Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 3364 del 5 marzo 2008 - Resoconto

OGGETTO N. 3364/XII - Interpellanza: "Politiche di investimento della Compagnia Valdostana delle Acque".

Interpellanza

Premesso che:

a) la Compagnia Valdostana delle Acque (CVA), società per azioni controllata dalla Regione tramite la finanziaria regionale Finaosta S.p.a., costituisce un'importante realtà economica della Valle d'Aosta;

b) il 26 ottobre 2006, il Consiglio regionale ha approvato all'unanimità una mozione che impegna "la Giunta regionale a portare, ogni esercizio, all'esame della Commissione consiliare competente il bilancio della CVA dopo la sua approvazione da parte del consiglio di Amministrazione e prima dell'approvazione da parte dell'assemblea, al fine di poter analizzare i flussi economici finanziari e le politiche di investimento, nonché le ipotesi di destinazione degli utili";

Visto il documento consegnato il 19 giugno 2007 alla II e alla IV Commissione consiliare, ove si legge tra l'altro che il piano di investimenti di CVA 2007-2012 prevede:

- lavori incrementativi per 196,8 milioni di euro finalizzati a un recupero di 206 GWh;

- impianti nuovi e cogenerativi per 92,5 milioni di euro con un aumento produttivo di 1020 GWh;

Appreso che la Regione ha chiesto a CVA di ridurre il prelievo d'acqua dai torrenti per adeguare le proprie derivazioni al deflusso minimo vitale (MDV) e per sopperire alla carenza idrica;

ciò premesso, i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

il Presidente della Regione o l'Assessore delegato per sapere:

1) quali sono gli impianti esistenti oggetto di interventi "incrementativi" e come si concilia la maggiore produzione idroelettrica con l'applicazione delle nuove direttive europee sul MDV, considerando anche la bassa idraulicità degli ultimi anni;

2) quali sono le ragioni che hanno indotto CVA a costruire la centrale di Faubourg (La Thuile) con un investimento ragguardevole pari a 20,70 milioni di euro nei pressi di un alveo torrentizio, in una zona a rischio valanghe e altresì sottoposta a vincoli paesaggistici nonché se sono state preventivate le difficoltà gestionali derivanti da tali fattori;

3) quali sono gli impianti cogenerativi che apporteranno una produzione di 940 GWh con un investimento di 66 milioni di euro e quali fonti utilizzano;

4) se la Giunta regionale intende verificare più attentamente le politiche di gestione e di sviluppo di CVA affinché si promuovano e si realizzino primariamente investimenti destinati al rifacimento degli impianti esistenti sul nostro territorio.

F.to: Tibaldi - Frassy - Lattanzi - Ottoz

Presidente - La parola al Vicepresidente Tibaldi.

Tibaldi (CdL) - L'argomento "CVA" è sempre di maggiore attualità, evidentemente perché emergono delle criticità quanto a questa azienda e all'attività che svolge.

L'interpellanza è sufficientemente chiara sia nelle premesse che nelle domande che sono specificate in maniera puntuale, e prende spunto dal documento che gli amministratori di "CVA" hanno distribuito nello scorso mese di giugno alla II e alla IV Commissione consiliare, documenti dai quali traiamo spunto, oltre alla conoscenza dei fatti, per proporre i quesiti che sono stati indicati nella nostra iniziativa ispettiva.

Anzitutto dovremmo chiarire un dilemma: vorremmo capire come si fa a conciliare il principio del rispetto del minimo deflusso vitale nei corsi d'acqua con la superproduzione idroelettrica che è stata illustrata in questo pannello illustrativo, in questo documento che citavo, con dei dati che sembrano esosi, dei superdati.

Sappiamo bene che la meteorologia di questo ultimo decennio è sempre più avara di precipitazioni e sappiamo che il rilascio da parte delle centrali idroelettriche di acqua nei corsi fluviali e nelle aste torrentizie è in calo. Vediamo che la produzione idroelettrica è ipotizzata e progettata per valori che sono fantastici.

Allora vorremmo capire quali sono i limiti di questa fantasia, anche perché c'è un programma di investimenti che appare ambizioso, almeno sulla carta, investimenti che sono definiti incrementativi, impianti che sono oggetto di interventi incrementativi ovvero di aumento di questa produzione idroelettrica, e poi investimenti che vanno nella direzione cogenerativa, di impianti che attraverso altre fonti vanno ad arricchire la produzione complessiva di energia da parte di "CVA".

Allora la prima domanda è questa: quali sono gli impianti esistenti, oggetto di questi interventi incrementativi, e come si giustifica questo aumento con le regole rigide della direttiva europea sul MDV, che impone un rilascio d'acqua nei corsi sufficiente a tutelare la vita della fauna acquatica e della flora.

La seconda domanda riguarda una centrale che si trova nel Comune di La Thuile, la centrale di Faubourg, che prevede un investimento di oltre 20 milioni di euro, sempre secondo i dati che abbiamo acquisito ufficialmente, e che è stata collocata nei pressi di un alveo torrentizio, quindi suscettibile di inondazione da un momento all'altro, in una zona a rischio valanghe e in una zona sottoposta anche a vincoli paesaggistici, poiché si trova in prossimità della famosa strada delle Gallie.

Vorremmo capire se chi ha progettato questa centrale ha valutato adeguatamente questi fattori: non vogliamo sostituirci ai competenti ingegneri e consulenti che hanno individuato questa soluzione, ma sappiamo che esistono progetti più antichi dell'allora "ENEL", che erano di segno diverso rispetto a quello ipotizzato per la costruzione della centrale di Faubourg, e non prevedevano un'ubicazione così originale.

La terza domanda riguarda gli impianti cogenerativi: vorremmo capire, visto che questi impianti, leggendo il prospetto numerico che ci è stato fornito, prevedono un incremento di produzione di 940 GWh a fronte di un investimento di 66 milioni di euro, e che in questo pannello illustrativo non si fa alcun cenno di quali sarebbero questi impianti cogenerativi, vorremmo capire quali sono le fonti utilizzate e quali sono gli impianti.

Nell'interpellanza che abbiamo proposto la volta scorsa abbiamo scoperto che una grossa quota dell'energia venduta da "CVA" è in realtà acquistata sulla borsa elettrica e non è elettricità prodotta con la fonte acqua, ma con altre fonti che non sono state chiarite. Questo lascia presagire che ci sia anche la fonte nucleare e altre fonti, magari quella eolica, solare, che l'Assessore in maniera semplicistica ha detto che sono state reperite sul mercato elettrico. Vorremmo capire quali sono questi impianti cogenerativi, che si riferiscono a un investimento di 66 milioni di euro e che dovrebbero far aumentare la produzione elettrica di "CVA".

Infine la quarta domanda: quali sono gli strumenti che sta utilizzando la Giunta, e in particolare l'Assessore alle partecipazioni regionali, sulle scelte che vengono compiute dal Consiglio di amministrazione; un Consiglio di amministrazione che sappiamo essere di nomina squisitamente politica, i cui componenti non hanno, a nostro sapere, delle competenze tecniche o energetiche, ma si devono affidare a valutazioni che sono fatte o da consulenti esterni o dal management aziendale di "CVA".

Allora la Giunta quali strumenti ha per effettuare in maniera approfondita tali controlli e quali iniziative intende porre in essere, affinché si realizzino primariamente investimenti che sono destinati al rifacimento degli impianti esistenti sul nostro territorio? Abbiamo acquisito sette anni fa un parco idroelettrico, che è alquanto obsoleto, che deve essere messo non solo in sicurezza, ma anche in funzione in maniera ottimale. Mi risulta essere intervenuto più volte il Servizio forestale per segnalare delle anomalie di funzionamento in merito ad alcuni canali di alimentazione delle turbine delle varie centrali, perché perdevano acqua o erano fonte di allagamenti nelle zone circostanti. Vorremmo sapere cosa state facendo come Giunta, al di là delle nomine di insediamento dei vostri fiduciari, e naturalmente cosa state facendo in termini di efficacia e di controllo sulle politiche di sviluppo di gestione di questa importante azienda, che si chiama "CVA".

Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.

Marguerettaz (UV) - Credo sia corretto interloquire tra maggioranza/opposizione e opposizione/governo, ma ovviamente ci vorrebbe più attenzione alla cosa; giustamente il Presidente mi diceva: probabilmente il Consigliere Frassy ha letto un po' velocemente, perché nell'interpellanza precedente, nella prima pagina di questa "brochure" del bilancio sintetico, le pagine 5 e 6 erano dedicate a quello che abbiamo presentato, quindi non pagina 21 ma l'incipit, per dire quanto sta a cuore...

(interruzione del Vicepresidente Tibaldi, fuori microfono)

... sì Consigliere Frassy, ma tanto voi siete tutti dello stesso gruppo... perché ormai vi lanciate in una lettura attenta di tutte le "brochure": prima c'era quella sulla banda larga, adesso c'è una comunicazione di "CVA".

Comunque diligentemente, collega Tibaldi, ho chiesto a "CVA" di ragguagliarmi su tutta una serie di dati che sono specifici e che mi sono stati trasmessi da "CVA".

"Quali sono gli impianti esistenti oggetto di interventi incrementativi e come si concilia la maggiore produzione con l'applicazione delle nuove direttive europee sul MDV, considerando anche la bassa idraulicità degli ultimi anni": gli impianti oggetto di interventi incrementativi, con riferimento all'attuale Piano investimenti pluriennali, sono Bard, Champagne 2, Hône 2, Chavonne. La maggior produzione deriverà da un miglior sfruttamento dell'acqua disponibile con rispetto quindi del MDV, secondo quanto definito dalla legge regionale, soprattutto nel periodo estivo e da recupero di efficienza e con la sostituzione parziale del macchinario, delle condotte e dei canali derivatori.

Gli interventi previsti su ogni impianto classificandosi in base alla normativa vigente quale rifacimento particolarmente oneroso, permettono il rilascio di certificati verdi su porzioni significative di produzione.

Inoltre su alcuni impianti, Chavonne e Bard, il piano prevede di porre in essere interventi significativi con aumento del salto sfruttabile, aumentando per tale via la capacità produttiva.

La seconda domanda, "quali sono le ragioni che hanno indotto "CVA" a costruire la centrale di Faubourg (La Thuile) con un investimento ragguardevole pari a 20,70 milioni di euro nei pressi di un alveo torrentizio, in una zona a rischio valanghe e altresì sottoposta a vincoli paesaggistici": si premette che "CVA" gestisce da più anni impianti siti sull'intero territorio regionale e ha pertanto maturato una capacità gestionale specifica. La centrale di Faubourg è stata regolamenta autorizzata da apposite delibere dalla Giunta regionale per ciò che riguarda il VIA (anno 2000), la subconcessione idroelettrica (2001) e da autorizzazioni degli Assessorati competenti per ciò che riguarda il rischio idrogeologico e i vincoli paesaggistici 2007.

In particolare la procedura di VIA prevede fra l'altro: approvazione studio impatto ambientale, (deliberazione di Giunta n. 2719/2000), subconcessione di derivazione (deliberazione di Giunta n. 3565/2001), parere positivo della Direzione beni archeologici, vincoli paesaggistici (20 aprile 2005), parere positivo della Direzione prevenzione rischi idrogeologici, rischio valanghe (5 maggio 2005), concessione edilizia rilasciata dal Comune di La Thuile (19/2005 del 26 luglio 2005).

Pertanto tutte le problematiche richiamata dall'interpellanza sono state affrontate da personale qualificato (poi il collega Tibaldi dirà che ne sa più di loro, ma io prendo per buoni questi pareri) nelle sedi opportune, analizzate e superate con specifiche soluzioni tecniche, come la centrale in caverna.

Quanto sopra non pregiudica la gestione futura dell'impianto, l'investimento consisterà quindi nello sfruttare l'idraulicità dei torrenti della valle di La Thuile, ad oggi non utilizzati dal punto di vista idroelettrico. Si ritiene nell'interesse dell'azionista, quindi nostro, che sia preferibile che lo sfruttamento delle risorse idriche regionali quali l'asta di La Thuile, avvenga per mezzo di un società di proprietà regionale che versa imposte in Regione, anziché da parte di società esterne. Come filosofia, se valorizziamo delle nostre risorse, credo sia una cosa buona.

Terza domanda, "quali sono gli impianti cogenerativi che apporteranno una produzione di 940 GWh con un investimento di 66 milioni di euro e quali fonti utilizzano": l'investimento previsto nel piano 2007-2012 si riferisce a una stima del 49% di capitale di rischio in una "Newco" che "CVA" avrebbe potuto sottoscrivere nell'ambito del Progetto di teleriscaldamento denominato "Torino Nord", per il 51% in capo ad "Iride".

Circa l'80% delle fonti sarebbe stato coperto con capitale di debito su un costo totale dell'impianto stimato di euro 263 milioni. Il progetto si presentava di interesse, in quanto caratterizzato da priorità di dispacciamento, pur localizzandosi in una zona specificatamente nord ovest, caratterizzata da sovrapproduzione di energia potenziale con gestione di rete. L'"output" elettrico atteso era di circa 2.300 GWh da cui discendeva una potenzialità di disponibilità elettrica di 940 GWH in ipotesi di pieno spillamento termico. Tale progetto avrebbe rappresentato un passo di sicuro significativo nella sostituzione di parte dell'energia oggi intermediata sul mercato.

Problemi di "corporate" e "governance" di prezzi di trasferimento interni, di priorità di allocazione produttiva all'interno del gruppo "Iride", hanno bloccato l'attività del gruppo di lavoro; quindi quel progetto che lei ha citato era un progetto specifico che oggi è fermo.

Quarta domanda, "se la Giunta regionale intende verificare più attentamente le politiche di gestione e di sviluppo di CVA, affinché si promuovano e si realizzino primariamente investimenti destinati al rifacimento degli impianti esistenti sul nostro territorio": dico che si può sempre fare di meglio e sicuramente staremo sull'argomento, però voglio rappresentare che quell'analisi di quel piano di investimento 2007-2012 evidenzia, come abbiamo ribadito in altre occasioni, che la quasi totalità degli investimenti pianificati sono destinati al rifacimento degli impianti esistenti, il 60% degli investimenti stimati a piano, e nella realizzazione di nuovi impianti in valle, 36%.

Complessivamente il 96% degli interventi produttivi sono previsti in Valle d'Aosta.

I nuovi investimenti in centrali localizzate in Valle rispondono all'esigenza di recuperare nuova capacità produttiva in presenza di un mutamento climatico avverso e della minore idraulicità derivante dall'applicazione della nuova normativa regionale sul MDV, per rispondere alla pressante domanda di nuove concessioni ad uso idroelettrico da parte di operatori esterni, ricercando migliori soluzioni tecniche volte a razionalizzare lo sfruttamento dei corsi, aumentando l'efficienza produttiva di "CVA" e riducendone l'impatto ambientale.

Collega Tibaldi, accetto tutti quei suggerimenti che portano ad avere una grande attenzione su una risorsa così importante. Rispetto alla attività svolta credo che si possa dare un giudizio positivo e non è che asserendo che la centrale di Faubourg è una centrale a rischio, quando abbiamo tutti i pareri che sono positivi, si porti un effettivo valore aggiunto!

La Giunta regionale, gli Assessori che si occupano di energia, di risorse idriche, sono in continua attività su questo tema. Se lei ci darà dei suggerimenti, li coglieremo.

Presidente - La parola al Vicepresidente Tibaldi.

Tibaldi (CdL) - Non vogliamo fare una disquisizione di carattere tecnico perché non abbiamo (penso entrambi) le competenze specifiche, però alcuni ragionamenti più elementari possiamo farli.

Il primo ragionamento che mi sento di fare, Assessore, è che comunque, nella sua articolata risposta, non è giunto alcun ragionamento plausibile sul MDV, mentre avrebbe dovuto dare una risposta precisa alla prima domanda che chiedeva come si conciliasse la minore disponibilità di acqua e la richiesta, ai sensi di una direttiva UE, di rilasciare comunque un minimo quantitativo nei corsi d'acqua, con la produzione energetica maggiorata.

Allora, sappiamo che la potenza e la produzione degli impianti idroelettrici si calcola in base alla portata d'acqua e alla caduta; se la portata d'acqua si riduce perché la meteorologia diventa più avara di precipitazioni e perché la legge impone il rilascio nei corsi d'acqua di una quantità maggiore per salvaguardare la fauna e la flora esistente nei corpi idrici, mi spiega da dove la prendiamo l'acqua per aumentare la produzione idroelettrica? Io, dalla sua risposta, non l'ho capita. Allora mi chiedo come mai sulla proiezione futura di quello che sarà la "CVA", leggiamo questi dati fantastici, di aumento di 206 GWh incrementali sugli impianti esistenti e 940 sui cogenerativi... mi soffermo soprattutto sul primo numero di 206 sugli impianti incrementali, quando non possiamo utilizzare tutta l'acqua che vogliamo!

Lo stesso Assessore Cerise, se non ricordo male, su un giornale, circa 2-3 settimane fa, ha detto chiaramente a "CVA": rilasciate più acqua nei torrenti!

Se un Assessore chiede un maggiore rilascio di acqua nei torrenti, e lei dal canto suo mi dice che "CVA" produrrà quello che è scritto qui, mi spiega dove, come e quando questo sarà possibile, se la materia prima non può essere utilizzata nei volumi che qui sono scritti? Non ci vuole una laurea in ingegneria per capire che, se non ho la materia prima, non sono in grado di arrivare al prodotto finale, che è l'energia idroelettrica.

Mi risulta che il Consiglio di amministrazione di "CVA" abbia approvato nel 2007, delle quattro centrali che lei ha citato, solo i lavori di Hône 2 e che i lavori di questa centrale non siano ancora iniziati, con lo scopo di aumentare la produzione. Allora c'è qualcosa che non funziona: anche in questo caso una direttiva, o meglio un input amministrativo preciso, non ha seguito da un punto di vista tecnico. "CVA" è una macchina che non funziona nelle dovute maniere!

Fra l'altro ci risulta, su Hône 2, che l'ex Presidente di questa società abbia deciso di sua sponte di cambiare i tracciati del canale di alimentazione, di cambiare i tracciati delle piste di accesso ai cantieri perché ovviamente le piste devono essere favorevoli agli alpeggi e non sfavorevoli ad essi, quindi sono strade sterrate che intessano anche accessi determinati. Insomma, c'è una situazione complessa, che è andata ad inficiare la programmazione dei lavori, tanto che i lavori non sono partiti, i piani di investimento sono slittati da un anno all'altro senza colpo ferire e gli investimenti per migliorare il parco idroelettrico valdostano sono lì che aspettano.

Sulla centrale di Faubourg, centrale stimata in 20-21 milioni, sembra già che questa cifra non sia sufficiente a coprire la spesa di realizzazione, e anche questo la dice lunga: la centrale di Faubourg è stata prevista come centrale, intermedia in mezzo a un torrente che può essere oggetto anche di esondazioni, e sappiamo che l'alluvione del 2000 ha pregiudicato diverse centrali valdostane, per cui non è che siamo in grado di governare i fenomeni atmosferici come vogliamo! Ma questa centrale, in maniera quanto meno originale, viene collocata proprio in mezzo ad un'asta torrentizia in una zona soggetta a valanga, valanghe che possono cadere dal versante. Non ci sembra che sia stato previsto un sistema di paravalanghe a protezione del sito produttivo, e questo fatto è andato a interrompere anche quel progetto, inizialmente previsto da "ENEL", che prevedeva la costruzione di un sito idroelettrico a valle, un unico sito in funzione del principio che dicevo prima, per cui il salto e la portata sono direttamente proporzionali alla produzione idroelettrica.

È un investimento che viene fatto anche in funzione di una società, la "Valdigne Energie", di cui si dice che assumerà la proprietà anche di Faubourg: cioè "CVA" fa l'investimento e "Valdigne Energie" diventa proprietaria?

Sappiamo che in "Valdigne Energie" ci sono gli enti locali, i Comuni di La-Thuile e Pré-Saint-Didier; ma "CVA", Regione, collettività e contribuenti valdostani intervengono in un'azione di investimento, e poi altri soggetti diventano i gestori e i beneficiari dell'opera realizzata? Anche questo ci lascia perplessi.

Naturalmente sulla cogenerazione ci ha detto che le grandi previsioni scritte su carta in questa "brochure" consegnata sono tutte da vedere, se ho capito bene; sono stati iscritti 940 GWh ma il progetto del teleriscaldamento ci sembra in alto mare...

Marguerettaz (fuori microfono) - ... gliel'ho detto...

Tibaldi (CdL) - ... allora le chiederei questa cortesia, per lei, per i suoi colleghi, e sarebbe opportuno anche che i successori si adeguassero a un principio basilare: non forniteci dei dati che non hanno alcun appiglio realistico! Ci avete dato dei dati che sono praticamente ipergonfiati, ma che sono frutto della fantasia di qualche mente fertile che si trova in Châtillon (o in Aosta non lo sappiamo), che ha scritto secondo uno schema matematico delle cifre...

Marguerettaz (fuori microfono) - ... sono delle previsioni...

Tibaldi (CdL) - ... sono delle previsioni, sì, ma sono previsioni che fanno prevedere anche un gettito in termini di introiti, e le avete fatte su dei valori che sono stratosferici! È vero che la carta si fa scrivere, ma è altrettanto vero che quello che si scrive deve avere un minimo di appiglio realistico, altrimenti parliamo di favole! Questo è un piano sessennale, 2007-2012, ci è stato consegnato nel giugno 2007, non è di quattro anni fa. Allora, Assessore, chieda anche i consuntivi all'azienda che lei controlla e di cui è Assessore alle partecipazioni - controllo è un termine spropositato -, anche perché abbiamo degli esempi che sono sempre più inquietanti su "CVA", glielo abbiamo detto l'altra volta. Non vorremmo, visto che Attila è già passato al Casinò, che passi anche alla "CVA", perché alla fine non cresce più nulla! Le informazioni sono preoccupanti...

(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)

... ma Attila ha avuto un inizio e una fine, come tutti quanti, anzi le consiglio di incrementare non solo i dati che qui sono citati, ma anche i controlli su una società che sta sbandando, Assessore. Forse non ci crede perché è incantato dai dati e dalle notizie che le vengono fornite da qualcuno che Châtillon sta frequentando assiduamente, ma le preoccupazioni sono manifeste e lo ribadisco arrivano proprio da chi lavora lì dentro: è un'azienda che è fuori controllo e questo ci preoccupa.