Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 3199 del 9 gennaio 2008 - Resoconto

OGGETTO N. 3199/XII - Interrogazione: "Carenza di sale chirurgiche nei presidi ospedalieri della Regione".

Interrogazione

Ricordata la cronica carenza di sale chirurgiche nei presidi ospedalieri della nostra Regione, che comporta notevole disagio e difficoltà agli operatori, sia per gli interventi, sia per l'operazione le operazioni di pulizia e sterilizzazione tra un intervento e l'altro, nonché un notevole aumento dei tempi di attesa per i pazienti;

Considerato che tale situazione di disagio comporta rilevanti ripercussioni in tutte le branche chirurgiche, con lunghi tempi di attesa per le operazioni di cataratta (oculistica), safenectomia (chirurgia vascolare), protesi d'anca (ortopedia), colecistectomia (chirurgia generale), resezione prostatica (urologia);

Ribadito che la risposta alle urgenze e alle patologie rilevanti dei cittadini da parte delle strutture ospedaliere è elemento essenziale della sanità di oggi e di domani;

il sottoscritto Consigliere regionale

Interroga

l'Assessore competente per conoscere:

1) i tempi di attesa di tutte le operazioni in elezione di ogni branca chirurgica;

2) quali convenzioni siano in essere con strutture private, valdostane e non, per garantire il soddisfacimento delle richieste di operazioni chirurgiche dei cittadini valdostani;

3) quanti siano i cittadini valdostani che comunque si rivolgono a strutture pubbliche o convenzionate di altre regioni per interventi chirurgici che sono, o sarebbero, ottenibili anche nella nostra Regione;

4) quali sono, oltre il ridotto numero di sale operatorie, gli altri elementi che causano l'allungamento dei tempi di attesa per operazioni chirurgiche nella nostra Regione.

F.to: Sandri

Presidente - La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Fosson.

Fosson (UV) - Cercherò di essere sintetico, perché su tutte le domande fatte su mobilità e tempi di attesa le lascerò una documentazione. È chiaro che la premessa che in un ospedale per acuti le sale operatorie abbiano un'importanza determinante... questo è evidente, sempre più l'attività chirurgica ha una percentuale di rappresentatività maggiore rispetto a quello che aveva in precedenza. Le liste di attesa non piacciono a nessuno, è un fenomeno che si vorrebbe ridurre, ma gli esperti dicono che è fisiologico, non solo, è una determinante nell'appropriatezza delle prestazioni. I tempi di attesa da cosa derivano? Sono un bilancio fra la domanda e l'offerta, dobbiamo dire che la domanda in questi anni è molto aumentata, se non altro per la senescenza. Si pensi alla percentuale di cataratte in più a cui si pone indicazione chirurgica, alle protesi, la protesizzazione del ginocchio che è una cosa nuova. È aumentata anche l'offerta, ci siamo impegnati in questi anni in modo significativo e do alcuni dati: le sedute settimanali di sale operatorie sono passate nel mese di agosto 2007 da 25 a 30 nel Presidio di Viale Ginevra per una riorganizzazione del personale, un'immissione di nuove forze, strumentisti... ma dal 15 gennaio 2008 le sedute saranno portate da 30 a 35 nel Presidio di Viale Ginevra, a questo si aggiungono settimanalmente 10 sedute al Beauregard e in più 4 pomeridiane per chirurgie ambulatoriali, a questo ancora si aggiunge una sala per interventi di radiologia interventistica la settimana e 2 sale di urologia endoscopica, più - è l'unico convenzionamento che abbiamo con enti e con ospedali esterni - le 4 sedute di "day surgery", che sono convenzionate con la struttura di Borgnalle. A questo si aggiunge una sala operatoria per le urgenze che è disponibile dal 2005, con un percorso completamente separato dalle sedute in elezione, quindi dal 2005 abbiamo una sala operatoria con personale suo, con anestesisti della rianimazione sempre a disposizione per le emergenze e non più come avveniva prima che veniva interrotta soprattutto al mattino una sala operatoria per permettere le sedute in urgenza. In totale sono 56 sedute la settimana più 1 sala sempre a disposizione, quindi un'offerta che è aumentata; certo che è aumentata anche la qualità delle prestazioni, si pensi a una chirurgia robotica che nell'ambito della terapia della prostatectomia è innovativa, ma che pretende dei tempi maggiori, ma la stessa laparoscopia, che è una tecnica che permette all'utente di essere riabilitato in tempi molto più brevi... ma i tempi chirurgici si allungano un poco. Si pensi anche alla neurochirurgia e all'intenzione di aprire in questi primi mesi un'attività di angioplastica primaria.

I tempi di attesa ci sono, sono nei limiti raccomandabili quasi per tutti i settori: 30 giorni per i malati oncologici, 90 per gli altri, con una possibilità di accedere alle urgenze molto più facile che in passato, nel 2006 ci sono stati 700 interventi effettuati nella sala per le urgenze. Esiste un'inappropriatezza, di questo abbiamo parlato molte volte dicendo che bisogna agire, si dice che anche i tempi di attesa siano utili per limare tale appropriatezza e renderla più precisa.

Come ho detto altre volte, c'è una "aggressione" delle Regioni attigue, il fatto di avere un privato accreditato ai bordi della Regione, su cui non possiamo agire con controlli di appropriatezza, rende questa mobilità sempre presente e non sempre corretta. Il tavolo di concertazione con il Piemonte, nonostante fossimo andati molto vicini con l'Assessore Valpreda, si è interrotto. Per quanto concerne il Piemonte, fatica - il Presidente Caveri lo ha manifestato ampiamente al Presidente della Regione Piemonte - a decollare un accordo sulle sinergie chirurgiche soprattutto sull'area dell'eporediese e questo non certo per colpa nostra; il Piemonte, avendo delle risorse maggiori, guarda solo alla Valle d'Aosta come un possibile cliente. Nelle liste di attesa bisogna significare come noi abbiamo una vulnerabilità inserita nei nostri piccoli numeri, è sufficiente in un'area di criticità che abbiamo attualmente come quella dell'oculistica che 1 o 2 operatori di sesso femminile in organico a reparto siano in gravidanza per limitare gli operatori; non è facile per una sostituzione di gravidanza trovare degli operatori che vengano per alcuni mesi a sostituire questi, nonostante bandi di concorsi.

I tempi di attesa: le ernie in chirurgia sono ormai a 30 o 60 giorni, c'è stato un aumento significativo degli interventi in "day surgery", che sono passati da 3.800 nel 2006 a 4.025 nel 2007, le colecistectomie invece rimangono a 110 giorni, ma quelle in urgenza sono ampiamente rappresentate nella lista dei 700 malati operati in urgenza. Le protesi d'anca e di ginocchio sono ormai a 30 giorni, così la chirurgia vascolare ha degli interventi arteriosi entro 40 giorni, le safenectomie entro 90 giorni. Per quanto riguarda l'Otorinolaringoiatria, vi è stata la nuova riorganizzazione con delle offerte molto più ampie che in precedenza, non era prevedibile questo, perché si è cominciato ad operare sull'orecchio, sui cancri della laringe, per cui si ha un ritardo su cui cerchiamo di trovare una soluzione... alle tonsillectomie, non quelle in urgenza, ma quelle in elezione. A questo riguardo è previsto il trasferimento dell'Otorino nei mesi di febbraio-marzo nel Presidio di Viale Ginevra, il che ci permetterà di utilizzare quelle 5 sale in più (da 30 a 35) per questi interventi di otorino minori...

(interruzione del Consigliere Sandri, fuori microfono)

... in questo momento 300 giorni per quelle non urgenti.

Sulla mobilità ho già dato dei dati, qui mi si chiedono dati precisi, le lascerò della documentazione, ma i dati sono sempre su mobilità passiva di 5.400 malati nel 2005 a fronte di 5.413... ossia c'è una diminuzione di 100 unità dal 2004-2005 di mobilità passiva e nella mobilità attiva invece vi è un aumento significativo di un altro centinaio di malati. I dati del 2006 non sono ancora ufficiali, nel senso che abbiamo una mobilità attiva in aumento, sulla mobilità passiva non ci sono ancora dati precisi, ma sembra che siano sui valori del 2005.

Quali sono le patologie per le quali i malati vanno a farsi operare fuori quando avrebbero potuto farsi operare qui? Sicuramente quelle di carattere ortopedico, ma questo è uno dei settori in cui massima è l'inappropriatezza; per l'ortopedia si parla di 315 ricoveri in altre Regioni soprattutto per interventi sul ginocchio. L'oculistica ha un'importanza di rilievo: gli interventi sul cristallino, vitrectomia... senza vitrectomia nel 2005 gli interventi sono stati 149, 58 quelli per distacco di retina, mentre sono molto più contenuti che nel passato... una mobilità per safenectomia che è ridotta a 71 malati nel 2005 e gli interventi sull'utero, sempre nel 2005, sono ridotti a 58.

Per quanto riguarda le pulizie, l'aumentare del "turnover" chirurgico impone altre prestazioni del personale contiguo, il fatto di aver differenziato urgenze da elezione, ossia da "chirurgico sporco" a "chirurgico pulito" ha permesso una semplificazione, vi sono comunque nell'elezione dei protocolli universali, tanto che le nostre infezioni nosocomiali chirurgiche e post-chirurgiche sono al 2,2% rispetto alla media nazionale del 4,1%.

L'attività chirurgica dimostra che c'è stato un aumento importante dell'offerta a fronte di un aumento che non era pensabile della domanda, per cui le sale operatorie bisognerà aumentarle, l'ammodernamento dell'Ospedale lo prevede, anche perché sempre più è necessario porre indicazioni chirurgiche. Dicevo prima, la senescenza... la cataratta, le protesi non erano pensabili su alcuni malati fino a qualche tempo fa, adesso invece vi sono delle indicazioni prioritarie. È in corso una riorganizzazione dell'attività chirurgica all'Ospedale di Aosta perché la morte prematura del dr. Parini, che aveva fatto della chirurgia un centro di eccellenza dell'obesità, porrà un minore afflusso di malati e la necessità di una riorganizzazione del settore...

(nuova interruzione del Consigliere Sandri, fuori microfono)

... la cataratta l'ho detto... sono 100 interventi sul cristallino, 149 interventi nel 2005, giorni di attesa sono 220 giorni. La criticità è nell'Oculistica e in alcuni settori dell'Otorino.

Presidente - La parola al Consigliere Sandri.

Sandri (PD) - Ringrazio l'Assessore per i dati, che valuteremo con calma perché sono tanti, ma mi sembra che vi siano 3 dati che devono essere particolarmente sottolineati. Vi sono almeno 3 settori in cui siamo in una situazione non accettabile, il che non vuol dire che abbiamo la bacchetta magica, ma in cui dobbiamo impegnarci di più. Come ha detto lei adesso... la cataratta con 220 giorni mi sembra un tempo esagerato, anche perché questo comporta che 150 Valdostani vanno a farsi operare fuori, incrementando la mobilità passiva; 300 giorni per la tonsillectomia, altrettanto credo sia grave perché si riferisce ad una popolazione infantile; ma direi anche i 110 giorni della colecistectomia in via di elezione, perché significano 3 mesi abbondanti di attesa e per un buon funzionamento della Valle d'Aosta questo non va bene. La invito su tali 3 settori: chirurgia generale, otorinolaringoiatria, oculistica a prendere dei provvedimenti. Anche se mi rendo conto che questi provvedimenti non sono facili, perché ho l'impressione che lei si ritrovi come Riccarand: nel 1993 e nel 1998, per far vedere il rilancio delle ferrovie, aveva riempito di treni la nostra Regione, questo ha provocato un aumento dell'offerta, ma poi un grosso caos, perché i treni erano sempre in ritardo in quanto la linea più di tanto non riusciva a sopportare; spesso, essendo anche dei treni vuoti, questo ha provocato una serie di disagi, tanto che quel tipo di esperienza con il 1998 si è chiusa. Il problema è che lei, per risolvere la situazione, ha fatto una scelta politica di incrementare le sedute, ma questo manda in criticità la messa in sicurezza, pulizie, cambi... a parte l'urgenza che è stata separata e questa è una scelta politica condivisibile, ma, per quanto riguarda il resto, ho l'impressione che quella percentuale così bassa di infezioni intraospedaliere rischia di aumentare. Facciamo poi dei paragoni non tanto con l'Italia la prossima volta, facciamo dei paragoni con l'estero, credo che quella percentuale dobbiamo ridurla ulteriormente. Ci mettiamo quindi a rischio di infezioni e di altre problematiche riguardo al fatto che queste sedute operatorie consentono dei tempi di riposizionamento delle sale operatorie molto ristretti, con uno stress per il personale e uno stress per l'organizzazione. Mettere sotto stress l'organizzazione rischia di farci andare fuori dalle linee della qualità e di avere una caduta della qualità. Qual è la soluzione? La soluzione è che di sale operatorie in Valle forse ne abbiamo bisogno di una ventina, quindi occorre capire nel futuro che bisogna arrivare lì, perché il personale di oggi, ma spalmato sul maggior numero di sale operatorie potrebbe fare molto meglio di quello che fa oggi.

Per quanto riguarda poi l'oculistica e l'otorinolaringoiatria, su quest'ultima credo si sia presa la strada giusta, mi auguro che con tale rinnovamento la cosa possa andare bene; per quanto concerne l'oculistica, non conosco bene la situazione, ma la cataratta diventa una sfida su cui tutti ci dobbiamo impegnare, perché questo aumento di richiesta che abbiamo visto sappiamo che i prossimi anni sarà un "trend" che ci sarà anche di più, dobbiamo attrezzarci per il prossimo decennio a dare un'offerta che sia almeno il doppio di quella di oggi.

Infine - interesse personale in atti di ufficio - credo che prevedere nell'emergenza uno spazio anche per l'angioplastica sia un dato essenziale, perché è una garanzia per i Valdostani perché, laddove è più utile l'angioplastica, è proprio in urgenza e se ne vedono anche i risultati.