Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 3273 del 6 febbraio 2008 - Resoconto

OBJET N° 3273/XII - Communications du Président de la Région.

Président - La parole au Président de la Région, Caveri.

Caveri (UV) - Après le baptême officiel de l'Eurorégion Alpes-Méditerranée en octobre 2007 au Fort de Bard, le siège commun à Bruxelles a été inauguré jeudi 31 janvier par les Présidents de la Région Vallée d'Aoste, du Piémont, Mercedes Bresso, de la Région Provence-Alpes-Cote d'Azur, Michel Vauzelle, de la Région Rhône-Alpes, Jean-Jack Queyranne, et par l'Assesseur régional de la Ligurie, Giancarlo Cassini.

Cet immeuble, situé 62 Rue du Trône, dans le quartier européen de la capitale belge, accueillera quatre des cinq régions partenaires, tandis que la Ligurie gardera son actuel siège de représentation. Pour ce qui est de notre Région, nous comptons de conclure le déménagement avant la fin de ce printemps, en principe dans les premiers jours du mois d'avril. L'importance de partager un bâtiment ne reste pas confinée du coté de l'opération immobilière, car le véritable défi sera d'avoir des équipes régionales qui travailleront ensemble. Il s'agit de poursuivre le travail en commun. Avec cette coopération qui a maintenant acquis une certaine solidité, les cinq régions partenaires seront à même d'être entendues par les institutions communautaires en tant qu'un interlocuteur unitaire et influent.

Aboutissement d'un travail amorcé depuis bientôt deux ans, que je considère un succès personnel: l'inauguration du siège de l'Eurorégion non seulement marque aujourd'hui une étape majeure dans le développement du partenariat de nos cinq Régions, mais sanctionne aussi un lien historique et culturel séculaire entre les peuples des alpes occidentales jusqu'à la Méditerranée.

Notre espoir est de devenir un Groupement Européen de Coopération Territoriale (GECT), et à propos du GECT il faut dire que, si la France marque un certain avantage temporel par rapport à l'Italie, notre Gouvernement national tient depuis toujours une hostilité mal cachée par rapport à ce nouveau instrument juridique européen.

Mardi 29 janvier s'est réuni à Aoste, dans la salle du Gouvernement valdôtain, le Conseil Valais-Vallée d'Aoste du Grand-Saint-Bernard. Au cours de la réunion, j'ai passé le témoin de la Présidence à Jean Jacques Rey-Bellet, Président du Gouvernement valaisan.

Le bilan de ces deux ans de présidence valdôtaine est tout à fait positif. Nous avons mené un travail à l'enseigne du pragmatisme, pour la gestion de dossiers communs, tels que l'accord de coopération en matière de secours sanitaire signé en 2006, qui a contribué significativement à l'amélioration de la collaboration entre les deux centres opérationnels. Au cours de la réunion, j'ai eu la possibilité d'informer les membres sur deux thématiques: d'un côté, l'Eurorégion de Bruxelles, d'autre part, on a relancé l'idée d'approfondir conjointement le dossier du port franc de Martigny en liaison avec l'éventuelle zone franche en Vallée d'Aoste.

Elections anticipées à Rome, législature terminée bien à l'avance: qu'il me soit permis de donner ma solidarité humaine à Romano Prodi, après des années marquées par la querelle continue, tout comme dans son expérience précédente Prodi est tombé sur ce qu'on l'appelle en guerre le feu ami. Dans les 60 ans de la Constitution, 56 gouvernements se sont succédé presque un par an et ça signe une crise institutionnelle profonde. Pour ceux qui ont été les rapports politiques avec le gouvernement Prodi et ses ministres, il y aura sans doute une vivace confrontation tout le long de la prochaine campagne électorale. Si on tient compte des élections à Rome et dans notre Vallée, sera très probablement la plus longue campagne électorale de notre histoire. Bon travail!

Depuis 9 heures 27 c'est le Vice-président M. Tibaldi qui remplit les fonctions de Président de la séance.

Presidente - La parola al Consigliere Lattanzi.

Lattanzi (CdL) - Per esprimere un sentimento totalmente contrario a quello del nostro Presidente, che esprime una solidarietà umana al suo amico Prodi, anche comprensibile sotto l'aspetto umano, ma un poco meno per quegli italiani che hanno dovuto assistere in questi 18-19 mesi a una pervicace resistenza del Presidente del Consiglio alla sua poltrona, nonostante una maggioranza praticamente inesistente, una volontà tenace - noi diciamo testarda e inutile -che ha portato il nostro paese a perdere altri due anni di un percorso di riforme di cui esso ha assolutamente bisogno.

Non siamo contenti che il Presidente Prodi abbia resistito, noi riteniamo invece che il Presidente Prodi avrebbe dovuto all'inizio della legislatura prendere atto del suo sostanziale equilibrio, accettare l'invito del Presidente Berlusconi a condividere un Governo di larghe intese per le riforme e andare poi ad elezioni, come oggi invece il capo del partito democratico propone, cioè trovarsi d'accordo sulle riforme. Peccato che i tempi sono scaduti, perché prima è stato proposto un anno di lavoro comune per fare la riforma della legge elettorale per poi andare ad elezioni, non comprendendo che in un processo di globalizzazione l'economia non aspetta i bizantinismi della politica italiana, non comprendendo che perdere un anno sarebbe stato inaccettabile e impossibile, perché questo paese ha bisogno di un Governo efficace, efficiente e forte. Se questo non dovrà essere con la legge elettorale tanto vituperata, che ha portato a questo disequilibrio del nostro sistema politico, lì sarà il momento di assumersi come partito democratico la responsabilità di trovare un nuovo equilibrio, per dare a questo paese una sua opportunità.

I tempi non sono facili, perché anche questo trimestre abbiamo dovuto registrare un aumento dell'inflazione, una diminuzione del PIL; è un paese che fa fatica perché è sovraccaricato di sovrastrutture inefficaci, inefficienti, con ministeri che non svolgono il loro ruolo, ma che si occupano di piazzare gli amici degli amici degli amici.

Questo Paese non ha più tempo di aspettare una classe politica che pensa a se stessa e non pensa a fare le riforme. Per questo noi andiamo nella direzione opposta, esprimiamo soddisfazione per il paese, perché si riporti il voto in mano agli elettori. Non troviamo né preoccupante né scandaloso che il popolo possa tornare a riesprimersi, anzi siamo convinti che potrà dare la possibilità a un Governo nuovo di dare al paese una direzione e una sua efficacia. Se così non fosse, vedremo le belle parole che arrivano dal partito democratico cosa frutteranno.

Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.

Squarzino (Arc-VA) - Esprimiamo non solo solidarietà, ma rammarico nei confronti del Governo Prodi che è caduto. Rammarico per il lavoro che stava portando le sue conclusioni e che era riuscito a risanare questo paese, che adesso cominciava ad intervenire per dare risposte concrete. Tra le altre cose abbiamo visto che una serie di punti importanti, riguardo al welfare, riguardo alla famiglia, riguardo alle professioni, stavano andando avanti, ma sono stati tutti interrotti. A noi questo spiace perché un lavoro iniziato non è stato portato a termine.

Vogliamo anche ringraziare i nostri parlamentari per il lavoro che hanno fatto per la Valle d'Aosta, perché sono riusciti a conseguire una serie di traguardi che prima non erano mai stati raggiunti. Uno è quello dell'accordo con il Ministero della difesa per il trasferimento alla Regione della Caserma "Testafochi", e ancora gli stanziamenti per la ferrovia, gli stanziamenti per la viabilità del Gran San Bernardo, per la galleria di sicurezza, una serie di norme di attuazione che stavano andando avanti e anche il fatto che nella finanziaria si è riusciti a sottrarre la nostra università alle regole strette del patto di stabilità, insieme ad altre cose importanti.

Volevo sottolineare soprattutto il nostro sconcerto perché "il y a eu le feu ami du centre-droit à l'intérieur du Gouvernement national" e sconcerto nei confronti della destra per il voler andare al voto con una legge elettorale che ha dimostrato di non funzionare. Una legge elettorale che andava cambiata e proprio il partito, a cui fa riferimento il collega Lattanzi, non ha voluto che fosse cambiata e non ha voluto neppure dare un contributo, perché in questi due anni di legislatura si cambiasse quella legge. Si voleva cambiare tutti insieme, non fare come ha fatto "La Casa delle Libertà" l'altra volta, che ha cambiato in modo unilaterale le regole democratiche! Giustamente il "Governo Prodi" voleva cambiare insieme a tutte le forze politiche le regole elettorali, ma questo non è stato voluto. Diciamo che questa legge elettorale è stata definita un porcellum da parte delle stesse persone che l'hanno proposta. Ricordiamo che per questa legge elettorale si sono chieste le firme per andare al referendum e sono proprio le forze politiche che hanno votato questa legge, che hanno chiesto questo referendum. Ricordiamo ancora che questa legge elettorale rischia anche di essere considerata incostituzionale: ce lo ricordava Valerio Onida soltanto ieri su "Il Sole 24Ore", dicendo che ha delle caratteristiche tali per cui, non subordinando l'attribuzione del premio di maggioranza al raggiungimento di una soglia minima di voti o di seggi, non rispetta la libertà degli elettori.

Crediamo che andare alle elezioni con questa legge elettorale non aiuterà certamente il popolo degli elettori ad esprimere in modo trasparente la propria volontà politica.

Si dà atto che dalle ore 9,38 assume la presidenza il Presidente Perron.

Presidente - La parola al Consigliere Ottoz.

Ottoz (CdL) - Avrei gradito nelle comunicazioni un accenno al fatto che nei giorni scorsi è scomparso Agostino Mochettaz a 81 anni, che per decenni è stato la colonna portante dell'Association Amis des Batailles des Reines... non mi riferisco particolarmente al Presidente della Giunta...

Trovo anche un po' inconsueto, Presidente, che non sia stata ricordata la scomparsa di Agostino Mochettaz che per decenni è stato colonna portante...

Presidente - ...Consigliere Ottoz, le ricordo che le commemorazioni sono sottoposte a un preciso articolo del Regolamento del Consiglio regionale, che la invito a leggersi. Se il Presidente del Consiglio non le fa, se ne assume la paternità; se lei intende commemorare una persona ne fa richiesta come tutti i Consiglieri fanno e le viene concessa la parola. Se non faccio una comunicazione, seppure di una personalità importante, è perché non ritengo il caso di farlo in quest'aula, altrimenti trasformiamo quest'aula come è successo in legislature precedenti dove in ogni Consiglio si commemorano 4-5 persone che fra un Consiglio e l'altro decedono.

Ottoz (CdL) - Le chiedo solo se devo prendere atto che questa commemorazione non deve essere fatta o se lei ritiene che possa essere fatta brevemente, dopo di che mi attengo strettamente alle sue...

Presidente - ...continui pure.

Ottoz (CdL) - È mancato Agostino Mochettaz a 81 anni, che per decenni è stato la colonna portante del dell'Association Amis des Batailles des Reines, che è una realtà importante per la nostra agricoltura, per la qualità dei nostri allevamenti e per tutte le tradizioni valdostane. La sua scomparsa, a poche settimane da quella di Renzo Curtaz, un'altra persona che insieme a Mochettaz è stato una colonna delle nostre tradizioni in ambito molto vicino a quello rurale ed agricolo, penso che meriti un ricordo, che meriti l'espressione da parte del Consiglio della sua solidarietà e vicinanza alla famiglia in un momento di dolore, in questa triste circostanza.

Presidente - La parola al Consigliere Sandri.

Sandri (PD) - Alcune notazioni brevi sulle comunicazioni del Presidente della Giunta.

Bruxelles: effettivamente la sede è molto bella, ampia, spero che si riesca a mettere una squadra all'interno, visto che l'organico della delegazione di Bruxelles è al lumicino e di nuovo si ripetono gli errori del passato, cioè il personale che è stato scelto, molto competente, viene continuamente tenuto sul chi va là da contratti da Finaosta che sono i contratti capestro, di instabilità. Non si può tenere lì del personale capace, farlo crescere, dargli delle prospettive, assumendolo di 6 mesi in 6 mesi, o di anno in anno. Questo non è il modo di comportarsi. Abbiamo già perso del personale capace, stiamo mettendoci nelle condizioni di prepararne dell'altro e poi di perderlo, perché se ne andrà da qualche altra parte, all'ambasciata americana piuttosto che in un'altra Regione.

Zone franche, Vallese: su questo va detto che il Presidente Caveri si sta assumendo la responsabilità di far passare l'idea che si possa rinunciare all'articolo 14 del nostro Statuto, che prevede che tutta la Valle d'Aosta è fuori dalla linea doganale - è un diritto che abbiamo - per rimettere quattro piccoli punti di zona franca, cosa che ha cercato di mettere nello Statuto e che adesso ha trattato con il Canton Vallese. La zona franca è un diritto dei valdostani, prima di rinunciarci bisogna che ci sia il mandato dei valdostani, altrimenti significa perdere un diritto che è stato conquistato dalla Valle d'Aosta, per il quale lei e chi prima di lei ha continuato a parlare di Statuto "octroyé". Non rispettate neppure lo statuto "octroyé"!

Elezioni, il fuoco amico: credo che questo il Presidente della Regione se lo poteva risparmiare, perché se c'è qualcuno che è esperto di fuoco amico è proprio lei, Presidente, e in quest'aula! Credo che di fronte a Prodi si debbano fare dei ragionamenti di tipo politico e lasciar perdere la solidarietà umana, e le questioni di tipo politico le vedremo nelle prossime settimane...

(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)

...non l'ho interrotta, Presidente, lei rispetti quando stanno parlando gli altri; adesso disturba il sottoscritto...

Presidente - Presidente, per cortesia...

Sandri (PD) - ...avete qualcosa di ferro, perché non ho niente sottomano, sì, c'è il vassoietto...

Da questo punto di vista, a proposito di commemorazioni e di solidarietà, credo che sia chiaro che le prossime settimane ci spiegheranno che questo atteggiamento che ha oggi il Presidente della Regione dà un'indicazione politica precisa: la volontà di andare a fare degli "inciuci" con il centro destra per le prossime politiche, mettere qualche candidato civetta, fare accordi sopra o sotto con il centro-destra per trovare quella maggioranza che in altra maniera non ha trovato, quella stabilità per i suoi progetti che oggi non c'è.

Questo è un atteggiamento che io chiamo vassallo, perché è l'atteggiamento di chi si guarda intorno e dice: a livello italiano probabilmente il centro-destra vincerà le prossime elezioni, allora cerchiamo di farcelo amico, di trovare un accordo. L'impressione che si ha è che tutto l'atteggiamento che ha avuto in passato anche recente il Presidente della Regione e almeno una parte della parte politica che rappresenta è di mettere in cattiva luce il senatore e il deputato, il "Governo Prodi", per potersi poi aprire la strada verso il centro-destra.

Credo che queste siano valutazioni politicamente legittime, che però dobbiamo chiarire a chi ci ascolta in questo momento e a chi leggerà i commenti sui giornali nei prossimi giorni, perché si possa fare un'indicazione precisa. Il giudizio che il Partito Democratico dà del "Governo Prodi" è positivo, perché ha risanato i governi dell'Italia, ha avviato una stagione importante di solidarietà - fra l'altro, per fortuna siamo riusciti a fare il contratto con i metalmeccanici proprio all'ultimo minuto -, ha dato un segnale forte rispetto all'estero, che è stato apprezzato (non voglio ricordare se non gli apprezzamenti positivi di Almunia sul risanamento dei conti disastrati lasciatici dal centro-destra). Per quanto riguarda Nicco e Perrin credo che sia un insieme di successi fatti in questi due anni, che non ci sono stati sicuramente nei cinque precedenti, dove non c'erano i nostri rappresentanti. Vorrei aggiungere fra i tanti, il fatto che hanno fatto passare anche la norma, per cui chi fa un mutuo con Finaosta non deve più pagare le tasse piene per quanto riguarda l'iscrizione dell'ipoteca: piccola cosa, ma che ha toccato tante tasche dei valdostani e in 40 anni nessuno di voi ci aveva mai pensato, mentre ci hanno pensato Nicco e Perrin! Questo credo sia un dato molto positivo. Su questa strada vogliamo continuare a lavorare e auspico che il deputato e il senatore uscenti si rendano ancora disponibili per un altro mandato.

Presidente - La parola al Consigliere Bortot.

Bortot (Arc-VA) - È indubbio che il Senatore Perrin e il Deputato Nicco abbiano rappresentato più che dignitosamente, rispetto ad altri rappresentanti della Valle d'Aosta in Parlamento, la nostra regione. A parte i risultati, c'era stata una battuta del Presidente del Governo che diceva: potremmo ricattare meglio il Governo, perché Perrin è determinante, e portare molte cose di più a casa, e noi ci eravamo sollevati contro questo atteggiamento ricattatorio, perché non è dignitoso per la nostra regione, e non vado oltre. Ripeto: Nicco e Perrin hanno rappresentato più che dignitosamente la nostra regione all'interno del Parlamento e del Senato della Repubblica italiana.

L'altra cosa la devo al collega Lattanzi e riassumo: la differenza fra i governi di centro-destra e quelli di centro-sinistra è che per i governi di centro-destra pagare le tasse è un optional. Berlusconi lo ha detto quando era Presidente del Consiglio, che era un optional pagare le tasse, invece per noi è un dovere, perché mentre i ricchi si possono permettersi di pagare i servizi di tasca propria, se non si pagano le tasse le persone normali i servizi non li possono avere. In questo è concentrata la differenza fra due modi di governare un paese.

Un'altra osservazione riguarda la sede di Bruxelles. In altre occasioni ho sollevato in questa sede il problema della traduzione delle direttive e delle normative che ci arrivano da Bruxelles in inglese - io parlo per me, non so l'inglese. Ci arrivano sul computer delle direttive e delle normative in inglese da Bruxelles, vorrei avere il piacere di poterle leggere e di informarmi per svolgere meglio il mio lavoro. Non è cosa grave non sapere l'inglese: nella vita ho fatto altre cose e altri hanno scelto questa strada; può darsi che un domani possa permettermelo anche io, ma non entro nel merito. Penso che sia opportuno nella sede di Bruxelles che ci sia qualcuno che ci traduca queste direttive. Avevamo chiesto di avere un ufficio presso il Consiglio regionale, non ci è stato risposto: penso che sia questa la sede opportuna. Al di là del fatto di avere una sede dignitosa sulla quale siamo d'accordo, bisognerà metterci dentro delle persone che diano dei servizi alla Regione e ai Consiglieri e al prossimo Consiglio regionale.

Presidente - La parola al Consigliere Segretario Venturella.

Venturella (Arc-VA) - Sollecitato dalle parole fuori microfono del Presidente della Regione, vorrei fare due osservazioni brevi.

Dalle parole del Presidente Caveri si evince una certa propensione al posizionamento a seconda se tira maestrale o scirocco, quindi secondo quella che si diceva essere la posizione "ni droite, ni gauche". Io amo ripetere che la posizione forse di questo Governo è "né Franza né Spagna, purché se magna..." È preoccupante questa posizione del Presidente Caveri, che esprime la volontà di tutto il Governo regionale, quella di vedere come vanno a finire le cose per evitare il posizionamento contrario a dove tira il vento.

La seconda questione riguarda il metodo. Caro Presidente Caveri e caro collega Lattanzi, quando uno deve cambiare le regole, non le può cambiare da solo. Noi avevamo la maggioranza - al Senato molto risicata proprio per delle regole imposte precedentemente -e potevamo benissimo cambiare la legge elettorale, ma noi siamo un po' diversi - parlo del centro-sinistra - noi le regole le vogliamo cambiare insieme agli altri, perché è questo il nostro approccio. Volevamo questa condivisione, insieme agli avversari; certo che il Governo Prodi non è caduto su posizioni, su idee, è caduto... ma non ripeto cosa ha detto qualcuno in televisione a questo riguardo, sono questioni molto più terra terra...

Il fatto che il centro-sinistra non abbia cambiato le regole elettorali, proprio perché sono regole alla base del confronto elettorale, la dice lunga sul fatto che voi volete per forza andare alle elezioni, con questa legge elettorale, che è uno sconquasso dal punto di vista della rappresentanza. E poi non sarei, colleghi del centro destra, sicuro che tutto possa essere ricondotto ad elezioni subito e chiuso, perché c'è il fatto che il referendum confermativo sia stato fissato il 18 maggio in prima battuta e quindi rimandato di un anno, perché c'è stato lo scioglimento anticipato delle camere. Se fossi nel centro-destra mi preoccuperei, perché c'è la possibilità che un gruppo di cittadini o di candidati facciano ricorso alla Corte costituzionale, la quale forse potrebbe dare loro ragione.

Credo che dal punto di vista della posizione auspicabile, quella più ragionevole era due-tre mesi di tempo, tanto non cambiava nulla, discorso a parte era la proposta di Veltroni di un anno che era effettivamente un tempo troppo lungo, perché quando vi è volontà politica le regole si possono cambiare. Quindi si faceva una legge elettorale condivisa e poi a giugno al massimo si andava alle elezioni: questa era la strada. Qualcuno dice che voi avete 20, 30 o 10 punti di vantaggio: fate attenzione che un conto sono i sondaggi fatti due mesi prima, un altro sono i risultati.

Presidente - La parola al Consigliere Lattanzi, per fatto personale.

Lattanzi (CdL) - Solo una battuta sintetica e chiedo scusa anche agli altri Consiglieri, che magari sono meno interessati a questo dibattito, posso anche comprendere. Mi scuso con loro, ma il livello della demagogia e della manipolazione politica è arrivato a dei livelli che offende l'intelligenza delle persone che ascoltano; quelle poche che ascoltano questo dibattito non possono accettare certe strumentalizzazioni!

(alcuni Consiglieri protestano, fuori microfono)

Lattanzi (CdL) - Consigliere Sandri, non si spaventi delle parole, non fanno male a nessuno.

Presidente - Consigliere Lattanzi, sintetizzi il fatto personale, altrimenti per secondo intervento non glielo posso concedere...

Lattanzi (CdL) - ...prendo atto che la Sinistra tappa la bocca!

Presidente - La parola al Consigliere Viérin Marco.

Viérin M. (SA) - Onestamente non volevamo intervenire, perché non vorremmo che si trasformassero i lavori in quest'aula come quelli in Parlamento, a cui tutti abbiamo assistito in televisione: lì abbiamo avuto sputi, svenimenti, insulti e quant'altro. Credo che sia stato un capitolo molto triste della legislatura a livello nazionale.

Oltre a questo, credo che qui si voglia ragionare solo in termini di percentuali fra centro-destra e centro-sinistra, e non si guardi la realtà e le esigenze della nostra comunità valdostana. Qualcuno interviene per cercare di sostenere il lavoro svolto e porta le solite cose, caserma e ferrovia. Per la caserma "Testafochi" sappiamo perfettamente che il Senatore e il Deputato uscente... l'accordo l'avevano già stipulato e mancava l'atto formale, ma la trattativa era stata portata quasi a compimento. Dall'altra parte, per la ferrovia si parla del nodo di Chivasso - cara Consigliera Squarzino - che vedremo fra 7-8 anni e la ferrovia in Valle d'Aosta la vedremo fra 20 anni, se non ci sbrogliamo da noi stessi!

Caro collega Sandri, bastava che qualcuno non firmasse a scatola chiusa, come avevamo detto a suo tempo, senza sapere cosa andasse a fare, ed era sufficiente che almeno il giorno dopo ci si fosse comportati come i colleghi della Südtiroler Volkspartei, che non hanno ricattato nessuno, collega Bortot, ma hanno guardato a casa loro, agli interessi del Trentino Alto Adige. Venire qui a difendere l'indifendibile, mi sembra veramente puerile!