Trascrizione informale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 54 del 28 febbraio 1972 - Resoconto

OGGETTO N. 54/72 - Disciplina e regionalizzazione dei trasporti pubblici. (Approvazione di Mozione)

Dolchi (P.C.I.) - Secondo noi è una mozione non importante perché è una mozione presentata da noi, ma perché affronta un problema che in campo nazionale è ampiamente dibattuto, cioè, quello dei trasporti pubblici.

Penso che la mozione non abbia bisogno di una lunga illustrazione, per due ragioni: la prima ragione, è che le premesse contenute nella mozione sono piuttosto dettagliate e puntualizzano esaurientemente il problema per quanto riguarda la Valle d'Aosta; la seconda ragione è che la situazione dei trasporti pubblici è talmente importante ed è talmente grave che sono sicuro, tutti i colleghi Consiglieri ne conoscono i minimi particolari. D'altra parte, basta guardare i vecchi automezzi, non voglio definirli carrozzoni, ma i vecchi automezzi che circolano per le strade cittadine della Valle e che dovrebbero assicurare, che assicurano - si fa per dire - il trasporto degli utenti, per rendersi conto che per questo fondamentale servizio pubblico e sociale si deve fare qualche cosa.

Sono circa 700 i lavoratori e non parlo di quelli della Cogne che giornalmente sono trasportati, devono servirsi di questi mezzi di trasporto, sono centinaia e centinaia di studenti, sono in genere tutti i lavoratori, i cittadini, gli abitanti della Valle d'Aosta che non hanno un mezzo di trasporto proprio.

Gli automezzi - parlavo prima di carrozzoni vecchi, vetusti - dalle Società concessionarie in genere non vengono rinnovati tempestivamente, la manutenzione lascia a desiderare, o comunque, questa manutenzione avviene in misura più lenta del deperimento, per cui si hanno una serie di difficoltà, di disagi, di inconvenienti. Prima di tutto, il fatto delle insicurezze degli orari. Se gli automezzi non sono in completa e perfetta efficienza, è chiaro che possono avvenire delle interruzioni o dei rallentamenti nei servizi, per cui gli orari non vengono rispettati. Senza parlare, poi, della scomodità; abbiamo registrato, nel corso dell'inverno, delle lamentele relative al freddo perché non funzionava il riscaldamento e quindi gli utenti, i trasportati, partivano con l'automezzo completamente freddo e il più delle volte anche nel corso del tragitto il riscaldamento lasciava a desiderare e se siete saliti su qualcuno di questi automezzi, troverete che il più delle volte i sedili sono sgangherati e non certo confortevoli.

Abbiamo detto nelle premesse della mozione, lo ribadiamo, che il più delle volte sono i dipendenti delle società che sono costretti a lottare non solamente contro lo sfruttamento a cui vanno soggetti, ma devono anche lottare per avere degli automezzi efficienti e quindi per garantire la sicurezza dei servizi.

La Regione interviene - io non ho dati precisi -, ma interviene con concessione di carburante e forse con altri interventi che semmai nel corso del dibattito forse saranno precisati, ma direi che questi interventi, fatti in virtù del regime autonomo della Valle d'Aosta, il regime di contingenti, producono un vantaggio per la collettività, un diretto vantaggio per gli utenti della Valle d'Aosta? I pareri sono discordi, sono difformi. Se sentite le società, i dirigenti delle società concessionarie, questo vantaggio esiste per gli utenti della Valle d'Aosta; se sentite gli utenti, vi dicono di no, vi dicono il contrario e cioè che gli stessi prezzi al km. per il trasporto pubblico sono praticati in Valle d'Aosta e nel resto del paese. Io sarei lieto che così non fosse, cioè, che i prezzi non fossero uguali per la linea Torino-Milano e per la linea Pont St. Martin-Aosta, ma ci sono e, cioè, sarei lieto se effettivamente un utile a seguito dell'intervento regionale venisse agli utenti abitanti della Valle d'Aosta, però le cifre dicono il contrario. Se voi vi prendete la pena, il gusto di esaminare le tariffe degli autotrasporti delle principali società, se volete, la SADEM e la SAVDA, e li confrontate ai percorsi, ai chilometri, troverete la prova che i prezzi in Valle d'Aosta non sono affatto inferiori a quelli del Piemonte e della Lombardia. Prendete, per esempio, la linea Torino-Pont St. Martin-Aosta, avete il prezzo di 800 lire per tragitto Torino-Pont St. Martin di 66 Km e il prezzo di 550 lire per il percorso di 53 km da Pont St. Martin ad Aosta e cioè poco più di 11 lire al Km sia per un tragitto che per l'altro. Potete fare la stessa prova con la linea Milano-Pont St. Martin-Aosta e troverete che per i 130 km della linea Milano-Pont St. Martin del percorso, del tragitto Milano-Pont St. Martin, avrete un prezzo di circa 11 lire e 50 al Km che è solo lo stesso prezzo che trovate poi nel tragitto Pont St. Martin-Aosta.

Si dice, alcuni che si intendono di queste cose, mi hanno fatto presente che in Piemonte, cioè per linee che hanno concessioni piemontesi fuori dalla Valle d'Aosta, il prezzo sarebbe di 14 lire per Km e quindi, in Valle, sempre secondo le Società, questo prezzo km sarebbe molto inferiore. Se ci limitassimo agli esempi che ho fatto prima, potremo vedere che, effettivamente, si aggira sugli 11-11,5 al Km. Io metto in rilievo che questo prezzo è uguale però per il tragitto Milano-Pont St. Martin, Torino-Pont St. Martin che Pont St. Martin-Aosta, ma se prendiamo sempre gli stessi prezziari e gli stessi Km vediamo che la linea, per esempio, Aosta-Allain Km 17, il prezzo del biglietto per corsa semplice è di 300 lire, cioè, se fate la divisione, 17,60 per Km; se prendete un'altra linea, che non passa ad Aosta, la Châtillon-La Magdeleine sempre 300 lire per i 18 Km di percorso - poco meno - circa 17 al Km, quindi vuol dire che in Valle d'Aosta dato per concesso che nel resto del Piemonte, cioè fuori dalla Valle d'Aosta, dove non esistono per le Società concessionarie agevolazioni di carburante, il prezzo sia 14 lire, non è vero o non è sempre vero che in Valle d'Aosta questo prezzo è inferiore. Questi due esempi vi dimostrano che il prezzo è di circa 17 lire. Mi si potrebbe dire: "Ma a Allain c'è la salita, la Châtillon-La Magdeleine è in salita". A parte il fatto che il prezzo è valido per la salita, ma è anche valido per la discesa, possiamo prendere un prezzo in pianura: prendiamo il percorso Aosta-Quart della linea Aosta-St. Marcel-Brissogne, le due linee che sono in partenza, avete per 8 Km un prezzo di 150 lire, cioè 18 lire al Km, cioè 4 lire in più pagano gli abitanti di Quart di quello che in teoria dovrebbero pagare queste società non agevolate del Piemonte. Forse cercando e facendo una più approfondita analisi - forse questa analisi l'ha già fatta il competente Assessorato - si trovano dei prezzi inferiori, forse si trovano anche dei prezzi superiori e lascio ad altri il gusto della ricerca. Mi basta constatare che alcuni esempi - e far constatare ai colleghi del Consiglio - che alcuni esempi che ho citato dimostrano come gli utenti della Valle d'Aosta non pagano meno i percorsi in Valle e un'ulteriore prova vi è data, per esempio, per i prezzi dei bagagli trasportati: qui addirittura non c'è differenza di tariffa. I bagagli che sono trasporti dalla SADEM e dalla SAVDA nei percorsi extra-Valle d'Aosta e in Valle d'Aosta hanno un unico prezziario. Ma non voglio, colleghi Consiglieri, dilungarmi con queste esemplificazioni e voglio concludere la mia introduzione a questa nostra mozione con alcune considerazioni di carattere generale.

L'art. 2 al comma H del nostro Statuto, come citiamo nel dispositivo della nostra mozione, dà alla Regione potestà primaria in materia. La riforma dei trasporti è una delle riforme importanti che i lavoratori, che gli abitanti, che i cittadini italiani e quindi anche valdostani pongono come obiettivo delle loro lotte. I lavoratori, gli studenti, gli utenti passano ore ed ore ogni giorno per recarsi sui posti lavoro e si servono di mezzi inadeguati, direi - non vuol essere demagogica la frase - ma che dando, noi, Amministrazione regionale, un servizio più rapido, più efficiente, più confortevole, migliorando questi trasporti, rendiconto la vita più comodo e allunghiamo la vita a questi lavoratori, che oltre le otto ore della fabbrica, passano sovente altre quattro ore per andare e tornare dalla propria abitazione sul posto di lavoro. È riforma possibile. Noi riteniamo che, affrontando coraggiosamente questo problema, servendoci della potestà primaria che è concessa dalla Statuto, si possa esaminare la possibilità della regionalizzazione dei trasporti.

Il Comune di Aosta ne aveva parlato anni fa, è rimasta un'affermazione di principio; stanziamenti sono stati fatti, non sono stati utilizzati. Può la Regione, con una dimensione più ampia, affrontare il problema? Noi riteniamo di sì, ecco perché abbiamo presentato questa mozione che nel dispositivo chiede di impegnare la Giunta a predisporre entro il 31 maggio gli studi e gli strumenti atti a realizzare, ai sensi dell'art. 2, comma H, dello Statuto, la disciplina e la regionalizzazione dei trasporti pubblici, nonché di prevedere nel bilancio 1972 gli stanziamenti necessari. Noi riteniamo che, affrontando questo problema, realmente l'Amministrazione regionale affronti un problema sentito dalla collettività e realizzi un notevole contributo al passo in avanti che la Regione può fare sulla via del progresso e del rinnovamento.

Andrione (U.V.) - Non ho avuto la possibilità di consultarmi con i miei amici dell'Union Valdôtaine e quindi parlo a titolo personale, ma credo che, in larga parte, quello che dirò rappresenti anche l'opinione del mio gruppo.

Noi concordiamo nella mozione nella parte in cui afferma che è necessario che il problema dei trasporti venga discusso, affrontato e studiato, però non possiamo concordare nella delibera, così come è fatta adesso, perché questa delibera praticamente rende inutili gli studi che si richiedono e cioè che dice: "Delibera di impegnare la Giunta a predisporre entro il 31 maggio gli studi e gli strumenti atti a realizzare ai sensi dell'art. 2 comma H dello Statuto la disciplina ..." e fino qui siamo d'accordo, ma non siamo più d'accordo quando si dice: "la regionalizzazione dei trasporti pubblici", perché allora quegli studi sono a senso unico, hanno già il loro sbocco, hanno già il risultato, che è quello di regionalizzare. Ora, a noi sembra che, prima di fare una affermazione di questo genere, bisogna perlomeno che quegli studi di cui si parla indichino il perché, il come e attraverso quali strumenti si voglia arrivare alla regionalizzazione. Noi non vorremmo che, ancora una volta, secondo il sistema della Repubblica italiana, si continui a socializzare le perdite e a individualizzare i profitti e cioè, dato che i trasporti, in questo momento, la motorizzazione individuale è tale per cui i trasporti pubblici sono in perdita, come al solito, è Pantalone che paga e si regionalizza, si nazionalizza, si municipalizza a favore dei carrozzoni all'italiana, dove ci sono cinque o sei persone un po' più povere delle altre che, facendo poco o niente, hanno degli stipendi di un certo livello. Ora, prima di arrivare a regionalizzare, noi vorremmo che quegli studi ci dessero delle indicazioni sulla situazione di trasporti in Valle d'Aosta, provate, comprovate e sicure, benché lo studio che ha fatto Dolchi, e che è molto bello da un certo punto di vista, da un altro punto di vista è un errore delle finanze e cioè Dolchi ha dimostrato che in Valle d'Aosta si spende praticamente come altrove per prendere un mezzo di trasporto pubblico, però la nafta che si dà a queste imprese di trasporto rappresenta un così piccolo margine rispetto alle spese globali di un'impresa di quel genere, che invece di fare pagare, come in tutti gli altri posti, 11 lire al Km., bisognerebbe far pagare 10,999 virgola ancora qualche cosa. Esattamente come nelle Poste: non interessa alle Poste il trasporto per treno, è la distribuzione che costa e rappresenta il 97% dei costi delle Poste. Famosa dimostrazione che Luigi Einaudi dava nella Città di Torino e che è stata scoperta da un semplice postino delle Poste inglesi nel 1980, ma questi sono altri discorsi.

Secondo noi, prima di dire che cosa si deve fare, bisogna avere in mano gli studi seri, documentati e poi il Consiglio discuterà tutta la politica dei trasporti per arrivare a una decisione, ma questa mozione, nella sua delibera, anticipa il risultato di quegli studi, che diventano inutili e allora, tanto vale deliberare oggi, regionalizzare a scatola chiusa. Su questo punto noi chiederemmo agli amici comunisti se loro accettano di togliere la parola "regionalizzazione" e di lasciare la loro delibera tale e quale, perché secondo noi "realizzare ai sensi dell'art. 2 comma H dello Statuto la disciplina dei trasporti pubblici nonché di provvedere nell'anno... agli stanziamenti necessari" secondo noi, in questo senso, la mozione potrebbe essere accettata, almeno, da me, personalmente e penso dal gruppo dell'Union Valdôtaine.

Tonino (P.S.I.U.P.) - Io convengo su tutto quanto è stato detto poco fa dal Consigliere Dolchi, direi di convenire anche sulla prima parte dell'intervento del Consigliere Andrione, mentre, naturalmente, non sono affatto d'accordo sul giudizio che il Consigliere Andrione dà a questa regionalizzazione dei trasporti pubblici. Comunque, non entrerò in merito al disagiato tipo di servizio pubblico urbano, extra-urbano e generale già ampiamente trattato da Dolchi, mi limiterò a osservare una disastrosa situazione in cui vengono a trovarsi gli operai pendolari della Bassa Valle e gli stessi studenti. Ora, quando parlo dei lavoratori pendolari della Bassa Valle e degli stessi studenti, costretti ad andare fuori della Regione per la mancanza in loco di lavoro, di scuole, non possiamo non ammettere che la Regione ha commesso in passato - e non so in quale misura si voglia provvedere ora - errori ed errate impostazioni. In Bassa Valle mancano scuole di Istituti Superiori, mancano posti di lavoro, mancano opere ospedaliere, per cui si è costretti ad andare fuori della Regione. Siamo sull'ordine di circa 700 unità di lavoratori e studenti e pendolari che devono andare fuori della Regione, che devono servirsi di mezzi che tutti sappiamo come si trovano.

Come avviene l'attuale servizio di trasporti? Una parte avviene con mezzi propri, con tutti i rischi che ne derivano; un'altra parte, si serve delle ferrovie, che con orari che non collimano con quelli dei turni di lavoro, fanno sì che un operaio, per un salario di 8 ore, debba stare fuori sede 12-13 ore al giorno; altri, col medesimo servizio del treno che operano, però, fuori della città di Ivrea, devono correre di corsa per prendere l'autobus per recarsi a Scarmagno o a San Bernardo e, quando capita un minimo ritardo del treno, perdono anche l'autobus e, in questo caso, vanno a piedi a recarsi al lavoro, affrontando due o tre o quattro chilometri; altri si servono dei servizi di pullman di aziende concessionarie o private - che sappiamo tutti quali sia il carattere politico di tale azienda che ha quale unico concetto il ricavo e non la società del servizio -, per cui si ha un servizio più o meno fatto in quella linea che rende e l'abbandono di altre linee non redditizie.

Tutti questi fattori di cose, tutti questi disservizi incidono di conseguenza sullo stato psico-fisico dei lavoratori.

Non per nulla, negli stabilimenti Olivetti si registra la più alta punta di operai affetti da nevrosi. Ora, se si vuole operare per porre fine alla disastrosa situazione in cui operano i servizi di trasporto, occorre, giustamente - come dice la mozione - impugnare l'art. 2 dello Stato e mettersi al lavoro predisponendo gli studi necessari, servendoci degli importanti contributi che possono essere dati dai Sindacati e dagli Organismi democratici, al fine di creare uno strumento che disciplinano e coordini tutti i servizi dei trasporti.

Sono conscio delle difficoltà che si incontreranno per giungere all'obiettivo. Difficoltà che si possono superare, però, e se vi è una evidente volontà politica per affrontarli, potrei formulare anche alcune proposte in tale senso, proposte che il nostro partito ha elaborato in questi ultimi tempi, ma penso che sia inutile oggi sollevare le proposte, che queste proposte potremmo tirarle fuori nel momento in cui ci riuniamo per questo. Oggi, noi chiediamo solo l'impegno della Giunta. Le proposte penso appunto che possano essere studiate dopo, l'importante è iniziare lo studio per risolvere questo importante e scottante problema sociale.

Chantel (P.S.I.) - Come Capo gruppo del Partito Socialista dichiaro che noi siamo favorevoli alla sistemazione del problema, ma sarà bene che aggiunga qualche delucidazione a quanto ha detto Dolchi.

In genere i prezzi dei biglietti e dei trasporti sono stabiliti di comune accordo fra le Ditte che hanno la concessione e l'Ispettorato della Motorizzazione di Torino. Questi conti vengono fatti in base al numero dei trasporti su cui grava, per adesso, l'I.G.E. e, in futuro, graverà quel che ha... il cui interesse di controllo è anche della Valle, perché ne ricava una parte dei benefici, perciò i conti, almeno in questo senso, sono stati fatti.

C'è un fatto: l'Amministrazione si è già occupata di questo problema - nell'ambito ridotto e non di tutta la Valle - per quel che riguardava i trasporti di Aosta e comuni limitrofi, tutta la cintura, cioè Aosta arrivava fino a Aymavilles e prendeva Pollein, Jovençan, Gressan, St. Christophe, Sarre ecc. e le frazioni di Aosta, per tentare di risolvere il problema e, naturalmente, era stato chiesto allora ai Sindaci una deliberazione consiliare in cui dovevano dichiarare la loro volontà di fare un Consorzio per gestire la questione dei trasporti. Purtroppo, c'è stato qualche Sindaco che ha creduto bene di non rispondere, anche se nella clausola c'era scritto che i Comuni non erano impegnati dal lato amministrativo, che la questione sarebbe stata discussa in un secondo tempo e che sarebbe stata data in rapporto alle loro possibilità economiche. Conti fatti, solo perché si sappia, su che indice di prezzi e diciamo, così, da parte dell'Amministrazione, solo sui trasporti portati con linee fatte secondo le necessità dei lavoratori e secondo le necessità degli studenti, arrivava a circa un passivo da considerarsi da 40 a 50 milioni all'anno solo per questa zona qui, pur mantenendo i prezzi attuali. Ecco, 40-50 milioni all'anno, tenendo... (Voce) ...Sono conti fatti precisi, perché vi dirò sugli autobus sono stati messi per una settimana e più, oltre al controllo dei biglietti, bordereaux e chilometraggio e tutto il resto, delle guardie che il Comune di Aosta ci ha dato per controllare tutti i passeggeri che salivano e scendevano quelli che erano abbonati, in un certo qual modo, anche per vedere se i dati de concessionari, corrispondevano a quelli ricevuti dalla Motorizzazione in base al numero di biglietti venduti. È vero, e ripeto, il prezzo all'incirca di un trasporto, tenendo conto il rinnovo ogni dieci anni dal materiale, che è la media in genere che bisogna tenere, si aggira sui 200-220 al km trasporto. Non parliamo di chi va sopra, questo è il prezzo di gestione della linea senza tener conto dei passeggeri, cioè tenendo conto semplicemente di quel che costa il percorso giornaliero a Km delle diverse linee, il rinnovo, naturalmente, del materiale entro dieci anni, le tariffe sindacali per gli addetti ai trasporti e via di seguito. Perciò non è che il problema, in un certo qual modo, è nuovo per l'Amministrazione; è un problema che è stato portato avanti e che senza dubbio dovrà essere portato avanti e se è stato considerato prima il problema Aosta e paesi limitrofi, è perché se ha visto che almeno qui c'era la possibilità di portare in porto qualche cosa di positivo, naturalmente, non si poteva dimenticare il resto della Valle. Ma, se la prima posizione era raggiunta qui, si avevano dei dati di fatto per vedere il resto della Valle. La questione dei trasporti non è una questione che riguarda solo la Valle d'Aosta, è una questione nazionale, in cui il Governo dovrebbe intervenire, perché senza dubbio i passivi sono paurosi, le linee, le poche linee attive sono quelle linee a forte traffico e a lungo distanza, tutte le altre linee non possono essere attive, perciò io ritengo che ben venga una Commissione che acceleri questi lavori e che arrivi a qualche risultato positivo.

Il fatto, poi, di come andranno gestiti questi trasporti, è un'altra questione... agevolare alla Commissione perché i metodi anche in altre zone sono diversi. Ad esempio, mi sembra che Asti sia arrivata a una conclusione di questo genere, che abbia preteso dai concessionari l'efficienza dei mezzi, le norme di legge, il pagamento sindacale, ecc., abbia contrattato un chilometraggio e si sia riservato di distribuire i biglietti. A fine anno, paga il deficit ed è tutto finito lì, perché anche... ecco, perché bisognerà studiare anche dall'atto amministrativo e anche per caricarsi un passivo definitivo a carico della Regione, il che non è indifferente, perché basta aver parlato dei 40-50 milioni per una piccola zona per capire quale sia il futuro passivo. Perciò io riterrei: ben venga la Commissione, noi siamo, come Socialisti, favorevoli, però di come poi riuscire amministrativamente a porre in gioco, in un modo più che in un altro, questa possibilità, io direi vediamolo dalla Commissione, dove naturalmente ci dovranno essere i gruppi politici, le persone interessate, i rappresentanti sindacali, per entrare in merito alla discussione. Ma senza dubbio non è che il problema non è nuovo; il problema l'abbiamo studiato proprio di fronte a queste necessità assolute e anche perché è un problema portato in campo nazionale, che non riguarda solo noi, riguarda, purtroppo, tutta la Nazione e mi sembra che, ogni tanto, non tutti gli anni, se non sbaglio, il Governo abbia erogato alle diverse Società ogni tanto, dei fondi a conguaglio. Non ho i dati precisi, ma so che sono stati dati.

Pedrini (P.L.I.) - Due parole soltanto per esprimere il nostro concetto e il concetto è stato praticamente superato, ci dobbiamo adeguare a quanto ha detto il Consigliere Andrione, molto bene - e come sempre, ci batte sul tempo - ci adeguiamo e diamo atto che noi pensiamo come pensa Andrione in materia.

Pollicini (D.P.) - Ma è evidente che il problema dei trasporti urbani, extra-urbani è un problema sociale ed è anche evidente che il problema rappresenta, per, specialmente, i meno abbienti, uno dei problemi più seri che debbono affrontare, specialmente per recarsi al lavoro o a scuola, quindi è indubbio che noi siamo sensibili a questo problema, però, proprio perché è un problema serio e proprio perché anche è un problema grave, va affrontato con quella serenità che il problema richiede, serietà, quindi, che richiede una soluzione molto precisa, affrontata per gradi ed in modo responsabile, quindi, con uno studio completo. Ecco perché io sarei favorevole, a nome del mio gruppo, a una delibera che, grosso modo, suonasse così: "di impegnare la Giunta a predisporre, avvalendosi del contributo di una apposita Commissione consigliare, gli studi e gli strumenti atti a realizzare, ai sensi dell'art. 2 comma H dello Statuto, la disciplina dei trasporti pubblici" e mi fermerei qui, proprio perché, dopo questo studio e visto che il problema è veramente grave e importante e difficile anche di soluzione, si possono vedere le prospettive che può avere la soluzione di questo problema. In fondo non dimentichiamoci che, in relazione a questi risultati, si può operare una scelta veramente responsabile e cosciente ed è in contrasto - sono d'accordo anch'io su quello che diceva Andrione - il dispositivo di delibera quando, prima ancora di avere uno studio, si impegna per la soluzione che avrà. È lo studio che ci dirà quale sarà la migliore soluzione, nell'interesse proprio degli utenti. Ecco perché io proporrei ai presentatori della mozione una variante del dispositivo di delibera in questo senso, perché vediamo pure le date se volete... (Voce) ...Io parlo piuttosto in fretta, forse è vero, cioè il dispositivo potrebbe essere questo "di impegnare la Giunta a predisporre, avvalendosi del contributo di una apposita Commissione consiliare, gli studi e gli strumenti atti a realizzare, ai sensi dell'art. 2 comma H dello Statuto, la disciplina dei trasporti pubblici" mi fermerei qui. Sarebbe il primo atto, dopo di che, il secondo atto dovrebbe venire in funzione dei risultati che danno questi studi. Fissiamo anche un termine, stabiliamo...

Montesano (P.S.D.I.) - Consigliere Pollicini, vuol passare per favore quell'emendamento, oppure lo scriva. Lo scriva su un pezzo di carta e poi lo passa... (Voci) ...Nessun altro chiede la parola? Consigliere Ramera.

Ramera (D.C.) - Non starò a ripetere quanto hanno già detto gli altri, comunque, questa modificazione del deliberato ci trova consenzienti, proprio per le ragioni che sono già state esposte da Andrione, da Pollicini, da Pedrini e anche dal Dr. Chantel, che occorre uno studio del problema, dopo di che potremo affrontare per la sua realizzazione questo problema.

Milanesio (P.S.I.) - Mentre quanto ha detto Chantel va benissimo per noi Socialisti, voglio solo aggiungere alcune cose come ex Assessore comunale che ebbe modo di affrontare questo problema, purtroppo, di non risolverlo, arrivando solo a degli stanziamenti che ancora ci sono in Comune di Aosta per oltre 100 milioni per la municipalizzazione o comunque la gestione, la collettivizzazione - si parlò allora - dei trasporti urbani, allora si parlava solo di trasporti urbani.

Il problema dei trasporti pubblici è un problema che si pone con maggior o minore drammaticità in tutta Italia da un po' di tempo a questa parte. È chiaro che sono entrati in crisi - o stanno per entrare in crisi - le aziende che operano in questo settore. L'aumento della motorizzazione privata e tanti altri fattori incidono negativamente sul bilancio aziendale di questa società, però quale deve essere il problema che si deve porre un Ente pubblico a questo punto? È quello del servizio per il cittadino. Del resto, io credo che una amministrazione democratica e sensibile ai bisogni dei cittadini, non vuole puntare tutto sullo sviluppo del trasporto privato, non vuole puntare tutto su questo, deve anche puntare sullo sviluppo del trasporto, sia esso su gomma, su rotaia, su ferrovia ecc. Noi abbiamo anche una particolare orografia, una valle centrale, molte valli laterali, la popolazione è sparsa sul territorio, quindi, è inevitabile che le aziende che operano in Valle d'Aosta nel settore dei trasporti - tranne che per alcune linee - siano tutte zoppicanti, abbiamo il fiato corto e ce lo avranno sempre di più in avvenire. Quindi, questa mozione utilissima, perché sottopone ancora una volta all'attenzione di questo Consiglio un problema che, se non è ancora esploso, esploderà tra qualche anno, uno, due anni, tre anni. Noi sappiamo che alcune aziende che operano in questo settore - siano esse a carattere individuale o a carattere societari - incominciano a registrare, da qualche anno a questa parte, dei passivi di bilancio abbastanza elevati e, come giustamente diceva prima il Consigliere Andrione, è chiaro che queste aziende che sono private, che si ispirano alle remunerazioni del capitale, questo problema, prima o poi, ce lo faranno cadere nelle mani come una patata bollente, perché va da sé che una azienda privata è disposta a reggersi nella misura in cui remunera il capitale, nella misura in cui dà un utile a questo capitale. Nella misura in cui questo fatto non si verifica più, il problema dei trasporti pubblici scoppierà e la Regione se lo troverà in mano come patata bollente.

Quindi, tanti vale che questa Commissione che dovrà affiancare la Giunta in questo discorso molto difficile, molto complesso, venga istituita immediatamente e che gli si assegni anche un tempo direi congruo, ma, nello stesso tempo, strettamente necessario ad approfondire questo argomento.

Le forme di intervento e di partecipazione io non credo che possano essere stabilite a priori, perché non esiste uno schema, diciamo così ideale, noi abbiamo visto che, in certi casi, può servire il metodo della partecipazione, in altri, si renderà magari necessario quello della vocazione al potere pubblico, totalmente, diciamo questa Commissione dovrebbe avere il compito di approfondire appunto questi aspetti.

Quello che mi preme sottolineare è che questa Amministrazione questo problema l'ha già affrontato, sia pure in prima approssimazione, ha già fatto delle verifiche, ha già fatto dei conti - saranno i conti della serva, ma bisogna anche farli - perché è giusto che il Consiglio, di fronte ad una proposta, si trovi investito di tutto gli aspetti tecnici, economici e finanziari che questa proposta può comportare.

Quindi io concordo con la proposta avanzata da Pollicini di istituire una Commissione consiliare che affianchi la Giunta e, non so, potremmo dargli tre mesi di tempo per riferire in questo Consiglio, per esempio, se si vuole dare un tempo ... (Voce) ...Come? Va bene, 31 maggio va benissimo. Ah, proponeva di sopprimerlo? Va bene, non importa, l'importante è che ci sia un accordo sulla volontà e mi pare che la volontà sia stata manifestata da tutti i gruppi e sulla rapidità per portare avanti questi lavori.

Dolchi (P.C.I.) - Sono d'accordo, come presentatore della mozione sono d'accordo sugli emendamenti proposti, prima dal collega Andrione, poi dal collega Pollicini. L'unica perplessità potrebbe rimanere sulla non previsione del bilancio 1972, in quanto poi potrebbe sorgere il problema "non è stato previsto, quindi, non se ne fa niente, malgrado gli studi, perché non è stata prevista la somma in bilancio".

Abbiamo il fondo di rotazione - a quanto si sente dire - e semmai in sede di bilancio puntualizzeremo questo nostro pensiero e quindi rimandando eventuale discussione in Commissione le obiezioni che, personalmente, avrei voluto fare ad alcune affermazioni circa il problema dei trasporti pubblici, che proprio in questo momento debbono essere potenziati per evitare la congestione che è la conseguenza dell'incremento del trasporto privato, noi, il gruppo comunista si dichiara d'accordo per le variazioni proposte alla mozione e voterà in tal senso.

Tonino (P.S.I.U.P.) - Anch'io sono d'accordo sulla proposta fatta dal Consigliere Pollicini e devo solo rilevare una cosa: alcuni interventi hanno parlato di serietà dei problemi, io penso che sia il gruppo comunista, come il sottoscritto, quando abbiamo portato questa mozione, l'abbiamo posta con una certa serietà, perché il problema naturalmente è serio, è serio e deve essere giustamente valutato, valutato per bene e ponderato per bene. Quindi io sono d'accordo sulla proposta fatta dal Consigliere Pollicini, voterò a favore di questa mozione.

Montesano (P.S.D.I.) - Altri che chiedono la parola? Allora, fermo restante le premesse della mozione, io leggo la parte deliberativa che è stata presentata dal Consigliere Pollicini: "Delibera di impegnare la Giunta a predisporre, avvalendosi del contributo di una apposita Commissione consiliare, gli studi e gli strumenti atti a realizzare, ai sensi dell'art. 2 al comma A dello Statuto, la disciplina dei trasporti pubblici".

Io mi permetterei di dare una piccola modifica per ragioni di praticità a questo suo emendamento, cioè, a dire invece di stare a nominare una Commissione apposita, io aggiungerei "composta dai Capigruppo consiliari o da suoi sostituti" di modo che è pacifico che tutti i gruppi vi partecipano o nelle persone dei Capigruppo o dai loro sostituti.

Il Consiglio accoglie questa modifica? Per non star lì a nominare una Commissione, ecco questa è la proposta. Dunque, allora, al punto della parola "Commissione" è aggiunto "composta dai Capigruppo consiliari o da suoi sostituti, gli studi... ecc.". Quindi, precisato in questo modo l'emendamento deliberativo, chiamo ai voti il Consiglio.

Chi è favorevole alzi la mano? (intervento fuori microfono di Dujany) ...No, è messo nel deliberato. Ma la Commissione deve essere rappresentativa di tutti i gruppi, non ho capito bene cosa ha detto il Presidente della Giunta.

Dujany (D.P.) - ...chiedevo se questa precisazione era una precisazione concordata in Consiglio, oppure...

Montesano (P.S.D.I.) - Ma io credo... la mia proposta è stata di mettere nel deliberato, in quanto, se ci fosse la rappresentanza di tutti i gruppi... questo è stato il mio spirito e, se si vuole modificare, se non si vuole accogliere, io non ho niente in contrario che rimanga il vecchio, è soltanto per evitare di nominare una Commissione, d'altra parte, che sarà rappresentativa di tutti i gruppi, tutto questo è pacifico... (Voce) ...Dica, dica.

Dolchi (P.C.I.) - Invece di "loro sostituti", siccome sono previsti Capigruppo e vice Capigruppo, in assenza dei Capigruppo funzionano i vice Capigruppo... (Montesano: ...che non ci sono!) ...Ma teoricamente dovrebbero esserci o loro delegati, il Capogruppo delega uno particolarmente esperto in materia.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora "composta dai Capigruppo consiliari o da loro delegati". Allora, chi è favorevole a questa formulazione complessiva alzi la mano. Contrari, astenuti. Il Consiglio approva all'unanimità.

Siggia (P.C.I.) - Una piccola nota polemica ci vuole, visto che la discussione è stata così piana e ha trovato tutti così concordi, vorrei sapere se il problema dei trasporti, che ritengo importantissimo, è più importante del problema della Sanità. Tutti hanno fatto una polemica l'altra volta per la Commissione che si chiedeva composta come volevate per risolvere i problemi della Sanità, non c'è stato uno che ha detto: "Va bene, era Commissione possibile". Si è sostenuto... della Commissione consiliare vogliamo la Commissione più integrata, con proposte impensate. Va bene, sottolineo che mi pare che il problema dei trasporti - importantissimo, valido -, non è però da meno del problema della riforma sanitaria.

Montesano (P.S.D.I.) - Sì, ma io non ho capito questo, perché io non saprei a quale Commissione...

Siggia (P.C.I.) - Non si potevano fare Commissioni particolari...

Montesano (P.S.D.I.) - Va bene, ma tante volte ... (Siggia: ...no, Lei ha risposto, no, a me ha risposto l'altra volta che quella della Cogne è stata una sola e l'unica che si era fatta, ma che non si potevano fare) ...Un attimo, un attimo...

Milanesio (P.S.I.) - Non per polemica, ma così, a titolo di maggiore chiarimento con la compagna Siggia, devo dire questo, che per la Sanità... (Montesano: Bordon, per favore!) ...che per la Sanità esiste una Commissione e, quindi, c'è il problema della spogliazione di poteri di questa Commissione. I trasporti sono di incerta attribuzione, per cui non se n'è mai occupato nessuno, questa è la verità, anche se vengono assegnati al Turismo, però non se n'è mai occupato nessuno presso l'Amministrazione regionale. A questo punto, è più facile fare il discorso di una apposita Commissione, perché non si tratta di spogliare nessuno.

Siggia (P.C.I.) - ...per la prima volta che facciamo della polemica e la voglio fare. Non c'è un Assessorato che se n'è occupato fino adesso, c'è però l'Assessorato al Turismo che dovrebbe preoccuparsene. Nella questione della Sanità il discorso era identico: esiste, certo, l'Assessore alla Sanità e una sua Commissione, ma noi dicevamo che quel problema coinvolgeva tante e tali altre materie per cui era giusto che ci fosse un rappresentante per gruppo, indipendentemente dalla Commissione come era composta, quella consiliare, ed è stato a quel proposito che qui, in Consiglio, tutti, avete detto: "No, Commissioni speciali non se ne fanno, perché esistono quelle tradizionali...". Dico, anche qui delegavate la Commissione del Turismo, forse quella dei Lavori Pubblici, che ne so io se c'entrava, ma Industria e Commercio ed era una polemica che volevo fare e sono contenta, ve lo dico onestamente, che sia passata, perché la prossima volta una Commissione speciale, forse, nessuno avrà più il coraggio di dire che non si deve fare.

Montesano (P.S.D.I.) - Io devo precisare questo, che questo argomento non fa parte di Commissioni esistenti, perché non sapremo a chi darlo. Ecco, allora il Consiglio cosa vuol fare? Ci sono rimaste ancora tre mozioni, tre punti...

Visita di controllo per silicotici, poi la mozione del n. 16 e quella del 17. Cosa vogliamo fare? Chiudiamo... (Manganoni: ...su cui forse ci sarà molto da discutere) ...Un attimo, lasciate parlare il Consigliere Manganoni.

Manganoni (P.C.I.) - Sono tre mozioni su cui ci sarà molto da discutere, sono le 12,25, per una volta, ci mandi a pranzo ad un'ora ragionevole.

Montesano (P.S.D.I.) - No, io sono a vostro servizio, non decido io. Il Consiglio mi sembra che sia unanime nel voler chiudere, allora la seduta è tolta ed è convocata per le ore 16.

---

La seduta ha termine alle ore 12,25.