Oggetto del Consiglio n. 189 del 1° agosto 1947 - Verbale

OGGETTO N. 189/47 - PROVVEDIMENTI CONTRO LA DISOCCUPAZIONE LOCALE. CONCESSIONI DI RESIDENZE DA PARTE DI ALCUNI COMUNI. INTERPELLANZA DEL CONSIGLIERE SIG. CHABLOZ GIOVANNI.

Il Consigliere Sig. Chabloz fa presente che, nonostante le assicurazione date dalla Presidenza in precedenti adunanze del Consiglio, parecchi Sindaci continuano a concedere la residenza a lavoratori disoccupati provenienti da altre Regioni e propone che siano adottati provvedimenti contro i Sindaci che trasgrediscono alle disposizioni a suo tempo impartite.

Il Presidente Avv. Caveri riferisce che in data 14 febbraio 1947, la Presidenza ha inviato una circolare a tutti i Sindaci della Valle, invitandoli ad astenersi dal concedere la residenza a lavoratori disoccupati provenienti da altre Regioni; aggiunge che alcuni Sindaci hanno ottemperato all'invito altri no, per cui si è reso necessario l'invio di telegrammi per richiamare alcuni Sindaci all'osservanza delle norme impartite. Cita il caso del Sindaco di La Thuile, con il quale è intercorsa copiosa corrispondenza che ha avuto come esito l'adozione di provvedimenti contro un impiegato di quel Comune; dà quindi lettura dei dati raccolti in merito alla concessione delle residenze nei vari Comuni della Valle nell'anno 1946 e nel primo semestre 1947. Da tali dati emerge che i Comuni nei quali le residenze sono state concesse in maggior numero sono quelle industriali e che nel 1947 è diminuito notevolmente il numero delle concessioni di nuove residenze. Il Presidente Avv. Caveri fa presente che il provvedimento adottato dal Consiglio della Valle per la limitazione delle residenze non è legittimo in quanto non è legittimato da alcuna disposizione di legge; aggiunge che, pertanto, in questa come in altre disposizioni, occorre agire cautamente e cercare di far applicare di fatto le disposizioni della legge contro l'urbanesimo, con cautela e senza eccessiva pubblicità, anche perché il progetto della Costituzione dello Stato consente al cittadino di trasferirsi liberamente da una località all'altra dello Stato. Il Presidente Avv. Caveri fa, inoltre, rilevare che la Presidenza ha dovuto, in materia di limitazione delle residenze, far fronte alla presa di posizione di parecchie persone, fra le quali cita, ad esempio, il Presidente dell'Associazione Industriali di Aosta, l'Ing. Berzieri della Società "Cogne", nonché i dirigenti della Camera del Lavoro di Aosta. Fa ancora presente che, dopo varie insistenze, la Società "Cogne" ha inviato l'elenco delle assunzioni della mano d'opera, per il controllo delle residenze, e rileva che la percentuale della mano d'opera valdostana assunta in questi ultimi mesi dalla Società "Cogne" ammonta all'80-90%, percentuale abbastanza notevole in confronto al passato.

Il Consigliere Sig. Vacher riferisce di aver già fatta presente altra volta l'opportunità della adozione di tessere speciali di cui dovrebbero essere muniti i lavoratori stagionali, i quali dovrebbero restituirle ad ultimazione del lavoro, per il quale sono stati assunti.

Il Consigliere Sig. Manganoni dichiara che causa dell'afflusso in Valle di lavoratori da altre Regioni sono in parte i Valdostani, i quali si rifiutano di assumere lavoro presso Ditte ed Imprese che non siano la Società "Cogne" e propone che, ad ovviare a tale inconveniente, siano tolti dagli elenchi coloro che rifiutano di prestare la loro opera presso Ditte ed Imprese locali; aggiunge di essere a conoscenza che la Società "Cogne" ha assunto alle sue dipendenze operai che avevano declinato l'invito di prestare la loro opera alle dipendenze di altre Ditte.

Il Presidente Avv. Caveri comunica di avere dato ordine che siano cancellati dagli elenchi i nominativi dei lavoratori che rifiutano di assumere lavoro non continuativo alle dipendenze di Imprese o di Ditte locali.

Il Consigliere Geom. Arbaney fa rilevare che, in alcuni alpeggi, scarseggia la mano d'opera, per il fatto che molti lavoratori avendo avuto assicurazione che sarebbero stati assunti dalla Cogne, hanno declinato le proposte di assunzione loro fatte dai conduttori di alpeggi.

L'Assessore Geom. Pareyson riferisce che l'Ufficio Regionale del Lavoro si è opposto alla adozione di tessere speciali per i lavoratori proposte dal Consigliere Sig. Vacher.

Il Presidente Avv. Caveri comunica che, da informazioni assunte presso la Questura di Aosta, risulta che nel corrente anno sono stati rilasciati ben 1538 passaporti a Valdostani emigrati in Isvizzera per ragioni di lavoro; aggiunge che, qualora continui l'esodo dei lavoratori valdostani, la mano d'opera locale verrebbe un giorno a mancare del tutto e, conseguentemente, aumenterebbe l'afflusso in Valle di lavoratori di altre Regioni. Accenna, a tal uopo, ad alcuni dati statistici desunti da un opuscolo del 1907 del Segretario Comunale di Aosta Bich Luigi Napoleone riferentisi alla seconda metà del secolo scorso, dai quali risulta che in venti anni emigrarono dalla Valle d'Aosta 30.000 valdostani e che dal numero di 6.000 operai addetti all'industria del ferro in Valle d'Aosta nel 1850, in pochi anni, venuta a diminuire l'attività dell'industria siderurgica locale, si scese a soli 1.800 operai.

Il Consigliere Sig. Chabloz suggerisce l'opportunità che si faccia una convocazione in Aosta di tutti i Sindaci della Valle al fine di ripartire verbalmente ai Sigg. Sindaci le necessarie istruzioni e chiarimenti in merito ai provvedimenti tendenti a limitare l'afflusso in Valle dei lavoratori nonché le concessioni di residenza.

Il Presidente Avv. Caveri dichiara che sarebbe opportuno fare delle riunioni periodiche di Sindaci per questioni varie.

Su richiesta del Consigliere Geom. Bionaz, il Presidente precisa che non vi è alcuna disposizione legislativa che consenta di negare l'iscrizione anagrafica agli immigrati da altre Regioni; fa presente che occorre richiamare l'attenzione dei Sigg. Sindaci sul fatto che le residenze provvisorie diventano definitive dopo un anno dalla loro concessione; aggiunge che, soltanto con la concessione di poteri normativi la Valle potrebbe derogare alle norme vigenti e stabilire ad esempio che occorrano tre anni di residenza provvisoria prima che la residenza diventi definitiva.

IL CONSIGLIO

prende atto.

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