Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 3356 del 5 marzo 2008 - Resoconto

OGGETTO N. 3356/XII - Interrogazione: "Domande di subconcessione di derivazione di acque ad uso idroelettrico".

Interrogazione

Ricordato che le derivazioni idroelettriche hanno un importante impatto sull'equilibrio degli ecosistemi idrici e che il Piano regionale di Tutela delle Acque (PTA), approvato dal Consiglio regionale nel 2006, prevede opportune e dettagliate precauzioni;

Venuto a conoscenza che nelle ultime settimane del 2007 numerose domande di subconcessione sono state presentate all'Amministrazione regionale, da parte di soggetti pubblici e privati, anche per stesse localizzazioni;

Preso atto che la Giunta regionale con delibera n. 3924 del 27 dicembre 2007 "Approvazione delle procedure tecnico-amministrative relative al rilascio di subconcessioni di derivazione d'acqua ad uso idroelettrico da corpo idrico superficiale da parte della Regione Autonoma Valle d'Aosta", ha predisposto più complete procedure tecnico amministrativo, anche per garantire il rispetto degli obiettivi fissati dal PTA;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interrogano

la Giunta regionale per conoscere:

1) quante domande di subconcessione per impianti fino a 3000 Kw. e quanti con potenza superione, sono attualmente all'esame dell'Amministrazione regionale;

2) quante di tali domande sono state presentate da enti locali, da società a capitale pubblico e da soggetti privati;

3) quante domande di subconcessione, ai sensi del PTA, dovranno essere trattate contestualmente, in modo coordinato e correlato, in quanto concorrenti sullo stesso sito;

4) se sono comunque applicabili le nuove procedure tecnico amministrative della DGR n. 3924/07 alle domande in fase di esame.

F.to: Sandri - Fontana Carmela

Presidente - La parola all'Assessore al territorio, ambiente e opere pubbliche, Cerise.

Cerise (UV) - Con riferimento al 1° quesito, alla data del 28 febbraio 2008, sono giacenti presso l'Ufficio gestione risorse e demanio idrico n. 92 domande di subconcessione di derivazione ad uso idroelettrico. Tra queste, sono 14 le istanze che prevedono la costruzione di impianti con potenza nominale media annua superiore a 3.000 kW.

Con riferimento al 2° quesito, le domande presentate sono così suddivise: 11, da Enti locali (di cui 2 insieme ad un soggetto privato); 14, da società con capitale pubblico; 67, da soggetti privati.

Con riferimento al 3° quesito, le domande che sono in concorrenza con altre istanze, in quanto interessanti uno stesso tratto di corso d'acqua, sono complessivamente 38, e i tratti interessati sono 16, per i quali, ai sensi del Piano regionale di tutela delle acque, dovranno essere trattate contestualmente, in modo coordinato e correlato.

Con riferimento al 4° quesito, le nuove procedure tecnico-amministrative della DGR n. 3924/2007, si applicano alle richieste di subconcessione da corso d'acqua pervenute successivamente al 31 dicembre 2007; le procedure non si applicano invece alle domande per le quali sono previste le deroghe di cui all'Allegato G del Piano di tutela delle acque, quando ad esempio la produzione di energia elettrica è destinata al rifornimento di case isolate o alpeggi non servite da linee elettriche, oppure a quelle che, seppure pervenute dopo il 1° gennaio 2008, sono in concorrenza con domande pervenute entro il 31 dicembre 2007. Le nuove procedure non si applicano pertanto ad alcuna delle domande attualmente giacenti presso l'Ufficio gestione risorse e demanio idrico. Tali procedure prevedono, in particolare, una disciplina più puntuale dell'iter amministrativo della parte iniziale del procedimento, stabilendo i contenuti del progetto e le modalità di effettuazione della procedura di concorrenza e della valutazione di impatto ambientale a garanzia degli stessi richiedenti. Nei limiti del possibile le medesime procedure costituiranno comunque un punto di riferimento per le istruttorie in corso.

Se vuole, le faccio avere l'elenco delle...

Presidente - La parola al Consigliere Sandri.

Sandri (PD) - Qui si apre un capitolo molto interessante del futuro della nostra regione, perché sembra che davvero, adesso, l'energia elettrica, con gli aumenti di costi e con l'aumento della richiesta di energia, ha fatto esplodere la "hydroelectric mania", perché 92 domande di concessione... è già un numero molto rilevante! Faccio presente che sono 11 Enti locali che se ne sono occupati, e l'Ente locale conosce bene il territorio, quindi se solo 11 Enti locali si sono mossi, ma abbiamo ben 92 domande, credo che già il fenomeno sia rilevante, ma credo che sia più importante quanto ha detto l'Assessore in merito al fatto che quasi metà di queste domande vertono sugli stessi tratti, cioè c'è una richiesta concorrenziale molto forte, perché su 16 tratti abbiamo ben 38 richieste; per cui, per alcuni tratti di fiume, abbiamo più di due richieste! Trovo che questa sia una cosa che non vada bene, perché è successo che sapendo che dal 1° gennaio 2008 cambiavano le regole, tutti si sono fatti in 4 per fare la domanda prima, in cui le regole sono a maglie molto più larghe. Lei dice che ne terremo conto come punto di riferimento... questo ci fa piacere e riteniamo che sia una scelta giusta, ma credo che il rischio sia quello di essere sotto una pressione molto forte da parte di tutta questa iniziativa privata per lo più, su cui... saremo poi in grado di tenere conto di quelli che sono gli interessi della Valle d'Aosta?

Abbiamo evidenziato più volte che in Dora non arriva più acqua, che il normale deflusso delle acque sui versanti anche per opere di captazione, non solo ad uso idroelettrico, ma anche per acqua potabile, sta disarticolando un equilibrio idrico della nostra regione, quindi richiamiamo una forte attenzione, perché è importante dare sviluppo all'economia, quindi se ci sono degli interventi che si possono fare, si facciano, ma che si eviti di finire in un "liberi tutti" e un'invasione della Valle d'Aosta con impianti idroelettrici di qualunque genere, anche perché ben 14 di questi sono rilevanti, in quanto hanno una potenza installata media superiore ai 3.000 kW, non è una roba da poco.

Come giustamente lei ha ricordato, l'allegato G del Piano delle acque prevedeva una serie di deroghe sui cosiddetti "piccoli impianti", le case isolate, gli alpeggi... e fin lì va bene; ma qui siamo di fronte a un impatto veramente rilevante su tutto il territorio. Nella deliberazione che avete fatto, che è meritevole perché dà un assestamento diverso, ma qualche buco in cui far passare impianti anche rilevanti anche là dove non si potrebbero fare, c'è. Evidenzio, al punto 4.1, che si fa di nuovo riferimento come criterio scelto per il deflusso minimo vitale il criterio 3, quello che porta che se in Dora c'è un metro cubo di acqua al secondo a livello di Champdepraz, la Dora sta bene; poi si va a vedere c'è tanta acqua così, con problemi di mancanza di diluizione degli inquinanti, con problemi per l'ittiofauna, con problemi anche dal punto di vista paesaggistico e di una normale visione della nostra regione.

Non vorremmo che nella nostra regione l'acqua scomparisse dalla visione e fosse nei tubi potabili, va benissimo, tubi dell'acqua idroelettrica va abbastanza bene, ma alla fine questo bene pubblico più pubblico non è! Credo che una forte attenzione ci debba essere, in particolare richiamiamo l'Assessore alla necessità che su tutti questi siti concorrenziali si faccia grande attenzione nel definire la procedura, prevedendo particolare attenzione per gli interventi per gli Enti locali, ma essendo molto rigidi là dove ci sono società di capitale sia pubbliche che private.