Oggetto del Consiglio n. 154 del 9 dicembre 1954 - Verbale
OGGETTO N. 154/54 - SITUAZIONE STABILIMENTO ILSSA-VIOLA, DI PONT ST. MARTIN - APPROVAZIONE DI ORDINE DEL GIORNO.
Il Presidente, PAREYSON, ricorda al Consiglio che il Consigliere Barone ha chiesto, in precedenza, di illustrare al Consiglio la situazione dello Stabilimento Ilssa-Viola, di Pont St. Martin, e dà la parola al Consigliere Barone.
Il Consigliere BARONE riferisce quanto segue:
"Un grave pericolo pesa minaccioso su tutta la popolazione della bassa Valle e minaccia di travolgere con essa tutto l'economia della Valle d'Aosta.
Mi riferisco alla situazione venutasi a creare presso lo stabilimento ILSSA-VIOLA di Pont St. Martin.
Permettetemi che io vi informi, sia pure per sommi capi, sugli avvenimenti e sulla situazione di questo stabilimento, che è la fonte prima di vita e di lavoro, non solo della popolazione di Pont St. Martin, ma anche di tutte le popolazioni dei Comuni circonvicini, in quanto esso occupa oltre 1400 lavoratori fra operai ed impiegati.
Nel luglio scorso questo stabilimento venne assorbito dal gruppo monopolista e finanziario che corrisponde al nome di Orlando Bruno.
Quali siano le ragioni ed in quale modo questo passaggio sia avvenuto non lo so, è certo però che i precedenti proprietari, cioè la Signora Viola, devono essere stati posti, non per loro volontà, ma da forze agenti nell'ombra, in condizioni di dover capitolare di fronte a manovre finanziarie e speculative ben congegnate.
Ad avvalorare questa tesi sta di fronte a noi una affermazione fatta dal Dr. Visconti, nuovo dirigente dell'ILSSA, e che mi fu riferita dai dirigenti sindacali dei lavoratori, i quali l'hanno udita direttamente da questo Signore nel corso delle discussioni fatte all'Associazione degli industriali.
Di fronte alle affermazioni documentate dei dirigenti sindacali a sostegno della tesi che l'ILSSA era una azienda sana, con una mano d'opera altamente qualificata, per cui solo una manovra speculativa poteva averla ridotta alle condizioni precarie per mancanza di circolante liquido in cui si era trovata ai primi mesi dell'anno in corso, il Dr. Visconti ebbe a dichiarare senza alcun ritegno, "si trattava di eliminare un concorrente".
Ora una affermazione di questo tipo può essere interpretata in svariati modi, compreso anche quello peggiore, cioè, che i nuovi proprietari abbiano una riserva mentale che potrebbe essere quella di appropriarsi del marchio pregiato dell'ILSSA sui mercati europei e creare artatamente le condizioni per mandare in completa rovina questo stabilimento che, come ho detto, è la fonte di vita e di lavoro per migliaia di famiglie della nostra Valle.
Infatti, se noi facciamo un breve esame dei fatti che si sono succeduti in questi mesi, noi abbiamo la conferma piena che si stia operando una vasta azione di questo tipo.
Non erano ancora trascorsi due mesi dacché questo gruppo monopolista era entrato a dominare l'ILSSA-VIOLA quand'ecco che, il venticinque settembre, questi fa sapere alle organizzazioni sindacali che intende licenziare cinquanta operai e trentacinque impiegati.
Motivo di questa prima azione? Esuberanza di personale, dice la nuova Direzione.
Le organizzazioni sindacali dimostrano, con dati alla mano, che invece vi è carenza di personale e che già vi erano in corso con la vecchia Direzione delle trattative per l'assunzione di 100 nuovi operai.
La Direzione, non potendo contestare l'argomentazione dei rappresentanti dei lavoratori, motiva il licenziamento con la dichiarazione che si tratta di scarso rendimento.
Non si trova l'accordo, anche perché i dirigenti sindacali non sono gente che si possa facilmente gabbare e si giunge alla rottura e i lavoratori sono costretti a scendere in sciopero per difendersi.
Interviene l'On. Sabatini a nome del Ministero del Lavoro, convoca le parti a Torino, si raggiunge un compromesso, si fa un verbale firmalo da tutti.
La Direzione cosa fa? Non applica l'accordo. E siamo così di fronte ad una prima grave provocazione. Nel contempo mantiene il licenziamento di 60 lavoratori che sono tutt'oggi fuori dello stabilimento.
Nello stesso periodo di tempo la Direzione manda una lettera alla Commissione Interna, in cui comunica di ritenere decaduti tutti gli accordi aziendali ed annuncia di voler ridurre le retribuzioni complessive da un 10 ad un 40%.
La sostanza della decisione comporta una riduzione dei salari per i soli operai di circa 10.000.000 al mese.
Le organizzazioni sindacali hanno avuto dei contatti e delle trattative con la Direzione e con l'Associazione industriali, mi risulta anche che si è interessato nuovamente l'On. Sabatini però non è stato possibile far rivedere alla Direzione la sua posizione.
Le organizzazioni sindacali, ad un dato momento, per evitare di giungere al contrasto cui oggi ci troviamo di fronte, e tenendo conto anche di evitare un depauperamento economico della zona della bassa Valle, avevano fatto una proposta di riduzione dei salari che superava i tre milioni mensili, che a me pare già molto avanzata.
La Direzione dichiarava trattarsi di una sciocchezza e così, dal 26 novembre, la fabbrica è in sciopero totale, anche perché la Direzione per rappresaglia ha sospeso, lo stesso giorno, 500 operai a tempo indeterminato.
Gli operai sono creditori di buona parte delle competenze di aprile, del saldo del mese di ottobre e di 22 giornate di lavoro del mese di novembre. Il 30 novembre, recatisi per riscuotere la paga, si sono trovati di fronte ai cancelli chiusi, ad un largo schieramento di forze di polizia e ad un comunicato affisso al cancello: la paga non sarebbe stata corrisposta. La Direzione inoltre ha abbandonato lo stabilimento dal 28 novembre e, in questi giorni, ha fatto pervenire a tutti i dipendenti una lettera con allegato un listino e dove veniva comunicata la nuova paga ridotta secondo le intenzioni della Direzione,
Da quei listini si rileva che le riduzioni della paga partono da un minimo di L. 1.300 mensili per coloro che guadagnavano 28.000 lire al mese e giungono fino ad un massimo di 34.000 lire al mese per le categorie più elevate.
Inoltre, nella lettera che la Direzione ha rimesso ai lavoratori figura uno sfacciato ricatto; in essa è detto che, col ritiro del saldo del mese di ottobre, si intende che il lavoratore ha accettato le condizioni poste dalla Direzione e quindi il suo rapporto per il futuro sarà regolato in tal senso.
Non intendo dilungarmi oltre, anche perché non conosco i minuti particolari di questa vertenza, è certo però che noi ci troviamo di fronte ad una situazione molto grave che mette in pericolo l'economia della bassa Valle. E non si venga a dire che è colpa degli operai: qui ci sono dei fatti e delle provocazioni concrete e sfacciate fatte dalla Direzione. Quei lavoratori non chiedevano nulla, se non di continuare a lavorare alle condizioni che avevano. Come pure non si venga a dire che quei lavoratori sono malati di manie scioperaiole, perché, si direbbe una grande falsità. Non vi sono nella Valle Maestranze più pacifiche di quelle dell'ILSSA. Io non mi ricordo che questi operai abbiano scioperato nel periodo della precedente Direzione.
Occorre quindi che il Consiglio, che la Giunta prendano immediati provvedimenti. Non possiamo accettare che gente senza scrupoli venga a rovinare le nostre fabbriche e a danneggiare le nostre operose Maestranze solo per realizzare il più alto profitto, con il danno della nostra economia.
Questa Ditta deve essere richiamata alla ragione anche con la forza della legge se occorre. Dice la Costituzione italiana che "l'Azienda deve avere soprattutto una funzione sociale".
Il Consigliere MANGANONI sottopone all'approvazione del Consiglio il seguente or-cine del giorno:
"In questi ultimi tempi, è stata sostituita la Direzione degli Stabilimenti ILSSA di Pont St. Martin.
La sostituzione degli alti Dirigenti ha coinciso con l'adozione di gravi misure nei confronti delle Maestranze.
Sono stati licenziati numerosi operai ed impiegati, altri hanno subìto la sospensione dal lavoro, si sono ridotti i cottimi, gli accordi sindacali sono stati violati, si è umiliata la personalità umana dei dipendenti, si è ricorso a ricatti e provocazioni che neanche sotto la dittatura fascista si erano conosciuti.
Questi assurdi quanto inumani provvedimenti, oltre a ledere gravemente quella libertà dei cittadini che i valdostani hanno sempre coltivato e difeso e non intendono veder calpestata, costituisce una preoccupante minaccia, non solo per il modesto bilancio familiare dei 1400 dipendenti, ma per tutta l'economia dei Comuni della bassa Valle d'Aosta e per alcuni Comuni del Canavese.
Pertanto, il Consiglio regionale
INVITA
il Presidente della Giunta regionale ad avvalersi dell'autorità conferitagli dal Consiglio e dal suo mandato di Prefetto per richiamare energicamente la Direzione dell'ILSSA al rispetto della dignità dei lavoratori, del loro diritto al lavoro, alla immediata ripresa del completo ciclo lavorativo dell'Azienda con l'assorbimento di tutte le Maestranze precedentemente occupate mantenendo il loro trattamento finanziario".
Il Consigliere MANGANONI chiede, a nome dei Consiglieri del gruppo socialcomunista, che il Consiglio approvi il predetto ordine del giorno, con il quale si dà mandato al Presidente della Giunta, Bondaz, di interessarsi per una sollecita e giusta soluzione della questione.
Aggiunge che, approvando l'ordine del giorno, si porrà in rilievo anche la posizione energica assunta dal Consiglio in appoggio dell'azione che sarà svolta dal Presidente della Giunta Bondaz.
Il Consigliere FORMENTO-DOJOT dichiara di non poter concordare completamente su tutto quanto detto dal Consigliere Barone in merito alla situazione attuale dello Stabilimento ILSSA-VIOLA, di Pont St. Martin, perché è dell'avviso che la situazione vada esaminata approfondendo la questione in ogni suo aspetto.
Ritiene opportuno demandare ad una Commissione l'incarico di recarsi sul posto per accertare lo stato dei fatti, al fine di avere gli elementi necessari per cercare di addivenire ad una conveniente soluzione della vertenza.
Esprime la certezza che il Presidente della Giunta regionale, Bondaz, vorrà interporre i suoi buoni uffici per addivenire al più presto ad una composizione della vertenza, la cui soluzione interessa, per riflesso, tutta la popolazione della Valle d'Aosta.
Il Presidente della Giunta, BONDAZ, premette che direbbe cosa inesatta se affermasse di non essere a conoscenza, per lo meno in linea di massima, della situazione, indubbiamente delicata, in cui si trovano le Maestranze dello Stabilimento ILSSA-VIOLA, di Pont St. Martin, perché, in questi giorni, è stato informato, a titolo assolutamente privato, della questione ed è stato pregato di interessarsi per la definizione della vertenza.
Precisa che non pone in dubbio quanto è stato affermato dai Consiglieri Barone e Manganoni, ma rileva che il Consiglio non ha attualmente elementi sufficienti per assumere una posizione così draconiana, come è stato proposto con l'ordine del giorno in esame, tanto più che si chiede, e giustamente, che il Presidente della Giunta regionale interponga i suoi buoni uffici di mediatore per raggiungere lo scopo che tutti i Consiglieri si prefiggono di conseguire.
Ritiene che si possa stilare un ordine del giorno da approvarsi dal Consiglio, con il quale si faccia invito al Presidente della Giunta ed alla Giunta stessa di interessarsi immediatamente della questione, come è stato auspicato dal Consigliere Barone; osserva, però, che non si deve limitare l'attività mediatrice, di chi viene incaricato di esplicare detta attività mediatrice, con affermazioni troppo rigide su determinati aspetti della vertenza, che ammette possano corrispondere alla verità.
Pone in rilievo che il Consiglio non è oggi a conoscenza di tutti gli aspetti del problema, per cui il Presidente della Giunta deve informarsi su tutti i dettagli della questione, per poter discutere con le parti interessate e giungere ad una mediazione.
Precisa che il mandato da conferire deve essere ampio, affinché il mandatario possa rendere conto di tutti gli aspetti della questione e conoscere, come detto dal Consigliere Formento-Dojot, il diritto e il rovescio della medaglia, onde poter trattare della questione con conoscenza di causa.
Osserva che, approvando l'ordine del giorno nella forma in cui è stato stipulato e presentato, l'opera di mediazione riuscirebbe più difficile, perché l'ordine del giorno è impostato in senso decisamente favorevole ad una parte.
Comunica di essere informato su quanto sta succedendo allo stabilimento ILSSA VIOLA, di Pont-St. Martin (scioperi licenziamenti, ecc.), ma non della situazione in tutti i suoi, aspetti e ribadisce di essere dello avviso che il Consiglio debba dare un mandato molto ampio al Presidente della Giunta regionale, lasciandogli piena libertà di azione, pur precisando la funzione che deve essere esplicata dallo stesso.
Passa, quindi, ad esaminare il testo dell'ordine del giorno:
"In questi ultimi tempi è stata sostituita la Direzione degli Stabilimenti ILSSA di Pont St. Martin.
La sostituzione degli alti dirigenti ha coinciso con l'adozione di gravi misure nei confronti delle Maestranze.
Sono stati licenziati numerosi operai ed impiegati, altri hanno subito la sospensione dal lavoro, si sono ridotti i cottimi, gli accordi sindacali sono stati violati, si è umiliata la personalità umana dei dipendenti, si è ricorso a ricatti e provocazioni che neanche sotto la dittatura fascista si erano conosciuti".
Esprime parere che la seconda parte dell'ultima frase dovrebbe essere stralciata, in quanto ritiene che, per poter raggiungere lo scopo, bisogna lasciare la possibilità di accertamenti necessari per discutere con piena cognizione dei fatti.
Il Consigliere MANGANONI precisa che i Consiglieri del suo gruppo non sostengono che quanto detto sia tutto oro colato e comprendono che il Presidente della Giunta possa non essere interamente al corrente della situazione.
Ritiene, però, che l'ordine del giorno, nella forma in cui è stato stilato, non limiti la sua possibilità di fare gli accertamenti del caso e di intervenire presso la Direzione dello Stabilimento ILSSA nel modo che riterrà più opportuno, al fine di ottenere che la Direzione riveda la sua posizione e che lo Stabilimento riprenda la sua piena attività, senza apportare alcuna riduzione alle retribuzioni dei dipendenti.
Il Presidente della Giunta, BONDAZ, ritiene che dovrebbe essere stralciata la frase "Si è umiliata la personalità umana dei dipendenti, si è ricorso a ricatti e provocazioni che neanche sotto la dittatura fascista si erano conosciuti".
Continuando la lettura del testo dell'ordine del giorno, rileva, poi, che nella prima parte del periodo successivo: "Questi assurdi quanto inumani provvedimenti...". dovrebbero essere stralciate le parole "assurdi quanto inumani".
Precisa che la sua preoccupazione essenziale è quella di addivenire ad una composizione della vertenza.
Rammenta le affermazioni fatte dal Consigliere Barone, affermazioni che non pone in dubbio, dalle quali risulta che nelle trattative che hanno avuto luogo si era raggiunto un accordo che non sarebbe stato mantenuto, poiché la Direzione ILSSA richiese, successivamente, la riduzione dei salari agli operai per l'ammontare di 10 milioni al mese, e che gli organi sindacali, rappresentanti dei lavoratori, allo scopo di evitare l'aggravarsi della situazione e di facilitare la possibilità di una soluzione, hanno accettato una diminuzione dei salari per l'ammontare di circa 3 milioni al mese.
Osserva che, nell'ultima parte dell'ordine del: giorno, si dà mandato al Presidente della Giunta di chiedere all'ILSSA, oltre alla riassunzione delle maestranze in precedenza occupate presso detto Stabilimento, che sia mantenuto a tutte le Maestranze il loro trattamento economico. Ritiene, pertanto, che tale formulazione sia troppo rigida, per cui il Presidente della Giunta regionale non avrebbe, più la possibilità, in sede, di trattative, di entrare nel merito della questione.
Insiste, quindi, sulla necessità che il mandato sia molto ampio e precisa che, se le trattative non dovessero giungere ai risultati desiderati, sarà cura del Presidente della Giunta di convocare il Consiglio, eventualmente anche in via d'urgenza, per informarlo sulle trattative e sul loro esito. Esprime parere che il Consiglio debba dare ampio mandato al Presidente della Giunta di derimere la controversia salvaguardando diritti delle Maestranze.
Il Consigliere MANGANONI sottolinea che nell'ordine del giorno si deve stabilire che deve essere ripreso il completo ciclo lavorativo dell'azienda.
Il Consigliere FORMENTO - DOJOT fa presente che la ripresa del ciclo lavorativo costituisce questione pregiudiziale e che le trattative per addivenire alla definizione delle altre controversie potranno avere luogo dopo la ripresa del lavoro.
Il Presidente della Giunta, BONDAZ, propone che l'ultima parte dell'ordine del giorno sia stilata come segue: "INVITA il Presidente della Giunta regionale ad avvalersi dell'autorità conferitagli dal Consiglio e dal suo mandato di Prefetto, interponendo i suoi uffici perché venga ripreso immediatamente il completo ciclo lavorativo dell'azienda e siano tutelati i diritti delle Maestranze".
Il Consigliere MANGANONI chiede che sia, altresì, richiesto alla Direzione dell'ILSSA il riassorbimento totale delle Maestranze già in servizio, cioè la riassunzione dei lavoratori licenziati.
Il Presidente della Giunta, BONDAZ, rileva che la proposta del Consigliere MANGANONI è già implicita nella frase "tutelati i diritti delle Maestranze".
Dà lettura della nuova formulazione dell'ordine del giorno.
Il Vice Presidente, PASQUALI, dichiara di concordare sulla nuova formulazione del mandato da conferire al Presidente della Giunta, ma non sulle premesse, perché tali premesse contengono affermazioni che, personalmente, ignora se corrispondano esattamente alla realtà delle cose; precisa che, pertanto, in tutta coscienza, non si sente di approvare tali affermazioni.
Il Consigliere MANGANONI osserva che il Vice Presidente del Consiglio potrebbe astenersi dall'esprimere il proprio voto in merito all'ordine del giorno. Rileva, comunque, che la realtà dei fatti è conosciuta non soltanto dai Consiglieri del suo gruppo ma anche da Consiglieri del gruppo della maggioranza. Ritiene che il mettere in dubbio le loro affermazioni possa significare mancanza di fiducia negli stessi.
Il Consigliere NICCO Anselmo sottolinea che il Consigliere Formento - Dojot, nella sua qualità di capo reparto allo stabilimento dell'ILSSA, è perfettamente al corrente delle cose.
Il Presidente della Giunta, BONDAZ, osserva che i fatti citati nelle premesse concernono le affermazioni seguenti: "sono stati licenziati numerosi operai ed impiegati, altri hanno subito la sospensione dal lavoro, si sono ridotti i cottimi, gli accordi sindacali sono stati violati".
Il Consigliere FORMENTO-DOJOT, premesso che tali fatti costituiscono appunto le cause della controversia, comunica che bisogna, però, tener conto del fatto che, ad un certo momento, i Sindacati hanno perso il controllo della massa operaia, per cui si è giunti alla situazione attuale ed allo sciopero ad oltranza. Precisa che da ambo le parti, Direzione ILSSA e Maestranze, si è giunti ad esagerazioni. Ritiene che le affermazioni in esame possono essere mantenute nell'ordine del giorno, ma che si debba, peraltro, fare gli accertamenti necessari, perché non è detto che tutto corrisponda esattamente a verità, in quanto nessuno può sapere con precisione tutti i dettagli della questione.
Il Vice Presidente, PASQUALI, pone in rilievo che, mantenendo tali dichiarazioni, il Consiglio verrebbe ad affermare, con la sua Autorità, fra altro, che gli accordi Sindacali sono stati violati; dichiara di non poter votare una tale dichiarazione, perché non sa se tale affermazione corrisponda effettivamente alla verità.
Il Presidente, PAREYSON, propone che, nella frase "gli accordi sindacali sono stati violati", la parola "sono" sia sostituita con la parola "sarebbero", salvo accertare in seguito se gli accordi sindacali siano stati effettivamente violati.
Il Presidente della Giunta, BONDAZ, concorda sulla proposta del Presidente Pareyson e lo prega di mettere in votazione l'ordine del giorno nella seguente nuova formulazione:
"In questi ultimi tempi, è stata sostituita la Direzione degli Stabilimenti ILSSA di Pont St. Martin.
La sostituzione degli alti Dirigenti ha coinciso con l'adozione di gravi misure nei confronti delle Maestranze.
Sono stati licenziati numerosi operai ed impiegati, altri hanno subito la sospensione dal lavoro, si sono ridotti i cottimi, gli accordi sindacali sarebbero stati violati.
Questi provvedimenti, oltre a ledere gravemente quella libertà dei cittadini che i valdostani hanno sempre coltivato e difeso e non intendono veder calpestata, costituiscono una preoccupante minaccia, non solo per il modesto bilancio familiare dei 1400 dipendenti, ma per tutta l'economia dei Comuni della bassa Valle d'Aosta e per alcuni Comuni del Canavese.
Pertanto, il Consiglio regionale
INVITA
il Presidente della Giunta regionale ad avvalersi della autorità conferitagli dal Consiglio e dal suo mandato di Prefetto interponendo i suoi buoni uffici, perché venga ripreso immediatamente il completo ciclo lavorativo dell'Azienda e siano tutelati i diritti delle Maestranze".
Il Presidente, PAREYSON, pone ai voti, per alzata di mano, la proposta di approvazione dell'ordine del giorno modificato come sopra.
Procedutosi alla votazione, per alzata di mano, il Presidente accerta e comunica che il Consiglio, ad unanimità di voti, ha approvato l'ordine del giorno (Consiglieri presenti e votanti n. 35).
Il Consiglio prende atto.
---
Si dà atto che l'adunanza ha termine alle ore tredici e minuti trentacinque.
---
Letto, approvato e sottoscritto.
IL PRESIDENTE
(Geom. E. Pareyson)
IL SEGRETARIO DEL CONSIGLIO
(Dott. O. Perruchon)
IL SEGRETARIO ROGANTE
(Dott. A. Brero)
