Trascrizione informale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 93 del 17 aprile 1972 - Resoconto

OGGETTO N. 93/72 - Centro regionale per la diagnosi precoce dei tumori ginecologici. (Interpellanza)

Mappelli (D.C.) - Signor Presidente, Signori Consiglieri, come ormai tutti sappiamo, il cancro dell'utero è una pesante minaccia che grava sulla vita di ogni donna, specialmente se ha superato i 30 anni di età, e pertanto si tratta quindi per lo più di donne che nella fase più attiva della loro esistenza, spesso giovani madri sottratte precocemente all'affetto della famiglia e dei figli, e pertanto sappiamo che in Italia ogni anno muoiono circa 5000 donne per carcinoma uterino.

Eppure è dal '43 che esiste la possibilità di cancellare il cancro ginecologico dalle cause di morte grazie alla sua diagnosi e quindi alla terapia tempestiva.

I centri per la profilassi dei tumori ginecologici hanno proprio lo scopo di rendere operante su larga scala questa opera di dépistage che mira da una parte alla scoperta delle forme iniziali di tumore e dall'altra l'invio tempestivo della giovane ammalata verso la terapia più idonea.

La guarigione sarà garantita solo in quei casi che sono stati scoperti quando il tumore non è ancora avanzato e quindi è ancora possibile curarlo in modo efficace.

Purtroppo, molto spesso, quando la paziente accusa dei disturbi - e qui ci sono vari medici e potrebbero insegnarcelo - e si consulta il ginecologo - è già troppo tardi per guarire perché il male è ormai avanzato.

Per questo la lotta al cancro dell'utero che ha inizio subdolo è uno dei temi più importanti e urgenti della medicina preventiva.

Chiarito lo scopo che si prefiggono i centri per la profilassi del tumore ginecologico, vediamo ora in che cosa consiste l'esame in cui ogni donna, che ha superato i 30 anni, dovrebbe sottoporsi.

Si prelevano le secrezioni e in esse si cercano le cellule cancerose che sono la spia sicura e precoce del tumore.

Come sappiamo tutti, questo è un intervento assolutamente indolore, rapido e innocuo.

Io mi ricordo che in seguito a varie pressioni giustamente da parte e della popolazione valdostana e anche in questa sede, nel gennaio del 1970 e precisamente il 22 gennaio 1970 ebbi a proporre a questo Consiglio - che all'unanimità ha varato la legge per la costituzione di questo centro allora si era deciso presso l'Istituto regionale di Assistenza materna ed infantile di Aosta la creazione di questo centro per il dépistage ginecologico per le donne.

So che in conseguenza a questa legge, a suo tempo, erano state anche acquistate delle apparecchiature sanitarie, però purtroppo, a distanza di due anni da questa legge che era stata approvata dal Consiglio - come precedentemente ho sottolineato - purtroppo ancora oggi questo dépistage non ha avuto inizio.

Pertanto queste sono le ragioni per cui noi abbiamo presentato l'interpellanza per chiarire i motivi per cui non si è ancora proceduto all'attuazione di questa legge.

Benzo (D.P.) - Nel 1970, come giustamente ha ricordato lei Consigliere Mappelli - e diamo atto anche dell'intervento, come lei ha detto, in questa sede, in particolare della Dott.ssa Siggia che chiedeva questo provvedimento, si è provveduto - come lei sa - prima di tutto all'istituzione dell'Ente Ospedaliero regionale e si è effettuato lo scorporo dell'Istituto regionale materno ed infantile salvo i locali adibiti al centro trasfusionale e al centro tumori ginecologici femminili.

Il personale sanitario che opera nell'ex Istituto infantile, oggi Maternità regionale, nel corso del 1971, in seguito agli accordi AMPO-ANAO, è stato inquadrato nell'organico dell'Ente ospedaliero ed ha perso la sua qualifica di dipendente regionale.

È venuto così a mancare di fatto la possibilità di disporre per il funzionamento del Centro del personale di cui all'art. 4 della legge istitutiva.

L'Amministrazione regionale ha però provveduto ugualmente - in considerazione della natura sociale del servizio prevenzione e diagnosi precoce dei tumori - ad acquistare tutta l'attrezzatura necessaria al centro stesso.

Tale attrezzatura è stata consegnata e sistemata nei locali del Centro il 24 dicembre 1971.

Ai primi di febbraio del '72 ho inviato al presidente dell'Ente la lettera di cui dò lettura.

"Al Presidente dell'Ente Ospedaliero regionale.

Oggetto: Centro diagnosi tumori precoci ginecologici

Con legge regionale 22/1/70 n.5 è stata approvata, ai sensi e per gli effetti degli artt.5 e seguenti del Decreto del Presidente della Repubblica 11.2.61 n.249 l'Istituzione presso l'ex Istituto regionale di Assistenza Materna ed Infantile di Aosta di un centro regionale per la diagnosi precoce dei tumori ginecologici.

Questa Amministrazione, dopo aver preso opportuni contatti con la Direzione sanitaria dell'Ospedale Materno suddetto, ha provveduto nel frattempo, all'acquisto di tutta l'attrezzatura sanitaria occorrente per l'allestimento del centro stesso.

Perché l'Ospedale di cui sopra, unitamente all'ex Ospedale Mauriziano, costituiti ai sensi della legge 12.2.68 n.132 in Enti Ospedalieri sono stati successivamente fusi formando l'Ente Ospedaliero regionale, si rende necessario rivedere la legge istitutiva del Centro per quanto si riferisce alla gestione e al funzionamento.

In relazione a quanto sopra, gradirei pertanto avere un incontro con la S.V. e con gli esperti di codesto Ente per la definizione del problema del trasferimento del Centro a codesto Ente.".

Dopo vari solleciti, il Presidente dell'Ente, in data 12 aprile, mi ha dato questa risposta:

"In risposta a sua lettera del 10/2 relativa all'oggetto le comunico che questa Amministrazione ha incaricato una Commissione di tecnici per lo studio del problema.

Non appena l'apposita Commissione avrà ultimato i suoi lavori, sarà mia premura comunicarle le conclusioni."

Per quanto ci riguarda, quindi, non è nelle possibilità di questa Amministrazione regionale, oggi, far funzionare il Centro, atteso che, ripeto, il personale medico che in esso dovrà operare è strettamente vincolato dal rapporto di impiego con l'Ente Ospedaliero.

Restiamo pertanto in attesa delle determinazioni dell'Ente.

Mappelli (D.C.) - Io non vorrei che qualcuno prenda poi nota se le vibrazioni del mio timbro di voce sono tante o poche, comunque, cercherò di essere gentile, di dire comunque quello che penso.

Benzo, mi dai del lei e mi fai ridere... mi fai, non dico pena, mi fai ridere.

Il problema è un altro: quando Benzo viene qui di fronte al Consiglio regionale, ufficialmente, a far certe dichiarazioni, mi consenta - è una manchevolezza gravissima in base alle sue dichiarazioni - e lo dimostrerò subito.

Quando l'amico Benzo - ecco, questo è il termine di discorso - viene in questa sede a parlare dell'istituzione dell'Ente Ospedaliero, orbene io tengo a sottolineare che l'Ente Ospedaliero fu creato prima ancora che Benzo sedesse lì - l'Ente Ospedaliero -.

In un secondo tempo venne poi creato quello dell'Istituto Materno.

Comunque questo non ha nessuna importanza. Il grave fatto morale è questo: che, anziché preparare il personale sanitario - perché questo è il discorso serio, caro Benzo, è quello di preparare il personale sanitario! Perché occorre far fare dei corsi, occorre che queste persone siano preparate - e il tutto sarebbero eventualmente 1-2 assistenti sociali con un medico e una segretaria. No, lui, dopo un anno parte e va ad acquistare l'attrezzatura che poi trasmette all'Ente.

Signori, qui abbiamo voglia di scherzare mentre la gente sta morendo. È un problema molto grave!

Quando oggi, giustamente, Benzo viene a dire che non è possibile che questa Amministrazione metta in funzione questo Centro oggi, lo dice lui, chiaro. Ma in tutto l'anno 1970 l'Istituto Materno rimase sotto l'Amministrazione regionale, chiaro?

E in un anno, se vi era la volontà, - dirò di più, e qui mi riferisco a lui personalmente, la sensibilità sociale, quella parola che viene troppo spesso nelle varie occasioni, - ma io dirò di più, il senso di responsabilità e di serietà nel condurre l'assessorato della Sanità - orbene in un anno io ritengo che, dato che i locali c'erano, e l'ha detto lui che vi erano, il personale c'era - ed è lì - si trattava di mettere, ad un certo momento, in funzione un Centro, cosa che non è avvenuto.

E oggi si fa come Ponzio e Pilato - e allora mi consentano, non voglio offendere, ma questo è il sistema di Benzo-Pilato, e allora ad un certo momento è chiaro che bisognerà, ha scaricato sull'Ente Ospedaliero che, quando hanno chiesto milioni non gli avete dato una lira e adesso dire: questa è l'attrezzatura, tiratevi da fare!

Ma questa non è responsabilità!

Benzo (D.P.) - Quando fanno i discorsi della domenica certi cittadini, uscendo da certi luoghi, dicono "da che pulpito".

Quindi, siccome non penso assolutamente d'aver bisogno di prendere lezioni né di sensibilità sociale né di responsabilità dal Consigliere Mappelli il quale, ogni tanto, per parafrasare Goldoni, ha delle "non spiritose invenzioni", rispondo solo in merito alla questione che riguarda la preparazione del personale sanitario.

Vuol dirmi, lei, Consigliere Mappelli, come, ad un certo momento, - sono corsi di due o tre mesi - quando noi avessimo anche avuto, e poteva anche essere fatto, due citologhe - di cui lei vedo che ha preparato un intervento, appunto, una lezione di citologia e di oncologia notevole, vero... (interruzione di Mappelli) ...Se non conosce l'oncologia non se la prenda! Guardi che non è un titolo l'oncologia, per lei... (Montesano: Consigliere Mappelli, calma, calma) ...Non è un titolo, quindi, ad un certo momento, ripeto, anche due o tre mesi, non avrebbero potuto operare, proprio, ripeto, per le ragioni che ho espressamente dette in questo Consiglio poc'anzi e che non sto a ripetere perché lei "repetita non iuvant"... (interruzione di Mappelli)

Montesano (P.S.D.I.) - Consigliere Mappelli, se lei non è soddisfatto, può trasformare in mozione l'interpellanza e così tutti discutono.