Oggetto del Consiglio n. 166 del 2 aprile 1973 - Resoconto
OGGETTO N. 166/73 - Lavori di ripristino della strada regionale della Valsavaranche. - Relatori i membri dell'apposita Commissione.
Montesano (P.S.D.I.) - Nessuno può garantire, dice? La parola al Consigliere Manganone.
Manganone (D.C.) - Siccome vedo che manca un membro della Commissione, io chiederei al Consiglio se è possibile rinviare tutto nel pomeriggio. Ma vorrei fare un'altra dichiarazione, mentre ho la parola.
Nella relazione che la minoranza presenterà noi non trattiamo di persone, quindi io chiedo se è possibile la seduta pubblica e non segreta.
Montesano (P.S.D.I.) - Chi è che manca della ...
Manganone (D.C.) - Manca il Comm. Pedrini.
Pollicini (D.P.) - Io chiedo che la discussione sia pubblica e non solo per i motivi espressi dal Consigliere Manganone ma altri motivi, cioè in nome di un diritto che spetta ad ogni persona umana e cioè il rispetto della propria dignità.
Questo diritto deve essere doverosamente garantito soprattutto, Signor Presidente, in questo caso, perché si tratta di sventare una vergognosa e squallida operazione di diffamazione nei confronti di un uomo che non può più difendersi perché è scomparso.
Proprio perché nutriamo la più profonda stima nelle qualità umane, politiche e amministrative di Roberto Rollandoz sentiamo la necessità oggi di fare pubblicamente luce piena sul suo operato. Non abbiamo nulla da nascondere, non temiamo le iniziative che certi Gruppi sono giunti a proporre, vogliamo giustizia e giustizia pubblica.
Montesano (P.S.D.I.) - Ora, Assessore Pollicini, io naturalmente le parlo come Presidente del Consiglio e come dovere che è insito nella mia carica, cioè io ho preavvisato che è per una procedura che è tassativa quando si dovesse parlare di persone, Lei, nello stesso tempo, che ha aderito alla seduta pubblica nello stesso tempo ha, diciamo così, dato l'avvio a qualche cosa che può invece essere disagevole in riguardo all'applicazione corretta del Regolamento.
Quindi io spero, spero che le cose, e la discussione, si svolgeranno così com'è promesso affinché non mi si obblighi a metà seduta di chiedere la seduta segreta se i Signori Consiglieri dovessero scendere in apprezzamenti di persone, in apprezzamenti di persone qualunque esse siano.
Manganoni (P.C.I.) - Scusi Presidente, io sono pienamente d'accordo con la proposta dell'Assessore Pollicini, Lei dice che si tratta di persone ma qui io penso che, non passa Consiglio, o almeno in molte sedute di Consiglio, vi sono degli attacchi verso, nei confronti di Assessori, nei confronti di Consiglieri.
Se tutte le volte che Mappelli, tanto per fare un esempio, si alza e mi sommerge di insolenze, no.
Montesano (P.S.D.I.) - Ma non è la stessa cosa, non è la stessa cosa.
Manganoni (P.C.I.) - Allora Lei dovrebbe dire, alt ...
Montesano (P.S.D.I.) - No, non è la stessa cosa caro, Lei che è il più anziano Consigliere, è il più anziano Consigliere e dovrebbe agevolare l'opera del Presidente del Consiglio in questa interpretazione di Regolamento, mi sembra che ...
Manganoni (P.C.I.) - Fin quando Lei parla di dipendenti, di cui trattiamo, io sono pienamente d'accordo con Lei, ma quando si tratta di uomini politici, di amministratori di questo Consiglio, se si pensa che tutte le volte si dovrebbero fare le sedute segrete, beh! Là nel pubblico dovremmo chiudere i battenti con due chiavistelli.
Montesano (P.S.D.I.) - Comunque Consigliere Manganoni non parleremo quando discuteremo l'oggetto, quando discuteremo l'oggetto ne parleremo, adesso prego, Consigliere Dayné.
Dayné (U.V.) - ... la proposta fatta dal Consigliere Geom. Manganone, cioè di rinviare la discussione. Io penserei che sia più logico rispettare l'ordine del giorno poiché l'ordine del giorno è a conoscenza di tutti i Consiglieri, chi aveva intenzione di prendere parte a detta seduta lo sapeva che la discussione avveniva nel mattino, quindi non vedo il motivo di rinviarla.
Montesano (P.S.D.I.) - Consigliere Dayné, io sono d'accordo nel suo concetto, però lei comprende benissimo e sa benissimo che una inversione dell'ordine del giorno va posto in caso di dissenso al voto del Consiglio e quindi cosa che io farò appunto essendosi elevata una eccezione da parte del Consigliere Dayné. La parola al Consigliere Chabod.
Chabod (D.C.) - I verbali della seduta della Commissione che non li abbiamo ancora visti.
Montesano (P.S.D.I.) - Come?
Chabod (D.C.) - I verbali della seduta della Commissione.
Montesano (P.S.D.I.) - Lo deve chiedere al Presidente della Commissione, non li deve chiedere al sottoscritto.
Chabod (D.C.) - Perché non abbiamo ancora ricevuto il verbale, non abbiamo potuto neanche guardarli, se in questa mattinata ce li potesse dare.
Chantel (P.S.I.) - Mi sembra che in quella Commissione ci sia stata una decisione chiara, la minoranza faceva la sua relazione, gli altri facevano la propria, e allora l'avete comunicata voi la vostra relazione? È una domanda che io faccio molto chiara, se invece ci siamo decisi che ognuno avrebbe viaggiato per proprio conto le discuteremo qui le relazioni.
Voi avete dichiarato: noi facciamo una relazione per conto nostro, esatto? Esatto? E allora non vedo il perché abbiate la pretesa di avere in anticipo la relazione firmata dagli altri, ecco, scusatemi tanto, è chiaro no?
Montesano (P.S.D.I.) - No, Chabod non diceva questo, diceva soltanto che voleva i verbali e io rispondo al Consigliere Chabod che c'è un malloppo qui che è pronto, ma non come verbale, come dattiloscritto e chi ne aveva l'interesse, questo dattiloscritto era pronto il giorno dopo, il giorno dopo, siccome adesso vedremo se viene rimandato l'argomento, per esempio il Consigliere Manganoni mi ha chiesto di avere a disposizione il dattiloscritto e gliel'ho dato.
Qualunque Consigliere può rendersi conto di quello che è stato detto in quella Commissione attraverso questo dattiloscritto che è qui, anche a sua disposizione. È chiaro così? Ecco.
Allora io metto ai voti la proposta Manganone, per favore fate attenzione, la proposta Manganone di rimandare l'argomento n. 3 alla seduta pomeridiana, rinvio sul quale ha sollevato eccezione il Consigliere Dayné.
Chi è favorevole a rinviare alzi la mano, chi è contrario? Astenuto il Presidente del Consiglio.
Allora la proposta mi sembra che sia stata respinta, mi sembra dico, io non ho contato, è respinta.
Allora si passa all'esame dell'argomento dell'oggetto n. 3.
Allora c'è una relazione di maggioranza, come so e come sanno tutti, e una relazione della minoranza.
Allora, mi pare il Presidente della Commissione, no, ecco fa la relazione di maggioranza.
Dayné (U.V.) - Naturalmente farò un'introduzione e la relazione.
Montesano (P.S.D.I.) - Sì, ma lei può fare tutto quello che vuole, fare tutte le introduzioni prima della relazione, prego.
Dayné (U.V.) - Dunque, personalmente farò un'introduzione, l'illustrazione della relazione la farà l'Assessore Pollicini, Assessore ai Lavori Pubblici.
Signori Presidenti, Signori Assessori, Signori Consiglieri, in ottemperanza all'ingrato incarico assegnato dal Consigliere Regionale alla Commissione ai Lavori Pubblici e questo in relazione alla mozione presentata dal Consigliere Chabod e altri del Gruppo della D.C. in merito al ripristino della strada della Valsavaranche, in seguito all'alluvione dell'estate scorsa, preciso quanto segue: detta Commissione, integrata dal presentatore principale della mozione, Consigliere Chabod, si è riunita nella mattinata del 22 marzo. Erano presenti la totalità dei convocati. Assisteva pure alla riunione l'Ingegnere Capo dell'Assessorato dei Lavori Pubblici, Ing. Grosjacques, il quale faceva un dettagliato resoconto degli avvenimenti e delle procedure seguitene.
A detta relazione seguì una vivace discussione per via di divergenti punti di vista. A questa prima riunione, a causa di nuovi elementi emersi, ne venne convocata d'urgenza un'altra, per il pomeriggio di lunedì 26 febbraio e alla quale però non intervennero i Consiglieri Geom. Manganone ed il Comm. Pedrini.
A questa riunione, oltre all'Ing. Capo, assisteva pure un altro Dirigente dell'Assessorato dei Lavori Pubblici, ossia l'Ing. Carlo Berthod.
L'Ing. Carlo Berthod è stato il primo tecnico dell'Assessorato che si è recato sul posto proprio durante l'alluvione e questo risulterà dalla relazione presentata.
Dunque e a seguito di quanto è emerso dalle discussioni in dette riunioni di Commissioni, però, soprattutto in base alle chiare ed esaurienti spiegazioni ed illustrazioni dei tecnici sopracitati, la grande maggioranza della Commissione ai Lavori Pubblici, e questo si può dire, solo eccettuati i rappresentanti della Democrazia Cristiana, presentata la relazione e con i relativi allegati ed annessi che verrà, come già detto, illustrata dall'Assessore ai Lavori Pubblici Pollicini; i rappresentati della D.C. nella riunione hanno detto che loro presentavano una relazione di minoranza della quale io non sono a conoscenza, la presenteranno loro.
Pollicini (D.P.) - Dò lettura della relazione firmata dal Presidente Dayné, dai Consiglieri Chamonin, Manganoni, Chantel e dal sottoscritto, che è stata vista e accettata dal Consigliere Pedrini, che doveva firmarla stamane ma non è presente.
L'oggetto era: "esaminare se i lavori di ripristino della strada di Valsavaranche, danneggiata dall'alluvione, erano indispensabili e se le somme sono state bene".
A questo quesito la Commissione ai Lavori Pubblici, ad esclusione dei rappresentanti della D.C., ha inteso dare questa risposta: "La particolare struttura geologica di tutta la Valle d'Aosta compresa come in un triangolo ai cui vertici sono disposti i tre grandi ellissoidi centrali quello del Monte Bianco all'estremo nord-ovest, quello del Gran Paradiso sul fianco sud-est e quello del Monte Rosa all'estremo nord, fa sì che il bacino della Valle stessa è diviso da quelli contigui da una catena disfluviale la cui altitudine è quasi sempre superiore ai 3.000 metri con quote molto più elevate sui predetti vertici.
L'orografia della Regione particolarmente caratterizzata dalla disposizione dei solchi vallivi ha una forte influenza sulla distribuzione delle precipitazioni e in particolare si nota, dagli esami degli atti e degli annuali idrografici, un'area di minore piovosità nel tratto mediano della Valle d'Aosta lungo la direzione est-ovest, mentre l'entità delle precipitazioni aumenta sensibilmente sia risalendo le valli laterali sia scendendo verso la bassa Valle.
La veloce realizzazione di una cospicua viabilità regionale che consente praticamente l'accesso a tutti i Comuni capovalle con contributi statali, regionali e comunali, inferiori purtroppo ai costi notevoli di una ben studiata viabilità ad alta quota, ha fatto sì, che per ragioni di tempo in economia si sia purtroppo trascurata l'enorme pericolosità rappresentata da casi critici di piovosità massima assoluta.
Tali eventi o casi critici possono provocare in tempi molto brevi un aumento di portata di alcuni torrenti di valle tale da sconvolgere l'alveo, le difese e le sponde e, date le forte pendenze, si viene a creare un trasporto solido che fa assumere al fluido caratteristiche diverse da quelle semplicemente acquee ma più simili ad un movimento di carattere misto con poderose arature di fondo e, insieme a centinaia di metri cubi di materiale di ogni tipo e granulometria, si vedono rotolare massi valutabili fino a circa 1 mc.
Purtroppo, nella notte tra il 14 ed il 15 agosto 1972, un evento di notevole piovosità ha investito buona parte della Regione, e, per quella legge orografica già menzionata, si è canalizzato prevalentemente sui piccoli e medi bacini, in particolare sono state investite: la Valsavaranche, la Val di Rhêmes, le Vallatelle del Liconi e della Chambave, i piccoli bacini sottostanti le zone di Etroubles e di Ollomont.
Il ponte di Rovenaud, la cui luce in larghezza ed in altezza era insufficiente a fare defluire le prime onde di piena, costituì un ostacolo alla violenza delle acque, tanto che, in breve tempo, la spalla sinistra fu aggirata e parzialmente distrutta, nel frattempo lungo tutta la Valle l'abbattersi di alcune frane verso il torrente ne aumentava sensibilmente la pericolosità sia per il crearsi di piccoli bacini che, svuotandosi d'improvviso, producendo onde di piena, sia per l'enorme quantità di detriti che si andavano ad aggiungere a quelli già trasportati.
Trattandosi di giornata festiva, all'Assessorato Lavori Pubblici della Regione prestava servizio il Funzionario di turno Geom. Chanu il quale annotava scrupolosamente nella sua relazione giornaliera tutti gli eventi che si andavano sommando e prendeva, nel frattempo, con le prime necessarie decisioni, immediati contatti con i suoi Dirigenti per ottenere aiuti e disposizioni. Lo stralcio della relazione del rapporto che ho detto prima del Geom. Chanu è all'allegato n. 2 della relazione.
L'Ingegnere Capo, cioè l'Ingegnere Carlo Berthod, il primo ad essere rintracciato, si recò immediatamente nelle zone colpite e prese tutti quei provvedimenti che la condizione di grave emergenza dettava, pur dovendo rispettare i limiti minimi di sicurezza (Allegato n. 1, vedere la relazione dell'Ing. Carlo Berthod).
L'Impresa Ronc, che aveva localmente mezzi disponibili, già mobilitata fin dalle ore 8 dal Funzionario di turno, era al lavoro per tentare il salvataggio della spalla del ponte che si rilevava però irrimediabilmente compromessa, quindi, per consentire il deflusso dei turisti intrappolati in Valsavaranche, predisponeva una passerella in legno tra la spalla e la sponda tale da consentire il temporaneo e controllatissimo transito dei veicoli leggeri.
Sul posto si recava l'Ingegnere Capo del Genio Civile il quale mostrava perplessità e preoccupazione per la soluzione di assoluta urgenza adottata, anche perché era presumibile un'ulteriore ondata di piena con maggior trasporto solido della precedente, data la disgregazione già in atto sulle sponde e nell'alveo del torrente.
Una situazione dunque estremamente fluida, gravida di pericolo e di tensione: si nota nel già citato verbale del Funzionario di turno che fin dalle 9,30 il Consigliere Chabod chiedeva l'intervento di un elicottero, comunque urgevano provvedimenti seri e sicuri, anche perché, oltre agli autoveicoli leggeri, numerosi autopullman di turisti erano rimasti tagliati fuori.
Rintracciato l'Ingegnere Capo della Regione, si doveva passare, da parte dei Funzionari, ad una fase decisionale, anche perché l'Assessore ai Lavori Pubblici non si era potuto reperire; gli Ingegneri si posero il quesito sulla migliore soluzione e scartarono subito quella del lancio di un ponte tipo Bailey che presupponeva considerevoli difficoltà e pericoli:
1) l'insufficiente mano d'opera altamente qualificata necessaria al montaggio;
2) il tumulto delle acque torbide e rotolanti massi che avrebbero potuto travolgere i primi apprestamenti e far correre agli uomini seri pericoli;
3) la possibilità di un rigonfiamento di piena che travolgesse anche l'eventuale opera di soccorso;
4) l'indisponibilità immediata di elementi Bailey nuovi, dato che sia il Ministero dei Trasporti che l'Ufficio del Genio Civile avevano già provveduto ad avvertire gli Uffici Tecnici Regionali dell'inopportunità e pericolosità di utilizzare elementi già usati per particolari difetti venuti alla luce durante l'esperienza fatta dai geni Militari dei vari Paesi Europei (in allegato vi sono le lettere del Ministero dei Trasporti, lettere del genio Civile relative ai Ponti Bailey e addirittura una comunicazione riservatissima dell'Ambasciata Inglese a Roma).
Rimaneva allora come unica soluzione quella di costruire tempestivamente, in zona sicura sulla sinistra orografica del torrente Savara, una variante stradale che potesse utilizzare il ponte in ferro di Bois de Clin, che, per fortuna, maggiore in luce, non aveva creato serio ostacolo al Savara e quindi, opportunamente rinforzato, avrebbe dato tutte le garanzie del caso.
Gli abitanti delle frazioni di Bois de Clin e di Rovenaud fecero subito presente che, dovendosi costruire un nuovo raccordo, esso avrebbe dovuto non solo soddisfare le esigenze del traffico della regionale ma anche costituire un vantaggio permanente per i locali; anche questa legittima richiesta veniva accolta e così, con prontezza, si stabiliva il tracciato che risultava di una lunghezza pari a Km. 1+660.
I lavori avevano subito inizio con i mezzi e gli uomini dell'Impresa già presente sul posto - le disposizioni date dai Funzionari furono immediate - e ricadono nella prassi del così detto "pronto intervento", per cui i lavori sono stati eseguiti in economica diretta, gli atti amministrativi (libretti delle economie) furono redatti dai Cantonieri a ciò abilitati, e firmati in contradditorio, i prezzi adottati furono quelli di mercato, correnti nel mese di agosto dello scorso anno.
La tempestività delle decisioni e la prontezza dell'Impresa, ricordiamo che si è lavorato anche di notte, facevano sì che in soli 15 giorni, nonostante il tempo incerto e la pericolosità del torrente sempre parzialmente in piena, si potessero completare le opere previste e considerare ripristinata, a tutti gli effetti, la strada regionale della Valsavaranche.
Va posto inoltre in debito rilievo che i fatti e gli eventi sopra descritti si sono svolti in un particolarissimo periodo dell'anno, il Ferragosto. Sono i giorni delle ferie generali, della massa di turisti che si rovesciano sulla Valle d'Aosta esigendo servizi e trattamenti adeguati; sono poi per i cantieri di montagna gli ultimi giorni dell'estate; praticamente tutte le Imprese, ormai da qualche anno in cronica carenza di mano d'opera, sono in arretrato con i lavori, già si profila ai Dirigenti e agli Operatori lo spettro della nevicata precoce, del blocco dei lavori, questa situazione generale fa sì che in quei giorni stia quasi praticamente impossibile il reperimento di mezzi e di uomini.
Ovvie dunque le conclusioni da trarsi per tutto quanto sopraesposto, che si sintetizzano in pochi e precisi concetti:
1) l'estrema pericolosità ed imprevedibilità degli eventi di piena della Valsavaranche;
2) la necessità per i Funzionari responsabili di prendere pronte decisioni nonostante l'assenza del loro Assessore;
3) l'aggravio dovuto ai giorni festivi coincidenti con la punta di maggior traffico annuale;
4) la particolare difficoltà stagionale, ripeto, per il reperimento di uomini e di mezzi.
A tutto questo si aggiunga che il Ponte di Rovenaud, attualmente ripristinato, non ha certo migliorato le sue condizioni idrauliche in quanto a capacità di deflusso, infatti qualunque altra piena potrebbe travolgerlo, perciò è già in corso di progettazione un nuovo ponte di capacità idraulica adeguata, posto più obliquamente e con maggior luce, così come annunciato in Consiglio dall'Assessore ai Lavori Pubblici, tra tempi tecnici e realizzazione ci vorranno non meno di 18 o 24 mesi e allora la variante eseguita ed i rinforzi posti in opera al Ponte di Bois de Clin sono e saranno un prezioso ausilio per la viabilità della vallata, ed assumono quindi i caratteri di una opera che, non solo è stata utile ma che lo è ancora e lo potrà essere maggiormente; così con la spesa fatta, in totale Lire 25.001.820 come da allegate note, si è costruito qualcosa di valido e di duraturo pur nel momento del pericolo e dell'emergenza.
Conclusioni.
1) I lavori di pronto intervento decisi dall'Ing. Berthod nel giorno 15.08.1972, relativi alla costruzione della strada Rovenaud-Bois de Clin, costituiscono la soluzione ottimale e nelle circostanze del momento e in avvenire, sia in occasione della costruzione del nuovo Ponte che in caso di eventuale alluvionale.
2) Dai dati presi in visione e da quelli allegati risulta che i prezzi erano quelli correnti all'epoca e pertanto perfettamente regolari e che il metodo di contabilizzazione in economia è il solo che sia possibile usare in simili casi di emergenza.
A questa relazione vi sono i seguenti otto allegati:
1) Allegato n. 1 - relazione dell'Ing. Berthod sull'alluvione del 15 agosto in Valsavaranche;
2) Allegato n. 2 - estratto del verbale del Funzionario in servizio il 15 agosto, Geom. Chanu;
3) Allegato - ponti Bailey - inclinatura a fatica - lettera del Ministero dei Trasporti del 16 marzo 1968;
4) Allegato - ponti Bailey - lesioni per fatica - lettera del Genio Civile di Aosta in data 17 febbraio 1968, protocollo n. 13 riservata;
5) Allegato - inclinatura di fatica nei ponti Bailey riservatissimo - comunicazioni dell'Ambasciata Inglese;
6) Allegato - ripristino e transito sulla strada regionale Valsavaranche - costruzione variante nel tratto di Bois de Clin e Rovenaud;
7) Allegato - pagamenti effettuati;
8) Allegato - elenco prezzi.
Ritengo opportuno dare lettura anche delle lettere del Funzionario di servizio, o meglio della lettera dell'ingegnere Berthod, allegato 1:
"Relazione sull'alluvione del 15 agosto 1972 in Valsavaranche.
Verso le 8,50 mi telefonò il Funzionario del Servizio il Geom. Chanu, per comunicarmi che da varie località giungevano segnalazioni di danni e di interruzioni.
In particolare la situazione sembrava assai grave a Rovenaud, a Morgex, a Ollomont e a Cogne.
Dopo essersi recato a Morgex per un controllo mi diressi verso la Valsavaranche.
Giunsi a Rovenaud verso le ore dodici, attardato lungo la strada per numerosi intralci provocati dal traffico festivo a cui si aggiungeva alcune frane abbattutesi sulla strada ostruendo in parte lunghi tratti.
Le condizioni statiche del ponte mi apparvero subito disperate, la spalla sinistra era girata e distrutta, ad eccezione dello spigolo di valle per un tratto non superiore al metro, contro il quale la corrente batteva ancora violentemente. L'Impresa Ronc già sul posto sin dal mattino, stava provvedendo a tagliare alcune piante allo scopo di costruire una passerella in legno tra l'impalcatura e la strada.
La soluzione mi sembrò pericolosissima, ma l'altra parte, un eventuale riempimento con materiale sciolto non avrebbe potuto resistere all'azione della corrente.
Mentre non fu possibile trovare sul posto in tempo ragionevole grossi blocchi di pietra necessari per la costruzione di un argine. Soluzione questa che sarebbe stata senz'altro la migliore tecnicamente.
Su richiesta del Sindaco di Valsavaranche decisi quindi di lasciar proseguire i lavori di costruzione della passerella a condizione che venisse concesso un transito controllato, solo nelle ore diurne ai veicoli leggeri con esclusione assoluta di mezzi pesanti.
Per consentire il ritorno di alcuni autobus rimasti bloccati a monte del ponte presi in considerazione la possibilità di costruire una variante sfruttando due tratti di strada già esistenti e il ponte di Bois de Clin.
Nel pomeriggio mi recai in ufficio onde poter comunicare con l'Assessore e con l'Ingegnere Capo. Nel frattempo l'Ing. Maione telefonava da Valsavaranche confermando la pericolosità del ponte di Rovenaud e facendo presente che, secondo il suo parere, esso avrebbe dovuto essere chiuso definitivamente al transito. Mentre non fu possibile rintracciare l'Assessore, riuscii a mettermi in contatto con l'Ing. Grosjacques esponendogli la situazione.
Giudicando impossibile un'altra alternativa, decidemmo di fare l'avvio alle operazioni preliminari, trasporto di macchinari, per la costruzione della variante summenzionata proponendoci di avvisare tempestivamente l'Assessore non appena possibile.
Nei giorni seguenti non mi occupai più della questione la quale venne seguita per competenza dall'Ufficio Viabilità.
F.to: Dr. Ing. Carlo Berthod."
Vi faccio grazia degli altri allegati se non per dire, ad esempio, che è riportata la drammaticità della situazione, della telefonata fatta dal Consigliere Chabod dove chiedeva l'intervento dell'elicottero e chiedeva inoltre pane e candele. Questa è la telefonata che ha rivolto, quindi la situazione era di questo tipo, tutto il resto comunque sarà a disposizione del Presidente del Consiglio.
Manganone (D.C.) - Il Consiglio non deve mica stupirsi se quella relazione è stata firmata dagli altri membri della Commissione perché in quella Commissione, caso strano, ci sono solo io in minoranza e quindi io certamente non potevo firmarla, questo per precisare.
Comunque noi abbiamo preparato una nostra relazione di cui io adesso dò lettura:
"Relazione di minoranza della Commissione Lavori Pubblici in riferimento al mandato avuto dal Consiglio Regionale il 14.3.1973 in merito ai lavori di ripristino e sistemazione strada regionale di Valsavaranche.
Premesse: in data 8 febbraio ci è stata sottoposta all'approvazione il piano dei lavori riportante a pagina 1, elenco I, uno stanziamento di Lire 20.000.000 per i lavori di ripristino e sistemazione strada regionale della Valsavaranche.
Alcuni Consiglieri hanno chiesto delucidazioni in merito a queste spese da farsi nell'anno 1973. Alla risposta scritta avvenuta alcuni giorni dopo, perché il Presidente della Giunta ff. di Assessore ai Lavori Pubblici non ha risposto in pubblica seduta, si è appreso però che tali lavori non avrebbero dovuto essere eseguiti nel corrente anno, ma che tali lavori erano già stati eseguiti, per lo meno iniziati, fin dalla seconda quindicina del mese di agosto e terminati, nella parte più rilevante, i primi di settembre (come abbiamo visto nella relazione di Pollicini), e che gli importi spesi riguardavano per la maggior parte lavori che non erano attinenti alla strada regionale della Valsavaranche, ma ad altre opere, di cui parte del Consiglio ignorava completamente.
Da queste constatazioni, che vogliamo in sintesi ripetere:
1) lavori eseguiti prima della preventiva ratifica della delibera di autorizzazione della spesa da parte del Consiglio Regionale;
2) Lavori eseguiti quindi senza alcuna autorizzazione amministrativa e in ambiente diverso da quello successivamente stabilito sul piano dei lavori;
3) Notevole spesa fatta durante l'anno 1972 e non portata a conoscenza dei Consiglieri, neanche in occasione della variazione del bilancio fatte nell'ottobre 1972;
4) Voci circolanti e contrastanti sull'utilità dei lavori fatti; e allora è sorta la necessità, anzi, ritenendo insisto nel nostro compito di mandato, il diritto e il dovere di vedere con chiarezza come sono amministrati i denari dei nostri cittadini: da parte dell'esecutivo è stata inoltrata e votata all'unanimità la richiesta che si accertassero i fatti reali riguardanti ai lavori su accennati.
La Commissione nominata all'uopo - riunitasi nell'archivio della Segreteria della Presidenza, dopo aver ascoltato le relazioni dei tecnici e dell'Assessore Pollicini; - la relazione di quest'ultimo è poi stata in parte ritrattata in una successiva riunione - ha deciso che fossero svolte perlomeno due distinte relazioni, una di maggioranza e una di minoranza.
La minoranza quindi svolge in sintesi quando segue:
1) Per la parte tecnica: da ben appurate informazioni, sia nell'ambito stesso della Commissione, sia attraverso la testimonianza di persone presenti in quei giorni sul luogo dei lavori, è emerso quella più valida, più idonea e quella più conveniente per l'Amministrazione; tant'è vero che alla data attuale - 2 aprile 1973 - non conosciamo ancora con esattezza la cifra complessiva di costo. Sappiamo solo che sono state liquidate alcune fatture ammontanti a Lire 8.000.000 circa, quindi preventivamente non è stato fatto nessun calcolo, neanche sommario, sulla decisione che sta per essere presa.
Sappiamo invece che l'importo globale dovrebbe raggiungere la considerevole cifra di Lire 30.000.000 circa. Ma nessun dato con questa Giunta è certo perché noi ci riferiamo alle cifre che in questi mesi sono state date dalla Giunta e nessuna, scusatemi, è risultata esatta; esemplificazione pratica, e qui apro una parentesi pratica, ecco perché non crediamo a queste cifre: rammentiamo di dati sugli assistenti nell'anno 1970 quando erano circa 80 ed a noi è stato detto che erano 45 - lo troviamo nel verbale della seduta del 28 aprile 1971 -.
Rammentiamo i dati sull'appalto dei lavori della piscina di Pré St. Didier, dove noi elencavamo una serie di prezzi esorbitanti dalla media e dicevano che alcune decine di milioni erano buttati, ebbene la Giunta ha voluto indire ugualmente l'appalto per poi ricredersi, sospendere l'appalto ed accertare che le somme erano di 38 milioni 236.551 Lire in più - vedasi il verbale del 28 aprile 1971 -.
Rammentiamo inoltre i dati forniti dal Dott. Dujany sul numero degli assistenti nell'anno 1973, era inesatto, 56 ci ebbe a dire il Presidente, invece noi siamo sicuri che sono circa un centinaio. Gli importi spesi sul capitolo 546, ci è stato detto, non superano quelli previsti, invece si sono spesi oltre i 280.000.000 mentre in bilancio ce n'è solo 250 milioni.
Ma noi non ci rifacciamo solo a quelle cifre e altri lavori, ma ci riferiamo a questi lavori e qui entro nel merito.
Ebbene, mentre il Presidente Dujany nella sua nota scritta conferma - e qui allego la mia relazione alla sua nota scritta - conferma che i metri cubi di materiale di riporto erano 6.800, nei dati forniti dall'Assessore Pollicini poco dopo, questi metri cubi sono diventati 9.755. Ma non sono quisquiglie queste, non sono ...
Ebbene, Signori, in coscienza potete ancora dirci, in coscienza, Pollicini, mi rivolgo a te, potete ancora dirci che noi vogliamo compiere una speculazione elettorale?
A questo nessuno ormai può credere o deve credere.
Si vuole solo un accertamento reale dei fatti, e noi questo accertamento siamo certi l'abbiamo svolto con serietà e con precisione.
Diciamo quindi che la scelta fatta è quella sbagliata sul piano tecnico perché:
1) non si è tenuto conto del costo globale dell'opera, è inconfutabile, costo che non può limitarsi al puro valore venale aggirantesi supponiamo sui 30.000.000, ma a questo conteggio dobbiamo aggiungere una cifra di non facile estimazione, perché nessuno ha tenuto conto del patrimonio boschivo andato distrutto; ma qui per delle sedute abbiamo parlato delle piante che l'ANAS ha tagliato lì alla Regione Sogno, qui nessuno parla, dice niente a questo valore, che non può essere integrato se non nel passare di decine decine d'anni, è un valore stimato da persone esperte, valutabile a circa Lire 10 milioni.
Vorremmo conoscere a questo proposito il pensiero dell'Assessore Maquignaz, ma soprattutto vorremmo conoscere il pensiero dell'allora comandante la Stazione forestale di Villeneuve.
2) Qualsivoglia altra soluzione, quindi tenuto conto anche del problema ecologico, era migliore e noi elenchiamo qui quella che è stata suggerita dal nostro Consigliere Chabod: in quei giorni, sospendere temporaneamente il transito e con l'aiuto di autobetoniere ed una pala meccanica rafforzare la spalla sinistra immediatamente. Il transito sarebbe avvenuto, ed è avvento così, perché i pullman sono rientrati subito dopo, ed è avvenuto così, il transito sarebbe avvenuto a poche ore di distanza dall'operazione ultimata.
Seconda soluzione:
Pista a valle o a monte del ponte danneggiato con materiale di rilevato o proveniente, come si è potuto notare, dallo scavo d'alveo, quindi se si è fatto lo scavo d'alveo non era poi eccessivamente grossa la piena. Io qui ho anche i dati misurati e ho i metri cubi portati in quei giorni. Posa in opera di una passerella in legno, oppure in ferro, oppure in tubazione metalliche, ma adesso, siccome l'Assessore, in Assessorato si sapeva che non si potevano più mettere in opera i ponti Bailey che noi abbiamo lì in magazzino, perché non li sostituite con quei grossi, con quei grossi lamieroni, di tubazioni metalliche che danno esattamente la possibilità di transito subito e la posa in opera immediata? Ma questo noi non abbiamo pensato fino a quando non si è verificato questo tristissimo evento.
Comunque secondo noi la spesa poteva aggirarsi e limitarsi sui 7 milioni.
E qui ho finito per la parte tecnica, la parte amministrativa è una cosa molto seria e che mi spiace ma l'Assessore Pollicini non ha toccato.
Per la parte amministrativa, qui ci troviamo di fronte a un caos più assoluto; irregolarità amministrativa, responsabilità della Giunta, sperpero non controllato del denaro pubblico.
Quel che per prima cosa balza agli occhi è il non aver rispettato il regolamento per l'esecuzione di servizi di opere e di lavori in economia, approvato dal Consiglio Regionale nella seduta dell'11.1.1962 e pubblicato sul Bollettino Ufficiale il 28 febbraio 1962 all'articolo 1 - all'articolo 4 - all'articolo 6 - all'articolo 9 - all'articolo 11, noi abbiamo ... tutti questi articoli, non vi è stata deliberazione di Giunta, Signori miei, approva o non, con la motivazione e il finanziamento delle spese; non si è rispettato quindi l'articolo 1; non si è rispettato l'articolo 4 là dove è recitato: "I lavori da eseguire in economia - caso strano - dovranno essere preventivamente approvati, autorizzati e finanziati con deliberazioni del Consiglio e della Giunta secondo le rispettive competenze e dovranno essere condotte in modo che le relative spese consunte non superino quelle autorizzate".
Non è stato rispettato l'articolo 5 del regolamento là dove recita: "In casi di particolare urgenza - caso nostro - potranno essere iniziati in economica, in attesa di regolare deliberazione di autorizzazione, lavori urgenti ed indifferibili. L'urgenza dei lavori dovrà risultare da una relazione tecnica che descriva i guasti avvenuti, le loro conseguenze, le cause che produssero ed i lavori necessari per ripararli. Tale relazione tecnica compilata con una perizia estimativa anche sommaria alla Giunta Regionale per l'approvazione ed il finanziamento dei lavori urgenti intrapresi. Qualora i lavori intrapresi d'urgenza non riportassero la superiore autorizzazione saranno approvati e liquidati nelle sole spese consunte per la parte di lavori già eseguita".
A parte il non aver rispettato gli articoli 9 e 10 ci soffermiamo ancora sull'articolo 11 che così recita: "Ad avvenuta ultimazione di ogni lavoro eseguito in economica (questo caso in esame) il competente Ufficio Tecnico deve rassegnare un documento rendiconto finale". Qua che non è ancora stato fatto. Anche qui non abbiamo ancor nulla di valido e di preciso. Abbiamo dei dati su cui noi facciamo ampie riserve perché riteniamo non complete e qui posso leggervi dei dati, ma ve ne rendo grazia.
Manca secondo noi tutto l'importo delle opere di murazione e rafforzamento della spalla del ponte, ammontante, pare, da dichiarazione scritta del Dott. Dujany, che arriva a 3 milioni.
Manca l'importo era dovuto dall'IVA ammontante a Lire altre 3 milioni. A questo importo, se ci fosse stata più oculatezza e maggior rispetto per il denaro pubblico, una maggior serietà amministrativa e politica della Giunta, almeno questo si sarebbe potuto evitare.
Terminiamo la nostra relazione ancora con questa amara constatazione: mentre la Regione spendeva male lassù il denaro, sprecando come abbiamo visto decine di milioni, ebbene abbiamo appreso che un nostro mezzo meccanico era fermo perché il manovratore operava su una pala di proprietà privata, pala che alla nostra Amministrazione è costata ben Lire 18.000 l'ora.
Ecco terminata la relazione, abbiamo avuto il coraggio di porre il dito sulla piaga; quindi nessuna farsa, Assessore Pollicini, nessun disegno politico elettorale machiavellico - non è del nostro costume - ma la lampante dimostrazione che questa Giunta ha mal operato, non osservando il rispetto dei regolamenti, delle leggi regionali, ma soprattutto ignorando i più elementari concetti di democrazia, di saggia amministrazione, ignorando le regole di una corretta e precisa amministrazione.
Di tutto ciò si parlerà ancora certamente in questo Consiglio quando avremo i dati definitivi, ma è penoso constatare che dopo sette mesi il Consiglio non sia ancora in possesso dei dati ufficiali e definitivi.
Questa è la nostra profonda amarezza.
Manganoni (P.C.I.) - Sia chiaro, io non voglio assolutamente assumermi il compito di un avvocato difensore di un Assessore o della Giunta, perché io alla Giunta e agli Assessori ho sempre detto quello che pensavo, ho approvato certe loro azioni e ho criticato certe loro azioni quando io giudicavo a mio parere di doverle criticare.
Ma di fronte a tanta malafede, di fronte a questa losca manovra che si sta ... e preciserò, sento il dovere di persona onesta di dover intervenire e di cercare di ristabilire, se non la verità, perché a parlare con chi è in malafede è molto difficile stabilire la verità, almeno una parte di questa.
Non voglio polemizzare con tutte le affermazioni incredibili del Consigliere che ha preceduto, me ne sono annotate alcune: i lavori eseguiti senza preventiva autorizzazione; io mi chiedo se un Consigliere che è geometra, e quindi in questioni tecniche dovrebbe masticarne un pochino, è stato Assessore, anche se per un periodo breve ma è stato Assessore, ebbene se da parte di questa persona si debbono sentire delle assurdità di questo genere.
Io ho fatto sette anni l'Assessore, potrei citarvi un sacco di esempi, mi limito a dire: una sera la strada di Doues era interrotta perché vi era una frana, interviene il Genio Civile e dice alt, qui non si passa perché è pericoloso, ebbene l'Ufficio Tecnico, i tecnici con l'Assessore che erano già sul posto hanno provveduto immediatamente senza progetti a costruire una variante di circa 3 chilometri a Doues - c'è ancora adesso andate a vederla - vi dico senza progetto, senza preventiva autorizzazione perché vi era tutta la popolazione di Doues bloccata, si sono iniziati i lavori in economia con i mezzi in affitto delle Imprese, quelle che si era riusciti a reperire, e nello spazio di pochi giorni si è fatta la pista e si è dato il transito.
Ora... (voce di Manganone) ...in parte, in parte come acconti sono stati dati dopo quindici, venti giorni, un mese, è umano, come si è fatto qua, qui su un importo di 20 o 25 milioni, non ho presente, basta aprire, guardare qui se ne sono versati otto. Quindi si è dato un acconto, naturalmente il saldo è avvenuto in seguito, dopo le misurazioni, dopo il controllo, l'accertamento ecc. delle ore segnate dai rappresentanti della Regione che erano sul posto.
Non vi cito, potrei citarvi l'esempio di Ollomont Glacier, bloccate ecc. comunque ve ne faccio grazia.
Ed allora nessuno, nessun Consigliere in quell'occasione, e c'era l'occasione, e se non vado errato molti di quella parte c'erano, nessuno ha banfato, perché di fronte a degli eventi del genere se si aspettano le autorizzazioni e le delibere, quella gente è bloccata, avrei voluto vedere io un tale Consigliere che avesse detto: "Ma un momento, riuniamo la Giunta, siamo in pieno Ferragosto", no, decidiamo, deliberiamo quello che si deve fare, autorizziamo la spesa, ma qui siamo fuori!
Voci contrastanti sul ... ebbene qui c'è un verbale, la decisione è stata presa da un Ingegnere, è stato documentato il perché, io non ve lo voglio ripetere, è comodo dopo dire "hanno sbagliato dovevano far cosà", ma quando la popolazione di un Comune è bloccata per un evento del genere cosa dicono tutti, anche certi Consiglieri: "ma fate presto, fate qualcosa, non possiamo rimanere bloccati", si voleva addirittura l'elicottero con le candele o con i moccoli non so. Comunque allora queste sono le accuse contro la Giunta, contro l'Assessore, contro l'Ufficio Tecnico.
"Perché non vi muovete, perché non fate in fretta?", si fa quel che si può e che si giudica di poter fare. Dopo, in questo solo caso perché fino adesso in Consiglio queste cose non sono mai avvenute, o vedremo perché oggi avvengono, dopo... su quello che hanno fatto, arrampicati sui vetri per dimostrare che questo non va bene e in più la si prende anche con la persona che non c'è più, che è scomparsa... (Urla Manganone) ...Non si conoscono le cifre esatte.
Montesano (P.S.D.I.) - Io devo intervenire in questo, se continuate a nominare le persone io chiudo la seduta.
Manganoni (P.C.I.) - Io non ho fatto un nome, Presidente, io non ho fatto un nome e proseguirò senza fare dei nomi.
Montesano (P.S.D.I.) - Hanno ragione di protestare il perché di nomi non ne hanno fatto nessuno... (urla di Manganone e Manganoni) ...ricordate che se si continua così io devo chiudere la seduta. Gli altri, devo dare atto, non hanno alluso a niente, hanno fatto la loro relazione... (Urla) ...Consigliere Chantel, Consigliere Chantel, bisogna far star zitto anche l'Assessore, basta, Vice Presidente Personnettaz lei ha una responsabilità, come me, ha una responsabilità con me, io tutto questo lo prevedevo e avevo detto con tanta calma: "guardate facciamo la seduta segreta", voi non lo volevate fare e ricordatevi che vi esorto ancora una volta a definire il vostro atteggiamento, Signorina Personnettaz, e a parlare sull'argomento e senza alludere ad alcuna persona, senza alludere, non nominare, senza alludere, io vi prego e da una parte e dall'altra, mi sembra che più di questo non posso fare, ecco, però chi interrompe non deve a sua volta dire "loro hanno interrotto" e aumentare questo clamore.
Facciamo continuare il Consigliere Manganoni il quale deve finire il suo intervento e vi prego di lasciarlo continuare.
Manganoni (P.C.I.) - Presidente, io nei confronti della Sua persona, salvo qualche volta che... Le ho sempre dato atto che in questa legislatura Lei ha diretto, per me, bene il Consiglio, mi auguro che nell'ultima seduta io non debba smentirmi, smentire me stesso a cambiare opinione.
Dicevo, si dice qui, non si conoscono le cifre esatte, ma io penso che se apriamo questo allegato e sfogliamo l'allegato 6, con tutte le cifre, allegato 7, allegato 8, che delle cifre qui ce n'è, cosa diciamo: non conosciamo le cifre, ma allora non l'abbiamo aperto questo fascicolo ma c'è di più, i lavori di questa tanto deprecata strada sono lì, e allora se si vuole dimostrare che si è amministrato male il denaro pubblico, se l'opposizione fosse, non dico seria ma avesse un limite di serietà, andrebbe sul posto, fa le misurazioni e dice: "i metri cubi anche approssimativamente sono tanti, a Lire tante" si prendono i prezzi di capitolato che si applicano, no, in quelle zone per strade poderali, per interpoderali, anche fatte per l'Assessorato ai Lavori Pubblici si dice: "voilà i metri cubi sono stati tanti qui, l'importo è tanto quindi vi è una differenza di Lire x". Questa sarebbe serietà, ma non arrampicarsi sui vetri e raccontare, scusate, delle balle e allora, scusate, lasciate che vada avanti!
Perché questi dati sono stati richiesti adesso, alcuni mesi fa con la mozione, e non sono stati richiesti nel mese di settembre... (voce di Manganone) ...Ah! Non lo sapevamo, ma io penso che ci sono degli amministratori regionali in loro e che certe cose le vedono, le sanno almeno dicono di vederle e di saperle, perché si aspetta la vigilia delle elezioni.
Quindi è nostro dovere, hanno affermato, di vedere come viene speso il denaro pubblico.
Molto bene, e noi vi abbiamo dimostrato che siamo del vostro parere perché quando abbiamo presentato la mozione siamo stati noi del nostro Gruppo che abbiamo detto "avete ragione, accertiamoci, demandiamo alla Commissione" e noi abbiamo proposto che il Consigliere interpellante facesse parte della Commissione, quindi io penso che più rettitudine di così non si può pretendere.
Adesso io vorrei invitare certi Consiglieri che quando vogliono interessarsi di come va a finire il denaro pubblico, si interessassero e riferissero in Consiglio presentando delle mozioni su certi Consorzi di bonifica montana costituiti precisamente in quel di Valsavaranche e che col denaro pubblico si sono acquistati trattori e... e che quel Consigliere ci spieghi quale destinazione hanno avuto questi mezzi, in questo modo possiamo interessarci della destinazione del denaro pubblico, ma in quei casi glissons, non se ne parla, si ignorano: quello è denaro pubblico!
Veniamo, veniamo allo scopo, alle ragioni di queste manovre, sapete, io sono di Introd, anche se abito ad Aosta, conosco il problema di cui si discute, conosco le persone che si tenta di screditare e di colpire e conosco anche molto bene quelle persone che hanno imbastito questa vergognosa montatura, non si tratta di un fatto isolato, osservate bene, questo è un anello di tutta una catena ben orchestrata. Da un po' di mesi circolano delle voci nei bar e si dice: "però eh! Rollandoz che lo giudicavano così onesto no, perché è un DP perché è un DP, Rollandoz ha lasciato nelle banche svizzere 150 milioni e qualcuno della sua famiglia si è acquistata per 40 milioni di azioni della Grolla, al che ho ribadito ... (urla) ...se avete la coscienza pulita lasciatemi parlare... (urla)
Montesano (P.S.D.I.) - Se si continua così si sospende la seduta, Signori Consiglieri, Manganoni per favore, Manganoni per favore... (tolto il microfono a Manganoni)
Manganoni (P.C.I.) - In questi giorni, un'altra interpellanza nella quale si chiedono i dati del denaro speso.
Montesano (P.S.D.I.) - Consigliere Manganoni, Consigliere Manganoni, mi fa il favore di lasciarmi dire qualche cosa? Cosa non la capisco? Lo capiscono tutti che lei esce fuori di un contesto, discorso molto sensato, molto, anche portato bene da parte sua, esce poi in una miccia che lei accende e naturalmente sulla quale io devo, devo un pochino... (voce di Manganoni, di Chantel) ...Assessore Chantel Lei deve stare zitto e non interrompere... (urla di Chantel) ...ma siamo d'accordo.
Chantel (P.S.I.) - Sono un Consigliere come gli altri e allora Le dirò Signor Presidente ... fuori argomento... (urla)
Montesano (P.S.D.I.) - Chantel, cercate di... Chantel tu prendi la parola quando io te la concedo, siamo alla fine... (urla di Chantel) ...ma scusate qui sono tutti testimoni, testimoni... (urla Chantel) ...la seduta è tolta... (urla di Chantel - certi consigli te li tieni per te) ...Consigliere Chantel, mi dispiace, mi dispiace che tu prendi questo atteggiamento mentre io mi sforzo di portare... (urla di Chantel) ...che pubblico vuol dire, che pubblico vuol dire che se lo sono assunti da tutti, sono tutti testimoni qui in questo Consiglio, tutti testimoni qui in questo Consiglio, tutti testimoni che io cerco di mettere l'equilibrio fra i due esponenti contrapposti, è vero, però, se i Signori Consiglieri non mi danno un appoggio su questo, il Presidente non può fare altro che prenderne atto.
Ora, io credo che debba, debba esortare il Consiglio a mantenere la calma per parecchie ragioni, la prima ragione perché c'è un argomento in cui esiste un oggetto sul quale ci sono due relazioni, una di maggioranza e una di minoranza. Ognuno si prende la responsabilità delle proprie espressioni, si prende la responsabilità dei propri assunti, si prende le proprie responsabilità delle proprie conclusioni e ognuno ha il diritto di esporle, però vi ho pregato, fin dal principio vi ho pregato, vi ho esortato, di non lasciare degradare queste discussioni proprio alla fine della legislatura in un contesto che mi obblighi a dover chiedere la seduta segreta. Ho chiesto la vostra collaborazione, non mi sono imposto d'imperio, quello poi che dice l'Assessore Chantel è grave, è grave perché l'Assessore Chantel non ha la parola e non deve imitare gli altri che interrompono, sono semmai io a richiamare gli altri che interrompono. L'Assessore Chantel se ne stia tranquillo, se ne stia tranquillo e parlerà quando riceve la parola e ha un dovere maggiore degli altri Consiglieri perché riveste un posto di responsabilità nella Giunta.
Chantel (P.S.I.) - Come il tuo.
Montesano (P.S.D.I.) - Detto questo, detto questo io ridò la parola al Consigliere Manganoni ed esorto tutti i Consiglieri, tutti, a lasciar parlare, non interrompere, e vuol dire che siccome ogni Consigliere è padrone delle proprie opinioni se ne assuma la responsabilità e dia a questo dibattito un contributo in un senso o nell'altro, più di questo mi sembra che non possa dire. A me è spiacevole dover constatare che proprio alla fine della legislatura si debba arrivare a un contesto, a una atmosfera di questo genere, io spero che dopo questo argomento, è vero, l'atmosfera diventi più amicale, però naturalmente non diamo noi come Consiglio Regionale della Valle d'Aosta un esempio di chiusura con un diverbio e quasi una rissa in Consiglio Regionale, cose mai avvenute, ecco e per questo io chiedo la collaborazione di tutti.
La parola al Consigliere Manganoni.
Manganoni (P.C.I.) - La conclusione del suo intervento mi fa piacere, Le assicuro che non mi ricrederò sia a quel giudizio che io molte volte ho espresso. Ritornando all'argomento vi dicevo che si sentono in giro queste voci, soldi nelle banche svizzere, azioni nella Grolla, e quando io a questi Signori che vengono a sussurrare nell'orecchio, dico, ma le prove? Ma io non so "si dice", si dice e trincerandosi dietro ai si dice, si fanno circolare queste voci ad Aosta, si fanno circolare queste voci nelle zone interessate di Villeneuve, Introd, Rhêmes e Valsavaranche, e si continua a dire "si dice", e noi sappiamo che un tale, un personaggio di triste memoria nel passato diceva "calunniate, calunniate qualche cosa resterà", e così si sta facendo oggi nei confronti di uno scomparso. Questo che io ... nei confronti di uno scomparso, e allora per dimostrarvi che questo non è un fatto in sé ma è un anello della catena, vi ho citato questo voci che circolano, ve ne sono anche altre. Una recente mozione sulle valanghe dove si voleva dimostrare al pubblico, che certe cose non le sa, che effettivamente per la Rh
