Oggetto del Consiglio n. 305 del 6 novembre 1972 - Verbale

OGGETTO N. 305/72 - Esame, da parte del Consiglio, della bozza del piano regolatore regionale. (Interpellanza)

Il Presidente MONTESANO dichiara aperta la discussione sulla seguente interpellanza presentata dal Consigliere Signor Manganoni Claudio, concernente: "Esame, da parte del Consiglio, della bozza del piano regolatore regionale", interpellanza trasmessa in copia ai Signori Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza del 30 e 31 ottobre 1972:

INTERPELLANZA

È stata recapitata ai Consiglieri Regionali una bozza del Piano Regolatore Regionale.

Interpello la Giunta per sapere se non giudica opportuno sottoporla all'esame del Consiglio Regionale.

F.to: Manganoni Claudio

Il Consigliere MANGANONI fa presente che in merito al problema concernente i piani regolatori e i programmi di fabbricazione con annessi regolamenti edilizi, il Gruppo comunista ha presentato varie mozioni, alle quali si è sempre risposto che sarebbe stato opportuno per prima cosa elaborare un piano regolatore regionale nel quale inserire poi, coordinandoli, i piani regolatori comunali e i programmi di fabbricazione comunali.

Osserva che il suo Gruppo ha sempre respinto tale tesi, ritenendola una scusa per giustificare le lungaggini della Giunta nel settore dei piani regolatori; rileva che la Valle d'Aosta è forse la sola Regione in Italia che su 74 Comuni, cioè sulla totalità dei Comuni, abbia approvato due soli piani regolatori. Aggiunge che vi sono poi 20 e 25 piani o programmi approvati dai Comuni, ma non dalla Giunta Regionale, mentre tutti gli altri piani sono ancora da elaborare.

Rileva che purtroppo i fatti hanno dato ragione alle lamentele espresse dal Gruppo Comunista.

Riferisce che alcuni mesi or sono veniva trasmessa ai Consiglieri una bozza del piano regolatore regionale con l'avvertimento che le tavole afferenti tale piano erano in visione negli uffici dell'Assessorato del Turismo.

Dichiara di aver preso visione delle predette tavole presso gli uffici competenti e riconosce che si deve dare atto che si è fatto uno sforzo per concretizzare qualche cosa, cioè per passare finalmente dalle parole ai fatti; osserva che si possono sollevare molte obiezioni su questa bozza di piano, poiché ogni Consigliere ha un modo proprio di vedere le cose e anche perché avrebbe egli stesso delle osservazioni da fare.

Fa presente, però, che fino ad ora nulla è stato sottoposto all'esame del Consiglio; chiede quindi alla Giunta se e quando intenda sottoporre la bozza del piano regolatore regionale di cui si tratta al Consiglio.

L'Assessore MILANESIO riferisce che la Giunta Regionale, dopo aver mandato ai Capigruppo una bozza del predetto piano, ha ritenuto opportuno di inviare a tutti i Consiglieri anche una copia della bozza di prima stesura del piano urbanistico regionale, senza la numerosa cartografia, avendo i Consiglieri la possibilità di documentarsi anzitempo sulla bozza del piano e sulle eventuali proposte da fare in Consiglio in sede di discussione di tale piano.

Precisa che l'intenzione della Giunta non è quella di sottoporre un piano definitivo alla discussione del Consiglio, ma di presentare invece fin dall'inizio la bozza di prima stesura, che la Giunta poteva anche non inviare e che, invece, ha ritenuto opportuno di trasmettere a tutti i Consiglieri.

Precisa ancora che l'intenzione della Giunta è di portare assieme alla discussione del bilancio, la discussione, non definitiva, del piano urbanistico regionale, discussione nella quale si indichino delle vie da seguire; in quella sede si potranno poi costituire quelle Commissioni a rappresentanza mista, cioè Consiglio, Giunta e tecnici, per poter procedere alla elaborazione e alla stesura del piano urbanistico regionale, che è un atto di carattere talmente importante che non si ritiene possa essere preconfezionato dalla Giunta.

Rispondendo al Consigliere Manganoni circa le lamentele espresse in merito al fatto che la Giunta non approvi i piani regolatori comunali, dichiara che la Giunta ha fatto una scelta politica, scelta che potrebbe anche essere sbagliata. Osserva poi che i piani regolatori già pervenuti sono - a suo avviso - nella maggior parte non approvabili.

Osserva ancora che se si approvassero i piani regolatori così come li hanno deliberati i Comuni, si comprometterebbe anche il Piano regolatore regionale; con questo non intende esprimere un giudizio negativo, né nei confronti dei Comuni, né nei confronti dei progettisti.

Il Consigliere MANGANONI ritiene doveroso precisare che il Gruppo comunista non ha mai chiesto che i piani regolatori o i programmi di fabbricazione, elaborati dai Comuni, siano approvati dalla Giunta nella veste in cui sono presentati. Aggiunge che si è invece sempre detto di suggerire ai Comuni tutte le modifiche giudicate opportune ai piani o programmi presentati e di portarli avanti e di approvarli.

Fa presente che detti piani regolatori già approvati dai Comuni, dopo alcuni mesi, in base ad una legge statale, diventano operanti fino a quando l'Amministrazione Regionale non li restituisca ai Comuni per delle modifiche.

Osserva che, nel frattempo, i piani sono attuabili e i Sindaci li applicano, con il rischio di grossi inconvenienti in merito alla concessione delle licenze edilizie, in quanto nel periodo intercorrente tra l'applicazione dei piani regolatori o dei programmi di fabbricazione da parte dei Comuni e la eventuale richiesta della Giunta e per essa degli uffici competenti della Regione, saranno concesse licenze edilizie a proprietari di terreni di una determinata zona, licenze edilizie che forse non potranno più essere concesse ad altri proprietari di terreni, sia pure nella stessa zona, perché, magari - e certamente a ragion veduta - determinate zone saranno vincolate.

Aggiunge che occorre evitare questi inconvenienti e disagi alla popolazione.

Dopo aver ringraziato la Giunta, per aver voluto inviare a tutti i Consiglieri regionali una bozza di prima stesura del Piano regolatore regionale, fa presente che, a suo avviso, sarebbe opportuno dedicare alcune sedute del Consiglio unicamente all'esame dell'argomento di cui si tratta, perché la discussione del bilancio di previsione impegna per diversi giorni tutto il Consiglio.

Il Consiglio prende atto.