Oggetto del Consiglio n. 66 del 3 agosto 1950 - Verbale

OGGETTO N. 66/50 - RIPARTIZIONE DELLE ENTRATE ERARIALI FRA LO STATO E LA REGIONE - PROPOSTE DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI.

L'Assessore alle Finanze, Ing. FRESIA, richiama la deliberazione consiliare n. 5, in data 2 febbraio 1950, relativa alla ripartizione provvisoria delle entrate erariali fra lo Stato e la Regione Valle d'Aosta, e riferisce al Consiglio in merito alla seguente lettera, in data 8 luglio 1950, protocollo n. 1948/V.A/UR, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, lettera di cui copia è stata trasmessa ai Signori Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza:

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PRESIDENZA DEI CONSIGLIO DEI MINISTRI

UFFICIO REGIONI

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N. 1948/V.A/UR Roma, 8 luglio 1950

Al Presidente della Giunta regionale

della Valle d'Aosta

A O S T A

OGGETTO. Determinazione della quota di tributi erariali da attribuirsi alla Valle per il 1950.

Allo scopo di predisporre, in attuazione della disposizione contenuta nel primo comma dell'art. 12 dello Statuto speciale approvato con legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4, l'attribuzione a codesta Valle di una quota di tributi erariali per l'anno 1950, oltre i nove decimi dei canoni di cui all'ultimo comma del detto articolo 12, si sono presi in esame i dati aggiornati di tali tributi, rilevati dall'apposita Commissione di funzionari statali, col concorso di funzionari della Regione, e discussi con codesta Giunta, in rapporto anche agli stanziamenti previsti nel bilancio regionale.

Tenuto conto pertanto del notevole incremento del gettito risultante dai dati suindicati, rispetto a quelli considerati in occasione della precedente proposta di riparto dell'entrata per l'anno 1949, i Ministeri delle Finanze e del Tesoro convengono nell'avviso che possano assicurarsi i mezzi necessari a codesta Regione per adempiere le funzioni normali mediante l'attribuzione del 60% dei versamenti, in conto competenza, presso la Tesoreria provinciale, delle seguenti entrate erariali comportanti un gettito di circa 750 milioni:

- Imposte dirette: terreni, fabbricati, ricchezza mobile e complementare;

- Imposte indirette: successioni e donazioni, manomorta, registro, entrata, bollo, surrogazione registro e bollo, ipotecarie, concessioni governative, pubblico insegnamento;

- Imposte di fabbricazione: filati, gas ed energia elettrica;

- Monopoli: (limitatamente alla quota fiscale): tabacchi, sale e cartine.

Prima di provocare il provvedimento legislativo al riguardo, si prega di voler sottoporre la proposta suddetta all'esame del Consiglio della Valle e di inviare con ogni sollecitudine a questa Presidenza (Ufficio Regioni) un estratto della deliberazione contenente il parere da formulare ai sensi del citato articolo 12 dello Statuto speciale.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri

F.to De Gasperi

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L'Assessore Ing. FRESIA informa il Consiglio che, in conformità alla decisione adottata dal Consiglio regionale nell'adunanza del 2 febbraio 1950 (oggetto n. 5), il Presidente della Giunta ha inviato in data 15 febbraio 1950 al Ministero del Tesoro la lettera approvata dal Consiglio, con le ulteriori osservazioni concordate e con la precisazione che il provento derivante alla Regione in base al riparto nella misura del 60 per cento non è sufficiente a finanziare le spese per le normali necessità della Regione.

Precisa, inoltre, quanto segue: In seguito alla lettera dell'Amministrazione regionale ordinavano i competenti Ministeri un più preciso ed aggiornato accertamento dei proventi e dei gettiti delle entrate erariali ammesse al riparto e affidavano ad un funzionario l'incarico di procedere all'accertamento dettagliato delle spese della Regione. Per evitare tale procedura, inopportuna per la Regione, si è chiesto che fosse inviata ad Aosta una Commissione, composta di tre Funzionari designati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal Ministero del Tesoro e dal Ministero delle Finanze.

Fu fatto rilevare ai rappresentanti della Regione che la procedura suggerita era contraria alla prassi corrente, non essendo mai avvenuto che i rappresentanti del Ministero si recassero a trattare problemi particolari nelle Regioni interessate. Ritiene, quindi, atto di particolare favorevole disposizione da parte degli organi ministeriali l'aver aderito alla citata proposta dell'Amministrazione regionale.

Le riunione con i tre Funzionari ministeriali incaricati ebbero luogo ad Aosta, nei giorni 11, 12 e 13 maggio u.s.

I Funzionari comunicarono di aver riscontrato un aumento, superiore alle previsioni, nel gettito dei tributi erariali ammessi a riparto. In particolare i loro rilievi concernevano i seguenti tre punti:

- il provento dei canoni per le concessioni di acque pubbliche per uso industriale, in seguito a recenti leggi, era quasi triplicato nei confronti della cifra a suo tempo previsto in 80-90 milioni, in base alla quale si era trattato precedentemente per il riparto;

- i proventi dei monopoli, in seguito anche ad avvenuti aumenti dei prezzi di vendita dei tabacchi, erano aumentati da 260 a 400 milioni circa (si sono introitati in Valle d'Aosta, in un anno, circa 560 milioni di lire per vendita di prodotti di monopolio);

- il gettito a favore della Regione della Casa da Giuoco di Saint Vincent era aumentato da 400 ad oltre 600 milioni all'anno.

Conseguentemente, volendo l'Amministrazione centrale dello Stato lasciare immutato alla Regione la prestabilita entrata per riparto di annue circa 700 milioni di lire per il finanziamento delle spese obbligatorie ordinarie, doveva necessariamente ridurre la percentuale di riparto.

La quota di riparto che aveva servito di base per le trattative iniziali (quota dell'80 per cento a favore della Regione) dava un complessivo gettito per la Regione, per il 1948, di circa Lire 880 milioni.

Il Ministero delle Finanze, in considerazione del fatto che, in seguito ad ulteriori accertamenti, si era riscontrato un aumento delle entrate erariali, aveva successivamente proposto di ridurre al 75 per cento la quota spettante alla Regione, corrispondente ad un gettito di Lire 670 milioni circa, somma che, in previsione dell'aumento dei tributi, avrebbe facilmente raggiunto i 750 milioni; i dati per il 1948 e il 1949 davano come importo delle entrate erariali ammesse a riparto (esclusi i canoni sulle acque) un miliardo e 300 milioni di lire.

In seguito ai recenti accertamenti, secondo i tre funzionari ministeriali, per conservare alla Regione l'introito annuo di lire 750 milioni, l'aliquota di riparto avrebbe dovuto essere ulteriormente ridotta al 57 per cento.

Le recenti variazioni in aumento del gettito dei tributi erariali sono da iscriversi a tre fattori :

1) al migliore funzionamento degli organi fiscali statali (migliori accertamenti da parte degli uffici erariali);

2) aumento del reddito nazionale e del consumo di generi voluttuari;

3) all'aumento dei prezzi di vendita dei tabacchi;

4) all'aumento dei tributi (aliquote tributi) e dei canoni sulle concessioni di acque pubbliche.

Secondo il punto di vista della Commissione ministeriale, il riparto provvisorio deve servire ad accertare l'attuale gettito dei tributi erariali in Valle d'Aosta e le necessità della Regione nonché più precisi elementi per il riparto definitivo.

In conseguenza, dovendosi assicurare una somma annua prestabilita e trattandosi di un esperimento provvisorio e precario, destinato soprattutto a fornire gli elementi per il riparto definitivo, l'importanza delle voci ammesse al riparto, come pure la questione delle entrate in competenza, svanisce, in gran parte.

Anzi, sarebbe augurabile che il gettito risulti basso e che l'esperienza dimostri l'insufficienza degli introiti spettanti alla Regione.

È quindi evidente che i criteri da seguire per il riparto provvisorio sono diversi dai criteri da seguire per il riparto definitivo ed è non meno evidente che gli stessi elementi acquisteranno la massima importanza al momento del riparto definitivo. Occorrerà allora insistere sull'art. 12 dello Statuto regionale, che consente di avere un contributo straordinario per necessità particolari, nonché sulla tassazione delle imprese che hanno la loro sede legale fuori della Valle d'Aosta.

L'Assessore Ing. Fresia riferisce ancora che, in seguito alla visita della Commissione governativa ad Aosta, egli stesso, nel mese di giugno u.s., ha avuto un colloquio con il Sottosegretario al Tesoro, al quale ha confermato le riserve già fatte dall'Amministrazione regionale, con lettera n. 1589/4 in data 15 febbraio 1950; precisa di avere attirato anche l'attenzione sul problema delle strade militari, che, abbandonate a sè, stanno andando in rovina, con ingente danno per lo Stato, mentre la Regione potrebbe assicurarne la manutenzione tuttora affidata all'autorità militare. Il Sottosegretario assicurò il suo appoggio per il passaggio eventuale delle strade del demanio militare al demanio della Regione, ma fu evasivo sulla attuale probabilità della concessione di un contributo, da parte delle Forze Armate o dal Ministero del Tesoro. Aggiunge che, in risposta alla richiesta verbale di aumento della quota di riparto, il Sottosegretario asserì che egli poteva solo arrotondare la cifra al 60 per cento, essendo riservata al Consiglio dei Ministri - a cui parteciperà il Presidente della Giunta - la facoltà di approvare un aumento della quota di riparto da attribuire alla Regione.

Fa presente che, allo stato attuale, è opportuno che il Consiglio confermi le riserve fatte con la succitata lettera del 20 febbraio 1950, tenendo conto però presente - data l'urgenza di addivenire al più presto al riparto provvisorio - la necessità di evitare che la decisione del Consiglio possa servire di pretesto per rimettere in discussione tutta la questione, con conseguente ritardo per la definizione del riparto provvisorio.

Concludendo, informa che, vagliate tutte le circostanze, la Giunta propone che il Consiglio esamini la lettera dell'8 luglio 1950, n. 1948/V.A/UR della Presidenza del Consiglio dei Ministri ed esprima parere che il riparto provvisorio - destinato soprattutto a fornire gli elementi per addivenire al riparto definitivo - sia realizzato al più presto, per dare la possibilità di impostare un programma di lavori in base ad un sicuro bilancio, e per garantire la normalità nella gestione amministrativa.

Propone che il Consiglio si pronunci in merito.

Mr. le Conseiller PERRON fait remarquer que, d'après la lettre datée du 8 juillet 1950, de la Présidence du Conseil des Ministres, ou a inclus les revenus des monopoles dans les revenus admis à la répartition des entrées du Trésor entre l'Etat et la Région, ce qui - à son avis - signifie reconnaître que l'on renonce à la Zone Franche. Or, pour une question de principe, les revenus des monopoles ne doivent pas être inclus dans la répartition provisoire.

Mr. l'Assesseur Ing. FRESIA fait observer que l'inclusion des revenus des monopoles dans les entrées du trésor public, admises à la répartition entre l'Etat et la Région, a été fait à titre provisoire et que, d'autre part, la répartition définitive devra être établie avec une loi de l'Etat, d'accord avec la Junte, conformément à l'art. 50 du Statut spécial; la répartition provisoire, par contre, est faite directement par l'Etat, après avoir simplement demandé l'avis du Conseil régional, conformément à l'art. 12 du même Statut.

Ce qu'il faut, c'est d'assurer les moyens financiers pour la Région; au moment du "riparto definitivo" nous mettrons en évidence notre point de vue.

Il Consigliere Geom. G. NICCO dichiara di constatare, con rammarico, che lo Stato non solo non accoglie le richieste o le controproposte della Regione Valle d'Aosta, fatte in relazione alle note proposte, ma, anzi, tende a diminuire sempre più le sue stesse già fatte proposte. Rileva, quindi, che l'Assessore alle Finanze ha definito atto di deferenza verso la Regione il fatto che lo Stato abbia aderito ad inviare ad Aosta tre suoi Funzionari per concordare le trattative sulla questione del riparto provvisorio; precisa, però, che, in conclusione, la visita dei suddetti funzionari ha servito ad apportare una ulteriore riduzione alla quota percentuale del riparto già proposta alla Regione.

Concorda sulla necessità che si addivenga, al più presto, ad una soluzione della questione del riparto delle entrate erariali fra Stato e Regione.

Dichiara di concordare con il Consigliere Sig. Perron circa la non opportunità che i generi di monopolio siano conteggiati agli effetti del riparto provvisorio delle entrate erariali.

Richiama l'attenzione del Consiglio in merito alla riscontrata aumentata fiscalità degli organi tributari statali in Valle d'Aosta, il che darebbe l'impressione che gli Uffici erariali abbiano ricevuto disposizioni per aumentare sensibilmente il gettito delle entrate erariali; rileva che, in tal modo, si aumentano bensì le entrate dello Stato, ma si dissanguano i piccoli commercianti, i piccoli e medi imprenditori e i contribuenti della Valle d'Aosta.

Ritiene indispensabile che si addivenga, quanto prima, al riparto definitivo e che si chieda ed ottenga il riconoscimento della Casa da Gioco di St. Vincent, affinché sia data una soluzione stabile al problema delle finanze della Amministrazione regionale.

L'Assessore alle Finanze, Ing. FRESIA dichiara che la Giunta regionale concorda pienamente con quanto esposto dal Consigliere Geom. G. Nicco. Fa, però, rilevare che indubbiamente lo Stato ha compiuto un atto di deferenza verso la Regione inviando ad Aosta tre funzionari per concordare le trattative per il riparto provvisorio.

Il Consigliere Sig. MANGANONI osserva che alla popolazione valdostana poco importa che la Regione, anziché essere governata da una sola persona, e cioè da un Prefetto, sia retta ed amministrata dalle 35 persone di cui è composto il Consiglio regionale. Alla popolazione interessano, invece, i benefici concreti della autonomia concessa alla Val d'Aosta, benefici che si riassumono nelle opere da eseguirsi con i proventi della Casa da Gioco e nei benefici della zona franca, che è stata richiesta e concessa allo scopo di migliorare il tenore di vita della popolazione valdostana. È noto - egli dichiara - che l'Amministrazione ha dovuto attingere ai proventi della Casa da Gioco i fondi per far fronte alle spese di ordinaria amministrazione, quali, ad esempio, il pagamento del personale dipendente. Essendo, pertanto, l'autonomia finanziaria della Valle d'Aosta strettamente legata al funzionamento della Casa da Gioco di Saint Vincent, occorre ottenere che lo Stato dia riconoscimento legale alla Casa da Gioco stessa.

Per quanto concerne la zona franca, rileva che se una minima parte della popolazione valdostana può fare a meno dei benefici derivanti dalla zona franca, non altrettanto può dirsi per la grande maggioranza della popolazione lavoratrice, per la quale anche una economia di poche migliaia di lire all'anno rappresenta un beneficio sensibile.

Ritiene non accettabile il riparto provvisorio sulla base di cui alla lettera in data 3 luglio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in quanto sono stati ammessi al conteggio i proventi fiscali dei monopoli e i gettiti delle imposte di fabbricazione, mentre la popolazione della Valle ha diritto alla esenzione fiscale in materia, a' sensi dell'articolo 14 dello Statuto regionale.

Dichiara che, pur trattandosi soltanto di un riparto provvisorio, non si deve tuttavia rinunciare ad un diritto sancito dallo Statuto, che è legge costituzionale.

Dichiara, infine, che i Consiglieri del Gruppo social-comunista si rifiutano, nel modo più assoluto, di accettare le proposte della Giunta regionale e di farsi complici della Giunta per turlupinare la popolazione.

L'Assessore Per. Ind. FOSSON osserva che il Consiglio e la Giunta regionali non hanno mai rinunciato né intendono, comunque, rinunciare alla zona franca; anzi hanno sempre chiesto e continuano a richiedere l'attuazione della zona franca. Precisa che, allorquando si è accettato, in via provvisoria, il contingentamento, sono state fatte le più ampie riserve in proposito. Ritiene che la questione della zona franca non sia per nulla pregiudicata con l'accettazione del riparto provvisorio alle condizioni proposte dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, in quanto - oltre al fatto che trattasi di un riparto provvisorio - potranno essere reiterate le più ampie riserve circa la non ammissibilità al conteggio, agli effetti del riparto definitivo, dei proventi fiscali dei monopoli e dei gettiti delle imposte di fabbricazione.

L'Assessore alle Finanze, Ing. FRESIA, rispondendo al Consigliere Sig. Manganoni, informa il Consiglio che i Ministeri del Tesoro, dell'Interno e delle Finanze si sono impegnati a corrispondere alla Valle d'Aosta il contributo annuo equivalente all'importo dei proventi della Casa da Gioco di St. Vincent, qualora ne venisse ordinata la chiusura; precisa che dei tre Ministeri, quelli dell'Interno è il più propenso a tale soluzione. Per quanto concerne i monopoli e l'imposta di fabbricazione, come già chiarito dall'Assessore Per. Ind. Fosson, ritiene che la questione sia ora prettamente di carattere contabile e che il principio della zona franca sia salvaguardato formulando le più ampie riserve circa la non ammissibilità al conteggio, agli effetti del riparto definitivo, del provento fiscale dei monopoli e del gettito delle imposte di fab­bricazione.

Il Presidente della Giunta, Avv. CAVERI, propone che nella lettera da trasmettersi dalla Regione, in risposta alla lettera in data 8 luglio 1950 della Presidenza del Consiglio dei Ministri, si chieda la definizione [Come da deliberazione consiliare n. 107 in data 6 ottobre 1950, le parole in corsivo sostituiscono le precedenti parole qui riportate: "si comunichi l'accettazione"] del riparto provvisorio, confermando le riserve e le richieste già fatte con lettera del 15 febbraio 1950 e formulando le più ampie riserve circa la non ammissibilità al conteggio - agli effetti del riparto definitivo - del provento fiscale dei monopoli e del gettito delle imposte di fabbricazione, in quanto non si deve, in alcun modo, rinunciare ai benefici della zona franca.

Richiamandosi, quindi, alla dichiarazione fatta dal Consigliere Signor Manganoni, secondo la quale i Consiglieri del gruppo social-comunista non intenderebbero farsi "complici della Giunta per turlupinare la popolazione", fa appello ad una maggiore lealtà nelle discussioni, non potendosi in alcun modo, egli afferma, tacciare la Giunta di voler turlupinare la popolazione, poiché nessun membro della Giunta regionale ha mai inteso rinunciare alla zona franca.

Osserva che, soltanto con l'istituzione della Corte Costituzionale, sarà possibile svolgere una azione molto energica per ottenere che vengano riconosciuti alla Valle d'Aosta i diritti sanciti dall'art. 14 dello Statuto regionale, con l'applicazione della zona franca totale.

Il Consigliere Sig. MANGANONI concorda con il Presidente della Giunta, Avv. CAVERI, sul fatto che nessuna efficace azione è attualmente possibile per ottenere l'attuazione della zona franca, non essendo ancora stata istituita la Corte costituzionale. Dichiara che i componenti il Governo, che erano autonomisti per eccellenza prima delle elezioni del 18 aprile 1948, ora, col loro comportamento, boicottano l'autonomia della Valle d'Aosta, non avendo a tutt'oggi né autorizzato l'attuazione della zona franca integrale in Valle d'Aosta, né istituita la Corte costituzionale, né concesso il riconoscimento ufficiale alla Casa da gioco di St. Vincent.

Ribadisce che non deve il Consiglio accettare il riparto sulla base delle proposte della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in quanto ciò significherebbe rinunciare, almeno per l'anno 1950, alla zona franca. Ritiene che si debba chiedere alla Presidenza del Consiglio dei Ministri di non conteggiare nel riparto provvisorio i proventi fiscali dei monopoli e i gettiti delle imposte di fabbricazione, attingendo il corrispondente importo annuo da altre entrate erariali, quali, ad esempio, l'imposta sull'entrata e altre, nonché con un sensibile aumento della percentuale di riparto.

Il Presidente della Giunta, Avv. CAVERI, dichiara di non concordare con il Consigliere Sig. Manganoni, in quanto il riparto provvisorio ha valore soltanto per l'anno 1950, anno per il quale vige il contingentamento e non può più essere attuata la zona franca, e perché, essendosi già al mese di agosto, è urgente che detto riparto avvenga al più presto per ragioni finanziarie. Propone, pertanto, che sia data delega alla Giunta regionale per la redazione della lettera di risposta da inviarsi alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, lettera con cui si comunichi l'accettazione del riparto provvisorio proposto, confermando, in pari tempo, le riserve già fatte in precedenza e facendo, inoltre, le più ampie riserve circa la non ammissibilità al conteggio, agli effetti del riparto definitivo, dei proventi fiscali dei monopoli e dei gettiti delle imposte di fabbricazione, ai fini di non pregiudicare la questione della zona franca.

Il Presidente del Consiglio, Avv. Dr. BONDAZ, osserva che, in base all'art. 13 dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta, il Governo può approvare il riparto provvisorio "sentito il Consiglio della Valle" per cui avrebbe già potuto emanare il decreto del riparto provvisorio, dato che il parere del Consiglio regionale era stato già comunicato con lettera n. 1589/4 del 15 febbraio 1950. Il Governo ha ritenuto, invece, di inviare ancora ad Aosta tre Funzionari per ulteriori trattative. Fa presente che il riparto provvisorio ha valore solo per il 1950, in quanto nel 1951, a' sensi dell'art. 50 dello Statuto Speciale per la Valle d'Aosta, dovrà essere effettuato il riparto definitivo, non più sentito il parere del Consiglio, ma "in accordo con la Giunta regionale".

Ritiene, quindi, interesse della Valle che si addivenga entro il 1950 al riparto provvisorio, affinché si possa presto addivenire al riparto definitivo, in accordo, come si è detto, con la Regione.

Esprime parere che il riparto provvisorio proposto possa essere accettato con le riserve formulate dal Presidente della Giunta.

Il Consigliere Sig. MANGANONI dichiara che i Consiglieri del gruppo social-comunista insistono sul punto di vista da lui già espresso e non intendono accettare che nel riparto provvisorio siano conteggiati i proventi fiscali dei monopoli e i gettiti delle imposte di fabbricazione.

Il Presidente della Giunta, Avv. CAVERI, e l'Assessore alle Finanze, Ing. FRESIA, ribadiscono l'urgenza di addivenire al più presto al riparto provvisorio ed esprimono il timore che la formulazione di ulteriori diverse proposte, nel senso richiesto dai Consiglieri della minoranza, possa troppo procrastinare il riparto stesso, a tutto danno dell'Amministrazione regionale, in quanto per il 1950 la Regione non beneficierà più del contributo statale di L. 585 milioni, concordato per gli anni passati in luogo del riparto delle entrate erariali.

Il Presidente del Consiglio, Avv. Dr. BONDAZ, osserva che il Consiglio, nel richiedere, a suo tempo, la concessione del contingentamento, ha già fatto le più ampie riserve, nel senso che non intendeva rinunciare con ciò alla zona franca totale. Ribadisce l'urgenza di addivenire al più presto al riparto provvisorio, per poter concordare il riparto definitivo entro il 1951.

Il Consigliere Sig. MANGANONI ribadisce le ragioni per le quali i Consiglieri del gruppo social-comunista non intendono accettare il riparto sulle basi proposte.

Prende, altresì, parte alla discussione il Consigliere Sig. MARCHESE, il quale ritiene che, nell'interesse della popolazione, si debba addivenire presto al riparto provvisorio.

Il Presidente del Consiglio, Avv. Dr. BONDAZ, dopo aver rilevato che tutti i Consiglieri lavorano, in perfetta buona fede, nell'interesse e per il maggior bene della Regione, riassume brevemente la discussione, rilevando la differenza che vi è fra la proposta, più equilibratrice della Giunta, illustrata dall'Assessore alle Finanze, e la proposta, più drastica, dei Consiglieri del gruppo social-comunista, illustrata dal Consigliere Sig. Manganoni.

Invita, quindi, il Consiglio a procedere alla votazione, per alzata di mano, per l'approvazione del riparto provvisorio delle entrate erariali fra lo Stato e la Regione, sulla base delle proposte formulate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, con lettera in data 8 luglio 1950, protocollo n. 1948/V. A./UR. con le riserve formulate dal Presidente della Giunta regionale.

IL CONSIGLIO

richiamata la deliberazione consiliare n. 5 in data 2 febbraio 1950;

veduta la lettera in data 8 luglio 1950, n. 1948/V. A/UR della Presidenza del Consiglio dei Ministri;

esaminate le necessità finanziarie dell'Amministrazione regionale;

ritenuto che l'ammontare delle entrate ordinarie della Regione, - comprensive del gettito previsto per quote di ripartizione di entrate erariali e del gettito dei 9/10 dei canoni per concessioni di derivazioni idroelettriche, - non è sufficiente e non assicura il finanziamento delle spese annue occorrenti per i servizi e per le necessità e funzioni normali di questa Regione;

considerato che le previsioni di spesa dei bilanci degli ultimi esercizi finanziari sono state, prudenzialmente, iscritte e approvate in base alle limitate e insufficienti entrate ordinarie risultanti dall'applicazione del contributo annuo straordinario dello Stato;

considerato che la misura di tale contributo annuo è rimasta immutata dal 1947 in poi, mentre le spese per i servizi e per le necessità normali di questa Regione sono di molto aumentate, sia per il generale aumento dei prezzi, degli stipendi e dei servizi, sia per l'avvenuto assorbimento in gestione diretta di importanti e onerosi servizi, devoluti all'Amministrazione regionale;

ritenuto che, agli effetti del riparto definitivo delle entrate erariali, previsto dall'art. 50 - terzo comma - dello Statuto speciale di questa Regione, il gettito fiscale dei monopoli e il provento delle imposte di fabbricazione filati (gas ed energia elettrica) non dovrebbero essere conteggiati, trattandosi di proventi erariali che dovrebbero cessare con l'attuazione del regime di Zona Franca, previsto per il territorio della Valle d'Aosta dell'articolo 14 dello Statuto speciale di questa Regione;

ritenuta la necessità di chiedere che, ai sensi dell'art. 44 - ultimo comma - dello Statuto speciale di questa Regione, il Presidente della Giunta regionale sia chiamato ad intervenire e a riferire, in seduta di Consiglio dei Ministri, in merito al provvedimento legislativo da emanarsi per la determinazione della quota di tributi erariali da attribuirsi a questa Regione per l'anno 1950;

ritenuta la necessità della sollecita emanazione del provvedimento legislativo di cui si tratta, in modo che la Regione possa avere, entro breve tempo, i mezzi finanziari necessari per provvedere alle spese per la gestione dei servizi e per i lavori in corso di esecuzione e in programma per l'anno 1950;

a maggioranza di voti (voti favorevoli n. 25 - voti contrari n. 8);

Delibera

di delegare alla Giunta regionale la redazione e l'approvazione della lettera di risposta da inviarsi alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e relativa alla ripartizione provvisoria delle entrate erariali fra lo Stato e la Regione Valle d'Aosta,

confermando

le riserve già fatte dall'Amministrazione regionale con lettera n. 1589/4 del 15 febbraio 1950,

e facendo riserva

circa la non ammissibilità al conteggio, agli effetti del riparto definitivo delle entrate, dei proventi fiscali dei monopoli e dei gettiti delle imposte di fabbricazione, in quanto la popolazione della Valle d'Aosta ha diritto all'esenzione fiscale in materia, ai sensi dell'articolo 14 dello Statuto speciale della Regione, dal quale risulta che il territorio della Valle d'Aosta è posto fuori della linea doganale e costituisce zona franca.

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