Oggetto del Consiglio n. 68 del 31 marzo 1971 - Verbale
OGGETTO N. 68/71 - Discussione del bilancio di previsione della Regione Valle d'Aosta per l'anno 1971.
Il Presidente, MONTESANO, dichiara aperta la discussione sull'oggetto n. 11 dell'ordine del giorno concernente: "Approvazione del bilancio di previsione della Regione Valle d'Aosta per l'anno 1971"; richiama, in proposito, l'attenzione dei Signori Consiglieri sugli allegati loro trasmessi in copia (disegno di legge regionale con relativa relazione illustrativa e progetto di bilancio corredato di prospetti vari) unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza del 31 marzo 1971 e giorni seguenti.
L'Assessore alle Finanze, CHANTEL, premette che, nell'adunanza consiliare del 30 dicembre u.s., il Consiglio autorizzò, su richiesta della Giunta Regionale, l'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per il primo quadrimestre dell'anno 1971, ritenendosi di ottenere, nel periodo di quattro mesi, la revisione dell'ordinamento finanziario regionale approvato con legge 29 novembre 1955 n. 1179, ormai del tutto insufficiente in relazione alle necessità della Regione.
Riferisce che le trattative a Roma, pur essendo a buon punto, non sono ancora ultimate e, poiché manca soltanto più un mese alla scadenza dell'esercizio provvisorio, si deve presentare al Consiglio il progetto di bilancio di previsione per l'anno 1971 in base all'attuale riparto fiscale e secondo l'impostazione dei bilanci dei precedenti esercizi, salvo apportare successivamente, dopo l'approvazione del nuovo riparto fiscale, le necessarie variazioni al bilancio stesso.
Fa presente che con l'attuale sistema di riparto fiscale, impostato su quote fisse e su quote annue variabili, non si è mai potuto sapere con esattezza l'importo delle entrate di cui si poteva disporre per l'impostazione dei bilanci annuali di previsione.
Dichiara che in avvenire ciò non si verificherà più, perché il riparto fiscale che viene ora concordato con lo Stato contemplerà soltanto una quota fissa di riparto, per cui si potranno conoscere le entrate sulle quali si dovranno impostare i bilanci futuri e si potranno anche impostare i bilanci stessi in base ad una programmazione di anni auspicata.
L'Assessore Chantel riassume e illustra quindi brevemente la relazione al bilancio di previsione predisposta dall'Assessorato alle Finanze e conclude riservandosi di fornire gli eventuali chiarimenti che saranno richiesti dai Signori Consiglieri in ordine alle varie voci del bilancio, in sede di esame dei capitoli di previsione dell'Entrata e della Spesa.
Il Presidente, MONTESANO, informa che, seguendo la prassi degli anni passati, precederà una discussione di carattere generale sull'argomento e si passerà poi all'esame, alla discussione e all'approvazione dei singoli capitoli di Entrata e di Spesa del bilancio.
Infine - egli aggiunge - seguiranno le dichiarazioni di voto e la votazione a scrutinio segreto sul complesso della legge di approvazione del bilancio.
Il Consigliere SAVIOZ rileva che non è stato trasmesso ai Consiglieri il parere della Commissione consiliare permanente Affari Generali, Finanze, Programmazione e Urbanistica e chiede chiarimenti in proposito.
Osserva poi che, mentre nelle Regioni confinanti con la Valle d'Aosta l'industria turistica è potenziata al massimo, sul bilancio di previsione in esame sono previste cifre esigue per l'incremento e i l potenziamento del turismo in Valle d'Aosta.
Dichiara che è inutile parlare di turismo se non si stanziano nei bilanci i fondi necessari per l'attuazione di iniziative in tale settore.
Il Consigliere DOLCHI dichiara che, dopo le ampie discussioni avvenute in sede di approvazione delle variazioni al bilancio preventivo dell'anno 1970 ed in sede di approvazione dell'esercizio provvisorio per il primo quadrimestre 1971, i Consiglieri comunisti ritenevano che il bilancio di previsione per l'anno 1971 sarebbe stato impostato in modo diverso dai bilanci degli anni precedenti. Ritenevano - egli dice - che il nuovo bilancio sarebbe stato impostato sulla base di scelte fatte democraticamente e fa presente che, proprio con tale aspettativa, essi avevano dato il voto favorevole alla legge che autorizzava l'esercizio provvisorio del bilancio.
Osserva che il progetto di bilancio in esame è stato predisposto senza avere sentito preventivamente i pareri delle rappresentanze economiche e produttive e senza che le spese relative ai vari Assessorati fossero state discusse dalle competenti Commissioni, ad eccezione della Commissione Affari Generali e Finanze.
Osserva che, sebbene nella relazione si legga che è stata sentita la Commissione di programmazione regionale, il progetto di bilancio non tiene conto delle necessità conseguenti alle scelte di un piano di sviluppo, ma si limita a ricalcare le linee dei bilanci del passato.
Lamenta poi che non siano previsti idonei stanziamenti di fondi per la soluzione dei problemi di fondamentale importanza e da tempo in sospeso, quali il problema delle case popolari a basso fitto, quello della salute pubblica, quello della scuola materna e quello e quello delle iniziative nel campo industriale intese a dare nuovi posti di lavoro alla manodopera disoccupata a seguito della crisi delle industrie verificatasi nella bassa Valle.
Afferma che il mancato stanziamento di tali fondi significa che non vi è la volontà politica di affrontare e di risolvere detti problemi che da mesi premono e che sono stati posti dai lavoratori.
Per quanto riguarda la ripartizione delle spese, rileva che si dovrebbero avere meno spese correnti e maggiori spese in conto capitale, in base ad una scelta democratica delle più urgenti necessità, per qualificare meglio il bilancio.
Riferendosi quindi a notizie pubblicate dai giornali e secondo le quali i Partiti della maggioranza consiliare sarebbero travagliati da difficoltà interne a sfondo politico, dichiara di non poter esimersi dal far notare che l'apertura di una crisi nella Regione, in questo momento, sarebbe una cosa grave e dannosa, perché significherebbe l'interruzione dell'attività amministrativa e, quindi, il rinvio della soluzione di problemi di primaria importanza.
Dichiara di essere, pertanto, contrario ad una eventuale crisi e che occorre effettuare i problemi nel limite del possibile, anche con gli attuali mezzi finanziari limitati.
Rileva che il bilancio di previsione non è soltanto un documento prettamente contabile, perché, una volta approvato, la Giunta può spendere cifre assai rilevanti, per cui il bilancio è anche un documento politico e programmatico, il che significa che non si possono, nell'impostazione del bilancio, ignorare i problemi di fondo che riflettono le aspettative dei lavoratori nel campo delle riforme, della occupazione e di un rinnovamento democratico negli indirizzi di utilizzazione degli strumenti autonomistici.
Conclude, dichiarando che, in sede di esame particolareggiato dei capitoli di spesa, saranno formulate dal Gruppo consiliare comunista delle proposte di modifica, alcune delle quali hanno già formato oggetto di iniziative legislative, affinché il bilancio sia veramente uno strumento che permetta di realizzare quanto meno le iniziative di più urgente necessità.
Il Consigliere TONINO premette che il suo parere sul bilancio di previsione in esame non può essere che negativo, perché detto bilancio non fa che ricalcare lo schema dei bilanci degli anni passati, essendo stato impostato secondo vecchi criteri e senza che siano stati previamente sentiti i pareri delle Commissioni consiliari competenti e dei rappresentanti dei lavoratori, i quali avrebbero potuto portare un efficace contributo nel campo delle scelte programmatiche.
Lamenta il fatto che si continui ad ignorare la realtà attuale con i suoi problemi di fondo, quali i problemi della casa, dell'assistenza sanitaria ed il problema della crisi dell'industria nella bassa Valle con le sue gravi conseguenze.
Accennando alla questione della revisione del riparto delle entrate erariali, fa presente che, secondo le dichiarazioni fatte a suo tempo dall'Assessore alle Finanze, sembrava che tutto andasse per il meglio e che il problema sarebbe stato risolto entro breve termine di tempo, con la concessione alla Regione di un nuovo riparto fiscale impostato su basi che già erano state concordate con i competenti Ministeri.
Constata che, invece, il nuovo riparto non è ancora stato approvato e che, quindi, ancora una volta il Governo è venuto meno alle promesse fatte.
Sottolinea la necessità di una politica decisa di interventi in campo sociale ed auspica che abbia fine una buona volta la politica conservatrice di interventi frammentari, paternalistici e clientelari seguita fino ad ora.
Conclude ribadendo, per le suesposte ragioni, il suo giudizio negativo sul bilancio di previsione in esame ed aggiungendo che tale suo giudizio potrà cambiare soltanto se sarà modificata sostanzialmente l'impostazione del bilancio.
Monsieur le Conseiller CAVERI déclare d'abord que la programmation est sans doute une nécessité, car il est indéniable qu'il faut procéder à des recherches économiques et sociales, tout au moins pour établir des priorités dans les initiatives de l'opérateur public.
Il informe que c'est pour ce motif qu'il a lu attentivement les monographies sur l'agriculture et sur l'industrie que le Groupe Universitaire de Grenoble, qui est à haut niveau culturel et intellectuel, a rédigées.
Il déclare qu'il a particulièrement apprécié la monographie concernant l'agriculture et il fait noter d'avoir eu la confirmation que dans le domaine de l'agriculture on ne peut plus continuer avec la politique des subsides, mais qu'il faut procéder à des réformes radicales.
A ce propos, il attire l'attention du Conseil sur le problème des alpages, qui sont en crise dans toutes les Alpes à cause du coût excessif de la main d'œuvre.
Il affirme que, si l'on veut que les alpages ne soient pas abandonnés, il faut que le poids de la main d'œuvre diminue, ce qui serait possible, à son avis, en faisant des routes qui conduisent aux alpages ou bien des "pipe-lines" pour le transport du lait des alpages au fond des vallées, où l'on devrait penser à construire des fromageries.
Il retient que la monographie sur l'industrie, rédigée par le Groupe Universitaire de Grenoble, soit à un niveau inférieur à celui de la monographie sur l'agriculture, parce que, entre autre, tandis que la SORIS avait étudié à fond, pour ce qui concerne la "Cogne", le problème des prix de revien, problème qui est fondamental, cet aspect a été négligé par le Groupe de Grenoble.
Il informe d'avoir eu dernièrement des renseignements qui confirment les réserves qu'il a faites autrefois sur la politique économique de la "Cogne", politique qui n'est pas du tout favorable à la Vallée d'Aoste et il en explique les motifs.
Il affirme qu'il est nécessaire que le matériel d'étude et de recherche, après une certaine instruction de la part du Bureau et de la Commission de la Programmation, soit envoyé au plus tôt aux organes politiques, parce qu'il est urgent de faire un bilan des nécessités de la Vallée pour établir une priorité rationnelle, si non scientifique, des initiatives à prendre pour arriver enfin au plan régional d'aménagement, qui est indispensable aussi pour éviter que les plans communaux d'aménagement risquent d'être rédigés et approuvés avec des erreurs remarquables.
Il fait noter que certains Syndics voudraient que chaque Commune de la Vallée d'Aoste ait sa zone industrielle, tandis que cela n'est pas possible, remarque-t-il, parce que les zones industrielles doivent être établies dans les Communes déprimées de la Vallée, c'est-à-dire à Chambave, à Verrès, à Arnaz, à Pont Saint Martin etc., où il y a des chômeurs.
Il affirme que la crise industrielle, qui est très grave en ce moment, et la crise des initiatives touristiques ne sont pas une réalité de la Vallée d'Aoste seule, mais une réalité générale.
Quant au budget en question, il remarque qu'il y a un phénomène négatif qui se répète chaque année, et c'est que les dépenses courantes augmentent pour le montant de milliards tandis que les dépenses d'investissement des capitaux, qui servent pour le progrès économique et social de la Vallée, soit en train de diminuer au lieu d'augmenter.
Il fait noter que l'école en Vallée d'Aoste coûte beaucoup et que cette dépense n'est pas à regretter, mais qu'il est plutôt à regretter que l'école régionale soit valdôtaine seulement du nom mais pas de fait, parce qu'il n'y a aucun enseignement de la culture valdôtaine dans nos écoles.
Il déclare que la géographie et l'histoire de la Vallée d'Aoste, qui devraient être à la base des études pour que nos jeunes comprennent le pays dans lequel ils vivent, sont tout à fait ignorées et ceci parce que ces matières ne viennent pas enseignées.
Il remarque, à propos de l'expérimentation du "biennio", que les répercussions et les échos du "biennio" sont tout à fait négatifs, ce qui prouve que les craintes et les doutes qui ont été exprimés à son temps ont été confirmés par l'expérience et il observe que ce serait donc une erreur d'unifier l'Institut Professionnel Régional avec le "biennio".
Il constate que les sommes qu'on dépense pour les activités sportives sont excessives en comparaison aux sommes qu'on dépense en matière culturelle et qu'il faudra partant réduire les dépenses des activités sportives et de hospitalité et augmenter les sommes à la disposition pour réaliser un programme de valorisation des questions culturelles.
Il souhaite que la culture valdôtaine puisse retourner à son ancienne splendeur et il retient qu'il est donc nécessaire que l'Administration Régionale vienne en aide d'une façon plus incisive aux Sociétés et Associations culturelles locales.
Il recommande vivement à l'Assesseur à l'Instruction Publique de bien vouloir faire réimprimer les livres de Monseigneur Boson sur les Châteaux d'Issogne et de Fénis et le volume n° 1 de la paléographie et les ouvrages très importants du Baron Bich et de l'Abbé Gorret.
Il se réjouit qu'on ait publié les Anciennes Chroniques de la Vallée d'Aoste, publication qu'il avait sollicitée plusieurs fois.
Retournant au budget, il prend acte avec satisfaction de l'allocution d'un premier fond de lires 50.000.000 pour la construction d'un "Istituto Regionale per l'Infanzia", que les Conseillers de l'Union Valdôtaine avaient sollicitée maintes fois et il en explique les raisons.
S'adressant ensuite à l'Assesseur Milanesio, il lui recommande de bien vouloir s'occuper activement et d'une façon rationnelle de la réalisation de l'anneau routier autour des remparts romains, qui avait été commencé il y a quelques années, en allouant, si possible, des sommes plus grandes, afin qu'on puisse pourvoir à l'achat et à la démolition des vieilles maisons adossées aux murs romains.
Il souligne de même à l'Assesseur Milanesio que le problème de la nouvelle Avenue du Mont Blanc, avenue qui ne peut être réalisée qu'en procédant à l'expropriation et à la démolition de l'immeuble Rizzardi, comme aussi il faudra démolir le Palais du Gouvernement et la Maison du Ruffino, de manière que l'on puisse tracer la nouvelle Avenue du Mont Blanc le long des remparts méridionaux, ce qui embellira la Ville.
Il arrête encore l'attention de Monsieur l'Assesseur Milanesio sur le Palais Roncas et sur le Palais Ansermin dont l'Administration Régionale a acheté, il y a quelques années, deux appartements. Il retient que l'Administration Régionale doive continuer à acheter des appartements de ce palais, qui a été construit par Juvara ou par un de ses disciples, afin de pouvoir le transformer dans une maison de la culture ou dans quelque autre chose du genre.
Quant au secteur de l'agriculture et des forêts, il affirme que le Corps forestier n'est pas à meme d'exercer ses fonctions, parce que le nombre des Inspecteurs, deux en total, est tout à fait insuffisant, de manière que les "martellate" sont faites par des simples gardes forestiers ou, au maximum, par des brigadiers ou des maréchaux et non pas par les Inspecteurs forestiers, qui sont complètement débordés de pratiques administrative.
A propos de la zone de Pila, il demande à la Junte d'intervenir avec la plus grande énergie pour la question de l'Alpila, étant donné que le 20% du capital de cette Société appartient à l'Administration Régionale.
Sur la question des problèmes sanitaires, il reconnaît que dans la réforme des hôpitaux il y a des côtés positifs, entre autre parce que, dorénavant, les administrateurs valdôtains auront leur parole à dire pour l'Administration non seulement de l'ancien hôpital Mauricien, mais aussi des autres hôpitaux qui vont surgir; mais il fait noter qu'il y a aussi des côtés négatifs et avant tout une politisation excessive du problème.
S'adressant encore une fois à Monsieur l'Assesseur Milanesio, Monsieur le Conseiller Caveri lui demande des renseignements à propos de l'École "Valsania", qui tient des Cours aux garçons et aux servantes de café, École qui, selon lui, fonctionne très mal, car on n'y enseigne même pas l'éducation et les rudiments de la langue française.
Il recommande enfin à la Junte de bien vouloir s'intéresser du problème des lignes électriques dans les zones touristiques, par exemple à Pila où l'on est en train de tracer une ligne électrique qui partira de Pollein, traversera les Fleurs et arrivera à Pila.
Il fait noter que dans tous les pays civilisés de l'Europe l'électricité est transportée moyennant des câbles souterrains.
Il remarque que la Suisse a su faire son grand développement touristique tout en sauvegardant l'architecture locale des chalets.
Retournant à l'argument en discussion, il observe que l'approbation du budget n'est pas seulement un fait comptable et financier, mais aussi un fait politique et il déclare que les Conseillers de l'Union Valdôtaine, qui ont aidé la formation de la Junte actuelle, continueront à lui donner leur appui.
Il informe que pour l'Union Valdôtaine la garantie est constituée par la confiance personnelle et par l'estime que les Conseillers de l'Union Valdôtaine ont pour le Président de la Junte, Monsieur Dujany, dont ils admirent les qualités de diplomate qu'il a démontrées en ces jours et les qualités d'administrateur.
Il conclut en déclarant que les Conseillers de l'Union Valdôtaine voteront en faveur de budget de prévision de l'année 1971 présentée par la Junte.
Il Consigliere GERMANO premette che intende esporre soltanto alcune considerazioni di carattere generale e non già entrare nel merito del bilancio di previsione, perché l'opinione del Gruppo consiliare comunista sull'argomento è stato già precisato dal Consigliere Dolchi.
Dichiara che la prima considerazione riguarda il sistema di elaborazione del bilancio e il sistema di gestione che attualmente avvengono senza un tempestivo controllo effettivo, salvo quello che viene effettuato a distanza di tempo dai Revisori dei conti.
Osserva quindi che non si può continuare con l'attuale sistema di elaborazione e di gestione del bilancio.
Accennando alle Commissioni consiliari, fa presente che le Commissioni dovrebbero non soltanto occuparsi dell'esame dei disegni di legge e delle proposte, sui quali sono tenute per regolamento ad esprimere il loro parere, ma dovrebbero altresì dare il loro contributo fattivo alla vita amministrativa della Regione ed occuparsi, cioè, di tutte le questioni più importanti per le quali sono necessarie delle scelte.
Osserva che è inutile parlare di contatti tra amministratori ed amministrati se, in sede di predisposizione del bilancio e di gestione della spesa pubblica, non vengono mantenuti contatti con le categorie interessate (Amministratori, Consiglieri, Sindacati, ecc.).
Rileva poi che dal 1946 ad oggi pochissime deliberazioni di Consiglio sono state abrogate e così dicasi delle leggi regionali, molte delle quali sono state modificate ma mai abrogate e questo per timore di conseguenze negative sul piano elettorale.
Afferma che bisogna avere il coraggio di rivedere certe posizione superate e certi interventi non più necessari, il che sarebbe possibile se tutte le questioni più importanti venissero prima discusse dalle Commissioni e poi portate in Consiglio.
In proposito accenna al problema del risanamento del bestiame, rilevando che vari inconvenienti sono stati riscontrati nell'applicazione della legge regionale recante norme per il risanamento del bestiame in Valle d'Aosta, per cui occorre modificare tale legge.
Per quanto riguarda l'edilizia rurale, riconosce che molto è stato fatto dal 1951 ad oggi, poiché in tale periodo sono state riparate o migliorate ben 8.500 case rurali in Valle d'Aosta, ma lamenta il notevole ritardo con cui vengono corrisposti i contributi regionali ai contadini e raccomanda che si provveda ad eliminare tale inconveniente disponendo che i contributi siano corrisposti tempestivamente.
Ritiene che il sistema di lavoro della Giunta debba essere modificato in modo che il lavoro sia svolto per settore e con il concorso dei vari Assessorati e non già da ogni singolo Assessorato, perché qualsiasi scelta di una certa importanza investe generalmente la competenza di più Assessorati.
Conclude, ribadendo la necessità di modificare il metodo di lavoro della Giunta Regionale.
Il Consigliere SAVIOZ, pur dando atto che l'Assessorato alla Pubblica Istruzione ha, in questi ultimi tempi, compiuto dei passi decisivi nel campo dell'istruzione media e superiore, fa notare che la personalità dell'individuo comincia a formarsi sin dall'infanzia e, cioè, sin dalla scuola materna, per cui occorre porre una attenzione particolare per la scuola materna, preoccupandosi che tutti i bambini, senza discriminazione alcuna, siano avviati gradualmente verso la vita imparando le prime nozioni che contribuiranno in avvenire a formare il loro carattere ed a fare le loro scelte nella società.
Il Consigliere MANGANONI premette che intende soffermarsi sul problema dell'industrializzazione in Valle che, attualmente, attraversa un periodo di grave crisi e che desta serie preoccupazioni negli Amministratori regionali.
Osserva anzitutto che detto problema non va esaminato isolatamente, ma unitamente ai problemi di altre attività economiche, quali l'agricoltura e il turismo, che possono considerarsi attività complementari in confronto all'industria.
Fa presente che anche l'agricoltura sta attraversando un periodo di gravi crisi, ragione per cui poche famiglie oggigiorno dedicano la loro intera attività all'agricoltura.
Per quanto riguarda il turismo, rileva che sforzi notevoli per il potenziamento delle attività turistiche sono stati fatti essenzialmente nei grandi centri turistici, ove il turismo costituisce l'attività principale, mentre sono state trascurate le altre zone che interessano il turismo popolare.
Fa notare che l'attività turistica occupa manodopera soltanto nel periodo dell'alta stagione estiva, cioè da giugno ad agosto, e per un breve periodo nella stagione invernale nei grandi centro turistici, per cui per circa 8 mesi all'anno la manodopera addetta ad attività turistiche rimane disoccupata.
Afferma che il problema della disoccupazione va affrontato e risolto al più presto dando un maggiore impulso all'industria e favorendo l'installazione di nuovi stabilimenti, particolarmente nella bassa Valle, nonché incrementando l'industria edilizia.
Fa presente che la stasi dell'industria edilizia è anche dovuta al fatto che la Giunta, malgrado le assicurazioni date a suo tempo, non si è preoccupata di approvare i piani regolatori e i programmi di fabbricazione di ben 18 Comuni, da tempo giacenti negli Uffici dell'Amministrazione Regionale.
Invita quindi la Giunta a voler approvare con urgenza i suddetti strumenti urbanistici comunali.
Per quanto riguarda il settore dell'industria, osserva che in 25 anni di autonomia regionale sono stati spesi soltanto 518 milioni per l'incremento dell'industria, ciò che è ben poco.
Informa che in tale periodo di tempo si sono installate in Valle d'Aosta 15 piccole e medie nuove industrie che hanno fruito anche di contributi erogati dal BIM.
Rammenta, però, che per alcuni di tali stabilimenti industriali l'esito è stato negativo ed accenna alla Società Fera, Motori Baltea, Sirca-Davit, Brambilla ed altre.
Fa presente che la crisi industriale non è un fatto limitato alla Valle d'Aosta, perché la crisi delle piccole e medie industrie è un fatto generale derivante dalle seguenti cause: concorrenza delle grandi industrie, impossibilità di provvedere al rinnovo degli impianti per mancanza di mezzi, difficoltà per il reperimento di capitali ed, infine, costo eccessivo del denaro.
Sostiene la necessità di rivedere il sistema di incentivazione delle industrie per l'installazione di nuovi stabilimenti industriali e ritiene che, a tale scopo, debbano essere modificate le leggi regionali 21.8.1962 n. 20 e 11.3.1968 n. 8, recanti provvidenze regionali in materia, allo scopo di acquistare ed affittare i terreni necessari per l'impianto di nuovi stabilimenti industriali, abolendo la concessione dei contributi nelle spese per l'acquisto dei terreni.
Osserva che per invogliare Società industriali a costruire nuovi impianti in Valle d'Aosta, e particolarmente in località depresse della bassa Valle, bisogna reperire terreni che servano allo scopo, anche per evitare che le Società perdano tempo e incontrino notevoli difficoltà per l'acquisto dei terreni, tenuto presente che debbono trattare con molti piccoli proprietari a causa dello spezzettamento della proprietà terriera.
Rileva che nelle trattative con Società per l'impianto di nuovi stabilimenti industriali in Valle d'Aosta bisogna assicurarsi che si tratti di Società che diano affidamento sotto tutti i rapporti e che gli impianti costruendi non rechino danno alla salute pubblica per inquinamenti dell'aria o dell'acqua.
Rammenta alla Giunta che il 30 gennaio 1970 i Sindaci di 12 Comuni della bassa Valle, riunitisi presso il Municipio del Comune di Verrès, approvarono un ordine del giorno diretto alla Giunta Regionale nel quale, fra l'altro, facevano presente che "per invogliare gli insediamenti industriali è necessario il preventivo acquisto da parte degli Enti pubblici di appezzamenti di terreno da urbanizzare, sufficientemente estesi per l'installazione di stabilimenti, allo scopo di evitare ali eventuali operatori industriali desiderosi di installarvisi estenuanti e spesso inconcludenti trattative con i singoli interessati proprietari dei terreni".
Osserva che l'ordine del giorno in questione terminava come segue: "Pertanto i convenuti si permettono di attirare l'attenzione dell'Amministrazione Regionale sull'importanza del problema che rallenta il progredire di una delle principali attività economiche della bassa Valle e sull'urgenza di affrontarlo e risolverlo anche per fermare l'emorragia delle giovani forze lavoratrici".
Il Consigliere Manganoni lamenta che la Giunta Regionale abbia ignorato l'appello fattole dai Sindaci dei 12 Comuni della bassa Valle e che si sia interessata dell'argomento oggetto dell'ordine del giorno solo quando le Società Sirca-Davit e Brambilla minacciarono la chiusura dei loro stabilimenti, con la conseguenza che oggi centinaia di lavoratori sono senza lavoro e non sanno come provvedere al mantenimento delle loro famiglie.
Raccomanda, in proposito, alla Giunta: a) di accelerare e portare a termine al più presto possibile le trattative con la Società "Cogne" per l'acquisto dello Stabilimento Brambilla; b) di trattare con i competenti Ministeri per il mantenimento in attività dello Stabilimento Sirca-Davit; c) di creare le condizioni per l'installazione di nuovi stabilimenti in Valle d'Aosta, preoccupandosi di reperire subito i terreni occorrenti.
Rileva che al capitolo 212 del progetto di bilancio di previsione in esame sono stanziati circa 600 milioni per l'acquisto di beni patrimoniali, con un aumento di lire 200 milioni in confronto alla cifra stanziata sul bilancio di previsione dello scorso anno.
Chiede se ed in quale misura la cifra di lire 600 milioni sarà destinata all'acquisto di terreni per l'installazione di nuovi stabilimenti industriali e chiede, inoltre, che la Giunta si impegni ad iniziare subito trattative per l'acquisto dei terreni di cui si tratta e a trovare nuovi e maggiori fondi per l'acquisto dei terreni e per provvidenze a favore di Società industriali che intendano installare impianti industriali in Valle d'Aosta.
Il Consigliere RAMERA premette che la Democrazia Cristiana nelle elezioni regionali del 1968 ottenne 25 mila voti ed ebbe 13 suoi rappresentanti in seno al Consiglio Regionale, ciò che le consenti di impostare nel Governo della Regione una politica che fu condivisa da membri dell'attuale Giunta Regionale sino allo scorso anno, in cui il bilancio di previsione della Regione non fu approvato a causa di franchi tiratori, ciò che portò ad una frattura del Partito democratico cristiano ed alla estromissione dalla maggioranza consiliare dei Consiglieri della Democrazia Cristiana perché da taluni settori si ritenne di dare posto a forze, a loro parere, più vive e più dinamiche per impostare una certa linea di azione politico-amministrativa.
Ciò premesso, il Consigliere Ramera osserva che sul bilancio di previsione in esame la Commissione Affari Generali, Finanze, Programmazione e Urbanistica non ha espresso formale parere, perché alcuni suoi componenti ritennero di dover fare direttamente in sede di Consiglio le loro dichiarazioni sul progetto di bilancio stesso.
Rileva che il progetto di bilancio è impostato come il bilancio di previsione dello scorso anno, che non era stato approvato dal Consiglio, e non è agganciato alla programmazione secondo quanto era stato ripetutamente auspicato.
Rileva inoltre che il bilancio di previsione è ancora impostato in base al vecchio riparto fiscale, salvo aumento di alcune cifre della parte Entrata.
Osserva che nella predisposizione della parte Spesa del bilancio non si è tenuto conto dei problemi sociali scottanti del momento, cioè casa, sanità, occupazione industriale, problemi che preoccupano i Consiglieri di ogni settore.
Constata che al capitolo di Spesa 487 sono previsti soltanto 150 milioni per contributi straordinari ad aziende industriali in applicazione delle leggi regionali 21.8.1962 n. 20 e 11.3.1968 n. 8, con un aumento di soli 50 milioni in confronto allo stanziamento del bilancio dello scorso anno, il che lascia dubbiosi sulla possibilità di incentivare in modo concreto l'installazione di nuovi impianti industriali in Valle d'Aosta.
Rammenta che un Consigliere ha già fatto testé notare che le spese correnti aumentano notevolmente a scapito delle spese di investimento o in conto capitale, che sono assai ridotte, per cui ben poco si potrà fare in tale settore.
Osserva che il Gruppo consiliare democristiano non può ignorare le necessità che sono sorte in questi ultimi 12 mesi e non tenere conto dei problemi della casa, della sanità e della crisi nel campo industriale e della conseguente disoccupazione, nonché della necessità di un maggiore sviluppo dell'industria in Valle d'Aosta.
Ricorda che più volte in questa sede il Gruppo consiliare della Democrazia Cristiana, votando a favore di provvedimenti sottoposti all'approvazione del Consiglio, ebbe ad osservare che non si può emarginare un grande Partito, come è il Partito Democratico Cristiano.
Rileva che i Consiglieri della Democrazia Cristiana siedono oggi sui banchi della minoranza e non possono, per le ragioni sopra esposte, essere favorevoli al progetto di bilancio di previsione presentato dalla Giunta.
Dichiara che essi si riservano di esprimere il proprio voto al termine della discussione generale, anche perché desiderano vedere se saranno apportate al progetto di bilancio le modifiche necessarie per tenere conto delle esigenze sorte in questi ultimi mesi.
Il Consigliere BANCOD riconosce che il bilancio di previsione per l'anno 1971 presenta un miglioramento nei confronti dei bilanci degli anni precedenti, ma osserva che occorre fare di più, e fra l'altro, dare un maggiore impulso al settore industriale della bassa Valle, ove vi sono molti operai disoccupati a causa della crisi industriale.
Accennando ai contributi erogati dall'Amministrazione Regionale per la costruzione di tetti in ardesia, ricorda che sono state presentate varie mozioni intese ad aumentare l'importo di detti contributi e chiede all'Assessore al Turismo di precisare quale sia l'orientamento dell'Assessorato a tale riguardo.
Rivolgendosi all'Assessore all'Agricoltura e Foreste, chiede chiarimenti sulla situazione manutentiva delle Casermette forestali, con particolare riguardo a quella di Antey St. André.
Lamenta che siano venuti a mancare i fondi del Piano Verde per gli interventi nel settore dell'agricoltura ed esprime il timore che ciò possa costituire una battuta di arresto nelle varie provvidenze a favore dell'agricoltura.
Auspica che l'Assessore Maquignaz trovi i mezzi necessari per ovviare alla mancanza di fondi delm Piano Verde e che non di dimentichi di venire in aiuto agli agricoltori della bassa Valle per la costruzione di Caseifici.
Informa di essere a conoscenza, quale rappresentante della Cassa Mutua dei Coltivatori Diretti e degli Artigiani, che il Consorzio Antitubercolare della Valle d'Aosta si trova in difficoltà, per mancanza di fondi, a provvedere alla necessaria assistenza agli ammalati di TBC e ciò perché sono sorte contestazioni tra Amministrazione Regionale e le Casse Mutue sulla questione della competenza passiva delle rette di ricovero.
Osserva che tale questione va definita al più presto nell'interesse stesso degli ammalati.
Rileva la necessità che la Regione intervenga per la sollecita definizione della vertenza in atto fra gli Ospedali e le Casse Mutue circa l'ammontare dovuto da queste ultime agli Ospedali a pagamento delle rette di ricovero dei mutuati.
Ricorda infine che era stata presentata a suo tempo una mozione relativa alla strada dell'Envers, mozione che era stata approvata dal Consiglio e che doveva essere inviata alla Commissione consiliare permanente per i Lavori Pubblici per l'esame della questione.
Chiede una sollecita risposta in merito.
Il Consigliere PEDRINI, dopo aver premesso che l'approvazione del bilancio preventivo della Regione è un fatto politico oltre che amministrativo, lamenta anzitutto che gli interventi non siano corrispondenti all'importanza dei problemi in discussione e ciò per vari motivi che illustra.
Lamenta inoltre che il bilancio in esame non sia diverso dal bilancio dell'anno 1970, sia come impostazione che come programmazione.
Afferma che il bilancio preventivo in questione è deficitario in quasi tutti i settori e, in particolare, nel settore del turismo, che dovrebbe essere sviluppato al massimo, ed anche nel settore dell'industria e commercio, specie per quanto concerne le necessità della zona della bassa Valle.
Auspica che le previsioni di entrata si realizzino con l'approvazione di un nuovo riparto fiscale impostato su nuove basi eque e convenienti per la Regione.
Conclude, precisando che i due Consiglieri liberali si riservano di esprimere il loro giudizio sul bilancio al termine della discussione generale e dopo avere avuto i chiarimenti richiesti.
Aggiunge che la posizione dei due Consiglieri stessi circa la votazione sul bilancio di previsione non potrà essere, comunque, che astensione dal voto, come lo scorso anno, o un voto negativo.
Il Consigliere ANDRIONE premette che il Consigliere Ramera, anziché lamentarsi dell'avvenuta estromissione dei Consiglieri del Gruppo consiliare democristiano dalla maggioranza consiliare, avrebbe dovuto precisare chiaramente le ragioni per cui il Gruppo consiliare della Democrazia Cristiana non è favorevole al bilancio preventivo in discussione.
Monsieur le Conseiller Andrione déclare d'avoir lui aussi quelques critiques à faire au budget, tout d'abord pour ce qui concerne les dépenses pour le personnel - soit pour le personnel qui dépend directement de la Région et soit pour le personnel de l'école - dépenses qui montent au total à presque lires 9 milliards sur 16 milliards d'entrées effectives.
Cela - dit-il - nous a averti du danger qu'il y a à administrer la Région d'une façon trop paternaliste, trop familiale, comme il est arrivé dans un passé très récent quand on a augmenté d'une façon illégale le nombre des personnes employées à la Région, rendant ainsi un service très mauvais à l'Administration Régionale, car le budget est déjà entamé pour plus de la moitié au départ.
Il remarque, en second lieu, que le budget révèle encore une fois un vice d'origine de l'Administration Régionale, c'est-à-dire l'émiettement de la dépense publique.
Il affirme qu'il est temps que l'on change de politique et que, au lieu de continuer avec le système de subventions, l'on fasse une intervention organique en dépensant davantage, mais dans un seul secteur, et en cherchant à comprimer les dépenses qui, très souvent, créent des avantages électoraux, mais qui, en réalité, diminuent les pouvoirs politiques et les pouvoirs décisionnels de la Région.
Il retient que seulement de cette façon l'aspect comptable du budget pourra changer et l'on pourra parler de qualification ou de programmation, parce que programmer veut dire étudier les différents problèmes afin que les organes politiques responsables, Junte et Conseil, puissent faire leurs choix et établir la priorité à donner aux nombreux problèmes qui attendent d'être résolus.
Quant aux problèmes culturels, il souligne la nécessité que l'on crée un Centre culturel en Vallée d'Aoste, étant donné que les Sociétés savantes qui existaient autres fois ont complètement disparu. Il ajoute que les initiatives éparpillées ne sont pas suffisantes à récréer chez nous cette culture de jadis, qui est typique de la Vallée d'Aoste et qu'il est nécessaire de défendre.
S'adressant ensuite à l'Assesseur Monsieur Milanesio, il lui recommande - à propos des recherches archéologiques que l'on est en train de faire - que l'on se limite à faire un seul travail à la fois, qu'on le fasse bien et qu'on le finisse, au lieu de commencer plusieurs recherches en même temps en des lieux différents.
Il demande que l'Administration Régionale fasse un effort supérieur non seulement en matière de plans d'aménagement et d'urbanisme, mais aussi pour la défense de la nature, de la faune et de la flore valdotaine et que l'on crée, à propos de la faune, des réserves régionales, parce que seulement de cette façon le gibier peut être défendu.
Il conclut, en affirmant que le document comptable en examen pourra être transformé selon les vœux de tous seulement lorsque les Valdôtains laisseront de côté les petites polémiques électorales pour ne penser qu'aux intérêts généraux du Pays.
Monsieur le Conseiller CHAMOMIN déclare d'abord que, d'autres Conseillers ayant déjà parlé sur tous les thèmes qui forment l'objet du budget, il se limitera à toucher quelques arguments tenant à l'agriculture valdôtaine et à sa situation, qui devient de jour en jour plus délicate et qui est en train d'arriver très rapidement à sa limite du rupture ou, plutôt, à sa limite d'effondrement total.
Il affirme, ensuite, que la politique de subvention ne suffit plus dans le domaine de l'agriculture, mais qu'il faut une intervention massive si vraiment l'on ne veut pas que toute notre civilisation alpestre disparaisse.
Il reconnaît, toutefois, que cette Junte a fait un très grand effort pour venir à l'encontre des nécessités de l'économie agricole valdôtaine, puisque le budget 1971 de l'agriculture correspond, à 52 millions près, à celui de l'année dernière, nonobstant qu'il y ait eu une diminution des fonds provenant de l'État d'environ 800 millions (Piano Verde).
Il saisit l'occasion, à ce propos, pour prier le Président de la Junte de bien vouloir lui dire quelque chose à l'égard des questions qui lui ont été posées par le Mouvement Autonomiste Valdôtain par lettre qui lui a été envoyée, il y a environ quinze jours, questions concernant l'agriculture et notamment:
- la réglementation organique et unifiée des contributions et des prêts en faveur des agriculteurs;
- la révision de quelques dispositifs de la loi sur l'assainissement du bétail;
- immédiate corresponsion des contributions relatives à l'abattage du bétail et à l'achat des machines agricoles;
- constitution d'une Commission du Conseil chargée d'étudier les mesures à adopter en faveur de l'agriculture de la moyenne et de la haute montagne.
Monsieur le Conseiller Chamonin conclut son exposé en faisant noter que la dernière question posée par le Mouvement concernait, enfin, une question d'ordre politique, c'est-à-dire la requête d'examiner la possibilité d'un élargissement de la majorité politique administrative actuelle au Conseil Régional et sa délimitation.
Il Consigliere DOLCHI premette che è da considerarsi ormai superata la concezione di alcuni secondo cui è la maggioranza che decide, mentre la minoranza può soltanto muovere delle critiche all'operato della maggioranza.
Afferma che, nella vita politica democratica e moderna, è dovere dell'opposizione di dare un cosciente e responsabile contributo nell'amministrazione della cosa pubblica, di fare, a tal fine, delle proposte e di affrontare i problemi che premono, impegnando la maggioranza a risolverli e dando precise indicazioni per la loro soluzione.
Dichiara che i Consiglieri del Gruppo comunista ritengono che incomba loro obbligo - nella qualità di Consiglieri e come espressione di una importante forza politica - di svolgere il loro ruolo responsabile ed osserva che essi hanno quindi preso atto con soddisfazione delle idee espresse dal Consigliere Andrione e che in gran parte condividono.
Precisa che i Consiglieri comunisti intendono dare concretezza al discorso da essi fatto in sede di discussione generale del bilancio di previsione per l'anno 1971 e che, pertanto, essi presentano, ai sensi dell'articolo 61 del Regolamento interno del Consiglio, un ordine del giorno, suscettibile di miglioramenti, che contiene le linee fondamentali su cui dovrebbe orientarsi l'azione dell'Amministrazione Regionale, in vista anche dell'attuazione, auspicata, promessa e, a quanto sembra, ormai prossima del nuovo riparto fiscale.
Dà quindi lettura al Consiglio del seguente ordine del giorno:
"Ordine del giorno
Il Consiglio Regionale della Valle d'Aosta;
constatato che il bilancio 1971, nonostante gli impegni assunti dalla maggioranza, non è staro discusso dalle Commissioni consiliari colle categorie produttive e sulla base di un piano economico regionale;
dato atto che ciò è dovuto anche alla mancata revisione del riparto fiscale che però sulla base degli impegni del governo nazionale è ormai prossima;
impegna la Giunta a presentare entro un mese dall'approvazione del nuovo riparto fiscale in Consiglio Regionale le necessarie variazioni di bilancio;
impegna la Giunta affinché le variazioni siano elaborate con metodi nuovi e cioè con la partecipazione di ogni Commissione consiliare alla discussione delle spese per il rispettivo Assessorato e con la consultazione delle categorie produttive e soprattutto dei Sindacati;
impegna infine la Giunta a tenere conto nella elaborazione delle variazioni in modo prioritario dei problemi posti dalle lotte ed esigenze dei lavoratori e cioè:
1) affrontare il problema della casa con la costruzione di case ad equo canone di affitto, iniziare il risanamento dei centri storici, prolungare con le opportune modifiche almeno per un anno l'attuale legge per la casa i lavoratori dipendenti;
2) affrontare il problema della industrializzazione della Valle con particolare attenzione al problema della occupazione giovanile e femminile ed alla situazione particolare della bassa Valle elaborando rapidamente una nuova legge che tenga conto dei problemi dei terreni e del credito nei confronti della piccola e media industria e della industria pubblica nonché il problema della revisione della legge per il finanziamento delle imprese artigiane;
3) affrontare in modo nuovo il problema della salute pubblica tenendo conto del risanamento degli ambienti di lavoro, della prevenzione, cura e riabilitazione degli ammalati adeguando subito le attrezzature attuali all'ente ospedaliero, facendo leva sulle unità sanitarie locali ed evitando la costruzione di giganteschi edifici reclusori per gli ammalati, non consoni alle nuove concezioni della medicina moderna;
4) tenere presente nell'ambito della riforma della scuola della necessità di iniziare a risolvere gradualmente ma completamente il problema della scuola materna generalizzandola a tutti i bambini fai tre ai sei anni".
Il Consigliere BALESTRI riconosce che la non avvenuta impostazione del bilancio di previsione per l'anno 1971 su base programmate ha la sua giustificazione nel fatto che ancora non è stata approvata la legge nel nuovo riparto fiscale.
Rileva, peraltro, che la Giunta avrebbe dovuto ugualmente dimostrare il suo intendimento e la sua volontà di affrontare e risolvere gli importanti problemi che da alcuni mesi premono, quali il problema della casa e quelli della salute pubblica, dell'assistenza ospedaliera e dell'industria, stanziando in bilancio i fondi necessari per affrontare e risolvere almeno in parte tali problemi.
Esprime la fiducia che la Giunta cercherà di ovviare, nel limite del possibile, a tali carenze avvalendosi, in misura maggiore, della collaborazione delle Commissioni consiliari e conclude preannunciando il voto favorevole del suo Gruppo consiliare sul bilancio di previsione.
Il Consigliere BORDON premette che il 20 marzo dello scorso anno il bilancio di previsione dell'anno 1970, predisposto dalla Giunta da lui presieduta, non fu approvato dal Consiglio, perché, fra l'altro, si lamentò da parte dell'opposizione che detto bilancio non era stato impostato su basi programmate.
Rileva che lo stesso bilancio fu ripresentato dalla nuova Giunta nell'adunanza del mese di maggio 1970 e fu approvato dal Consiglio.
Fa presente che, in tale occasione, la nuova Giunta diede assicurazione che il bilancio di previsione per l'anno 1971 sarebbe stato impostato sulla programmazione.
Osserva che ciò non è avvenuto, poiché il bilancio di previsione sottoposto oggi all'esame e all'approvazione del Consiglio segue le stesse linee di quello dello scorso anno e non è affatto impostato sulla programmazione, come era stato promesso dalla Giunta attuale.
Constata che dall'anno 1965 si parla di programmazione e si dà atto che ai Consiglieri sono stati recapitati vari volumi frutto degli studi effettuati su tale materia in un primo tempo dalla Società SORIS ed ultimamente dal Gruppo universitario di Grenoble.
Rileva che tali studi sono costati all'Amministrazione Regionale cifre ingenti che si aggirano, all'incirca, sui 200 milioni di lire ed osserva che sarebbe ora di fare un consuntivo degli studi effettuati sulla programmazione, consuntivo che dovrebbe concretarsi con delle proposte precise e delle scelte per quanto riguarda gli interventi nei vari settori dell'economia regionale, perché - egli dice - le disponibilità finanziarie della Regione sono quelle che sono e non è pensabile che tutti i problemi possano essere risolti con la bacchetta magica.
Ribadisce quindi la necessità che si operi in base alla programmazione e che si facciano le scelte che la programmazione suggerisce.
Accenna ai problemi più impellenti che devono essere affrontati e risolti con urgenza, fra i quali il problema della industrializzazione, in particolare nella bassa Valle ove la disoccupazione è maggiore a causa della crisi in cui si trovano le Società proprietarie degli Stabilimenti della Brambilla e della Sirca-Davit.
Raccomanda alla Giunta di fare tutto quanto è nelle sue possibilità intervenendo presso il Ministero delle Partecipazioni Statali e presso gli altri Ministeri competenti onde ottenere che lo Stabilimento della Società Brambilla sia assorbito dalla Società Cogne e affinché siano installati nella bassa Valle nuovi stabilimenti industriali, in modo da dare lavoro alla mano d'opera locale disoccupata.
Assicura che la Democrazia Cristiana, come già nel passato, anche oggi è pronta a dare tutta la collaborazione possibile al Governo della Regione, sia in sede regionale che nelle trattative con il Governo di Roma, per la soluzione dei problemi che interessano l'economia della Valle d'Aosta.
Richiama, in proposito, l'attenzione della Giunta sulla necessità di interventi finanziari concreti in favore dell'agricoltura della Valle d'Aosta, ricordando che l'agricoltura costituisce, unitamente al turismo, la base dell'economia regionale e che bisogna quindi fare ogni sforzo possibile per il potenziamento dell'agricoltura e delle sue attrezzature.
Dichiara che la Democrazia Cristiana, contrariamente alle affermazioni fatte da parte comunista, non ha alcuna intenzione di creare una crisi nel Governo della Regione ed afferma, anzi, che essa è disposta a collaborare con tutti i Partiti democratici e, quindi, anche con il nuovo Partito Democratico Popolare nell'interesse della Valle d'Aosta.
Ritornando sull'argomento in esame, rileva che, se è vero che il bilancio di previsione è il più importante atto amministrativo, è altresì vero che è uno strumento squisitamente politico ed insiste affinché il bilancio di previsione sia impostato in base alla programmazione.
Il Consigliere POLLICINI comunica di aver formulato un ordine del giorno e fa presente che sarebbe opportuna una breve sospensione della seduta per vedere se sia possibile raggiungere, fra i vari Capigruppo, un accordo per la stesura di un ordine del giorno unitario. Trasmette quindi al Presidente Montesano copia dell'ordine del giorno.
L'Assessore CHANTEL dichiara di concordare sulla proposta del Consigliere Pollicini relativa alla predisposizione di un ordine del giorno concordato fra i Capigruppo e da approvare all'unanimità.
Passando quindi a trattare del progetto di bilancio, fa presente che non era possibile impostare il bilancio preventivo dell'anno 1971 sulla base del disegno di legge per la revisione dell'ordinamento finanziario regionale in corso di discussione presso i competenti organi governativi centrali, in quanto le previsioni di entrata del bilancio debbono essere basate sulle norme di leggi vigenti.
Fa presente che, per impostare il bilancio su una programmazione regionale, occorre poter contare su entrate di sicura realizzazione e procedere a scelte prioritarie, abolendo alcuni interventi regionali ritenuti ormai superati o di non primaria importanza ed urgenza.
Rileva che, in sede di predisposizione del bilancio, non è possibile stralciare gli stanziamenti di spesa previsti da leggi o provvedimenti a suo tempo adottati dal Consiglio Regionale nei vari settori, dovendosi prima decidere in sede di Consiglio l'abolizione degli interventi ritenuti non più di attuale necessità.
In proposito, cita alcuni stanziamenti di spesa riportati in bilancio in base a precedenti leggi e provvedimenti approvati a suo tempo dal Consiglio e che sono tuttora in vigore.
Riferisce in merito alle richieste inoltrate ai competenti organi ministeriali e tendenti a fare assegnare anche alla Regione Valle d'Aosta finanziamenti sui fondi statali da stanziare per l'attuazione di programmi per lo sviluppo dell'edilizia popolare ed economica, in aggiunta ai fondi già erogati e da erogare dalla Regione in questo settore a' sensi di leggi regionali.
Informa il Consiglio in merito all'iter del disegno di legge per la revisione del riparto fiscale e all'iter del disegno di legge per la riforma tributaria, informando sull'interessamento svolto e sulle intese intercorse a Roma per il coordinamento delle norme di quest'ultimo disegno di legge con le norme statutarie previste in materia dagli Statuti regionali.
Per quanto concerne l'acquisto di terreni da destinare a iniziative per lo sviluppo industriale in Valle d'Aosta, ritiene che non si debba più concedere finanziamenti a fondo perduto nelle spese per l'acquisto di terreni, ma che si debba provvedere direttamente all'acquisto di aree idonee da cedere in affitto, a lunga scadenza e a bassi canoni di affitto, per l'impianto di nuovi stabilimenti industriali.
In proposito, rileva la necessità di non addivenire all'acquisto di terreni a prezzi esosi, non dovendosi fare cattivo uso del pubblico denaro.
Per quanto riguarda il problema di una diversa destinazione del Palazzo Roncas, in Aosta, attualmente adibito a Comando e Caserma dei Carabinieri, fa presente che sono in corso trattative con le seguenti Autorità militari per addivenire alla costruzione di una nuova Caserma sul terreno attualmente adibito a deposito militare di carburante (ex Polveriera) in Corso Battaglione Aosta, previa permuta del terreno stesso con un altro idoneo appezzamento di terreno sito lontano dal centro cittadino e da acquistare dalla Regione d'intesa con le competenti Autorità militari.
Per quanto riguarda il problema della demolizione di vecchi fabbricati malsani nella Città di Aosta, fa presente che la Giunta intende addivenire all'acquisto, a equi prezzi, e alla successiva immediata demolizione dei fabbricati stessi, che dovrebbero essere ceduti alla Regione liberi da inquilini e da cose.
Chiede la collaborazione di tutti i gruppi politici, sia in sede locale che in sede nazionale, per addivenire alla soluzione dei più importanti problemi regionali in sospeso e per la migliore attuazione delle riforme amministrative e sanitarie attualmente allo studio in campo nazionale.
Termina, informando il Consiglio in merito alle gestioni speciali riguardanti i servizi sanitari e la funivia regionale Buisson-Chamois.
Il Consiglio prende atto.
