Trascrizione informale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 188 del 3 aprile 1973 - Resoconto

OGGETTO N. 188/73 - Progetto per la costruzione del fabbricato nuova sede dell'Ospizio di Carità di Aosta.

Benzo (D.P.) - Come i Signori Consiglieri sanno, la Regione l'anno scorso ha acquistato i beni immobili di proprietà dell'Ente Ospizio di Carità, in esecuzione d'una deliberazione del Consiglio regionale, proprio ai fini di permettere una nuova e più adeguata sistemazione e di una struttura che ormai non solo ha fatto il suo tempo, ma veramente è il momento di considerare sorpassato tutto l'insieme della sua funzionalità.

Inoltre aveva richiesto secondo quanto deliberato dal Consiglio di chiedere all'Ospizio di Carità l'obbligo di sottoporre alla preventiva approvazione del Consiglio il progetto del costruendo nuovo edificio per la sede dell'Ospizio stesso in località Pallein di Aosta.

Il Consiglio di Amministrazione dell'Ospizio di Carità nella seduta del 19 febbraio ha approvato il progetto di massima del fabbricato di cui si tratta e l'ha trasmesso alla Regione.

Io dò lettura del verbale di esame del progetto di massima per la realizzazione di questa struttura di Aosta:

"In espletamento all'incarico ricevuto la sottoscritta Commissione Tecnico-Sanitaria costituita dai Signori Dr. Piercarlo Barbero - Medico Regionale; Dr. Ing. Cherubino Grosjacques - Ing. Capo dell'Assessorato ai Lavori Pubblici; Dott. Domenico Prola - Sovraintendente Antichità e Belle Arti; ha provveduto all'esame del progetto di massima per la realizzazione dell'Unità Residenziale di .... Via Aosta a firma dell'Architetto Edoardo Reali di Firenze e dell'Ing. Chamois di Aosta.

La Commissione riscontra che l'elaborato presentato contempla un'assistenza a livello geriatrico devoluta ad un gruppo di 174 persone anziane che nel complesso assistenziale potranno inserirsi in rapporto alle diverse necessità di bisogni derivanti dalle possibilità del singolo di essere autosufficiente, parzialmente autosufficiente e non autosufficiente.

Cioè totalmente indipendente, invalido...

La Commissione è del parere che una suddetta visione di aiuto per l'anziano rispecchi e materializzi una forma di soccorso perfettamente aderente a moderni concetti assistenziali prescindendo soprattutto da una antica ed errata concezione che l'anziano per sua natura debba necessariamente emarginarsi da un contesto socio-economico.

Per realizzare una forma di assistenza all'anziano nei termini moderni più sopra citati occorre necessariamente che il complesso residenziale acquisti il carattere di una istituzione aperta, di somma flessibilità o collegata con il mondo circostante che viene così ad assumere anche funzioni psico-terapeutiche in rapporto agli ospiti.

La stessa scelta dell'area bene si presta alla realizzazione di questo modo di intendere una siffatta assistenza in quanto l'unità residenziale G.B. Festaz sorgerà in un quartiere a ponente della città di Aosta, con aree attualmente sottoposte a notevole sviluppo urbanistico e con concentrazioni notevoli di popolazione.

La previsione di ospitare 174 persone anziane contemplate dal progetto non potrà ovviamente risolvere tutti i problemi dell'assistenza geriatrica della città di Aosta sul piano della degenza permanente, ma costituisce in primo luogo l'esempio di un diverso modo di assistere l'anziano rompendo i tradizionali concetti propri del vecchio Ospizio di Charité e costituendo nel medesimo tempo un valido esempio i struttura architettonica che si auspica possa in un domani essere presa ad esempio da altre istituzioni od enti morali che si dedicano a tale tipo di assistenza.

I 174 ospiti sono stati idealmente suddivisi in tre gruppi dei quali il primo con disponibilità di 24 posti-letto è destinato a persone totalmente dipendenti non autosufficienti; il secondo con una disponibilità di 56 posti-letto destinati ad anziani con mezzi a possibilità di autosufficienza ed il terzo con 94 posti-letto destinato ad anziani in buone condizioni psico-fisiche, quindi autosufficienti ed in quanto tali solo dipendenti dall'Istituto per quanto attiene i servizi generali e cioè: alimentazione, lavanderia, riscaldamento degli ambienti di soggiorno, assistenza religiosa, attività ricreative vari ecc.

Passando ad esaminare, per ciascuno dei precitati tre gruppi, le strutture architettoniche proposte dai progettisti si rileva che:

1°) per i soggetti totalmente dipendenti, persone invalide cui sono destinati 24 posti-letto, si nota che la collocazione degli ambienti di degenza è prevista al piano terreno con camere appartamento a uno o due letti per coniugi e che 'accesso da parte del personale assistenziale è da considerarsi ottimale.

Tali ambienti sono tuttavia previsti anche in rapporto con l'esterno con conseguente facilità di accessi da parte dei parenti e degli amici dei ricoverati.

Caratteristica importante di tale settore di degenza per invalidi è quella di disporre di un servizio igienico attrezzato annesso ad ogni camera, oltre che di un servizio comune dotato di vasca da bagno e doccia nel quale è reso possibile l'accesso dell'invalido allettato.

Si osserva che sembra preferibile prevedere con migliore esattezza il numero delle camere matrimoniali che possono essere contenute in due e ridimensionare tutte le altre in modo più possibile omogeneo al fine di evitare fenomeni di preferenza nell'assegnazione delle camere più grandi con conseguente disagio psicologico della comunità.

Anche per questo settore di assistenza intensiva sono comunque previsti fatti comunitari quali soggiorni, ambienti di terapia occupazionale e per fisioterapia nonché un servizio di ristorante, sempre che l'invalido trasportato con sedia a rotelle sia in grado di lasciare la propria camera di degenza.

2°) Le strutture architettoniche contemplate dal progetto destinate a persone parzialmente autosufficienti, 56 posti-letto, prevedono l'aggregazione in nuclei delle camere da letto per un totale di 5 letti ospiti per nucleo.

Tale suddivisione in nuclei risponde a quel concetto di fondo assistenziale tendente ad evitare la massificazione dell'anziano stimolando nel contempo rapporti di amicizia e quindi più umani e di soccorso reciproco tra persone appartenenti ad un stesso nucleo.

Gli anziani parzialmente autosufficienti ricevono comunque a questo livello tutte quelle iniziative assistenziali sanitarie e sociali che già sono proprie delle residenze per gli invalidi totali con la differenza che viene concessa una maggiore indipendenza proprio in rapporto al fatto che trattasi di soggetti con una certa residua capacità di autosufficienza.

Si esemplifica il concetto con la disponibilità per costoro di aree verdi attrezzate, di un ristorante bar, di una biblioteca, di una sala audizioni musicali e di soggiorni in comune, anche per lunghe ore della giornata, con attrezzature, quale radio, televisione ecc.

Particolare importanza a questo livello viene data alle pratiche di fisioterapia e terapia occupazionale.

3°) Per quanto attiene l'ospitalità di anziani autosufficienti, 94 posti-letto, il progetto sviluppa i concetti di una residenza per anziani sani con una estrema flessibilità di rapporti tra i membri della stessa comunità e l'ambiente esterno che li circonda.

Le camere di soggiorno sono raggruppate in nuclei a loro volta indipendenti dall'unità residenziale, tant'è che tali nuclei sono legati tra loro da un porticato.

Tale indipendenza non significa tuttavia scorporo dei nuclei dal restante complesso ma ne costituisce parte integrante di comoda accessibilità anche da parte del personale di assistenza socio-sanitaria.

A questo livello le camere da letto costituiranno ambienti altamente umanizzati nei quali l'anziano potrà anche procedere per conto proprio all'arredamento introducendo arredi di proprietà, ricordi di famiglia, piccoli animali domestici ecc.

La Commissione osserva ancora che è stata lodevole cura da parte dei progettisti eliminare ogni barriera architettonica che potrebbe ostacolare la possibilità del trasferimento degli ospiti, in particolare sono state previste apposite rampe inclinate in sostituzione delle scale per l'accesso a tutti i locali comuni, terrazzo ristorante, giardini interni ecc.

Il complesso è anche corredato da un edificio per funzioni religiose che potrebbe ospitare una chiesa parrocchiale, anche ai fini di auspicati collegamenti con il quartiere circostante.

Qualche perplessità destano le dimensioni dei locali per cucina e dispensa, che dovranno venire ridimensionati al fine di sopperire alle prevedibili necessità alimentari dell'intera comunità, ivi compreso il numeroso personale di assistenza.

La Commissione, pur concordando sullo sviluppo piano volumetria del complesso articolato con apprezzabile movimento di masse, esprime alcune perplessità sulla opportunità di adottare coperture piane in zona esposta a notevoli escursioni termiche qual è quella di Aosta.

Per motivi e con le osservazioni soprariportate, la Commissione e ritiene meritevole di approvazione il progetto di massima presentato e come tale ne propone l'approvazione alle superiori autorità.

Questa è la relazione della Commissione tecnica regionale per quanto attiene all'esame generale della progettazione che, come i Signori Consiglieri avranno potuto notare, s'impernia su due concetti moderni, cioè il fatto anche qui di un complesso aperto e soprattutto di una concentrazione, se vogliamo definire così, di tre tipi di assistenza che anche nei paesi più altamente sviluppati - in questo settore noi abbiamo avuto occasione, specialmente l'Assessore Chantel, di visitarne alcuni in Inghilterra - vengono ancora attualmente suddivisi, ma anche loro ricercherebbero una tipologia di questo genere, cioè avere un day hospital? Avere un centro di servizio assistenziale sociale per anziani aperto perché possano entrare ed uscire e nello stesso tempo anche per i non autosufficienti, cioè per gli invalidi, di fare un piccolo reparto che possa permettere loro di usufruire di questi servizi, ma di vivere, insomma, in una comunità e cioè nell'interno stesso di una collettività che è a diretto contatto con la comunità locale cittadina.

Il Consiglio regionale è chiamato per esprimere il proprio parere in quanto era negli adempimenti che dovevano essere fatti per poi riportare questo progetto, dare notizia al Consiglio di Amministrazione dell'Ospizio, e poter provvedere anche qui alla, direi veloce, prosecuzione di questa opera di estrema, estrema necessità, specialmente per sopperire alla grave carenza di quella attuale e per lo sviluppo futuro in questo settore sociale assistenziale.

Chantel (P.S.I.) - Io vorrei aggiungere qualcosa, certo che noi socialisti ci auguriamo che in un tempo non troppo lungo si arrivi in Italia ad avere una pensionabilità tale da permettere il libero arbitrio anche agli anziani, in quanto la società deve questo a loro perché hanno contribuito, mentre erano giovani, con il loro lavoro al miglioramento e all'attività di questa società. Però devo dire che l'attuale soluzione è un passaggio abbastanza, diciamo così, progressista in quanto questo centro viene costruito nel progetto in condizioni tali che già fin da ora gli anziani sani godranno di molta libertà cioè saranno quasi considerati, almeno nell'attrezzature dei servizi e del resto, degli ospiti e non degli internati.

Inoltre ritengo che la parte che è stata creata con i servizi igienici, sanitari ecc. per quel che riguarda gli insufficienti, ricorrendo naturalmente a quelle misure previste sia di personale e sia di attrezzature, vero, che diano una nuova forma e un nuovo indizio su quel che era prima l'Ospizio di Carità, cioè qui effettivamente si sarà in grado di dare un'assistenza al vecchio insufficiente, o insufficiente prima o insufficiente dopo, perché bisogna calcolare che nel ricovero di anziani è possibile si susseguano delle malattie che possono portare naturalmente alla incapacità o almeno alla incapacità transitoria totale di questi, chiamiamoli così, assistiti. E allora è necessario, per non fare dei doppioni inutili, per non tenere poi occupati dei posti ospedalieri, di avere un'attrezzatura.

L'unica cosa che io prevedo, almeno come Assessore alle Finanze, è che probabilmente a suo turno, quando tutto sarà attrezzato e tutto in ordine, dovrà intervenire una altra volta l'Amministrazione regionale, perché io non credo che, con i fondi a disposizione, l'Ospizio sia affettivamente poi in grado di tenere, non tanto in reparto dei sani i quali praticamente usufruirebbero di un alloggio, di una certa indipendenza, del vitto ecc. ecc. ecc. e di una assistenza generica, ma in modo particolare quel gruppo di totalmente invalidi, che chiederanno senza dubbio un personale di diverse decine di unità e allora probabilmente il Consiglio Valle, l'Amministrazione dovrà intervenire; vero, per un aiuto, perché questa nuova forma di assistenza funzioni.

Sarà una forma di assistenza che dovrebbe alleggerire, a mio giudizio, una parte del ricovero ospitaliero.

Perciò, pure accettando le promesse dette, pure auspicando il nostro partito di arrivare a una autonoma indipendenza degli anziani, perché la comunità, lo stato fornisca sufficiente moneta, perché possano essere auto-sufficienti, senza dubbio questa nuova cosa è un passo avanti per riuscire ad ottenere nel futuro, quelle, diciamo, comunità di anziani con la libertà assoluta di arbitrio e di scelta di farne parte o meno.

Perciò, noi, daremo il voto favorevole.

Manganoni (P.C.I.) - Io, ho dato un'occhiata al progetto e, con l'illustrazione dell'Assessore, ho l'impressione che siano stati adottati dei criteri abbastanza moderni.

Particolarmente se teniamo conto dell'attuale edificio dell'ospizio, che quando è stato costruito, forse alcuni secoli fa, non so, sarà stato allora modernissimo, allora, certamente che oggi è più che superato, e perciò è veramente tempo che si possa spostare, vero, i ricoverati da questo ospizio, nell'ospizio nuovo.

Io vorrei solo chiedere due cose.

Primo, so che non è di competenza della Regione, perché è il Consiglio che deve provvedere, vorrei solo chiedere, però pressappoco, quando, se l'Assessore lo sa, quando prevedono di appaltarlo.

In secondo luogo: il costo anche approssimativo; se i fondi che l'ospizio ha a disposizione, mi pare che siano quelli della Regione, che ha acquistato, ecc. sono sufficienti, e, poi devo aggiungere questo, veramente che mi fa piacere che almeno una piccola zona della collina di Aosta sarà salvata dalla deturpazione dei condomini e almeno servirà per un servizio sociale e non per arricchire gli speculatori, come sta avvenendo.

In più, dopo che abbiamo realizzato, finalmente l'istituto psico-pedagogico, che qui si realizzi anche l'ospizio, bene questo dimostra che dalle parole noi finalmente passiamo ai fatti e passiamo alla realizzazione.

Dolchi (P.C.I.) - Io mi collego all'intervento del compagno Manganoni per sottolineare che passiamo, come si dice, dalla teoria alla pratica, in questo caso esaminiamo un progetto per un'opera che si inserisce in modo importante in quello che noi abbiamo più volte discusso in questa aula, cioè l'assistenza agli anziani.

E, quindi, lungi da me intervenire nell'autonomia dell'ospizio che ha approvato questo progetto.

Ecco, però, noi, e ce lo ricorda la relazione allegata all'oggetto n. 14, avevamo richiesto che questa esecuzione, l'esecuzione di questa opera fosse esaminata prima e sottoposta all'approvazione del Consiglio regionale.

Ecco, un po' in contrasto a quella autonomia a cui accennavo prima, ma per uno specifico concetto che aveva ispirato il dibattito consiliare, in occasione dell'acquisto del vecchio ospizio.

E, ho visto anch'io il progetto, ho letto la relazione e, ho letto anche che il progetto è stato inviato all'Assessorato ai Lavori Pubblici, all'Assessorato al Turismo all'Antichità e Belle Arti, oltre, e mi sembra l'Autorità più competente, non fosse altro che perché è quella che poi deve rilasciare il permesso edilizio e, cioè, il Comune di Aosta.

Ecco qui, allora non capisco più bene come il Consiglio regionale possa pronunciarsi e, cioè, mi limito a fare delle interrogazioni.

Il Consiglio approva il progetto, e allora, Lavori Pubblici, Sovrintendenza, Turismo non hanno più niente da dire, visto che agli atti non c'erano le relazioni, né pareri da parte di questi settori dell'attività.

L'Assessore Benzo ci ha letto la relazione della Commissione Tecnico Sanitaria Regionale e ha approfondito il concetto della utilizzazione dell'opera, l'assistenza geriatrica, l'impostazione moderna di un'assistenza di questo tipo, ancora discutibile diciamo noi, soprattutto discutibile dopo che l'Assessore Chantel ci ha spiegato che lì si curano anche e allora ci si pone il grosso dubbio di perché stiamo spendendo, abbiamo spese, centinaia di milioni per fare l'ospedale geriatrico superiore in numero di letti alla necessità della Valle d'Aosta, quando oltre i cronicario, c'è adesso in gestazione l'ospizio così concepito.

Direi che andremmo oltre, non dico e nostre possibilità, ma i concetti che avevano ispirato il Consiglio quado ha messo questa clausola nell'atto di vendita, se noi ci mettessimo a rifare o a dare noi tutte le indicazioni della gestione di questo ospizio, di questa iniziativa, di questa attività.

E, allora, forse - e se ci fosse qui l'Onorevole Caveri, penso che ce lo confermerebbe - la preoccupazione era che non sorgesse il grosso casermone, che la costruzione di inserisse in modo conveniente nella fascia pre-collinare, che questo tipo di costruzione non fosse in contrasto con sì l'orientamento curativo e di ospitalità per l'anziano ma anche fosse inserito architettonicamente nella zona.

E, non faccio io l'architetto però, ecco, a guardare le strutture, i tetti del progetto che ci è stato sottoposto, e che a quanto mi è sembrato di capire è un progetto standard, in certo qua modo adattato al terreno, non sono certo anche se sono d'accordo - e il Professor Berton ce l'ha più volte insegnato - che non esiste un'architettura tipica valdostana, è chiaro che quel tipo di costruzione si inserisce, forse bene in mezzo ai condomini vicini, ma non certo in un ambiente valdostano.

Ecco quindi direi, ritorniamo all'origine forse di quello che era l'orientamento del Consiglio per richiedere questo preventivo e, diciamo in parole povere, ci piace o non ci piace il progetto? La cosa è piuttosto semplicistica, ecco potrei sollevare dei dubbi sul fatto che sia necessario a poche centinaia di metri dalla Chiesa di St. Martin de Corléans prevedere una Chiesa Parrocchiale, in questo Istituto, come, così a puro titolo indicativo, visto che lì non se ne parla, c'è una piscina e un gioco per bambini, ecco vorrei sapere in che modo si collocano queste attrezzature nella vita dell'istituto.

Però, ecco, siccome è difficile dire ci piace e non ci piace, io concludo dicendo che con una serie di perplessità che mi derivano forse dal fatto, dal confronto che si fa con il geriatrico della sua utilizzazione, di tutte le cose che abbiano detto nei confronti dell'assistenza agli anziani e ai giovani e al loro isolamento dalla vita di ogni giorno, noi daremo parere favorevole anche con tutte queste riserve che riguardano sia la parte architettonica, sia la parte che riguarda la gestione dell'Istituto.

È un passo in avanti ed è chiaro che se noi lo confrontiamo, e giustamente lo sottolineava il Compagno Manganoni, al vecchio ospizio, ben non un passo in avanti ma due o tre passi in avanti si fanno, quando si vedono nel progetto i servizi igienici, un maggiore spazio per la vita in comune e una sistemazione in camere doppie che certamente non sono pensabili nell'attuale costruzione.

Però, ecco, rimane ancora, rimane collegato a questo, il fatto che il geriatrico, o per quello che chiamiamo ospedale geriatrico, quella costruzione che non finisce mai, se volete, dovrà avere una destinazione diversa, se si continua a costruirlo e non lo si finisce mai, e altri Enti e altre iniziative verranno a sostituirsi, volenti o nolenti, ai Consiglieri regionali a quella che dovrebbe essere invece, la primaria preoccupazione dell'Ente Pubblico.

Andrione (U.V.) - Vorrei sottoscrivere in toto, l'intervento del Consigliere Dolchi e, aggiungere semplicemente alcune cose che probabilmente sono state dette, perlomeno indirettamente già da lui.

Noi, non possiamo in questo momento rifiutare un'approvazione del Consiglio al progetto perché, come ha ricordato Dolchi, in realtà noi ci siamo soltanto calcolati nel senso di dare come consiglio, l'approvazione del progetto, perché noi pagavamo certi beni a una certa stima e volevamo essere sicuri che le masse architettoniche non sarebbero state inserite in Regione Pallin, corrispondevano più o meno ai voti del Consiglio rispetto alla fabbricabilità e all'edificabilità di quella zona.

Anch'io ho visto il progetto e devo dire francamente che l'ho trovato estremamente turrito, angoloso, spigoloso, direi e persino con un enorme camino di cui non ho capito bene la funzione, ma questo perché evidentemente non sono architetto e, ancora una volta mi è dispiaciuto che, normalmente in queste opere pubbliche, anche se questa volta la responsabilità è di un Ente privato che però ha delle funzioni pubbliche, la progettazione, l'affidamento dei progetti viene sempre per, diciamo, una vasta cointeressenza, un vasto traffico, per interessi che non tengono conto di quello che è in realtà l'interesse regionale quando si tratta di progettare quelle opere pubbliche.

Contrariamente a quanto ha detto la Commissione, al parere della Commissione, che è stato letto dall'Assessore Benzo, io non trovo molto apprezzabile il movimento delle masse di quel progetto e, trovo che il fatto di avere fatto ancora una volta i tetti piani, sia un grave errore, grave errore perché è un errore che l'Hospice de Charité pagherà con una manutenzione estremamente pesante, perché non ci sono tetti piani, basta guardare qui di fronte o se preferite, guardare in casa nostra, cioè in questo palazzo regionale, non ci sono tetti piani in Valle d'Aosta che resistono all'azione del gelo e del disgelo.

Infine, per quanto riguarda l'armonia della zona, questo grosso complesso si inserisce male, a mio avviso a piè di collina con questa sua particolare struttura molto angolosa, si inserisce male in quella zona, è vero che ci sono dei condomini, però lì era anche la zona più verde di Aosta e il grosso prato del rifugio, avrebbe a nostro avviso dovuto essere sfruttato in una maniera differente.

Per quanto riguarda invece la sostanza dell'operazione e dando atto che si sono previste diverse categorie di ricoverati e al di là di quello che ha detto il Consigliere Dolchi, io non credo che l'Hospice de Charité debba essere considerato dalla Regione come un contro altare non so, direi come una succursale dell'ospedale geriatrico, perché a mio avviso, l'Hospice de Charité si rivolge a una clientela del tutto differente e si rivolge a un tipo particolare di anziano che può, al di fuori di una certa assistenza sociale, cercare di essere inserito, di essere collocato in un particolare ospizio.

Ogni operazione di genere privato è un tipo di offerta che è fatta al pubblico da una società privata, anche se si chiama Hospice de Charité, e noi abbiamo versato se ricordo bene 750 milioni all'Hospice de Charité, tenendo conto della geografia, nella politica regionale dell'esistenza di questo fatto, però tenendone conto soltanto come punto di appoggio, noi non possiamo dire che il geriatrico deve avere una corrispondenza, perché l'Hospice de Charité potrà rifiutare, a buon diritto, chi vuole entrare, chi avrebbe idea di entrare, perché lì saranno dei pensionati, e, cioè detto in altre parole, nella politica regionale l'Hospice de Charité esiste soltanto come offerta, come libera offerta su mercato di collocazione degli anziani che possono e che hanno le possibilità economiche per essere collocati in questo Hospice. A più forte ragione, mi sembra che venga valido il discorso di prima e cioè, il discorso del fatto che la Regione, indirettamente e magari domani anche più direttamente, sarà costretta a finanziare parte di queste opere, per cui, nella misura del possibile e dicendo che noi non ci opponiamo e che questo progetto vada avanti, ma sotto forma di raccomandazione chiederemo che alcune parti del progetto siano rese più adeguate alla realtà della Valle d'Aosta e, senza dare una definizione in termini di brutto e di bello, chiederemo che per lo meno i tetti piani e altri aspetti contrari alla nostra realtà siano nella misura del possibile eliminate.

Maghetti (P.L.I.) - Molto è già stato detto e allora il Partito Liberale è favorevole a questo progetto, perché veramente è un passo avanti nell'assistenza degli anziani.

Chi conosce a fondo il problema degli anziani sa quante volte queste persone siano avulse dal nucleo familiare, e quindi tante volte non si tratta di ricconi che debbono andare a ficcarsi in una casa di cura molto moderna in cui si debba spendere un sacco di soldi.

Auspichiamo che ci sia un personale adeguato, competente in modo che queste persone anziane, piuttosto, abbiano un'assistenza altamente qualificata.

Chamonin (M.A.V.) - Molto si potrebbe dire su questo progetto oggi presentato. È evidente che, essendo una realizzazione del tutto particolare, come dice bene Andrione è un pensionato ed è un affare privato, cioè a titolo privatistico più che altro congestione di quel genere, possiamo entrare molto di lato penso nell'esame, nell'approvazione, approvando questo progetto.

Non possiamo fare nessuna discussione su quello che è l'impianto, la dislocazione dei servizi ecc., la sistemazione, le sistemazioni interne, perché mi pare che il progetto è stato studiato da specialisti del ramo e, quindi abbiamo evidentemente, penso il meglio che si possa reperire al momento.

Andrione diceva che si inserisce male a piè della collina e, difatti, noi vedremo al piè della collina questo enorme complesso, perché è abbastanza grosso, sono varie migliaia di metri cubi che noi andiamo ad inserire lì; però dislocarlo meglio vorrebbe dire anche dislocarlo altrove, probabilmente più in alto, fatalmente in posizione più isolata, non possiamo dimenticare però che non dobbiamo in alcun modo isolare la clientela, anche se clientela di tipo privato, destinata ad andare in quel locale.

Quindi ad un certo momento dev'essere il più inserita possibile, il meglio inserito possibile in quello che è il contesto ancora civile, il contesto delle abitudini della città di Aosta... tutto sommato, malgrado le molte perplessità che possiamo avere sull'aspetto esterno di questo complesso, perplessità che non sono poche e certamente anche abbastanza pesanti, però penso che tutto sommato non sappiamo tanto come girare alcune difficoltà che vediamo in questo progetto. La questione dei tetti, la questione dei tetti è una questione che d'altronde ha rilevato, mi pare, anche la Commissione e lo disse anche l'Assessore, evidente può essere portato come raccomandazione, tanto oltre però penso che non possiamo andare come Consiglio Regionale. Se l'Ospizio a parer nostro ma molto, molto diciamo, limitato, ha una costruzione che come impianto risponde, che come impianto interno risponde al dettato del tema che gli architetti devono svolgere, mi pare che non possiamo dire molto su questo ecco. Quelle raccomandazioni che un po' da tutti i banchi sono venute fuori è da vedere se l'Ospizio e i suoi progettisti possono tenerne conto, naturalmente è una pura e semplice raccomandazione, non penso che lo possiamo dare come obbligo come assoluta condizione all'approvazione del progetto.

Montesano (P.S.D.I.) - Altri che chiedono la parola? Lei Assessore non vuole... La parola all'Assessore Benzo.

Benzo (D.P.) - Beh, dopo aver ascoltato da tutti i gruppi consiliari il parere in merito, vorrei solo brevemente rispondere ad alcune domande fatte. Per quanto riguarda il Consigliere Manganoni, lei ha chiesto l'epoca dell'appalto. A partire dalla nostra approvazione di progetto, io penso che il Consiglio di Amministrazione dell'Ospizio possa richiedere velocemente il progetto esecutivo e poi procedere all'appalto, i terreni ci sono quindi è una questione anche lì, io penso che è nella loro volontà come è la nostra, come è stata nella nostra in questi anni di sollecitare, di spingere perché questo problema andasse in porto, penso che continueremo sia pure come Regione a sollecitare al massimo il Consiglio di Amministrazione perché i tempi siano più brevi possibili.

Per quanto riguarda il costo, i costi, sta facendosi sempre più difficile in questo settore, proprio, perché? Perché il tempo è inversamente proporzionale, diciamo, alla buona riuscita economica di certe opere e ce ne stiamo accorgendo purtroppo da tempo; lei l'ha sollevato varie volte questo problema anche negli anni passati e anch'io lo sollevai anni or sono. Il problema sta in questo, i tempi brevi facilitano certamente una riduzione di costi, dei costi contenuti quantomeno. Il problema del costo di un tipo simile di opera, abbiamo delle basi nazionali che si aggiravano intorno ai 4-5 milioni, 6 milioni posto-letto un tempo, a oggi, dopo questi ultimi tre mesi in modo particolare, non so e all'epoca dell'appalto futuro non so quali potranno essere. Io condivido quanto espresso dal collega Assessore Chantel, nel senso che non ritengo che siano sufficienti i fondi che sono a disposizione, questo per quanto può essere a mia competenza, conoscenza, e quindi certamente un'opera di questo genere qui investe indubbiamente un pubblico interesse nella città e direi anche nella Regione, perché non sono solo personaggi anziani della città che graviteranno su questo tipo di centro residenziale moderno che potranno diminuirli.

Per quanto riguarda il problema specifico, Consigliere Dolchi, dell'assistenza anziani, ha fatto bene a riprenderlo perché è giusto che il Consiglio ribadisca questi concetti fondamentali sul tipo e sul modo di vedere un'assistenza anziani e sappiamo, lo abbiamo anche visto in un sondaggio di opinione pubblica che abbiamo fatto, che una grande parte di questi nostri anziani desidera vivamente poter ancora continuare a rimanere presso la propria famiglia e noi dobbiamo fare in modo, con un tipo di politica degli anziani, che ciò possa avvenire, in particolare per quelli che hanno più bisogno, quindi, di questo tipo di assistenza domiciliare che dovrà essere messo in atto in tutta la Regione. D'altro canto abbiamo una grande fascia che gradisce, preferisce, poter stare si in un insieme, diciamo in un luogo dove poter avere un'assistenza più continua, avere la propria camera, vivere però in una certa comunità e questo è un punto che è particolarmente delicato, perché un tempo questo era visto come un semplice ricovero, un semplice ricovero, anche lì, se si parcheggiano i bambini non parliamo poi di quello che è stato il parcheggio degli anziani, invece concepito in questa forma di un centro anche qui di servizi aperto, dove vivono a contatto con la comunità, possono uscirne, non ci sono più quei cameroni, cioè ognuno ha una sua vita personale, nel momento in cui la desidera però può anche sviluppare una vita sociale, associativa ecc. con gli altri in questi gruppi, può fare le amicizie che più ritiene idonee perché sappiamo che anche negli anziani c'è questa difficoltà, anche di rapporti, talvolta tra loro e quindi questi concetti, mi sembra e anche la Commissione lo ha fatto notare, sono stati tenuti ben presenti da questi specialisti nel settore. Ripeto, noi abbiamo potuto constatare che questa forma ha una validità anche proprio interessandoci in altre zone e in altre nazioni di come viene sviluppato questo duplice sistema di assistenza agli anziani.

Vorrei solo precisare una cosa, Dolchi, forse è stato questo fatto, che non è stata messa la fotocopia della Commissione che lei mi ha chiesto, invece c'è il parere, è stato mandato a tutti gli Assessorati, si sono uniti, questa è la famosa Commissione tecnico-sanitaria regionale che la Giunta giustamente ha previsto anni or sono per poter far sì che non ci fosse degli ... clausus diciamo nei vari Assessorati, perché un esame di un progetto era fatto da dei tecnici dell'Assessorato, un esame dall'altro, venivano fuori dei pareri diversi, invece è stato esaminato comunemente e quindi la Commissione tecnico-sanitaria ha espresso questo parere collegiale dove fa, e qui mi collego a domande di altri Consiglieri, fondamentalmente quello che ritengo forse, anche a mio parere come tecnico, la più giusta osservazione, quella che riguarda i tetti piani. Logicamente, è già detto con queste osservazioni, io ritengo che il Consiglio regionale non possa fare a meno di ribadire e noi segnaleremo questo fatto e ritengo che possa essere preso in giusta considerazione dai progettisti e da Consiglio di amministrazione.

Per quanto riguarda invece l'inserimento del paesaggio, vorrei dire, spogliarmi un po' della figura di amministratore pubblico ed esprimere un parere mio personale tecnico, ritengo invece che, magari ne avessimo avuto di tipologie di questo genere in altri casi, perché proprio questa articolazione che è di difficile impostazione perché per poter far sì che tutti abbiano una camera agibile e con terrazzino e facilmente accessibile anche alle varie aree verdi interne che sono state molto ben ubicate, previste. Quindi mi permetto di chiarire: questo è stato studiato sul luogo, guardate che tipologie di questo genere non si fanno standard, non è possibile, anzi da quanto ho potuto constatare ritengo che sia stata in questo progetto una sommatoria di vaste conoscenze di tipologie architettoniche e di questo tipo di istituti diversi, perché in altre Nazioni, come nella nostra, sono diversi, c'è il ricovero per anziani sani, il ricovero per gli anziani mediamente autosufficienti e per quelli non sufficienti, che sono cose diffidentissime; l'averle messe insieme è anche questa una novità abbastanza valida sul piano diciamo di una impostazione anche di tipo di intervento assistenziale, quindi e vorrei ancora sottolineare, qui rispondo sia a Dolchi che ad Andrione ecc., Andrione un pochino l'ha già centrato forse non con quella esattezza ma ha giustamente fatto presente che non possiamo confondere il Geriatrico, che è tutto un altro tipo di Ospedale, è un Ospedale, da questo Centro sociale, da questo pensionato per persone anziane sane o mediamente autosufficienti o insufficienti, è tutta un'altra cosa, lì si tratta di una cura a tempi brevi di rianimazione è nato con una particolare caratteristica tanto è vero che se ben ricordo nella relazione fatta allora dal Professore Antonini, se non sbaglio, diceva appunto che nel ciclo completo di una giusta strutturazione il geriatrico era un primo passo poi si sarebbe dovuto passare a vero e proprio gerontocomio cioè al ... In effetti questo ha delle caratteristiche, vi ripeto, tipologiche di ... in uno stesso complesso di questi due ultimi tipi di intervento assistenziale, quindi per quanto ci riguarda insomma... quindi ritengo che non possiamo che accettare questi concetti espressi di Signori Consiglieri che dovranno essere riportati come raccomandazioni giustamente al Consiglio di Amministrazione dell'Ente, augurandoci che possa essere velocemente realizzata un'opera di cui posso garantirvi che si sente effettivamente una grave lacuna, una grave carenza quando, giornalmente, noi non sappiano come fare fronte a delle varie richieste e purtroppo anche qui dei nostri concittadini vanno in altre zone, in altri settori, purtroppo i bisognosi sono quelli che più duramente risentono di questo, perché non hanno altra possibilità o di vivere una vita durissima stentata o di essere collocati, come dicevo prima, in questi che non possiamo che definire benignamente parcheggi, per quanto dobbiamo dare atto che il tipo di assistenza che viene data è altamente umana però è giusta la osservazione finale fatta dal Dr. Maghetti: la preoccupazione principale sarà ancora sempre quella di fare sì che ci sia del personale qualificato, se non lo potremo certamente continuare ad avere da questi Enti religiosi dovremmo anche provvedere noi ed è un compito dell'Amministrazione pubblica di far fronte a questa che per tanti anni è stata una carenza, perché è stata lasciata in mano ad altri tipo di attività assistenziali.

Montesano (P.S.D.I.) - Nessun altro intervento? Consigliere Dolchi.

Dolchi (P.C.I.) - Signor Presidente del Consiglio io non insisto sulle richieste che avevo fatto se l'Assessore Benzo come me non è al corrente delle iniziative per istituire una Chiesa parrocchiale in quell'Istituto, come è precisato nel progetto, o l'organizzazione dei giochi per i bambini non ci soffermiamo, vorrei solo che fosse precisato e mi rivolgo al Presidente del Consiglio: cosa intende fare il Consiglio Regionale? Cioè cosa deve fare il Consiglio Regionale? In quanto nell'allegato manca una proposta, si dice "il Consiglio deve esaminarlo, il progetto con gli allegati è a disposizione dei Consiglieri" ma non si propone con una deliberazione si ottempera a quanto previsto dalla deliberazione di vendita, e cioè la preventiva approvazione del Consiglio Regionale.

Ecco se così fosse, e noi riconfermiamo il parere favorevole a questa deliberazione di approvazione, nella relazione non è detto che si chiede, né è precisato il testo, il dispositivo della deliberazione che siamo chiamati ad adottare e ancora una volta sono d'accordo, concordo con il collega Andrione e con il collega Chamonin: facciamo pure questa approvazione, non rinunciamo alla raccomandazione che, laddove è possibile, per quanto riguarda la struttura architettonica sia eventualmente rivista, soprattutto per quanto riguarda il tetto della costruzione.

Montesano (P.S.D.I.) - Consigliere Dolchi nella parte diciamo illustrativa di questo oggetto porta già sostanzialmente la delibera che il Consiglio deve assumere, cioè considerare la delibera del Consiglio Regionale in data tot e quella della Giunta e considerato che c'era un obbligo da parte dell'Ospizio di Carità di sottoporre al Consiglio regionale per preventiva approvazione il costruendo Ospizio di Carità in Regione Pallin, il Consiglio delibera di approvare tale progetto con le raccomandazioni, perché io intendo che la proposta Andrione sia inserita come raccomandazione, è vero, mi pare che anche l'Assessore Benzo ha ribadito questo, quindi la delibera viene fatta in questo modo, richiamando i precedenti e riassumendo nel testo deliberativo quello che il Consiglio va a deliberare, cioè la approvazione con raccomandazioni che sono state espresse dal Consigliere Andrione e dall'Assessore Benzo.

Chi approva il progetto alzi la mano. Contrari. Astenuti. Il Consiglio approva.

Si passa all'oggetto ... è ben detto che viene inteso che va inserito dopo la delibera, dopo l'approvazione le raccomandazioni che sono state verbalizzate eh?

Si passa all'oggetto n. 15.