Trascrizione informale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 105 del 15 maggio 1972 - Resoconto

OGGETTO N. 105/72 - Commemorazione dell'On.le Dr. Germano Ollietti e dell'Avv. Oreste Marcoz.

Montesano (P.S.D.I.) - Al primo punto all'ordine del giorno, c'è la commemorazione dell'On.le Germano Ollietti e dell'Avv. Oreste Marcoz.

Io invito il Consiglio a dedicare un minuto di raccoglimento alla memoria dell'Avv. Oreste Marcoz e dell'Onorevole Germano Ollietti:

"Colleghi Consiglieri,

In seguito alla tragedia che venti giorni fa troncò la vita ai nostri amici Oreste Marcoz e Germano Ollietti, la seduta odierna viene aperta nella profonda commozione di tutti noi.

Lo sgomento, infatti, che nella notte e all'alba del 25 aprile pervase l'animo dei pochi che ne vennero informati e che nella mattinata si diffuse in tuta la Valle in ogni strato della popolazione congiuntamente all'affannosa e illusoria ricerca di una smentita, è ancora presente.

Esso emerge ancora di più in questa sala, dove Oreste Marcoz, per lungo tempo, aveva vissuto la sua funzione politica e dove, oggi, la sua presenza e la sua voce si ripropongono al ricordo personale di tutti i Consiglieri, così come si ripropone la figura di Germano Ollietti, col quale Consiglio e Giunta, nei quattro anni del suo mandato parlamentare avevano proficuamente collaborato.

La repentina scomparsa di questi due eminenti valdostani che al loro paese avevano dedicato nel più assoluto ed esemplare disinteresse personale le migliori energie di intelletto e di animo in una appassionata e difficile opera di responsabili della cosa pubblica, ha gettato in tragica ricorrenza e susseguenza di destino l'intera Valle nello stesso lutto provato e sofferto in epoca recente per la scomparsa di Corrado Gex, Cesare Bionaz e Amato Berthet.

Così come per questi cari amici, anche per Oreste Marcoz e Germano Ollietti il nostro ricordo è fatto di cose vissute assieme, di speranze appassionatamente coltivate, di lavoro comune, di programmi, di problemi, di piccoli e grossi obiettivi studiati, perseguiti e sovente raggiunti nell'interesse della Valle e della sua popolazione.

La partecipazione che questa popolazione, schiva di esteriorità, ma sensibile ai più delicati accenti umani, ha espresso in occasione delle esequie, è segno della generale stima che Marcoz e Ollietti si erano saputi meritare in ogni strato, dal più umile, al più qualificato, con la loro modestia e la loro innata carica di simpatia.

Ricordarli nella seduta consiliare va al di là del dovere dell'organo che noi rappresentiamo per rinnovare i nostri sentimenti personali di stima e di cordoglio, e esprimere nuovamente alle famiglie l'amarezza e lo sconforto di tutto il popolo valdostano.

L'Avv. Oreste Marcoz, nato a Etroubles il 17 novembre 1905, e dopo aver compiuto gli studi secondari in Aosta, conseguì la laurea in giurisprudenza nel 1927. Espletò con gran prestigio la professione di Avvocato nei fori di Aosta e di Torino.

Ufficiale degli Alpini, richiamato durante l'ultimo conflitto, partecipò, dopo l'8 settembre 1943, alle operazioni belliche in Corsica contro le truppe tedesche.

Abbracciata la politica, militò nel Movimento dell'Union Valdôtaine, di cui era Vicepresidente, in rappresentanza di tale movimento fu eletto Consigliere regionale nel 1959 e in quella legislatura ricoprì la carica di Presidente della Giunta regionale sino al 1963. Rieletto nel 1964 ebbe il compito di presiedere questa Assemblea fino al 1966, vi rimase poi come Consigliere sino al novembre 1968, quando si dimise per presentarsi come candidato alle elezioni politiche. Nelle elezioni amministrative del 1970 si presentò come capolista per l'Union Valdôtaine per il Comune di Aosta dove ricoprì la carica di Sindaco fino al dicembre 1971, quando rassegnò le dimissioni.

In occasione delle elezioni politiche di quest'anno aveva posto la sua candidatura al Senato in rappresentanza della concentrazione democratica formata dalla Democrazia Cristiana, dall'Union Valdôtaine, dal Rassemblement Valdôtain e dal Partito Socialista Democratico Italiano.

Un tragico destino che lo accomunava all'On.le Ollietti, doveva porre fine alla sua lunga carriera di uomo politico e sagace amministratore; mentre la popolazione valdostana rivolgeva a lui ancora la sua attenzione per il nuovo compito al quale egli si accingeva, con la stessa passione di sempre e con il consueto disinteresse personale.

Germano Ollietti, nacque ad Aosta il 24 marzo 1916, conseguita nel 1940 la laurea in giurisprudenza presso l'Università di Torino, non ebbe nemmeno il tempo per orientarsi sulla vita professionale, perché fu chiamato subito alle armi, e partecipò quale ufficiale degli Alpini, alle operazioni belliche sui fronti occidentale e greco-albanese.

Fatto prigioniero il 9 marzo 1941, trascorse un lungo e penoso periodo di oltre cinque anni nei campi di concentramento di Grecia, Egitto e India.

Ritornato in Italia nel 1946, riprese la vita civile e si dedicò alla professione paterna di notaio.

Ricoprì nel 1948 la carica di Vice Commissario della Sezione di Aosta dell'Associazione Nazionale vittime civili di guerra e da molti anni fino alla sua morte quella di Presidente della Sezione Valle d'Aosta della Federazione Nazionale Combattenti e Reduci.

Ollietti non aveva mai fatto politica attiva fino al 1968 quando, più per pressione di partiti e amici, che per propria decisione, si presentò quale candidato della coalizione di centro-sinistra per le elezioni alla Camera dei Deputati.

Eletto, per tutto il periodo della legislatura si dedicò con intelligenza e passione al suo mandato, sempre ansioso di portare a termine i vari, importanti ed urgenti problemi valdostani in collaborazione continua con il Consiglio regionale e con le diverse Giunte avvicendatesi alla Regione.

Egli si considerava soprattutto il Deputato della Valle d'Aosta e al servizio della Valle d'Aosta e lo dimostrò appieno in questo ultimo periodo, quando, insieme al Senatore Berthet per il Senato, egli per la camera dei Deputati fu il portavoce valido, costante, appassionato e alle volte caparbio per l'approvazione della legge sul riparto fiscale e di quella sui generi contingentati.

Di tutto questo i Consiglieri regionali e i valdostani gliene devono essere riconoscenti.

Si accingeva con l'Avv. Marcoz a continuare la sua proficua opera per un'altra legislatura se l'elettorato gli fosse stato favorevole; ma la morte nella notte del 25 di aprile lo chiamava in una allucinante e sconcertante susseguenza a riunirsi ai suoi cari fratelli Basilio e Cesare. Anch'essi periti tragicamente.

Colleghi Consiglieri, oggi rinnoviamo l'accordato omaggio alla memoria di Oreste Marcoz e di Cesare Ollietti, esprimiamo la nostra profonda riconoscenza e quella a nome del popolo valdostano per la loro opera di uomini dedicati al bene supremo sacrificio; indichiamo le loro eccelse figure ad esempio per noi e per quelli che verranno dopo di noi, e rivolgiamo nuovamente alle famiglie, all'Union Valdôtaine e agli altri partiti e movimenti, di cui essi erano candidati, le espressioni del nostro cordoglio fraterno".

La parola all'Avv. Caveri.

Caveri (U.V.) - Peu de temps après la mort d'Albert Deffeyes, j'ai eu l'occasion d'écouter la mort de Siegfried de Wagner; je fus surtout frappé par cette partie de la musique, où, à travers le roulement des tambours et l'éclat des cuivres il semble d'entendre et de voir l'avalanche, l'éboulement, l'écroulement total d'une montagne qui symbolise la catastrophe imprévue, la mort soudaine.

Le peuple de la Vallée qui a accompagné les deux disparus à leur dernière demeure le 27 avril dernier, a rappelé leur mémoire.

Le Conseil régional aujourd'hui évoque leurs qualités et leurs vertus.

Je me rappelle un des premiers plaidoyers prononcés par Oreste Marcoz, alors jeune avocat. C'était un accident mortel de voiture, l'Avocat Negretti, le plus grand civiliste de Turin, fut ravi par l'habilité et par la subtilité de l'argumentation, et il termina ses éloges par cette phrase: "Forse l'avvocato Marcoz non è consapevole del suo valore", il en était conscient, au contraire, malgré sa modestie et son humilité.

L'Avocat Marcoz disait souvent qu'il n'aimait pas la politique, mais son dernier discours d'Aoste a démontré que son faire perçant avait su pénétrer dans la profondeur des problèmes complexes et difficiles de la société contemporaine, qu'il regardait, dirais-je, presque de l'extérieur, avec beaucoup de détachement et avec un certain sourire.

C'était un homme sensible, discret, qui aimait se recueillir dans la solitude.

Le Député Ollietti avait avec lui un trait en commun, c'était le sens de la mesure, c'était leur commune origine montagnarde qui les réunissait dans la vivacité de leur nature. Le long séjour aux Indes de Germain Ollietti, en tant que prisonnier de guerre, avait marqué et formé sa personnalité.

Il n'aimait pas la solitude; il aimait et il cherchait la compagnie de plusieurs amis, il sentait la joie de vivre, il a démontré surtout sa grande générosité. Il l'a démontrée, lorsque, quelques minutes avant la mort, il a dit: "ne pensez pas à moi, pensez aux autres".

En politique il n'a pas été l'homme d'une faction, son optimisme éclectique il faisait voir le bon côté de chaque parti et de chaque mouvement. Il a accompli son mandat parlementaire comme un devoir, et son activité a aidé la solution de plusieurs problèmes de fond de notre Vallée.

La mort de ces deux hommes, ressemblant entre eux et divers, nous à tous, cruellement, frappés.

En tant qu'hommes nous vivons dans le monde relatif du temps et de l'espace; la mort nous surprend, elle nous étonne, nous vivons dans l'illusion providentielle d'être immortels.

La mort appartient à une autre dimension, car elle ouvre les portes à l'absolu et à l'éternité.

En tant qu'êtres des trois dimensions, nous ne la comprenons pas, elle nous semble absurde et injuste, si nous la comprenions nous serions peut-être meilleurs et nous saurions alors écouter et comprendre le poète qui a dit: "Uomini, nella truce ora dei lupi pensate all'ombra del destino ignoto che ne circonda e ai silenzi cupi che regnano oltre il breve suon del moto vostro e il fragore della vostra guerra, ronzio di un'ape entro il bugno vuoto".

Montesano (P.S.D.I.) - La parola al Consigliere Ramera.

Ramera (D.C.) - Certo di interpretare la sincera e commossa partecipazione di tutta la Democrazia Cristiana, mi associo a nome del nostro gruppo alle nobili parole di cordoglio e di ricordo pronunciate dal Presidente del Consiglio e dall'Avv. Caveri in memoria dell'On. Germano Ollietti e dell'Avv. Oreste Marcoz, periti tragicamente la notte del 25 aprile nell'incidente stradale di Challant. Dopo quanto è stato scritto e detto su questa tragedia valdostana ritengo di non dover aggiungere nulla con la mia modesta parola perché non farei che ripetere o interpretare meno bene quello che è stato l'unanime cordoglio della Valle d'Aosta per la scomparsa di questi suoi illustri figli che tanta parte hanno avuto nella storia politica di questi anni. Mi sia tuttavia consentito di rinnovare ai familiari dei nostri amici scomparsi Ollietti e Marcoz, la nostra commossa solidarietà e il nostro sincero dolore per l'immane lutto che li ha colpiti e sia altresì concesso ai gruppi della Democrazia Cristiana, dell'Union Valdôtaine e del Partito Socialista Democratico Italiano e degli amici del Rassemblement Valdôtain non rappresentati in questa Valle di deporre dei fiori sui seggi riservati ai Parlamentari valdostani quale doverosa testimonianza di affetto all'ideale presenza di Germain Ollietti e di Oreste Marcoz in quest'aula, quali legittimi rappresentanti al Parlamento nazionale eletti dal popolo valdostano.

Montesano (P.S.D.I.) - La parola all'Assessore Chantel.

Chantel (P.S.I.) - Il Partito Socialista Italiano della Valle d'Aosta si associa con profondo cordoglio al dolore delle famiglie Marcoz e Ollietti e ricorda dei due eminenti uomini politici scomparsi la loro assoluta dedizione alla Valle d'Aosta.

Dolchi (P.C.I.) - A nome del gruppo comunista mi associo alle parole di rievocazione e di cordoglio pronunciate dal Presidente del Consiglio e dai colleghi che mi hanno preceduto. I comunisti ricordano con commozione e rimpianto le figure dell'On. Germano Ollietti e dell'Avv. Oreste Marcoz a cui erano legati da molti e lunghi anni di attività comune di lotte democratiche e anche di leali contrasti. Il tragico incidente della notte dal 24 al 25 aprile, la notizia della loro perdita, la scomparsa di due amici, di due amici avversari ci hanno profondamente colpito e rinnoviamo qui con sincera partecipazione all'Union Valdôtaine e alle famiglie l'espressione del più sentito cordoglio.

Tonino (P.S.I.U.P.) - Mi associo alle parole di profondo cordoglio che sono state dette da chi mi ha preceduto all'indirizzo degli scomparsi Avv. Oreste Marcoz e On.le Ollietti. Non vi è dubbio che una sì grave perdita privi la Valle d'Asta di due personaggi che al servizio del popolo valdostano diedero il meglio di loro stessi. A nome mio personale e a nome del mio partito rinnovo in quest'aula i sentimenti del mio più profondo cordoglio ai familiari dell'Avv. Oreste Marcoz e all'On.le Ollietti, come pure all'Union Valdôtaine e ai partiti della coalizione delle presenti elezioni.

Lustrissy (D.P.) - ... e dei Democratici Popolari, ci associamo alle parole di cordoglio qui espresse nei confronti dei due uomini politici scomparsi recentemente in un tragico incidente. Li abbiamo ammirati nella loro attività politica, li abbiamo apprezzati per la loro dedizione alla nostra Regione e per la passione con cui hanno saputo assolvere al loro mandato. A noi tutti l'esempio della loro dedizione e del loro ricordo.

Pedrini (P.L.I.) - Il Partito Liberale si associa a quanto è stato detto dal Presidente del Consiglio e dai colleghi che mi hanno preceduto. Io desidererei ricordare soltanto qua come tre giorni prima della infausta dipartita, ebbi con l'amico Béthaz la possibilità di un lungo colloquio a pranzo con l'On.le Ollietti, ancora una volta in questo momento, in quest'aula, io debbo dargli atto della estrema semplicità di linguaggio, della dedizione con cui lui si batteva nella campagna elettorale non già per delle fazioni politiche ma per i supremi interessi di tutta la Regione al di fuori e al di sopra dei partiti politici. Un pensiero riverente va anche all'Avv. Marcoz con cui ho avuto agio ancora ultimamente di parlare e a cui evidentemente bisogna dare atto di tutta una vita dedicata all'Amministrazione Pubblica sia come Presidente della Giunta, sia come Consigliere regionale, sia come Sindaco di Aosta.

Alle famiglie il Partito Liberale si inchina riverente.

Montesano (P.S.D.I.) - Nessun altro chiede la parola? Allora la seduta viene sospesa in segno di lutto e il Consiglio è rinviato al pomeriggio alle ore sedici.

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La seduta termina alle ore 10,18.