Oggetto del Consiglio n. 118 del 2 ottobre 2008 - Resoconto
OGGETTO N. 118/XIII - Nomina dei componenti di parte regionale in seno alla Commissione paritetica di cui all'articolo 48bis dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta, introdotto dall'articolo 3 della L. Cost. 2/1993.
Président - La parole au Conseiller Louvin.
Louvin (VdAV-R) - Grazie, Presidente. Per una breve mozione d'ordine. Nel rispondere all'interpellanza di alcuni colleghi ieri il Presidente della Regione aveva indicato una generica disponibilità ad un confronto con i Capigruppo. Senza ancora entrare nel merito, ma rilevando che al momento in cui viene annunciato questo punto all'ordine del giorno e, nonostante la nostra sollecitazione, non ci sono stati momenti di confronto sulle procedure e sui contenuti di questa nomina, che non è di poco conto, saremmo riconoscenti se volesse eventualmente convocare una Conferenza dei Capigruppo con una rapida sospensione del Consiglio in ordine all'esame del punto in questione. Grazie.
Président - Le Conseil est suspendu pendant 15 minutes et la Conférence des Chefs de groupe est convoquée tout de suite. Merci.
Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 10,21 alle ore 10,54.
Président - Nous pouvons reprendre les travaux du Conseil. Nous sommes en discussion pour ce qui est l'élection de trois membres de la Commission paritaire.
La parole au Président de la Région, Rollandin.
Rollandin (UV) - Merci, M. le Président. Per quanto riguarda la nomina dei componenti di parte regionale in seno alla Commissione paritetica di cui all'articolo 48 bis dello Statuto speciale - che voglio ricordare è stato introdotto con l'articolo 3 della legge costituzionale n. 2/1993, quindi la Commissione paritetica funziona dal 1994 ad oggi -, voglio sottolineare che durante questi anni ci sono state fasi alterne di possibilità operativa della Commissione stessa legate ad una serie di problemi. Credo che l'esigenza di rinnovare la nomina dei tre componenti regionali sia stata sottolineata anche da una valutazione fatta in altre occasioni, penso che l'impostazione stessa di nuove norme quali quelle del federalismo fiscale porteranno a creare le premesse affinché, proprio attraverso le norme di attuazione, vi sia una serie di norme attuative legate ai decreti che il riferimento al federalismo fiscale comporta. Come dicevo, durante questi anni ci sono stati dei momenti di impasse anche piuttosto pesanti, nel senso che erano state predisposte alcune norme da parte della Commissione, che poi non sono state oggetto di esame da parte del Consiglio dei ministri, per cui le norme stesse sono decadute. Ci sono stati dei problemi legati all'iter stesso della Commissione. Oggi ci auguriamo che la Commissione paritetica nella sua interezza, quindi con la nomina dei tre componenti regionali e dei tre componenti di parte statale, possa riprendere il lavoro nell'interesse comune.
Abbiamo partecipato a questa riunione che è stata fatta per evidenziare un problema che si è posto, ossia sulla richiesta di avere un'eventuale presenza all'interno della terna di un membro di espressione delle forze di minoranza. Noi abbiamo detto che siamo disponibili al confronto nel merito, sulla composizione e sul modo di proporre le norme stesse all'attenzione della Commissione, quindi di coinvolgere la Commissione competente a livello regionale per analizzare le proposte. Nella composizione della terna però riteniamo che, ad oggi, si è sempre fatta una proposta da parte della maggioranza e per il momento - poi possono esserci delle evoluzioni - riconfermiamo questa possibilità di proporre i tre nomi, che sottoponiamo all'attenzione del Consiglio.
È stata fatta una disquisizione anche su come agiscono le altre Regioni, si è detto che in alcune c'è anche una proposta delle minoranze, non è che non ne prendiamo atto. Le forme delle Regioni speciali sono diversificate, in altre Regioni c'è addirittura la nomina diretta da parte del Presidente della Regione. Abbiamo sottolineato come la terna di parte statale sia fatta dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, quindi c'è un rapporto che per analogia, come avviene per la Presidenza del Consiglio dei ministri, è sostenibile che possa essere proposto dalla maggioranza. Chiaramente noi ci auguriamo che abbia il più largo consenso, perché non ha nessuna intenzione di fare di questo una ripartizione partitica o collegata a sistemi diversi. Come proposta, riconfermiamo la presenza del prof. Adolfo Angeletti, professore titolare di diritto amministrativo all'Università di Torino, che ha fatto parte di tale Commissione dal 1994, data della sua istituzione, quindi è stato più volte votato in quest'aula ed è un membro esperto, competente, che ha sempre sostenuto con forza le posizioni di autonomia della nostra Regione. Per quanto riguarda l'altro membro esperto, come proposta noi riconfermiamo Renato Barbagallo, che ha fatto il Segretario generale della Regione e che tutti conoscono per la sua competenza, ha fatto un testo che rimane ancora oggi un testo di riferimento per il diritto amministrativo delle Regioni. Credo che abbia dimostrato negli anni la sua dedizione allo studio dei temi dell'autonomia e anche di volta in volta nei convegni è stato chiamato per sostenere il diritto amministrativo.
Proponiamo poi la nomina di Luciano Caveri, che credo non abbia bisogno di grandi presentazioni, ma vogliamo riconfermare sotto questo profilo l'esigenza di avere prima di tutto un collegamento forte con il Consiglio regionale e ritengo sia indubbia la sua conoscenza della materia, la sua competenza anche per l'esperienza fatta ai vari livelli, quindi in linea anche con un atteggiamento che voglio ricordare in particolare per il Sud Tirolo c'è sempre stato, di mettere fra l'altro dei parlamentari a far parte della Commissione paritetica. Questo non per dare un'indicazione, anche se in tale caso fa parte di una forza politica, ma ritengo sia indubbio il fatto... e che vi sia da sottolineare la serie di competenze che credo gli siano riconosciute, perché sono state fatte sul campo, c'è sotto questo profilo una conoscenza della materia che è tale da garantirci che la Commissione per parte regionale possa essere rappresentata in modo egregio, in modo da sostenere in tale consesso le problematiche che si dovranno affrontare, prima fra tutte una di quelle che è stata evocata ieri: la proposta relativa alla sezione della Corte dei Conti. Riteniamo con questo di dare un'indicazione che va nel segno della competenza nella materia, nel segno della continuità per 2/3, quindi ci sono due componenti che sono già stati ampiamente conosciuti e votati da questa Assemblea. Tale Assemblea ha più volte ricordato e votato il risultato del lavoro della Commissione paritetica, portando qui le norme che di volta in volta tale Commissione - anche ultimamente - aveva approvato, quindi riteniamo sotto questo profilo di dare un segno, che è vero è nella continuità, non per escludere altre forze, ma perché reputiamo che oggi vi siano qui le competenze e le possibilità di fare un buon lavoro nell'interesse generale. Grazie.
Président - La parole au Conseiller Louvin.
Louvin (VdAV-R) - Grazie, Presidente. Questa è un'occasione persa di cominciare a riportare magari lentamente e faticosamente, ma credo necessariamente per tutti, questo Consiglio sui binari di una sana e aperta condivisione almeno sulle questioni fondamentali, quelle di interesse comune della Valle. Io ricordo - e altri colleghi con me e chiunque abbia letto giornali e seguito i telegiornali dell'epoca - discorsi molto aperti nel mese di giugno su come si sarebbero dovute affrontare insieme le grandi sfide, le grandi difficoltà, i nodi alcuni dei quali sono stati ricordati. Non abbiamo dimenticato i sani propositi che furono enunciati in quei momenti, che dovevano far presagire la possibilità che vi fosse accanto magari ad una dura e aspra battaglia politica almeno un piccolo précarré di questioni sulle quali vi fosse il massimo di franchezza e di concordia. Ora qui non stiamo discutendo di chi: stiamo discutendo di come, stiamo discutendo del fatto che una delegazione regionale alla Commissione paritetica sarebbe molto bello ed auspicabile che andasse con un forte consenso di questa Assemblea con una forte condivisione.
Nelle altre Regioni a statuto speciale alpino... faccio l'eccezione delle due isole che hanno un diritto molto speciale, perché lì è la Giunta ed è sua prerogativa (addirittura presidenziale in Sicilia)... ma non credo sia nostro desiderio ed interesse assomigliare al modello siciliano dal punto di vista istituzionale, nelle Regioni alpine vige una regola (Friuli, Venezia Giulia e Trentino Alto Adige) che è il rispetto rigoroso della condivisione con l'opposizione, che può essere sotto forma di designazione della minoranza, ma può essere - e sarebbe stato per noi più che sufficiente - una comunicazione e previa concertazione, globale almeno, sul modo di arrivare... Per quanto con garbo e con gentilezza, le cose che ha detto poco fa il Presidente della Regione sono di estrema chiusura e radicalità nel fatto che devono essere espressione di una volontà di Governo e di maggioranza e che, per quanto autorevoli, per quanto sul piano personale anche apprezzabili i percorsi politici e tecnici delle persone in questione, la chiusura ad una discussione preventiva con l'opposizione suona purtroppo per noi come un rifiuto di avere le minoranze fortemente solidali con questa scelta. Presidente, quindi le esprimiamo disappunto, non lo facciamo in modo "gridato", ma chiediamo anzitutto - e chiediamo che se ne faccia carico il Presidente Cerise - di portare all'attenzione della Commissione per il Regolamento un'introduzione anche da noi di un sano principio di voto limitato generale, come ormai hanno tutti i regolamenti parlamentari.
La nostra richiesta formale, Presidente Cerise, è che questo principio venga recepito nella pratica adesso - abbiamo qualche sospetto che non lo sarà - e formalizziamo questa richiesta: che si tenga conto che tale principio è già vigente nelle assemblee, non solo di alcune speciali, ma delle assemblee regionali in genere, della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, per cui tutti gli organi di garanzia, tutte le nomine degli organi collegiali sono sempre ormai a voto limitato, ma non per lottizzare, ma perché si tenga conto dei voti e degli auspici anche di altra parte delle assemblee, non solo della parte maggioritaria. La maggioranza è una bella cosa, ma ci hanno insegnato - il collega Donzel che è filosofo conosce bene i problemi della dittatura della maggioranza come questione ampiamente discussa - che si può anche andare malamente su questo terreno. Noi sottolineiamo, nell'esprimere apprezzamento personale sulle scelte che sono fatte - perché tutte e tre le persone sono di rango, sono dotate di tutti i requisiti che le possono fare considerare adeguate, in alcuni casi lo posso dire per condivisione di esperienza in Commissione paritetica e in altri per conoscenza che tutti abbiamo dell'esperienza politica del collega Caveri -, che ci rincresce molto che una designazione di questo tipo avvenga non per bocca del Presidente, come è normale che sia esplicitata in quest'aula, ma non con il sostegno, l'accordo e la condivisione delle forze di opposizione. Le chiediamo quindi, Presidente del Consiglio, di formalizzare la richiesta che il voto avvenga per voto limitato. Non so se a questo deve fare seguito un'espressione formale dell'Assemblea, comunque abbia la cortesia di decidere in proposito e, se possibile, di convocare la Commissione per il Regolamento di seguito, perché si traduca poi in iniziativa politica di questa Assemblea e successivamente - anticipo già la dichiarazione di voto anche per quanto riguarda la nomina dell'intera Commissione - con vivo rammarico ci asterremo sui nominativi che sono stati proposti per tale fondamentale questione di metodo.
Presidente - La parola al Consigliere Lattanzi.
Lattanzi (PdL) - Grazie Presidente. Il collega Louvin ha esordito dicendo: "si è persa una grande occasione", io credo che se ne sia persa più di una e cercherò di significarne il risvolto politico e l'importanza di questa occasione persa anche a favore di quei Consiglieri che non hanno partecipato al dibattito della Capigruppo e a quello che in quella sede è stato detto. La minoranza ha chiesto, come ha detto il collega Louvin, di poter condividere, perché è il Consiglio che li nomina, i tre rappresentanti della Regione in sede di Commissione paritetica, che è l'organo che, come sapete, nei prossimi cinque anni dovrà affrontare grandi riforme con grande attenzione per gli interessi della Valle d'Aosta. La risposta del Presidente è stata nella continuità, nel senso che ha detto con grande franchezza: "così si è sempre fatto, è vero che il Consiglio regionale nomina i tre, ma è sempre stata la maggioranza che ha indicato i tre nomi, quindi alla fine il voto del Consiglio si è sempre espresso in termini di maggioranza". Abbiamo fatto rilevare, così come in altre Regioni autonome, in Trentino, essendo il Consiglio a nominare, la condivisione delle persone è un fatto acclarato. Ecco perché in quella direzione va la richiesta che sosteniamo: che anche questa procedura acquisisca una forma diversa, una norma diversa, pur prendendo atto con franchezza che, quando si prende una direzione, poi è difficile cambiarla anche da parte della maggioranza.
Vorrei però far rilevare che abbiamo, come Popolo della Libertà, fatto uno sforzo più importante: consapevoli che il quinquennio che ci aspetta è un quinquennio importante, credevamo che non ci si potesse rifare alle vecchie consuetudini, pur nel ritardo che il Capogruppo Empereur ha sottolineato di questa valutazione, perché, se ci fossimo parlati forse un mese fa, tutto sarebbe stato diverso, però credo che in politica sia anche importante cogliere i momenti della politica... dicevo, forse con qualche istante di ritardo, noi abbiamo fatto un'offerta molto importante a questa Regione: Il Popolo della Libertà ha inizialmente sostenuto la necessità che i tre della Commissione paritetica fossero di nomina del Consiglio, quindi una nomina condivisa, e in seconda battuta - ecco la seconda grande opportunità che tale Regione sta perdendo in questo istante - abbiamo voluto significare di avere acquisito da parte del Ministro Raffaelle Fitto, Ministro per gli affari regionali, la disponibilità all'indicazione di tre valdostani da parte del Consiglio dei ministri per rappresentare lo Stato nei confronti della Regione Valle d'Aosta. A nessuno sfuggirà l'importanza di questa disponibilità, ma abbiamo voluto far di più: abbiamo voluto mettere tale disponibilità a disposizione del Consiglio regionale, abbiamo voluto stamani ribadire la possibilità che il Consiglio regionale potesse condividere i tre di nomina regionale e i tre di nomina statale. Sei valdostani di nomina e di indicazione politica trasversale con un unico solo obiettivo: accompagnare la Regione Valle d'Aosta nei prossimi cinque anni in questo momento di grandi riforme. Certo non sarebbe stato facile comunque, perché sappiamo che tutte le proposizioni delle norme di attuazione delle paritetiche devono passare al vaglio dei burocrati, dei dirigenti, dei ministeri, che certamente non sono mai stati docili nei confronti delle deregulation, piuttosto che della concessione di norme di attuazione a favore delle Regioni, in generale e a maggior ragione nelle autonome. Certamente però il peso politico e il peso istituzionale di sei rappresentanti di nomina Regione Valle d'Aosta-Consiglio-forze politiche trasversali, sia per quanto riguarda la rappresentanza ministeriale, sia per quanto riguarda quella regionale, avrebbe dato l'opportunità di avere sei professionalità politiche e tecnico-giuridiche a disposizione del nostro futuro e del futuro dei nostri figli. Questo, come diceva il Consigliere Empereur, forse arriva un po' in corsa, ma ribadisco il concetto che forse certi "treni" la Regione li deve saper prendere, perché ci riempiamo la bocca di consapevolezza delle sfide che questa Regione deve affrontare ma, ogni qualvolta c'è un treno da prendere, si adotta il concetto della continuità, del "si è sempre fatto così", che cozza con un approccio a questa legislatura che da parte delle forze di maggioranza e delle forze di opposizione avrebbe dovuto essere diverso. In questi primi mesi non abbiamo visto grande discontinuità politica e istituzionale dai Governi precedenti, lo diciamo con un po' di amarezza, sempre con l'auspicio che nelle prossime settimane e nei prossimi mesi questo possa cambiare, ma è significativo che sulle decisioni che sono state prese in questi mesi, vedi Funivie del Cervino, Casinò, progetto di riforma sul turismo della Valle d'Aosta (che non si muove, al di là delle chiacchiere e delle interviste dell'Assessore, di un centimetro in termini di dialogo, di confronto, di proposta, di soluzione dei problemi), per non parlare poi dell'economia valdostana che è la peggiore dell'Italia, su tali temi avevamo aperto la legislatura dando reciproche disponibilità, che al momento con amarezza registriamo non esserci. Questa non è un'occasione persa, questa è l'occasione persa! Ce ne dispiace per i valdostani, noi da parte nostra faremo in modo che comunque i rappresentanti del PdL di nomina ministeriale portino avanti gli interessi di tale Regione.
Presidente - La parola al Consigliere Donzel.
Donzel (PD) - Il Partito Democratico si riconosce nelle puntualizzazioni che sono state fatte dai colleghi della minoranza, non nascondiamo che anche noi conoscevamo l'esistenza di una prassi consolidata. Abbiamo detto più volte... siamo stati seduti anche noi sui banchi della maggioranza, su questo tema non abbiamo mai sollevato problemi di metodo, quindi nessuno scandalo rispetto alla proposta della maggioranza. Eppure tale sensazione di un voler ribadire all'infinito il continuismo cozza un po' con le aspettative che tutti, maggioranza e minoranza, avevamo all'inizio dei lavori di questo Consiglio. Avevamo dimostrato... credo che stiamo dimostrando ogni giorno come minoranza che c'è l'assunzione di un comportamento responsabile, non barricadiero (passatemi l'espressione!) e la stessa maggioranza aveva dato segno, volontà, dichiarazioni soprattutto di apertura al dialogo. Ne discende quindi che non è strumentale la nostra richiesta di concertare i nomi, non è come dire una cosa che arriva all'ultimo minuto di corsa: è un'esigenza che tutti abbiamo dichiarato all'inizio dei lavori di questo Consiglio, quindi dovrebbe essere la prassi che si afferma. Tanto più che intendo proprio precisare che era nostra intenzione, come minoranza, non porci in alternativa rispetto ai nominativi che venivano presentati, rispetto al nominativo più politico, ossia quello dell'Onorevole Caveri, non c'era nessuna intenzione di andare a sostituire questa figura. Ci pare evidente che il clima esistente oggi in Consiglio è ancora lontano da quello che auspichiamo per discutere in modo veramente bipartisan leggi regionali che tutti auspichiamo vengano eventualmente corrette con l'apporto di tutti e soprattutto sulle questioni di carattere istituzionale. Il Presidente della Repubblica, che noi tutti onoriamo e rispettiamo formalmente, lancia da mesi appelli che cadono nel vuoto a Roma come ad Aosta. Noi però su questo tema non vogliamo "gettare la spugna" come Partito Democratico, anche se oggi la maggioranza si arroccherà sulle sue posizioni, ci ripresenteremo in I Commissione e in Consiglio regionale a chiedere che per il futuro, se oggi non ci sarà questa disponibilità che noi speriamo ancora vi sia, speriamo ancora in un ripensamento dell'ultimo minuto... saremo lì per dire: "ridisegniamo insieme le regole della Commissione paritetica, mettiamoci al passo con le altre Regioni speciali", perché abbiamo bisogno più che mai, come hanno ricordato altri colleghi, di istituzioni in cui tutto il Consiglio si riconosca, in un momento di estrema delicatezza economica e politica del nostro Paese.
Presidente - Se nessun altro vuole intervenire, volevo fare questa notazione: per dare una risposta al collega Louvin, affinché la sua richiesta possa avere un esito, evidentemente su quella deve esprimersi la Commissione per il Regolamento, posso interpretarla come una mozione d'ordine se per il caso specifico si vuole ricorrere alla votazione con voto limitato. In questo senso chiederò di esprimersi un consigliere a favore e uno contro, dopodiché il Consiglio si esprimerà e si procederà secondo le determinazioni che lo stesso avrà assunto.
La parola al Presidente della Regione, Rollandin.
Rollandin (UV) - Grazie, Presidente. L'osservazione fatta sulla proposta - che ci dice che non è tanto nel merito dei proposti, ma nel come - mi porta a ricordare che, quando si è entrati sul come si procederà nei lavori, si è data la disponibilità a far sì che le proposte vengano portate in Commissione e quindi analizzate coralmente, mentre, come si sa, finora la proposta veniva portata in Consiglio dopo l'approvazione in Commissione paritetica. Se la preoccupazione è di lavorare assieme, nel momento in cui si lavora all'elaborazione della proposta, c'è una possibilità di condividere la proposta stessa. Mi sembra dunque che sia una risposta piena di totale collaborazione trasversale sulla condivisione del metodo, quindi del come si arriva alla proposta che dovrà essere oggetto di lavoro per la Commissione paritetica. Mi sembra quindi che sia una risposta consona alle richieste, perché lì è il come si arriva alla determinazione, perché, anche se vi fosse un membro della minoranza, il ruolo sarebbe quello di lavorare per la predisposizione della proposta, ma se la proposta, che comunque viene formalizzata in qualche modo dalla Regione, passa al vaglio della Commissione, credo sia un passo avanti non indifferente che va come risposta di disponibilità ad un dialogo istituzionale e lì mi sembra che sia il punto vero di intervento formativo della proposta stessa. Ci sarà una proposta che quindi viene portata al vaglio della Commissione competente, sperando che questo sia compreso, perché poi c'è l'autonomia degli stessi membri della Commissione, come ci insegnano credo le norme vigenti, nel senso che, per quanto concerne il confronto con la parte statale, ci sarà la possibilità di lavorare. Ritengo quindi che non vi sia stata nessuna chiusura, ma vi sia stata oggi una proposta di buon senso che va sicuramente nella continuità, ma va in una direzione di apertura che credo sia nella sostanza, altrimenti la nomina di un rappresentante delle minoranze... allora lo si chiami come si vuole, ma aveva il significato di essere - adesso non utilizziamo il termine vecchio della lottizzazione - un'espressione comunque della minoranza legata ad una professionalità. Tenendo conto che le professionalità proposte sono state apprezzate, credo che il problema non si ponga nella sostanza. Vorrei anche ricordare - poiché giustamente il Consigliere Lattanzi ha voluto riprendere un passaggio che abbiamo apprezzato quando c'è stata la riunione dei Capigruppo, di dire: "abbiamo l'assenso del Ministro Fitto nel proporre tre valdostani come rappresentanti della parte statale" - che non è una novità, erano già stati nominati nella Commissione precedente tre valdostani di nomina statale. L'importante è che le tre nomine, voglio ricordarlo... quindi sono tre nomine che adesso non so se il Consigliere Lattanzi sentirà i gruppi presenti in Consiglio per indicare le tre nomine, se farà questo, prenderemo atto e provvederemo ad indicare la persona che riteniamo...
(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)
... non lo so, se avete indicato... altrimenti che senso ha? Se è per dirci che ne mettete tre del PdL, qual è l'apertura? Lo chiedo, forse ho capito male, ma se sono tre del PdL non è una novità! Si va allora nella più classica delle lottizzazioni, permettetemi di dirlo, non è un'apertura. Qui è un discorso fra di voi che mi dite: "invece di nominare i romani, nominate i valdostani". Mi auguro che siano tre persone che sono sicuro esistono e sono contento che siano scelte in Valle d'Aosta ma, al di là di questo, non è una novità, né un'apertura oggi, perché è una classica che abbiamo già visto! Forse ho capito male, vorrò rileggere il processo verbale per capire se sono andato fuori campo, ma è così.
Diciamo che noi siamo convinti che le nomine verranno fatte con attenzione e ci auguriamo che vi sia questa disponibilità che è stata data e che apprezziamo, che vi sia un lavoro comune, ma ritengo che il lavoro inizi nella fase istruttoria, nella fase preparatoria del documento che poi vanno a discutere. Se avviene questo e se qui viene discusso, credo che sarà una pacchia per la prossima Commissione paritetica, perché viene tutto confezionato in casa. Io, sapendo come lavorano i Ministeri, ho qualche dubbio che succeda così, perché ricordo che nell'ultima esperienza per ogni norma che veniva predisposta, preparata e portata alla Commissione c'era un passaggio lungo, pedante, difficile da superare da parte dei Ministeri, con anche la presenza e la richiesta di partecipare alla Commissione paritetica da parte degli stessi funzionari dei Ministeri, che trovavano tutte le più remote possibilità per fermare, per dire che non è possibile, che compete allo Stato... ecco vorrei sottolineare questi aspetti procedurali che hanno avuto delle difficoltà.
Per quanto riguarda l'intervento del Consigliere Donzel, che apprezzo, nel senso che sappiamo che c'è questo atteggiamento, ma dall'altra parte non ritengo esserci ad oggi nessun atteggiamento di chiusura, perché nella condivisione della modalità con cui si predispone l'atto credo vi sia ampia disponibilità di partecipare... e quindi di far partecipare tutte le forze politiche presenti al momento sostanziale di predisposizione degli atti.
Augurandomi che la prossima Commissione paritetica possa fare un buon lavoro in tempi rapidi, perché gli spunti e la materia del contendere è ampia, credo che su questo ci sarà molto da lavorare.
Presidente - La parola al Consigliere Lattanzi.
Lattanzi (PdL) - Per precisazione, così non ci sono fraintendimenti, Presidente. Il Popolo della Libertà della Valle d'Aosta ha dato la disponibilità, condivisa con il Ministro, affinché i tre di nomina ministeriale siano valdostani. Abbiamo allargato questa disponibilità all'opportunità di condividerla con le forze del Palazzo regionale, così almeno non ci sono fraintendimenti, lei aveva capito una cosa diversa, io gliela specifico. Prendiamo atto che, per potervi nominare i tre di maggioranza regionale, non accettate questa disponibilità... e siamo amici come prima.
Presidente - Grazie della precisazione.
La parola al Consigliere Louvin.
Louvin (VdAV-R) - Non possiamo mettere sul tavolo altrettanto, perché non abbiamo delegazione da nominare da altra direzione, ma non vorremmo, Presidente, che si sminuisse e si snaturasse il senso del nostro intervento. Non abbiamo chiesto di lottizzare niente, non abbiamo chiesto che vi fosse una designazione rigida di minoranza... avevamo chiesto di poter discutere. L'evocazione più o meno sottile delle nozioni di lottizzazione implicita, esplicita, o di membro della minoranza, come lei ha indicato testualmente, non riflettono il senso della nostra posizione, che era quella di poter valutare insieme l'assetto migliore di questa nostra composizione. Posso anche avere delle valutazioni diverse da quelle del collega Lattanzi sul fatto che la necessaria territorialità, la valdostanità della delegazione governativa sia garanzia assoluta di qualità e di risultato, questo è opinabile, credo comunque che avrebbe fatto molto bene alla forza propositiva della Valle d'Aosta, dovendo discutere di questioni come i buoni di benzina, il federalismo fiscale ed altro, avere un supporto convinto e deciso di tutto questo Consiglio. Prendiamo atto solo del fatto che lei non riesce a portare tale risultato, perché, se non si trova il tempo, pur essendo persone molto attive come lei, di chiamare due minuti l'opposizione a discutere in modo trasparente, non al bar, ma nelle sedi competenti, in presenza dei colleghi, dei Commissari, quale sia la sede più opportuna lo scelga lei... se non si trova, come non si è trovato finora, dal primo giorno di insediamento della Giunta ad oggi, questo tempo e questa possibilità, questo porta ad un'occasione persa.
Aggiungo solo in limine che la questione della presenza dei funzionari dei Ministeri era stata eliminata dalla nostra Commissione paritetica, infatti non ci sono mai venuti, perché era una conquista di autonomia della Commissione, autonomia che sarà da rafforzare...
(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)
... sì, ma noi, per fortuna - ci tenevamo a sottolinearlo -, qualche buon risultato quantitativo nella produzione normativa e anche qualitativo di rapporto... siamo riusciti ad introdurre questa esclusione della componente burocratico-ministeriale, che purtroppo era, è e speriamo che non rimarrà, ma temiamo che possa rimanere un freno pesante e un ostacolo al buon funzionamento di tale organo di concertazione.
Presidente - La parola al Consigliere Donzel.
Donzel (PD) - È noto che anche nei Consigli precedenti non ho mancato di far rilevare le diversità che ci sono sostanziali fra l'essere Consiglieri del PD rispetto ad essere Consiglieri del PdL, ma ho sempre tenuto a precisare che ci sono situazioni come quelle istituzionali dove dobbiamo cercare di superare alcuni vecchi ostacoli ideologici e cercare di capire cos'è ciò a cui aspiriamo maggiormente ed è evidente che se un Consiglio regionale può esprimere sei membri della Commissione paritetica, anziché tre, è sicuramente un'opportunità che a mio avviso non andrebbe sciupata. Ho apprezzato anche l'apertura del Presidente a discutere e quindi a dare la possibilità al Consiglio di proporre alla Commissione paritetica di concertare insieme gli elementi di cui si dovrà occupare la Commissione paritetica, naturalmente considerata l'indipendenza che hanno i membri, eppure rilevo che il risultato finale di tutte queste aperture sarà che come prima procediamo a nominare tre componenti della Commissione di nomina della maggioranza, avendo fatto un po' di melina, ma sostanzialmente nulla è cambiato. Rimane quindi l'atteggiamento che avevamo prima come PD e cercheremo di lavorare in Commissione o in Consiglio per vedere se si riesce a trovare un meccanismo regolamentare che consenta di superare una prassi consolidata, che va rispettata, ma certamente la politica mira anche a superare le prassi consolidate quando i loro effetti non sono stati così efficaci.
Presidente - Colleghi, non ho più altri iscritti a parlare, dobbiamo esprimerci su questa proposta in termini di mozione d'ordine, per cui cerco di riassumere la proposta che è quella di svolgere la votazione per quanto riguarda le componenti di parte regionale in seno alla Commissione paritetica con voto limitato. Pregherei due Consiglieri, uno a favore e uno contrario, di esprimersi, dopodiché si pone in votazione la proposta.
La parola al Consigliere Louvin.
Louvin (VdAV-R) - Solo per ricordare che, non avendo partecipato molti dei colleghi alla Conferenza dei Capigruppo dove è stata approfondita tale questione, il voto limitato è principio acquisito e consolidato nei regolamenti parlamentari di Camera e di Senato; è applicato per regolamento nella Regione Friuli Venezia Giulia e nella Regione Trentino Alto Adige, che esprimono al pari nostro la Commissione paritetica: in entrambe le Commissioni l'espressione della delegazione di queste comunità avviene per voto limitato. Riteniamo che sia per un difetto del nostro Regolamento che non ha mai ancora introdotto una precisa disposizione e il problema si riproporrà più avanti, perché ci saranno altre votazioni e di nuovo ci troveremo a discutere di questo se non avremo una regolamentazione. Noi riteniamo essere già esistente un principio e opportunamente da applicare in questo caso, chiediamo che il Consiglio dia il proprio voto a tale impostazione e a tale regola da applicare in questa votazione e poi ci auguriamo a seguire nelle future.
Presidente - La parola al Consigliere Empereur.
Empereur (UV) - Grazie, Presidente. Intervengo a nome della maggioranza consiliare. I vari interventi che si sono succeduti corrono il rischio di vedere mescolare le mele con le pere, una competenza è quella dello Stato, che attraverso il Consiglio dei ministri nomina i propri rappresentanti, un'altra competenza è quella della Regione Valle d'Aosta, che attraverso il suo Consiglio nomina i propri rappresentanti. Ci dichiariamo rispettosi delle regole, oggi le regole consentono alla maggioranza presente in questo Consiglio la nomina di propri delegati, quindi ci dichiariamo contrari a procedere con voto limitato.
Presidente - Pongo in votazione la proposta del collega Louvin:
Consiglieri presenti e votanti: 35
Favorevoli: 12
Contrari: 23
Il Consiglio respinge la mozione d'ordine del Consigliere Louvin di procedere alla nomina con voto limitato.
Presidente - Si passa alla votazione dei tre membri, prego di distribuire le schede.
- Consiglieri presenti e votanti: 35
- Schede valide: 35
- Schede bianche: 12
Hanno riportato voti:
- Adolfo Angeletti: 23
- Renato Barbagallo: 23
- Luciano Caveri: 23.
Président - Sont donc élus à la Commission paritaire le Conseiller Caveri et les professeurs Angeletti et Barbagallo.
Il Consiglio
Considerato che la Commissione paritetica, prevista dall'articolo 48bis dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta, introdotto dall'articolo 3 della legge costituzionale 23 settembre 1993, n. 2, è organo della Presidenza del Consiglio dei ministri che elabora gli schemi dei decreti legislativi recanti le disposizioni di attuazione dello Statuto speciale e di armonizzazione della legislazione nazionale con l'ordinamento della Regione;
Precisato che il predetto articolo 48bis prevede che la Commissione paritetica è composta da sei membri nominati, rispettivamente, tre dal Governo e tre dal Consiglio regionale della Valle d'Aosta;
Richiamate le proprie deliberazioni n. 190/XII del 5 novembre 2003 e n. 1544/XII del 26 ottobre 2005, con le quali sono stati nominati, quali rappresentanti della Regione in seno alla Commissione paritetica, i Signori:
- Prof. Adolfo ANGELETTI, nato a Torino il 30 settembre 1937, residente a Torino, via Barrili, n. 22;
- Dott. Renato BARBAGALLO, nato a Giarre (CT) il 20 settembre 1932, residente a Pontey, frazione Prélaz, n. 22;
- Dott. Augusto ROLLANDIN nato a Brusson il 13 giugno 1949, residente a Brusson, frazione Vollon, n. 11;
Richiamati il d.P.C.M. 20 dicembre 1993, il decreto del Ministro per la funzione pubblica e per gli affari regionali del 17 ottobre 1996, i decreti del Ministro per gli affari regionali del 4 febbraio 1999, 28 febbraio 2002, 4 agosto 2004 e il decreto del Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali del 26 luglio 2006 con i quali è stata costituita e successivamente rinnovata la Commissione paritetica di cui all'articolo 48bis dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta;
Atteso che il Consiglio regionale è stato rinnovato a seguito della consultazione elettorale del 25 maggio 2008;
Ravvisato pertanto di dover procedere alla nomina dei rappresentanti della Regione in seno alla Commissione paritetica;
Richiamata la deliberazione della Giunta regionale n. 1490 del 1° giugno 2007 con la quale sono stati approvati, a decorrere dal 2007, i criteri per la corresponsione degli emolumenti per i componenti di nomina regionale della Commissione paritetica di cui all'articolo 48bis dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta;
Richiamato, altresì, il provvedimento dirigenziale n. 927 del 5 marzo 2008 concernente l'approvazione del pagamento, per l'anno 2008, delle spese di funzionamento, degli emolumenti e dei rimborsi delle spese vive da sostenersi da parte dei componenti di nomina regionale in seno alla Commissione paritetica di cui all'articolo 48bis dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta e il relativo impegno di spesa;
Richiamata, infine, la deliberazione della Giunta regionale n. 2507 del 29 agosto 2008 concernente l'approvazione del bilancio di gestione, per il triennio 2008/2010, con attribuzione alle strutture dirigenziali di quote di bilancio e degli obiettivi gestionali e di disposizioni applicative, con decorrenza 1° settembre 2008;
Visto il parere favorevole rilasciato dal Direttore della Direzione affari legislativi, ai sensi del combinato disposto degli articoli 13, comma 1, lettera e) e 59, comma 2 della legge regionale 23 ottobre 1995, n. 45, sulla legittimità della presente deliberazione;
Delibera
di nominare quali rappresentanti della Regione in seno alla Commissione paritetica di cui all'articolo 48bis dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta, introdotto dall'articolo 3 della legge costituzionale 23 settembre 1993, n. 2, i Signori:
- Prof. Adolfo ANGELETTI, nato a Torino il 30 settembre 1937, residente a Torino, via Barrili, n. 22;
- Dott. Renato BARBAGALLO, nato a Giarre (CT) il 20 settembre 1932, residente a Pontey, frazione Prélaz, n. 22;
- Dott. Luciano CAVERI, nato ad Aosta il 25 dicembre 1958, residente a Saint-Vincent, Loc. Feilley, n. 30.
