le domande di iscrizione sono sempre calanti, tanto da arrivare, quest'anno, a non avere la possibilità di istituire uno dei due corsi per carenza di domande, per diserzione, diciamo così. Ora, è evidente che quella scuola ha fatto il suo tempo, ha fatto il suo tempo perché con sei mesi che cosa s'impara?

È vero che con sei mesi si può dirozzare, diciamo così, il cameriere improvvisato ma nulla di più; oggi, mi pare che, con l'aumento dell'età scolare, sia necessario dare delle vere e proprie scuole professionali.

Ora, io non voglio entrare nel merito della scuola che viene detta impropriamente Villa Panorama ma che, comunque, è quella del corso alberghiero di Saint-Vincent. Non la conosco bene, certo sì, è che occorrerà fare uno sforzo in questa direzione per rivedere i criteri informatori anche del funzionamento di questa stessa scuola.

Il personale alberghiero viene ritenuto scadente ma io posso dire che non c'è stato un decadimento del personale alberghiero o, perlomeno, c'è stato un aumento, un aumento degli addetti al settore alberghiero, un aumento degli addetti al settore alberghiero e i nuovi che si sono inseriti avevano scarsa o nessuna preparazione professionale. Ecco, in questo senso si è abbassato il livello medio, ma una delle ragioni anche dell'abbassamento di questo livello medio è dovuta al fatto della stagionalità che caratterizza il turismo della Valle d'Aosta.

Altrove, dove è possibile un'attività turistica non stagionale o, perlomeno, dove l'attività turistica si sviluppa lungo l'arco di tutto l'anno, si può pretendere del personale qualificato e si può pagare del personale qualificato.

Qui in Valle d'Aosta abbiamo i nostri albergatori che ambiscono a guadagnare molto lavorando il meno possibile, il che, forse, può essere giusto sotto il profilo dell'investimento dei capitali ma è certamente sbagliato sotto il profilo della difesa dei livelli di occupazione.

Perché è chiaro che, se noi lavoriamo tre mesi in un anno, non possiamo pretendere di avere tutto l'anno un buon cuoco, e il buon cuoco ti costa, non possiamo pretendere di avere tutto l'anno il maître, avere l'addetto alla reception, avere i camerieri di un certo livello.

Il discorso di Pedrini è protezionistico, consentitemelo, dobbiamo obbligare i giovani a fare almeno un anno di servizio in Valle d'Aosta.

Ma dove c'è scritto che noi dobbiamo obbligare i giovani a guadagnare meno e lavorare male in Valle d'Aosta?

L'obbligo della Regione è quello di dare l'istruzione ai suoi figli e, quando hanno l'istruzione, vadano a lavorare dove meglio pare e piace loro, dove sono trattati bene perché in Valle d'Aosta sono trattati con i piedi, questa è la verità dei nostri albergatori, proprio perché si rifiutano di fare un discorso così che tende ad allungare la stagione; li vogliono fare lavorare tre mesi o quattro mesi, pagare bene quelli e poi dar loro poco negli altri. Ma dove c'è scritto che uno deve lavorare per dei salari, per degli stipendi da fame?

Quindi, non facciamo un discorso protezionistico, facciamo un discorso che deve partire, in primo luogo, dalla classe alberghiera, dagli imprenditori alberghieri perché il personale è fatto, e mi consenta la battuta, a immagine e somiglianza degli imprenditori: dove l'imprenditore è scarso, è scassato il personale, è scarso ed è scassato. Questa è la verità perché è chiaro che un imprenditore che ha la testa sul collo, a un certo punto, può pretendere ed è in grado anche di dare quel minimo di preparazione, di istruzione al proprio personale, se questo non ce l'ha. Quindi il discorso va fatto a monte: prepariamoci professionalmente ma, nello stesso tempo, facciamo fare un salto di qualità alla classe imprenditoriale turistica e alberghiera perché non possiamo pretendere di avere degli ottimi lavoratori nel settore del turismo, quando facciamo una stagione di tre mesi o quando facciamo due stagioni che complessivamente portano a un passo di utilizzazione di attrezzature turistiche del 20%. Sicché è una cosa semplicemente ridicola. È chiaro che in questo quadro possono sussistere solo le gestioni a carattere familiare, che sono le sole gestioni che consentono una certa rendita; le gestioni, invece, direi capitalistico-imprenditoriale, si difendono come possono e non possono prosperare comunque.

Quindi il discorso è molto più complesso, molto più complesso. Se c'è scadimento del personale, e questo è vero, è perché c'è scadimento degli imprenditori, perché ci sono gli imprenditori improvvisati, è perché non c'è una vera e propria classe turistica. Occorre del tempo, occorre dell'attività da parte della Regione per prepararla, quindi le azioni che si devono fare sono a due livelli: uno a livello di preparazione professionale ma qui, insisto, preparazione professionale significa elevare l'obbligo, evidentemente, dell'età scolare e portare questi giovani a fare delle vere e proprie scuole alberghiere e, dall'altra parte, significa intervenire con i mezzi che possono essere a nostra disposizione per preparare gli imprenditori anche nel settore turistico-alberghiero.

In questo modo si risolvono i problemi, altrimenti non si risolverà mai niente. Non con delle richieste protezionistiche, dicendo "obblighiamoli a lavorare un anno in Valle d'Aosta", ma perché questo è ridicolo, il mercato è libero, abbiamo aderito al Mercato Comune Europeo e poi dobbiamo obbligare i giovani a lavorare un anno in Valle d'Aosta? Perché? Per far guadagnare gli albergatori? Scusatemi, mi pare che sia esattamente il contrario di quello che il buon senso e la logica impongono.

Comunque mi pare d'aver risposto alle domande che mi erano state fatte: quella dei sei mesi è superato, mi pare, è superata perché oggi quello che si chiede è qualcosa di più di saper mettere una tovaglia, in certi casi non sanno fare neanche quello, è vero, però noi dobbiamo fare una scuola professionale che sia adeguata al livello di consapevolezza scolastica, non possiamo fare una scuola per sub-culturati. In poche parole, se si fa una scuola, la si deve fare in un certo modo, allora tanto vale non fare niente.

Quindi questi corsi vengono tenuti in piedi nella misura in cui non ci sarà niente che li sostituirà, stiamo vedendo di sostituirli con qualche cosa di meglio.

Questo era il discorso.

Caveri (U.V.) - Je constate que l'Assesseur Milanesio n'a pas répondu aux questions que je lui ai posées. J'ai demandé de savoir qu'est-ce que c'est l'école des apprentis, "scuola apprendisti" des garçons des cafés, qui est qui s'en occupe, à qui on a confié cette école, quelles sont les matières d'enseignement, mais l'Assesseur ne m'a pas répondu.

Milanesio (P.S.I.) - Io credo d'aver risposto in questo senso, che c'è una scuola regionale ma non credo che sia quella degli apprendisti di caffè. La scuola degli apprendisti di caffè non è organizzata né tutelata dalla Regione. Ho fatto riferimento prima a un certo numero di enti nazionali che si occupano dei vari settori dell'attività, uno l'Inapli, che sarebbe Istituto Nazionale Addestramento... Lavoratori Industrie, l'altro è l'Enac, Ente Nazionale Assistenza Lavoratori Commercio ma la Regione, comunque, è estranea completamente a questo tipo di iniziativa e non abbiamo avuto mai rapporti con questi enti, al massimo questi enti avranno dei rapporti, credo, col Ministero del Lavoro e, forse forse, con la Pubblica Istruzione ma mai con...

Caveri (U.V.) - Excusez-moi, mais je réponds encore à l'Assesseur Milanesio parce que, en bref, si vous n'êtes pas renseigné sur, je vois que vous n'êtes pas renseigné, vous ne savez pas même qui c'est qui gère cette école. Vous ne savez pas comment elle fonctionne. Et alors, je vous demande: à la prochaine réunion du Conseil, répondez-moi, mais en somme soit l'Assesseur au Tourisme, soit l'Assesseur à l'Instruction Publique ont le droit et le devoir d'intervenir dans une école où on prétend de former les garçons des cafés mais, en somme, on ne peut pas dire "nous ne savons pas". Vous avez le droit d'intervenir, vous ne pouvez pas dire "sono i Ministeri", mais prenez contact avec ces gens. On me dit que c'est la "professoressa" Valsania qui gère cette école mais, en somme, aussi l'enseignement de langue nous intéresse, nous parlons d'ethnie valdôtaine, les garçons des cafés ne savent plus parler en français mais moi je ne sais pas, je demande que l'Assesseur du Tourisme veuille bien s'en occuper.

Fosson (U.V.) - Il Consigliere Caveri mi ha preceduto su qualche osservazione che volevo fare, quindi non ripeterò quello che ha detto lui ma, per la questione se ci sono dei corsi dell'Inapli o che, mi sembra che l'Assessorato al Turismo o l'Assessorato alla Pubblica istruzione debba dire la sua parola, quindi non sto a dibattere quello che ha già detto l'Avvocato Caveri.

Quindi, in passato, qualunque corso professionale sia stato fatto, l'Amministrazione regionale ha sempre seguito queste cose, c'è la questione, appunto, della lingua, ci sono tutte le altre questioni, la preparazione professionale è una cosa che interessa particolarmente la Regione. Ma, a parte questo fatto, io vorrei soffermarmi un attimo su certe affermazioni che sono state fatte un momento fa dall'Assessore Milanesio. Io posso anche condividere quella che è stata una diagnosi della situazione turistica alberghiera in Valle d'Aosta però, non sono d'accordo su certe conclusioni che sono state tratte dopo questa diagnosi. E non sono d'accordo per questo motivo: io ritengo che questi corsi di sei mesi di preparazione così rudimentale, di sgrossatura, debbano essere continuati e perfezionati eventualmente, ma questo è un aspetto, non pretendiamo, attraverso questi corsi, di preparare un personale che debba dirigere degli alberghi, questi sono, è una sgrossatura e, effettivamente, quando sono stati istituiti, era per sgrossare questo personale e permettere a gente che fino a ieri ha fatto il contadino o, che quella ragazza che va a servire per quei tre mesi in un albergo, che sappia, abbia i rudimenti di quello che deve fare e non vada in un ristorante a trattare, magari come tratta in casa, i suoi parenti.

Questi corsi li vediamo limitati a quel cerchio.

Io mi ero permesso di dire prima, e non ho avuto una risposta su questo ed è per quello che ritorno, perché avevo detto che, nel passato, non c'era la scuola professionale alberghiera a Saint-Vincent ma si era visto che quei giovani erano o figli di gente che ha già degli alberghi in Valle d'Aosta e quindi erano indirizzati già su quel cammino, l'Amministrazione regionale aveva già facilitato, dato la possibilità... in primis a questi figli di albergatori e poi a quegli altri che potevano avere una tendenza a orientarsi in questo senso, di farli perfezionare all'estero per due ragioni; non perché avessero l'intenzione di mandarli a Lausanne piuttosto che a Stresa ma perché a Lausanne si trovavano in un ambiente internazionale, perché Lausanne è una scuola che raggruppa gente di tutto il mondo. Intanto è una scuola molto seria e, quindi, prepara in segreteria, prepara per maître d'hôtel, prepara i cuochi, prepara per ciò che uno vuole fare.

Ma se noi pensiamo, ed è questo che io ho sentito, forse la discussione la dovremo fare in un altro momento perché oggi siamo un po' fuori in questo momento di ratifica di questa delibera, ma se noi pensiamo di creare una scuola alberghiera ad hoc in Valle d'Aosta, noi ce la sogneremo e faremo, perché a un certo momento faremo una spesa enorme e non vivrà questa scuola alberghiera solo con i nostri, la gente qui del posto, quindi vada pure avanti la scuola professionale alberghiera, facciamo attenzione che la scuola professionale alberghiera dia dei buoni risultati e lì bisognerà vedere.

Io non voglio entrare adesso, non conosco come funziona, quindi non vorrei fare una critica a questa scuola però è chiaro che una parte di questi che escono dalla scuola professionale alberghiera non sono altamente preparati per il loro compito quindi, se c'è qualcuno locale che, pur avendo frequentato la scuola professionale, può dare dei risultati migliori, facilitiamolo e avremo subito un risultato con una spesa minima perché questo l'abbiamo fatto. Abbiamo visto anche nel campo dell'agricoltura; abbiamo preso alle volte dei migliori allievi della scuola dell'agricoltura, abbiamo detto loro: "Volete andare a perfezionarvi per due, tre anni in questo ramo?"; che cosa è costato all'Amministrazione? Qualche centinaio di biglietti da mille? Ma se noi avessimo detto: "dobbiamo fare una scuola di perfezionamento in Valle d'Aosta per pochi elementi", noi l'avremmo potuta fare e se la volessimo fare, a un certo momento, dovremmo spendere una serie di milioni e quindi il risultato, anche economico, non sarebbe quello.

Quindi, siccome si potrà studiare tutta l'organizzazione che si vuole ma, se ci si vuol fare qualche cosa di pratico subito, bisogna vedere, o mi permetto di insistere su quello che avevo detto prima.

Montesano (P.S.D.I.) - Prima di dare la parola un momento a chi si è iscritto a parlare, io desidero richiamare l'attenzione del Consiglio sul programma dei lavori che bisogna svolgere in questa mattina e con l'accordo che il dibattito va solo nella mattinata.

Ora c'è l'Assessore Chantel iscritto e l'Assessore e il Consigliere Chabod.

L'argomento che deve essere discusso, naturalmente, è di grande importanza però il Vice Presidente mi ha preceduto, esce un po' fuori dall'ambito della delibera.

Caveri (U.V.) - Nous avons appris de la déclaration de l'Assesseur au Tourisme et même des déclarations de certains Conseillers régionaux, une chose très grave, c'est-à-dire qu'il y a beaucoup moins d'étudiants, de jeunes qui vont dans ces écoles de "sgrossamento" touristiques et on parle avec une grande insouciance de la fin de cette école de six mois laquelle, au lieu, est nécessaire pour faire au moins "lo sgrossamento", parce que nous constatons, je répète, la dégradation du personnel des hôtels et des cafés, le jour que ces écoles de "sgrossamento" de six mois seront mortes ou seront réduites à zéro, et alors il y aura une décadence ultérieure en Vallée d'Aoste du personnel des hôtels et des restaurants. Mais je m'étonne pas qu'il y ait la décadence de ces écoles professionnelles parce que ça c'est une conséquence des réformes qu'on a fait dans les écoles parce que les écoles professionnelles sont destinées à finir à cause des superstitions des parents et des superstitions de certains responsables de l'école, parce que on considère les écoles professionnelles comme les écoles de deuxième catégorie, tandis qu'en Russie on donne une juste importance à l'école professionnelle, en Russie on distingue l'école qui forme les cadres dirigeants du pays et les écoles professionnelles parce qu'il n'y a pas cette stupide superstition de vouloir niveler sur le monde, parce qu'on ne peut pas niveler sur les intelligences et alors, comme tout le monde est porté à aller à l'école moyenne obligatoire, et puis ils iront dans le "quinquennio", et puis dans le "quinquennio unico", etc., voilà que toutes les gens veulent être des princes de la culture, tandis qu'ils sont tous des ânes... il y a la décadence de l'école professionnelle. Nous sommes en train de toucher les doigts, les sinistres conséquences de certaines réformes trompées mais, au moins, je recommande, vu que je ne veux pas rentrer dans le problème de l'école, je recommande à l'Assesseur du Tourisme, afin qu'il veille et qu'il ne laisse pas mourir ces cours de six mois, quelque chose ils auront appris mais s'ils n'auront pas même fait des cours de six mois, alors ici nous allons vraiment dans la décadence générale.

Chantel (P.S.I.) - Io ho sentito qui i discorsi fatti anche da Fosson, dove bisognava andare all'estero, a Losanna, ecc. per fare dei corsi di perfezionamento. Ho sentito che nelle scuole alberghiere bisogna imparare le lingue e mi meraviglio un poco perché qui, in Valle d'Aosta, una scuola alberghiera dove ci insegnavano le lingue, dove si tiravano fuori della gente in tre anni, dove sapeva il suo mestiere, che veniva dislocato all'estero nei periodi estivi, che quando erano andati a lavorare gli albergatori locali, si pretendeva il pagamento a tariffa sindacale - esisteva - e la scuola alberghiera gestita dall'Enaoli, Ente Nazionale Organi dei Lavoratori, che ha sempre dato dei buoni risultati, fino a prova contraria, dai dati che avevo io, tant'è vero che una parte di questa gente, quando usciva dalla scuola alberghiera dell'Enaoli, trovava immediatamente impiego, se non in Valle d'Aosta, almeno all'estero con degli stipendi non indifferenti.

Non solo, ma in questa scuola c'era la possibilità di riserva in soprannumero, di mandare i figli degli albergatori valdostani.

Ora, quando mi si vengono a fare i discorsi che si fanno in quest'aula, avendo distrutto invece di, casomai, modificare e migliorare un ente già esistente che funzionava e che aveva tutti questi requisiti: di insegnare le lingue, il francese e insegnava inglese, tirava fuori dei cuochi, dei direttori d'alberghi, della gente che sapeva il proprio mestiere, è stata liquidata. Io, dico la verità, sto a bocca aperta perché lì non si è fatto un passo avanti, casomai si è fatto un passo indietro, senza contare che era, effettivamente, un appoggio agli orfani dei lavoratori, dimenticando che, qui in Valle d'Aosta, dei lavoratori che hanno lasciato la pelle, di qualunque origine siano... (non si capisce)

Montesano (P.S.D.I.) - Allora, in ordine ci sono l'Avvocato Caveri e il Consigliere Ramera, mi pare anche l'Assessore Milanesio, no, Chabod prima, mi scusi...

Chabod (D.C.) - Io non volevo più prendere la parola ma, visto che Milanesio ha dato un po' del caprone a tutti gli albergatori della Valle d'Aosta, sono un po' obbligato a prendere le parti di questa categoria perché, sentendo le statistiche, io penso che in Valle d'Aosta abbiamo avuto tutti gli anni degli aumenti della clientela, allora non è vero quello che ha detto Milanesio, ad ogni modo io avevo visto una volta che Balestri aveva incominciato anche lui a fare l'albergatore; ha smesso subito.

Penso che sia molto più facile fare della politica che non fare gli albergatori.

Montesano (P.S.D.I.) - Assessore, vuol parlare adesso o dopo? Dopo. Allora, Avvocato Caveri.

Caveri (U.V.) - Je suis très étonné d'avoir écouté cette apologie de l'école Enaoli de Saint-Vincent, qui est morte d'une manière peu glorieuse. Nous nous vantons d'avoir déterminé la fin de cette école qui fonctionnait très mal. Il y a eu des enquêtes administratives, judiciaires, c'étaient des écoles qui formaient des pédérastes, pas des travailleurs du tourisme.

Montesano (P.S.D.I.) - Consigliere Ramera, ha chiesto la parola, no?

Ramera (D.C.) - Dopo la battuta dell'Avvocato Caveri, naturalmente, è un po' impossibile parlare. Molto probabilmente l'Avvocato Caveri, come Presidente della Giunta, ha degli elementi che io non ho sulla scuola di Saint-Vincent; comunque una cosa è certa: che la scuola di Saint-Vincent, bene o male che abbia funzionato, io non vado a vedere gli aspetti amministrativi o pornografici però, per aver consigliato, quando facevo l'insegnante, a ragazzi di frequentare questa scuola e oggi, all'età di 25 o 26 ne ho almeno tre o quattro che sono già direttori d'albergo in Germania, in Svizzera e in Francia, quindi, se fosse così negativo il funzionamento di questa scuola, non avrebbe portato questi risultati, tanto è vero che io volevo fare una domanda in proposito: sapere come funziona attualmente; se funziona, quanta gente c'è. È fuori della delibera, d'accordo, però poi mi stupisce perché questa delibera dice tutt'altra roba di quello che si è discusso fino adesso.

Io sono arrivato in ritardo e non mi ero letto il testo, adesso che lo leggo, dice nient'altro che dare mandato di organizzare i corsi, quindi non so tutti questi interventi polemici che ci sono stati per... io non so niente, va bene, però so che l'utilità di una scuola di sei anni, dava lo stesso vantaggio della scuola Cogne che era stata considerata la migliore scuola in campo siderurgico del MEC e i ragazzi venivano prelevati alla fine della scuola dalla Olivetti e dalla Fiat... (voce in lontananza) ...Ad ogni modo è la cinquantesima industria italiana... (voci) ...questo non c'entra, parliamo di scuola... (Montesano: vada avanti) ...e lo stesso fenomeno, naturalmente, avviene con i corsi, come diceva Milanesio, che non si possono obbligare i ragazzi, usciti dalla scuola, a rimanere in Valle d'Aosta, anzi, molto meglio se vanno all'estero per avere un addestramento migliore.

Avvocato Caveri, lei racconta, a volte, tante di quelle balle che io lo ascolto per...

(Montesano: lasci parlare, Avvocato Caveri, lasci parlare Avvocato) ...ma io lo ascolto volentieri, Avvocato... (Montesano: continui, Consigliere Ramera) ...va bene, non l'ascolterò più con quella deferenza, è uno dei Consiglieri che io ascolto più volentieri, pazienza.

Va bene, io sono d'accordo con la delibera proprio perché si è andati fuori dall'argomento.

Montesano (P.S.D.I.) - Ecco, ma il Consiglio non si rende conto che, a un certo momento, il Presidente deve intervenire per richiamare l'attenzione un po' di tutti, se vogliamo andare avanti su un argomento di questo genere, e allora possiamo andare avanti tutta la giornata, io, naturalmente, non posso mettermi contro il Consiglio tutto, però devo richiamare che è fuori argomento la... (voce di Milanesio in lontananza) ...sì ma, Milanesio, se intervengono altri, io devo chiedere la chiusura della discussione perché è fuori dalla...

Milanesio (P.S.I.) - Io voglio solo rispondere a chi mi ha fatto delle domande; punto e basta.

Un po' di rispetto nei confronti del Consiglio. Io concordo con l'opinione del Consigliere Fosson; mi sono dimenticato, nell'intervenire, di dire queste cose.

Concordo con la sua opinione per quanto riguarda la possibilità e la necessità, eventualmente, di mandare all'estero i ragazzi migliori per approfondire la loro preparazione. Devo anche dire al Consigliere Chabod che non ho assolutamente detto - qui si gioca a fraintendere, questo è un altro discorso, comunque io ho il coraggio delle mie opinioni, sia ben chiaro - non ho assolutamente detto che gli albergatori sono dei caproni, facendo una liberissima interpretazione di quello che avevo detto.

Io ho solo detto che il problema della qualificazione del turismo investe gli imprenditori e i lavoratori ma non gli uni e non gli altri; investe entrambi perché, se gli operatori turistici sono in gamba, i lavoratori sono costretti ad adeguarsi alla qualità dei loro datori di lavoro e non viceversa.

Ora, con questo voglio chiudere questo aspetto e, per quanto riguarda la domanda che l'Avvocato Caveri ha fatto, io confesso, non conosco questa questione; me la vedrò, lo confesso onestamente, del resto questo problema non è mai stato trattato, che io sappia, dall'Assessorato al Turismo. Di questo, comunque, me ne informo immediatamente e interverremo per fare in modo che vengano rispettate le prerogative statutarie della Valle d'Aosta.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora, chi approva la delibera alzi la mano.

Contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.

Oggetto n. 3018 in data 2 settembre 1970

Montesano (P.S.D.I.) - Questo non è nell'elenco, è aggiunto. C'è la delibera allegata, però hanno dimenticato di iscriverlo nell'elenco - n. 3018. Restauro della Casa medioevale del custode del Castello di Issogne.

Germano (P.C.I.) - Io sono d'accordo con la delibera però non voglio aprire un'altra discussione, penso di farla in brevissimo tempo. Il Presidente della Giunta è al corrente del problema, cioè nel Castello, nell'entrata del Castello, vi è una casa che ostruisce un accesso decente; è un problema che è molto vecchio, che è stato iniziato ancora quando era Assessore Savioz, che è stato continuato con l'Assessore Balestri e continua con l'Assessore Milanesio. È un problema sia turistico che di viabilità; è un problema sentito, necessario, è un problema che costa 8, 10, 15, 18 milioni, 20 milioni. Noi, qui, abbiamo speso 15 milioni per aggiustare, giustamente, la casa del custode; non dobbiamo spendere altrettanto per fare entrare la gente da un accesso normale al Castello. Io chiederei solo se si ha intenzione di risolvere, altrimenti non facciamo la discussione di un'ora. Noi presenteremo la nostra mozione e allora, in quella sede adatta, noi discuteremo della questione.

Montesano (P.S.D.I.) - Altri interventi? Allora lasciamo parlare Savioz.

Savioz (P.C.I.) - Ecco, io vorrei proprio non aprire una discussione in merito perché la mozione è già pronta. Si tratta di firmarla e di mandarla avanti.

A meno che ci sia un'assicurazione; ad ogni modo non è solo un problema di assicurazione, ma è un problema di entrare nel merito del come e del perché di chi deve arrivare a quella soluzione, soluzione che è in discussione da sei, sette, otto anni, non ricordo neanche esattamente e ci sono delle difficoltà, non indifferenti, incontrate in un primo tempo e poi lasciate un po' a dormire. Ora, penso che l'intenzione di realizzare ci sia, però penso che una mozione sarebbe opportuna, a meno che la Giunta dia un'assicurazione tale per cui...

Dujany (D.P.) - Sulla necessità di risolvere questo problema non c'è dubbio: problema vecchio che risale addirittura al periodo del povero Assessore Deffeyes.

E, quindi, se è così vecchio, vuol dire che è pieno di difficoltà. Io ho ripreso le trattative, in questi giorni scorsi, con i rappresentanti dei proprietari, al fine di arrivare a una conclusione conciliativa, in accordo con le parti, affinché si possa acquistare questo fabbricato e lo si possa successivamente abbattere.

Spero di poter condurre a termine le trattative nello spazio di un mese o due, di modo che anche questo problema possa trovare soluzione.

Naturalmente mi dovete dare una certa latitudine nella trattativa di 20, 22 milioni o 23 milioni, quelli che saranno necessari, naturalmente, li dovremo spendere, l'essenziale è di risolvere il problema.

Savioz (P.C.I.) - Penso che, almeno sulla mozione, possiamo anche ritardarla, possiamo anche aspettare, penso su questo primo punto. Sull'altro, Dujany, c'è tutto un carteggio, ci sono già addirittura dei progetti che erano stati discussi, veduti, ecc. quindi all'Assessorato del Turismo c'è un fascicolo inerente questo famoso problema, dove già c'erano degli accordi con una parte dei proprietari e poi è venuto quel che è venuto e le cose sono cambiate.

Quindi io pregherei, anche per quello che concerne cifre ecc., di tenere conto di quanto è stato fatto a suo tempo e di prendere visione sia dei progetti, sia della sistemazione, sia dei prezzi concordati e sia della questione, in linea generale, di cui si era trattato.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora, chi approva la delibera alzi la mano.

Contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.

Oggetto n. 3111 in data 4 settembre 1970

Manganoni (P.C.I.) - Questo è il secondo prefabbricato che si dovrebbe installare a Challand, in seguito al riconoscimento dello stato pericolante dell'attuale Municipio.

A parte il fatto che, se mi fosse dato di campare quanto camperebbe quel Municipio in quello stato pericolante, io diventerei molto più vecchio di Matusalemme ma, a parte quella considerazione, - Dujany non so - comunque io vorrei campare, beh, a parte questa considerazione, veniamo al concreto.

Un prefabbricato verrà costruito con uno stanziamento di tre milioni da parte del Comune per alloggiare le scuole, quando a Challand le scuole ci sono: gli edifici, con pochissime modifiche, sarebbero sufficienti per alloggiare e scuole e magazzini e Municipio; infatti qui vediamo sulla delibera che si concedono tre milioni, quindi tre milioni del Comune per un prefabbricato, tre milioni dalla Regione per un altro prefabbricato, quindi due, e dice la delibera: "destinati ad accogliere i materiali di archivio e di magazzino da sgomberare dal fabbricato sede del Municipio e delle scuole". Ebbene, a Challand vi è l'edificio delle scuole di Orbeillaz che è un edificio grande, costruito prima della guerra, proporzionato al numero degli allievi di allora. Adesso non ce ne sono più, la scuola è da anni che è chiusa, nessuna colpa se non ci sono più i bambini. Questa scuola, questo edificio scolastico, viene acquistato, mi pare, per 100.000 lire all'anno ed è bene che, per lasciarlo vuoto, lo utilizziamo. In questo edificio, che non è lontano dal Capoluogo, è appena lì, a monte, ci starebbero e scuole e Municipio e magazzini nella scuola di Orbeillaz. Scuole di Tillier, Tillier è il primo villaggio di Challand-Saint-Anselme, no, è il secondo villaggio di Challand-Saint-Anselme salendo da Verrès, lo si vede bene dalla strada, è sulla destra vicino alla strada, edificio nuovo o semi-nuovo costruito dopo la Liberazione coi fondi dell'Amministrazione regionale, era stato costruito in base alle necessità di allora, cioè con un numero rilevanti di allievi.

Montesano (P.S.D.I.) - Mi scusi Consigliere Manganoni, stiamo parlando di un magazzino, qui si esce fuori...

Manganoni (P.C.I.) - Scusi lei, mi lascia continuare? Ecco, io le dimostro che quelle possono servire a magazzini, questa è la dimostrazione che io le do. Qui si parla di magazzini, vogliamo fare un prefabbricato perché non ci sono più magazzini; io le dimostro, coi dati che sto citando, che di magazzini ce ne sono per alloggiare e Challand e una parte dei Consiglio regionale, se vuole! E che questi sono soldi sprecati.

Allora, scuola di Tillier: non c'è un'aula occupata per quei 2-3 o 4 bambini che vanno a scuola; le altre aule sono vuote, non per colpa di qualcuno, vuote perché non ci sono più bambini. Vi è un edificio, che si chiama Le Moulin, al Capoluogo, con due alloggi, due alloggetti, perché sotto c'è il Moulin ma sopra ci sono due alloggi di proprietà comunale, quindi, in queste scuole e in questo edificio, tutti vicinissimi al Capoluogo, ci stanno e i magazzini e il Municipio e le scuole. E allora, invece, qui si vuole ancora un altro magazzino, un altro prefabbricato, due prefabbricati sempre pagati col denaro pubblico; tre milioni dal Comune, tre milioni dalla Regione.

Quindi questo non è serio, questo è un inutile spreco di denaro perché, se lasciano quegli edifici vuoti e si fa un prefabbricato, si spendono dei soldi per un prefabbricato. E io vi dirò di più: è che questa, ormai, è una ratifica, il Consiglio è chiamato a ratificare una delibera di Giunta, quindi è una questione ormai fatta dalla Giunta e noi dovremo tenere conto di questo perché, se non voteremo contro, questi sono gli sprechi inutili fatti dal Comune ma, in questo caso, favoriti dalla Regione che dà il contributo.

Comunque noi, dopo questi fatti - e io sfido chiunque a smentirli - no, di tutti questi edifici vuoti, vicini al Capoluogo perché la scuola di Orbeillaz, chi conosce la zona sa che è appena a monte, Tillier sarà a un chilometro sotto, Le Moulin è nel Capoluogo, noi vogliamo ancora costruire dei prefabbricati, due: quell'altro che vi ho accennato e questo.

Per queste ragioni noi avremmo votato contro ma, dato che si tratta di ratifica, il fatto è ormai fatto, ormai la Giunta ha già concesso, dichiariamo di astenerci per il fatto che sprechiamo inutilmente del denaro per favorire forse le manie di grandiosità o altri interessi di certe persone, di certi amministratori del Comune di Challand-Saint-Anselme.

Rollandoz (D.P.) - Subito dopo che era passato questo in Giunta, il Consigliere Manganoni aveva accennato già al problema e noi abbiamo accertato quanto ci ha detto il Consigliere Manganoni.

Per la questione di questo fabbricato, anche se avevamo noi notevoli riserve quando ci siamo recati sul posto, e sono andato personalmente assieme a dei tecnici, ci siamo resi conto che questo era necessario perché ci va la campagnola dei Vigili del Fuoco con la pompa antincendi, tutto quanto, non vi era la possibilità di trovare un garage per metter questa moto-pompa. Per mettere gli altri materiali di archivio si sarebbero anche potuti trovare dei locali, dei magazzini, altri locali però no per la moto-pompa.

Manganoni (P.C.I.) - E allora sulla delibera non si scriva "prefabbricato metallico destinato ad accogliere i materiali di archivio e il magazzino da sgomberare dal fabbricato sede del Municipio e delle scuole" perché questo materiale, moltiplicato per dieci, ci sta in locali che vi dicevo io, in quei locali che dicevo io non ci starà la campagnola, ne convengo, perché ci vuole un garage, ma, in questo caso, allora non si scriva una cosa qui e se ne dica un'altra. Il materiale ci sta e, quindi, questo mio intervento è in base ai dati che voi mi fornite: sulla delibera c'è scritto questo, non si parla di campagnola e, se si diceva: "per costruire un garage per ospitare la campagnola o mezzi sgombro neve", a parte che noi avremmo detto, anziché prendere dei prefabbricati che fra un po' di anni... fatevi un garage definitivo dove mettete dentro la campagnola, questo sarebbe stato un criterio giusto e non i prefabbricati perché qui... dico, mi capite, no?

Dunque noi manteniamo la nostra posizione perché tutti questi materiali, magazzino, sgomberi, archivi, ci stanno dove abbiamo detto e non qua.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora, chi approva... ma no, se continuate a darvi domande e risposte. Vuole intervenire ancora?

Rollandoz (D.P.) - Qui è stato messo tutto il materiale che c'era nel magazzino della scuola e, quindi, vi era compresa anche questa campagnola ed è stato il motivo della campagnola dei Vigili del Fuoco che...

Montesano (P.S.D.I.) - Chi approva alzi la mano.

Contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.

Oggetto n. 3190 in data 11 settembre 1970

Montesano (P.S.D.I.) - Chi chiede la parola?

Manganoni (P.C.I.) - Questa perizia suppletiva assorbe il ribasso d'asta. Quindi nessuna osservazione. Le osservazioni le faccio solo nel caso in cui le perizie suppletive sono oltre il ribasso d'asta.

Montesano (P.S.D.I.) - Chi approva alzi la mano.

Contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.

Oggetto n. 3197 in data 11 settembre 1970

Montesano (P.S.D.I.) - Chi chiede la parola?

Chi approva alzi la mano.

Contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.

Oggetto n. 3238 in data 11 settembre 1970

Manganoni (P.C.I.) - Io qui vorrei chiedere alla Giunta se è possibile cambiare una procedura e cioè: oggi i lavoratori che ricevono il rimborso del costo della lastra, non totale, parziale, comunque, fin lì va tutto bene, a volte lo ricevono con molto ritardo ma pazienza anche questo. C'è un inconveniente: che lo ricevono con avviso di andare a ritirarlo all'Eca; ebbene, io so di un lavoratore che all'Eca ha dovuto andarci almeno setto o otto volte perché, lavorando, quando passa all'Eca, era chiuso, e dice: "io devo pigliarmi mezza giornata di ferie per andarmi a pigliare questo assegno".

Io non faccio nessuna osservazione all'Eca; l'Eca ha quell'orario e lo segue però quello è un orario che... ora, perché noi dobbiamo obbligare un lavoratore, per prendersi tremila lire o quattro o cinque che saranno adesso, a fare delle processioni, a correre continuamente all'Eca e non riuscire a riscuotere questo assegno che già gli è arrivato con molto ritardo?

Allora perché non si può mandarlo direttamente all'interessato?

L'Assessorato all'Assistenza sa che deve mandare al signor pinco pallino un assegno corrispondente a quello che è, perché deve mandarlo tramite l'Eca? E lo mandi direttamente all'interessato a casa, un assegno bancario, postale, come crede, almeno quello ce l'ha e se lo va a riscuotere. Ma perché fargli fare tutto questo giro, con perdite di tempo, difficoltà di orario? Quindi io direi, questa non è un'accusa che io voglio fare a alcuno, ormai è una prassi, allora io vorrei invitare l'Assessore a esaminare questo problema ed esaminare questi inconvenienti, di modo che si eliminino questi inconvenienti e si acceleri e non si faccia fare tante corse...

Balestri (P.S.I.) - Voglio ringraziare l'Assessore e la Giunta, dopo la discussione che ci fu in Commissione Sanità, per aver aumentato l'importo da tremila cinque a quattromila cinque perché, nel frattempo, le tariffe erano aumentate, quindi 4.500 rasenta già il minimo che possano spendere perché, in generale, è qualche cosa di più ma vorrei ancora mettere l'accento su questo accenno, in attesa di poter stipulare un'apposita convenzione con idoneo istituto locale: che, veramente, per questa legge si applichi integralmente quello che era stato lo spirito della legge e che questi lavoratori possano andare a fare questi accertamenti senza sborsare o senza anticipare l'equivalente.

Montesano (P.S.D.I.) - Altri interventi? Assessore Benzo.

Benzo (D.P.) - Prenderemo in esame, Consigliere Manganoni, questa sua segnalazione, nel mentre stiamo appunto predisponendo questo nuovo tipo di intervento anche con... ente convenzionato...

(Voci in lontananza)

Montesano (P.S.D.I.) - Nessun altro? Allora chi approva alzi la mano.

Contrari? Astenuti? Io mi astengo come medico di patronato. Il Consiglio approva.

Oggetto n. 3312 in data 21 settembre 1970

Montesano (P.S.D.I.) - Interventi? Chi approva alzi la mano.

Contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.

C'è un elenco suppletivo che è stato distribuito in apertura di seduta ieri. Se i Consiglieri intendono esaminare e approvare anche quelle delibere, lo facciamo oggi.

Allora si legge l'elenco suppletivo.

Oggetto n. 3558 in data 10 ottobre 1970

Montesano (P.S.D.I.) - Chi approva alzi la mano.

Contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.

Oggetto n. 3565 in data 14 ottobre 1970

Montesano (P.S.D.I.) - La parola all'Assessore Lustrissy.

Lustrissy (D.P.) - Chiederei una rettifica a questa deliberazione: per errore materiale, è stato, cioè nella parte che riguarda la contribuzione degli studenti, a pagina, prima pagina, prima facciata, dopo l'elencazione dei prezzi, cioè "si fa presente che si è ritenuto opportuno far contribuire, seppure in minima parte, anche gli studenti alle spese per la refezione scolastica, addebitando lire 100 ogni pasto completo", invece di 100 è 200.

Montesano (P.S.D.I.) - Va bene. Chi approva alzi la mano.

Contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.

Oggetto n. 3608 in data 14 ottobre 1970

Montesano (P.S.D.I.) - Chi approva alzi la mano.

Contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.

Oggetto n. 3627 in data 14 ottobre 1970

Montesano (P.S.D.I.) - Chi approva alzi la mano.

Contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.

Oggetto n. 3628 in data 14 ottobre 1970

Montesano (P.S.D.I.) - Chi approva alzi la mano.

Contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.

Allora, si passa alle votazioni segrete di tre delibere: la 2647, 3076 e 3078.

Io pregherei il Segretario di leggere i titoli di queste delibere.

Oggetto n. 2647 in data 5 agosto 1970

Tonino (P.S.I.U.P.) - Volevo veramente fare un plauso alla Giunta, che ha affrontato questo problema, per due ragioni: il primo è che il prezzo che la Regione ha pagato di quel terreno, con annesso due fabbricati, anche se di modeste proporzioni, è un prezzo veramente onestissimo e non rispondente a quello di qualche speculatore.

Secondo fatto, che trovo molto importante, è che la Regione non ha sbattuto sulla strada la gente che c'era dentro, insomma. Ha dato loro una sistemazione adeguata.

Ora, io vorrei chiedere al Presidente della Giunta se avviene anche in questo modo per gli inquilini di quell'orrendo fabbricato a cui la Commissione della Sanità, congiuntamente al sottoscritto, aveva fatto visita in uno dei passati Consigli, parlo delle case dite in via États des Monnaies, dove c'è quella gente sfrattata.

Ora, in un'ultima riunione promossa dal Presidente della Giunta, da più settori si era avanzata la proposta di agire in modo abbastanza sbrigativo per dare la possibilità a questa gente di trovare un altro alloggio.

Vorrei chiedere se si è fatta qualche cosa a questo proposito o se il tempo necessario per farlo non c'è stato; chiederei di affrontare questo problema al più presto possibile.

Questa gente è sulla strada.

Dujany (D.P.) - Dall'ultima riunione stiamo cercando la possibilità di una sistemazione concreta per queste persone e il modo per trovare questa sistemazione.

Non abbiamo ancora trovato la possibilità materiale di realizzare...

Montesano (P.S.D.I.) - Altri interventi?

Risultato della votazione: presenti ventinove, votanti ventinove, maggioranza sedici, favorevoli ventisette, contrari due. Il Consiglio approva.

Oggetto n. 3076 in data 2 settembre 1970

Montesano (P.S.D.I.) - Chi vuole intervenire?

Allora si passa alla votazione a scrutinio segreto.

Risultato della votazione: presenti trenta, votanti trenta, maggioranza sedici, favorevoli ventiquattro, contrari sei. Il Consiglio approva.

Oggetto n. 3078 in data 2 settembre 1970

Montesano (P.S.D.I.) - Interventi?

Allora si passa alla votazione.

Risultato della votazione: presenti trenta, votanti trenta, maggioranza sedici, favorevoli ventisette, contrari tre. Il Consiglio approva.

Adesso bisognerebbe fare due passi indietro per due deliberazioni da esaminare che abbiamo lasciato nella giornata di ieri, la numero 8 e la numero 33 "Designazione di tre nominativi di Sindaci da proporre a membri della Commissione consiliare per la programmazione" e "Designazione di cinque Sindaci per i Comitati provinciali dei prezzi".

Dujany (D.P.) - Io chiederei un intervallo di cinque minuti per concordare i nominativi.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora il Consiglio è sospeso per cinque minuti, tempo necessario per concordare i nominativi dei Sindaci, da designare in questi due Comitati.

Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 11,50 alle ore 12,05