Oggetto del Consiglio n. 104 del 14 marzo 1979 - Verbale
OGGETTO N. 104/79 - Richiamo alla puntualità nell'inizio delle riunioni.
Dolchi (P.C.I.) - Prima di procedere, ancora una precisazione che mi sembra doverosa, anche se la lettera era abbastanza chiara.
L'Ufficio di Presidenza ha ritenuto, dopo le segnalazioni pervenute da numerosi Presidenti di Commissione, e da un documento sottoscritto da alcuni colleghi Consiglieri circa l'impossibilità di cominciare con puntualità le riunioni e con quindi il rischio di vedere andare deserte le commissioni, di richiamare l'attenzione dei Consiglieri regionali su questo fatto. L'Ufficio di Presidenza ha preso in considerazione gli orari e ha ricordato, tenuto conto di quello che era già avvenuto nel tempo, che era stata spostata dalle 9 - come avveniva nei tempi e negli anni passati - alle 9,30 l'ora iniziale della seduta del Consiglio, perché, normalmente fissati per le 9, i lavori cominciavano alle 9,30, così come in un primo tempo si era spostato dalle 16 alle 16,30 l'ora di inizio della seduta antimeridiana, e poi si era ritornati alle 16 per venire incontro alle giuste necessità dei colleghi che abitano fuori Aosta e per avere maggior tempo a disposizione per il dibattito.
La lettera che è stata inviata a tutti i Consiglieri e che può essere sembrata un po' ultimativa nel tono e nella forma, aveva soprattutto - ed ha soprattutto - il compito di richiamare i Consiglieri a questa necessità, di dare inizio ai lavori all'ora fissata, proprio tenendo conto che le ore sono state concordate e sono anche il frutto di una lunga esperienza; per cui, se si mette "9,30" i lavori inizieranno alle 9,30, se si mettono alle "16" inizieranno alle ore 16, proprio per evitare quella mezz'ora di cui non si capirebbe e non si riesce a capire...se non in una certa indolenza della partecipazione dei Consiglieri...del perché si dovrebbe avere quella mezz'ora di tolleranza. Ovviamente, come è stato precisato nella circolare che alcuni colleghi hanno richiesto che io illustrassi questa mattina, la mancanza del numero legale al momento dell'appello provoca il rinvio della seduta automaticamente per mancanza del numero legale, al pomeriggio, se si tratta di seduta antimeridiana, o al giorno successivo, nell'ora prefissata, se si tratta di seduta pomeridiana. Questo è...ancora una precisazione: siccome l'indennità si riferisce a - diciamo così - indennità giornaliera, l'Ufficio di Presidenza ha ritenuto di poter interpretare la norma dividendo in due l'indennità, tenuto conto che un Consigliere potrebbe essere in ritardo, assente, quindi provocare la mancanza del numero legale al mattino e non al pomeriggio, e quindi essere presente nella seduta pomeridiana. Questi erano gli scopi e i principi che hanno, direi, ispirato la decisione dell'Ufficio di Presidenza, è quella lettera che tutti avete ricevuto.
Su questo argomento la parola al Consigliere Pedrini.
Pedrini (Ind. P.L.I.) - Io la ringrazio di questa precisazione. Le ho spedito una lettera proprio contro questa decisione e quindi glielo anticipo, perché non vorrei che lei pensasse che poi, insomma, fosse stata una cosa magari fatta dopo questa sua precisazione, quindi leggerà quelli che sono i motivi per cui noi riteniamo che non sia valida questa impostazione; dopo di che deciderà come sempre come meglio ritiene, come Presidente della Regione. Grazie.
Dolchi (P.C.I.) - Non ci sono comunicazioni del Presidente della Giunta.
