Trascrizione informale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 104 del 14 marzo 1973 - Resoconto

OGGETTO N. 104/73 - Disegno di legge regionale recante norme di applicazione della legge regionale 7 marzo 1973 n. 7 concernente "Norme ed interventi nel settore dell'Agricoltura per la conservazione del paesaggio agricolo montano e per la protezione della natura".

Maquignaz (D.P.) - La proposta che viene presentata al Consiglio regionale riguarda e tratta delle norme di attuazione della legge che è stata precedentemente approvata per il verde agricolo e per la conservazione dell'ambiente montano. Legge, che è stata approvata dalla Comunità Economica Europea, per cui legge che è già stata promulgata.

È stata approvata, però, con alcune riserve, dove si dice in modo particolare "in base all'esame delle suddette disposizioni la Commissione è in grado di comunicare al Governo italiano che per il momento non ha osservazioni particolari da formulare in merito al principio dell'aiuto previsto dall'art. 4 della legge - indennità annua - e sostiene non di meno che vengano comunicate in fase progettuale le aliquote e le modalità di concessione di tali indennità.

Quindi le presenti norme di attuazione dovranno ritornare a Bruxelles come è stato esplicitamente richiesto dalla lettera in cui si dava il nulla osta per il proseguimento di questa legge.

Direi che per quanto riguarda i provvedimenti adottati dalla Comunità Economica Europea noi sappiamo che è di questi giorni la notizia che hanno esaminato e stanno studiando delle norme di intervento proprio differenziate per le zone di montagna.

Esaminando queste norme noi abbiamo visto che hanno più o meno recepito quanto era contenuto nella nostra legge salvo beninteso che con delle norme molto più restrittive in quanto chéil stabiliscono dei minimi di superficie per avere diritto a questa indennità e stabiliscono diverse altre norme circa la pendenza dei terreni che se dovessero essere approvate così come sono state proposte metterebbero in seria difficoltà in nostro regolamento così come è concepito.

Abbiamo avuto un incontro, ieri, a Bolzano di tutti gli Assessori delle Regioni alpine proprio per discutere su queste proposte di direttive da dove è scaturito un ordine del giorno dove abbiamo fatto presente naturalmente qual è la nostra situazione e chiesto ai rappresentanti dello Stato italiano che facciano presente la necessità di salvaguardare maggiormente tutta l'agricoltura di montagna. Mentre con le direttive proposte in questo momento c'è il pericolo che solo una piccola parte di questa zona venga ad essere interessata del provvedimento in oggetto.

Direi che, per quanto concerne il regolamento stesso noi abbiamo cercato nel limite del possibile di snellire tutta la procedura di applicazione della legge e abbiamo pensato che questo dovesse interessare, in modo particolare per quanto riguarda la presentazione delle domande, che venissero presentate direttamente ai Comuni anziché all'Amministrazione regionale. Cioè ogni Comune dovrebbe istituire un registro comunale e annualmente trasmettere questi elenchi all'Amministrazione regionale che elabora così un registro regionale in modo da potere agevolare gli agricoltori presentando queste domande direttamente al Comune e non all'Amministrazione regionale.

È prevista la possibilità che tutti i moduli vengano poi forniti direttamente dall'Amministrazione regionale come pure l'assistenza per la prima stesura dei registri in modo da fare più o meno come si è fatto fino adesso per l'edilizia popolare dove hanno solo da riempire un modulo dove noi chiediamo determinate informazioni per quanto concerne l'azienda e il resto del controllo viene effettuato poi direttamente dall'Assessorato all'Agricoltura.

Non avrei molto da aggiungere perché la discussione, mi pare, sulla necessità di adottare questo provvedimento è già stata fatta in occasione dell'approvazione della legge. Pertanto io resto a disposizione per eventuali chiarimenti che si rendessero necessari.

Tonino (P.S.I.U.P.) - In sede di discussione della Commissione Agricoltura avevo rilevato e fatto presente che vi erano state portate delle innovazioni rispetto alla precedente discussione avvenuta in Consiglio nella preparazione di questa legge.

E mi riferivo all'art. 1 della lettera c) d) e).

Avevo anche detto che, in linea di massima, eravamo - come comunisti - d'accordo, proprio perché, ripeto, come comunisti, da questi banchi, ogni qualvolta ci venivano o ci viene proposto dei miglioramenti innovativi nei riguardi dell'agricoltura in genere siamo sempre stati favorevoli tra i primi, purché questi interventi non fossero stati degli interventi palliativi.

Nel convento... di domenica, organizzato dai Comunisti valdostani, presente l'On. Ingrao, abbiamo parlato di questa legge come di un'ottima legge. Qualcuno l'ha anche qualificata una legge rivoluzionaria rispetto ai soliti interventi palliativi e clientelari.

E proprio perché come comunisti abbiamo questa visione favorevole sui problemi dell'agricoltura, ed è proprio su questo settore che nel nostro convegno vi sono stati maggiori interventi, cionondimeno, in sede di discussione della Commissione dell'agricoltura, avevo mosso alcuni appunti alcune preoccupazioni che nell'allegato parere della Commissione appaiono. Cioè appaiono di più nel verbale che non nell'allegato parere. Comunque, nel verbale sono più chiari.

Ora, le mi osservazioni sono un po' di questo ordine:

1°) garantire il finanziamento per quanto si prevede, e per questo motivo chiedevo che questo regolamento, diventato legge, avrebbe dovuto passare in Commissione Affari generali per garantire la copertura delle spese.

2°) a me pareva, tenuto conto che una delle azioni che dobbiamo sempre tenere presenti in questo delicato settore è la cooperazione, mi pare che in questa importantissima legge - lo voglio sottolineare - non vi sia questo stimolo. Lo troviamo solo nelle stalle sociali.

Vi cito, all'uopo, un solo esempio: la cooperazione dei viticoltori di Donnaz - che non interessa solo Donnaz, ma 4 Comuni. Abbiamo faticato non poco per la costituzione - e l'Assessore lo sa perché è stato sempre molto vicino e ci ha aiutati in queste cose e lo riconosciamo. L'abbiamo riconosciuto domenica anche nel nostro convegno.

Ebbene, questa cooperativa ha avuto delle difficoltà per costituirsi. E abbiamo faticato molto. E oggi la cooperativa va' avanti molto bene. Malgrado ciò sono ancora solo 70 i soci della nostra cooperativa viticoltori di Donnaz.

Ora, questo disegno di legge prevede un intervento per i terreni coltivati a vigneto in una misura uguali per tutti, mentre ritengo che si avrebbe dovuto prevedere una differenziazione se siano convinti di dover incrementare la cooperazione.

E l'esempio non vale solo per questa cooperativa, ma vale per tutte le forme cooperativistiche esistenti nella Regione.

Questo mi pare che non sia previsto in questo disegno di legge.

3°) è prevista un'indennità per tutti i capi di bestiame meno che per le capre. Questo io l'avevo già sottolineato in sede di Commissione.

Però noi, in bassa Valle, non ne abbiamo delle pecore abbiamo solo delle capre e lo testimoniano il fatto che abbiamo diversi ponti che sono chiamati ancora oggi "ponti delle capre".

Quindi mi pare ingiusto escludere le capre da questi contributi. Mi si dirà che le capre sono dannose per i boschi. Noi abbiamo dei boschi, in bassa valle, e posso garantirvi che sono verdi come quelli delle altre zone. Ma comunque basterebbe prevedere che le capre quando vengono portate al pascolo si preveda quella museruola, come noi la chiamiamo, di modo che non portino danno alle piante.

Ecco, io ho creduto opportuno fare questa osservazione, in ordine a questa legge, che ripetiamo, noi comunisti comunque la voteremo per le considerazioni che abbiamo fatto. E se il Consiglio vuole tenere conto, e la Giunta in particolar modo, delle osservazioni che ho fatto, tanto meglio. Nel caso contrario noi voteremo la legge lo stesso.

Quello che propongo, però, è che all'art. 2, dove parla delle pecore, vi sia aggiunta la parola "anche delle capre" perché altrimenti è una discriminazione che si fa per la bassa valle, in quanto nella bassa valle ci sono molte capre e non ci sono pecore.

Dayné (U.V.) - Avendo la Commissione agricoltura - come ha già detto il Consigliere Tonino, espresso solo parere in via di massima favorevole, riservandosi i membri della Commissione di intervenire in aula per proporre emendamenti, però, all'unanimità la Commissione propone qualche piccola aggiunta, qualche piccola rettifica che illustrerò articolo per articolo.

Bordon (D.C.) - Brevissimo, che sia verbale.

Noi siamo sempre stati favorevoli a questa legge. Che sia l'optimum non riteniamo. Però mi sembra che sia un passo avanti. E voler vedere, prevedere già oggi tutto mi sembra che sia un errore in partenza perché, quando la vedremo funzionare, vedremo quello che accadrà. E come tutte le cose sono modificabili, modificheremo anche questo. L'unica speranza che abbiamo tutti che il MEC non ci metta troppo i bastoni tra le ruote perché desidereremmo che finalmente arrivasse in porto perché è già un po' che si trascina.

Nient'altro.

Manganoni (P.C.I.) - Io, più del MEC, sono preoccupato di un tale onorevole che risponde al nome di Tozzi-Condivi, il quale, a Roma, dopo che la Giunta - dopo, sappiamo quante acrobazie è riuscita a superare l'ostacolo MEC - ecco che improvvisamente si presenta un altro ostacolo non più a Bruxelles, bensì a Roma.

Non so di quale partito sia. Forse tu lo saprai meglio - se lo sai ti prego di dirmelo. So solamente che si chiama On. Tozzi-Condivi e deve essere abruzzese, il quale ha presentato una mozione o interpellanza al Parlamento, chiedendo cosa ne pensava il Governo del fatto che la Regione prende delle disposizioni diametralmente opposte a quelle del MEC.

Cioè il MEC dà dei contributi agli allevatori di bestiame che ammazzano le mucche lattifere; noi, invece, diamo dei premi ai coltivatori che allevano le mucche quando anche quelle lattifere.

Questa era stata la malignità di questo deputato.

Quindi io mi preoccupo, più che del MEC e di Bruxelles, di certe persone che si atteggiano ad amici della Valle d'Aosta e poi ti rendono quei bei servizi a Roma.

Comunque, a parte questo, effettivamente con questo regolamento noi facciamo un notevole passo avanti. Ed è il primo che facciamo in Italia per evitare la totale estinzione dell'agricoltura montana.

Certo che questo non risolve i problemi della nostra agricoltura. Questo è un passo avanti, ma non risolve. Perché se noi vogliamo che il coltivatore diretto continui a fare il coltivatore diretto, dobbiamo dare a questi coltivatori della terra le condizioni che hanno gli altri coltivatori: orario di 8 ore - settimana corta - ferie - pensione, casa confortevole - assistenza mutualistica - servizi sociali.

Perché questi vantaggi che giustamente si sono conquistati le altre categorie di lavoratori in Italia, ebbene, per i coltivatori diretti della montagna rimangono ancora un sogno, un pio desiderio.

E solamente quando noi avremo procurato anche a questi lavoratori della terra le condizioni degli altri lavoratori, potremo pretendere che rimangano sulla terra. Non è la situazione di oggi - malgrado gli ottimi provvedimenti che stiamo discutendo adesso, non risolvono il problema.

Non solo, ma dato che il reddito a una piccola azienda agricola di montagna non sarà mai sufficiente per permettere di vivere a tutta la famiglia, bisogna che noi ci preoccupiamo di procurar loro un reddito integrativo. Noi abbiamo parlato molto, qui in questo Consiglio regionale, anche se abbiamo concluso poco, di procurare un reddito integrativo alla famiglia del coltivatore diretto con: industria - cercando di dislocare le industrie nelle zone, in quelle zone, e non sempre nelle solite zone attuali. In secondo luogo - e questo lo trattava molto bene il piano economico ed urbanistico, che ci ha presentato la Giunta nella prima parte, parlando delle zone depresse, cioè che il turismo bisogna smetterla di destinare gli investimenti sempre nelle medesime zone turistiche già, non solo sviluppate, ma che si stanno strozzando per l'eccessivo sviluppo, destinando i fondi in queste zone agricole, in modo di dare un'integrazione di reddito a queste famiglie di coltivatori diretti.

Allora, se noi faremo dei passi veloci anche in questo altro campo, nel senso di procurare un'integrazione di reddito a queste famiglie di coltivatori diretti, potremo anche pretendere, o almeno sperare, che queste rimangano in montagna. Ma se noi non ci daremo da fare presto per procurare loro questa integrazione di reddito, ebbene non penso che neanche queste disposizioni, che stanno prendendo, siano sufficienti.

Comunque è già un passo notevole avanti. E adesso è il primo in Italia.

Volevo porre alcune domande. Cioè prima vorrei constatare che purtroppo le promesse, diciamo, o anche, chiamiamoli gli impegni, che in un certo modo sia la Giunta che il Consiglio si erano presi lo scorso anno, cioè di versare già il contributo per il 1972 infatti sul bilancio dell'anno scorso c'era già mezzo miliardo su quella voce; adesso non so, ma se ho ben capito, se quanto mi risulta è esatto, per il 1972 verranno versati questi contributi?

Mi pare che si sia detto di no, comunque vorrei chiedere una precisazione; e questo è veramente spiacevole perché i fondi era stati stanziati. E nel 1973, quindi questa legge dovrà essere in vigore dal 1973, se non può abbracciare il 1972.

Nel 1973 quando noi intendiamo versarli? E, con quale procedura?

Quali domande vanno inoltrate? Numero di capi di bestiame; noi stiamo a quali dati? All'ultimo censimento dell'anno scorso? Io vorrei anche delle precisazioni. Qui parla di vigneti specializzati e frutteti specializzati. Ora, io sulla questione dei frutteti specializzati intenderei sapere che cosa intendiamo. Cioè se sono i frutteti a monocultura o anche i frutteti a coltura mista. Facendo presente un fatto che il fatto di incrementare molto i frutteti - a parte che il reddito dei frutteti in Valle d'Aosta non è molto positivo - c'è anche un fatto che con i frutteti, purtroppo noi riempiamo la terra di veleni, di anticrittogamici, ciò che non è molto positivo.

Comunque io la spiegazione la volevo a cosa si intendeva su "vigenti specializzati e frutteti specializzati".

Dolchi (P.C.I.) - Io volevo solo, se possibile, un chiarimento di carattere puramente finanziario. Mi sembra che la legge istitutiva prevedesse uno stanziamento. In questa proposta di legge non ci sono previsti stanziamenti. Però è ovvio che siccome si fa riferimento specifico agli aventi diritto e ai capi, alle zone, ecc. ecc. si può approssimativamente fare un calcolo di quelli che saranno gli oneri.

Ora, mi sembra che ci sono notevoli differenze tra gli impegni, gli oneri che questa legge - che non ne fissa gli importi complessivi - insomma, notevole differenza fra le due leggi e gli stanziamenti di bilancio.

Ecco, vorrei vedere se nell'impostazione la Giunta è convinta che questa sia la strada migliore e nello stesso tempo se, nel caso fosse possibile la realizzazione, l'applicazione di questa legge 1972, come ovviare all'insufficienza dello stanziamento di bilancio - a cui nella legge, però, non si fa riferimento.

L'altra cosa che volevo dire è che, non so se Manganoni volutamente non l'ha detto o non lo sa - penso che per quei colleghi che si interessavano di politica, l'On.le Tozzi-Condivi è un onorevole democristiano doroteo dell'ala destra e non l'ultimo arrivato, ma un importante parlamentare della D.C.

Mi sembra che è inutile che ci nascondiamo dietro queste cose. Sono posizioni politiche che in campo nazionale sono state assunte e interessano la Valle d'Aosta. Mi sembrava opportuno precisare l'appartenenza di questo On. Tozzi-Condivi alla Democrazia Cristiana.

Grazie.

Andrione (U.V.) - Je dois d'abord informer le Conseil que la Commission Affaires Générales, bien que d'une façon sommaire, a examiné cet après-midi non seulement cette loi mais plusieurs autre lois qui seront discutées plus tard et ...évidemment pour un manque de temps de donner avis favorables à ce que les lois en question soient discutées au Conseil, je ne répéterai pas cela pour toutes les lois, je le dis une fois pour toutes simplement pour dire que au moins d'un point de vue formel le Règlement du Conseil était respecté.

Pour ce qui concerne cette loi je dois déclarer que notre groupe est d'accord sur les raisons qui l'ont déterminée mais que nous voudrions, plus que faire de réserves, exprimer quelque doute sur la méthode du subside et surtout proposer à l'Assesseur de l'Agriculture une recommandation. C'est-à-dire, il nous semble que cette loi touche d'un côté directement ceux qui sont les problèmes agricoles et là-dessus nous sommes d'accord et d'autre part touche également un certain système de vie et une survivance de l'agriculture et des exploitations agricoles de montagne qui constituent pour nous une richesse non seulement agricole mais une richesse touristique aussi.

C'est pour cette raison que je trouve qui serait encore une fois bien de faire distinction à l'intérieur de la loi et d'établir que les petits exploitants, ceux qui ont moins de cinq vaches devraient avoir des subventions supérieures parce que si quand on arrive au million, au 900 mille lires, 800 mille lires l'aide a une certaine consistance je crois que nous sommes tous d'accord pour dire que les 90.000 lires ou les 120.000 lires constituent les vrais, c'est vrai une aide immédiate mais en réalité n'obtiennent pas le but que nous poursuivons avec cette loi, c'est-à-dire de transformer surtout les exploitants de haute montagne dans ces jardiniers de la nature dont parlait récemment le Président de la République française.

C'est pour cela que je me permettrais de recommander à l'Assessorat de l'Agriculture, d'établir dans l'application des sous règlements et de diviser les exploitations qui ont moins de cinq têtes de bétail et qui se trouvent à une altitude supérieure au 1.000 ou 1.200 mètres de façon à avoir si dans la future application de cette loi il ne serait pas intéressant pour l'Administration régionale de donner des subventions supérieures de façon a maintenir sur le sol de haute montagne ces paysans qui sont indispensables pour la conservation du territoire, non seulement pour la conservation en sens stricte du territoire mais pour que ce territoire puisse avoir un avenir, un développement touristique.

Seulement de cette façon cette loi arriverait à notre sens à appliquer assez exactement les buts que nous recherchons sinon encore une fois en faisant une chose indiscriminée nous finissons pour favoriser les grosses exploitations des zones les plus favorisées et finalement pour donner une aumône et pas une aide comme nous entendons nous aux exploitations petites de haute montagne.

Bancod (U.V.) - Je suis principalement d'accord à ce qui a dit le Conseiller Andrione parce que si on considère que les propriétaires de plus de 25 à 30 têtes de bétail naturellement ont un certain intérêt tandis que les propriétaires de peux de têtes de bétail, jusqu'à cinq surtout ils n'ont aucun bénéfice de cette loi ici, alors justement il faut recommander, je dois recommander... à la Junte qui étudie mieux ce problème.

Autre chose, la somme de 2.000 lires, comme indemnité pour chaque are de terrain pour les vignes, il me semble insuffisante parce que, si vous considérez les difficultés des travaux des vignes pour deux mille lires, je ne sais pas si on veut vraiment maintenir une culture comme il faut, c'est insuffisant. J'invite aussi, j'invite à ce point l'Assesseur qui prenne, qu'il me dit quelque chose, si on ne pourrait pas augmenter cette contribution a faveur des vignes, il faudrait du moins la porter à 3.000 lires là pour avoir une contribution que on puisse faire une concurrence avec les paysans voisins.

Chabod (D.C.) - Come ha già detto il Consigliere Bordon noi siamo favorevoli a questa legge. Anzi vorremmo proprio che si facesse presto e, come ha detto anche il Consigliere Andrione, cioè di vedere un po' quella media - non dirò alta montagna - ma la media montagna, perché, se vogliamo mantenere il verde, è proprio lì che dobbiamo insistere perché è la zona la più difficile perché è molto più difficile a lavorare. Nelle pianure si va con i trattori, si va con i mezzi molto più pesanti; invece in quelle zone lì è molto più difficile lavorare.

E noi, anche con questa legge ci troveremo in quelle zone con i nostri prati che non saranno falciati, cioè in quelle zone lascerà un po' il tempo che trova. Però, con questo, noi daremo tutto il nostro contributo, il nostro appoggio a questa legge e speriamo solo che non faccia la fine di quella dell'anno scorso del mese di maggio, del censimento del mese di maggio. Che sia una cosa che sia realizzabile al più presto possibile, che gli agricoltori riescano ad avere questo contributo.

Maquignaz (D.P.) - Sono state poste alcune domande.

Sono perfettamente d'accordo che anche se questo è un provvedimento innovatore non è un provvedimento che si permette di dire che con questo risolveremo i problemi della agricoltura. Siamo tutti convinti. Però non bisogna dimenticare che a lato di questo provvedimento noi abbiamo tutti gli altri per l'ammodernamento, per la ristrutturazione delle aziende: vedi il provvedimento della cooperazione, vedi tutti i provvedimenti dei miglioramenti fondiari.

Quindi questo è un qualcosa di più, è un soprappiù che si viene naturalmente a dare agli agricoltori per il fatto che noi sappiamo che in montagna anche con tutte le nuove moderne tecniche e con l'ampliamento delle dimensioni aziendali, non avremo mai delle aziende completamente redditizie e, direi, che l'agricoltura non avrà mai un reddito equiparato a quello che è dei lavoratori degli altri settori.

Quindi è normale che questo provvedimento parte da quel presupposto di come, malgrado tutti gli sforzi, gli agricoltori non avranno mai un reddito in montagna pari a quello degli altri che lavorano negli altri settori; gli si viene incontro dandogli questo soprapiù, questo indennizzo per compensarlo d quel lavoro che fa per la collettività.

Ci rendiamo perfettamente conto che il provvedimento non è perfetto. È un avvio di un discorso nuovo. Un provvedimento quindi che si può migliorare, perfettibile.

Però non ci sembra possibile, in questo momento, prevedere questa differenziazione per le aziende di fondo valle, le aziende invece della montagna in quanto ché noi sappiamo che tante aziende hanno dei terreni al di sotto di un certo limite, cioè non è che un'azienda sia tutta al di sotto o al disopra dei mille metri, quindi verremo fuori con un lavoro così complicato ed elaborato e non so come ce la caveremo. Ne avevamo già discusso di questo problema e alla fine abbiamo ritenuto che non fosse possibile, almeno in questo primo tempo, portare avanti delle norme differenziate, tenendo conto delle altitudini che ci sono qui in Valle. Si era proposto di fare una prima suddivisione - sino a 1000 metri e oltre. Poi abbiamo avuto proprio l'occasione di riscontrare, prendendo alcune aziende, e abbiamo visto che i terreni non sono tutti o al di sopra o al di sotto, ma sono frammisti e quindi un calcolo che non sarebbe facile.

Potremmo invece, se lo riteniamo opportuno, vedere caso mai la tabella allegata. La tabella allegata stabilisce un confronto tra i capi di bestiame e quella che è la superficie occorrente per il mantenimento di questi capi.

Fino a 800, da 800 a 1200 e oltre i 1200 metri. Questo è contenuta all'art. 7. Quindi, se noi fossimo d'accordo, potremmo eventualmente correggere questa disparità, modificando la prima parte per quanto riguarda i prati irrigui e i prati artificiali. Noi partivamo dalla base di 4 capi sotto gli 800 metri e si arrivava a due sopra i 1200. Se noi portassimo a 3 capi, fino a 800 metri, a 2,5 da 800 a 1200 e lasciando i due, noi avremmo già ridotto questa disparità in quanto ché il confronto viene fatto poi in base a questa tabella.

Penso che questa livellazione, chiamiamola così, sia possibile fare. Però non ritengo opportuno in questo momento stabilire delle norme differenziate per le varie strisce di terreno, qui, secondo l'altitudine, perché non saremmo in grado di controllare tutte queste aziende e quindi noi creeremmo una complicazione che ritarderebbe solo il lavoro.

Venendo, invece, alle domande precise che sono state fatte. Per quanto riguarda la questione "finanziamento". Queste sono delle norme di attuazione di una legge che prevedeva il finanziamento.

Quindi è chiaro che non può prevedere alcun finanziamento perché si tratta solo di stabilire in che modo noi vogliamo distribuire i fondi che abbiamo già approvato con la legge precedente. E noi sappiamo che abbiamo 500 milioni della legge già approvata, della legge precedente, quella che è stata promulgata in questo momento e abbiamo 800 milioni previsti in bilancio.

Quindi, se per caso queste norme di applicazione venissero approvate in un tempo relativamente breve, noi potremmo anche vedere se non è opportuno stanziare le somme per l'anno 1972.

Se quest'approvazione invece dovesse tardare, perché non dipende più da noi, noi faremo tutti gli sforzi ed i passi occorrenti - e speriamo di avere la collaborazione di tutti e non degli intralci - se noi abbiamo questa collaborazione e riusciamo ad avere l'approvazione entro un breve termine, è chiaro che potremmo mettere insieme glia gli 800 milioni che noi abbiamo per il 1973, i 500 milioni per il 1972, e naturalmente disporremmo in questo modo già di un miliardo e 300 milioni che, a nostro avviso, dovrebbe essere la cifra che occorrerà annualmente per far fronte alle norme che stiamo esaminando.

Quindi la Giunta si deve impegnare a fare tutto il possibile a seguire questo provvedimento, del resto come lo abbiamo fatto sino adesso e se la Comunità Economica Europea con le direttive che sta esaminando in questi giorni ha recepito questo concetto e lo dice chiaramente quando parla di indennità agli agricoltori per il mantenimento dell'ambiente montano è chiaro che abbiamo già sfondato un po', però dovremo continuare a seguire perché le norme del nostro regolamento, che sono superiori alle norne previste adesso dalle direttive comunitarie, vengano approvate in quanto ché abbiamo veramente delle ragioni particolari per cui in Valle d'Aosta, con la situazione in cui ci troviamo, se non arriviamo a questo indennizzo, a lato di tutti i provvedimenti, invece, per i miglioramenti fondiari, noi sappiamo che nel giro di pochi anni vedremo ancora un calo enorme, per quanto riguarda le attività agricole.

Quindi nostro dovere è di seguirlo come abbiamo fatto sino adesso. Però l'approvazione con dipende più dalla Giunta, ma dipenderà, naturalmente, dagli organi comunitari e dal Ministero dell'Agricoltura.

Perciò, finanziamento, questa legge non ne può prevedere perché sono norme di attuazione, però i finanziamenti ci sono, si tratta solo di avere l'approvazione entro un più rapido tempo possibile e dopo possiamo applicarla... (Voce) ...Sì, sono previsti i finanziamenti e del resto abbiamo 800 milioni che, con una piccola variazione, una legge che porta questi 800 milioni, e che è già in bilancio, per il finanziamento di questi interventi, noi disponiamo di un miliardo e trecentomilioni.

Per quanto riguarda il problema delle cooperative sollevate dal Consigliere Tonino. Ma questo non è un provvedimento - diciamo - di miglioramento, questo è un aiuto per compensare l'agricoltore di quel lavoro che fa, che non riguarda solo la produzione, ma serve per il mantenimento del paesaggio. Quindi è chiaro che noi non potevamo ottenere dei contributi differenziati per le cooperative o per i consorzi. Altri provvedimenti prevedono questo intervento maggiorato. Qui si tratta invece di compensare chi lavora la terra e quindi in questo caso noi non potevamo fare altro che prevedere nel regolamento gli interventi per quelli che dimostrano di avere un'azienda, che ci dimostrano di lavorarla.

Questione delle capre: devo dire che anche il regolamento comunitario prevede effettivamente l'intervento per le capre perché, quando noi vediamo la tabella di conversione dei bovini, ovini e caprini, vediamo che alla fine prevede la percentuale 0,15 per quanto riguarda le capre e le pecore, 0,4 per quanto riguarda i bovini da 3 a 12 mesi, 0,5 da 1 a 2 anni - come abbiamo previsto noi. Perciò penso che, siccome anche le norme comunitarie qui hanno previsto una possibilità di intervento non solo per gli ovini, ma anche per i caprini, lo potremmo accogliere anche noi.

Quindi mi pare, di quanto ho già detto prima, risposto anche al Consigliere Manganoni che qui non si tratta di prevedere una spesa, si tratta semplicemente di avere l'approvazione al più presto possibile, dopo potremo veramente dare il via. E quindi dopo potremmo lavorare.

E se prima ho sentito un piccolo accenno, che "speriamo che non succeda come l'anno scorso"; vorrei dire semplicemente che, se ritardi ci sono stati, penso che tutto il Consiglio ha seguito e sa esattamente a chi è imputabile questo ritardo: non alla Giunta e non al Consiglio regionale.

Quindi non è che ci possiamo fare delle colpe. Abbiamo fatto tutto il possibile. Perciò dipende, come dicevo prima, da una rapida approvazione da parte dell'organismo comunitario che in materia di agricoltura è quello che deve esprimersi.

Il Consigliere Manganoni aveva sollevato anche la questione dei, voleva un chiarimento su cosa intendevamo per "frutteti specializzati". Noi, per frutteti specializzati intendiamo quelli che sono intensivi, cioè quelli che consentono solo la produzione di frutta. Quindi è chiaro che è previsto nel regolamento che se uno ci presenta la richiesta di questi terreni e li considera come frutticoli noi controlleremo se c'è quella densità che è prevista, se può utilizzare anche il fieno e se lo richiede come frutteto, non avrà più diritto di essere considerato quel terreno come prato.

Quindi dei frutteti intensivi ne avremo pochissimi, perché, per la verità, in Valle noi abbiamo questa cultura che è mista, dove si coltiva, si produce fieno e nello stesso tempo anche un po' di frutta.

Abbiamo, invece, i nuovi impianti che li possiamo considerare intensivi e quelli avranno diritto al contributo, all'indennizzo previsto per i frutteti specializzati.

Al Consigliere Dolchi pure ho precisato prima che, per quanto riguarda il finanziamento, queste sono norme di attuazione di una legge che prevedeva in finanziamento che abbiamo i 500 milioni e con una piccola leggina, mentre verranno approvate queste norme, potremo aumentare lo stanziamento previsto con gli 800 milioni in bilancio e disporre perciò di una cifra di un miliardo e 300 milioni, che non possiamo fare però in questo provvedimento.

Al Consigliere Andrione ho già indirettamente risposto prima, quindi, mentre ci rendiamo conto che sarebbe utile fare questa differenziazione e stabilire delle modalità diverse per le zone alte, nello stesso tempo noi sappiamo che questo ci crea un problema tale per cui non so come potremmo cavarcela.

Si può, invece, - avevo proposto prima - eventualmente correggere questo con la variazione della tabella dell'articolo 7, se lo si ritiene opportuno. Però, a mio avviso, come primo provvedimento, noi dovremmo mandarlo avanti così, salvo naturalmente riesaminarlo poi in un secondo tempo, migliorarlo, perfezionarlo, secondo anche gli inconvenienti che si noteranno, si constateranno durante la sua applicazione.

Consigliere Bancod, aumentare il contributo per i vigneti. Se noi pensiamo che le norme comunitarie prevedono semplicemente di 50 unità di conto per ettaro di terreno a vigneto o a frutteto il che vuole dire 30 mila lire per ettaro, è chiaro che noi siamo di ben, ma dieci volte, noi abbiamo almeno 5 volte una previsione maggiore di intervento e quindi mi pare che se abbiamo delle difficoltà perché sappiamo che le direttive comunitarie sono molto più restrittive, noi avremo già delle difficoltà per far passare le norme proposte.

Noi siamo a 30 lire al metro; lì, invece, sono 30 mila all'ettaro, il che vuol dire 3 lire al metro. Siamo dieci volte superiori alle previsioni comunitarie.

Ecco perché ritengo che non si possa poi nemmeno esagerare perché rendiamo estremamente poi difficile la sua approvazione.

Penso di avere dato una risposta. Se per caso c'è qualcosa che ho dimenticato, prego di farmelo presente perché in questo momento mi pare d'aver risposto a tutti i Consiglieri... però noi possiamo in qualunque momento aumentare questo stanziamento con gli 800 milioni che abbiamo in bilancio però dipende tutto dall'approvazione di queste norme di...

Chamonin (M.A.V.) - ... con l'Assessore se non ho fatto la mia domanda prima ma sono stato chiamato fuori dall'aula e lui stava già rispondendo.

Io volevo soltanto dire questo che, in effetti, noi con questa legge, sulla quale tutti concordiamo, possiamo dissentire da determinate modalità, da determinati prezzi contributi ecc., però sulla legge in definitiva siamo tutti d'accordo, però con questa legge noi volevamo premiare soprattutto il lavoro del contadino non la produzione, questa era la base cioè era il criterio che aveva informato tutto il lavoro per stabilire questa legge, premiare il lavoro e non la produzione cioè il mantenimento del verde.

Con la tabella che noi abbiamo invece e applicando questa tabella anche arrivando a modificare, portando da 4 a 3, da 3 a 2,50, noi comunque continuiamo a premiare la produzione e non il lavoro perché noi dobbiamo pensare una cosa che l'azienda di piano che in effetti produce di più per ettaro ha molto meno lavoro che non la massima parte delle aziende di montagna; ecco perché, a parere mio, questa tabella, anche se è un meccanismo estremamente difficile da stabilire però noi in questo modo continuiamo a premiare, cioè premiamo maggiormente il contadino che è già più favorito, pensiamo soltanto al lavoro della fienagione per esempio, nella massima parte delle aziende di piano, la rastrellatura, l'imballo del fieno, il trasporto di questo fieno al fienile ecc. può avvenire meccanicamente, in montagna no, quindi noi con questo travisiamo, a parer mio, quello che è il criterio informatore della legge.

Intendiamoci, meglio questo di niente, siamo sempre tutti d'accordo, però noi qui rovesciamo il perché della legge, noi qui continuiamo a premiare la produzione e non il lavoro.

Andrione (U.V.) - Je voulais dire... je partage évidemment ce que M. Chamonin vient de dire, mais aussi ce qui avait dit avant l'Assesseur et que peut-être la recommandation a été mal comprise dans le sens que je ne suis pas d'accord que la loi soit approuvée maintenant telle qu'elle est et je demanderais que les statistiques sur cette loi soient faites d'une façon ordonnée de façon a donner au Conseil régional la possibilité demain d'intervenir si par hasard la loi présenterai quelque défaut d'application.

Alors pourquoi je demandais que les fermes de haute montagne soient tenues séparées vraiment pour ce que vient de dire M. Chamonin et même si votre proposition été acceptée de modifier le rapport entre terre et tête de bétail, quand il y a trois vaches c'est trois vaches même si est le bon paitre sur une extension énorme cela ne change pas la réalité qui restent trois vaches et s'il est trop difficile de faire des statistiques générales de toute la Vallée d'Aoste, moi je voudrais proposer à l'Assesseur de faire du moins une enquête pilote et par exemple dans une zone qui connaît cette réalité mieux que moi à partir d'Antey, Torgnon, La Magdeleine, Chamois et arriver au Breuil, de voir ce qui se passe dans cette zone et si par hasard après trois ans d'application de cette loi nous remarquons que les étables se ferment avec le même rythme actuel là où il y a des exploitations petites. Il est évident que nous devrons reconnaître en ce moment là que cette loi n'a pas rejoint les buts que nous nous proposions et parce que nous avons, comme Chamonin a très bien dit, encore une fois primé la production et non pas le travail mais du moins à avoir un document sur des choses de sérieux... parce que maintenant il est bien de commencer mais tout de même si nous continuons d'aller en avant comme ce la sans connaitre la réalité et en appliquant toujours le principe de la subvention, finalement nous finirons pour gâcher une partie importante du budget régional sans atteindre les buts que nous nous proposons tous ensembles.

Dujany (D.P.) - Volevo fare due considerazioni conclusive e vorrei ricordare al Consiglio quali sono stati i motivi per cui la Giunta con il Consiglio ha ritenuto opportuno di intraprendere questa nuova iniziativa a favore dell'agricoltura. Ci trovavamo dinanzi alla comunità europea che aveva dato determinate indicazioni all'agricoltura degli Stati appartenenti a questa Comunità ed erano indicazioni e diposizioni che non potevano assolutamente trovare un adattamento alle realtà delle zone alpine, in quanto partiva dal concetto che, di proteggere e di sostenere l'agricoltura, ove essa si sosteneva sul piano esclusivamente economico, e di liquidare letteralmente l'agricoltura, dove essa non era economica.

Quindi l'agricoltura nelle zone alpine non è assolutamente economica in sé e per sé, quindi voleva dire procedere lentamente secondo gli indirizzi della comunità europea all'abbattimento dei meli, utilizzando i contributi della comunità alpina, abbattimento dei peri, abbattimento del bestiame salvo quello che era destinato alla produzione di carne, abbattimento, liquidazione delle vite e avanzata dei boschi e naturalmente un mantenimento di pascolo ridottissimo. Questi erano gli indirizzi della Comunità Europea.

Quindi, mentre la Regione si trovava in una necessità di sostenere l'agricoltura in quanto riteneva che l'agricoltura fosse un elemento di integrazione e di supporto dell'attività turistica e un elemento di equilibrio e di mantenimento del suolo, naturalmente la comunità europea passava sopra tutte queste considerazioni e vedeva solo il problema strettamente economico.

Quindi vorrei cortesemente richiamare l'attenzione del Consigli sulle difficoltà dinanzi alle quali ci siamo trovati per portare avanti un'impostazione che era in contrasto con quelle previste dalla comunità europea che aveva livellato tutto il territorio appartenente alla Comunità europea in modo indiscriminato senza tenere conto delle particolari situazioni di determinate zone.

Quindi il lavoro, molti Consiglieri hanno insistito sulla necessità dell'urgenza, sulla necessità della realizzazione pratica e concreta della distribuzione di denaro, però non dobbiamo dimenticare che quando ci si trova dinanzi a quei grossi colossi quale è quello della Comunità europea che da certi indirizzi e una piccola Regione che deve contrastare questa sua situazione particolare che riflette poi la situazione di tutte le zone alpine perché la situazione nostra non è proprio solo nostra ma di tutte le situazioni alpine, quanto è difficile e quanta pazienza e insistenza ci vuole per fare capire che quelle direttive non erano direttive che si adattassero alla nostra situazione.

Quindi, la legge approvata dal Consiglio, che è la legge quadro, nel dicembre del 1972 è stata la legge frutto di un lungo dialogo, di una lunga discussione con il Ministero degli Esteri e soprattutto con la Comunità europea e mi pare che il risultato oggi si può considerare positivo in quanto l'Assessore Maquignaz vi ha sottolineato che proprio in relazione a questa discussione la Comunità Europea sta rivedendo i suoi indirizzi per quanto riguarda le zone alpine.

Seconda osservazione: è una legge di cui molti hanno sottolineato alcune lacune sul piano del merito. Io posso dare atto di queste lacune però incominciamo a realizzare qualcosa, verificheremo se questo qualcosa è valido, se presenta delle manchevolezze e le correggeremo man mano che andremo avanti, perché altrimenti per voler perseguire il perfezionismo rischiamo di non fare nulla.

E non dimentichiamo che siamo l'unica Regione in Italia a fare questo esperimento quindi non abbiamo esempi simili da seguire: davanti a noi siamo l'unica Regione che sta iniziando un tipo di politica in questa direzione per cercare soprattutto di dare all'agricoltore una certa, direi, considerazione e soprattutto un certo valore psicologico e per le funzioni che svolge nell'ambito della nostra Comunità per il servizio che presta nell'interesse delle altre categorie sociali e delle altre categorie economiche.

Quindi volevo semplicemente fare alcune considerazioni di carattere generale per sottolineare le difficoltà e i tempi che sono stati abbastanza lunghi per poter arrivare alla conclusione di questo provvedimento che mi pare un provvedimento valido nel suo insieme, che ha costretto la comunità europea a rivedere le sua indicazioni e i suoi indirizzi nei riguardi delle zone alpine, quindi a distinguere le zone agricole di pianura dalle zone di montagna e in certo luogo ha, credo, permesso alla Valle d'Aosta di fare una provvedimento che possa essere di sollievo nell'interesse dell'agricoltore e nell'interesse della comunità completa dell'amministrazione regionale.

È un dettaglio, mi pare, che il discorso di Chamonin e di altri della distinzione naturalmente che è un problema di merito, di cui abbiamo già detto, che sarebbe opportuno rivederlo poi attraverso il tempo, attraverso una verifica più chiara, mi pare molto difficile da farsi in questo momento anche perché molte delle nostre aziende agricole sono aziende direi miste, miste anche sul piano della dislocazione: abbiamo le stesse aziende che spesso sono distribuite dalle zone di pianura, zone di mezza montagna a zone di alta montagna; quindi diventa abbastanza difficile fare questo lavoro, almeno in questo momento in questa fase, questo lavoro di distinzione.

Per quanto riguarda i finanziamenti vorrei rassicurare il Consiglio che il finanziamento disponibile è di 1.300.000.000, cioè 500 milioni stanziati sul bilancio del 1972 più gli 800 milioni previsti nel bilancio del 1973. Quindi sul piano del finanziamento non ci sono, mi pare, più dubbi; quindi, adesso, non rimane che di approvare questa legge, di dargli, direi, la caratteristica di urgenza, se il Consiglio ne è d'accordo, e far si che venga approvato nei termini più brevi possibili affinché possa trovare concretizzazione nei termini più brevi possibili.

Bordon (D.C.) - Qui non è che si possa, con una discussione come questa trovare degli argomenti nuovi; io mi ero permesso telegraficamente prima di dire quelle poche cose che avevo detto che in sostanza però riassumevano tutto quello che è stato il dibattito che è avvenuto fino adesso in quanto ché dicendo che questa legge non era l'optimum, dicendo che era suscettibile di un sacco di variazioni, dicendo che già fin da adesso avrebbe creato indubbiamente del malcontento però ci si consolava pensando che dopo un certo lasso di tempo di difficoltà e qui non si preoccupi l'Assessore che noi non siamo mai qui per dare la colpa a nessuno perché io penso che si lavori in équipe e quindi quello che ha da venir fuori è merito o disonore di tutti quanti, e pertanto ripeto quello che abbiamo detto prima, è una legge che, giustamente, qualcheduno ha puntualizzato e ha detto che potrebbe essere suscettibile di miglioramento ma io non vorrei che, andando a cercare troppo la precisione fin da questo momento, si dovesse ritardarne l'applicazione questo; io l'ho detto fino dal primo momento e lo ripeto adesso.

Naturalmente quando dicevo che non è l'ptimum, ma siamo tutti d'accordo! Perché, si capisce, mi piacerebbe e lo sentivo con vera soddisfazione quando si diceva bisognerà dargli le otto ore di lavoro all'agricoltore, bisognerà dargli, se possibile, la settimana corta, il riposo di Natale e di Pasqua ecc. ecc., mi sembra che qui si voglia scherzare perché qui, purtroppo, non so come si potrà riuscire a quello che è l'andamento di una azienda quando ci sono le bovine nella stalla vedere che cosa si potrà fare.

Ad ogni modo ecco che, secondo me, a tutte queste cose che sono già carenti si può ottenere dando già qualche cosa di più e allora si poteva venire qui e dire invece delle 30 diamo 50.000 lire ma questa sarebbe stata della demagogia e noi non vogliano assolutamente fare della demagogia, diciamo che in questi ultimi tempi qualche cosa si è portato avanti: le medicine, gli infortuni, le puerpere e sono sicuro che questo è uno dei provvedimenti che se non sarà sufficiente come abbiamo rilevato sia noi prima come l'Assessore dopo è un'altra tappa, perché per esempio vi si dice che molte volte noi guardiamo questi provvedimenti, ma non è che cadano dal cielo, non abbiamo scoperto né l'America né l'acqua calda, sono provvedimenti che in certe Regioni come la Svizzera, come la Francia sono portati avanti e noi ogni tanto è logico che così si faccia cerchiamo di copiare e di vedere quello che i nostri vicini fanno i quali vicini avendo una agricoltura molto simile alla nostra per territorio per tradizioni per abitudine e pertanto vengono avanti con dei provvedimenti che se il caso noi dobbiamo rilevare come ne rileviamo tanti. Ma, per esempio, indubbiamente noi, e non è che si voglia anticipare i tempi, ma a un certo momento vedrete che in Francia stanno già dando dei mutui a coloro che si vengono a instanziare nelle aziende agricole, cioè richiamarli non solo mantenerli, quindi sono cose che poi andranno avanti un po' per volta.

Ora, secondo me, è giusto quello che si diceva, noi corriamo il pericolo magari di venire incontro con le 900.000 lire quello che può essere, al proprietario di fondo valle che ha le 30 bovine perché, specialmente oggi come oggi allorquando i terreni incominciano a essere abbandonati, vengono affittati più facilmente e sembrerà strano ma quel famoso scorporo che l'agricoltura dava noia perché era troppo spezzettato, oggi come oggi si riescono a mettere insieme dei certi appezzamenti di una certa superficie perché io non riesco più a fare andare avanti la mia e quindi affitto a un certo momento i terreni e l'altro vicino che ha ancora la possibilità o perché la famiglia che questo fa ancora, a riunire una certa superficie di terreno per cui l'azienda non è più così piccola, improduttiva come era prima ma si sta allargando.

Ora, con questo naturalmente, che cosa ne viene fuori. Ne viene fuori che bisognerà per forza, poi in un secondo momento, vedere se ci sono delle sperequazioni perché indubbiamente io penso - parlo del mio Comune perché ognuno parla del suo, ognuno vede i suoi quadri davanti a sé - per esempio il sacrificio che fa un agricoltore, un coltivatore diretto già nella borgata di Nus, indubbiamente è meno gravoso di quello che lo fa su a St. Barthélemy o a Blavy, dove appunto i terreni per i loro pendii, ma qui perderemmo del tempo ripetendo delle cose che mi farebbe piacere di ascoltarli per ascoltarli ma che tutti voi conoscete.

Quindi io ripeto e voglio che sia in modo ben chiaro messo a verbale, è una legge ripetiamo che non è l'optimum; è una legge che viene avanti che noi dobbiamo studiare che dobbiamo vedere nelle sue applicazioni perché quando, per esempio, a un certo momento si era fatto un'interpellanza qui dentro, chiedendo che lo stanziamento fosse di un miliardo e mezzo, io ricordo che avevamo suscitato le ire di molti, se non le ire, la discussione di molti perché sembrava una cifra assurda e invece oggi come oggi incominciamo a vedere che 572 più 800 adesso sono 1.300; la legge che noi abbiamo approvato allora che parlava di finanziamenti mentre il regolamento giustamente non ne parla, diceva inoltre, ed è per questo che lo abbiamo approvato con la massima tranquillità, che qualora mancassero i fondi si sarebbe provveduto a stanziarne altri; quindi io devo dare atto di tutto questo e, se quello che era il principio nostro di portare avanti i famosi jardiniers de la nature con tutto quello che si vuole mettere insieme quando si vuol fare della poesia ed è facile farla specialmente in questi tempi e in questo campo, però la verità è questa che un passo avanti si è fatto.

Quindi io mi auguro che certe sperequazioni, che verranno fuori il futuro, per esempio si parlava prima conduzione di alpeggi. Ma io non so, guardate che la conduzione di alpeggi, andando avanti con questo sistema ma non troveremo più neanche il personale, perché il problema è questo e voi parlate con dei conduttori di alpeggio, dove prima ci volevano su un alpeggio di 100 bovine lattifere e ci volevano grosso modo 7-8 uomini perché sono problemi che abbiamo vissuti mica che abbiamo imparato a scienze commerciali all'università però non si trovano più e allora che cosa si verifica? Si verifica che proprio il discorso che si faceva prima otto ore di lavoro, ma come si fa in alpeggio e fare otto ore di lavoro! Se ne fanno 14-15-16 e qualche volta se le 16 ore di lavoro possono essere ancora compensate finanziariamente ma è la vita, nell'ambiente in cui si vive che non è più seguito perché, capite perfettamente, che non so nella stessa famiglia colui che lavora all'ENEL e magari il sabato può riposare e può andare a pesca il fratello che si dedica all'agricoltura indubbiamente questo non può farlo.

Ad ogni modo noi ripetiamo che appoggeremo sempre tutti questi provvedimenti perché dopo questo ne verranno altri, perché senza questi provvedimenti noi non riusciamo ad arginare questa fuga. Naturalmente qualcheduno può vederla in un modo l'altro nell'altro, qualcheduno dice bisognerebbe fare delle industrie perché così, eventualmente un po' lavorano a casa un po' nelle industrie. Io non ho mai seguito tanto questo problema perché forse seguivo più quello del turismo; mi sembra che colui, chi va a lavorare all'industria può ancora portare avanti la sua piccola azienda agricola ma non porta più avanti l'azienda di bestiame, di allevamento di bestiame; ma ognuno ha le sue idee, tutte le idee sono opinabili e ognuno se le tiene però io penso, invece, che sia proprio la lavorare di filo a questo con un settore turistico perché è proprio questo... che io penso si possa portare avanti perché come diciamo che il turismo non può andare avanti se l'agricoltura non è fiorente io ritengo che per aiutare l'agricoltura si doveva avere un turismo fiorente.

Quindi io voto questo con molta tranquillità, è insufficiente, mi sarebbe facile dirlo volessi fare della propaganda ma io ritengo che un primo passo lo modificheremo e vedremo quali sono le necessità che ancora si presentano indubbiamente le ripetiamo per l'ennesima volta perché io qui vi potrei anche leggervi delle richieste che noi mandavamo a un certo momento all'Assessore all'agricoltura in data 23 aprile '72 dove c'era tutto un lungo elenco di cose che si richiedevano, alcune sono state fatte con la buona volontà di tutti porteremo avanti anche quelle che sono necessarie di portare avanti.

Quindi io non con questo che voglia proprio essere soddisfattissimo, ma, mi sembra che noi lo dobbiamo essere in parte, perché, come dicevo prima il problema è avviato e lo modificheremo, naturalmente qui ogni tanto vengono fuori delle battute più o meno spiritose che lasciano il tempo che trovano ma per esempio il problema si capisce il MEC la CEE quello che è e quindi ci metteremo sotto e vedremo tutto quello che si può fare per portarlo avanti perché si capisce che di difficoltà ne abbiamo ma è indubbio che l'Assessore all'agricoltura o chi per esso avrà già certamente fatto presente che ci sono delle situazioni della legge famosa, la Manscholt, che facevano ridere qui da noi perché a un certo momento là pagavano il bestiame come dicevamo per abbatterlo, non pensando che è l'agricoltura nostra, la nostra è questa, il pascolo della zona di fondo valle che è collegato con gli alpeggi di montagna e basta perché vorrei vedere. Per esempio adesso ti danno un premio, non mi ricordo più di quanto, per abbattere gli alberi per esempio; beh su questo si può anche discutere ma sul bestiame non si poteva discutere quindi io dico e ripeto non è la legge ottima ma è un principio e la porteremo avanti e io sono sicuro che le modifiche che si presenteranno e che saranno necessarie le avremo e le porteremo insieme.

Montesano (P.S.D.I.) - Ora chiudiamo la discussione e passiamo all'esame della legge articolo per articolo, se c'è qualcuno che vuol fare dichiarazioni di voto lo può fare adesso e prego il Presidente della Commissione Agricoltura di far presente quegli emendamenti articolo per articolo. C'è da precisare là dove sono i puntini che la legge è al n. 7 del 7.3.1973 e si passa all'esame dell'articolo 1.

Art. 1 - Osservazioni? Il Consiglio approva.

Art. 1, allora l'Assessore...

Maquignaz (D.P.) - L'articolo 1 è rimasto in bianco...

Montesano (P.S.D.I.) - Un momento... Parli pure...

Maquignaz (D.P.) - È rimasto in bianco, bisognerebbe metter qui "l'articolo 4 della legge regionale 7 marzo 1973 n. 7".

Montesano (P.S.D.I.) - Sì l'ho avvertito io... Prego.

Manganoni (P.C.I.) - ... che avevo fatto prima all'Assessore, cioè precisiamo bene cosa intendiamo per vigneto specializzato e la questione del frutteto perché, mi diceva l'Assessore, se non potrà percepire, normalmente i frutteti in Valle d'Aosta sono dei prati, nei quali si trovano delle piante da frutta e per lo più mele no; questa è la realtà. Allora dice l'Assessore: ma quelli prenderanno il contributo come prato. Eh, no! quello lo chiederanno come frutteto perché il frutteto prevede 1.500 lire all'ara, il prato 300 lire...

(Maquignaz: È inferiore) ...Come inferiore? Quello dei prati? Sì ma ammettendo uno che non ha i prati, che no, che qui ci sono anche quelli no? Eh, no prevediamo, perché il frutteto specializzato allora noi dovremmo dire frutteto a monocultura se ho capito bene quanto diceva l'Assessore e cioè se deve produrre frutta e non una doppia cultura, non prato e frutta per questo.

Allora se noi diciamo monocultura e non cultura mista allora noi precisiamo, ma frutteto specializzato, cosa intendiamo per specializzato, come vigneto specializzato cos'è? Il vigneto che pianta la barbera o che pianta "Le Petit Rouge", il vigneto che il pergolato o che ha i filari? Eh! Precisiamo no! Perché questo, questa parola specializzato sia del frutteto che del vigneto è talmente vaga che poi la si può interpretare ognuno a modo suo se non vi è una maggiore... Beh, allora precisatemi cosa intendete per vigneto specializzato, e frutteto specializzato.

Montesano (P.S.D.I.) - Altre osservazioni? Assessore Maquignaz.

Maquignaz (D.P.) - Io non ritengo che però sorgano dei problemi perché, mentre sono d'accordo che quando parliamo di vigneto potremmo anche togliere la parola specializzato perché se è vigneto è vigneto, per quanto riguarda però i frutteti, frutteto specializzato è un gergo tecnico adoperato per stabilire che lì c'è il frutteto e non c'è prato. (Manganoni: non prato e...) ...No, terreno coltivato a seminativo o frutteto specializzato quindi non parliamo più di prato qui. Quindi è chiaro, questa è una dizione tecnica e mi pare che... (Manganoni: con tutti i frutteti che abbiamo, facciamo un esempio, lì a Gressan, siccome sono dei prati che ha la doppia coltura prato o frutteto... secondo me è giusto che...) ... Cioè se è prato arborato già in catasto risulterà come prato arborato; difatti la maggior parte per noi sono prati arborati quindi quelli sono prati. Vigneto specializzato prendiamo per esempio quel frutteto che è stato fatto vicino alla scuola di agricoltura, quello è un frutteto specializzato perché sono messi alla distanza stabilita e vi si produce la frutta, cioè il raccolto secondario evidentemente non ha più quella importanza che il reddito preponderante è dato dalla frutticultura, quindi io direi che siccome sono poi i tecnici dell'Assessorato che devono stabilire questo, non mi pare che ci sia nessuna difficoltà nella applicazione, l'importante era stabilire il concetto che si può dare solo una volta quindi se è dichiarato come frutteto specializzato non ha più diritto come prato arborato, cioè non modifichiamo una dizione tecnica questa a meno che non voglia presentare un emendamento preciso, non so, formuli un emendamento. Ma è contenuto poi nei successivi articoli.

Manganoni (P.C.I.) - Per evitare le interpretazioni che poi sono sempre dubbie perché il vigneto, noi abbiamo dei vigneti oggi mezzi filosserati ed abbandonati che però sono ancora vigneti e che, a mio parere, non dovrebbero essere ammessi al contributo mentre devono essere ammessi ai contributi i vigneti effettivamente efficienti, effettivamente lavorati non quelli mezzi abbandonati no?

Maquignaz (D.P.) - Coltivati, la dizione qui è coltivati a vigneto quindi non vigneto abbandonato...

Manganoni (P.C.I.) - Va beh, non ci perdiamo... le dirò ancora questo poi...

Abbiamo dei vigneti e basta uscire per vedere; Io penso che l'Assessore che gira molto dovrebbe saperlo: ci sono dei vigneti che hanno le viti, che hanno una età tre volte superiori alla mia va bene, che sono alte così che mettono un grappolino grosso così e io mi chiedo perché quelli zappano ancora sto vigneto va bene? Ed è ancora zappato, è coltivato, ma quello merita un contributo? Eppure è zappato, è coltivato non possiamo dire che non è coltivato perché vanno a zapparlo, vanno a dargli il verderame, vanno a dargli lo zolfo però non dobbiamo incrementare quelli che il reddito non serve neanche a pagare lo zolfo non dico il lavoro, mentre in ... mentre invece abbiamo dei vigneti effettivamente coltivati a nuovo che producono quelli che vanno sovvenzionati non gli altri no! Però ste cose, va beh lei mi dirà saranno i tecnici va beh rimettiamoci ai tecnici, ma sono cose da distinguere perché sennò qui ci prestiamo veramente a delle speculazioni e poi mi scusi lei parlava del Catasto. Beh attenzione al Catasto: io ho una boscaglia, un pezzetto di boscaglia che al Catasto c'è scritto vigneto perché ai tempi di mio nonno era vigneto, però allora il Catasto andiamo adagio perché quello che c'è scritto sul Catasto il più delle volte non corrisponde alla realtà; quindi non ci dovremmo fidare molto del Catasto.

Montesano (P.S.D.I.) - Oh, a proposito della discussione degli articoli, vengono proposti gli emendamenti se ci sono delle... altrimenti la discussione non trova traccia nella legge, la legge è quella che è, se ha degli emendamenti li propone così li facciamo votare.

Assessore Maquignaz.

Maquignaz (D.P.) - Era solo una precisazione, non dobbiamo dimenticare che l'Assessore ha già un Catasto, cioè indipendentemente dal Catasto dell'Ufficio Tecnico Erariale; noi abbiamo l'albo di tutti i vigneti non sarà completo questo ci servirà a completarlo però, evidentemente, tutti i controlli sono affidati all'Assessorato all'Agricoltura quindi i funzionari controlleranno e del resto che del resto conoscono molto bene la situazione nelle singole zone.

L'art. 2 poi stabilisce che proprio chiaramente che nel caso di colture promiscue la superficie conteggiata una volta e ascritta nella qualità di coltura che fornisce il reddito prevalente. Quindi, qui potrebbe eventualmente presentarsi l'emendamento, se vogliamo parlare di monocultura, cade questo concetto e ne mettiamo un altro, però qui l'importante era di non dare due volte l'indennizzo per lo stesso terreno prendendo in considerazione quello che fornisce il reddito prevalente.

Montesano (P.S.D.I.) - Altre osservazioni sull'articolo 1? Allora il Consiglio approva.

Art. 2...

Dayné (U.V.) - ...una piccola soppressione. Dunque dopo la parola "numero di capi" sopprimere bovino perché è un po' un pleonasmo...

Montesano (P.S.D.I.) - Quale capoverso? (Dayné: primo rigo, primo capoverso...sopprimere bovini non so se la Giunta è di accordo).

Andrione (U.V.) - No, ma, chiedo scusa alla Commissione Agricola e al suo Presidente ma mi sembra che bovini debba essere mantenute in relazione all'articolo 1 perché dice: "A lire 30.000 per ogni capo bovino adulto" e per specificare poi bisogna dire che si tratta dei capi di cui all'articolo 1 Lire 30.000 per ogni capo bovino sennò et M. Dayné je crois qu'il connait cette historiette mais qui est vraie. Monseigneur Tasse était très ingénu et l'Abbé Henry qui était plutôt méchant lui avait faire croire que les vaches faisaient deux veaux et puis quand elles ne réussissaient pas faisaient chevreau en plus, je ne voudrais pas qu'ici quand on parle de bétail ils mettent aussi autres choses au milieu ; c'est en réaction à l'article un, pour spécifier qu'il s'agit de 30.000 lires qu'on donne pour de bétail.

Dayné (U.V.) - ... parla seulement de "capi bovini" alors ici comprend aussi les brebis qui ne sont plus "capi bovini".

Andrione (U.V.) - Je sais mais... una comparasion... un sixième...

Dayné (U.V.) - Si, si mais c'est un peu un pléonasme et comme a proposé le Conseiller et l'Assesseur aurait consenti d'inclure aussi les chèvres alors ce n'est plus "capi bovini", ce sont des d'autres espèces hein ? C'est un peu une contradiction.

Maquignaz (D.P.) - Je crois qu'ici il a raison le Conseiller Andrione peut-être on avait pensé dans la Commission à l'Agriculture d'enlever parce qu'il y avait aussi les chèvres et il y avait aussi les ovins mais je crois que ici on fait seulement la comparaison alors en faisant une comparaison on peut laisser quand même "di capi bovini" et je crois qu'il n'y a pas des doutes parce que sert pour démontrer que ce qu'"on à établi à l'article 1 pour les autres il vient paragoné, il vient confronté avec ces pourcentages qu'on a établi ici dans le premier comma de l'article 2 alors je crois qu'on le peut maintenir mais ici alors il faut ajouter à la fin du premier comma "le pecore e le capre sono considerate pari a un sesto di capo adulto" per venire incontro alla richiesta che era stata avanzata e che noi vediamo è contenuta anche nelle norme comunitarie, però ritengo si possa mantenere la dizione capi bovini, serve da paragone.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora d'accordo su questi emendamenti proposti dall'Assessore Maquignaz; quindi l'articolo va votato, va accolto con l'emendamento "... e le capre" messo al penultimo rigo del primo comma, dopo le pecore.

Allora il Consiglio approva.

Art. 3 - Il Consiglio approva.

Dayné (U.V.) - ... un piccolo aggiunto, sarebbe aggiungere dopo la parola "bovini ed ovini" anche caprini allora?

Altrimenti non sarebbero inclusi.

Montesano (P.S.D.I.) - Sì, ma quale comma?

Dayné (U.V.) - Primo e secondo rigo. Sarebbe al paragrafo condurre direttamente l'azienda agraria e gli allevamenti bovini ed ovini e caprini, altrimenti dice solo bovine sarebbero esclusi gli ovini e i caprini.

Maquignaz (D.P.) - On peut l'accepter parce que, si on parle seulement des "bovini" il faut ajouter aussi "ovini e caprini" en conséquence de la modification qu'on a fait à l'article précédent, je crois qu'on peut l'accepter.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora l'emendamento è accolto, il Consiglio approva.

Art. 4.

Dayné (U.V.) - ... l'identica aggiunta da farsi...

Montesano (P.S.D.I.) - Dunque, la stessa cosa alla lettera E "ovini e caprini". (Manganoni - il 3 non lo abbiamo ancora votato no?). Sì è già votato. Siamo all'articolo 4.

Il Consiglio approva con l'emendamento aggiuntivo alla lettera E.

Art. 5 - C'è un altro emendamento mi pare.

Dayné (U.V.) - Sarebbe identico.

Montesano (P.S.D.I.) - Lo stesso. A quale rigo? Consigliere Dayné dove va aggiunto? Rigo e comma.

Dayné (U.V.) - Ultimo rigo aggiungere dopo la parola allevamento bovino le seguenti ovino e caprino, lettera B.

Montesano (P.S.D.I.) - Lettera B, ovino e caprino. Allora l'emendamento è accolto. Il Consiglio approva.

Art. 6 - Il Consiglio approva.

Art. 7 - Il Consiglio approva.

Maquignaz (D.P.) - ... avevo fatto una proposta prima circa quell'eventuale modificazione per quanto riguarda il raffronto fra i capi di bestiame e la superficie, se lo riteniamo opportuno è questa la sede per modificare la tabella, cioè noi avevamo fissato questo perché dai calcoli e da tutti i dati in possesso dell'Assessorato sappiamo che il piano si arriva a 4 bovini per ettaro, mentre si arriva a 2 nelle zone sopra i 1.200 metri, quindi, se vogliamo fare questa azione di livellamento per evitare la disparità in questo indennizzo per quelli che coltivano i terreni in alta montagna, dovremmo livellare un po' a portare a 3 il numero dei capi sotto gli 800 metri, a 2,50 dagli 800 ai 1.200 e lasciare i 2 sopra i 1.200 metri.

Siccome era stata fatta una osservazione, se vogliamo modificare qualche cosa qui, ne abbiamo la possibilità; quindi io aspetterei una risposta.

Montesano (P.S.D.I.) - Siccome risposte non ce ne sono, non ce n'è, c'è qualcuno che risponde?

Maquignaz (D.P.) - Allora preciso ancora, a meno che non si voglia prendere come raccomandazione quello che era stato detto dal Consigliere Andrione e da altri, cioè che nei primi anni di applicazione si faccia veramente uno studio, si faccia un'indagine precisa si riferiscano quei dati che possono permettere di controllare la validità del provvedimento ed apportare gli eventuali correttivi in base a questi risultati della prima applicazione, se noi vogliamo lasciare immutate in questo momento e riservarci invece di verificare questo in sede di applicazione del provvedimento.

Montesano (P.S.D.I.) - Va beh, allora l'articolo va votato con la tabella così come è stata riportata nell'allegato.

Consigliere Chamonin.

Chamonin (M.A.V.) - ... obiezione perché per esempio i prati arborati irrigui sopra i 1.200 metri... (Dayné: non esistono più) ...non so dove li troviamo eh! Gli arborati... va beh, ma allora non possiamo considerare, parificare quell' arborato lì all'arborato per esempio di Gressan, Jovençan Sarre ecc. insomma eh! È un po' questa la questione.

Maquignaz (D.P.) - ... sono dei prati arborati sopra i 1.200 metri in determinate zone ci sono però noi qui parliamo di prati e noi facciamo il raffronto per i capi bovini, il raffronto che è fatto qui nella tabella è per stabilire... se per esempio arriva una domanda ci sono 10 capi non ha la superficie, noi con che cosa controlliamo questo? L'Assessorato con queste tabelle naturalmente fa un raffronto per verificare se ci sono veramente delle possibilità o meno per il mantenimento di questi capi quindi è chiaro che noi abbiamo mantenuto in queste tabelle quelli che sono i dati in possesso, dati controllati del resto su cui non sono discussioni lo sappiamo tutti sono questi i dati nella Valle d'Aosta però è chiaro che non è che non ci siano dei prati arborati sopra i 1.200 metri, non sono più dei frutteti specializzati, ma parliamo di prati arborati.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora l'articolo 7 va approvato così come è stato redatto. Il Consiglio approva.

Art. 8 - Il Consiglio approva.

Poi le norme transitorie vanno sotto l'articolo 9 che non so quale allegato voi avete il primo allegato non portava l'articolo. Il Consiglio approva, poi va aggiunto l'articolo 10 che... il solito di chiusura della legge.

Art. 10 - Approvato.

Si passa alla votazione a scrutinio segreto.

Risultato della votazione: presenti 24, votanti 24, favorevoli 21, contrari 3. Il Consiglio approva.

Si passa all'oggetto n. 15.