Trascrizione informale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 261 del 14 novembre 1970 - Resoconto

OGGETTO N. 261/70 - Comunicazioni del Presidente del Consiglio - Situazione del Parco Nazionale del Gran Paradiso.

Montesano (P.S.D.I.) - Sotto l'aspetto di comunicazioni del Presidente del Consiglio, leggo al Consiglio una lettera arrivata dal Consigliere Ramera che tocca un punto che è stato varie volte oggetto di discussione nell'ambito del Consiglio:

"Egregio Signor Presidente,

nelle ultime settimane il noto periodico "Epoca" ha posto all'attenzione della pubblica opinione, direttamente con servizio speciale e indirettamente con lettera al Direttore da parte di note personalità, la situazione del Parco Nazionale del Gran Paradiso, con versioni unilaterali che sottolineano soltanto taluni aspetti del problema, mentre non viene per nulla penetrato l'aspetto incostituzionale, direi di struttura, che risale al periodo fascista.

A parte il fatto che in data 18 ottobre 1968, il Consiglio Regionale votò all'unanimità una precisa mozione in merito al complesso problema, ritengo doveroso richiamare la Sua cortese attenzione sull'opportunità di ribadire la sollecita esecuzione del deliberato votato e al tempo stesso vigilare affinché gli organi dello Stato non abbiano ad assumere provvedimenti che ledano la dignità e le prerogative della Regione e di conseguenza gli interessi delle popolazioni interessate.

Con viva cordialità."

In effetti, il 18 ottobre 1968 fu votata all'unanimità una mozione la quale deliberò di promuovere un'azione decisa e concreta per tutelare la popolazione del comprensorio del Parco Nazionale Gran Paradiso, in modo che i proprietari abbiano ad essere risarciti dai notevoli danni subiti, di invitare i nostri parlamentari a presentare alla Camera dei Deputati e al Senato una legge speciale e di dare mandato ai nostri rappresentanti presso il Consiglio di amministrazione del Parco a esaminare la situazione dei proprietari per sollecitare l'indennizzo dei danni e di impegnare la Giunta regionale a opporsi energicamente alla modifica dei confini del Parco.

Se il Consigliere Ramera intende brevemente, senza aprire una discussione al riguardo, illustrare la cosa, io ne dò facoltà.

Ramera (D.C.) - Il problema sollevato con la mia lettera, praticamente, è quanto già detto in altri Consigli; cioè che mi sembra che noi Consiglieri regionali siamo diventati "les compagnons des...(?)" e come il mito dovremmo portare in alto per raggiungere la meta o la cima il famoso sasso e arrivati vicini il sasso rotola perché questo è il giudizio di Giove, era il giudizio di Giove e oggi non lo so.

Nel '68 unitamente al collega Andrione, che emendò la mia mozione, si deliberò, si deliberavano quattro punti ben precisi. Ora che cosa accade? Che circa un mese fa Epoca sollevò il problema del Parco Nazionale con una versione che io non voglio discutere, perché diceva delle cose abbastanza esatte dal punto di vista di tutela del paesaggio, dal punto di vista naturalistico, ecc. Però l'articolo di Epoca ha provocato prima una lettera del Ministro al Turismo Matteotti, che dice "come per l'isola di Montecristo di cui ha scritto Enrico Negretti, anche per il Parco Nazionale del Gran Paradiso, sul quale ho letto un accurato servizio di Giuliano Ranieri e Eriberto Sagava, ho interessato i colleghi Ministri dell'Agricoltura e Foreste e della Pubblica Istruzione perché vengano finalmente affrontati e risolti gli angosciosi problemi concernenti i confini del parco e siano esercitate una più vigorosa tutela delle bellezze naturali a salvaguardia delle preziose specie di fauna ivi residenti. Le esprimo il mio vivo apprezzamento, ecc. ecc.".

Su Epoca di ieri, il capo ufficio stampa dello stesso Ministro scrive: "Sono lieto di informarla che i problemi della salvaguardia naturale e della valorizzazione turistica e scientifica del Parco Nazionale del Gran Paradiso, saranno esaminati congiuntamente dall'Amministrazione dello Stato e da altri organi interessati (non dice quali) si è fatto promotore di tale iniziativa il Ministro Matteotti, anche in seguito ad un accurato servizio di Epoca, firmato Franco Pusca ecc."

Il Direttore di Epoca prende nota di questa lettera e dice: "ecco finalmente un uomo politico che fa seguire l'azione alle parole e spererà che la burocrazia non imprigioni lo slancio del Ministro e offra finalmente un conforto alle prospettive dei nostri figli".

E naturalmente si riparla di ampliare i confini del Parco nazionale e tutto questo io ritengo, io penso senza aver interpellato il Governo regionale della Valle d'Aosta.

Ora, il deliberato votato all'unanimità, per il primo punto credo che sia in via di attuazione, cioè quello del risarcimento, finalmente, dei danni ai proprietari. Però gli altri tre punti, e cioè che i nostri parlamentari dovessero presentare alla Camera un disegno di legge che riordinasse la materia ed eliminasse quegli articoli di sapore fascista che tuttora esistono, di dare mandato ai nostri rappresentanti per modificare il regolamento ed infine l'impegno della Giunta regionale perché i confini attuali pel parco non abbiano a includere l'intera Valsavaranche, per cui questo paese verrebbe a morire, io ho richiamato solo su questo l'attenzione del Consigli: perché non vengano poi assunti improvvisamente provvedimenti per i quali la Regione deve poi ricorrere alla Corte costituzionale o a cose del genere. Sarà bene che, viste le lettere di personalità come il Ministro Matteotti, di cui ho la massima stima, però non vorrei che abbia scritto la lettera in base all'articolo di Epoca pensando alle storture, alle deturpazioni avvenute in altre località, mentre nel Parco Nazionale semmai lo scempio è in senso opposto, cioè che non si può toccare niente; la Regione non può costruire la strada che arriva al Rifugio Benevolo, i valligiani non possono costruirsi la stalla se non dietro benestare dell'alta autorità del Parco e così via, per cui io richiamo semplicemente il Presidente della Regione e l'Assessore all'Agricoltura, credo che sia competente in materia del Parco Nazionale, o il Turismo, a voler veramente prendere contatti con il Governo centrale perché non abbia a modificare gli attuali confini, per evitare che le popolazioni, che già ne soffrono indirettamente abbiano a soffrire direttamente di queste nuove modifiche.

Detto questo, vorrei anche che il Presidente del Consiglio, visto che sono trascorsi due anni, invitasse i nostri Parlamentari a presentare le famose modifiche alla legge istitutiva. Grazie.

Montesano (P.S.D.I.) - Va bene; allora si passa all'oggetto n. 8 dell'ordine allegato alla lettera del 20 ottobre.