Oggetto del Consiglio n. 87 del 7 aprile 1972 - Resoconto
OGGETTO N. 87/72 - Approvazione di bozza di convenzione da stipulare tra la Regione Valle d'Aosta, la Società Alpila, con sede in Gressan, ed il Comune di Gressan, per l'attuazione di un piano di opere previste per lo sviluppo turistico della Conca di Pila, in Comune di Gressan.
Dujany (D.P.) - La Società Alpila, si è costituita nel 1966 allo scopo di elaborare, in collaborazione con l'Amministrazione regionale e l'Amministrazione comunale di Gressan, un programma di iniziative tendente alla valorizzazione della Conca di Pila. Le opere saranno realizzate in due distinte fasi; la Regione Valle d'Aosta partecipa a questa Società, in base alle leggi regionali del '66-'68 e del '71. Il Piano regolatore è stato approvato dal Comune di Gressan e dall'Amministrazione regionale. Per la sistemazione urbanistica del territorio di Pila è stato predisposto un piano apposito particolareggiato urbanistico, in base al quale le opere dovranno essere progettate e attuate d'intesa con il Comune di Gressan e con l'Amministrazione regionale.
In base a degli accordi intercorsi, la Regione ed il Comune di Gressan dovrebbero provvedere alla realizzazione di alcune infrastrutture primarie e secondarie per la costruenda stazione di Pila.
Ai fini di poter addivenire ad una stipulazione di convenzione per la realizzazione di quelle opere, che tende a raggiungere, in uno spazio di tempo entro il 1978, i 5.000 posti letto, si è proposto all'approvazione del Consiglio regionale una bozza di convenzione che stabilisca i rapporti di intervento fra l'Amministrazione regionale, l'Amministrazione comunale e la Società stessa. La bozza è al vostro esame ed alla vostra approvazione e discussione e consiste, grosso modo, in questi concetti: la Società Alpila si impegna e si assume l'onere della progettazione degli acquedotti e delle fognature e delle relative strade interne;
di cedere a titolo gratuito i terreni di cui è proprietaria, i terreni necessari per l'urbanizzazione primaria e per l'urbanizzazione secondaria;
si impegna altresì a provvedere ai rimboschimenti sotto il controllo dell'Assessorato all'Agricoltura;
si impegna anche a presentare all'approvazione degli organi regionali i piani particolareggiati delle opere da attuare e delle opere complementari comunque tendenti alla valorizzazione del comprensorio.
Qual è il programma dell'Alpila? Entro il 1974, in sede di prima attuazione, ha in programma la costruzione di 6+6 ville e 800 posti letto e, successivamente, entro il 1978, la costruzione degli altri 1.950 posti letto. La Regione, a sua volta, si impegna di intervenire per un importo presunto di 850.000.000 per la realizzazione delle infrastrutture che sono così elencate: fognature, rete idrica e strade interne, con esclusione di opere a totale carico dell'Alpila.
Questo mi pare, grosso modo, il contenuto della convenzione che è oggetto di discussione da parte di questo Consiglio. Ricordo che, con questo oggetto all'ordine del giorno, la Giunta risponde anche in modo concreto ad una mozione presentata da alcuni Consiglieri i quali, nel luglio del '71, sollecitavano la Giunta per l'approvazione del piano di Pila da parte del Consiglio regionale.
Chabod (D.C.) - Volevo solo parlare un po' delle fognature di Pila, strano, eh! Ho visto qui il plastico - non so come si chiama questo affare qui - nella tabella n. 4 c'è un disegno delle fognature, però la Società Alpila, è giusto, è logico, fa delle fogne per i suoi interessi, ma tutti quelli che ci sono oggi a Pila, purtroppo, dovranno andare avanti con quello che hanno e non so per quanti anni dovranno durare ancora così. Allora, io vorrei proprio far presente alla Giunta regionale, all'Assessore, al Presidente della Giunta, che qui non è possibile, tutti quelli che ci sono oggi, per allacciarsi alla fogna - che chissà quando sarà fatta - dovranno fare centinaia di metri, se non addirittura di chilometri. Questa è una cosa che è assurda. Certo che la Società fa i suoi interessi, ed è giusto, però qui la Regione prima di presentare una bozza così, avrebbe dovuto rendersi conto delle necessità attuali della stazione di Pila. Allora io desidererei proprio dal Presidente della Giunta una certa assicurazione, perché anche il Comune di Gressan non è d'accordo su questo progetto di fogne, perché è un progetto fatto solo per la Società.
Fosson (U.V.) - Ma io ho esaminato velocemente, forse un po' troppo velocemente, questa convenzione e su diverse cose posso anche concordare, perché ho visto anche su un punto su cui voglio poi ritornare, si è pensato di avere una certa salvaguardia. Però vorrei, prima, parlare di qualche cosa, e ritornare un momento alle discussioni che abbiamo fatto quando abbiamo esaminato con la Giunta i vari progetti che si dovevano attuare con una certa gradualità nella zona di Pila. In quell'occasione, mi sembra che eravamo rimasti un po' d'accordo sull'approvare quello che era la sistemazione, la dislocazione dei vari fabbricati secondo le curve di livello. Avevamo, però, fatto delle riserve sull'altezza di alcuni gruppi di fabbricati e queste riserve non erano delle riserve... così da non potersi approvare, perché dicevamo che a un certo momento, conviene fare e andare gradualmente, sfumando gradualmente nelle altezze, perché in una certa zona, effettivamente, le altezze erano molto forti pur calcolando quella che era la planimetria del terreno stesso e, in quell'occasione, mi pare che il Presidente della Giunta, con altri membri della Giunta, aveva preso l'impegno, aveva concordato con quelle osservazioni fatte e aveva senz'altro detto che si impegnava di richiedere la modifica di questi particolari. Avevamo avanzato altre riserve: riserve sulla questione particolarmente della strada coperta nella zona che è sul ciglio della valletta Pesein, si era detto, allora, che era necessario fare una strada coperta per l'accesso dal Chacard verso la Dora e verso il Plan du Soleil e avevamo detto: "Se proprio non si può fare a meno di fare questa strada coperta, possiamo anche concordare, in quella parte, però non concordiamo sulla strada coperta che corre sul ciglio, sulla sede attuale della strada, cioè sul ciglio della conca di Pila che guarda verso la Valle di Pesein", perché abbiamo detto se in questa zona si fa una strada coperta, praticamente tutti coloro che non vanno nei fabbricati, che non vanno negli alberghi o che non hanno la possibilità di avere il loro appartamento che ha la sua bella vista sul Monte Bianco, tutti gli altri che vanno a Pila in qualità di turisti, a un certo momento, per vedere la catena del Monte Bianco - che là si vede, attualmente, da tutte le posizioni - a un certo momento non la potrà più vedere, perché si troverà in qualunque... o si troverà in un budello, cioè in un tunnel senza nessuna visuale, oppure si troverà davanti una muraglia e, invece di vedere tutta la catena del Monte Bianco, vedrà un bel muro.
Quindi, questo anche era stato uno dei punti su cui avevamo insistito e su cui la Giunta e il Presidente della Giunta avevano concordato e a noi sono stati dati degli allegati, sono state date delle fotografie e questi allegati sono specialmente le fotografie a colori; sono riprese da quel plastico, che noi abbiamo in quella posizione della sala. Ora, per chi eventualmente non vede le cose così, in base al plastico presentato, forse, può sembrare tutto bellissimo, perché tutte le strade coperte lì sono verdi, perché si è riportato il verde sopra. Le proporzioni è difficile capirle dal plastico, però è chiaro che, se uno va, guardando il plastico anche e guardando le varie fotografie, se uno va nell'attuale zona di Pila, praticamente, ha la sua visuale, il suo panorama completamente sbarrato da tutte le costruzioni. Quindi, questa, è una cosa che noi non possiamo ammettere perché abbiamo detto: "non vogliamo mettere intralcio". Abbiamo discusso lungamente sulla questione della valorizzazione di Pila, abbiamo detto: "siamo venuti nella determinazione che qualche cosa bisogna fare", bisogna realizzare ora, però, realizzare in base a un criterio che un domani non dovremmo pentirci. Desidererei fare una domanda, anche se non so se al Presidente della Giunta o all'Assessore al Turismo, perché noi abbiamo qui un elenco di documentazione fotografica: 1) è la planimetria strade; 2) la planimetria generale dell'acquedotto; 3) la planimetria interna dell'acquedotto; 4) la planimetria della fognatura. Poi passiamo al punto 9) "Centro residenziale prima e seconda fase di realizzazione". 10) "Centro residenziale prima e seconda fase di realizzazione". 11) "Centro residenziale". 12) "Centro residenziale". Mancano i punti 5) e 6), le fotografie 5), 6), 7), 8) che, eventualmente, nella mia qualità di sostituto del Presidente del Consiglio, so che erano arrivate alla Presidenza del Consiglio per metterlo come allegato, poi, c'è stato un contr 'ordine di non mandare queste fotografie ai vari Consiglieri, come allegati, e praticamente io non sono in possesso di queste fotografie, ma desidererei ben sapere a che cosa si riportano queste fotografie. E vorrei che queste fotografie siano molto più chiare di quelli che sono i plastici e che, quindi, avessero potuto dare ai vari Consiglieri l'effettiva consistenza di certi fabbricati, che certamente non stanno troppo bene dal punto di vista estetico. Quindi, questo non è un modo di comportarsi, perché se a un certo momento queste fotografie erano state predisposte - e difatti qui c'è una elencazione che va dall'1 al 4, poi riprende dal 9 - questo vuol dire che c'è un qualche cosa che non va troppo bene e che si vuole nascondere ai Consiglieri regionali. Questo è un metodo che io disapprovo, perché non è logico di agire in questo senso. Ad ogni modo, io vorrei ritornare a questo punto e sapere se quelle osservazioni che abbiamo fatto sono state fatte presenti alla Società Alpila, se la Società Alpla ha dato le assicurazioni in merito e, praticamente, venendo anche alla convenzione e tutto, si tiene e tutto è collegato, perché praticamente si continua a parlare dei 5.000 posti letto. Io condivido che l'optimum di una stazione turistica che si sta installando sia nell'ordine dei 5.000 posti letto, calcolando quelli che sono posti letto alberghieri, quelli che sono posti letto residenziali, però, per avere i 5.000 posti letto che siano funzionali e che non ci si debba pentire in un secondo tempo e dire: "ma abbiamo costruito per 5.000 posti letto, ma adesso per l'acqua potabile non abbiamo a sufficienza", quindi bisognerà andare a fare delle ricerche per l'acqua potabile, oppure sollevarlo prendendola in basso e portarla su con delle pompe, quindi ... e ho detto prima che ho visto una clausola al punto 1) che mi...che io condivido, quindi, questa preoccupazione, probabilmente, c'è stata anche da parte di qualcuno della Giunta. Ma noi dobbiamo fermarci, però, un momento su questo e, appunto, mi sembra che dica questo il punto 1): "La Società Alpila, i cui oneri per gli studi e progetti per Pila, fin qui, ammontano a Lire 305.400.000, assume l'onere della progettazione dell'acquedotto, fognatura, strade interne e quello relativo agli studi geologici, idro-geologici e delle sorgenti, assumendo altresì - ed è questo il punto che avete fatto benissimo di mettere - altresì la responsabilità della compatibilità tra le previsioni di insediamento e le progettate infrastrutture". Quindi, io do atto alla Giunta che ha messo questa clausola, però non vorrei che questa clausola sia messa così, puramente sulla carta, in questa convenzione, perché noi - e mi permetto di dire che conosco parecchio la zona di Pila e che ci siamo interessati della zona di Pila anche se qualcuno dice che non si è fatto niente prima, ma ci siamo interessati quando si faceva tutto questo lavoro, così appassionatamente, spassionatamente senza nessun interesse, mentre oggi molta gente che si interessa di Pila, si interessa puramente per il proprio portafoglio e questa è un'altra constatazione molto grave - quindi noi che conosciamo molto bene la zona, tutta la zona ... E d'altra parte, credo che lo studio per quanto concerne le sorgenti che è stato fatto ed è stato indicato, è stato dato all'Amministrazione regionale, di cui noi non conosciamo, che noi non conosciamo, però, abbia messo il punto, cioè abbiamo messo il dito su questo punto e ha fatto riflettere anche la Giunta per mettere questa clausola cautelativa, perché, effettivamente, nella zona, specialmente negli anni di una certa siccità, non c'è acqua a sufficienza e non c'è certamente per un insediamento di questo genere, perché penso che con le necessità che si hanno, oggi, di acqua potabile in una stazione invernale estiva e invernale internazionale, con quell'ordine di consumo che è previsto, penso che se c'è per soddisfare un 3.000 persone, un 3.000 posti letto insediati, è tutto quello che c'è in questo momento; in questo momento, con la captazione di quelle sorgenti che sono ancora da captare, per fare effettivamente un acquedotto completo della zona di Pila. Quindi, questa clausola cautelativa è assolutamente indispensabile, ma non solo indispensabile nella convenzione, bisogna che sia indispensabile... questa clausola è indispensabile nell'attuazione, è questo che io vorrei avere, tutte le garanzie da parte della Giunta, perché c'è certa gente che ragiona con una certa faciloneria anche in questo e dicono: "Ma sì, ma cominciamo a fare i posti letto, anche se l'acqua che c'è nella Conca di Pila non sarà sufficiente andremo a cercarla in qualche altro posto. Andremo a prendere l'acqua dal Lago di Arbolle". Si è pensato... c'è chi pensa di fare una galleria da Chamolé ad Arbolle per prendere quest'acqua, non sapendo - perché non è pratica della zona- che il lago di Arbolle durante l'inverno è completamente gelato e quindi non c'è una goccia d'acqua dal lago di Arbolle durante il periodo invernale. Salvo che si voglia, poi, fare un impianto di riscaldamento con una centrale termica per far fondere il ghiaccio e la neve che c'è in giro al lago di Arbolle. Quindi io mi permetto di dire queste cose, perché conosciamo ... c'è qualcun altro che dice: "prendiamo l'acqua che viene fuori dal tunnel del Brin", l'acqua che viene fuori dal tunnel del Brin, non so, a un certo momento avevano fatto delle analisi e non era potabile, perché difatti ha una forte sospensione. D'altra parte, lascia giù delle tracce completamente di ruggine, di ferro in tutte le zone dove passa e, poi, quindi, praticamente non è quella la soluzione. Quindi la questione dell'acquedotto, non l'acquedotto, la questione della quantità d'acqua disponibile, è una questione, purtroppo, limitativa per gli insediamenti che si vogliono fare nella zona di Pila. Quindi questo è uno dei problemi fondamentali di cui bisogna tener conto.
Qualcuno ha parlato, un momento fa, della questione delle fognature. Io ho visto solo attraverso questi piccoli schemi, quindi, io concordo che bisogna fare delle fognature che servano tutta la zona di insediamento che interessa la Società, bisogna fare delle vasche di depurazione. Qui non ho visto dove si riversa dopo l'acqua da questa vasca, perché qui è limitato alla zona della vasca di depurazione, ma, anche in questo, bisognerebbe forse modificare, portando la vasca in una zona più bassa, in modo che si possa allacciare alle fognature che servono per tutta la zona che interessa l'Alpila, e anche tutte quelle altre fognature di quegli altri insediamenti che possono essere fatti leggermente a valle, perché non si può venire molto in giù, ma leggermente a valle, per la parte che siano o dei privati o, con il pagamento si capisce, di quelli che sono i diritti di allacciamento. Sarebbe ridicolo che, a un certo momento, si facesse tutta una rete di fognature, con l'intervento dell'Amministrazione regionale, dal punto di vista spesa, e poi tutta una zona non possa essere servita da questa fognatura, cioè tutta la zona marginale che c'è vicino alla zona di Pila.
C'è, venendo a quelli che sono - e qui facciamo purtroppo un passo indietro -, venendo a quello che è il Piano regolatore della zona, intanto, attualmente, il Piano regolatore interessa puramente la zona che è dell'Alpila, no? Attualmente il Piano regolatore interessa proprio solo la zona dell'Alpila. Ora, bisognerebbe, anche qui sollecitare che il Piano regolatore si interessi anche della zona a valle di Pila, perché, praticamente, c'è tutta una zona dove ci sono dei piccoli proprietari che sono dei contadini, sono degli abitanti di Gressan, dove praticamente attualmente hanno la possibilità di costruzione dello 0,10 in base alla legge di salvaguardia.
Quindi, mentre noi ci accingiamo a fare una concentrazione di fabbricati nella zona di Pila, io non dico di allargare le maglie, perché si possa una concentrazione di piccole casette nella zona sottostante a Pila, ma che, però, ci dia la possibilità, a questi vari proprietari, di usufruire i loro terreni con un indice di costruzione che sia un indice equo, che salvaguardi quelle che sono le bellezze della zona, che non arrivi ad avere un super affollamento, ma che però non sia neanche lo 0,10, perché sarebbe proprio un assurdo, perché nella zona in alto si avrebbe una volumetria concentrata enorme e, nella zona ... e in una zona bassa non si avrebbe neanche più la possibilità di fare qualche piccola, qualche piccolo fabbricato in zone che sono abbastanza ...
Dicevo, attualmente la fase di attuazione in base a quello che è stato previsto, cioè, la prima attuazione, quella zona della Gorraz ... per la zona della Gorraz ho già detto, noi siamo - almeno, personalmente - sono abbastanza favorevole e vedo abbastanza bene quella che è la parte planimetria delle costruzioni, lo sviluppo planimetrico delle costruzioni che sono fatte. Quindi, una volta che ci fosse, per quella parte alta della Gorraz, quella che si sta attuando, ci fosse l'assicurazione che quelle riserve che noi avevamo fatto per l'altezza dei fabbricati più alti che dovevano essere sfumati, noi potremmo essere d'accordo.
Guardando il plastico, una cosa dove non possiamo essere d'accordo, ribadisco, è tutta la zona che non è prevista come costruzione immediata, ma è meglio che ne parliamo subito ed è tutta la zona di Chacard. Tutta la zona sul crinale, come ho detto, della Valletta di Pesein e che si volge, poi, verso nord della Conca di Pila, lì praticamente ho già detto che la strada dovrebbe essere non una strada coperta in quella zona e avevamo raccomandato che il ciglio attuale fosse mantenuto libero, in maniera che chi percorresse questa strada, potesse godersi la vista del Monte Bianco e non passasse in un tunnel, oppure non si trovasse davanti una barriera.
Come concentrazione di costruzioni, noi non abbiamo altri elementi adesso, ma basta guardare quella zona di Chacard, si può anche lì accettare e l'avevamo accettato che ci fosse una ... che degradasse verso quella zona a ovest, però, lì, attualmente, si è fatta tutta una barriera che non è conforme a quello che si era detto allora. Quindi, queste sono le varie osservazioni. Noi, questione di poter fare un insediamento che sia servito dalla possibilità di disponibilità d'acqua, che si pensi alle varie altre infrastrutture, che servano sia all'Alpila ma servano contemporaneamente anche a quella zona, che è ancora di diversi piccoli privati e contadini della zona, che è sottostante alla zona di Pila.
Io, per il momento, non ho altro da dire. Noi qui facciamo un intervento ed è logico che si faccia, però, cerchiamo di farlo in maniera che non abbiamo da pentirci in un secondo tempo per... in previsione ... oppure perché ci siamo basati su dei dati che probabilmente non corrispondevano al vero.
Caveri (U.V.) - Je parlerai de quatre questions, de la manière la plus courte possible.
Avant tout la question de la route couverte. La question de la route couverte a soulevé plusieurs fois nos réserves parce que c'est vraiment absurde, dans un endroit panoramique comme Pila, de faire des routes couvertes. Nous savons, nous croyons qu'en aucune partie du monde on fasse des routes couvertes dans les endroits panoramiques. Pila n'est pas seulement une station d'hiver, Pila est un endroit panoramique, et un des plus beaux coins panoramiques de la Vallée d'Aoste et ici on prévoit une route couverte. C'est une histoire digne des historiettes qu'on racontait sur "La Provincia di Cuneo" il y a 80 ou il y a 100 ans, à tort, parce que les gens de Cuneo sont beaucoup plus fins et beaucoup plus intelligents et ils sont des excellents administrateurs et des absurdités du genre ils en font certainement pas. Mais, à propos de la route couverte, il y a une autre question qui n'est pas seulement la question panoramique - qui est déjà assez grave -; on parle tant de politique de gauche et on dit tant que nous serions les représentants de la droite! Mais, encore, ici, nous voyons une Junte qui dit d'être de gauche et qui fait une politique de droite, même à travers la route couverte. Pourquoi ? Parce que la route couverte passera dessous les immeubles de la Société Alpila et le passage sera interdit aux touristes et non seulement aux touristes, aussi aux habitants de la Ville d'Aoste ou de la Vallée d'Aoste qu'iront à Pila, ils ne pourront plus passer dans la route couverte, parce que la route couverte sera réservée aux clients de la Société Alpila. Ceci c'est une chose très grave, parce qu'on crée un monopole privé, non seulement, mais les citoyens quelconques qui ne seront pas clients de l'Alpila ne pourront plus passer dans la route couverte et ceci c'est un fait d'une gravité inouïe et nous, certainement, que nous ne sommes pas là pour l'approuver, première chose.
Deuxième question: dans un des documents annexes on dit que la Société Alpila devra remplacer les plantes saines. Mais alors je demande au Président de la Junte et je demande à l'Assesseur à l'Agriculture, qui sait, qui devra penser à remplacer les plantes malades; deuxième question.
Troisième question. Eh, non, vous riez, M. le Président de la Junte, parce que tout ce qui touche le paysage ne vous touche pas, naturellement, cela ne rend pas des voix, évidemment, au contraire, qui soulève les questions de défense du paysage perd des voix et alors c'est évident qu'il faut avoir un certain courage en Vallée d'Aoste pour parler de ces questions, parce que cela veut dire perdre des voix, naturellement, parce que j'ai parlé avec quelqu'un d'une Commune, pas très loin d'Aoste, il y a cinq ou six années, qui me disait: "quand fan sen li, no-s-atre no divegneun pui tzeut retzo" et moi j'ai répondu "Pouo mattass ne pas vos que vos devegnade retzo, sont pui les atres que devegnon retzo". Bon, alors, autre et dernière question: je demande d'avoir une liste de tous les techniciens que, à partir de la fondation de l'Alpila, c'est-à-dire du mois de février... ici on dit de novembre 1966 l'Alpila, comme actes de notaire, est née en novembre 1966, comme écriture privée, elle est née bien avant, vers le janvier-février du '66.
Alors je demande qu'on me donne une liste de tous les techniciens qui ont travaillé et qui travaillent pour l'Alpila et que, pour chaque technicien, on nous indique les honoraires qui ont été liquidés ou qui sont en voie de liquidation. Et puis je demande que le Président du Conseil veuille rappeler aux conseillers, aux membres du Conseil, qu'il y a un article du Code Pénal qui dit que c'est un délit lorsqu'un administrateur public vote sur des questions où il y a des intérêts privés, par conséquent, les conseillers qui sont des techniciens et qui ont des projets en cours pour l'Alpila devront avoir le bon goût de s'abstenir du vote et, ceci, non seulement les techniciens, mais tous ceux qui sont liés aux techniciens par des liens de parenté et d'affinité jusqu'à un certain degré. Ce ne sera pas mal que le Président du Conseil, Montesano, fasse cette recommandation, parce que nous avons déjà vu des conseillers régionaux voter tranquillement tout ce qui se référait à l'Alpila, tout le monde sait qu'ils travaillent pour la Société Alpila, comme techniciens, ils votent tranquillement... (Voce) ...Travaillent directement comme techniciens soit les parents et affini des techniciens, de manière que ces gens ont commis des délits, sans le savoir, probablement, parce qu'ils ne connaissent pas, dans les meilleures des ipothèses, ils ne connaissent pas le Code Pénal.
Savioz (P.C.I.) - Io sto esaminando un po' la bozza di convenzione e mi rifaccio un po' alla seduta della Commissione che abbiamo avuto nel mese di febbraio e poi so che ce ne sono state altre, ma, purtroppo, non ho potuto partecipare. Vorrei pregare l'Assessore al Turismo di vedere un momento la questione di Pila, non soltanto sotto l'aspetto Pila, ma sappiano tutti - e ne abbiamo parlato in questo Consiglio in una precedente seduta - della possibilità, per non dire di più, del collegamento che sussiste tra Pila e Ozein. Se noi lasciamo cadere completamente la Conca di Ozein da quello che può essere il legame con Pila, rischiamo di commettere un errore, un errore nel senso che Ozein, essendo un polmone di una certa importanza, potrebbe benissimo sopperire a certe necessità e non avere così il bisogno di creare in Pila determinate strutture che potrebbero essere benissimo portate dall'altra parte, prima cosa. Seconda cosa: mi sembra che si dimentichi un po' la necessità di tenere di Pila il polmone verso Aosta, ma non so se rendo l'idea; ho l'impressione che si voglia fare della stazione di Pila un qualcosa a sé stante, chiuso, mentre invece l'idea, almeno, la mia idea personale in materia, io dico che Pila deve essere sviluppata - e siamo d'accordo, sono perfettamente d'accordo - rimane ancora da vedere il come svilupparla. Il come realizzare le opere, questo fa parte di un altro discorso, ma mi limito a delle cose di carattere generale. Se noi togliamo ad Aosta la possibilità di avvalersi di Pila ... e mi spiego: Pila, per Aosta, deve essere un qualche cosa di più; noi non possiamo pensare di fare di Pila un posto dove 5.000 persone partono dai vari punti d'Italia e dall'estero vengono, si installano a Pila e non si muovono più da Pila o, almeno, grosso modo, rimangono a Pila. Signori, io penso che se noi studiamo attentamente il problema, abbiamo una strada che può essere ancora migliorata di quello che è. Abbiamo un impianto di risalita, che può benissimo essere migliorato, nessuno che lo impedisce, e allora perché non valorizzare la possibilità di avere la clientela che soggiorna in Aosta e sale a Pila e dà un certo tono di capacità ricettiva, migliorando quella di Aosta e, nello stesso tempo, darebbe un impulso di commercio alla gente locale superiore al fatto di avere a Pila un qualcosa di fermo.
Caveri (U.V.) - Lei ha ragione, ma la Società Alpila vuole esattamente il contrario, cioè, vedrà che quando sarà impiantata la Società Alpila - chiedo scusa dell'interruzione - farà una politica di prezzi per cui la clientela di Aosta sarà esclusiva, non potrà più andare nella zona di Pila, su questo non c'è il più piccolo dubbio... di sinistra della Giunta attuale... di sinistra! È per quello che è vero quello che noi diciamo, che, certe volte, certe distinzioni di sinistra o di destra fanno soltanto ridere, perché alcuni che si proclamano di sinistra non mancano mai di fare la politica di destra. E non parlo di certi fatti scandalosi, che ho appreso soltanto un'ora fa, di cui non parlo, perché non siamo nel tema. Comunque, è un fatto che... il piano della Società Alpila qual è? Di allontanare, di escludere la clientela povera. Se ne fregano quelli della Società Alpila della clientela povera di Aosta, non vogliono mica fare un "centro di dopolavoristi", dicono, di Pila; quindi vogliono la clientela ricca e, quindi ecco la strada coperta, che diventerà una strada privata. Chiedo scusa a Savioz dell'interruzione.
Savioz (P.C.I.) - Comunque, io penso che si possa benissimo, ripeto, valorizzare Pila e non dimenticare la questione della Città di Aosta, sia per quanto concerne i week-end estivi, sia per quanto concerne la possibilità di avere in Pila una clientela che soggiorna, a Pila, durante il giorno e durante la notte passa le sue notti in Aosta. Con questo nessuno dice che non deve esserci un certo nucleo di persone che possono rimanere a Pila gli otto giorni, i dieci giorni, i quindici giorni, i venti giorni, se vogliono, però, non vorrei che si creasse di Pila un qualche cosa che impedisce lo svolgimento del resto, questa è la mia idea.
Per quanto concerne quel bozzetto, che mi permetto di dire, modestamente, non dà molto l'idea di quella che potrà essere Pila, vedendo quel bozzetto, ma per chi ha la visione di Pila, dopo averla vista tante volte e dopo avere esaminato questo Piano regolatore di Pila, per sei anni di seguito, mi sembra che la Valletta Pesein, per cui ci siamo sempre battuti, che non venisse costruita e vedo che, in parte questo insistere è riuscito ad ottenere un qualche cosa. Però, sulla Cresta di Pesein c'è una costruzione di una certa importanza, con quella famosa strada coperta e io dico, non so, le condizioni di cui parlava l'Avv. Caveri, quelle non le conosco, ma, a prescindere dal fatto che ci sia o non ci sia la possibilità di accesso alla strada coperta, io ritengo - sempre a titolo personale - che una strada coperta in quella zona sia un qualche cosa di anacronistico, perlomeno, perché noi troppo soventi e troppo facilmente dimentichiamo di valorizzare le nostre zone tenendo presenti i problemi ecologici. Una zona come Pila, durante l'inverno, le sue strade interne, quanto e come possono essere transitabili? Questo mi viene da chiedere, perché noi arriviamo a Pila, facciamo dei bei parcheggi, facciamo tutto quello che volete, ma, una volta giunti a Pila, facciamo in modo che la gente debba camminare un po' con i suoi piedi e non andare seduti sulla macchina fino vicino al letto dell'albergo. Quindi che necessità c'è di dare delle strade coperte per andare con la macchina? Ma no, Signori! Io dico che le strade per andare con la macchina ci saranno d'estate, come fanno i russi. I russi d'estate hanno delle meravigliose strade e d'inverno vanno con la troika e non vanno con la macchina in determinati posti. In altre stazioni invernali che ho avuto occasione di visitare, ci sono delle strade bellissime d'estate, ma d'inverno sono tutte innevate e non transitabili, anzi addirittura è proibito transitarvi con le macchine. Quindi queste sono le prime osservazioni che mi permetto di fare a quest'insieme di proposte che abbiamo visto. Io sono ancora sempre fermo al punto che ho sollevato già in Commissione: secondo me, l'errore di fondo di tutta la questione di Pila è dovuto all'Amministrazione regionale. Qui, l'Amministrazione regionale dovrebbe, a un certo momento, imbastire un problema di valorizzazione turistica della Valle d'Aosta, stanziare i fondi necessari e prendere, come si suol dire, il bue per le corna. Io vi cito due esempi e poi ho finito. Ho avuto occasione, dunque, sette anni fa, di andare in Francia sulla costa dell'Atlantico: l'Amministrazione comunale di un Comune - La Plage si chiama - ha comperato un'estensione di terreni da privati, di circa 200.000 metri quadrati; ha fatto studiare il Piano regolatore esecutivo, prima generale, poi particolareggiato, ha provveduto a mettere acqua potabile, fognature, strade, ha fatto le lottizzazioni, ha imposto le costruzioni secondo un criterio di organizzazione e, poi, ha venduto i lotti a coloro che volevano costruire, con l'obbligo di costruire entro un determinato termine. Questi sono i sistemi. È venuta fuori una zona di carattere turistico, che è semplicemente a dir poco meravigliosa. La Valle d'Aosta, purtroppo, continua a spendere dei soldi e non avrà mai niente di fatto bene, per il semplice motivo che l'Amministrazione regionale non intende marciare sul principio di rendersi, come prima persona, nella decisione di quello che sarà il futuro di una zona turistica.
Io non lo so se siamo ancora in tempo o meno, comunque, un fatto è che noi abbiamo il 20% del capitale di questa Società; noi, con il 20%, abbiamo una rappresentanza che non può decidere niente, noi siamo succubi alla decisione che prenderanno quelli che hanno l'altro 80% del versamento. Come si può pretendere che l'Amministrazione regionale possa poi determinare le cose se, a un certo momento, pretende che siano i privati che portano i capitali? Non si può chiedere al privato che porta i capitali e, poi, importi delle soluzioni che non siano remunerative o che siano poco remunerative, mentre, invece, l'Amministrazione regionale può benissimo spendere dei soldi senza pensare a una remunerazione vera e propria; quando arriva a pareggio, è a posto. Ma questo, al privato, noi non lo possiamo chiedere, quindi è inutile. Qui c'è poco da fare, noi, non potremmo fare altro che... se vogliamo valorizzare Pila, abbiamo le due vie aperte: quella dell'intervento regionale in prima persona, con le decisioni, con tutto quello che occorre e, allora, facciamo quello che dobbiamo fare; o sennò, lasciamo venire il privato e saremo succubi del privato, in un modo o nell'altro, e faranno quello che vogliono loro, quindi noi non avremo risolto un bel niente. Penso che queste cose, poi, ritorneranno in quest'aula, ritorneranno fra qualche anno, ritorneranno anche tramite altre persone, perché noi, forse, molti di noi non ci saremmo più, ma allora si capirà l'errore commesso, l'errore di fondo commesso dall'Amministrazione Regionale, che mentre si investe dei problemi di vario genere, non vuole investirsi del problema turistico della Regione e, quindi, il problema turistico langue e va avanti e muore di questo passo. Muore perché il turismo deve essere proiettato nel tempo e bisogna avere delle visioni diverse da quelle che ci sono state fino adesso la Società è in evoluzione, i tempi cambiano, la situazione cambia e, quindi, anche noi dobbiamo aggiornarci e cambiare.
Quindi, io non lo so, ma a un certo punto... per adesso finisco e mi riservo di intervenire ancora, se qualche cosa verrà alla luce.
Montesano (P.S.D.I.) - Chi chiede la parola? Nessun altro? Bordon, chiedi la parola? (voce di Bordon) ...Allora mi è stato riferito che l'Avv. Caveri ha fatto due eccezioni: una prima, che ha rilevato che non è stato inviato alla Commissione Affari generali la bozza di convenzione. Io, per ragioni di esattezza, devo dire che la bozza di convezione è giunta alla Presidenza del Consiglio il giorno stesso in cui il Consiglio è stato convocato e mi risulta che la bozza di convenzione è stata esaminata dalla Commissione al Turismo, per iniziativa dell'Assessore al Turismo. Seconda cosa, ha richiamato il dovere da parte dei Consiglieri che, comunque sia, siano legati da interessi a questa Società Alpila che non possono votare e questo è riportato anche nel nostro. Io non so se ci siano dei Consiglieri che abbiano interessi in questa Società, però, io devo far rilevare che l'osservazione dell'Avv. Caveri è anche rispecchiata nell'art. 117 del nostro Regolamento, al 4° comma, nella seconda parte del 4° comma, dove, a proposito dei processi verbali, viene detto che nei processi verbali debbono essere indicati altresì i nominativi dei Consiglieri che si allontanano dall'aula o non partecipano alle votazioni per motivi d'impedimento previsti dalle leggi. Le leggi sono quelle convenute nel Codice Civile - che io non conosco - e anche nel Codice Penale, che io non posso indicare numericamente per articolo.
Altri che chiedono la parola? Consigliere Caveri.
Caveri (U.V.) - Però io chiederei al Presidente del Consiglio di non calcolare questo mio intervento come un intervento sul problema dell'Alpila perché si tratta solo di precisazioni... (Montesano: ...interlocutorio allora) ...Interlocutorio, cioè, prima questione: questa convenzione prevede una spesa notevole per l'Amministrazione regionale e noi questo lo approviamo, noi siamo perfettamente d'accordo, però osservo a proposito del fatto che questo tema, questo argomento non è stato mandato alla Commissione Affari generali e con questo io non voglio mica fare un rimprovero al Presidente del Consiglio, per carità, ma, perché non penso che sia il Presidente del Consiglio che avesse un interesse a non mandare alla Commissione Affari generali, ma, invece, io ho l'impressione che si sia trattato di una manovra della Giunta. Siccome la Giunta considera la Commissione Affari generali, Urbanistica e Finanze, osservo che è anche "Finanze", per cui è assurdo che una spesa di questo genere non passi al vaglio della Commissione Affari generali, Urbanistica e Finanze. Quindi io deploro che questo argomento non sia stato mandato alla Commissione Affari generali, Urbanistica e Finanze, mentre poi, invece, alla Commissione Affari generali si mandano delle volte delle babbiole di pochi soldi; questo è un assurdo. Seconda raccomandazione che io faccio: io ripeto quello che ho già detto prima e cioè, noi abbiamo parecchie volte, in questa sala, persone, con rapporti di parentela e di affinità in primo grado diretto, che hanno votato tranquillamente tutto ciò che si riferiva a piani regolatori, ecc., quando gli affini e i parenti erano interessati nelle votazioni di queste delibere e di queste leggi regionali, queste persone, evidentemente, hanno violato le leggi e, tra l'altro, hanno violato anche il Codice Penale. Ora, io dico, se sinora si è chiuso un occhio su queste cose, noi intendiamo che finora i Consiglieri regionali che hanno interessi in determinate questioni o che sono parenti di persone che hanno interesse, d'ora innanzi, si astengano. Ecco, diciamo soltanto, questo. Io non mi sono portato il Codice Penale, ma il Codice Penale lo dovrebbero conoscere tutti.
Dolchi (P.C.I.) - Nel corso dei dibattiti qui avvenuti sullo sfruttamento turistico della Conca di Pila, abbiamo sempre evidenziato - e i colleghi Consiglieri se lo ricordano -, non solo in questa legislatura ma anche nella legislatura precedente, i lati positivi dell'iniziativa, la perplessità, oltre agli aspetti che consideravamo negativi. È chiaro, ci sono degli elementi positivi che certamente non nascondiamo e non lo nascondiamo, fra questi, lo sviluppo programmato dello sfruttamento della Conca di Pila dal punto di vista urbanistico, dal punto di vista turistico, dell'approntamento dei servizi, dal punto di vista dello sfruttamento economico, cioè la caratteristica dell'unitarietà della stazione; come non sottovalutiamo, né sopravvalutiamo, i posti lavoro che direttamente si renderanno disponibili, sia per la costruzione dell'opera, sia, poi, nel funzionamento nella gestione della stazione. Posti di lavoro che saranno legati direttamente alla vita della stazione o indirettamente ed indirettamente riguarderanno lo sviluppo di notevoli attività anche di carattere economico, artigianale, agricolo nei dintorni della stazione.
Riteniamo anche positivo il fatto della visione organica che con questa iniziativa si realizza dello sviluppo turistico in questa zona e dell'importanza che può assumere, a livello nazionale ed internazionale. Come diamo atto e sappiamo che, nel corso delle lunghe trattative, è già stata ottenuta una notevole riduzione delle spese per infrastrutture a carico della Regione, come, anche, una riduzione di quelli che erano i primitivi progetti per l'insediamento di posti letto e riduzione anche delle altezze dei fabbricati per rendere le costruzioni stesse più aderenti all'ambiente naturale. Ecco, quindi, da questo discende che non vogliamo certo contrastare un'iniziativa, né ritardare la realizzazione con la prospettiva di una impostazione nuova, moderna e globale di una stazione turistica. Ricordiamo in proposito che, già nel corso dell'estate del 1971, il collega Savioz ed io avevamo provocato la discussione su questo argomento con una mozione, nella quale, soprattutto, si richiedeva si uscisse dal rischio permanente delle decisioni su questo problema e si arrivasse a delle decisioni... Dicevo, è una impostazione nuova e moderna e non abbiamo noi paura del moderno e del nuovo, anche si ci vediamo costretti e lo facciamo per la nostra funzione di Consiglieri regionali, a sostenere, a difendere alcune questioni di principio, soprattutto per quanto riguarda l'intervento della mano pubblica in una iniziativa di questo genere.
Riteniamo che il nostro contributo a questa discussione, che si concretizzerà con delle proposte concrete e migliorative, questo contributo possa essere recepito dalla Giunta per farsene eventualmente portavoce alla parte dirigente, verso gli altri cofirmatari della convenzione, cioè, la Società Alpila e il Comune di Gressan, in vista della stesura definitiva. Ecco perché riteniamo che la bozza di convenzione, proprio perché è una bozza, non sia da considerare un tabù e che possa essere rivista e modificata, o perlomeno, corretta, laddove noi riteniamo che non sia rispondente alle esigenze, alle necessità dell'Ente pubblico e faremo, proprio per dare concretezza al nostro intervento, al mio intervento, delle proposte che riguarderanno alcuni punti della convenzione, dando per acquisiti quegli altri punti su cui, né noi, né altri Consiglieri regionali, in sede di dibattito faranno delle osservazioni o delle proposte, direi, proprio in seguito a questo, tra competenza della Giunta e l'ulteriore approfondimento dei vari problemi, soprattutto per quanto riguarda i rapporti con gli interlocutori.
Abbiamo alcune perplessità, le abbiamo manifestate nel passato. Penso che sia doveroso che le manifestiamo anche in questa occasione, quando, con un documento scritto, si giunge a precisare quelli che sono impegni, obblighi e competenze delle diverse parti che sottoscrivono questa convenzione e vorremmo che i colleghi, e vorrei che i colleghi accettassero la mia proposta di prescindere per un momento dal fatto che siamo consoci al 20% nel capitale della Società Alpila, come anche, secondo me, si debba prescindere dal fatto che l'Amministrazione regionale, proprio in conseguenza di questa partecipazione con il 20% nel capitale della Società, ha tre rappresentanti che fanno parte del Consiglio di Amministrazione dell'Alpila. Vorremmo cioè fare alcune considerazioni che riguardano i rapporti fra l'ente Pubblico, chiamato a sostenere degli oneri e una iniziativa privata o una iniziativa di una Società mista, che all'Ente pubblico richiede interventi e regolamentazione di rapporti. Ma, per giungere a un discorso ancora più concreto, non possiamo prescindere dal fare, anche, alcune considerazioni di carattere generale, e cioè, che il problema di Pila è stato visto, nel tempo, direi, anche prima della Liberazione, per alcuni studi di sfruttamento turistico che sono stati fatti, ma che si è dimenticato una cosa fondamentale e, cioè, che nello sviluppo sportivo e turistico avvenuto dopo la Liberazione, dopo la guerra, sempre maggior massa di lavoratori, di sportivi - e le scuole sono un esempio concreto della partecipazione più massiccia e popolare alla vita sportiva - Pila era il retroterra ed è il retroterra naturale della Città di Aosta. Pila è il retroterra naturale della Città di Aosta per il tempo libero dei cittadini aostani, dei lavoratori, per gli sportivi della neve, per le scuole e, lo sa tanto l'Amministrazione regionale, che si organizzano addirittura dei corsi di sci e la partecipazione della popolazione scolastica alla vita sportiva. Da questo discende che Aosta, come retroterra, ha una sola Pila, mentre, per i Milanesi, per i Torinesi, per i Biellesi che vengono in Valle d'Aosta, si potevano trovare altre dieci, dodici, altre numerose località adatte, valide come Pila per uno sfruttamento turistico di quel tipo. Le cose sono ormai giunte a un punto che non si può più ritornare indietro. Ecco noi ci preoccupiamo, in questo momento in cui si discute la convenzione con il Comune di Gressan e con l'Alpila, ci preoccupiamo di richiedere alcune garanzie che questo retroterra naturale della Città di Aosta non sia completamente pregiudicato e ci sono dei mezzi. Sappiamo che la previsione della Società è di incrementare notevolmente gli impianti di risalita e di salita, in modo da aumentare notevolmente l'afflusso dei turisti e degli sportivi sui campi da neve, di rendere sempre più vasto e di comodo accesso quello che viene definito "le domaine skiable". Ebbene, noi vorremmo che fosse previsto che, per l'uso di questi impianti di salita e di risalita, per l'uso degli impianti sportivi che fanno parte del complesso turistico previsto dalla Società Alpila, ci fosse una prelazione per le scuole, per gli Enti di propaganda sportiva, per i turisti, per gli sportivi aostani che debbano e possano ancora considerare la zona di Pila il naturale retroterra per l'uso del loro tempo libero. Ma è chiaro che la gestione della stazione avrà una sua particolare caratteristica: che la vendita di posti letto - e 2/3 in zone residenziali - creerà un certo tipo di affluenza e che il cittadino aostano si troverà naturalmente coinvolto in una lievitazione dei prezzi di cui subirà le conseguenze.
Ebbene noi riteniamo che possa essere previsto una forma di posti... se non addirittura di posti letto, con la gestione attribuita a una società costituita ad hoc, dove siano presenti i sindacati, le Organizzazioni dei lavoratori, del tempo libero - dall'Enel all'ARCI - in modo che, anche in questa funzione la stazione non sia, non porti a snaturale il retroterra di Aosta.
Un'altra perplessità che riguarda la bozza di convenzione è l'impegno per gli adempimenti dell'attuazione del programma.
È scritto che la Società Alpila si impegna a dare esecuzione unitaria all'insieme delle opere, con una serie di tempi, il cui tempo limite massimo è il 31.12.1978; non è prevista nessuna penalità nel caso che questo impegno non venga mantenuto.
Sappiamo - ci è stato detto e ci si dice ed è anche intuibile - che molti ritardi sono avvenuti nell'inizio dei lavori; ritardi che riguardano la mancata approvazione di progetti o di questa stessa convenzione e che, interesse della Società, è di recuperare il tempo perduto al più presto possibile, per arrivare allo sfruttamento dei posti alberghieri, per quanto è riservato ai posti alberghieri e alla vendita degli alloggi, dei condomini, destinati dal punto di vista residenziale per il recupero dei finanziamenti in base a quel piano finanziario della Società.
Potrà essere vero, però, riteniamo che l'intervento massiccio dell'Ente pubblico debba essere garantito in caso di inadempienza.
D'altra parte, la legge, prescrive - l'art. 8 della legge Ponte lo dice chiaramente - nelle convenzioni, in seguito a lottizzazioni fra privati e ente pubblico, garanzie fideiussorie o addirittura la cessione gratuita del terreno su cui avrebbero dovuto sorgere lo stabile, se la costruzione prevista dalla convenzione, che, poi, per inadempienza di una delle parti, della parte, non viene realizzata, passa di proprietà dell'ente senza nessuna indennità.
Concretizzerò queste mie osservazioni di carattere più generale, prendendo in esame poi gli articoli, il comma della convenzione.
Ma esiste una profonda questione di principio che noi vorremmo sottolineare al Consiglio regionale.
Dopo notevoli lotte a livello parlamentare e le lotte anche dei cittadini, dei lavoratori, per la casa e la riforma urbanistica, si sono affermate nelle leggi della Repubblica Italiana, nelle disposizioni della legge 765, nelle disposizioni in materia urbanistica, alcune capisaldi fondamentali, tendenti ad affermare il concetto dell'interesse della comunità su quelli privati.
Tutti voi sapete come, uno di questi capisaldi, riguarda la spesa per l'urbanizzazione primaria, cioè, per le strade interne, gli acquedotti, le fognature, che, in base alle leggi della Repubblica Italiana vigenti attualmente, non fanno più carico alla collettività, ma, bensì, all'imprenditore, all'iniziativa del costruttore, si è cioè superato - e i colleghi che sono stati amministratori comunali lo sanno quante preoccupazioni questo problema portava alla vita del Comune - sia superato il concetto che il denaro pubblico della collettività serve per finanziare o serve anche per finanziare opere che derivano dall'edilizia speculativa e privata, cioè che le opere che fino a poco tempo fa, cioè fino a questa riforma urbanistica, il Comune era chiamato a fare per correre dietro con i servizi - la strada, l'acquedotto, illuminazione pubblica, la fognatura - alle case costruite qua e là, per mancanza di Piano regolatore o per mancanza di precise norme in materia... Cioè voi sapete tutti come si costruiva un certo numero di case: il Comune imponeva, l'ente pubblico imponeva determinate condizioni, queste condizioni, erano, ad esempio, l'acqua potabile sufficiente, il pozzo perdente, là dove non c'era la fognatura, ma una volta che una casa, due case, tre case, quattro case, erano costruite, gli inquilini aumentavano, le necessitò di fognature, di strade, di scuole, si rendevano evidenti, e il Comune, la collettività doveva intervenire per supplire a questa mancanza.
Ebbene, la nuova attuale legislazione della Repubblica Italiana, in seguito a una riforma urbanistica a cui abbiamo tutti contribuito, in base a queste nuove, diverse, moderne concessioni, dice che l'imprenditore privato è tenuto alle opere di primaria urbanizzazione.
Ad Aosta, ad esempio, faccio un esempio per non andare molto lontano, chi costruisce, paga al Comune per opere di urbanizzazione 500 Lire al mc.; forse si potrà dire: "Non è ancora una cifra adeguata", è già però affermato il principio che il costruttore non può sottrarsi a questa indicazione.
Noi, invece, con questa convenzione interveniamo massicciamente per 850 milioni, ci ha detto Presidente della Giunta... mi permetto di rettificare, perché mi è stato assicurato che interveniamo solo per il 70% degli 850 milioni, cioè, per 595 milioni per le opere di urbanizzazione primaria (strade interne, fognatura e rete idrica).
Ecco, quindi, la questione di fondo, di principio, su cui noi ci permettiamo di attirare l'attenzione della Giunta e che ci rende molto perplessi.
Ma, dicevo, è nostra intenzione di dare un concreto contributo a questo dibattito, per cui, malgrado io sia in sede di discussione generale, proprio perché la discussione possa tener conto di tutti i punti, e perché non ritengo che si scenda nelle voci, voce per voce, mi permetterei di indicare alcune proposte di variazione o di integrazione della bozza di convenzione, se recepite dalla Giunta, potrebbero essere oggetto di ulteriore trattazione.
Nelle premesse, al comma quinto, proponiamo di sopprimere le tre righe relative al Piano regolatore approntato dalla Società Alpila.
Oramai siamo in una fase in cui, parimenti, si manifestano le volontà delle tre parti. Il Piano regolatore è richiamato al secondo comma, non diamo l'impressione che il Consiglio regionale è a rimorchio della Società Alpila nell'approntazione di strumenti urbanistici. Esiste il Piano regolatore, a suo tempo non lo abbiamo votato, comunque, è una legge regionale della Valle d'Aosta.
Mi sembra che sia inutile richiamare al comma quinto il fatto che è stato a suo tempo, anche se richiesto, se richiesto dall'allora Amministrazione regionale, questa redazione del Piano regolatore.
Così come proponiamo di sopprimere il punto sette delle premesse, cioè che le spese del Piano regolatore a carico della Società hanno raggiunto una certa cifra. Così come proponiamo anche di eleminare al punto uno della convenzione, "i cui oneri, alla cifra degli oneri, fin qui sostenuti dall'Alpila per gli studi e i progetti". È chiaro che questi studi e progetti, quando diamo atto che sono fatti dall'Alpila, ci sembra superfluo citarli in una convenzione di questo tipo.
Ho già detto e ribadisco al punto 6° il problema delle fasi di attuazione del programma.
Noi riteniamo che la costruzione dei posti letto alberghieri e dei posti letto residenziali debba, di pari passo - in questo senso richiamiamo l'attenzione della Giunta - con l'impostazione e l'ultimazione dei centri sportivi e dei centri commerciali. Cioè ci saranno forse dei tempi tecnici, però, è ovvio che la società tende a realizzare tutti i posti e tutte le realizzazioni che sono rentable, che danno un reddito immediato, che possono essere vendute, rimandando nel tempo quelle che sono le opere di carattere più generale.
Il fatto di invertire queste tendenze, di conciliare l'abbinamento di queste tendenze nella costruzione, deriva anche dal fatto, già detto precedentemente, che mancano penalità in caso di mancate costruzioni. Ecco, non vorremmo che una volta costruiti tutti gli alberghi e tutte le zone residenziali da vendersi, non si realizzassero più quei centri sportivi, quelle iniziative che caratterizzano anche questo tipo di stazione moderna, perché non c'è nessuna penalità se questo non viene fatto da parte della Società ed eventuali difficoltà che possono essere evidenziate nel futuro, possono portare a questa decisione da parte della Società, che sarebbe a tutto danno dell'ente pubblico che interviene in questo momento in modo massiccio.
Quindi, alla diversa impostazione, dei tempi di realizzazione, dei tempi di costruzione, con precedenza anche alle ultimazioni, alla costruzione del centro sportivo, del centro commerciale, cioè delle opere di carattere collettivo, ripropongo qui l'inserimento della fideiussione o dell'acquisizione dei terreni da parte dell'ente pubblico, nel caso che il Piano, previsto entro il 31.12.1978, entro quella data non fosse realizzato.
Al punto 8, fermo restando la questione di principio a cui ho fatto cenno precedentemente, cioè dell'assurdità dell'intervento dell'Ente pubblico, il finanziamento di opere di urbanizzazione primaria, è indiscusso che, così come si presenta l'articolo 8, è piuttosto confuso.
Ecco, vorrei, non solo un chiarimento, ma se effettivamente quanto ho asserito prima è vero, e cioè, che interveniamo soltanto con il 72% di queste cifre, cioè 595 milioni. Sia detto in modo più chiaro quello che compete all'Amministrazione regionale, quello che compete alla Società Alpila, quelli che saranno di diritto al Comune di Gressan; ultima riga, che diventa proprietario della fognatura e della rete idrica, che implicitamente, come Comune, applicherà le tasse e quindi il costo dell'erogazione dell'acqua e degli allacciamenti, ma che forse non è male precisarlo, anche perché il Comune di Gressan, nella stessa convenzione, viene chiamato a sostenere notevoli oneri, e se non ha delle maggiori entrate, dovute a questi insediamenti, è chiaro che non potrà fare fronte assolutamente a quegli oneri. Per quanto riguardano i punti 11 e 13, noi riteniamo che anche se sono vaghe, non solo precisate nel tempo, gli interventi regionali per la sistemazione delle strade di accesso, Charvensod-Les Fleurs e Gressan-Les Fleurs, e all'ampliamento del tronco Les Fleurs-Pila, non sarebbe forse male cifrare questo intervento regionale e esaminare un plafond oltre il quale non andare, di modo che, già in sede di convenzione, si sappia fino a che punto l'intervento dell'Ente pubblico si traduce in cifre. Alcuni tecnici mi hanno detto che la sistemazione di queste strade può raggiungere due miliardi, altri tecnici hanno detto solo cinquecento milioni, i pareri sono molto discordi. Le cifre, però, sono notevoli, ecco, noi riteniamo che cifrare questi impegni, per lo meno fino al 1978, scadenza dell'impegno di costruzione, possa essere un atto di oculata amministrazione. Così come anche, al punto 13, riteniamo che debba essere cifrato l'impegno della Regione e del Comune di Gressan, proprio in considerazione degli oneri per la manutenzione che al Comune di Gressan deriverebbe dalla costruzione di 20 mila metri di parcheggio e non sono poi mica tanti, perché sono, in base ai conti fatti da tecnici sulle 660-700 macchine e noi teniamo conto che c'è una notevole pendenza nella zona, che il costo di costruzione sarà notevole e che, soprattutto, sarà notevole il costo di manutenzione da parte del Comune di Gressan per quanto riguarda l'illuminazione pubblica e, soprattutto, sgombero neve, perché se è una stazione invernale e le macchine ci devono andare d'inverno, è chiaro che lo sgombro neve dovrà avvenire in quella stagione.
Ecco, noi, ci permetteremo anche di proporre, tenuto conto che la Società non... cioè che il Comune di Gressan, in base all'applicazione delle tasse, in base all'erogazione dell'acqua potabile o quant'altro, in base ai regolamenti che riterrà di applicare, non potrà farlo che a costruzione completa, definitiva della stazione. Riteniamo, in fase cautelativa che potrebbe anche essere precisato che queste amministrazioni, per lo meno fino alla scadenza del 1978, cioè fino al completamento della stazione e quindi alla sua entrata in funzione, siano a carico della Società stessa.
Come al punto 15, anche se non è detto, ed è da ritenere implicito, ma non sarebbe male forse dirlo, anche perché qualcuno a cui ho chiesto, mi ha detto che così non era... e allora, se noi aggiungiamo cinque parole, evitiamo ogni studio e ogni discussione in avvenire, che il Comune di Gressan al punto 15, si impegna a provvedere al ritiro e eliminazione dei rifiuti, nulla vieta, mi sembra che sia implicito, ma però alcuni hanno detto di no, e allora, se è implicito, mettiamolo, "applicando le relative tasse comunali per il ritiro e il trasporto dei rifiuti solidi urbani", sempre che questo sia implicito.
Ritengo che valga la spesa precisarlo, e per quanto riguarda le considerazioni che ho fatto e che non sono contenute nella bozza di convenzione, riteniamo che la Giunta potrebbe esaminare la possibilità di discutere, di convenzionare, di precisare, anche, in un protocollo aggiuntivo - se questo può dare maggiore forza agli impegni reciproci -, l'utilizzazione degli impianti di salita, risalita, cioè, la funzione del retroterra di Pila, nei confronti di Aosta, e gli stessi dirigenti dell'Alpila assicurano che lo stadio delle nevi è sufficiente per la stazione e per la cittadinanza aostana. Ebbene, mettiamo questo concetto anche per iscritto, dicendo come, con particolari considerazioni, particolari giorni, con l'utilizzazione di determinati impianti, a determinate condizioni, le scuole, gli sportivi, i cittadini aostani, possano essere, possano ancora usufruire di Pila, come naturale retroterra per il tempo libero.
Analogamente diciamo per la gestione di una tavola calda, di un ristorante, di un certo numero di posti letto, perché e gli aostani e quanti non fanno parte della categoria dei residenti stabili nella stazione di Pila, siano in condizioni di avere, a prezzi calmierati, la possibilità di accedere a questi impianti e a questa stazione, e non subire la lievitazione dei prezzi.
Questo, secondo noi, è quanto l'Ente pubblico, proprio per la ragione che interviene massicciamente nelle opere primarie e anche in una serie di impegni per quanto riguarda l'agevolazione per i mutui e per gli allacciamenti e per i contributi nelle spese varie, che la Società dovrà sostenere, noi riteniamo che, nei confronti della collettività, sono clausole o norme o intenzioni che la Giunta, sensibile a questi problemi, possa recepire.
Pedrini (P.L.I.) - Non mi voglio dilungare molto, Signor Presidente, sull'argomento, perché il P.L.I. è sempre stato molto chiaro sulla questione.
Noi desideriamo soltanto dire questo: è la prima volta che si concepisce qualcosa in Valle d'Aosta veramente con uno sguardo posato al futuro.
È la prima volta che in Valle d'Aosta si cerca di fare qualcosa che si chiama turismo, qualcosa di concreto, qualcosa che evidentemente deve portare del benessere, non soltanto a quelli che vengono; quelli che vengono, lo devono portare a noi valdostani, ce lo devono portare lasciandoci i soldini che, evidentemente, tutti noi cercheremo, con molta chiarezza, di portar via loro, come lo facciamo con la nostra meravigliosa Casa da gioco, che ogni giorno sale nelle sue entrate.
Noi, su questo, siamo perfettamente d'accordo.
Questa è un'industria, l'abbiamo già detto tante volte, che va sfruttata sotto tutti i profili. Ci sono delle remore, è evidente che ci sono delle remore, alcune io le condivido, quelle che ha detto il Consigliere Dolchi, altre le posso anche condividere, però, una cosa è certa: noi diamo, qua, un mandato alla Giunta, evidentemente, la Giunta terrà conto di tutte queste osservazioni, di tutto quello che è stato detto oggi, ne riparleremo ancora, ma evidentemente quando stringerà, io penso che terrà evidentemente nel debito conto quanto è stato detto e si sappia solo chiaramente che il Partito Liberale, è sempre d'accordo e, quindi, voterà a favore di quanto presentato in favore di Pila.
Bordon (D.C.) - Io non avevo nessunissima intenzione di prendere la parola - e ciò con vostra somma gioia e in parte anche mia - ma mi sembra che, anche per quelle responsabilità che ognuno di noi deve assumere, qui, in quest'aula, che qualche cosa, almeno, si debba dire in un primo intervento. Direi che la Democrazia Cristiana è favorevole allo sviluppo di Pila, fa ridere, perché basta andare indietro nel tempo, rivedere quello che è accaduto dal 1966 in poi e, quindi, la Democrazia Cristiana ha portato avanti questo problema, lo segue con la massima attenzione e si augura che questo problema abbia ad essere risolto al più presto.
Il mio intervento non voleva essere una cosa tecnica, in quanto che, ho detto prima, non come una boutade, i tecnici, in quest'aula, per il problema di Pila, sono tanti e li abbiamo sentiti. Sono tanti: dall'intervento fatto dal Consigliere Fosson, che conosce Pila, come dal Consigliere, Avv. Caveri, che conoscono Pila come le loro tasche, perché penso che ci abbiano passato tanti e tanti anni, l'intervento di Savioz, l'intervento che io vorrei chiamare, preciso, di Dolchi, perché quando a un certo momento avevo detto: "Voglio sentire Dolchi quello che dice", sapevo che Dolchi era preparato in materia e dirò che mi è piaciuta l'impostazione di Dolchi, perché io vorrei un po' vedere, con voi, con molta attenzione, questo problema.
Mi preoccupa una cosa essenziale: è dal 1966 che portiamo avanti questo problema, quindi, sono cinque anni, sei anni, mettetene quanti volete voi, e mi sembra che non si siano sprecati questi anni, perché il problema è di tale importanza, che deve svilupparsi, deve concretizzarsi, senza deturpare la zona di Pila. Però mi consentirete - anche se prendendo questa mia posizione io non so se non ne uscirò con le ossa rotte, perché sarò tacciato di esser un difensore dei demo-pluto-capitalisti che vogliono sviluppare la zona di Pila - però mi sembra che qualcosa si debba pur dire e che cosa dobbiamo dire? Io sono molto preoccupato per questo motivo: si direbbe, dopo aver sentito le affermazioni che sono state fatte oggi qui dentro, che si parla del problema di Pila per la prima volta, ma noi siamo ancora alla stessa discussione di prima, noi continuiamo ancora a dirci quello che dicevamo già allora. A un certo momento, ci preoccupa la volumetria, ci preoccupa la strada coperta, ci preoccupano tutte queste osservazioni che io condivido. Ma io sto domandando: arrivati a un certo momento, noi vogliamo stabilire, di concreto, che cosa deve questa Società per avere tutto il placet nostro, che sottoscrivano un capitale del 20% - come diceva Dolchi - quindi un intervento massiccio, vogliamo finalmente dire a questa Società: "Noi chiediamo - se mi permettete la parola, proprio per l'intervento pubblico: - noi pretendiamo questo", affinché questa Società sappia, a un certo momento, che cosa deve fare. Perché, secondo il mio modesto parere - è questo più che altro un mio giudizio personale, ma credo che sia un po' condiviso da tutti perché è basato solo sul buonsenso - ma questa Società, a un certo momento, viene avanti, porta una prima proposta, ne porta una seconda - adesso sentiamo la relazione del Presidente della Giunta, che ti dice: "Ha avuto il benestare, ha avuto la benedizione della Sovrintendenza, ha avuto la benedizione dell'agricoltura per quello che è il rimboschimento, ha avuto tanti altri placet" e, arrivati a un certo momento, noi qui ricominciamo di nuovo la discussione.
Io ritengo che le osservazioni che sono state fatte, siano tutte giuste, sembrerebbe anche andare un po' oltre, ma io ritengo che, a un certo momento, sia giusto che certi interventi della Regione, che mette una certa somma di denari, a difesa degli interessi dei turisti aostani e delle zone vicine, sia da prendere in considerazione. Però, la mia osservazione continua ad essere semplicemente questa: io chiederei che, a un certo momento... non so cosa risponderà il Presidente della Giunta tant'è che io avrei voluto, forse, intervenire dopo, ma la mia preoccupazione è sempre la medesima: noi abbiamo, a un certo momento, qui, la necessità assoluta di sviluppare economicamente determinate zone, chiediamo posti di lavoro, perché ci mancano, parlano sempre di licenziamenti, a un certo momento, viene fuori uno sviluppo di un centro turistico, che forse ha troppi posti, se si parla di 5.000 posti, ma se sono tremila, forse, potrebbero andare bene, però, anche in questo noi continuiamo ad andare avanti, a tergiversare, per cui, secondo il mio modesto parere - lo ripeto per la seconda volta, che può essere errato - ho l'impressione che si vada avanti e che non si concluda niente.
Ora, io penso che sarebbe bene, a un certo momento, che tutte le osservazioni, come ha detto qualcuno prima di me, molto meglio di me, vengano prese queste considerazioni, in buona nota, si porti avanti questa discussione, perché, Signori, io ho l'impressione che se noi andiamo ancora avanti un paio di mesi soltanto, cioè due mesi, con questa impostazione, noi perdiamo un altro anno, perché, passato aprile-maggio e giugno, io non so cosa potranno fare, cioè, cosa si potrà iniziare, ma ho paura che perderemo un altro anno.
Poi, le regionali dell'anno venturo... ma adesso, tu mi vuoi fare entrare in un binario che mi è tanto gradito, ma che poi mi fai andare fuori dal seminato, e allora io mi permetto solo di dire questo: Signori, io ripeto, non so cosa risponderà il Presidente della Giunta, ma questa convenzione, eventualmente la si esamini, io sarei veramente amareggiato dovesse essere respinto, perché, abbiano detto prima, il Comune di Gressan aspetta anche lo sviluppo di questo, perché il Comune di Gressan ha bisogno di questo sviluppo, perché ne avrà un reddito, avrà tutto quello che volete voi, per lo sviluppo di questa zona, ma la preoccupazione è sempre la medesima: che noi, oggi come oggi, abbiamo fatto delle osservazioni, queste osservazioni devono essere messe sulla carta, devono essere applicate, però si proceda con una certa velocità, perché, in caso contrario, noi non combineremo niente. E allora, se sono passati sei anni, ha detto Savioz, io non credo che sia un buon profeta, almeno io me lo auguro, ha detto Savioz, ritorneremo a discutere in quest'aula, ancora fra cinque o sei anni, se non sbaglio, proprio con queste testuali parole, io è proprio questo che vorrei evitare, quindi, prego il Presidente della Giunta di dirci chiaramente che cosa intende fare, perché nel secondo intervento puntualizzeremo quelle responsabilità che ognuno di noi deve prendere in quest'aula.
Montesano (P.S.D.I.) - Chi altri chiede la parola? Assessore Milanesio.
Milanesio (P.S.I.) - Io risponderò alle molte osservazioni che sono state fatte, in via preliminare, lasciando poi al Presidente della Giunta l'incarico di chiudere o di, eventualmente, replicare ancora ad altri interventi che potrebbero succedersi.
Le osservazioni che sono state fatte su questo argomento, che è indubbiamente un argomento importante e controverso, sono molte e di diverso tenore e tipo.
Diciamo che, intanto, testimoniano tutto l'impegno con cui i Consiglieri hanno esaminato gli allegati e hanno approfondito il problema.
Io comincerò dagli interventi così come si sono succeduti, e se dimenticherò qualcosa, chiedo scusa, fatemelo presente e cercherò di rispondere alle domande che potrei aver dimenticato.
Chabod è intervenuto parlando della questione della rete fognante, facendo delle osservazioni in ordine al fatto che il tracciato dell'attuale rete fognante dimentica le costruzioni esistenti; costruzioni che sono sprovviste della fognatura e, anche per un minimo di esperienza personale diretta, che ho potuto avere sul luogo, mi rendo conto che questa situazione non può durare oltre, perché già le presenze dei turisti, sia pure aostani, e turisti della domenica, comportano già degli inconvenienti di natura poco simpatica, come tutti potranno immaginare, a proposito della carenza di questo sistema di rete fognante. Però, io ritengo che, in sede esecutiva, possano essere studiati quegli accorgimenti per poter venire incontro alle esigenze anche delle costruzioni oggi esistenti e che non hanno stretto riferimento con l'insediamento dell'Alpila.
Il Consigliere Fosson è intervenuto facendo alcune osservazioni in ordine all'altezza degli edifici, cioè dice: "Qual è l'altezza degli edifici? La strada coperta, mancano alcune fotografie; l'acqua potabile...", se non vado errato e poi è intervenuto sulla necessità di riconoscere alle zone adiacenti a quelle interessate dal Piano di sviluppo di Pila, un certo indice di edificazione.
Alcune di queste domande sono state fatte anche dall'Avv. Caveri - io mi riferisco alla strada coperta - e, poi, mi pare, l'Avv. Caveri ha parlato anch'esso dell'altezza degli edifici e se un certo discorso era stato fatto, precedentemente, era stato concordato. Poi ha parlato, ha chiesto la visita dei tecnici che hanno lavorato per l'Alpila, i relativi emolumenti e indennità e poi ha fatto una raccomandazione al Presidente del Consiglio.
Io comincio a rispondere a Fosson, prima.
Intanto, ci furono degli incontri a livello inter-partitico, un po' di mesi fa, a proposito della necessità di approvare il Piano volumetrico di Pila, così come era stato presentato dalla Società. In quella sede, così, ci furono degli scambi di vedute e di opinioni e si concordò anche un tipo di atteggiamento che l'Amministrazione avrebbe dovuto assumere.
Ora, rimanevano in pregiudicato, così, ed era oggetto di differente valutazione, soprattutto, la strada coperta, cioè il fatto che questa strada coperta dovesse essere abolita nei tratti previsti dal progetto e, quindi, sostituita con strada adiacente, parallela, di diverso tracciato, comunque, che assolvesse a questa funzione.
Io posso leggere la delibera che è stata assunta dalla Giunta regionale, in data 3 settembre 1971, e che, poi, è contenuta in una lettera che abbiamo mandato all'Alpila. Quindi: "la Giunta regionale, vista la legge, ecc. ecc., visto il Piano volumetrico, delibera, ai sensi del punto 5, ultimo comma delle norme di attuazione approvate con la sopracitata deliberazione, in data 28 marzo 1969, delibera di approvare il Piano plano-volumetrico presentato dalla Società per azioni Alpila per la realizzazione di nuova costruzione nella conca di Pila, in Comune di Gressan, autorizzandone l'attuazione a condizione che siano osservate le seguenti norme e prescrizioni:
1) non saranno ammesse, per rispettare il paesaggio, costruzioni sul limite nord del piano della Gorraz, sul limite Nord-Ovest del piano di Pesein sul limite nord del piano di Pila...
(Voce) ...poi vedremo.
2) I fabbricati della valletta, tra Pila e Pesein, dovranno essere collocati in modo che i tetti non superino il livello della strada e che non superino, a monte, la linea tra la facciata della Cappella e la stazione di arrivo dell'ovovia.
3) Non sarà ammessa la colata di cemento tra Pesein e la Cappella, lo spazio tra la Cappella e Chacard dovrà rimanere verde, così come il promontorio in fondo ai prati di Pila e quello situato a Nord-Ovest del tornante esistente, a circa 60-80 metri dell'Hôtel des Alpes, pure verde dovrà rimanere lo spazio tra Chacard e il rivo di irrigazione.
4) Non potranno essere realizzati ponti in cemento e in particolare, quello che dalla stazione dell'ovovia conduce al Chalet di Pila.
5) Sarà consentita un'altezza massima dei fabbricati di metri 12, o tre piani dal livello dei pianori, si potranno consentire quattro piani sul limite ovest del pianoro di Gorraz.
6) Dovranno essere rispettati i boschetti tra La Gorraz e Pesein e gli altri situati tra Pila, Pesein e la Cappella, come pure quelli al di sotto dei prati di Pila e Chacard.
7) Dovrà essere realizzato un programma di mantenimento dell'economia silvo-pastorale e di sistemazione idraulico-forestale delle piste, nonché delle zone disboscate e di disciplina nei confronti dei gitanti con nomina di personale di vigilanza; tale programma dovrà essere concordato tra l'Amministrazione regionale e la Società per azioni Alpila.
Questo è il contenuto della deliberazione della Giunta come ho detto, in data 3 settembre 1971, che è stato trasmesso con lettera al Comune di Gressan e all'Alpila.
Quindi, in questo modo, io penso di aver risposto ad alcune di queste domande, non ad altre.
Per quanto si riferisce che non abbiamo ritenuto... la Giunta non ha ritenuto opportuno di inserire il discorso della strada coperta, in quanto... cioè, dell'eliminazione della strada coperta, in quanto la creazione di una strada, in posizione diversa dall'attuale, avrebbe creato dei notevoli problemi di dislocazione, intanto, dei fabbricati che sono posti lungo delle curve di livello, proprio per poterli meglio confondere con la natura e, secondariamente, avrebbe occupato o parte di quelle che sono destinate, di quelle aree destinate a piste o di aree destinate a zone verdi.
Voglio anche precisare che questa strada, è una strada pubblica a tutti gli effetti e, quindi, il passaggio è non solo consentito, ma obbligato, doveroso per tutti quanti i cittadini. Anche perché questa strada va oltre l'insediamento previsto dal Piano e, quindi, evidentemente, non può essere sostituita da un'altra strada. Comunque, affermo che questa si tratta di strada pubblica a tutti gli effetti.
Dunque, per quanto si riferisce al discorso dell'acqua potabile, ha fatto oggetto di diverse valutazioni, di diverse discussioni. Noi sappiamo che, in questo momento, sono garantiti qualcosa come 15,5 l/al secondo e riteniamo che questi 15,5 litri al secondo, nei momenti di minima, consentano di abbeverare, di soddisfare i bisogni idrici di oltre 3.000 persone, con un consumo medio pro-capite, pro-die di 400 litri al secondo, che è una media molto elevata. Si pensi che, oggi, Aosta ha una disponibilità reale di 200 litri pro-capite, pro-die.
Dicevo, Aosta, è un disastro, perché manca la pressione, non è che manchi l'acqua, la pressione in certi punti della città.
Comunque, le previsioni qui sono esattamente del doppio della disponibilità attuale idrica della città di Aosta.
Per quanto si riferisce al limite di costruzione di Pila e zone adiacenti, questo Piano regolatore di zona di particolare interesse turistico è stato redatto in base allo Statuto, redatto dalla Regione, in base all'art. 2 dello Statuto che attribuisce questa particolare competenza alla Regione.
Quando il Comune di Gressan farà il proprio Piano regolatore, disciplinerà opportunamente tutte quelle aree che non sono state disciplinate in questo Piano di zona di particolare interesse turistico.
Va da sé che alcune aree adiacenti, almeno così, a occhio e croce, riteniamo si possano prestare allo sviluppo turistico, a utilizzazioni turistiche.
Faccio presente che l'indice medio della realizzazione del Piano di Pila è - come indice globale, riferito ai tre milioni di metri quadri - è inferiore allo 0,10, cioè è di circa 0,09, come indice globale della zona di Pila, cioè dei terreni proprietà della Società.
Sono aree agricole, quindi l'indice è addirittura inferiore all'indice ammesso per la zona agricola; l'indice ammesso è 0,10 in questo caso, l'indice è 0,09, anzi 0,089, da calcoli fatti.
Comunque, questo è un discorso accademico, però condivido la preoccupazione del Consigliere Fosson in ordine all'opportunità che il Comune di Gressan faccia un Piano regolatore per il proprio Comune. Il Comune di Gressan non l'ha ancora fatto questo Piano regolatore ed evidentemente, essendoci la delimitazione dei centri abitati, ai sensi della legge Ponte, c'è una parte che è considerata centro abitato, e l'altra parte che è considerata zona agricola.
Quando il Comune di Gressan deciderà di disciplinare il proprio territorio, io credo che le vocazioni naturali di questi territori verranno rispettati e tenuti in giusto conto.
Noi chiederemo all'Alpila la visita di tutti i tecnici che hanno lavorato o lavorano all'Alpila e le relative indennità, emolumenti... non è in nostro possesso, lo chiederemo immediatamente.
Il Consigliere Savioz ha parlato del collegamento Pila con Ozein, cioè dell'opportunità di mantenere un rapporto di simbiosi tra queste due zone così vicine mi pare che questo sia tra l'altro anche previsto, anzi, questo è previsto dall'attuale Piano di sviluppo di Pila e la relazione che è stata allegata, della quale, giustamente, il Presidente mi ha fatto grazia, non ha letto quello che era stato scritto nella relazione, però la relazione lo specifica abbastanza chiaramente e vi dico a che punto, grosso modo... ecco, a pag. 2, quando parla "la concezione della stazione", lì si dice chiaramente: "la stazione di Pila è stata studiata per l'accoglimento residenziale, sia estivo che invernale, ecc. ...", a un certo punto dice: "essa è stata ideata per accogliere e ospitare lo sciatore o il turista contemplativo per un periodo di soggiorno, in cui trovi sport, riposo e svago, per la clientela locale, di transito e week-end, saranno attrezzate le vaste zone sciabili, tra Pila e Ozein, con caratterizzazione di stadio della neve, assicurando un legame nella parte alta di tutto il comprensorio sciistico, con i relativi servizi, attraverso il coordinamento degli impianti di risalita".
Dalle ultime notizie che sono così, in mio possesso, mi risulta che la Società Alpila abbia acquistato, o stia per acquistare, forse ha già acquistato gli impianti di Ozein e quelle attrezzature, quelle poche attrezzatture che facevano oggetto di quella piccola stazioncina che esiste ad Ozein. Questo sta a testimoniare la volontà di mantenere questo collegamento. Direi di più: questo rapporto di complementarietà tra l'una e l'altra zona.
Il problema dell'intervento regionale, compagno Savioz, certo sarebbe bello che la Regione potesse disporre se non di 18 miliardi, quali sono quelli previsti, di almeno una fetta di denaro più cospicua e fare, se non proprio, direi, completamente, come Ente pubblico degli interventi a totale suo carico, onere e rischio, se non altro prendendo, magari, delle partecipazioni di rischio superiori di quelle del 20%. Non dimentichiamo, però, che in questo momento la partecipazione della Regione non è una partecipazione di nessun conto, una partecipazione direi minoritaria, nel senso duplice della parola: intanto, gli altri soci hanno, raggiungono l'80%, ma con delle piccole quote che sono del 5, del 6, dell'8, e non raggiungono - nessuno di questi soci presi individualmente - non raggiunge una quota del 20%, secondo, la Regione è considerata in questa Società, in base allo statuto, veramente un socio - se vogliamo usare delle espressioni pittoresche - di categoria A e gli altri, invece, sono considerati di categoria B, perché? Perché la Regione ha il diritto di veto, può esercitare il diritto di veto in qualunque momento, su qualunque iniziativa, sia all'interno del Consiglio di Amministrazione, che all'interno del Comitato esecutivo.
E questo, io credo, penso sia non poca cosa, anzi, faccia spostare i rapporti di potere e di influenza all'interno del Consiglio d'Amministrazione dalla semplice base numerica del possesso azionario a un discorso, diciamo così, dell'importanza che l'ente pubblico deve e può rivestire in questo caso, ripeto, ad un discorso che prescinde dai rapporti numerici, ma che si riferisce all'importanza morale e istituzionale della Regione e ha il significato della presenza regionale in questa Società.
Quindi, il nostro intervento, che non è cospicuo, che non è maggioritario, però è importante, è un intervento che può contare, proprio per questo diritto di veto. Del resto, parliamoci chiaro, senza l'assenso della Regione, questa Società non potrebbe fare niente.
Il Consigliere Dolchi... e non vorrei con questo comunque aprire il discorso che è stato fatto da Berlinguer, al congresso del partito comunista, dove ha chiesto: "Basta di pubblicizzare, ne abbiamo già troppi interventi pubblici in Italia, soprattutto perché questo intervento pubblico - guarda caso - finisce poi sempre nelle mani della Democrazia Cristiana". Ora, con questo non volevo polemizzare nei confronti degli amici della Democrazia Cristiana, constatavo solo un aspetto di questa realtà.
Il Consigliere Dolchi ha fatto un intervento molto ampio e molto preciso e, direi, anche abbastanza costruttivo. Intanto, così, ha discusso un pochettino sulla filosofia, dell'iniziativa, sull'ideologia di questa stazione, se vogliamo, e da quello che ho capito, non ha opposto un rifiuto, tutt'altro, non ha opposto un rifiuto a questa stazione, a questa iniziativa, che viene giudicata opportuna, importante, necessaria. Ha formulato una serie di obiezioni e di osservazioni e richiesto una serie di precisazioni al tipo di convenzione fatta e, eventualmente, ad un documento, così, aggiuntivo - non so come definirlo - ad un protocollo aggiuntivo - direbbe Moro - da allegare a questa convenzione, per vedere rispettate certe preoccupazioni e certe esigenze che si manifestano.
Indubbiamente la realizzazione di questa stazione creerà dei problemi, così, di carattere economico, di carattere sociale e di carattere, se vogliamo, anche culturale, cioè, perché? Si tratta di creare a 1800-2000 metri di altezza, consentitemi, una cattedrale nel deserto, cioè la classica cattedrale nel deserto. Oggi a Pila non esiste una, non so, un nucleo abitato con una certa consistenza numerica di persone, per tutto l'anno, è così. Il retroterra sportivo, se vogliamo, della città di Aosta e di altre zone, noi ci auguriamo anche di altri turisti, così come sta avvenendo in questi ultimi tempi, però non ha suo habitat vero e proprio, non ha una sua configurazione, come villaggio, come paese, come nucleo abitato. Con un intervento di questo tipo è chiaro che noi trasformiamo Pila e viviamo delle nuove caratteristiche.
Questo comporta dei riflessi, ripeto, economici, sociali, e culturali.
Certamente, un'iniziativa turistica di questo tipo e di questo livello, io qui non vorrei fare il discorso che è stato adombrato, così, in tono polemico, della stazione di classe, nel senso dell'alta classe; il problema è che oggi, se si vuole avere competitività sul mercato turistico nazionale ed internazionale, per iniziative di questo tipo, che hanno indubbiamente un valore non solo riferito all'area, così, valdostana, nemmeno all'area delle Alpi Occidentali, ma riferito alla situazione delle stazioni internazionali, questo tipo di intervento si pone, obbiettivamente, in concorrenza con le più grosse e migliori stazioni di sport invernali ed anche dell'Europa, certamente, e del mondo.
Ora è chiaro che questo compito che abbiamo di fronte è un compito arduo e non dobbiamo mai perdere di vista il significato che assume l'iniziativa Alpila, cioè, un significato di altissimo livello qualitativo e anche di superamento, direi, così, tecnologico, di esperienze che sono state fatte in questo settore e che hanno dato esempi per alcuni aspetti, esempi negativi per altri; cioè, in poche parole, l'esperienza progettuale e l'esperienza di tutte le stazioni che sono realizzate fino ad oggi è stata assunta dall'Alpila e portata ad un livello superiore e adattata alla mentalità e ai gusti di oggi dei possibili utenti di questa stazione.
Ora, Signori Consiglieri, il problema, quindi, non mi pare che sia quello di dire: "Ma Aosta perde il suo stadio delle nevi", oppure "facciamo attenzione che i prezzi aumenteranno". Certo, i prezzi aumenteranno, questo è chiaro, cioè di fronte ad una stazione di questo tipo, va da sé che aumenteranno anche i prezzi dei generi alimentari, i prezzi dei beni di consumo, però si creano dei posti di lavoro, si creano delle occasioni di lavoro indotto, collegato a questo paese che si crea lì sopra, si mettono in circolo dei quattrini, si creano delle occasioni di lavoro che non devono essere sottovalutate, però, anche in questo momento, senza voler sopravalutare, però si dimostrano indispensabili a un equilibrio dell'economia regionale, che è fortemente squilibrata per la deindustrializzazione che si sta manifestando in Bassa valle e non solo in Bassa valle.
Ora, se noi crediamo nell'avvenire dello sviluppo turistico, io ritengo che questo tipo di iniziativa sia una delle migliori.
Però, nello stesso tempo, io avverto che nel discorso del Consigliere Dolchi vi sono delle osservazioni, giuste, delle osservazioni pertinenti e per questo io ritengo che la Giunta sia disponibile ad accogliere quanto di queste osservazioni è compatibile con questo tipo di iniziativa, che è stata voluta dall'Amministrazione regionale, da tanti anni e che dopo alterne vicende, si sta perfezionando e io mi auguro venga a conclusione, io mi auguro queste sera stessa, perché, Signori, qui c'è un problema di tempo, di tempi tecnici, c'è un problema di piani finanziari, ci sono diversi problemi che potrebbero far sì che una non approvazione, o comunque, un rinvio di ogni decisione, potrebbe fari sì che questa iniziativa, comunque, venga rinviata di un anno, o addirittura compromessa, perché il grado di appetibilità che questa iniziativa ha nei confronti di privati sostenitori, non è poi quello di un'iniziativa a carattere, così, speculativo; è un'iniziativa con molte incognite, con molti punti interrogativi.
Non si tratta di costruire il condominio a Courmayeur o al Breuil-Cervinia, che si sa poter vendere a prezzi elevati, senza oneri infrastrutturali e senza una incertezza o un rischio imprenditoriale.
In questo caso, si rischiano molti capitali; una parte di questi sono della Regione e non si sa esattamente quale potrà esser l'accoglienza del mercato, anche se si è cercato di prevederla con delle opportune ricerche, con delle indagini, che, anche queste, sono il meglio di quanto sia stato fatto in Italia in questo settore. Ora, il discorso di arrivare a rendere compatibile questo insediamento con le esigenze che si possono manifestare da parte degli aostani, diciamolo pure, è inutile che noi riferiamo Pila a tutta la Valle d'Aosta, lo dobbiamo riferire, diciamo così, ad Aosta, a Gressan, cioè i Comuni che gravitano su Pila. Ora, questi accorgimenti devono essere studiati, non possiamo, stasera, se non indicarli in modo sommario, in modo così, ancora impreciso, ma possiamo indicarli per una fruizione, diciamo, così - non voglio usare la parola "democratica", perché non avrebbe nessun senso - in questo caso, per una fruizione, così, a prezzi calmierati, da parte dei cittadini della Città di Aosta e del comprensorio, diciamo, affinché gli eventuali rincari che la presenza di questa stazione può produrre, non abbiano a ripercuotersi negativamente sugli abitanti della zona.
Ora, in ordine alle osservazioni concrete fatte da Dolchi, passo all'esame della bozza di convenzione. Personalmente - e credo di dirlo anche a nome della Giunta - non abbiamo nessuna osservazione da fare a che, per esempio, nella parte delle motivazioni, delle premesse, si possa sottacere che il Piano regolatore approntato dalla società Alpila è stato approvato dal Comune di Gressan, dall'Amministrazione regionale, dalla Sovraintendenza regionale alle Antichità e Belle Arti. Possiamo benissimo ometterlo, se vogliamo, e così, in omaggio ad una funzione trainante dell'ente pubblico, diciamo che questa funzione c'era stata, cioè costituendo la Società, comunque, possiamo omettere questa dizione; non credo che sposti nulla e, forse, viene presentato in modo più accettabile per diversi Consiglieri. Idem possiamo saltare che "le spese per tale Piano, ecc. ecc., ammontino ..." siamo d'accordo.
Lo stesso al punto 1°, si può omettere di indicare quanto costa per la Società, l'onere degli studi e progetti, va benissimo. Arriviamo al punto 6° - quindi si dà per scontato che il 2°, 3°, 4° e 5° vanno bene - e io ribadisco quanto già Dolchi ha avuto modo di dire, cioè, questa bozza di convenzione che è stata esaminata dalla Commissione Turismo, dalla Giunta, dalla Giunta del Comune di Gressan, dagli amministratori della Regione presenti nella Società, vale a dire, il Consigliere Balestri, il Sig. Vietti e il Sig. Dagnès, questa convenzione che ha avuto il placet di tutti questi organi, può essere ulteriormente perfezionata. Io dico solo: facciamolo in modo da non dover perdere altro tempo e di non dover rinviare delle decisioni che si impongono. Al punto 6°, il Consigliere Dolchi ha osservato che di fronte a delle indicazioni di posti-letto alberghieri e di posti-letto residenziali che dovrebbero essere costruiti entro il 31.12.1973, da parte della Società non vi è per contro un impegno preciso sulle, chiamiamole, "opere di urbanizzazione secondaria", cioè sulle infrastrutture e non solo, ma non esiste, in caso di mancato osservanza dell'impegno, non esiste quelle che potremmo definire il "torcinaso" oppure la rivalsa.
Ora, per quanto si riferisce ai posti-letto alberghieri e residenziali, io vedo, sempre in data 31.12.1973: costruzione centrale termica, centrale telefonica e primo lotto del centro sportivo.
Confesso di non essere in grado di dire che cosa significa "primo lotto del centro sportivo", cioè so cosa significa il centro sportivo, non so cosa significa, in questo momento, 1° lotto; dovrei accertamene, perché si tratta di una cosa molto complessa, non riesco ad individuare in termini di denaro quanto sia. Però mi pare che la costruzione della centrale termica, della centrale telefonica e il primo lotto del centro sportivo, che penso sarà un lotto funzionale, mi pare che sia già impegno abbastanza preciso, cioè, io non credo, pur volendo capovolgere - come dice Dolchi - una certa tendenza, noi possiamo chiedere di realizzare, ad esempio, il centro commerciale che è situato perifericamente rispetto alle costruzioni che vengono realizzate in questa prima fase; non possiamo chiedere di realizzare il centro commerciale che è molto più sotto, che è distaccato rispetto a quella zona. Centro commerciale che, a mio avviso, sarebbe una infrastruttura da reddito e non una infrastruttura ... da reddito e non una infrastruttura, diciamo così, di onere, come invece può essere certamente il centro sportivo.
Ora, non lo so, questo è un discorso che dovrebbe essere un pochino approfondito, anche, penso, con i responsabili della Società, però mi pare che questa dizione, "entro il 31.12.1973", mi pare che sia già abbastanza precisa, ecco. Qui il discorso delle garanzie "fideiussione o concessione gratuita delle aree" non lo so, io penso che potremmo, così, tenuto conto che abbiamo diritto di veto in questa Società, accontentarci di questa posizione preminente, comunque sono pronto ad esaminare con la Società e con il Comune di Gressan, il quale mi pare sia già titolare di una fideiussione, già titolare di una fideiussione a garanzia del mantenimento degli impegni. Quindi una fideiussione da qualche parte già esiste, ma non è data alla Regione, ma al Comune. Questo tipo di impegno possiamo esaminarlo, però io credo che, così come noi diamo dei tempi tecnici precisi, per esempio, in caso di cessione gratuita di aree se non si realizzano certe opere, io che la Società avrebbe diritto di chiedere dei tempi precisi a noi nell'approvazione di questi progetti e nell'adempimento di tuti gli iter, diciamo così, tecnico- burocratici, non solo a noi, ma al Comune di Gressan. Ecco, quindi, dico, pronti ad approfondire questo tipo di discorso; io credo che il discorso della fideiussione sia ... il patrimonio c'è, è rappresentato dalle aree, però, c'è anche una presenza della Regione, il 20%, e di diritto di veto.
Punto 8: Dolchi dice "Chiariamo il punto 8". Ribadisco, forse è stato formulato male, si tratta del 70% di 850.000.000. Ora, non lo so come possiamo meglio esplicitare questo concetto, comunque, è il 70% di 850 milioni. Questa affermazione la ribadisco, dice: "La fognatura e la rete idrica rimarranno di proprietà del Comune di Gressan". Giusto. Aggiungiamo pure che farà pagare i canoni di allacciamento, ecc., ecc. Giustissimo. Era sottointeso, però, se vogliano esplicitarlo, va benissimo.
Punto 11. Dolchi: "Cifrare l'intervento regionale". Chiffrer l'intervento regionale. Ecco è una nuova parola questa inventata dal Consigliere Dolchi, forse, è un francesismo... (Intervento di Dolchi fuori microfono) ...Beh, però, sa, è già qualcosa inventare le parole, ci sono quelli che le inventano, quelli che non le sanno inventare... "Chiffrer l'intervento regionale", va bene, cifriamo, cioè quantifichiamo, monetizziamo l'intervento regionale... io, così, ritengo che questo intervento non sia certamente sull'ordine dei 2 miliardi a quantificarlo, tra il punto 11 e il punto 13, ritengo che si arrivi, grosso modo, sui 5-600 milioni, ancora, per l'allargamento di queste strade, però vogliamo quantificarlo? Quantifichiamolo, giustamente, non è stato fatto. Per il punto 13, qui si parla di costruzione di Parking su area della Società Alpila per circa mq. 10.000 e su aree del Comune di Gressan per circa mq. 10.000 di spazi di sosta stradale a valle di Pila, nonché all'illuminazione pubblica, all'attrezzatura di zone verdi pubbliche, alla segnaletica stradale.
Ma i parcheggi sono già indicati nel Piano volumetrico, sono già indicati, non dovrebbero essere parcheggi di realizzazione costosa, in quanto si tratta di utilizzare le poche aree pianeggianti e non, diciamo, così, interessate da vegetazione che ci sono a valle, tra l'altro, della stazione di Pila. Bisognerà indicare un costo, in questo momento, non riesco a produrlo, perché non è stato fatto questo calcolo. Dunque, poi, mi pare il Consigliere Dolchi abbia chiesto che per gli spazi di sosta, illuminazione, ecc., queste opere vengano mantenute a carico della Società, almeno sino alla completa ultimazione della... come si chiama, dell'opera stessa, ma io faccio presente che si tratta di strade pubbliche, se si tratta di infrastrutture pubbliche, io insisto nel dire che realizzate, sia pure con il concorso finanziario dell'Alpila, se c'è o non c'è, però queste cose spettano all'Ente pubblico, il quale si rivarrà con quelle imposte, con quelle tasse che riterrà opportuno di mettere, ma creare un tipo di regime misto per queste attrezzature, è molto pericoloso, sia in ordine alla responsabilità civile, sia in ordine, diciamo, così, al funzionamento di queste stesse attrezzature e opere. Quindi, quello che può avere carattere privatistico, sia dei privati, a cura, spese e costruzione, quello che è carattere pubblico, ebbene, sia a carico dell'Ente pubblico, sia pure con le rivalse che vengono in questi casi utilizzate da parte dei Comuni come, ad esempio, il canone per il ritiro dei rifiuti solidi urbani interni, quindi, aggiungere, benissimo, questo canone.
Ora per gli impianti di risalita, attrezzature sportive, come dicevo prima, per una fruizione di queste attività e per, così, l'impiego o la gestione da parte di Enti e organismi pubblici o para-pubblici o comunque a cui partecipano organizzazione di lavoratori, ecc. ecc., ma ripeto, questo discorso può essere benissimo fatto, è un discorso che, forse, in questo momento può apparire prematuro in tutto questo contesto, oggi, già esiste, per esempio, a Pila una tavola calda che consente ai cittadini di Aosta - i quali di solito non soggiornano a Pila ma salgono e fanno la loro sciata e poi scendono - esiste già una tavola calda (che mi risulta, tra l'altro, tratta prezzi modici), nulla impedisce che un domani ne possa esistere una analoga, gestita da un organismo, non so, espressione dei sindacati. Su questo discorso qui, non credo che ci siano dei grossi problemi o delle grosse preoccupazioni, perché, del resto, io non penso che la Società abbia intenti monopolistici su tutto questo territorio, su tutte le iniziative... (Voce) ...Sarà molto più piacevole, probabilmente...
Per quanto si riferisce all'aspetto della residenza, dei posti letto - questo discorso viene riferito alla Città di Aosta - io ritengo non abbia un grosso significato, cioè i posti letto, gli aostani possono benissimo stare ad Aosta e andare a Pila, non hanno il problema di soggiornare a Pila, sennò molti aostani lo hanno già risolto con le case che si sono fatte, con quelle che affittano, ecc. Io penso che il discorso di Pila vada visto come "Stadio della neve", non come luogo di residenza dei valdostani, degli aostani pardon, perché è chiaro che poi ognuno si trasferisce dove vuole, però se abbiamo detto che era lo stadio della neve degli aostani, allo stadio ci si va non so, due ore, tre ore, quattro ore, otto ore, non si va lì a dormire, a risiedere stabilmente nello stadio. Quindi, io, il discorso della ricettività, io personalmente lo ritengo un pochettino, così, che va al di là di quelle preoccupazioni che giustamente Dolchi si è posto per altri aspetti. Lo stesso valga per lo stadio del ghiaccio e le funivie; troviamo un accorgimento per cui vi sia la possibilità per la collettività valdostana, per i giovani, non so, gli studenti, di utilizzare a prezzi di favore, particolari, in certi momenti della settimana e in certi momenti dell'anno, questo discorso può essere esaminato utilmente e credo che queste attrezzature non siano super utilizzate, cioè, in genere, queste attrezzature sono, hanno delle utilizzazioni di un certo tipo e poi hanno delle punte di utilizzazione. È chiaro che basta non chiedere di utilizzare nelle punte e poi, se con cifre modeste, si possono utilizzare venendo incontro alle esigenze di questi cittadini aostani.
Io, per il momento, non avrei altro da dire, prendo con soddisfazione atto della dichiarazione sia del Consigliere Pedrini che del Consigliere Bordon, certo, il problema è quello di fare qualcosa, non vogliamo farla male, non vogliamo farla in fretta, però, scusatemi, è vero che il panettone Deorsola è fatto senza fretta, ma questo qui è un problema che si trascina da qualche decennio e, quindi, non correremo il rischio, anche se cerchiamo di assumere rapidamente una decisione, di farlo in fretta. È stato meditato ampiamente, discusso ampiamente, e poi, ecco, volevo solo chiudere con una precisazione sul giallo delle Commissioni consiliari. Io, per quanto di mia competenza, ho invitato il Presidente della Commissione Turismo a convocare la Commissione, io non potevo invitare altri a convocarla e io non sapevo e non so se questa, non ho saputo se questa discussione era stata fatta in altre Commissioni, comunque, ripeto, le osservazioni che ha fatto l'Avv. Caveri in ordine alla necessità che questo problema venisse visto in altre Commissioni, sono osservazioni anche giuste, io non le respingo, perché è chiaro che un problema di questo tipo può anche avere l'esame della Commissione Finanze e Affari Generali che, tra l'altro, è anche Urbanistica e, quindi, si tratta di problemi urbanistici, però, ripeto, il fatto che l'abbia esaminata la Commissione Turismo, non credo che sottragga niente all'altra Commissione. Del resto, questo problema è stato inviato, con ampia documentazione, a tutti i Consiglieri. È un problema che si è discusso da parecchio tempo e credo che, ormai, le idee chiare ci siano, tant'è vero che le opinioni che sono state espresse questa sera, sono state abbastanza chiare da parte di tutti.
Io concludo questo intervento, questo primo intervento di replica della Giunta, a cui certamente seguiranno altri interventi di altri Consiglieri, concludo - e ho parlato a lungo, senza leggere, come piace all'Avv. Caveri - ho parlato a lungo senza leggere e concludo dicendo che spero di non avervi stancato tutti, però, se volete fare delle domande ancora, c'è qui il Presidente che, a nome della Giunta, tirerà le conclusioni e esprimerà l'ultima parola della Giunta in merito a questo argomento.
Manganoni (P.C.I.) - Io non voglio ribadire quanto noi siamo d'accordo, perché si definisca, si valorizzi Pila, difatti, le mozioni e i nostri interventi lo hanno sempre dimostrato. Non voglio neanche né ripetere né nulla aggiungere a quanto ha detto Dolchi: si riveda la convenzione, si rivedano i punti, non solo quello che ha citato l'Assessore Milanesio, per esempio, ha dimenticato il punto 9, dove la Regione si obbliga a intervenire od eventualmente nelle spese (l'ENEL, SIP, ecc.) quindi tutti quei punti 6, 10, 11, 12, 13 che ha citato Dolchi, mi permetto solo di far presente che se si pensa di sistemare le due strade, io mi chiedo, perché hanno detto da Charvensod a Les Fleurs e non hanno detto da Pont Suaz, perché la strada dal Pont Suaz a Charvensod è larga esattamente come da Charvensod a Les Fleurs ed, allora, io penso che se è da allargare da Charvensod in su, è inutile lasciare la strozzatura dal Pont Suaz a Charvensod, primo. Secondo luogo, che se si parla di 5-600 milioni per allargare queste due strade, ebbene, io dico che pecchiamo, forse volutamente, di ottimismo, salvo che si voglia mettere i sensi unici su, dalla strada Charvensod-Les Fleurs, giù dalla strada Les Fleurs-Gressan, ciò che non è assolutamente possibile, perché se io da Aosta voglio andare a Charvensod, dove c'è il senso unico in discesa, devo andare a Gressan, salire a Les Fleurs e scendere a Charvensod. Se, viceversa, io da Gressan voglio andare alla Lisetta, devo venire al Pont Suaz, salire a Les Fleurs e scendere a Lisetta, perché c'è il senso unico. Io ho citato solo due casi, non parliamo poi degli inconvenienti, campagna, ecc., lungo queste due strade. Quindi, il senso unico io penso che sarebbe un danno enorme per la gente locale che si deve recare nelle zone dislocate lungo la strada, pertanto, non potendo mettere i sensi unici, noi non dobbiamo neanche pensare di potere, nel periodo invernale, quando la strada è già ristretta dalle sponde della neve - pur soffiandola via, pur allargandola bene come si è fatto per Pila però le sponde rimangono) - allora non mettiamoci in testa che i pullman possano viaggiare, andare e venire due pullman, incontrarsi con 5.000 posti letto ed allora i 5-600 milioni diventano diversi miliardi. Comunque, tutti questi punti da rivedere, io dico, lo si riveda assieme all'Alpila, naturalmente, lo si riporti in Consiglio fra dieci giorni - il 17 abbiamo il Consiglio - ed io penso che caschi niente, vero se noi riportiamo la convenzione aggiornata, secondo le richieste avanzate, fra dieci giorni. Mi limiterei a fare solo alcune precisazioni.
Prima di tutto, una domanda all'Assessore, se mi vuole prestare orecchio: corrono voci che la costruendo strada Ozein-Pila dovrebbe essere riservata alla Società Alpila per le comunicazioni. Io penso di no, comunque, vorrei che me lo si chiarisse.
In secondo luogo, vorrei trattare un problema che qui si è parlato molto e si dice: "gli sciatori di Aosta dove andranno?". Ebbene, l'ha detto l'Assessore e lo avevo sottolineato io, per la clientela locale, di transito e di week-end, saranno attrezzate le vaste zone sciabili fra Pila e Ozein, difatti, le vaste zone fra Pila e Ozein sono delle vaste zone di boschi, di foreste, no? Ora io penso che gli sciatori di Aosta non è che siano degli sciatori tanto provetti da sciare in mezzo agli abeti, salvo che si voglia spianare quelle foreste, ciò che io non lo penso neanche... a parte il fatto che, poi, partiranno le valanghe... ed allora la zona sciabile non è fra Pila e Ozein, sarà, tutt'al più, a Ozein dove ci sono degli spazi liberi dalle foreste e allora cominciamo a dire che queste relazioni non solo molto esatte. D'altronde, le mie affermazioni, peccato che è buio, sennò basta dare un'occhiata e ve ne accorgerete che quella è tutta una zona di boschi e di foreste.
Secondo luogo: qui è chiaro, lo dice chiaro, voi di Aosta andrete a sciare a Ozein, cioè, in altri termini, voi, clienti squattrinati di Aosta, non verrete ad inquinare con la vostra presenza l'atmosfera del bel mondo definito dall'Assessore di "altissimo livello qualitativo", quindi, non umile vulgo come noi, di Aosta, che andrà a villeggiare a Pila. Allora, a parte queste considerazioni, noi andremo a sciare, io no perché non ci vado più a sciare, non voglio rompermi le gambe, ma io non penso solo a me, penso agli sciatori di Aosta, che dovranno, magari, anche, andare a sciare a Ozein. A Ozein c'è uno skilift lungo 150 metri, quindi, voi pensate che razza di impianti di risalita, lodevole l'iniziativa di quel privato che ha messo... ma se io penso che con lo skilift di 150 metri si possa soddisfare le richieste di tutti gli sciatori di Aosta, che lì non andranno più a inquinare, ecc., ecc., a Ozein con uno skilift di 200 metri io mi chiedo dove andiamo a finire. Ammettiamo pure che si costruiscano le attrezzature, ma allora noi, oggi, che abbiamo già tutte le attrezzature degli impianti di risalita, pagati dalla Regione a Pila, no? noi dovremmo costruirli ex-novo tutto di nuovo a Ozein... attrezzatura alberghiera... tutto quanto, perché c'è un albergo modesto e piccolo. Innanzitutto, il tempo che ci vuole e quei miliardi, o quelle centinaia di milioni necessari, dovranno rientrare nei denari che l'Ente pubblico sta cacciando fuori per Pila, ma - dove sono le note? - ah, ma... di più, per arrivare a Ozein vi è una strada, nel periodo invernale, che parte dalla strada di Cogne sopra... come si chiama il villaggio di Sazioz sopra Pondel... no, vi è una strada costruita per quel villaggio di Ozein com'era e non si prevedevano gli allacciamenti, che nel periodo invernale non si incrocia assolutamente un pullman o una macchina ed allora le cifre ecc., dovranno essere aggiunte quelle dell'allargamento e della rettifica che, dalla strada di Cogne, va ad Ozein, oltre a tutto il resto. Comunque, queste sono delle mie considerazioni. Si è detto che, però, si riservino dei giorni stabiliti, in settimana, per gli studenti. Va bene per gli studenti, va molto bene, ma e per i non studenti che lavorano tutta la settimana e non possono andare al lunedì a sciare, ma che possono andare al sabato e alla domenica, cioè la popolazione di Aosta, quelli, allora, a Pila non ci vanno? Salvo che vengano accolte le richieste fatte da Dolchi che dice "Si riservi anche, non so, a condizioni speciali, anche per l'umile vulgo di Aosta che andrà a sciare a Pila". Ecco la necessità di accettare queste richieste, fra le altre richieste; questa è una delle tante richieste, per evitare questo inconveniente, come dei "lebbrosi" siamo cacciati da Pila, per le ragioni che non ho detto solamente io, ma ha detto anche l'Assessore e dobbiamo andare dove? A Ozein? A Ozein a fare che cosa? In 50 su quello skilift per bambini?
Pertanto, io direi, la questione va riesaminata e dobbiamo evitare che ai cittadini di Aosta venga chiusa, venga tolta la possibilità di andare a fare dello sci. Io vi concludo ancora con una obiezione, cioè, no, più che una obiezione, è una considerazione che io mi sono fatto. Qui, nella relazione, oltre a parlare della Pila-Ozein, di relegare ad Ozein noi di Aosta, si parla di vantaggi, cioè è molto chiaro che i vantaggi di Pila - io non li metto assolutamente in dubbio - i vantaggi economici ecc., ma qui si parlava dell'occupazione e si parla di 100 o di 1.000 unità che poi, assommati ad altri, diventerebbero 1.700 e, sommati ad altri ancora, diventerebbero 2.500, io non voglio discutere su queste cifre, ma io voglio sottolineare un fatto: qui si parla di un'occupazione sei-sette mesi all'anno, nel caso che, aggiungo io, nel mese di novembre venga la neve, come quest'anno, ma nel caso che a Pila venga la neve, come è capitato tanti inverni, in gennaio ad allora i sette mesi si riducono a cinque. A parte il fatto che con tutti i danni che si ripercuoteranno ed allora io non penso che se non c'è la neve il mese di novembre, di dicembre, Pila sia aperta, perché la gente va a Pila a far che cosa? A riscaldarsi vicino ai termosifoni? Bene, per questo, si riscalda nel paese suo, a casa sua - no? - allora, in questo caso, cosa succede? Che i famosi 7 mesi, eccessivamente ottimisti, si riducono a 5. Ora, benissimo, è già lodevole il fatto che si dia lavoro a 1.000-1.700-2.500 unità ecc., però noi abbiamo l'eterno problema del periodo stagionale, quando noi avremo la richiesta di questo personale? Nei periodi di punta di villeggiatura, cioè: feste di Natale dicembre-gennaio, ammettendo che ci sia la neve, e poi li avremo in luglio e in agosto, giugno, luglio ed agosto. In giugno, luglio ed agosto non occorre, non è necessario procurare dei posti lavoro in Valle d'Aosta per il personale alberghiero, per la semplice ragione che non lo si trova più in quei mesi. Quand'è che il personale, in Valle d'Aosta, personale alberghiero è disoccupato? Nella stagione morta e, quindi, in quel periodo noi non risolviamo nessun problema, perché effettivamente c'è già una richiesta superiore all'offerta di manodopera, di manodopera alberghiera in quei periodi di punta. In secondo luogo, lavorare 5 mesi all'anno va bene e gli altri 5 mesi? Cioè non è che noi qui si risolve il problema dell'occupazione della manodopera, come può risolverlo una fabbrica, dove i lavoratori lavorano dodici mesi all'anno, perché qui ne lavoreranno, al massimo, 5 o 6 ed allora avremmo sempre quel periodo stagionale in cui i lavoratori devono stare metà dell'anno (sei o sette mesi) a casa, in attesa che arrivi la neve per andarsi a occupare a Pila. Comunque, con questa osservazione che io ho fatto, che non vuole avere un carattere assolutamente negativo, no, è positivo questo fatto, però, notate bene, non è che risolve granché il problema della disoccupazione.
Qui si accenna, poi, 400 operai edili ecc., però io voglio porre un altro problema: sui 400 operai edili, là non si lavora d'inverno, naturalmente, si lavorerà da maggio a settembre, da maggio a settembre, in Valle d'Aosta, vi è una carenza di personale per le imprese che devono ricorrere un po' dappertutto, perché in Valle d'Aosta, nel periodo estivo, manca, è deficiente la manodopera edile, mentre è abbondante d'inverno, quando i lavori sono chiusi, quindi, con quei 400 edili, fattore positivo, perché porta del movimento, porta del commercio, ci saranno le merci, ci sarà tutto quello che si vuole, comunque, non è che risolve il problema della disoccupazione, perché non solo qui dovranno essere altre 400 lavoratori che dovranno essere reperiti dalle imprese, chissà dove, naturalmente fuori della valle, perché qui non si sono, non ci sono neanche per le imprese esistenti, con tutti quei problemi che si creano, che vengono creati dall'immigrazione.
Ho finito, ribadendo quanto ho detto in principio: aggiorniamo la convenzione, facciamola presto. Fra dieci giorni abbiamo il Consiglio, riportiamola in Consiglio e, quindi, la questione potrà benissimo essere varata.
Montesano (P.S.D.I.) - Chi altri chiede la parola? (Intervento fuori microfono di Caveri) ...Come dice?
Caveri (U.V.) - Dovremmo intenderci, però, perché qui c'è la famosa quesitone del limite delle due volte: io ora vorrei intervenire una seconda volta, ma vorrei sapere se ci sono delle dichiarazioni del Presidente della Giunta, perché, se ci sono dichiarazioni del Presidente della Giunta, io intendo replicare. Quindi, non so se ci sono dichiarazioni da parte sua, se ci sono dichiarazioni da parte sua, io non domando la parola per il momento, aspetto che lei abbia parlato. Come? Eh già! Poi io sono fregato dalla faccenda delle due volte! (Intervento fuori microfono di Bordon)
Montesano (P.S.D.I.) - Dunque io, per intanto, desidero domandare ai Consiglieri Dolchi e Manganoni se le loro proposte devono intendersi come emendamenti alla convenzione, oppure come semplici raccomandazioni e, se devono intendersi come emendamenti, allora bisogna che siano formulati e, quindi, siano inseriti come costitutivi di quei punti da loro indicati perché il Consiglio possa approvare, possa votare gli emendamenti stessi. Se sono soltanto delle raccomandazioni, io devo precisare che il Consiglio approva la convenzione che è stata presentata dalla Giunta. Questa è la domanda che io faccio al Consigliere Dolchi, sulla quale prego di precisare, per non creare equivoci poi, eh.
Dolchi (P.C.I.) - Ecco, mi sembra che alla serie di proposte che ho fatto io, non so, per quanto riguarda le proposte fatte da altri Consiglieri, per quanto riguarda le proposte fatte da me, concretamente, riferentesi ai numeri della convenzione, alcune sono state accettate, mi sembra, a nome della Giunta, dall'Assessore Milanesio; queste già accettate, potrebbero essere trasformate in emendamenti precisi; quelle non accettate o accettate con riserva, potrebbero far luogo in una successiva, un successivo esame o di un ordine del giorno, come indicazione da sottoporre all'approvazione del Consiglio, o in una stesura definitiva, da discutersi, da approvarsi, nel caso la Giunta non ritenesse di dare delle assicurazioni di revisione per un prossima seduta. Non lo so, si tratta di vedere se abbiamo tempo di sospendere e di puntualizzare quelle su cui la Giunta accetta e, quindi, divengono emendamenti modificativi della bozza di convenzione proposta. L'Assessore Milanesio ha accettato la soppressione di due punti, ecco, se il Consiglio è d'accordo, lo trasformiamo in emendamento soppressivo. Mi sembra che la bozza di convenzione presentata possa già essere votata, per lo meno, possa già essere presa in considerazione con questi due emendamenti soppressivi. Quelli che non sono stati accettati o accettati parzialmente, è chiaro che hanno bisogno o di una sanzione, come ordine del giorno o di stesure definitive.
Se mai, mi permetterò di chiedere, per quanto riguarda le mie proposte, una eventuale breve sospensione per concordare quelle che sono già accettate o quelle su cui non c'è l'accordo della Giunta e che dovrebbero quindi essere ritrasformate in emendamenti.
Montesano (P.S.D.I.) - D'accordo. Adesso, prima di decidere, appunto, questa sua richiesta, io darei la parola all'Avv. Caveri.
Caveri (U.V.) - Sì, ma, anche qui, io vorrei dire qualche cosa in relazione non al problema della convenzione, diciamo, come questione generale, perché su quello io mi riservo di parlare la seconda volta, ma io vorrei qui fare delle proposte di natura pratica in relazione a quello che è stato detto dal Consigliere Dolchi e dal Consigliere Manganoni.
Cioè, diciamo, io mi compiaccio che il Consigliere Dolchi sia stato sensibile a una parte del mio intervento, io non pretendo di avere sensibilizzato il Consigliere Dolchi, sul punto dell'esclusione della clientela di Aosta da Pila, io non ho questa pretesa, perché penso che il Consigliere Dolchi a questo problema avesse già pensato per conto suo. Comunque, credo di avere sensibilizzato il problema, quando ho parlato della faccenda famosa della privatizzazione di quella strada che conduce, dal fondo dei prati di Pila, alle case di Pila.
Ora, il Consigliere Dolchi, diceva - riecheggiando in parte quello che ho detto io - parlava di garanzie, chiedeva delle garanzie per la clientela locale, diciamo, cioè, per la clientela aostana e valdostana e parlava di prelazione. Ecco, su questo punto, non ho capito bene questa parola "prelazione". Sappiamo che cosa vuol dire prelazione in linguaggio tecnico-giuridico, ma non capisco con quale significato il Consigliere Dolchi ha impiegato questa parola "prelazione".
Garanzie, qui c'è una sola garanzia, se vogliamo essere sicuri. Non possiamo essere sicuri, perché, come dice giustamente lei, c'è il problema della lievitazione dei prezzi e i signori dell'Alpila, se vogliono escludere la clientela di Aosta con una politica di prezzo, lo possono fare benissimo, però c'è un punto sul quale io richiamo l'attenzione dei Consiglieri, o per lo meno, di quei Consiglieri che sono sensibili all'aspetto sociale del problema di Pila... e questo lo diciamo noi, che siamo accusati da voi di esser talmente diversi ... vedete che non è vero!
Ve ne diamo la dimostrazione proprio trattando del problema di Pila e, cioè, noi diciamo la vera unica garanzia, insufficiente, però devo dire subito dopo - perché c'è sempre la possibilità di escludere la clientela locale attraverso i prezzi - comunque, una grossa garanzia sarebbe rappresentata dall'inserzione in questa convenzione di un articolo e io, se si accede al principio che la Giunta accetta il principio di una modificazione, di un'integrazione di questa convenzione con delle clausole aggiunte o modificate, da considerarsi come emendamenti sostitutivi o aggiuntivi, io senz'altro proporrei un articolo che venga redatto in questo modo: "È esclusa in modo assoluto la privatizzazione delle strade pubbliche esistenti attualmente nella zona di Pila", senza parlare di una strada più che dell'altra. Questo primo punto. In secondo luogo, associandomi qui a quello che ha detto Dolchi, io chiederei allora che venga, per le opere stradali e per le infrastrutture per le quali non è prevista una specificazione di prezzi e di spese, chiedo che anche lì ci sia un articolo preciso che dica: "Per le spese di cui agli articoli tali e tali..." e quegli articoli lei li ha studiati meglio di me, è vero, allora per quegli articoli si prevede un plafond massimo di spesa per l'Amministrazione regionale di lire tante. Ecco, io chiedo che ci siano almeno queste due modifiche alla convenzione.
Dujany (D.P.) - Mi pare, al punto in cui siamo, che sia opportuno d'interrompere cinque minuti la riunione per concordare alcuni emendamenti, che non mi paiono di sostanza, però mi paiono opportuni sul piano della puntualizzazione nel merito.
Vorrei, però, ricordare ai Signori Consiglieri quale tipo di Società è quella dell'Alpila e qual è il suo funzionamento. Non dimentichiamo che il Consiglio di Amministrazione ed il Comitato esecutivo della Società stessa delibera solo a maggioranza assoluta di voti e il voto favorevole di almeno di uno dei membri nominati dalla Regione Valle d'Aosta.
Quindi, qualunque atto ... beh, lei non ha fiducia negli organi dell'ente, scusi ... però esiste, naturalmente, la possibilità, cioè la Regione... (Caveri: ...degli uomini, purtroppo, sono costretto a dire questo, quando vediamo il comportamento di alcuni uomini che è assolutamente insufficiente, cosa vuole che le dica...) (risate) ...Beh, dinanzi a questa osservazione, tutto questo è tutta carta da strappare.
Io direi, quindi, a parte queste considerazioni, però volevo richiamare a quello che era il contenuto dello statuto della costituzione, che naturalmente dà un potere, direi, decisionale ai membri rappresentanti l'Amministrazione regionale in quel consesso e dà loro la possibilità, attraverso naturalmente il voto di una sola persona, di porre il veto a qualunque iniziativa. Comunque, a parte questo, adesso discutiamo naturalmente la bozza di convenzione e vediamo di precisare, attraverso questa breve parentesi della seduta.
Vorrei ancora ricordare - mi permetta il Presidente del Consiglio - così, sul piano formale, che qui si propone una bozza di convenzione al Consiglio regionale, in cui gli si chiede l'approvazione di massima di questa bozza, dando la delega alla Giunta, naturalmente, di tutti i poteri. Quindi quando naturalmente si concordassero una serie di cose che riterremo opportuno di concordare, potranno essere adottate dalla Giunta in sede di adozione definitiva della bozza di convenzione, perché non dimentichiamo anche che una bozza di convenzione è sempre un patto bilaterale e naturalmente ha anche alcune esigenze da tener conto.
Quindi, in concreto, chiedo 10 minuti di sospensione per concretizzare queste ...
Caveri (U.V.) - ... procedura e non parlo della questione di Pila.
Montesano (P.S.D.I.) - Lei parla? Un pochino, eh!
Caveri (U.V.) - La questione di procedura è questa: io rispondo solo, non per spirito di polemica. Dimentichiamo che c'è una campagna elettorale, qui ci sta a cuore la questione di Pila e non la campagna elettorale, che non sappiamo neanche più che esista.
Allora, senza spirito di polemica, io voglio dire questo al Presidente della Giunta e cioè: la seduta, in questo momento, verrà sospesa. Vi saranno dei contatti tra i vari rappresentanti dei vari Gruppi su questo problema.
Lei dice, accenna alla possibilità che vi sia un accordo tra i vari Gruppi e, poi, un accordo qui in Consiglio, nel senso di aggiungere come è stato proposto dal Consigliere Dolchi, come è stato proposto da me e mi pare anche dal Consigliere Manganoni e anche da altri Consiglieri di cui, forse attualmente non ricordo il nome, dunque, sono state fatte delle proposte di modifica di questa convenzione.
Non è stato chiaro su di un punto il Presidente della Giunta. Però, ad un certo momento, ha parlato di "delega". Ma è proprio la delega che noi temiamo e cioè l'accordo - e qui anticipo un po' quelle che diremo lì, nella seduta privata - cioè che l'accordo dovrà essere molto chiaro sui punti di cui noi chiediamo l'inserimento nella convenzione.
Perché, almeno per quello che riguarda il mio Gruppo, noi non siamo disposti a dare una delega, così, in bianco, alla Giunta, nel senso che poi si venga a dire: "Eh! Ma noi abbiamo proposto di escludere la privatizzazione delle strade, ma i Signori dell'Alpila questo non l'hanno accettato e quindi noi abbiamo firmato la convenzione perché la controparte non l'ha accettata".
Quindi, su questo punto, dei poteri di cui il Consiglio dovrà investire la Giunta, su questi poteri bisognerà essere molto chiari, per evitare di dare una delega in bianco. Io non aggiungo di più.
Questa frase "delega in bianco" mi ricorda un'altra cosa, però, che sul punto degli impegni così generici - come giustamente è stato sottolineato da Dolchi - per le infrastrutture, specialmente per le strade. Che cosa si preparava a fare la Giunta? Che cosa la Giunta proponeva di fare al Consiglio? Di firmare delle cambiali in bianco!
Perché ha voglia, il Signor Milanesio, con la sua ben nota abilità di incantatore di serpenti - chiedo scusa, non glielo dirò mai più, gliel'ho già detto una volta, questa è la seconda, non lo dirò una terza, anch'io voglio diventare come lei, un inventore di parole, di frasi - ma comunque, io dico, questa convenzione proponeva al Consiglio di firmare delle cambiali in bianco per le infrastrutture, perché non precisava il quanto, e questa è farina di Dolchi, non è farina mia.
Montesano (P.S.D.I.) - Allora, la seduta è sospesa
Si dà atto che il Consiglio è sospeso dalle ore 20,16 alle ore 21,25.
Montesano (P.S.D.I.) - ...manca il settore Comunista-P.S.I.U.P., perché hanno chiesto ancora 5 minuti di interruzione... ad ogni modo, noi abbiamo già il documento che è modificato. Lo presenteremo al Consiglio quindi ... Ebbene, aspettiamo. Ah! Sono qui.
Passiamo allora all'esame degli emendamenti proposti. Io cercherò di andare in ordine. Se faccio degli errori o dico delle imprecisioni, prego il Presidente della Giunta, l'Assessore al Turismo e i proponenti, di correggermi.
Dunque, la bozza di convenzione va integrata sino al 4° capoverso, così come è stato proposta alla Giunta.
Al 5° capoverso, va abolita, vengono cancellate le parole "approntato dalla Società Alpila".
Il 6° capoverso rimane integro,
Il 7° capoverso va abolito,
L'8°- 9° e il 10° rimangono così come proposti.
C'è da precisare, poi, in cima alla pagina 2, le date delle delibere dell'Amministrazione regionale, della Regione Valle d'Aosta e del Comune di Gressan.
Poi, al punto 1° della convenzione va cancellato "i cui oneri per gli studi e progetti per Pila, sin qui, ammontano a Lire 305.400.000".
A questo punto, cioè prima del punto 2) sarebbe opportuno includere l'emendamento Caveri... (Pramotton spiega meglio) ...Ah sì, allora, il punto 2), in seguito, va incluso l'emendamento Caveri che dice: "è esclusa nel modo più assoluto la privatizzazione delle strade - modificata o meno nel loro tracciato - che sono state o che saranno costruite dalla Regione o dai Comuni, nella zona di Pila".
Avv. Caveri, va bene in questo punto qui? È quello che lei ha proposto. Va bene? Bene.
I punti 3-4-5 e 6 rimangono così come proposti e il 7 anche.
Il punto 8 va cancellato quello che è contenuto nelle parentesi "(con il concorso finanziario del 30% ... delle infrastrutture)" e va aggiunto, alla fine del periodo ".... ripartita per lire 595 milioni a carico della Regione e per Lire 255 milioni a carico dell'Alpila".
All'ultimo capoverso di questo punto 8, c'è un emendamento aggiuntivo, che è così espresso: "La fognatura e la rete idrica rimarranno di proprietà del Comune di Gressan, che applicherà i relativi diritti di allacciamento e le tasse comunali".
I punti 9 e 10 rimangono integri.
Il punto 11 viene modificato: dopo la parola "strade", viene così formulato: "La Regione provvederà alla sistemazione della strada regionale Charvensod-Pila fino alla spesa massima di Lire 1 miliardo".
Il punto 12 rimane integro.
Il punto 13 ha un emendamento aggiuntivo: dopo la parola "stradale", cioè l'ultima parola, "fino ad una spesa massima di Lire 200 milioni".
Il punto 14 rimane integro.
Il punto 15 viene modificato con un emendamento aggiuntivo dopo l'ultima parola "rifiuti", "con applicazione delle relative tasse comunali".
Il punto 16 rimane tale quale.
Quindi, detto questo, mi pare che non ci sia altro da modificare e do la parola al Consigliere Caveri.
Caveri (U.V.) - Che si dia atto a verbale dell'accordo che si è verificato in sede di pre-consiliare, che deve essere - secondo me - ribadito in questa sede, cioè in Consiglio regionale, che il mandato che viene conferito dal Consiglio alla Giunta è quello di un mandato vincolante di stipulare la convenzione così come è stata modificata, con gli emendamenti da noi proposti, senza nessuna facoltà di firmare poi una convenzione con clausole diverse o senza gli emendamenti previsti.
Questo non occorrerebbe neanche dirlo, comunque, per la chiarezza, non è neanche male.
Montesano (P.S.D.I.) - Va bene. Questo viene messo a verbale, quanto lei ha detto, però, nel deliberato, io mi permetto di leggere: "di approvare in via di massima il sotto riportato schema di convenzione", che è quello modificato e non dà nessuna delega alla Giunta di cambiare la convenzione. Dà la delega alla Giunta per applicare questa convenzione, così come approvata dal Consiglio.
Caveri (U.V.) - Ma cosa vuol dire "in via di massima"? Bisognerebbe toglierle quelle parole.
(Voce)
Dujany (D.P.) - Per il finanziamento, non avendo il bilancio approvato... "massima" è solo quel motivo.
Fosson (U.V.) - Praticamente, allora, se si spostava di 10 giorni non aveva proprio nessuna... (Voce) ...No, no, no! D'accordo, dico, ma posso fare un'osservazione? Dico, avevamo fatto una proposta, era stata fatta una proposta di vedere queste cose con una certa calma e di riproporle al Consiglio fra dieci giorni.
Mi permetto di sottolineare che non c'era nessuna fretta di passarlo oggi, dopo le dichiarazioni fatte dal Segretario generale, vediamo che non si può neanche parlare di un impegno di spesa.
E adesso, se permette - io non volevo riprendere la parola e sarò brevissimo - ma voglio solo confutare alcune cose che sono state dette prima dall'Assessore Milanesio, in risposta alle osservazioni che abbiamo fatto.
L'Assessore Milanesio, quando ha parlato di volumetria, ha detto che nella zona di Pila, dove viene costruito tutto l'insieme dell'Alpila, la volumetria è 0,09. Ne prendiamo atto, ma considerando che la zona che interessa l'Alpila e che interessa tutto il comprensorio va fino ai 2.800 metri ... Quindi quello è un indice, che non ha nessuna ... non è indicativo assolutamente per quello che è la costruzione...
Però, io non voglio discutere su questo indice, mi permetto solo di sottolineare, di nuovo, quello che è il punto del "chacar" e tutte le osservazioni che sono state fatte prima.
Per un'altra... quando abbiamo parlato delle zone più basse del Piano regolatore, l'Assessore Milanesio ha parlato delle zone adiacenti. Sia ben chiaro che io ho parlato di permettere una certa volumetria, non solo nelle zone adiacenti, dove praticamente le avete già permesse, con un indice molto superiore a quello che era eventualmente fissato.
E allora, siccome in tutta una zona dove si può costruire c'è un indice 0,10, ma sono tutti dei piccoli proprietari, si tenga presente, non diciamo di arrivare all'indice 0,7 come nelle zone adiacenti a quelle di Pila, ma che si arrivi ad un indice appena superiore a quello del 0,10 e non si faccia poi due pesi e due misure e si trattino, poi, tutti alla stessa stregua. Altra questione, non voglio stare a dilungarmi, però restano tutte le osservazioni che sono state fatte.
Avrei avuto piacere di vedere quella delibera che ho sentito leggere, perché quella delibera riporta effettivamente diversi punti, salvo la questione della strada coperta, che non è stato tenuto conto di quello che era stato detto in quella situazione.
Però parla anche quella delibera di non superare, con le costruzioni, il ciglio attuale della strada che va, se ho ben capito, dalla zona bassa di Pila, dal crinale della valletta di Pesein, e che va fin lì, dove c'è la Villa Bérard.
Invece, quello che si vede lì sul plastico, è completamente diverso e certamente non tiene conto di quelle osservazioni.
Chabod (D.C.) - Volevo solo invitare la Giunta di salvaguardare i diritti dei consorzisti del Consorzio irriguo di Gressan. Vorrei che sia messo a verbale.
Montesano (P.S.D.I.) - Per essere chiari, noi andiamo ad approvare una bozza di convenzione. Una bozza di convenzione la quale è stata modificata. Però io desidero leggere, perché sia ben chiaro, la delega che si dà alla Giunta: "di delegare alla Giunta regionale l'adozione di ogni successivo provvedimento deliberativo della convenzione di cui si tratta, per la stipulazione della convenzione stessa, per l'approvazione dei progetti, degli appalti delle opere, dei lavori di competenza della Regione, per l'esecuzione delle opere e dei lavori stessi, nonché per l'approvazione ed il finanziamento e l'erogazione delle relative spese a carico regionale, da imputare agli appositi stanziamenti annui dei capitoli della parte spesa del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1972 e per i successivi anni, entro il limite di spesa previsti dalla stipulando convenzione e dagli stanziamenti di spese annue di bilancio della Regione.
Allora chi è favorevole all'approvazione della delibera alzi la mano... (Voce: ...dichiarazione di voto) ...ma, potete farla. Siccome la discussione è stata così ampia, però, se lei vuol fare la dichiarazione di voto ...
La parola al Consigliere Dolchi.
Dolchi (P.C.I.) - Vogliamo farla, perché siano tenaci. Siamo tenaci, malgrado l'ora tarda, perché vogliamo insistere su alcune cose di cui siamo perfettamente convinti.
Abbiamo riscontrato che, soprattutto nella parte formale, dove non ci voleva molto sforzo, alcune delle nostre proposte sono state accettate. Riteniamo invece che, nella sostanza, cioè per i problemi di fondo che avevamo sollevato, forse anche per l'urgenza di voler concludere questa sera, non si è accettato nulla, o poco nulla, salvo il plafond delle cose da noi proposte, sia per quanto riguarda una migliore distribuzione dei lavori del punto 6, per quanto riguarda le eventuali penalità, se così vogliamo chiamarle, per inadempienza.
Per quanto ci eravamo preoccupati di sottoporre al Consiglio sulle cautele, sulle garanzie di carattere sociale, che richiedevamo come contropartita ad un massiccio intervento da parte dell'Ente pubblico nei confronti di questa iniziativa, ecco, il nostro discorso su Pila, retroterra di Aosta, anche se è stato considerato valido dall'Assessore Milanesio, non trova nella convenzione una sua collocazione.
Noi, dicevo prima, siamo tenaci e facciamo in modo che questa tenacia si trasformi in raccomandazione, in raccomandazione di ordine politico e sociale, importante, nei confronti della Giunta, affinché questa espressione di volontà, questa esigenza, questa necessità della cittadinanza aostana nel prosieguo delle trattative e, riteniamo, anche, che questa convenzione non sia tabù e che possa subire miglioramenti se non modificazioni nel suo testo originario, con protocolli aggiuntivi. Questo ci fa dire, ci fa insistere affinché protocolli aggiuntivi o accordi o prese di posizione dei nostri Consiglieri, dei nostri rappresentanti nell'ambito della Società Alpila, garantiscano alla Città di Aosta, agli sportivi e alle scolaresche della Città di Aosta l'uso di questo naturale retroterra.
Comunque, non siamo politicamente ciechi e, non a nome mio personale, ma a nome del gruppo Comunista, affermo che, constatando, vedendo che il gruppo dell'Union Valdôtaine, che per tanti anni ha osteggiato la soluzione di Pila - che non è certo molto migliorata - ritiene adesso, forse, di non dispiacere, adesso, al suo nuovo alleato democristiano e di allinearsi all'approvazione di Pila, noi riteniamo che il Gruppo Comunista non possa essere, non vuole essere tacciato di contrarietà o di ritardi ad una realizzazione così importante.
Prendiamo atto della parziale volontà di migliorare i rapporti nell'ambito della Società e con la Società, fra Ente pubblico, in modo da realizzare quella che - così, in frasi fatte, ma ormai ce ne sono tanti - si chiama il privilegio della collettività.
Noi continueremo con tenacia questa azione politica, affinché nella Società Alpila il privilegio della collettività sia affermato.
E con questo spirito votiamo a favore della bozza di convenzione.
Caveri (U.V.) - Noi, dell'Union Valdôtaine, voteremo la convenzione con quelle modifiche, con quegli emendamenti di cui alcuni sono stati da noi proposti. Non posso, però, nello stesso tempo, passare sotto silenzio le strane affermazioni del Consigliere Dolchi, col quale mi sembrava prima di andare d'accordo, stranamente, e invece adesso vedo che non siamo proprio d'accordo... (ridendo) ...No, perché se ho ben capito, se non ho frainteso quanto ha detto il Consigliere Dolchi, parla di un cambiamento di condotta, di comportamento, da parte dell'Union Valdôtaine.
Sia ben chiaro che tutte le riserve che da noi sono state fatte prima al progetto Chapy, come successivamente... sono state riserve dettate unicamente da preoccupazioni di natura estetica per la difesa del paesaggio. Oggi, non c'è stato, da parte nostra, nessun cambiamento di comportamento poiché noi, anche oggi, ci siamo preoccupati di migliorare la convenzione e per questo abbiamo presentato quell'emendamento che si sa, che si conosce e abbiamo fatto le osservazioni.
E abbiamo fatto uno sforzo, come sempre, per cercare di tutelare gli interessi generali e non gli interessi dei privati.
Quindi, nessuna collusione con nessun gruppo capitalistico o altro.
Evidentemente voi volete continuare a dire che noi siamo rientrati a destra, per questo avete fatto quelle affermazioni che, mi permetto di dire, non sono troppo in buona fede.
Montesano (P.S.D.I.) - Altri interventi?
Ramera (D.C.) - La Democrazia Cristiana ringrazia il Partito Comunista di essersi avvicinato alle sue posizioni. Praticamente segue quanto ha detto il Segretario Berlinguer al Congresso Nazionale del Partito, quindi, dicendo che l'Union Valdôtaine si è avvicinata a noi e cambiando loro le opinioni che avevano un momento fa, vuol dire che, praticamente, la strada maestra è la nostra e ci fa piacere, quindi ...
Montesano (P.S.D.I.) - Altre dichiarazioni non ci sono?
Allora, chi approva la convenzione alzi la mano. Contrari? Astenuti? Il Consiglio approva all'unanimità.
Io credo che sia opportuno chiudere questa seduta e rimandare il resto degli oggetti al prossimo Consiglio... (Voce) ...Eh, no. La seduta è tolta. Mi spiace, ma non siamo mica dei stacanovisti.
---
La seduta è chiusa alle ore 21,53.
