Oggetto del Consiglio n. 3382 del 19 marzo 2008 - Resoconto
OGGETTO N. 3382/XII - Interrogazione: "Prelevamento dalle acque della Dora di un quantitativo di ghiaia superiore a quello autorizzato".
Interrogazione
Venuti a conoscenza che due aziende valdostane, secondo un rapporto della Stazione Forestale di Pont-Saint-Martin, avrebbero prelevato dalla Dora un quantitativo sette volte superiore a quello autorizzato e che vi sarebbe un mancato pagamento di circa 300 mila € per i diritti regionali legati all'estrazione di tale materiale;
Ricordato che, secondo le informazioni di stampa, la Regione avrebbe autorizzato in tale tratto di fiume solo un prelievo di soli 14 mila metri cubi di ghiaia, da suddividere in tre anni, a fronte anche di lavori di sistemazione idraulica, in base al Piano di Tutela delle Acque;
In attesa di acquisire il parere dell'Autorità Inquirente cui sono stati sottoposti tali fatti;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interrogano
l'Assessore competente per conoscere:
1) quali siano i termini delle concessione autorizzativi rilasciata dalla Regione a queste due ditte ed in base a quale normativa regionale;
2) quali siano gli elementi essenziali del rapporto della Stazione Forestale di Pont-Saint-Martin, sul problema;
3) se sia ipotizzabile, sulla base dei dati conosciuti, che vi sia un danno a carico dell'Amministrazione regionale, sia in termini ambientali che in termini finanziari;
4) se sia stato avviato un sistematico controllo di tutte le autorizzazioni rilasciate per l'estrazione di ghiaia, al fine di escludere che siano avvenuti altri prelievi abusivi.
F.to: Sandri - Fontana Carmela
Président - La parole à l'Assesseur au territoire, à l'environnement et aux ouvrages publics, Cerise.
Cerise (UV) - Con riferimento al primo quesito, faccio presente che l'autorizzazione è stata rilasciata il 28 febbraio 2006 alla ditta "Icoval" alla quale si è affiancata nella realizzazione dell'intervento la ditta "Servival". I lavori sono relativi al "Progetto pilota di recupero ambientale della Dora Baltea" nei Comuni di Donnas e di Pont-Saint-Martin e rappresentano un esperimento rispetto a quanto previsto dal Piano regionale di tutela delle acque relativamente agli interventi di recupero e riqualificazione dei corsi d'acqua. Si tratta di un'opera che prevede che sia realizzato, all'interno delle arginature della Dora Baltea, il cosiddetto "alveo di magra" nel quale convogliare le acque del fiume in condizioni di magra, con un percorso cosiddetto "meandriforme" e con ripristino della sequenza buca, piana, raschio, cioè una successione di questi 3 elementi. In questo modo si intende ricreare condizioni di habitat più vicine a quelle di un habitat naturale e quindi favorire il ripopolamento ittico. La realizzazione degli interventi in alveo di asportazione e movimentazione di materiale con posa di blocchi avviene infatti in periodi molti brevi, ai quali segue un periodo di assestamento con monitoraggio delle specie ittiche presenti e delle condizioni ambientali. I lavori sono realizzati in regime di concessione ai sensi del Testo unico sulle acque visto che il materiale inerte asportato può avere un valore commerciale nel settore edile, essendo al materia disciplinata a livello statale. La Regione ha disciplinato con propria deliberazione l'ammontare dei canoni demaniali.
Con riferimento al 2° quesito, la Stazione forestale di Pont-Saint-Martin ha avviato una contestazione secondo la quale sarebbe stato asportato un quantitativo di inerti superiore a quello autorizzato, valutato in circa 100.000 metri cubi, e che all'asportazione abbiano partecipato anche camion di ditte diverse da quelle autorizzate.
Per quanto riguarda il 3° quesito, non vi è alcun danno a livello ambientale, visto che il monitoraggio effettuato sulle condizioni dell'ittiofauna ha rilevato un consistente aumento delle popolazioni ittiche presenti, conseguendo così l'obiettivo che si prefiggeva l'intervento. Dal punto di vista finanziario, ricordo che l'autorizzazione alla realizzazione dell'intervento prevede che la valutazione del canone eventualmente da corrispondere come corrispettivo del materiale asportato sia valutato una volta completato l'intervento, previsto in 3 anni. Alla fine del triennio potrà infatti essere valutato l'impegno necessario nel monitoraggio, l'entità dei lavori eseguiti e necessari per mantenere in efficienza l'assetto idraulico dato al corso d'acqua a fronte dei quantitativi di materiale asportati. Non essendo terminato l'intervento non è stata quindi al momento effettuata alcuna quantificazione dei canoni demaniali dovuti. Tali interventi sono comunque valutabili da parte dei tecnici dell'Assessorato in almeno 350.000 euro...
(interruzione del Consigliere Sandri, fuori microfono)
... questo è il valore complessivo dell'intervento, dopodiché si andranno a vedere le ore degli interventi, il valore del materiale buono..., per arrivare a definire esattamente qual è il canone.
Per quanto riguarda il 4° quesito, ricordo che tutte le autorizzazioni rilasciate per l'asportazione di inerti sono controllate dai tecnici regionali per quanto riguarda le modalità specifiche dell'intervento e dal Corpo forestale come organo di sorveglianza che, come nel caso di cui si tratta, ha prontamente rilevato quelle che riteneva essere delle difformità.
Président - La parole au Conseiller Sandri.
Sandri (PD) - È una risposta un po' primaverile quella dell'Assessore Cerise, nel senso che è un po' come il vento di marzo, gira un po' di qua e un po' di là, non si capisce da che parte giri... se gira dalla parte dei cavatori o se gira dalla parte dell'Amministrazione regionale e del Corpo forestale della Regione. Questa è una risposta che ci preoccupa, perché al di là della valutazione nello specifico, che continueremo a monitorare - per cui non escludiamo di tornare sull'argomento in uno dei prossimi Consigli - quello che emerge dalla risposta dell'Assessore è che l'esperimento è andato male, è andato molto male. Se questo era un esperimento dal punto di vista ambientale e già al primo esperimento la forestale esprime gravi perplessità sulla gestione, perché il materiale di risulta è 10 volte superiore a quello che era stato autorizzato in 3 anni, ed è stato portato via in uno, questa è una roba mica da ridere!
Qui c'è un'Amministrazione regionale che viaggia con 2 indirizzi politici diversi: uno che è quello dei tecnici regionali che non si sono accorti di niente, perché hanno detto che tutto andava bene... c'erano perfino più pesci! C'era una buca grossa come una casa che ha insospettito tutti, per cui arrivano i forestali che dicono una cosa diversa. Volevo capire se lei, con il suo venticello, va dietro ai cavatori o va dietro alla forestale, questo non lo ha detto ed è grave, perché è un indirizzo politico che deve dire che le cose devono essere fatte secondo le regole. In questo caso, se fosse emerso che c'è stato un prelievo superiore a quello che era stato preventivato, credo che qualcosa si sarebbe dovuta fare; invece ha affrontato il tema un po' come: "va tutto bene, Madama la Marchesa", ci sono perfino più pesci! Dopodiché abbiamo un intervento da 350mila euro in cui il cavare e portare via il materiale in 3 mesi o in 3 anni, anche in termini finanziari, cuba in modo profondamente diverso, ma... noi non lo sappiamo, guarderemo alla fine come è andata a finire.
Non avete avuto un'idea di farvi un preventivo? Portiamo via 30mila metri cubi e questi valgono un tot... avere un minimo di idea? A noi Consiglieri regionali di opposizione "ci fanno le pulci" sulla 10mila euro quando presentiamo un progetto di legge se non ha la copertura finanziaria, e voi vi permettete di non avere uno straccio di progetto finanziario su un intervento di 350mila euro? Ma cos'è questa... l'allegra amministrazione?
Mi dispiace, perché non credo che sia nel modo di comportarsi del suo Assessorato, non l'ho mai trovato in questi anni; ho sempre avuto modo di riscontrare che il comportamento era completamente diverso. Non dico che i cavatori... dico semplicemente che questo intervento ha suscitato delle perplessità e queste dovevano essere affrontate con maggiore determinazione e attenzione, ma anche ci doveva essere un progetto finanziario e un progetto economico molto più preciso di quello che c'è, ed è grave che lei non abbia a disposizione questi dati. Di questi 350mila euro che mi costa l'intervento, quanti ne recupero con il materiale: 10mila, 100mila, un milione? Non so niente, alla fine vedremo. Questa è "allegra finanza", ma anche "allegro atteggiamento ambientale", perché in quella buca c'erano delle alghe terribili, mai viste in Valle, che sono nate perché c'era una buca enorme! Ci saranno stati anche i pesci, ma di certo quello che lei chiama una "ricostruzione ambientale" diciamo quasi naturale dell'alveo di magra, ha portato a un dissesto perché là c'è una conformazione che non è naturale.
Credo che qua si debbano mettere in piedi dei controlli diversi, perché chi lavora in quel settore sia tutelato, ma che sia tutelata anche la Regione e il suo ambiente, e mi sembra che da questo punto di vista lei sia fallito su tutti e 3 gli obiettivi!
