Oggetto del Consiglio n. 64 del 13 marzo 1972 - Resoconto
OGGETTO N. 64/72 - Provvedimenti a favore degli allevatori di bovini. (Interpellanza)
Bordon (D.C.) - Io non avrei molto da aggiungere in quanto che mi sembra che l'interpellanza sia sufficientemente chiara e, anzi, lunga forse, ma alcune spiegazioni in quanto che questa interpellanza è stata presentata il 23 febbraio, da allora a adesso si sono succeduti anche altri eventi e pertanto vorrei aggiungere solo alcune brevissime considerazioni.
Innanzitutto, avevo già detto in altre occasioni, qui, in questa stessa sala, che durante i tesseramenti dell'Associazione Coltivatori Diretti di cui sono indegno Presidente, avevamo raccolto una lunga serie di richieste di necessità che erano affiorate e come avevamo fatto in precedenza, anche con altri, almeno, perché non cerchiamo qui nessuna primogenitura, avevamo chiesto qui la gratuità dei medicinali, abbiamo richiesto un contributo "una tantum" per le puerpere che è allo studio, abbiamo richiesto gli infortuni per questi agricoltori che ne sono sprovvisti, a differenza degli altri operai lavoratori. A un certo momento, avevamo in mezzo altre rivendicazioni come i caseifici, ecc. di cui parleremo in un prosieguo di tempo, anche quella di vedere di venire fuori almeno in via provvisoria, ma con una certa decisione, per un contributo da dare agli agricoltori.
Ora, che cosa è accaduto? Sembra strano ma, a un certo momento, abbiamo visto che un certo gruppo - io li ho chiamati agricoltori impazienti - e forse avevano anche ragione di essere tali - sono partiti in quarta per richiedere un contributo di 50.000 lire ogni bovina per gli allevatori qui in Valle d'Aosta. Ora noi che eravamo a questo studio, siamo rimasti un po' stupiti in quanto ritenevamo che sarebbe stato meno politicizzata la questione se si fosse venuti in Consiglio regionale e si fosse presentata una legge come si è presentata per tanti altri provvedimenti. Ora, abbiamo saputo in un primo tempo che questi giovani attivisti di una determinata corrente, erano partiti con la massima buona intenzione e noi ci eravamo affiancati a questo come ci affianchiamo tutt'ora, perché ripeto, questo contributo di 50.000 lire per bovina era già stato discusso un'altra volta qui e io, siccome non voglio togliere i meriti a nessuno (una delle prime idee era venuta fuori anche dal Consigliere Manganoni con gli altri) e pertanto abbiamo seguito con particolare attenzione questa impostazione che noi condividiamo in pieno.
Ora, per quel poco di mestiere che ci resta, ci siamo permessi di interpellare l'Assessore, perché sarebbe stato veramente doloroso che si raccogliessero tutte queste firme e a un certo momento ci si sentisse rispondere che sul bilancio non c'era la disponibilità, perché qui ogni tanto accadono queste cose, sono accadute in passato, come accadono tuttora, per cui a un certo momento si presenta una legge e ci si dice: "Non ci sono i... in bilancio". Quando invece i denari in bilancio ci sono, si dice che non sono destinati a quell'uso e quindi volevamo evitare questa lacuna. Pertanto ci siamo permessi di chiedere tre cose, se non sbaglio, all'Assessore: innanzitutto, di provvedere a fare stanziare questo miliardo e mezzo che era necessario per poter dare questo contributo, perché, ripeto, sarebbe semplicemente una presa in giro se si mandassero in giro degli individui per raccogliere delle firme e poi a un certo momento non si ottenesse lo stanziamento: poi chiedevo se per abbreviare i tempi si volesse portare al più presto, mi sembra al punto 2, una proposta di legge che, siccome lo ripeto, non abbiamo nessuna priorità da vantare, ma abbiamo solo dei fatti concreti, una proposta di legge che poteva anche essere della Giunta, perché sennò la presenteremo noi, per vedere se si poteva evitare la politicizzazione della raccolta di questi agricoltori a far firmare, ognuno di questi attivisti vanta i meriti della propria parte, il che non deve esistere assolutamente, in quanto che, ripeto, si deve soltanto tendere a dei fatti concreti perché oggi, con il nuovo riparto, essendoci una certa disponibilità, è giusto che si possa portare avanti questo problema.
Il terzo punto: siccome correva voce che si voleva togliere il premio marchiatura fontina, come corre voce di voler togliere anche altri premi, altri contributi di cui parleremo poi a tempo opportuno, io volevo sapere se questa notizia finale, perché mi sembra che se ciò si facesse, sarebbe un errore. Quindi io ringrazio l'Assessore per quanto mi vorrà dare come delucidazioni.
Maquignaz (D.P.) - Vorrei fare solo una piccola cronistoria su questo problema.
Mi pare che il mese di maggio o giugno del 1971, la prima volta che si è parlato di questo problema in Consiglio regionale, è stato in seguito alla presentazione di una mozione da parte del Consigliere Chamonin. Il Consigliere Chamonin chiedeva - e noi abbiamo votato la mozione - alla Giunta di esaminare una proposta, un qualcosa per venire incontro in modo po' massiccio per gli agricoltori come si era fatto in Svizzera e in altri paesi.
Successivamente, con un incontro che abbiamo avuto col Comitato della Programmazione, ha ribadito questa necessità di uno studio per fare un qualche cosa di più concreto e di più incisivo per evitare l'abbandono che si era constatato in base agli studi e alle ricerche fatte dalla équipe di Grenoble. Nel mese di luglio, se non erro, la Giunta mi pare insieme al Vice Presidente del Consiglio, avevamo, abbiamo avuto un incontro con gli Amministratori del Canton Vallese dove si è cercato di sentire come avevano impostato loro i problemi per evitare l'abbandono e abbiamo visto che con un provvedimento che già era stato approvato in Svizzera poteva essere applicato anche in Valle d'Aosta.
La Giunta, pertanto, mi ha dato l'incarico di esaminare in Assessorato, di studiare una proposta del genere e proposta che, come ho avuto occasione di rispondere l'altro giorno alla mozione presentata dai Consiglieri Manganoni, Crétier e Tonino, proposta che è già pronta e proposta che è già stata esaminata dalla Giunta, che stiamo in questo momento rivedendo prima di passarla alle Commissioni. Quindi, non mi pare che si tratti qui di voler difendere la primogenitura, perché direi che questo, è stata una volontà del Consiglio nel momento in cui abbiamo votato la mozione di Chamonin e noi non abbiamo fatto che quello che era stato demandato dal Consiglio. Oggi, perciò, il provvedimento è pronto e tra poco passerà alle Commissioni.
Per quanto riguarda, invece, rispondendo cioè all'interpellanza ai tre punti, qui si dice, si chiede se nel bilancio '72 c'è la somma di un miliardo e mezzo. Il Consigliere Bordon ha accennato che tante volte i provvedimenti non vanno avanti perché poi non c'è il finanziamento. Noi abbiamo previsto di mettere già un congruo stanziamento nel bilancio '72 per dimostrare che è un provvedimento da mandare avanti, che c'è la volontà di mandarlo avanti da parte della Giunta, quindi, il provvedimento approvato, evidentemente, l'Amministrazione metterà i fondi che saranno necessari perché è inutile approvare un provvedimento se poi non ci sarà il finanziamento. Quindi c'è la volontà in questo momento, di mandare avanti questo provvedimento e c'è uno stanziamento in bilancio '72, in quanto lo si vedrà a provvedimento approvato. Non dimentichiamo che il provvedimento deve avere l'approvazione anche di Bruxelles, quindi per il momento è uno studio, è una cosa che va avanti, non possiamo nemmeno impegnare un miliardo e mezzo, mentre invece questo lo vedremo a provvedimento approvato al momento in cui passerà in Consiglio ed è chiaro che, se vogliamo aiutare e se approveremo quanto prevede questa legge, dovremo mettere lo stanziamento che deve far fronte e coprire quanto si intende costruire.
Venendo al secondo punto, invece, mi pare che abbiamo già fatto... qui si dice "per evitare una politicizzazione della questione". Noi non l'abbiamo mica politicizzata, noi abbiamo fatto, abbiamo cercato di studiare, di vedere e non ci siamo preoccupati dell'azione politica che si può fare. Mi pare che, invece, proprio adesso la si stia facendo, cioè da quando la Giunta ha predisposto un qualche cosa, mi pare che tutti risolvono questo problema, quindi, semmai non viene da noi questa politicizzazione, ma caso mai da altre parti.
Per venire, invece, al terzo punto: è vero che si intende proporre l'abolizione del contributo di marchiatura. Posso dire che non è vero, tanto si può dire questo: che noi il provvedimento lo stiamo vedendo ancora in Giunta, non è ancora definitivamente approvato, però, il provvedimento non prevede questa soppressione e vorrei dire di più, però, che il Consiglio regionale, nell'ultima discissione che è stata fatta per quanto riguarda il premio di marcatura, aveva accennato alla necessità di rivedere tutto il problema in quanto che si riteneva che il premio di marchiatura non raggiungesse più lo scopo per cui l'Amministrazione l'aveva istituito. Quindi, nell'ultima discussione sul premio di marchiatura, è stato demandato all'Assessorato all'Agricoltura e alla Commissione agricoltura di esaminare questo provvedimento per vedere se è possibile migliorarlo, perfezionarlo, fare in modo che serva effettivamente per migliorare la qualità e non come in questo momento che serve, è un intervento, un aiuto, ma non raggiunge certamente le finalità che sono state previste al momento in cui la Regione ha approvato. Se devo dire un mio pensiero - e questo non è di Giunta, è personale - devo riconoscere che il premio di marchiatura non ha raggiunto lo scopo che ci si era prefissi quando lo si è istituito. Io ho la certezza di questo - parlo a titolo personale - e penso che dobbiamo avere anche il coraggio di dire quando un provvedimento non raggiunge lo scopo. Si può esaminare, dandolo sotto un altro modo, sotto un'altra forma, perché l'importante è questo, che quando si vuole aiutare non è che si debba aiutare in un modo o in un altro, l'importante è venire incontro. Se quel provvedimento non serve a quei fini, personalmente, non avrei nessuna preoccupazione anche di sopprimerlo, però, più che parlare oggi di soppressione o meno, direi che rimane valido quanto è stato demandato all'Assessorato e alla Commissione Agricoltura di riesaminare il problema e di vedere se possiamo ancora incanalarlo meglio, in modo che serva effettivamente per migliorare questa qualità. Quindi, la legge che noi abbiamo qui non è prevista, non si prevede questa soppressione, però è chiaro che questo problema va rivisto in Commissione, come è stato demandato dal Consiglio regionale.
Credo di non aver altro da precisare, perché, in base alle tre domande, io ho dato una risposta il più precisa possibile. Ribadisco solo questo concetto, che mi pare che preoccuparsi già fin d'adesso di non togliere, per me è proprio cercare di politicizzare il problema, mentre, invece, cercare di esaminare, se un provvedimento è valido, questo lo capisco, ma invece questo serve per dimostrare che si vuole aiutare a conservare tutti i provvedimenti, mentre in Consiglio regionale l'ho sentito per diverse volte, ad ogni discussione di bilancio e tutti dicono: "Bisogna togliere i provvedimenti che non servono, bisogna creare dei provvedimenti nuovi", questo è l'orientamento del Consiglio regionale, quindi questa preoccupazione prima ancora che un provvedimento venga portato alle Commissioni, prima ancora, mi stupisce. Io non so, non vedo altro che un tentativo per dimostrare che si vuole impedire di togliere dei contributi esistenti che, quindi, contrasta con l'orientamento del Consiglio regionale, che è quello di vedere quali sono i provvedimenti validi e di mantenerli e di sopprimere quelli che non hanno più una validità.
Bordon (D.C.) - Io vorrei semplicemente rispondere (perché questo regolamento) che nel modo più assoluto io non sono d'accordo e non sono soddisfatto di quanto mi ha detto l'Assessore, ma che non sia d'accordo io e non sia soddisfatto, ha una relativa importanza, io penso che al momento opportuno, sarà molto più importante vedere se gli interessati agricoltori saranno contenti o non contenti su quello, però sul fatto che io non sono d'accordo, mi sia concesso almeno telegraficamente di dire il perché. Innanzitutto, sulla prima domanda, sulla prima questione dice l'Assessore di aver ricordato una mozione Chamonin votata qui dentro all'unanimità che riguardava il problema dell'agricoltura in generale. Io gli dico che ancora nell'ultima seduta del Consiglio noi ne abbiamo votata un'altra di queste mozioni presentata dal Consigliere comunista Manganoni che, a un certo punto, mi chiamò in causa perché non seguivo con sufficiente attenzione. Secondo lui, invece, non è vero, perché gli dimostrai il contrario, che questo era un problema che doveva essere esaminato. È proprio per questo che non siamo d'accordo, perché qui ogni
tanto, dopo un mese, due mesi, tre mesi, si porta una mozione, ecco la politicizzazione, che riguarda tutto il problema in generale, però non si fa mai un cavolo di niente.
Naturalmente, l'Assessore mi dice: "Ma noi abbiamo una legge che è allo studio della Giunta", ma noi siamo veramente lieti di apprenderlo, e vedremo questa legge se sarà sufficiente e vedremo che cosa ne verrà fuori, però noi non andiamo a fare il processo all'intenzione della Giunta di portarlo, ma, fino ad oggi, noi questo non lo sapevamo in via ufficiale, quindi, ripeto, che il problema per noi deve essere esaminato non nel suo quadro generale, che potrà venire in un secondo tempo, questo studio che va avanti da tanto tempo e che se prima non si è potuto fare perché mancavano dei denari, perché per portare o immettere dei miliardi nell'Assessorato all'Agricoltura bisognava sottrarli a altri Assessorati. Io penso che, oggi come oggi, questo lo si possa fare con una certa facilità e lo discuteremo in bilancio, però, ripeto, noi chiediamo e chiedevamo e chiedono questi agricoltori un provvedimento... chiamatelo pure "singolo" che potrebbe pure non essere l'optimum, ma che darebbe un po' di ossigeno adesso perché, a forza di studiare, è come l'ammalato che sia sul tavolaccio e che sia lì che lo si aspetti sul tavolo anatomico e che stia per studiare e fare tutti gli esami possibili e immaginabili e intanto quello là muore, poi quando è morto, porto fuori la ricetta o le decisioni che invece non... sono ottime ma non sono più tempestive. Quindi, sulla prima domanda, questo. Sulla seconda domanda, io non ho detto che la Giunta lo ha politicizzato, anzi, mi sembra strano e questo mi fa venire dei dubbi, perché noi abbiamo saputo a un certo momento che gli attivisti che erano partiti per queste firme godevano o vantavano delle alte protezioni, cose che poi, successivamente, attraverso le assemblee degli agricoltori, si è smorzata perché gli agricoltori certamente hanno detto: "Qui, questo provvedimento, non ha da avere un colore politico; questo provvedimento deve semplicemente andare avanti e concludersi" e noi siamo d'accordo su questo punto. Sul terzo punto, è un giudizio personale che ha espresso l'Assessore Maquignaz e quindi lo discuteremo poi in Consiglio regionale con la massima tranquillità, ma noi siamo sempre perfettamente d'accordo quando ci sono dei contributi o dei provvedimenti che non vanno bene, che siano migliorati, non abbiamo mai negato questo, però, vede, sono giudizi personali reciproci che possono contare. Lei, in linea di massima, dice che ha raggiunto lo scopo. Io potrei dire, invece, che ha raggiunto lo scopo. Il suo sì, vale, il mio no e pertanto lo vedremo in Consiglio, dopo aver sentito i tecnici, come lei sta facendo; pertanto il problema è a questo punto. Io chiedo scusa della chiacchierata troppo lunga che ho fatto, le ho detto che non sono assolutamente d'accordo, il mio parere non conta niente, se anche non sono consenziente, ma lei, Assessore, si accorgerà come non lo siano anche gli agricoltori interessati. Grazie.
Montesano (P.S.D.I.) - Passiamo all'oggetto n. 8.
