Oggetto del Consiglio n. 3267 del 24 gennaio 2008 - Resoconto
OGGETTO N. 3267/XII - Interpellanza: "Situazioni di criticità nelle attività industriali della regione".
Interpellanza
Richiamate le precedenti e numerose interpellanze presentate lo scorso anno dal nostro gruppo consiliare sullo stato di crisi che attraversa l'industria valdostana;
Premesso che con tali interpellanze si chiedeva al Governo regionale di informare il Consiglio sulla situazione esistente e di indicare quali strategie, progetti o indirizzi si intendevano attuare per superare una crisi che perdura ormai da lungo tempo;
Considerato che ormai, in aggiunta alle difficoltà emerse negli stabilimenti dell'Olivetti I-Jet di Arnad, della Set di Issogne, alla fallimentare conclusione della Tecdis-Tectel di Châtillon, alle vicende della Rossignol di Verrayes, alla Scott di Gignod, si sono sovrapposte situazioni di precarietà e di riduzione dei posti di lavoro anche in altri settori;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
il Presidente della Regione e l'Assessore competente per sapere:
1) se si sono verificati, a giudizio della Giunta regionale, significativi cambiamenti nelle fabbriche citate in premessa, vista l'importanza che esse rivestono nella media e bassa Valle;
2) quali siano in particolare le linee di azione condotte dalla Giunta regionale nei confronti dell'Olivetti I-Jet di Arnad, della Set di Issogne; a quali risultati siano giunte le trattative che riguardano la Rossignol di Verrayes; quali siano infine le prospettive del gruppo Atos di Pont-Saint-Martin;
3) se, a giudizio dell'Amministrazione, si prevedono nuovi insediamenti industriali in Valle e quali sono i criteri ispiratori di un eventuale piano di ripresa di questo settore;
4) se lo studio affidato alla società Ambrosetti è stato terminato e, in caso positivo, se si intendono assumere le eventuali proposte per una crisi che si trascina ormai da anni senza alcun visibile miglioramento.
F.to: Bortot - Squarzino Secondina
Président - La parole au Conseiller Bortot.
Bortot (Arc-VA) - Volevo fare una piccola premessa relativa al fatto che ieri abbiamo discusso un'interrogazione sulla "Quality Building". La "Quality Building" è fallita, avevo partecipato al Forte di Bard ad una presentazione dei loro prodotti, tutti i loro prodotti riguardano soprattutto il cappotto: l'isolamento degli immobili, puntavano molto sul fatto che noi, come Regione, ci dotassimo in tempi brevi di una legge che promuovesse il risparmio energetico; di fatto, come Consiglio, non c'entriamo niente, ma se avessimo accelerato questo iter, forse tale azienda sarebbe ancora sul mercato.
Intanto vi è la bella notizia, Assessore, dell'accordo "Rossignol-Grivel", anche se si passa attraverso un'altra azienda "doc", ma questo non inficia il fatto che l'intero comparto soprattutto in bassa Valle soffre pesantemente di una crisi. Non si sa bene se è una crisi dovuta a mancati investimenti, se dovuta al mercato, sta di fatto che ci troviamo puntualmente - e in questo senso credo che avremo fatto fra interrogazioni ed interpellanze almeno una decina di iniziative su tale argomento della crisi industriale nella nostra Regione - in una "impasse", dove ancora una volta si esaminano le situazioni di crisi aziendale, azienda per azienda, senza avere una strategia adeguata. Adesso ci siamo dentro con l'"Atos" e non sappiamo cosa comporta questo passaggio di proprietà, non sappiamo... o, meglio, sappiamo benissimo cosa "bolle nella pentola" della "Olivetti I-Jet", non sappiamo se vi sono in cantiere insediamenti industriali e non sappiamo che fine ha fatto lo studio che abbiamo affidato alla società di "consulting" "Ambrosetti", nel senso che c'è stata un'ottima presentazione - parziale però - delle proposte di indirizzi strategici sulle quali la Regione dovrebbe muoversi nei comparti produttivi, non solo in quello industriale, in base alle vocazioni, al fatto che siamo una Regione che potrebbe essere centro d'Europa, ma nel contempo è in un "cul de sac"... alle opportunità che potremmo fornire all'azienda dal punto di vista delle risorse finanziarie, al contesto territorio-ambiente nel quale siamo inseriti. Con l'interpellanza vorremmo fare il punto, da una parte, sulle singole aziende; dall'altra, se si stanno mettendo in piedi strategie a media e lunga scadenza, di modo che non siamo sempre in emergenza sulle singole aziende. È anche importante capire a che punto è la procedura per il salvataggio della "Set" di Issogne.
Presidente - La parola all'Assessore alle attività produttive e politiche del lavoro, La Torre.
La Torre (FA) - Direi che le interpellanze del collega Bortot su questi argomenti sono ormai un appuntamento che ci permette di fare il punto e di non abbassare l'attenzione sulla situazione del nostro comparto industriale. Ben venga l'interpellanza perché mi permette di fare tale puntualizzazione ad alta voce. Ho apprezzato le parole che il collega Bortot ha usato nel giudizio che ha dato sul lavoro che l'"Ambrosetti" sta portando avanti, perché ritengo anch'io sia un lavoro di qualità che sta tracciando una strategia fondamentale per il modo di affrontare per una Regione moderna un posizionamento strategico sul territorio, creando le opportunità di rilancio della nostra impresa. Per dare un aggiornamento su questo, come avevamo promesso nel mese di novembre, che per i primi di febbraio saremmo tornati in Commissione per presentare la seconda parte del progetto, che poi è la parte che se viene validata... stabilisce in maniera chiara le vocazioni, le piattaforme di trasferimento tecnologico e le macroazioni, che poi avranno tutta una serie di sottoazioni su cui si potrà discutere, perché ricordo che è un confronto aperto, non è mai un "pacchetto" fatto e finito: ecco perché ritengo importante che la Commissione possa discutere di queste cose. Vi informo quindi che, se siamo tutti d'accordo, nei primi 15 giorni di febbraio possiamo riconvocare la Commissione per sentire la seconda parte del Piano "Ambrosetti", per fare quel confronto promesso e per validare le prime azioni che si possono intraprendere. La strategia diventa importante perché dobbiamo pensare positivo e fare azioni concrete, ma all'interno di una strategia; è evidente che non possiamo ragionare giorno per giorno senza avere un obiettivo preciso da raggiungere. Sappiamo già che gli elementi trainanti sul nostro territorio sono una serie di cose, su cui abbiamo già discusso e non è il caso di riparlarne adesso.
Oggi possiamo velocemente fare il punto su alcune situazioni. Consentitemi di esprimere grande soddisfazione per l'"operazione Rossignol", il matrimonio "Grivel-Rossignol"...
Caveri (fuori microfono) - ... "La Stampa" di Torino ha segnalato il ruolo della Regione nell'edizione di oggi...
La Torre (FA) - ... non l'ho visto...
Caveri (fuori microfono) - ... infatti non ne parla...
La Torre (FA) - ... appunto, apprezzo l'ironia, Presidente, in effetti non si capisce che qui si parla sempre e solo - dico in generale - delle cose negative e, quando realmente si riesce a combinare delle operazioni che qualificano l'imprenditoria valdostana, che dimostrano l'esistenza di una vivacità nelle nostre imprese, che vi sono imprenditori che hanno coraggio e voglia di lavorare e di fare, che dimostrano come da situazioni negative si possa passare al positivo con un'interazione fra "Finaosta", Regione, imprenditori privati, sindacati, quando si compiono delle azioni come questa che realmente potrebbero riempire di orgoglio e mettere anche quel segno di ottimismo di fronte alla nostra visione del futuro, peccato, ha ragione il Presidente che tutto questo non viene segnalato, forse non era una notizia. Di certo era una notizia per le 40 famiglie che lavorano in quella azienda e che si vedono garantito un futuro più roseo di prima. L'azienda nuova che nasce: la "Ski Poles Verrayes" diventa un'azienda importante, un'azienda che potrà... c'è qualcosa, Presidente, dice "La Stampa"... c'è qualcosa...
Caveri (fuori microfono) - ... ma non viene citata la Regione neanche in mezza riga...
La Torre (FA) - ... stavo dicendo che la "Rossignol" si è impegnata a garantire un contratto di acquisizione di prodotti alla "Ski Poles", in questo caso la "Grivel" e Gobbi sono attori principali, perché addirittura si espongono in prima persona, sarà il figlio a gestire la "Ski Poles Verrayes" e questo è importante. Io dico sempre che l'imprenditore sia bene identificato, che si assuma le sue responsabilità, perché non si può pensare di far fare le operazioni alla Regione, come molte volte è successo. La Regione non è l'imprenditore, quindi ci deve essere un imprenditore, l'imprenditore deve rischiare del suo e la Regione lo deve sostenere e questa è una tipica operazione che va in tale senso. È un'operazione che guarda con ampio respiro anche al futuro, quindi non mi diventa difficile quando mi si cita la "Scott" immaginare un possibile collegamento nel divenire con la "Scott", potrebbe addirittura essere un passaggio naturale. Credo di aver così risposto alla questione che attiene alla "Rossignol" e alla "Scott".
Per quel che riguarda la "Tecdis-Tectel", che è la cosa che ci sta più a cuore, perché la responsabilità delle famiglie in cassa integrazione è un qualcosa che pervade tutto il Consiglio, e non solo, lì le cose si stanno muovendo positivamente. Finalmente il dott. Marta, così come si era impegnato lo scorso anno, ci consegnerà lo stabilimento, dovrebbe essere di questi giorni, se non per la fine del mese, per i primi giorni di febbraio. Questo significa riprendere in mano lo stabilimento che ci permetterà di fare un bilancio della situazione e di poter riprogrammare una ristrutturazione dello stabile e soprattutto rimetterlo sul mercato, che è uno degli obiettivi principali, che molto aveva sottolineato il Vicepresidente Tibaldi: questo ci tengo a dirlo perché nell'interpellanza che mi fece gli confermai la volontà di riconoscere in Châtillon quel polo industriale che era sempre stato e di riconfermare la volontà di ricreare il polo industriale nella zona di Châtillon.
Per quel che riguarda l'"Olivetti I-Jet", questo è un argomento delicato, che ci vede molto attenti, come testimoniano i fatti. Se vi ricordate, già prima di Natale sembrava che si dovesse partire con la cassa integrazione, addirittura con dismissione di posti di personale, invece non è successo niente e, quando le cose non succedono, vi è anche un motivo. Infatti ci siamo mossi come Regione e abbiamo trovato in un dialogo con l'"Olivetti I-Jet" una sorta di equilibrio di responsabilità, ossia noi nel tempo abbiamo sempre dato la massima assistenza a questo stabilimento e al gruppo, ma oggi pretendiamo che se il gruppo si disimpegna, perché le dinamiche internazionali non possiamo gestirle, abbiamo la pretesa che le azioni vengano concordate con il rispetto della nostra Regione e dei lavoratori e in tal senso il gruppo si è mosso, tant'è vero che ad oggi non è successo niente e quello che si sta cercando di fare è, nel passaggio di proprietà che sicuramente dovrà avvenire, creare quella certezza di continuità dei posti di lavoro. È chiaro che vi sono un paio di soluzioni in corso di discussione e i posti di lavoro potranno essere garantiti anche tramite attività collaterali, ma quello che ci sembra importante è che possano essere garantiti tutti i posti di lavoro, quindi la certezza per le famiglie di avere tale serenità. Questa è la situazione di "Olivetti", che dovrebbe annunciare i cambiamenti che interesseranno entro febbraio.
Aggiungo la "Atos", su cui non mi avete interpellato, per dire che lì è in corso un passaggio di proprietà con una società che si chiama "Engineering" e qui la vera novità è che la proprietà passa dalle mani estere alle mani italiane: la società "Engineering" è una società italiana che ha sede a Roma. In tal senso, siccome si sta perfezionando questo tipo di contratto, ho potuto contattare la nuova proprietà con cui ho intenzione di avere un incontro a febbraio, addirittura con la presenza del Presidente. Anche questo per dimostrare come stiamo monitorando la situazione, anche se la situazione attuale assolutamente non è la situazione futura, perché la nostra strategia è tutt'altra per il futuro, cito al riguardo il connubio che stiamo creando con il Politecnico di Torino e con l'Università; nel Forte di Bard pochi giorni fa abbiamo avuto l'incontro di insediamento ufficiale e operativo del tavolo di trasferimento tecnologico che unisce Università, Regione e imprenditori, all'interno del quale si vanno a costituire le nuove energie che costituiranno il motore del cambiamento.
Un'altra domanda che viene posta è: "se, a giudizio dell'Amministrazione, si prevedono nuovi insediamenti industriali in Valle...", sì, si prevedono nuovi insediamenti industriali, abbiamo appena concluso con il Ministero dell'industria un monitoraggio a livello nazionale sulle aziende che potevano essere interessate ad insediarsi in Valle nel settore dell'energia. Questa collaborazione con il Ministero dell'industria che ho iniziato più per dovere che per convinzione mi ha lasciato molto sorpreso; abbiamo chiuso tale bando di interesse nazionale e il Ministero mi ha trasmesso 40 nominativi di aziende nel settore energetico che possono essere interessate a venire in Valle. Questo mi ha lasciato senza fiato perché non me lo aspettavo e carico di lavoro perché sono cose che potremo analizzare in Commissione, questo è molto interessante, trattandosi di disponibilità specifiche per la nostra Regione, questo dimostra come il nostro territorio, se supportato in modo intelligente, diventa appetibile.
Stiamo lavorando anche sui contratti di insediamento, perché uno degli elementi importanti è quello di fare massa critica rispetto alle altre Regioni, per renderci competitivi rispetto ai mercati che sono sempre più difficili. In tal senso - lo dico anche per la collega Charles che oggi non vedo, ma che è interessata - abbiamo in atto una serie di valutazioni sulle politiche degli affitti, che possono essere valutate all'interno solo di un progetto più ampio che è quello del contratto di insediamento, che prevede da parte dei soggetti interessati anche responsabilità collegate: ecco che all'interno di un impegno complessivo l'affitto può essere ammortizzato in maniera diversa.
Mi veniva chiesto della "Set" di Issogne: questa azienda sta procedendo sulla strada del concordato per i debiti che aveva in essere con gli enti pubblici. Ho parlato con il commercialista che ne cura l'operato, mi ha tranquillizzato dicendo che dovrebbero aver raggiunto tutti gli accordi con gli enti pubblici competenti, per cui alla fine si dovrebbe poter accedere al piano che "Finaosta" aveva prospettato di salvataggio; anche questo è un segnale positivo, d'altronde vedete non se ne sente più parlare, perché stanno procedendo in quella direzione.
Presidente - La parola al Consigliere Bortot.
Bortot (Arc-VA) - Siamo abbastanza soddisfatti, ogni tanto abbiamo anche delle soddisfazioni noi dell'opposizione. Quanto all'inventario sulle singole aziende, grosso modo conosciamo le difficoltà, non si esce con la "bacchetta magica", quindi siamo attenti al percorso che ha intrapreso la Regione con queste aziende, con "Finaosta" e altri finanziatori. Quello che ci interessa è il concetto che ha espresso di polo: Politecnico, Università, imprenditori, soprattutto nei nuovi settori produttivi legati all'energia. Lei non ha citato, ma vi è una fibrillazione sui fotovoltaici e lì siamo in ritardo, ma credo che fra le 40 aziende segnalate dal Ministero si possano trovare dei "partner". Quello che interessa è la massa critica, ossia se il polo che creiamo fra l'Università di Torino, la nostra Università, gli imprenditori... non abbiamo una massa critica sufficiente per finanziare la ricerca, quindi il polo deve trovare degli altri "partner" all'esterno, che possono essere altri poli...
(interruzione dell'Assessore La Torre, fuori microfono)
... mi lascia senza parole, ma ben venga, non è che a tutti i costi si deve sempre polemizzare. È importante definire il polo, le competenze e le strategie, non diversificare su troppe produzioni per non diventare dispersivi e soprattutto interloquire con altri comparti, tanto per essere chiaro, quello di Colleretto Giacosa e l'"Environment Parc" di Torino. Se riusciamo ad entrare in relazione con questi poli, riusciamo a definire progetti di ricerca che vanno oltre il polo che dobbiamo definire in base alle dimensioni della nostra Regione. Non so se sono stato chiaro, ossia dobbiamo definirci un polo: ricerca, produzione, attività e finanziamenti per le nostre esigenze occupazionali; affinché questo si regga, siccome vanno investiti tanti soldi sulla ricerca con l'Università e sulla ricerca applicata con le aziende, sulla formazione professionale, Assessore, non so di chi è la competenza della formazione professionale... non ce l'ha lei, ma non ricordo chi ce l'ha... il Presidente della Regione... ecco bisogna mettere in rete i soldi della formazione, metterli in questo comparto. Se occorre fare delle scelte, meglio scegliere dei comparti e degli indirizzi ad alta specializzazione, metterci i soldi necessari, trovare i tecnici, ma sappiamo che a medio termine porteremo a casa delle professionalità e delle capacità, quindi del lavoro e potremmo attirare altre aziende e altri investimenti, ossia capovolgere il "trend", mentre da decenni come Regione continuiamo a cercare fuori dalla Regione insediamenti, imprenditori... dobbiamo creare una situazione tale per cui la ricerca, l'Università e gli imprenditori siano allettati ad intervenire e ad interagire con la nostra Regione. Ci fermiamo qui, vediamo se quello che lei ha detto coincide con i risultati della ricerca "Ambrosetti"; vediamo anche un inventario delle aziende segnalate per poi individuare in un concetto di strategia unica le aziende con cui potremmo interloquire per creare insediamenti nella nostra regione.
