Oggetto del Consiglio n. 275 del 4 maggio 1978 - Verbale

OGGETTO N. 275/78 - RIPARAZIONE DI UN FABBRICATO DI PROPRIETÀ NICCO ANSELMO, RESIDENTE IN COMUNE DI DONNAS. (Interrogazione con risposta scritta del Consigliere Manganoni)

Il Vice Presidente CHANU annuncia che l'ordine del giorno prevede la seguente interrogazione, con risposta scritta, presentata dal Consigliere Manganoni, concernente: "Riparazione di un fabbricato di proprietà NICCO Anselmo, residente in Comune di Donnas", interrogazione trasmessa in copia ai Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza in corso:

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Ill.mo Signor PRESIDENTE

del Consiglio regionale

SEDE

Il sottoscritto Consigliere regionale, Claudio MANGANONI, chiede alla S.V. di voler cortesemente inserire all'ordine del giorno del prossimo Consiglio regionale la seguente

INTERROGAZIONE CON RISPOSTA SCRITTA

Da ben cinque anni la domanda presentata dal Signor Anselmo NICCO di Donnas all'Arch. Prola della Sovraintendenza alle Belle Arti è in attesa di risposta, malgrado la lettera indirizzata al Presidente della Giunta il 12.10.1976 di cui allego copia.

Giudicando assolutamente intollerabile che alla domanda presentata da un cittadino valdostano, dopo 5 anni, l'arch. Prola non si degni di rispondere;

INTERROGO

il Presidente della Giunta per sapere se non giudica opportuno richiamare energicamente all'ordine del giorno il suddetto signore.

Aosta, 3 aprile 1978

F.to: Claude Manganoni

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Ill.mo Signor PRESIDENTE

della Giunta

SEDE

Il sottoscritto NICCO Anselmo, abitante a Donnaz in Via Martorey, ex Consigliere regionale, ha presentato al Comune di Donnaz in data maggio 1973 un progetto per riparare e sistemare vecchi e pericolanti fabbricati siti in Altobard (m. 550) dove possiede diversi appezzamenti di terreno: prati, castagneti, pascoli e boschi (di cui allega copia del certificato catastale).

Il progetto in oggetto, rimasto al Comune per parecchio tempo, è poi stato spedito all'Amministrazione regionale.

Risulta che in seguito sia stato fatto un sopralluogo da parte dell'Architetto Prola e da una sua collega.

I funzionari dell'Amministrazione, senza convocare l'interessato, e non potendo quindi rendersi conto del cattivo stato dell'interno, si sono limitati a scattare alcune fotografie esterne, bocciando in seguito il progetto.

Durante il mese di giugno 1975 il sottoscritto si è recato assieme al progettista dall'Architetto Prola con cui, dopo una lunga discussione, è stato raggiunto un accordo sulle modifiche da apportare al progetto.

Da allora diversi mesi sono passati senza ricevere alcuna risposta.

Il Consigliere Tonino invitato ad interessarsi della questione riferì, su informazioni del geometra Mezzo, che il progetto era in fase di esame. Altro tempo è trascorso senza che si comunicasse una decisione in merito.

Dalla data della presentazione del 1° progetto sono passati tre anni e mezzo, le case sono sempre più in cattivo stato, i tetti e le soffitte interne crollano, piove dappertutto. Se non si prendono decisioni fra poco tempo si potrà venire a fotografare non i vecchi villaggi con le loro particolari caratteristiche ma un mucchio di pietrame (un clapey come si dice in patois).

Il sottoscritto, vecchio ed ammalato di cuore (i figli lavorano nelle industrie, pur continuando a coltivare la vigna) ha dato in affitto i terreni di quel villaggio. In un primo tempo i fittavoli vi si recavano col bestiame, concimavano i prati e curavano i pascoli, ora, a causa delle cattive condizioni degli alloggi, vi salgono soltanto per tagliare il fieno trascurando prati e pascoli che, in pochi anni, diventeranno incolti, abbandonati, pieni di spine e sterpi.

In tutte le occasioni, sia in campo nazionale che regionale o comunale si dice che bisogna aiutare i contadini per incrementare l'agricoltura e per elevare la produzione ma, di fatto, ci si comporta con indirizzi del tutto opposti.

Non è sufficiente dare dei sussidi se le "Belle Arti" non permettono che si sistemino le case ed i turisti calpestano i prati, lasciano bottiglie rotte (pericolo sia per il bestiame che per la gente), scatolame, carta, plastica, ed ogni genere di immondizie, ridono delle nostre osservazioni e non si preoccupano minimamente di osservare le indicazioni dei cartelli.

Perciò, se non si permette che si riparino le vecchie case dei villaggi delle "traverse" (problema che interessa non solo il sottoscritto ma un po' tutti i proprietari di abitazioni di questo tipo) e se non si prendono provvedimenti per disciplinare il turismo utilizzando anche le guardie forestali e comunali, la gente sarà costretta ad abbandonare i villaggi, le case e la terra di media e alta montagna.

Se mi permette, Signor Presidente, voglio ricordarLe che sul "Peuple Valdôtain" del 15 febbraio 1975, nella pagina della Valle, in 3° colonna, al punto 12 del suo programma, ho letto una sua dichiarazione in cui affermava che avrebbe presentato una legge in proposito. Riporto un trafiletto della dichiarazione: "de mettre en valeur les vieux villages abandonnés en les adaptant à la vie moderne".

Ebbene, nel mio caso, coi tetti che crollano e i soffitti più bassi di due metri, se non si permette di alzare il tetto e di ingrandire le finestre, come si può parlare di adattamento alla vita moderna?

L'Amministrazione regionale per concedere sussidi nella costruzione di stalle pretende che queste siano alte dai 2.50 ai 3 metri e che abbiano grandi finestre affinché l'aria possa facilmente essere cambiata. Questo è senz'altro giusto, ma si sbaglia se si pretende che la gente a causa delle "Belle Arti" e dell'estetica delle vecchie case viva in locali piccoli, bassi e con piccole finestre con ancora la croce di ferro per inferriata come 200 anni fa.

Lascio giudicare al suo buon senso.

Se non pretendo troppo mi farebbe piacere che, avendo l'occasione di venire in Bassa Valle, Ella si recasse sul posto per poter rendersi conto personalmente della situazione.

In attesa porgo distinti saluti.

Donnaz, 12.10.1976

F.to: NICCO Anselmo

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Il Vice Presidente CHANU chiede al Consigliere Manganoni se egli ha ricevuto risposta dato che tale risposta non risulta essere pervenuta all'Ufficio di Presidenza.

Il Consigliere MANGANONI risponde di aver ricevuto una risposta che, a suo avviso, non è sufficiente.

Il Vice Presidente CHANU informa il Consigliere Manganoni della possibilità di trasformare una interrogazione con risposta scritta alla quale non è stata fornita risposta o è stata fornita una risposta insufficiente in una mozione o in una interpellanza.

Il Consigliere MANGANONI rinuncia a tale possibilità sostenendo che un'eventuale mozione od interpellanza non avrebbe possibilità di essere discussa prima del termine dell'attuale legislatura.

Il Consiglio prende atto.

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