Oggetto del Consiglio n. 221 del 26 aprile 1979 - Verbale
OGGETTO N. 221/79 - Piano di riorganizzazione aziendale della "Centrale laitière d'Aoste". Approvazione di mozione.
Mozione
Visto l'aggravarsi della situazione finanziaria e produttiva della "Centrale laitière d'Aoste";
Considerato che a suo tempo il Consiglio regionale aveva promosso uno studio conoscitivo sulla situazione economica dell'azienda con il fine di individuare soluzioni idonee al risanamento finanziario;
Considerato che la "Centrale laitière d'Aoste" svolge una funzione sociale insostituibile per il trattamento igienico e sanitario del latte a tutela del consumatore;
Ravvisata la necessità di giungere rapidamente all'individuazione di scelte di ristrutturazione dell'azienda;
il Consiglio regionale
Delibera
di impegnare la Giunta regionale a presentare, entro due mesi, un piano di riorganizzazione aziendale che preveda una diversificazione della produzione.
Aosta, 15 marzo 1979
F.ti: Franco Carral - Tonino Alder
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Tonino.
Tonino (P.C.I.) - Noi abbiamo presentato questa mozione per sollevare il problema della Centrale del latte, problema che è stato più volte discusso in questo Consiglio, soprattutto perché ci sembra siano mancate, anche rispetto alle discussioni fatte nel passato, agli studi che abbiamo raccolto, che abbiamo fatto su questa società, delle proposte concrete della Giunta per migliorare una situazione finanziaria ed economica che tutti sappiamo essere abbastanza difficile, a meno che che le proposte della Giunta non siano quelle voci che si sentono di una chiusura tout court della Centrale e, rispetto alle quali, noi nutriamo delle serie preoccupazioni.
Non credo sia il caso di affrontare oggi tutti i problemi, tant'è che noi chiediamo nel deliberato: "di impegnare la Giunta regionale a presentare, entro due mesi, un piano di riorganizzazione aziendale che preveda una diversificazione della produzione", cioè un piano che entri nel merito di quello che è il funzionamento della Centrale stessa. Perché? Perché credo sia necessario un giudizio della Giunta, e successivamente del Consiglio, su alcuni problemi di questa società. Si parla spesso del problema, della ragione delle perdite. Ho letto in una ricerca effettuata a suo tempo dal Consiglio che si può stimare che un 60% delle perdite sia dovuto ad un prezzo di vendita inferiore a...chiamiamolo così, perciò questo 60% andrebbe in teoria a favore dei consumatori, e un 40% - è scritto in quella relazione - sia dovuto ad un maggior prezzo di acquisto del latte e perciò questo 40% andrebbe in favore dei... Si tratta di indagini fatte un po' di tempo fa, per cui sarebbe necessario, a nostro avviso, rivedere il problema e discuterne su delle basi scientifiche più serie. È necessario anche un giudizio sulla produttività del personale per capire se effettivamente, da questo punto di vista, ci sono proposte da fare, non dimentichiamo che il Consiglio regionale è il maggior azionista; qualcuno prospetta anche la possibilità di aumentare la quantità di latte lavorata addirittura del 50%, che evidentemente potrebbe produrre come conseguenza una minore incidenza del costo del personale sul latte prodotto e poi c'è la questione della distribuzione del servizio di raccolta; rispetto a tali questioni, occorrerebbe anche avere un giudizio della Giunta e dell'Assessore.
Un problema grosso è quello degli interessi passivi, sempre nella relazione che io ho citato prima è scritto che incide per 4 lire al litro, il che è naturalmente notevole. Esiste il problema dei superi, si sa che alla Centrale arrivano, se i dati che ho sono giusti, circa 170 quintali di latte e che se ne lavorano 80, per il resto vengono utilizzati per produrre i formaggi e si sa che la produzione dei formaggi non è particolarmente conveniente: ecco anche su questo problema dei superi è necessario fare delle proposte un pochino più concrete. Questi sono alcuni problemi, forse non tutti i problemi principali aperti che attendono una soluzione, noi chiediamo di discutere su delle cose concrete, di fare un dibattito in Consiglio che sia serio e concreto, per questo chiediamo il piano di ristrutturazione aziendale: proprio perché sembra che lì sì entri nel merito di scelte molto ben visibili.
Crediamo che i due mesi di tempo che chiediamo alla Giunta per presentare questa base di discussione siano realistici, nel senso che per troppo tempo non si discute di questo problema...e i dati sono facilmente reperibili, esistono degli studi già fatti nel passato e tenendo conto che il discorso della Centrale è per noi importante intanto per la funzione sociale che ha in Valle d'Aosta, per la necessità poi di valutare attentamente tutti gli effetti negativi che ci potrebbero essere in seguito della mancanza sul mercato di questo tipo di latte, che sappiamo è estremamente apprezzato e, infine, naturalmente per dei problemi anche di carattere occupazionale che sono legati alla struttura produttiva di tale società. Questi sono i problemi essenziali rispetto ai quali vorremmo avere delle risposte e delle proposte.
Dolchi (P.C.I.) - Se non ci sono altri Consiglieri che intendono intervenire, la parola all'Assessore all'Agricoltura e Foreste, Marcoz, come primo intervento.
Marcoz (U.V.) - Vorrei solamente aggiungere a quello che ha detto il Consigliere Tonino...cioè premettendo che sulle mozioni dei Consiglieri Tonino e Carral la Giunta è d'accordo di ripresentare entro due mesi questo piano...
Andrione (U.V.) - ...deve essere inteso in senso largo, perché con due mesi arriviamo a luglio, poi ci sono le vacanze...
Marcoz (U.V.) - ...io volevo solamente aggiungere alcune cose che possono essere utili alla discussione, anche se breve, di oggi e anche per sentire un pochino il Consiglio regionale cosa intende fare sulla Centrale del latte. Tonino diceva che la Centrale del latte è una centrale i cui soci sono la Regione e il Comune di Aosta; la Regione prima aveva il 95% delle azioni, attualmente ha il 98%, il Comune di Aosta il 2%. La Centrale ha cominciato a funzionare l'anno 1965, a fine anno aveva avuto nella sua attività una perdita lorda di 3.581.000 lire, se si sale sempre di più, salendo progressivamente tutte le annate fino all'anno 1974 in cui ha avuto una perdita di 11 milioni, nel 1975 di 231 milioni, si comincia poi a ridiscendere nelle perdite: nel 1976 con 188 milioni, nel 1977 con 93 milioni e nel 1978 - non è ancora sommato il bilancio, ma comunque mi sono informato presso il Presidente della Centrale - con circa 74 milioni di perdita.
Come diceva giustamente Tonino, qui ci sono alcuni fattori che il Consiglio deve considerare, il perché di queste perdite...come sapete, in base alla legge statale che prevede la ripartizione del prezzo tra produttore e Centrale del latte...oggi nell'anno 1979 non si è ancora avuto un accordo, ci sono state diverse riunioni per questi motivi tra produttori e Centrale del latte, diciamo indirettamente è la Regione che deve decidere, non si è avuto questo accordo. Attualmente il latte viene pagato a 285 lire al litro, più i premi latte di refrigerazione di continuità; la richiesta dei produttori, oggi come oggi, è di 300 lire, su questo non c'è stato accordo, quindi la Giunta ha già provveduto a nominare la Commissione che deve decidere il giusto prezzo del latte, che verrà riunita - credo - la settimana prossima.
Come diceva Tonino...ad esempio, il conferimento del latte, circa il 70% del latte è conferito alla Centrale, viene consumato, trasformato in latte alimentare...viene consumato nel comune di Aosta, un 35% viene consumato invece lungo la Valle negli altri Comuni. È chiaro che, con i costi di gestione, con i costi di trasformazione pagando il latte a 285 lire al litro, con il personale che attualmente presso la Centrale del latte è di 27 persone, il costo di produzione, di trasformazione del latte è molto superiore al costo a cui il latte viene venduto attualmente in Valle. Sapete che il latte alimentare alla Centrale costa 400 lire, i costi di produzione si aggirano su 460 lire, adesso non so di preciso, perché non ho i dati sottomano, quindi ne consegue chiaramente che questa differenza, questa passività annuale è dovuta soprattutto alla minore incidenza del prezzo del latte che viene pagato. Quindi una decisione che deve prendere il Consiglio regionale, tutti insieme, e vedere di ritoccare questo prezzo del latte e non lasciare più il famoso prezzo politico che è...che questo Consiglio era rimasto d'accordo negli anni scorsi, quindi, aumentando praticamente il consumo, verrebbe eliminata una parte di questa passività. Io dico una parte, se non tutta, in quanto giustamente bisogna rivedere tutta la questione della trasformazione, analizzare tutto con dati alla mano. La raccolta del latte viene fatta con i prezzi che attualmente costa recuperare il latte, e anche sul personale, attualmente 27 persone addette alla Centrale del latte sono in numero, diciamo, soprannumerario, e allora rivedere di utilizzare forse in qualche modo diverso. Sono questi elementi quindi che in più il Consiglio regionale dovrà tener presente.
Nella vecchia relazione che citava Tonino ci hanno già fatto alcune proposte: c'era quella di modificare la Centrale, anziché che creare, regionalizzare, municipalizzarla, ma la cosa è uguale, perché, se il debito è quello che è, pagarlo alla Regione o al Comune di Aosta non cambierebbe nulla. La seconda proposta fatta era stata quella di privatizzare l'attuale struttura della Centrale del latte, qui è un discorso che noi avevamo affrontato già negli anni scorsi, purtroppo, per il momento, non abbiamo avuto nessuna richiesta di privati per gestire la Centrale del latte. La terza proposta fatta in quella relazione era quella di formare una cooperativa tra i soci, cosa che anche qui diciamo...in quanto i soci dell'attuale Centrale conferitori del latte si sono orientati direttamente, hanno richiesto alla Regione la costituzione di un nuovo caseificio in quel di Gressan e quindi anche questa proposta, diciamo, viene a cadere.
Oggi come oggi, noi ci troviamo di fronte ad una incombenza che dobbiamo affrontare nel modo più assoluto, perché all'articolo 2447 del Codice civile si dice che, quando il capitale sociale va al di sotto di un certo limite, bisogna o di nuovo subito integrare, altrimenti il Consiglio di amministrazione della Centrale è obbligato a portare i registri contabili in Tribunale, quindi con fallimento della società. Io credo che in questi mesi la prima cosa che il Consiglio deve fare è almeno autorizzare la Giunta a deliberare l'integrazione di nuovo capitale, che è mancato per le perdite che prima vi leggevo, in modo che si possa continuare il discorso della Centrale del latte, altrimenti, diciamo da domani, quando la Centrale presenterà il bilancio in passività e sarà obbligata, se non verrà integrato il capitale sociale, a portare i libri contabili in Tribunale, tutto il discorso cadrà. Quindi di versare il nuovo capitale sociale o integrarlo a quello che era prima...e poi vedere, come dico, dalle discussioni tutte le varie opinioni dei singoli Consiglieri. È chiaro, a mio modesto avviso, è una cosa indubbia e diciamo automatica che ci vuole l'aumento del prezzo del latte al consumatore, altrimenti, continuando di questo passo, diciamo difficilmente si potranno sopportare queste passività. È una scelta che deve fare il Consiglio regionale, perché, se vogliamo continuare con questo prezzo politico basso...dal costo di produzione, è chiaro che gli Amministratori della Centrale del latte non possono fare dei miracoli!
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Voyat.
Voyat (U.V.) - Innanzitutto vorrei fare due raccomandazioni: la prima è che il Consiglio al più presto nomini i suoi due rappresentanti che mancano al Consiglio d'Amministrazione e la seconda è il versamento della reintegrazione del capitale sociale, altrimenti evidentemente è inutile stare a parlare della Centrale del latte, perché ci sarebbe il fallimento, in quanto il deficit della società è superiore ad 1/3 del versamento della quota capitale.
Penso che la questione della discussione sulla riorganizzazione deve essere fatta con qualcosa in mano e occorre discuterne più approfonditamente. Una riorganizzazione che dovrebbe partire, a nostro avviso, dalla raccolta del latte fatta con refrigeratori, dal vedere le lavorazioni necessarie e possibili da fare, quelle più redditizie, la quantità di latte da lavorare, perché risulta che alla Centrale del latte si possono lavorare circa 230, 250 quintali di latte al giorno. Evidentemente un'azienda con una capacità lavorativa di 230, 250 quintali di latte al giorno che ne lavora solo 100, 150 è già in deficit in partenza. Chiaramente poi dovrebbe essere rivista anche la questione della vendita, del potenziamento delle vendite ed arrivare a vendere i prodotti della Centrale del latte in tutta la Valle d'Aosta non solo al Comune di Aosta.
La questione del prezzo del latte: evidentemente, se si vuole trovare la soluzione per la Centrale del latte, senza deficit, bisogna darle la possibilità di vendere al prezzo almeno degli altri latti, perché il latte...per dire costa 470 lire, il latte Parmalat 550 lire, il nostro solo 400 lire. Evidentemente c'è già una perdita in partenza, è impossibile che una società possa concorrere con altre senza deficit se non si dà la possibilità di questo prezzo di vendita. Un altro fatto è il prezzo di acquisto del latte: evidentemente, se noi vogliamo portare avanti una politica che possa agevolare i produttori, l'agricoltura, non possiamo continuare a pagare il latte meno delle altre Regioni, sapendo che qui il costo di produzione del latte è già più alto che in altri posti, soprattutto per la formazione geografica della Valle d'Aosta: la Lombardia nel 1979 ha il prezzo del latte a 306 lire alla stalla, il Trentino 305 lire, il Piemonte non ne sono sicuro, ma dovrebbe essere di 290 nel 1978. Se, come proposto dal Consiglio di Amministrazione della Centrale del latte, il latte venisse pagato 300 lire alla produzione e 480 alla vendita, ci sarebbe un deficit di 3 lire al litro e, come dico, il prezzo della vendita (480) non è alto, perché gli altri latti, pur essendo, a nostro avviso, di qualità inferiore, hanno prezzi superiori; se invece il latte prodotto deve essere pagato 285 e il prezzo di vendita è 450, ci sarebbe già un deficit in partenza di 18 lire al litro.
Vorremmo una volta per tutte mettere in chiaro la questione del prezzo politico del latte. Se si vuole fare il prezzo politico del latte, deve essere l'Ente pubblico a pagarlo e non devono essere i coltivatori, gli agricoltori, i produttori a pagarlo e, se il prezzo politico del latte ci deve essere, devono usufruire di questo prezzo politico tutti i cittadini della Valle d'Aosta e non solo i cittadini di Aosta.
Dolchi (P.C.I.) - Qualcuno intende prendere la parola? La parola al Consigliere Lanièce.
Lanièce (D.C.) - Siamo anche noi d'accordo sul rivedere, eventualmente sul ristrutturare la Centrale del latte, tenendo conto soprattutto della condizione dei produttori, perché tutti ci preoccupiamo dei consumatori, ma io mi preoccuperei soprattutto dei produttori. È vero che la Centrale del latte fa un'attività di calmieratrice dei prezzi, però solo una minima parte dei Comuni della Valle d'Aosta sono serviti dal latte della Centrale, di conseguenza sono anche essi consumatori, quindi comprano il latte di qualità più scadente, come ha detto bene il Consigliere Voyat, e lo pagano più caro...una ristrutturazione tenendo conto soprattutto delle esigenze dei produttori del latte. È un problema molto importante anche quello che tuttora i produttori devono prendere i soldi del latte conferito nel mese di febbraio e marzo, quindi dai banchi del Consiglio invitiamo la Centrale a provvedere quanto prima a liquidare le competenze ai produttori per quei mesi.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Presidente della Giunta, Andrione.
Andrione (U.V.) - La questione della Centrale del latte deve essere esaminata risalendo un pochettino nel tempo e ricordando che, quando è stata creata, la legislazione in materia era differente ed esisteva la zona bianca per il conferimento del latte, di maniera che, attraverso la delimitazione della zona di produzione del latte per la Centrale del latte, poteva stabilire altresì la quantità media di latte fornita. Non solo, da allora ad oggi sono enormemente aumentati e perfezionati i tipi di confezionamento del latte: il latte di lunga conservazione, sterilizzato, che fa una certa concorrenza al latte prodotto dalla Centrale del latte. In più ancora una volta viene dimostrato che le gestioni pubbliche non sempre sono economiche, perché non resistono e la prova ne è venuta ancora oggi in questo Consiglio dalle differenti pressioni di differenti categorie, o perlomeno resistono molto meno bene a quanto non resisterebbe un'organizzazione puramente industriale che voglia soltanto fornire latte.
Noi ci troviamo in una situazione difficile, perché un punto che deve essere fermo è che il latte conferito alla Centrale non deve avere un prezzo concorrenziale con il latte fatto, lavorato per fabbricare la fontina, perché se no ci diamo la zappa sui piedi. Se noi paghiamo un prezzo tale da sottrarre latte alla fabbricazione della fontina, succede che l'aumento dei conferimenti è tale...e basta prendere la lista delle perdite negli anni della Centrale del latte: c'è un parallelismo tra i conferimenti e le perdite, perché più alti sono i conferimenti più alte sono le perdite; noi portiamo via del latte alla fabbricazione della fontina e dall'altra parte aumentiamo le perdite della Centrale del latte. Non solo, il rimedio consistendo nell'aumentare il prezzo di questo latte, diminuisce il consumo e, diminuendo il consumo, aumentano i superi, ancora una volta siamo presi nel circolo vizioso delle perdite.
Qui evidentemente è stato accennato di sfuggita ed è verissimo che il personale probabilmente è eccessivo, e cose di questo genere, ma, a nostro avviso, l'agricoltura di montagna si difende con la qualità di un prodotto che non sia sostituibile e cioè, per quanto ci riguarda, innanzitutto con la fontina...ed è lì che non possiamo avere concorrenza effettiva e concorrenti che siano minacciosi, mentre nella produzione di latte alimentare è evidente che la concorrenza esiste, tanto più che poi d'estate, diminuendo le perdite, siamo costretti ad acquistare il latte fuori, che sia in Francia o che sia nel Canavese, per la monticazione, per la transhumance dei capi di bestiame.
Da un'analisi, anche se fatta così in maniera sommaria, che cosa se ne deduce? Almeno, a nostro avviso - e questo salvo approfondimento -, che la Centrale del latte dovrebbe limitarsi e specializzarsi in una produzione di latte alimentare, che dovrebbe produrre quella quantità di latte alimentare che trova smercio e che quindi il prezzo debba essere studiato in modo da avere questa possibilità di collocazione sul mercato. Tenete conto che, aumentando il prezzo del latte alla stalla, automaticamente dobbiamo aumentare il prezzo ai rivenditori ed una delle ragioni dello scarso entusiasmo, della scarsa volontà dei rivenditori di avere latte della Centrale è proprio quello che alcune ditte, che sono state citate anche qui, danno una tangente ai rivenditori molto superiore a quella che dà la Centrale del latte, per cui - è esperienza credo di tutti -, arrivati a fine pomeriggio, non si trova più latte della Centrale nelle latterie di Aosta e si trova invece quello in preconfezionamento di industrie nazionali, perché credo che addirittura la differenza sia del doppio. La tangente del rivenditore quindi, d'altra parte anche la vendita del latte della Centrale di Aosta non costituisce...un monopolio per la città, anche se il 70% del latte alimentare della Centrale è venduto nella città di Aosta, ma molti altri latti vengono venduti: Giglio, Parmalat, eccetera. Non avete che da fare una minima inchiesta, credo che anzi la Centrale non rappresenti neanche - non ho i dati specifici - il 50% del consumo di latte fatto dalla città. Per quanto riguarda la possibilità di collocare latte anche altrove, teniamo sempre conto che è un desiderio legittimissimo che va tanto bene, ma che l'orografia della Valle d'Aosta fa sì che i trasporti incidano enormemente, perché ci sono piccoli agglomerati e, se si vuole avere un certo tipo di distribuzione, bisogna puntare più sul latte a lunga conservazione che sul latte giornaliero immediato, perché evidentemente dovrebbe essere trasportato sul territorio in piccole quantità e, di conseguenza, aumenterebbe il prezzo dei trasporti.
Queste, diciamo, grandi linee devono essere verificate, devono essere tenute parallele a quella che è l'evoluzione del prezzo della fontina e qui la Giunta ha deciso di aumentare la differenza tra la prima qualità e la seconda qualità, cioè noi cercheremo di portare il prezzo della fontina ad un livello tale, perlomeno la prima qualità...a parte il fatto che poi, se la produzione della prima qualità fosse abbondante, ci sarebbe ampio spazio per l'esportazione in modo tale da potere recuperare un maggiore prezzo anche per i conferitori di latte della Centrale.
Le zone d'Italia in cui si paga di più il latte quali sono? Quelle in cui si produce parmigiano, perché evidentemente conviene all'agricoltore fabbricare parmigiano nella misura in cui i prezzi sono molto più alti e quindi i conferitori del latte alimentare rimangano in una proporzione accettabile, soltanto con questo rapporto noi possiamo essere sicuri di avere un equilibrio valido, non come è successo...se ricordo bene, nel 1973 o 1974 avevamo un camion che andava a pigliare poco latte in Bassa Valle e magari c'erano dei casi di Comuni in cui c'erano due conferitori e quell'altro veniva a costare a prezzo d'oro, perché evidentemente è molto più facile per l'agricoltore, è più comodo conferire il latte che lavorarselo, per poi ottenere un prodotto a cui, per avere un interesse, deve evidentemente aggiungere l'alto costo del suo lavoro, ecco queste considerazioni per dire che...
In principio ha accennato ad una chiusura della Centrale, rispetto alle motivazioni originali, che erano soprattutto delle motivazioni igieniche, oggi, con la legislazione attuale e con il conferimento del latte che esiste, potrebbe addirittura essere prevista una cosa di questo genere, ma, a nostro avviso, quello che invece bisognerebbe fare è dare una vera e propria struttura industriale alla Centrale del latte, mettendoci come scopo, come significato quello di avere la produzione del latte aumentata e di mantenere, se è necessario, i passivi nei limiti ragionevoli, che poi possono essere pagati dall'Amministrazione regionale, ma evidentemente è irragionevole che abbiamo versato in 10 anni qualcosa come un miliardo di lire, di cui diverse lire pesanti, per ottenere che cosa? Qual è stato il vantaggio anche per i consumatori? Minimo e poi è assolutamente contrario, almeno per noi, ad una ragione di principio che il latte, per venire incontro a 15, 10, 20 casi particolari, venga pagato meno e poi scaricata sul contribuente la differenza di prezzo da tutti coloro che invece possono benissimo acquistarselo a prezzo di mercato. Non mi sembra che ci sia una logica in un'operazione di questo genere e quindi su tali linee noi prepareremo un programma di ristrutturazione, tenuto anche conto di altre possibilità che forse si apriranno collegando la Centrale del latte a...se poi il Consiglio sarà favorevole, perché vi sono numerose difficoltà nell'industria alimentare del settore, ma questo evidentemente è programma e problema del futuro, che dovrà essere visto molto più in profondità. Se deve rimanere di proprietà, perché hanno...per sempre, è evidente che la proprietà è dell'Amministrazione regionale, dei lievi "condotti" credo debbano essere quelli che molto probabilmente ho indicato.
Dolchi (P.C.I.) - Abbiamo concluso con l'intervento del Presidente della Giunta regionale la discussione generale. Io chiederei ai proponenti della mozione se intendono prendere la parola prima che la stessa sia messa ai voti. Ci sono dichiarazioni di voto? La parola al Consigliere Tonino.
Tonino (P.C.I.) - Semplicemente per dire che alcune...molte delle cose dette ci trovano consenzienti, perché l'obiettivo che noi vogliamo raggiungere qual è? Prima di tutto avere una situazione aziendale, una produttività nell'Azienda pubblica che sia una produttività buona, accettabile, questo è un primo obiettivo, in tale senso chiedevamo di entrare nel merito della riorganizzazione aziendale. Ci sono altri problemi che penso si dovranno affrontare in quel momento, legati ad un discorso propriamente aziendale, ed è quello di una maggiore diffusione del prodotto, e perciò legato a questo discorso della necessità di individuare meglio azioni pubblicitarie per fare conoscere un prodotto che ha una qualità diversa rispetto agli altri latti.
Il problema dei prezzi: anche qui bisogna discuterne, però con dei dati un tantino più precisi, anche relativi alla gestione aziendale, noi non siamo contrari ad un aumento del prezzo del latte alla vendita, si tratta di raggiungere qui un equilibrio. Siamo anche d'accordo che eventualmente ci possa essere un contributo pubblico per mantenere comunque questo prezzo del latte ad un livello più basso degli altri latti e proprio per la funzione sociale che ha questa Centrale nella nostra Regione. Noi su questi temi siamo d'accordo, aspettiamo di discuterne meglio in modo più argomentato su delle proposte complete.
Dolchi (P.C.I.) - Altri che chiedono la parola? Dichiarazioni di voto? In base alla proposta effettuata dall'Assessore Marcoz, il testo definitivo della mozione risulta essere: "di impegnare la Giunta regionale a presentare, entro tre mesi, un piano di riorganizzazione aziendale...". Allora non si vota l'emendamento, ma, con l'accordo raggiunto sul testo definitivo, il Consiglio è chiamato a votare la mozione. Chi è d'accordo? Contrario? Astenuto?
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: ventisei
Il Consiglio approva all'unanimità.
Mozione
Visto l'aggravarsi della situazione finanziaria e produttiva della "Centrale laitière d'Aoste";
Considerato che a suo tempo il Consiglio regionale aveva promosso uno studio conoscitivo sulla situazione economica dell'azienda con il fine di individuare soluzioni idonee al risanamento finanziario;
Considerato che la "Centrale laitière d'Aoste" svolge una funzione sociale insostituibile per il trattamento igienico e sanitario del latte a tutela del consumatore;
Ravvisata la necessità di giungere rapidamente all'individuazione di scelte di ristrutturazione dell'azienda;
il Consiglio regionale
Delibera
di impegnare la Giunta regionale a presentare, entro tre mesi, un piano di riorganizzazione aziendale che preveda una diversificazione della produzione.
