Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 53 del 24 settembre 2008 - Resoconto

OGGETTO N. 53/XIII - Interrogazione: "Modalità di smaltimento della discarica di Brissogne".

Interrogazione

Visti il Programma della XIIIa legislatura, presentato in Consiglio regionale il 1° luglio 2008, che tra i punti di rilievo e priorità riguardo all'Ambiente cita "la soluzione tecnica più adatta per uno smaltimento definitivo e per eliminare i depositi nella discarica di Brissogne", e la delibera di Giunta del 21 marzo 2008, che indica nella realizzazione di un inceneritore l'unica soluzione in grado di risolvere il problema della gestione rifiuti per un periodo relativamente lungo;

Preso atto con favore della disponibilità dimostrata dall'Assessore Territorio e Ambiente a confrontarsi con le proposte di Legambiente;

Tenuto conto delle risposte fornite dall'Assessore competente a un'interpellanza del Gruppo consiliare Vda Vive-Renouveau, con le quali veniva ribadita l'intenzione della Giunta a procedere alla costruzione di un inceneritore soprattutto allo scopo di procedere al cosiddetto Landfill mining, ossia l'escavazione della vecchia discarica, per ricavarne combustibile per l'inceneritore;

Considerato che di tali operazioni relative all'intervento su vecchie discariche ne sono state effettuate solo tre o quattro in tutta Europa per necessità quali il passaggio di strade o il recupero di terreni, ma mai, in nessun caso, per recuperare del materiale combustibile;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interrogano

l'Assessore competente per sapere:

1) quanto rifiuto assimilabile agli urbani è presente nella discarica in percentuale, quante tonnellate di rifiuti si pensa di scavare e in quanto tempo;

2) di ciò che si scaverà, quanto sarà il materiale combustile e quanto lo scarto, in percentuale;

3) quali sono i valori ipotizzati del potere calorifero (PCI) e del grado di umidità del combustibile ricavato;

4) quanto costerà ricavare un chilogrammo di combustibile e quanto RUB (rifiuto urbano biodegradabile) conterrà.

F.to: Donzel - Rigo - Fontana Carmela

Président - La parole à l'Assesseur au territoire et à l'environnement, Zublena Manuela.

Zublena (UV) - Merci, M. le Président. In relazione all'interrogazione darò una risposta generale, non specifica per ogni singolo punto. L'ipotesi di procedere ad una bonifica delle aree di discarica in esercizio presso il Centro regionale di trattamento dei rifiuti urbani e assimilati di Brissogne nasce dai primi risultati che sono emersi dalle valutazioni conseguenti ai quesiti formulati con la mozione votata da tale Consiglio in data 21 dicembre 2005. Questo atto impegnava la Giunta regionale - cito -: "... a presentare... una valutazione tecnica, economica ed ambientale delle diverse possibilità di valorizzazione energetica dei rifiuti valdostani compresi eventuali accordi con impianti ubicati fuori dal territorio regionale, oppure attraverso l'ipotesi di realizzazione in Valle d'Aosta di un impianto di termovalorizzazione ad uso esclusivo dei rifiuti termovalorizzabili prodotti e/o già stoccati in Valle d'Aosta, comprendendo la valutazione di percorsi amministrativi per attuare le diverse soluzioni". È stato quindi fatto uno studio comparativo fra i vari sistemi di trattamento e smaltimento dei rifiuti in Valle, che è stato approvato dalla Giunta il 20 marzo 2008 con la deliberazione n. 807 che riporta: "Prime indicazioni propedeutiche sulla fattibilità o meno delle operazioni finalizzate alla bonifica delle aree di discarica in esercizio annesse al Centro regionale di trattamento dei rifiuti urbani di Brissogne".

Il punto di partenza dello studio complessivo su questi interventi è rappresentato dalle risultanze delle analisi merceologiche sul rifiuto conferito in discarica, analisi che vengono svolte dalla ditta Valeco, che è la società gestore dell'impianto e che sono state fatte fin dall'apertura della discarica, quindi dal 1989. Ho una serie di dati che poi vi fornisco ma, tanto per citare alcuni valori in forma molto sintetica, vi sono valori medi del rifiuto conferito che si riferiscono al periodo 1989-2002 e 2002-2007, ossia per differenziare anche i tempi di conferimento. Queste medie portano a differenziare il rifiuto in termini di sottovaglio, materiale cellulosico, materiale plastico, metalli, inerti e sostante organiche. Non credo di dover leggere puntualmente i numeri, ma poi ve li fornisco. Naturalmente sono dati di sintesi, sono disponibili dati molto più di dettaglio riferiti ad ogni singolo anno.

Nello studio comparativo sono state effettuate alcune indagini anche all'interno del corpo di discarica oggetto del potenziale smantellamento, al fine di avere ulteriori indicazioni sulla qualità merceologica dei rifiuti depositati nello stesso, oltre che su ciò che chiedete, ossia potere calorifico inferiore di tali rifiuti, in considerazione naturalmente del tempo trascorso dal rifiuto in discarica dal momento di conferimento e quindi dalle successive evoluzioni a seguito di processi chimici di modificazione... Sulla base di espressa richiesta formulata dalla III Commissione consiliare permanente, è stato affidato un ulteriore studio al prof. Raffaello Cossu, professore ordinario presso l'Università di Padova, che è un esperto in tecniche di bonifica di discariche. L'incarico aveva come oggetto quello di effettuare approfondimenti e verificare sia la necessità di un intervento di bonifica, sia la fattibilità tecnica dell'intervento stesso. Questo documento, che costituisce un ulteriore approfondimento, riporta delle valutazioni in ordine ad aspetti di carattere ambientale, di carattere igienico-sanitario, di sicurezza territoriale, urbanistico riferite alla situazione delle discariche. La sintesi delle varie analisi indica come auspicabile l'intervento di rimozione completa della discarica, con particolare riferimento non tanto alla situazione in atto, quanto soprattutto alle prospettive future in ordine a problemi di gestione del territorio. Lo stesso documento riporta anche delle valutazioni sulla fattibilità tecnica dell'operazione di smantellamento, assumendo a tal fine i primi risultati della caratterizzazione qualitativa dei rifiuti risultanti dalle indagini preliminari, ma anche da esperienze analoghe, che sono già state svolte in Europa e in Italia, come anche ricordato nell'interrogazione. Nel documento viene poi evidenziata la necessità di supportare queste prime valutazioni con approfondimenti di carattere tecnico, finalizzati ad una più puntuale caratterizzazione della discarica dal punto di vista geotecnico - quindi stabilità -, merceologico, emissivo e anche del potere calorifico, ossia di determinare in modo definitivo quegli elementi che sono oggetto dell'interpellanza.

Sulla base di tali considerazioni, sono state avviate, con la collaborazione tecnica dell'Università di Padova e del Politecnico di Torino, a partire da questa settimana - se non sbaglio, da lunedì - le seguenti indagini volte alla caratterizzazione del corpo di discarica: indagini geofisiche, indagini geotecniche, valutazioni sulle emissioni diffuse in atmosfera e realizzazione di carotaggi sia per l'estrazione dei rifiuti e successiva caratterizzazione di tipo qualitativo più puntuale, sia anche per predisporre dei pozzi che sono necessari per prove di pompaggio, test di reazione, eccetera.

In conclusione la determinazione di valori utili all'analisi di tipo progettuale non strategica in ordine ai parametri richiesti dall'interpellanza non era prevedibile in una fase di valutazione preventiva delle soluzioni, ma sarà determinata e determinabile al termine delle indagini appena avviate. Il quadro conoscitivo che deriverà da tali indagini consentirà, al di là dei tecnicismi, una valutazione anche politica, sociale ed economica delle decisioni di eseguire lo smantellamento delle aree di discarica indicate; informazioni che consentiranno di rispondere in modo puntuale ai quesiti che vengono posti nell'interrogazione in oggetto e che ci impegniamo a fornire non appena disponibili in modo completo e elaborati.

Presidente - La parola al Consigliere Donzel.

Donzel (PD) - Ringrazio naturalmente l'Assessore. Vorrei chiarire che lo spirito dell'interrogazione era volto ad acquisire quegli indispensabili dati tecnici che possono consentire anche a noi della minoranza una valutazione più consapevole delle scelte che si stanno mettendo in atto e quindi di intervenire in modo non ideologico sulla questione, ma con quel pragmatismo costruttivo che il problema della gestione dei rifiuti necessita in una zona delicata come una valle alpina.

Visto che l'Assessore ci ha garantito - lo ringraziamo - che ci fornirà, successivamente alle indagini che sono in atto, i dati tecnici e ha fatto alcune considerazioni più generali, mi permetto anch'io di rimarcare il perché abbiamo puntato l'attenzione sulla questione della discarica, perché effettivamente non è che vi siano precedenti così consolidati rispetto alla questione del landfill mining. Si tratta di evitare il rischio di un esperimento locale di tipo straordinario. Sappiamo che nell'opinione pubblica l'atteggiamento è molto superficiale, si fa riferimento a puzze mefitiche e cose del genere, senza sapere quali siano le complesse procedure che vanno messe in atto per evitare questa cosa e che non è certo l'escavazione della discarica che risolve quel problema nell'immediato. Resta tuttavia evidente che il tema del landfill mining della discarica è solo un passaggio di quella più complessa ed articolata questione che va sotto il nome di gestione dei rifiuti, che per noi in Valle d'Aosta è il tassello più importante. È decisivo che la maggioranza riesca a costruire un piano regionale di gestione dei rifiuti come punto di partenza, superando quel fai da te che sta imperando in Valle con dei costi enormi per la Comunità, perché - faccio riferimento qui al documento europeo - in una realtà come la nostra che dovrebbe vedere i comuni consorziati, che lavorano insieme fra di loro, spesso ci sono azioni individuali, singoli comuni che percorrono strade anche molto interessanti, ma non in modo sinergico con altri comuni. Avendo piccole realtà, questa cosa comporta dei costi di gestione altissimi; è bello fare esperimenti, ma è bello anche che, siccome i cittadini sono poi quelli che pagano le tasse, quindi, proprio in linea con questo, la sollecitazione ad un lavoro sinergico dei comuni a livello di comunità montana, perché non può essere che nella stessa comunità montana uno fa quello che vuole.

L'altra questione su cui mi permetto di sollecitare l'attenzione in relazione a questo è la necessità di favorire anche la cooperazione interregionale, la quale è facilitata anche da finanziamenti comunitari, che è una cosa molto importante anche questa, non è solo una questione di soluzione tecnica, ma è una questione politica. Vuole la Valle d'Aosta su questioni così importanti come questa allacciare relazioni intercomunitarie con altri Paesi - e ne è data possibilità anche con ingenti finanziamenti europei - o con altre Regioni? Questa è la sollecitazione che faccio.