Oggetto del Consiglio n. 201 del 29 luglio 1972 - Resoconto
OGGETTO N. 201/72 - Disegni di legge riguardanti il Corpo forestale valdostano, il personale dei Servizi forestali, il personale dell'Istituto regionale di Assistenza materna ed infantile di Aosta. (Discussione generale)
Montesano (P.S.D.I.) - Relatore il Presidente della Giunta.
Dujany (D.P.) - I provvedimenti contenuti negli oggetti 16, 17 e 18 sono provvedimenti interessanti l'ulteriore sistemazione del personale dell'Amministrazione regionale e, in questo caso, si tratta nell'oggetto numero 16, di un disegno di legge riguardante l'istituzione di un ruolo speciale soprannumerario per l'inquadramento nel Corpo forestale valdostano di personale dello Stato comandato in servizio presso la Regione. Il problema è stato esaminato in sede di Giunta e approfondito soprattutto in sede di Commissione consiliare per il personale e, quindi, mi pare che è stato sufficientemente e ampiamente discusso.
Mi pare opportuno, così, illustrare brevemente a titolo, così, di informazione anche l'oggetto numero 17 e numero 18, l'oggetto numero 17 concerne ancora una modificazione della tabella di sviluppo di carriera a favore del personale addetto ai servizi forestali, mentre l'oggetto numero 18 concerne ancora le modificazioni alle tabelle di sviluppo di carriera economica a ruolo aperto per il personale addetto all'Istituto di assistenza materna, limitatamente al periodo in cui questo Istituto è dipeso dall'Amministrazione regionale prima del suo passaggio all'Ente ospedaliero.
Montesano (P.S.D.I.) - Allora il Presidente della Giunta ha illustrato gli oggetti 16, 17 e 18 perché sono analoghi, e io invito il Consiglio a intervenire se del caso su questi tre oggetti per passare poi alle votazioni separatamente. La parola al Vice Presidente Fosson.
Fosson (U.V.) - Io vorrei chiedere qualche chiarimento sul provvedimento numero 16 perché, praticamente come Commissione consiliare dell'agricoltura, abbiamo preso in esame questo provvedimento, abbiamo discusso lungamente alla luce dei diversi fatti che si verificavano e, praticamente, abbiamo espresso un parere, cioè proprio anche su richiesta del Presidente della Commissione del personale, che fa parte anche della Commissione agricoltura, vedendo alcune storture che sarebbero emerse da un provvedimento come era proposto. Eventualmente, si è detto, lo esamineremo più a fondo e noi, come Commissione agricoltura, abbiamo detto: "Benissimo. Esaminatelo più a fondo nella Commissione del personale e con la Commissione paritetica". Però, vorrei sapere perché adesso qui tutte le obiezioni che sono state fatte in seno alla Commissione dell'agricoltura proprio dal Presidente della Commissione del personale, non so, vorrei poi qualche spiegazione, ma mi pare che, invece, si è preso, si è peggiorato la situazione; perché il provvedimento che era stato portato alla Commissione agricoltura prevedeva di mantenere, di non aumentare il numero, l'organico del personale forestale, e si prevedevano due posti soprannumerari per, e io non vorrei qui adesso fare delle questioni personali, ma erano per due comandati dallo Stato che erano stati reiteratamente invitati a passare quando c'era stata la possibilità di passare nei ruoli regionali ma che, essendo una posizione che avevano, aspettavano la promozione a brigadiere, avrebbero dovuto passare invece come guardie forestali e, quindi, questi due giovani sono stati molto perplessi e avevano paura anche se tutti, sia la Giunta sia gli amici, gli avevano detto: "non perdete niente, quindi passate pure". Questi non sono passati, sono due giovani che hanno davanti a loro ancora una carriera ed è logico che adesso, avendo ripensato, si potesse metterli a posto, perché incideva per niente in quello che concerneva l'organico.
C'è invece la questione di altri che sono comandati dallo Stato, che avrebbero dovuto passare, che non sono passati. Qui, con molto tatto, si dice erano lì che non sapevano se gli contava il servizio militare. Dobbiamo essere molto espliciti: in quel momento, rimanendo nello Stato, avevano un vantaggio rispetto a quelli che sono passati nei ruoli regionali; in questo momento, quelli che sono passati nei ruoli regionali hanno degli altri vantaggi superiori e, allora, ecco il pentimento di queste persone per passare nel ruolo regionale.
Ora, quando noi abbiamo discusso questo nella Commissione, la preoccupazione era questa: se noi lasciamo intatto il numero dell'organico, cioè facciamo solo i due posti soprannumerari, automaticamente questi passaggi, che è tutta gente a fine di carriera, eventualmente porta via il posto a dei giovani che stanno facendo il corso a St. Vincent. Probabilmente, questo scoglio è stato superato mettendo tutti nel ruolo soprannumerario e, così, quell'affermazione di principio che non si dovevano aumentare i ruoli organici del personale forestale, che era già stato aumentato a suo tempo quando è stato adeguato; c'è stato l'adeguamento dell'organico, automaticamente questo organico cresce e da sessanta che erano previsti in organico, più i due che era pacifico che si facesse il ruolo soprannumerario, sono passati, se non sbaglio, a sessantotto perché noi aumentiamo di otto posti in più dell'organico. Questa prima osservazione. Perché allora, a un certo momento, se di deve discutere, bisogna che in Commissione si sappia con precisione perché, se quei principi che sono stati affermati in una data Commissione poi vengono completamente ribaltati in un'altra, allora quella, il parere che eventualmente uno ha espresso o, almeno, che ha discusso viene completamente sovvertito.
Secondo: bisognerebbe almeno vedere. Io ho parlato che, in un certo momento, c'erano dei vantaggi a rimanere nello Stato e dei vantaggi che per qualcuno erano abbastanza considerevoli. Oggi i molti forestali che sono passati dallo Stato alla Regione, nel momento in cui la Regione ha dato questa possibilità, dicono: "Va bene, noi non abbiamo niente in contrario che gli altri passino nei ruoli regionali; però, siccome quando noi ci hanno passato nei ruoli regionali qualcuno rideva sotto i baffi e diceva siete dei cretini perché andate a rimetterci". Oggi, queste stesse persone che passano nel ruolo regionale perché c'è una situazione migliore e si vuole eventualmente usufruire di tutti i benefici del passaggio nei ruoli regionali, quegli altri che sono passati prima dicono: "bisognerebbe almeno che si considerasse e si facesse un conguaglio. Se prima sono stati nei ruoli statali perché avevano un vantaggio rispetto a noi, adesso passano nei ruoli regionali perché c'è un vantaggio rispetto allo Stato. Beh, si faccia un conto di quello che hanno avuto i vantaggi prima e li si detraggano dai vantaggi che usufruiscono adesso, questo per un principio di equità e di giustizia". Ecco, io credo che questo l'Assessore Maquignaz abbia sentito, almeno nel Corpo forestale, queste varie esigenze. Ora, noi non siamo qui, siamo quelli che eventualmente chiedono di passare oggi nei ruoli regionali; hanno svolto i loro servizi lodevolmente, quindi, non è una questione di dare in testa a queste persone, vogliamo facilitarli perché, passando nei ruoli regionali, hanno una pensione più alta e via dicendo. Facciamolo, siamo pure larghi, almeno ristabiliamo un equilibrio, come se fossero passati allora e cioè che non avessero usufruito per alcuni anni un quaranta o cinquanta o sessanta mila lire mensili in più degli altri e questo beneficio rimanga in questo momento che passano verso la Regione per ottenere altri vantaggi. Almeno, cerchiamo di fare un conguaglio. Io è questo che chiedo, se questi problemi sono stati esaminati.
Lustrissy (D.P.) - Io risponderò brevemente per quanto mi concerne in quanto, quando il progetto di legge precedente passò alla Commissione agricoltura, sollevai alcune obiezioni e le obiezioni erano sostanzialmente di questo tipo. Cioè, si tendeva a istituire un ruolo soprannumerario leggermente diversificato da quello, dai criteri che avevano portato alla predisposizione del ruolo soprannumerario per i dipendenti regionali. In sostanza succedeva questo: da una parte si stabiliva l'inquadramento in ruoli soprannumerari di una parte dell'organico attuale del Corpo forestale. Allora, soprattutto su questo principio io manifestai le mie perplessità e richiamai la Commissione all'esigenza di sottoporre per un parere preventivo, il progetto di legge stesso all'esame della Commissione incaricata della revisione del regolamento organico. E così fu. La Giunta trasmise il progetto di legge alla Commissione, la Commissione stessa lo esaminò e condivise queste preoccupazioni e, in sostanza, dopo lunga e animata discussione si ritrovò d'accordo sul principio di non allargare gli attuali organici ma di prevedere un ruolo soprannumerario per l'inquadramento del personale comandato dallo Stato ancora in servizio presso la Regione e di offrire questa opportunità, nuovamente, a tutti gli attuali comandati presso la Regione. Naturalmente, la decisione non è che sia costata poco perché, in sostanza, tutta la Commissione è stata abbastanza unanime nel riconoscere il comportamento di coloro che nel passato avevano snobbato i ruoli regionali. Si è deplorato questo fatto; però non si è voluto agire in modo punitivo nei confronti del personale forestale comandato che, attualmente, aveva rivisto le proprie posizioni e aveva manifestato ultimamente il desiderio di transitare nei ruoli regionali.
In sostanza, il concetto di ruolo soprannumerario è stato rispettato, così come per l'altro ruolo soprannumerario non si sono istituiti nuovi posti in organico ma si sono inquadrati nel ruolo soprannumerario e si inquadreranno a domanda nel nuovo ruolo soprannumerario tutti gli attuali forestali comandati presso la Regione. Di più, all'articolo 3 si stabilisce che le modalità di passaggio, poi, dal ruolo soprannumerario al ruolo ordinario non saranno automatiche ma saranno poi stabilite con successivo provvedimento, anche in armonia a quello che si dovrà stabilire per il passaggio degli attuali soprannumerari regionali nei ruoli normali. Questo, proprio per rispettare quel principio che avevamo sancito con la legge precedente, per non discostarsi da quel provvedimento che noi avevamo assunto, che avevamo proposto come Commissione in quel momento. Pertanto, ritengo che la procedura seguita e la legge sia conforme al criterio che finora ha ispirato il comportamento dell'Amministrazione regionale nei confronti di questi problemi. Naturalmente, rimane aperto il problema della deplorazione del modo di comportarsi di coloro che nel passato non avevano ritenuto di transitare nei ruoli regionali e che noi ancora oggi non condividiamo e che deploriamo ancora in questo momento e su questo la Commissione è stata abbastanza unanime. Ma da qui ad agire così con lo spirito, diciamo, rivendicativo nei confronti di coloro che oggi avrebbero manifestato questa esigenza, credo che ci passi ancora qualcosa. Poi ritengo che, in accoglimento anche di un desiderio che la Giunta aveva manifestato e lo stesso Assessore all'agricoltura aveva manifestato e che la Commissione preposta all'esame dei problemi del personale ha tenuto conto, era anche quello di avere un certo tipo di personale regionale effettivamente regionale e, cioè, di eliminare una volta per tutte la situazione di personale comandato e di personale dipendente della Regione, anche per evidenti motivi di funzionalità.
Questo ritegno di dover dire e questo ritengo anche di aver chiarito in sede di Commissione, proprio in ordine alle perplessità che io stesso ho manifestato in un primo esame del progetto di legge che è stato così modificato.
Fosson (U.V.) - Dunque, una prima questione è quella del ruolo soprannumerario. Si vuole fare questo ruolo soprannumerario, è chiaro. Il Consiglio deve sapere che, per un certo tempo, invece di sessanta aumentiamo l'organico a sessantotto, là, presto fatto, questo è chiaro. Quindi, perché i sessanta sono quelli che sono fissati in organico e noi aumentiamo di un ruolo soprannumerario di otto e, quindi, per quattro o cinque anni, fin quando questa gente sarò transitata nel ruolo normale, noi avremo un ruolo, un effettivo organico di sessantotto. Questa è la prima constatazione. Siamo, vogliamo essere d'accordo, possiamo anche essere d'accordo e non facciamo delle questioni fondamentali su questo; però, sia chiaro che, mentre la Giunta aveva detto che, e quindi non noi ma la Giunta aveva detto che, non voleva aumentare i posti in organico, con questo noi aumentiamo di... L'organico resta di sessanta posti ma, in effetti per quattro o cinque anni... sarà di sessantotto.
Lustrissy (D.P.) - Allora abbiamo il coraggio di far... il comando a queste persone perché si...
Fosson (U.V.) - Ma no, no, lasciatemi dire. Io prendo atto, non dico mica niente, dico è la prima constatazione, ma non mi si venga a dire che rimane, l'organico rimane di sessanta ma, in effetti sono sessantotto e, quindi, questo è chiaro, no? Prima cosa. Quindi, vogliamo farlo, lo facciamo, non ne facciamo una questione pregiudiziale di questo. Non ne facciamo una questione pregiudiziale, ma dobbiamo prenderne atto. Che sia poi in un senso o nell'altro, per alcuni anni saranno sessantotto, eh! A parte che una parte è organico effettivo, l'altro soprannumerario.
Noi siamo perfettamente d'accordo di eliminare la questione comandati: su questo non c'è, eravamo d'accordo prima e lo siamo adesso, siamo sempre stati di questo avviso già prima ancora di fare i provvedimenti in questa materia. Quindi niente di quello.
Noi non abbiamo nessun spirito; quello che io sto dicendo non è per spirito né vendicativo, né desiderio che si prendano dei provvedimenti punitivi verso coloro che transitano oggi dal ruolo statale al ruolo regionale. Io ho posto un altro problema, ho posto un altro problema che non è né punitivo né niente, è un problema di equità, di giustizia che è sentito da tutti coloro, del Corpo forestale regionale, sia quelli che sono sempre stati regionali sia quelli che sono passati a suo tempo dal ruolo statale al ruolo regionale. E quindi non è una questione punitiva. Io mi rivolgo all'Assessore dell'agricoltura. Lui avrà sentito queste stesse cose come le ho sentite io perché, praticamente, è l'esigenza sentita da tutti i forestali che sono passati. Cosa dicono questi forestali che sono passati prima dal ruolo statale al ruolo regionale quando avevano la possibilità, dicono qualcuno? Ho già spiegato il fatto dei due giovani che avevano una perplessità che possiamo capire perché loro aspettavano la nomina a brigadiere e avevano paura che passando nei ruoli regionali, dovevano passare esclusivamente come guardie e, anche se l'Assessore e tutti noi avevamo detto di stare tranquilli perché sarebbero andati a posto, questi hanno avuto paura e non sono passati e oggi hanno davanti a loro tutta una carriera, sono dei giovani anche attivi e, quindi non c'è niente da dire.
Qualcun altro, in quel momento, ha fatto un altro calcolo, ha detto: io non ho tanti anni per andare in pensione, stando dello Stato ho dei benefici superiori di quelli regionali e, quindi, mi conviene stare statale e non passare nei ruoli regionali e hanno avuto questi benefici. In questo momento i benefici sono superiori se passano nel ruolo regionale, specialmente per chi deve andare in pensione e, quindi, questi altri funzionari hanno detto, comprensibilmente, perché è logico che tutti farebbero questo, hanno detto se c'è ancora, se possiamo far creare un provvedimento che ci permetta di passare nei ruoli regionali noi avremo un beneficio passando nei ruoli regionali.
Ora quelli che sono passati adesso dicono: "D'accordo! Noi non gli vogliamo dare in testa a questa gente, passino pure nei ruoli regionali, ma se prima hanno avuto i vantaggi del ruolo statale, adesso hanno i vantaggi del ruolo regionale, praticamente creiamo un'ingiustizia." Ecco che io dico: questa ingiustizia può benissimo essere eliminata nel momento in cui passano, perché è semplicissimo fare un calcolo di quelli, i benefici, cioè quello che hanno percepito in più di quelli regionali nel periodo che sono stati dello Stato, dal momento in cui avevamo permesso il passaggio ed eventualmente, siccome questi benefici sono superiori di quelli attualmente regionali, con una certa gradualità per creare un conguaglio. Non è questione punitiva, mi permetto di ribadire, è una questione di giustizia. Ecco questo vorrei... penso che l'Assessore può approfondire questo fatto tranquillamente.
Maquignaz (D.P.) - Sono informato di questo fatto che si è verificato, ma direi che si era aggravato da quando il personale dello Stato aveva già il riassetto, mentre il personale regionale non lo aveva ancora ed è in quel periodo lì che c'è stata quella differenza.
Io mi riservo di vedere questo problema con l'Ufficio personale per vedere fin dove noi possiamo fare questo eventuale conguaglio ma, naturalmente, non so se questo giuridicamente sia possibile. Però, volevo solo precisare, invece, per quanto riguarda i nuovi posti noi sappiamo che i diciotto posti, la preoccupazione che avevamo in Commissione che mettendo a ruolo queste persone, ci fosse poi la difficoltà di prendere i diciotto che avevano frequentato il corso. Invece il calcolo era già stato fatto dei posti vacanti quindi non c'è nessuna preoccupazione per quanto riguarda gli allievi forestali. Per quanto riguarda invece il numero non sono otto persone perché tre di queste persone vanno subito in pensione quindi rimarrebbero già solo cinque, nulla vieta che noi teniamo fisso il numero dei sessanta in questi primi anni, nulla vieta e questo lo possiamo fare benissimo perché la pianta organica non è stata variata, se siamo d'accordo di mantenere il numero a sessanta noi lo possiamo fare in attesa e man mano che queste persone andranno in pensione. Io credo che non ci sono grosse complicazioni mentre invece il problema di fondo, quello che lei ha toccato su questa sperequazione penso che questo va visto, va esaminato attentamente con l'Ufficio personale per vedere fin dove la Regione piò operare questo conguaglio.
Dujany (D.P.) - Ma insomma! Non si possono mica fare dei compromessi...
Maquignaz (D.P.) - Mi riservo di esaminarlo.
Dujany (D.P.) - Ma c'è uno stato giuridico...
