Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2710 del 17 maggio 2007 - Resoconto

OGGETTO N. 2710/XII - Approvazione del Programma regionale di previsione dei lavori pubblici per il triennio 2007/2009, ai sensi del secondo comma dell'articolo 7 della L.R. 12/1996 e successive modificazioni.

Il Consiglio

Richiamata la legge regionale 20 giugno 1996, n. 12 e successive modificazioni, "Legge regionale in materia di lavori pubblici" ed in particolare il Capo II della stessa "Pianificazione e programmazione del ciclo dei lavori pubblici" nel quale si stabilisce che il ciclo di realizzazione dei lavori pubblici è strutturato in relazione alle fasi di programmazione e di pianificazione, nonché di esecuzione dei lavori necessari a soddisfare i bisogni identificati;

Richiamato l'articolo 7 della citata legge regionale n. 12/1996 relativo al Programma regionale di previsione, così come modificato dalla legge regionale 5 agosto 2005, n. 19, ed in particolare il comma 5bis il quale prevede che al programma di previsione sia allegato l'elenco degli interventi che si intendono avviare, ma che non hanno ricadute finanziarie nel triennio di riferimento del programma;

Vista la deliberazione della Giunta regionale in data 10 gennaio 2000, n. 8, con cui sono state approvate le schede dei lavori e le tabelle riepilogative, atte a costituire i modelli e la struttura per la redazione dei documenti di programmazione dei lavori pubblici per il triennio 2007/2009;

Ravvisato, altresì, l'interesse dell'Amministrazione regionale a promuovere la prevenzione del degrado delle opere pubbliche, attraverso specifici programmi di manutenzione che trovano accoglimento nel programma regionale di previsione con l'inserimento degli interventi atti a costituire il programma delle manutenzioni di cui all'articolo 18 della L.R. 12/1996 e successive modificazioni;

Considerato, inoltre, che conformemente all'attribuzione delle competenze di cui alla deliberazione in data 15 luglio 2005, n. 2234, come modificata dalla successiva n. 1273/2006, è stato predisposto a cura del Dipartimento Opere Pubbliche e Edilizia Residenziale dell'Assessorato Territorio, Ambiente e Opere Pubbliche, il programma regionale di previsione dei lavori pubblici per il triennio 2007/2009 sulla base di dati elaborati e trasmessi dalle competenti Direzioni e Servizi che hanno evidenziato, ponendoli in correlazione con le risorse finanziarie disponibili, interventi passibili di avvio delle successive fasi attuative;

Visto la proposta di programma regionale di previsione per il triennio 2007/2009 che individua lavori su beni di proprietà regionale oltre che interventi eseguiti su beni di proprietà di altri soggetti per i quali ricorrano una o più delle seguenti condizioni:

- concorrono in modo rilevante al conseguimento dei bisogni individuati dagli atti programmatori di cui all'articolo 6, comma 3 della L.R. n. 12/1996 ai sensi dell'articolo 7, comma 5, lettera a) della L.R. n. 12/1996 e successive modificazioni;

- costituiscono completamento di lavori già iniziati dall'amministrazione regionale ai sensi dell'articolo 7, comma 5, lettera a) della L.R. n. 12/1996 e successive modificazioni;

- sono finalizzati a garantire la sicurezza e la continuità funzionale delle opere ai sensi dell'articolo 38, comma 1 della L.R. n. 12/1996 e successive modificazioni;

- sono di interesse regionale, sono finanziati dalla Regione e alla loro realizzazione provvedono altri soggetti attuatori ai sensi dell'articolo 7, comma 5, lettera a) della L.R. n. 12/1996 e successive modificazioni;

- sono atti a costituire i programmi di manutenzione ai sensi dell'articolo 7, comma 5, lettera b) della L.R. n. 12/1996 e successive modificazioni;

Richiamato l'articolo 39 della L.R. n. 12/1996 e successive modificazioni ed integrazioni, nel quale sono indicate le attribuzioni di competenze relative alle attività connesse al ciclo di realizzazione di lavori pubblici ed in particolare la lettera c), comma secondo dello stesso articolo che attribuisce al Consiglio regionale la competenza all'approvazione del programma regionale di previsione;

Richiamata la deliberazione della Giunta regionale in data 29 dicembre 2006, n. 4223, concernente l'approvazione del bilancio di gestione per il triennio 2007/2009, con attribuzione alle strutture dirigenziali di quote di bilancio e degli obiettivi gestionali correlati e di disposizioni applicative;

Visto il parere favorevole rilasciato dal Coordinatore del Dipartimento Opere Pubbliche e Edilizia Residenziale dell'Assessorato Territorio, Ambiente e Opere Pubbliche, ai sensi del combinato disposto degli articoli 13, comma 1, lettera e) e 59, comma 2 della legge regionale 23 ottobre 1995, n. 45, in ordine alla legittimità della presente proposta di deliberazione;

Visto il parere della III Commissione consiliare permanente;

Visto il parere del Consiglio permanente degli Enti locali;

Delibera

1) di approvare l'allegato programma regionale di previsione dei lavori pubblici per il triennio 2007/2009 completo di documento allegato previsto dal comma 5bis dell'articolo 7 della L.R. n. 12/1996 e successive modificazioni;

2) di autorizzare la Giunta regionale a modificare il programma regionale di previsione, di cui al punto 1, integrando il piano regionale operativo dei lavori pubblici per l'anno 2007 con i lavori pubblici che per risultanze progettuali e per opportunità acquisiscano i connotati di priorità, di cui all'articolo 8 della L.R. n. 12/1996 e successive modificazioni, e conseguentemente ad aggiornare il relativo piano finanziario, nei limiti della disponibilità di spesa dei pertinenti capitoli;

3) di disporre la pubblicazione del programma regionale di previsione dei lavori pubblici per il triennio 2007/2009, di cui al punto 1, sul sito internet della Regione nella sezione delle Opere pubbliche, ai sensi del comma 5bis dell'articolo 6 della L.R. n. 12/1996 e successive modificazioni.

Allegato

(Omissis)

Président - Je voudrais simplement informer le Conseil qu'a été déposée à la Présidence la relation présentée par le Conseiller Sandri concernant l'objet n° 14, qui vous sera distribuée tout à l'heure.

La parole à l'Assesseur au territoire, à l'environnement et aux ouvrages publics, Cerise.

Cerise (UV) - Il programma in questione presenta elementi di novità, che vorrei sottolineare. Innanzitutto questo programma non fa seguito ad analogo programma dell'anno precedente, in quanto avevamo ritenuto che, tenuto conto delle risorse disponibili, la quantità e la qualità degli interventi previsti nel precedente programma triennale era tale da essere ancora valido. In tale programma fanno l'esordio gli interventi dei beni culturali, i quali prima erano oggetto di un programma separato. Il programma poi si caratterizza per un'aggregazione degli interventi di manutenzione e da quest'anno, in virtù di una modificazione della legislazione di riferimento in materia dei lavori pubblici, l'allegato al programma è unitario e non è più come in passato organizzato in 3 sezioni. Vi ricordo che esisteva prima il programma degli interventi che si avviavano, gli interventi cosiddetti "in fase di studio" e infine quegli interventi che erano previsti come interventi in capo all'Amministrazione regionale, ma che venivano realizzati da soggetti diversi dall'Amministrazione regionale. È importante sottolineare che il programma 2007-2009 costituisce la fotografia dei lavori pubblici, di cui a vario titolo e a diversi stadi di progettazione i vari comparti della Regione stanno programmando la realizzazione, al fine di dare soddisfazione ai bisogni reali, considerate le disponibilità finanziarie che il bilancio di previsione della Regione assegna alle stesse.

Nell'individuazione degli interventi del programma sono considerate le opere programmate come strumenti di altri soggetti, enti strumentali della Regione, altri enti pubblici, quali ad esempio le opere pubbliche programmate con cofinanziamento comunitario (l'area ex "Cogne", l'Autoporto), programmate mediante strumenti di finanza locale ("FOSPI", interventi per la difesa del suolo), programmate attraverso la gestione straordinaria di "Finaosta" e operando delle scelte sulla base di un quadro di riferimento sufficientemente ampio e chiaro, sebbene in continua evoluzione. Al programma, composto dalla lista delle opere pubbliche da programmare nel triennio 2007-2009, è unito anche un allegato contenente l'elenco degli interventi che si intendono avviare, ma che non hanno ricadute finanziarie in sede di approvazione del programma stesso. Questo allegato costituisce il serbatoio naturale di progettualità, una sorta di parco progetti al quale attingere ogni volta se ne ravvisi la necessità o che sia aperta una possibilità, come l'ottenimento di nuovi finanziamenti. Sono interventi inseriti dalle strutture regionali competenti per materia conseguentemente alla rilevazione diretta del bisogno e alla segnalazione dello stesso espressa dal territorio.

Per quanto riguarda il quadro di riferimento normativo, ricordo come l'elaborazione di un programma triennale discenda dalla legge n. 12 e sue modificazioni. Vorrei esprimere alcune considerazioni in merito al quadro di riferimento programmatico. Qui dobbiamo chiamare in causa 2 tipi di atti programmatori: atti programmatori generali e atti programmatori di settore. Per quanto riguarda i primi, che hanno ispirato questo programma, abbiamo il Piano territoriale paesistico, la nuova azione del Governo regionale 2006-2008 (Programma di maggioranza), il PREFIN 2006-2008, il Documento strategico preliminare - Strategia unitaria regionale 2007-2013 per quanto riguarda i fondi comunitari. Per quanto concerne gli atti programmatori di settore, il quadro è più articolato, perché questo programma anzitutto va in seguito al Programma regionale di previsione 2005-2007 dei lavori pubblici, il Programma regionale di previsione e prevenzione dei rischi idraulici e geologici, il Piano di tutela delle acque, il Piano di interventi straordinari (Piano alluvione 2000), il Piano di gestione dei rifiuti, il Piano energetico ambientale della Valle d'Aosta, il Piano di sviluppo rurale, il Piano dei cantieri forestali, il Piano generale della silvicoltura, il Piano regionale per la salute ed il benessere sociale 2006-2008, l'accordo con il Ministero della Sanità, il Programma triennale per lo sviluppo dell'industria e dell'artigianato 2004-2006, l'intesa istituzionale di programma, il Piano di sviluppo aeroportuale - Master Plan dell'aeroporto regionale, il Piano di bacino di traffico 2000-2009.

Se vogliamo fare una piccola considerazione sul piano logico del programma, dobbiamo riportare questo programma a degli obiettivi generali, che sono anzitutto la conservazione e valorizzazione dell'ambiente e del patrimonio culturale, la difesa del territorio, lo sviluppo economico-sociale. Nell'ambito di tale quadro logico, gli obiettivi specifici sono riconducibili alla promozione dello sviluppo rurale, valorizzazione dei siti naturali, la tutela e valorizzazione delle riserve parchi e biodiversità, la tutela e valorizzazione dell'ambiente, il miglioramento del patrimonio boschivo, la conservazione e valorizzazione della rete sentieristica regionale, la riqualificazione e valorizzazione del territorio, la tutela, valorizzazione e fruizione dei beni culturali e la conservazione e ricerca dei reperti del patrimonio storico artistico. Nell'ambito della difesa del territorio, abbiamo in primo luogo la sicurezza del territorio dai rischi idrogeologici, la manutenzione del territorio di montagna e di difesa del suolo, la tutela e razionale uso delle risorse idriche e poi ancora la pianificazione dell'assetto territoriale regionale. Nell'ambito dello sviluppo economico sociale, il soddisfacimento del bisogno di opere pubbliche o di pubblica utilità, il miglioramento dell'efficienza della rete stradale di interesse regionale, sostenere il processo di rinnovamento strutturale e tecnologico delle strutture nelle attività sanitarie regionali commisurato al grado di innovazione tecnologica ed organizzativa prevalente in ambito sanitario, realizzare l'unificazione delle sedi ospedaliere al fine di organizzare assistenza per acuti in base al miglior rapporto fra tipologia di prestazione e risorse impiegate, la riorganizzazione e sviluppo del sistema delle infrastrutture turistico-sportive, lo sviluppo integrato e potenziamento del sistema regionale trasporti, la fornitura di infrastrutture di base e avanzate destinate specificamente all'impresa sia infrastrutture a valenza maggiormente sistemica, che si presentano piuttosto come beni pubblici locali, atti a migliorare la "performance" complessiva del sistema locale.

Per quanto riguarda la formazione del programma, a monte dell'elaborazione del programma di previsione e del relativo allegato si collocano le diverse attività valutative avviate dalla Regione, al fine di individuare il quadro dei bisogni per il cui soddisfacimento occorre ricorrere alla realizzazione di lavori pubblici. Le attività valutative condotte per l'elaborazione del programma hanno riguardato la rilevazione dei fabbisogni mediante ricerca e quantificazione delle esigenze di opere pubbliche attraverso la rilevazione diretta delle strutture tecniche della Regione o di strutture specialistiche esterne, nonché attraverso la valutazione di segnalazioni espresse dal territorio. Mi pare opportuno approfondire il concetto che si sono approfonditi i bisogni connessi alla conservazione e alla valorizzazione dell'ambiente e del patrimonio culturale, alla difesa del territorio e allo sviluppo economico-sociale della Regione, i bisogni o i lavori pubblici individuati negli atti programmatori generali, settoriali o nel programma di intervento della Regione, i bisogni espressi dalle strutture regionali e dagli enti locali, da altri soggetti pubblici, valutati positivamente dai soggetti responsabili di settore, la definizione della logica del programma, ossia la declinazione degli obiettivi generali e specifici della programmazione delle opere pubbliche e delle linee di intervento per il relativo conseguimento.

Il terzo punto è la selezione degli interventi, ossia la valutazione "ex ante" degli interventi all'interno del Programma di previsione è avvenuta nel rispetto dei seguenti criteri: vincoli di bilancio, continuità degli interventi, coerenza degli interventi, ossia verifica del contributo dell'intervento al conseguimento degli obiettivi della programmazione generale e settoriale della Regione, priorità degli interventi previsti dalla legge regionale di riferimento in materia di opere pubbliche, urgenza degli interventi, come interventi imposti da eventi imprevedibili o calamitosi, obbligo degli interventi come interventi imposti da disposizione di legge o di regolamento, avanzamento progettuale degli interventi, ovvero la maturità progettuale degli interventi (esistenza di indagini conoscitive, studi di fattibilità e progettazioni), profilo di spesa anticipato, verificando l'allocazione delle risorse rispetto al cronoprogramma di attuazione dell'intervento da programmare, strategia degli interventi, evidentemente interventi di preminente interesse regionale, impatto economico-sociale atteso, ossia verifica degli effetti diretti e indiretti attesi degli interventi da programmare sull'offerta di servizi, sul mercato del lavoro, sulla produzione e sul reddito, sul territorio e sull'ambiente.

Per quanto si riferisce al quadro degli interventi e delle risorse programmatiche, il Programma di previsione 2007-2009 dei lavori pubblici è articolato in 2 sezioni: il Programma regionale di previsione dei lavori pubblici vero e proprio per il triennio 2007-2009, corredato del riepilogo degli interventi; l'allegato al programma di cui vi ho detto.

Per quanto riguarda le categorie degli interventi, queste sono quelle:

- del territorio e ambiente, articolato in: sistema idrico integrato identificato nelle sue componenti principali: captazione, stoccaggio, adduzione, distribuzione, restituzione in fogna delle acque ad uso civile ed industriale; opere per garantire il corretto regime delle acque; opere per la tutela, il riassetto e la difesa del suolo; recupero e ripristino della qualità ambientale e paesaggistica;

- del turismo, beni culturali e ambientali, articolato in: strutture per l'ospitalità; strutture per il turismo, lo sport e il tempo libero; strutture per la cultura e lo spettacolo; beni culturali;

- per quanto riguarda le categorie delle infrastrutture, abbiamo: viabilità e trasporti (viabilità extraurbana, viabilità e sosta in città, trasporto pubblico); servizi sociali (edilizia scolastica, edilizia residenziale pubblica e convenzionata, strutture socio-sanitarie); attività produttive (strutture per l'agricoltura, l'industria, l'artigianato e il commercio; raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi; produzione e distribuzione dell'energia); luoghi di culto ed altri edifici pubblici.

Per quanto riguarda le tipologie degli interventi, per quanto concerne l'ambiente e il turismo, abbiamo le opere di manutenzione, di adeguamento strutturale, funzionale e normativo di opere esistenti e opere di nuova realizzazione. Per quanto riguarda la categoria dei beni culturali, le tipologie si riferiscono allo scavo archeologico, restauro e manutenzione di beni immobili, restauro e manutenzione di superfici architettoniche decorate e di beni mobili di interesse storico, artistico e archeologico.

Nell'individuazione degli interventi da inserire nel programma, all'interno dei 3 settori di lavori pubblici è stata data priorità agli interventi relativi al completamento funzionale di opere realizzate dalla Regione, agli interventi volti alla conservazione e alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente.

Per quanto riguarda il numero degli interventi inseriti nel programma, questi sono 121, per un costo complessivo delle opere ammontante a euro 239 milioni di euro e per tali interventi le disponibilità finanziarie a valere sul triennio ammontano nelle 3 annualità a euro 116.920.000, articolate rispettivamente in euro 16.539.666 per l'annualità 2007, euro 40.635.751 per l'annualità 2008 e euro 59.744.566 per l'annualità 2009. La differenza fra i 239mila euro di previsione delle opere e i 116 disponibili derivano dallo scorrevole, nel senso che molte opere vengono iniziate in questo periodo di tempo, ma saranno rilanciate nel triennio successivo. Per quanto riguarda la distribuzione nei settori o nelle categorie, il 66% è destinato alle infrastrutture, il 20% nel settore turismo e beni culturali e ambientali e il 14% nel settore territorio e ambiente. I 121 interventi ripartiti per tipologie comprendono 35 interventi di manutenzione, 44 di adeguamento e 30 di nuova realizzazione. Nella categoria beni culturali invece sono considerati 7 interventi di restauro e manutenzione di beni immobili, 5 di restauro e manutenzione di superfici architettoniche decorate e di beni mobili. Il costo degli interventi di 239 milioni di euro è distribuito per tipologie all'interno dei settori di intervento, sono così riassumibili: 19 milioni di euro per il territorio e ambiente, di ci 9 milioni per la manutenzione, 720mila per l'adeguamento, 9 milioni per nuove realizzazioni. Nel settore del turismo e beni culturali 12 milioni di euro ripartiti in 2,4 milioni di euro per la manutenzione, 2,2 milioni per adeguamento, 7 milioni per nuova costruzione. Nell'ambito dei beni culturali il costo complessivo è di 33 milioni di euro, di cui 26,5 milioni per restauro e manutenzione di beni immobili e 6 milioni di euro per restauro e manutenzione di superficie architettoniche decorate e di beni immobili. Nell'ambito delle infrastrutture la spesa è di 174 milioni di euro, di cui 16 milioni per manutenzione, 93 per adeguamento, 63 per nuova realizzazione. Le fonti di finanziamento sono per l'88% di provenienza regionale.

Se vogliamo fare una considerazione, mi avvio alla conclusione, circa gli interventi programmati nel triennio, quindi componenti il programma triennale vero e proprio e l'allegato, abbiamo un ammontare complessivo di richieste per soddisfare tali bisogni pari a 587 milioni di euro con un quadro complessivo di questo tipo: territorio e ambiente con una richiesta di 158 milioni di euro, turismo, beni culturali e ambientali 76 milioni di euro, infrastrutture 351 milioni di euro. Per quanto riguarda le scelte, cito qualche intervento che ritengo strategico, ho detto che gli obiettivi erano quelli di perseguire la sicurezza del territorio dai rischi idrogeologici, la tutela e razionale uso delle risorse idriche, la tutela e valorizzazione dell'ambiente. Nel primo caso il programma di previsione prevede interventi strutturali a completamento dei sistemi di difesa esistenti lungo il reticolo idrografico regionale, per la laminazione controllata delle piene, per il controllo delle erosioni di fondo e spondali, per il controllo e il contenimento del trasporto solido. Per quanto riguarda gli interventi per il mantenimento delle condizioni di assetto del territorio e dei sistemi idrografici, si opera attraverso la manutenzione degli alvei, delle opere idrauliche (in particolare azioni periodiche di svaso delle briglie di trattenuta, di ripristino di tratti di difesa ammalorati, di taglio della vegetazione arborea negli alvei, di asportazione dei depositi alluvionali che costituiscono intralcio al deflusso in corrispondenza dei ponti e delle confluenze). L'amministrazione è rivolta principalmente alla rimozione delle anomalie strutturali del sistema territoriale, che si rendono particolarmente evidenti in occasione di eventi meteorologici avversi e costituiscono in molti casi elementi di aggravio degli effetti delle piene. Vi è un'attenzione per l'esecuzione degli interventi connessi all'evento alluvionale del 2000, dall'insieme delle segnalazioni effettuate dal territorio, da parte di tutti i soggetti interessati -Comuni, Corpo forestale, strutture preposte alla sorveglianza - e dalle situazioni di dissesto rilevate dai tecnici regionali. Per la tutela e la valorizzazione dell'ambiente, ricordo gli interventi che riguardano la Riserva del "Marais" e alcuni interventi di riqualificazione ambientale attorno ai parchi e ai castelli, come il Castello di Sarre e il Castello di Aymavilles. Nell'ambito del turismo e beni culturali ricordo come gli interventi riguardino la riorganizzazione e sviluppo del sistema delle infrastrutture turistico-sportivo, tutela, valorizzazione e fruizione dei beni culturali. In questo settore hanno rilevanza gli interventi relativi ai Castelli di Quart, Aymavilles, Saint-Pierre e Maison "Lostan" di Aosta. Gli interventi del piano sono anche costituiti da prosecuzioni e avvio di scavi archeologici nella città di Aosta in un'area ad alta densità archeologica (Piazza della Cattedrale e Piazza Roncas), che devono precedere interventi e da qui questa azione di continuità e di complementarietà, precedono lavori di riqualificazione, che saranno operati dal Comune di Aosta nell'ambito di Aosta capoluogo. Tra le iniziative del Programma per la cultura e lo spettacolo va rilevato l'allestimento della pinacoteca regionale nel Castello Gamba. Vi sono poi una serie di interventi sui castelli di proprietà regionale aperti al pubblico, che attengono alla valorizzazione di reperti archeologici e che consistono in attività correnti, programmate di anno in anno: pulizia, inventariazione, catalogazione...

Nel campo turistico-sportivo uno degli interventi più importanti credo sia la messa a norma della piscina di Pré-Saint-Didier, ma soprattutto la realizzazione del tratto di pista ciclabile che raggiunge Saint-Marcel, gli interventi di riconversione del Palazzetto del ghiaccio di Ayas, 2 interventi sui campi di golf (Brissogne-Quart e Gignod), piste ciclabili (Valdigne, Nus e Valtournenche), poi abbiamo gli interventi che rientrano nello scambio fra Comune di Saint-Christophe e la Regione che riguarda la palestra e le aree polivalenti in quel di Saint-Christophe.

Nell'ambito delle infrastrutture, e in particolare per quanto riguarda la viabilità extraurbana, gli interventi sono soprattutto di adeguamento funzionale e normativo. Per quanto riguarda la viabilità, voglio ricordare, visto che è sovente oggetto di censure da parte della minoranza, che abbiamo un territorio che esprime qualcosa come 1.200 centri storici ripartiti su tutta la geografia della Regione e per lo più in aree montane, alle quali occorre garantire un adeguato collegamento con il fondovalle centrale. Ricordo ancora che tali interventi potenziano il vantaggio di avere una capillarizzazione della popolazione sul territorio affinché questa diventi presidio del territorio stesso. Si tratta di una rete regionale di oltre 500 chilometri che ha bisogno di continue manutenzioni, poi abbiamo esigenze che non sono esigenze della rete stradale di pianura, che sono quelle di mettere in sicurezza questa viabilità da dissesti, da valanghe, da frane, da smottamenti, che ogni qualvolta si verifica un intervento meteorologico particolare hanno delle ricadute con conseguenze molto gravi per le persone. La priorità che è stata data per la scelta di questi interventi quindi riguarda la sicurezza dei tracciati, interventi su tracciati in cui si è verificata un'incidentalità causata dall'inadeguatezza, adeguamento di tracciati le cui caratteristiche (planoaltimetriche) siano state ritenute inadeguate, completamento di interventi già realizzati, manutenzione dei tracciati che versano in stato di degrado, interventi sui collegamenti tra i capoluoghi di Comune e il fondovalle, adeguamento dell'offerta di parcheggi alla crescente domanda di sosta veicolare, dotazione di marciapiedi pedonali, che sarà il grande parco di interventi che dobbiamo eseguire per una questione di vivibilità, la strada dell'"Envers", oggetti di particolare sollecitazione da parte dei Comuni interessati e poi gli interventi che sono conseguenti alle imposizioni del nuovo Codice della strada. Voglio ricordare un intervento di grande rilevanza, che è la sistemazione della frana del Tiazhore, la realizzazione della strada regionale a Valgrisenche. Per la viabilità e la sosta in città, richiamo l'intervento a valere sul Prusst (Programma di riqualificazione urbana e di sviluppo sostenibile del territorio, finanziato dal Ministero delle infrastrutture), ossia il grande parcheggio di attestamento, il parcheggio al Breuil (Valtournenche), ad Antagnod (Ayas), mentre per il trasporto pubblico vanno segnalati interventi cofinanziati dallo Stato sull'aeroporto regionale (allungamento della pista e installazione di apparato di radionavigazione aerea), interventi per il collegamento con la pubblica strada delle nuove fermate ferroviarie urbane in Aosta.

Infine l'edilizia scolastica sarà oggetto di un particolare piano che è stato abbozzato ed è in corso di approfondimento con la pubblica istruzione.

Per la categoria "strutture per l'agricoltura, l'industria, l'artigianato e il commercio", abbiamo la manutenzione del caseificio di Pollein e della "Crotta di Vegneron" (Chambave).

Nell'ambito della raccolta e smaltimento dei rifiuti vi è da perfezionare l'intervento di smaltimento a Morgex e a Brusson.

Per quanto riguarda i luoghi di culto, non sono previste nuove realizzazioni, ma solo interventi di manutenzione ed adeguamento strutturale e funzionale.

Concludo qui la mia lunga e forse noiosa illustrazione e sono a disposizione per gli approfondimenti.

Président - Je déclare ouverte la discussion générale.

La parole au Conseiller Lavoyer.

Lavoyer (FA) - Diciamo subito che come gruppo "Fédération Autonomiste" diamo un giudizio positivo a questo piano, un piano che ci sembra puntuale sugli interventi, un buon strumento di programmazione, per certi versi, il piano lavori dà il senso della concretezza della programmazione politica. Infatti da qualche anno il Piano lavori dei lavori pubblici è trasversale a tutti gli Assessorati, questo per racchiudere in un unico strumento le strategie e gli interventi del Governo. Diciamo che è un buon segnale di vivacità dell'azione del Governo regionale, un programma che sottintende un messaggio di ottimismo per lo sviluppo economico della nostra Regione. Tutti sappiamo che l'edilizia è un motore importante dell'economia in senso lato, si dice sempre che dove si vedono tante gru vuol dire che l'economia funziona. Diciamo che con questo Piano dei lavori pubblici si sottintende a uno stato di salute positivo in un momento particolarmente difficile per la nostra economia. L'edilizia è sempre stata il motore dell'economia in senso lato, in particolare per la Valle d'Aosta un'opportunità in questo settore vasta, dà la possibilità a tutto un tessuto artigianale che ruota attorno all'edilizia in senso lato, gli impiantisti, quelli che fanno i serramenti, i piastrellisti, tutta una microrealtà artigianale che oltre agli interventi specifici di viabilità che vanno nella direzione di mantenere questo presidio sul territorio... e danno anche la possibilità a piccoli artigiani, molte volte in attività di part time con altri settori economici tipo l'agricoltura, di trovare quel volano economico che gli permette di sopravvivere in realtà difficili come quelle della montagna. Direi quindi che tale piano lavori tiene conto in maniera abbastanza puntuale di questa nostra realtà socio-economica. Se posso prendere spunto parlando del piano lavori per eventualmente sollecitare e invitare l'Assessore e la Giunta, dove ancora possibile, di cercare, nel limite del possibile, di approfondire il "neo" di questo settore, che purtroppo molte volte dà delle grosse opportunità che non possono essere colte appieno dalle attività economiche presenti sul nostro territorio proprio per le regole che attualmente stanno alla base degli appalti. Mi pare che tale dibattito si sia avviando anche a livello nazionale, probabilmente il massimo ribasso è una regola che sono apparentemente privilegia o dà vantaggi all'amministrazione appaltante, in quanto il più delle volte questa regola sottintende poi subappalti, lavori fatti male, imprese che non riescono economicamente a trovare l'equilibrio per portare a buon fine gli interventi. Direi quindi dove è possibile verificare anche con gli uffici e all'interno della competenza che abbiamo come Regione a statuto speciale, competenza primaria ai lavori pubblici, dove la Valle d'Aosta si può comportare come Stato membro, di verificare tutte le possibilità per non dico agevolare le imprese locali, ma per dare garanzie all'ente appaltante che i lavori vengono fatti e vengono realizzati da imprese che hanno tutte le caratteristiche di affidabilità.

A parte questo aspetto, che è più che altro un suggerimento che penso la Giunta e l'Assessore accolgono tutti i giorni da parte dei diretti interessati, annunciamo un voto favorevole convinto al provvedimento.

Président - La parole au Conseiller Venturella.

Venturella (Arc-VA) - Noi preannunciamo già il nostro voto negativo per chiarire subito la posizione, anche perché poi mi potrei dimenticare nel prosieguo dell'intervento. Andremo poi nel dettaglio delle schede lavori successivamente, ma ne anticipo i motivi che sono essenzialmente 4: il primo motivo è l'assoluta non corrispondenza fra la programmazione e la reale disponibilità finanziaria; secondo punto, non è un documento programmatorio, ma è un lungo elenco di opere; terzo punto, non vi sono delle priorità; quarto punto, un piano lavori che, in alcuni casi è dichiarato, è utilizzato come strumento di pressione politica.

Primo punto. Abbiamo delle forti perplessità rispetto a come è stato presentato, al suo contenuto; tra l'altro, leggendo i resoconti consiliari dal 2000, ogni tanto si apprezzava il fatto che la relazione veniva consegnata prima, ognuno aveva il tempo necessario per lavorare, oltre che sul piano, anche sulla relazione dell'Assessore che, rispetto al 2004-2005, mi pare sia stata non un elenco noioso, ma una relazione che è andata nel dettaglio. Vediamo di analizzare i 4 punti e di motivare perché siamo fortemente critici rispetto al documento che ci presenta oggi il Governo. Il documento si divide, se analizziamo i dati generali, quelli contenuti da pagina 1 a pagina 6, in 2 grandi famiglie di progetti: la prima famiglia, dalle origini incerte, è destinata però ad essere già da quest'anno sterminata, su 121 progetti vedremo quale sarà la sorte di questi 121 interventi per 239 milioni di euro, la prima famiglia è destinata ad essere sterminata; la seconda famiglia dalle origini sconosciute, il cui futuro - sto parlando dell'allegato unico - sarà nelle mani dell'Assessore di turno che potrà ripescare "ad libitum" i progetti per i sindaci o le "lobby" amiche, ovvero seppellire per l'eternità i progetti da dimenticare. L'Assessore parlava in questo caso con un neologismo che mi piace tantissimo del parco progetti, lei unisce bene ambiente e lavori pubblici... il parco delle progettualità, peccato che questi progetti sono 169 per 349 milioni di euro... sono un po' messi nel limbo. Prendiamo i dati e prendiamo come base l'importo dei lavori, il costo o, meglio, bisognerebbe prendere, per fare un'analisi del piano, la copertura finanziaria, qui vi è la prima grande criticità: su 588 milioni di euro, 239 il piano stesso, 349 l'allegato, abbiamo una prima criticità che "salta agli occhi", per cui si ha la copertura certa finanziaria solo per il 40% dei progetti, mentre per il 60% non si ha assolutamente copertura. Anche qui, quando uno scorre le cifre, vede 500 milioni di euro, che sono fasulli, perché la cifra vera non è 500, ma è solo 239 e anche su questi 239 milioni di euro dobbiamo fare una piccola considerazione, un piccolo dato che non è l'interpretazione restrittiva del gruppo "Arcobaleno", ma ce lo dice il documento a pagina 5, che ci dice che su 239 milioni di euro ipotizzati la vera disponibilità finanziaria nel triennio 2007-2009 non è di 239 milioni di euro, ma è di 117 milioni di euro, ossia si è scesi al 40% e di cui si ha la disponibilità finanziaria del solo 49% nel triennio, quindi scendiamo ancora. Da 500 milioni si passa a 239, infine si arriva a 117 milioni di euro nel triennio. Un altro conto bisognerebbe fare: la vera capacità operativa reale, quella calcolata sulle opere che hanno la copertura finanziaria per quest'anno, scende penosamente al 14% del 2007 rispetto alla disponibilità del triennio e poi, rispetto all'importo complessivo, 239 e non 500 milioni, anche qui scende al 7,1%. Abbiamo quindi una percentuale di capacità operativa reale che è del 7,1% su tutto l'importo, ma anche qui, se andiamo ad analizzare non la tabella ma opera per opera - e noi lo abbiamo fatto -, ci accorgiamo che sui 17 milioni di euro segnati nella colonna 2007 come progetti per i quali c'è la reale disponibilità finanziaria ben il 25%, 4 milioni di euro, sono stati messi in disponibilità del 2007, ma questi 14 progetti non hanno neanche la progettazione preliminare. Diciassette milioni di euro quindi, anche questa una bella cifra, ma anche questa fasulla, perché verosimilmente saranno solo 13 i milioni di euro realmente disponibili per il 2007, perché bisogna osservare non solo i "desiderata" e quello che si mette nella colonna, ma anche far vedere qual è la progettazione. Se non c'è neanche il progetto preliminare, è chiaro che tali cifre sono "ballerine".

Secondo punto: è o non è un documento programmatorio? Diciamo che, almeno da ciò che è scritto, non appare un documento programmatorio e vediamo perché. Dimentichiamo per un attimo l'allegato, perché sarebbe lecito porci una domanda: perché si avviano studi senza disponibilità finanziaria, mentre si ha solo il 49% delle risorse rispetto al triennio? La risposta è perché ci siamo inventati il famoso parco delle progettualità. Vediamo allora i 121 progetti che l'Assessore ha così ben evidenziato nella sua illustrazione, relativi al triennio 2007-2009; cosa si scopre leggendo l'elenco di schede lavori? Si scopre che di 121 progetti solo l'1,6% hanno l'esecutivo acquisito, di questi solo 4 (3,3%) hanno l'esecutivo in elaborazione. Il livello di progettazione di 115 progetti quindi rimane quello della progettazione o preliminare, o definitiva, tutti gli altri progetti, quindi intorno al 95%, non vedranno la luce in questo triennio perché ancora fermi al preliminare o al definitivo. Sono fermi al preliminare circa metà dei progetti, anche qui una forte discrepanza fra strumento programmatorio e realizzazione in futuro: ecco perché diciamo è un mero lungo elenco di opere senza copertura finanziaria per una parte, mentre per quelle dove c'è la disponibilità finanziaria il livello di progettazione è al primo stadio. Attenzione, non è preliminare acquisito, ma preliminare in elaborazione.

Terzo punto: perché diciamo che non ci sono delle priorità? Perché in questo lungo elenco di opere non esistono priorità, le schede sono messe un po'... e, infatti, abbiamo presentato degli emendamenti relativamente ad alcuni progetti che dalle stesse dichiarazioni dell'Assessore nel 2004-2005 erano prioritari e dovevano essere fatti nel giro di pochi mesi: mi riferisco al parcheggio "F8" e nell'illustrazione degli emendamenti avrò occasione di riportare le dichiarazioni dell'Assessore Cerise su questo... ad esempio, alle fermate della ferrovia, "l'Istituto dei geometri" e "Viale Europa", e alla pista ciclabile. Nel lungo elenco di opere quindi non vi sono priorità, ma vi è forse qualcosa che riguarda non tanto la programmazione, e passo al quarto punto, perché se nei piani triennali precedenti - mi sono letto quelli del 2000, 2002, 2003, poi si passa al 2004, 2005, nel 2006 non abbiamo fatto il piano triennale, il 2007 è questo - prendeva forma una sorta di giustificazione utilitaristica palesemente dichiarata da Assessori e Consiglieri di maggioranza, lo ha ripetuto oggi il collega Lavoyer, come piano triennale, come valido aiuto alle imprese edilizie in crisi. Vorrei citare un intervento dell'Assessore Cerise nel 2005 in cui dichiarava: "questo è un piano che ha un impatto economico importante, in un momento come questo mettere queste risorse sul mercato significa venire in aiuto al settore edile". Ringraziava poi il collega Marguerettaz per le risorse che, nonostante le decurtazioni, qualche milioncino dal cilindro lo riesce sempre a tirare fuori: bravo Assessore Marguerettaz! Non solo quindi un valido aiuto per il settore edilizio in crisi, che è ragionevole, ma ora abbiamo una novità: che ci si avvicina alle elezioni regionali del 2008 e cosa si nota nelle non corrispondenze fra la progettazione e ciò che viene messo in bilancio 2007-2008-2009? Perché si gioca anche all'interno del triennio sul mettere o non mettere in prima, seconda o terza colonna. Si nota questa assoluta non corrispondenza fra i livelli di progettazione raggiunti negli interventi e la disponibilità di bilancio in alcune schede, denotando quindi un uso politico molto raffinato, ma al tempo stesso spregiudicato del piano triennale, anzi, più che di uso politico, si dovrebbe parlare di strumento di pressione politica, altrimenti non si spiegherebbero alcune incongruenze. Vado alle pagine 35-36 del piano - non mi dilungo molto su queste pagine, che saranno oggetto di emendamento -, qui leggo: "viabilità extraurbana", dove vi sono gli interventi "ST 50", "ST 55", "F03" e "ST 38" che, nonostante gli ultimi 3 abbiano il definitivo acquisito, sono stati messi non nel 2007, ma nel 2009, perché? Perché vi è la novità che ora alcuni dei 74 sindaci dei Comuni hanno dichiarato che non sono più parte organica della maggioranza, anzi si sono dichiarati per altre forze politiche autonomiste. Sono andato a vedere le varie schede e spunta il Comune di Valgrisenche nelle opere con il definitivo acquisito e il livello di progettazione esecutivo, ossia uno dei 2 progetti con l'esecutivo in corso di elaborazione, quindi siamo allo stadio ultimo della progettazione, la disponibilità finanziaria è stata messa nel 2009, Valgrisenche, Villeneuve - e qui vi ricordate tutta la faccenda sul ciclo idrico integrato? -, Arnad, hanno il definitivo acquisito 2009, Fénis, definitivo acquisito 2009, mentre altri progetti vicini di banco quasi... preliminare in corso di elaborazione 2007. Non vi sono solo queste discrepanze nella prima famiglia, ma nella seconda famiglia, nell'allegato, quando si fa un lungo elenco di opere che rimangono nel limbo, sospese fra i "desiderata" di qualcuno e la reale disponibilità di altri a completarne l'esecuzione: ecco che tale piano assume un'importanza essenziale che travalica l'esecuzione e la realizzazione delle opere stesse, ma che attiene alla sfera della lotta politica, la peggiore, una lotta fatta di promesse mantenute o non mantenute negli anni e in alcuni casi di vere e proprie pressioni politiche.

Président - La parole au Conseiller Tibaldi.

Tibaldi (CdL) - Indubbiamente è importante piegarsi su delle situazioni che dovrebbero essere definite di programmazione dell'azione pubblica e ogni tanto con una certa periodicità, in questo caso piuttosto lunga, veniamo ad analizzare un piano triennale che riguarda il periodo che va dal 2007 al 2009. Non abbiamo alcuna perplessità sul fatto che i lavori pubblici siano importanti, che gli investimenti in opere pubbliche siano determinanti per la crescita qualitativa di una comunità sotto il profilo dei servizi che vengono ad essa resi e del miglior livello di vivibilità che essa potrà intraprendere con la realizzazione di opere importanti. Non abbiamo alcun dubbio sul fatto che gli investimenti in opere pubbliche costituiscono anche quel volano economico occupazionale e di sviluppo che interessa una larga fetta di professionisti, di imprenditori, di artigiani che traggono sussistenza e vantaggi dall'essere impiegati nella progettazione e nella realizzazione di queste opere. In fondo il ruolo di un esecutivo regionale o di un esecutivo di qualsiasi ente pubblico è quello di cercare di soddisfare i bisogni della comunità e noi crediamo che alcuni di questi progetti possano andare anche in quella direzione. Abbiamo qualche preoccupazione sulle modalità con le quali vengono programmati tali progetti e con i quali si tende a mettere in cantiere queste opere.

Ho sentito parlare di vivacità del piano. Devo dire che in questi anni a una vivacità del piano penso che si possa sostituire una dinamica crescente dei costi delle opere in cantiere. I costi delle opere pubbliche penso siano un fattore determinante e non trascurabile che concerne anche la nostra Regione. Recentemente su "Il Sole 24Ore" - penso che l'Assessore abbia avuto occasione di leggerlo - è stata fatta una comparazione fra i soldi impegnati per la realizzazione di opere in Italia confrontati con opere analoghe in altri Paesi d'Europa, ebbene l'Italia, insieme alla Spagna - ma l'Italia supera anche la Spagna -, è il Paese dove il costo per chilometri di strada e metri cubi di edificio pubblico è il più elevato d'Europa: questo è un fatto che ci deve far riflettere, come mai la realizzazione della "TAV" - è vero che la "TAV" non attraversa la nostra Regione, però comunque lambisce il terreno immediatamente sottostante, la pianura Padana, o almeno speriamo che l'attraverserà - viene a costare 3 volte tanto rispetto alla vicina Francia in termini di progettazione e realizzazione? Se poi facciamo un piccolo paragone fra la Val d'Aosta e le altre Regioni italiane - e qualche collega insieme a me è testimone di quello che abbiamo visto nei giorni scorsi già solo in Alto Adige -, ci rendiamo conto che opere strutturali o infrastrutturali in Valle d'Aosta hanno costi addirittura superiori rispetto ad altre Regioni italiane. Una rotonda, visto che adesso va di moda parlare di rotonde, in Val d'Aosta costa molto di più che in Piemonte, in Lombardia o in Alto Adige. Se io, sfogliando questo piano di progettazioni, vedo che per allestire una pinacoteca in quel di Châtillon, dove abito, costa oltre 2 milioni di euro e penso che con 2,5 milioni di euro a Terento in Alto Adige hanno realizzato un'azienda di biogas che produce energia elettrica, in grado di soddisfare fabbisogni per 400 famiglie, mi rendo conto che c'è una sproporzione. È vero che le opere non sono immediatamente paragonabili, ma sappiamo che realizzare una rotonda non comporta uno sbancamento, la costruzione di un edificio, di un fermentatore scavato nel terreno e di impianti tecnologici e strumenti che con solo mezzo milione di euro in più hanno soddisfatto un'esigenza produttiva e naturalmente hanno soddisfatto anche un servizio. Forse lei, Presidente, ritiene che questo rientri nella normalità, ma se sfogliamo altre pagine di schede che sono qui proposte, ci rendiamo conto che l'euro in Valle d'Aosta in particolare non ha un rapporto di 1:1936,27, ma un rapporto di 1:1.000, per cui cifre che prima venivano espresse in miliardi oggi sono espresse in euro. L'anomalia italiana è anche un'anomalia valdostana e su questo inviterei l'Assessore alle opere pubbliche, ma anche la Giunta a fare una riflessione. La legge n. 12/1996 di cui il collega Lavoyer è stato il protagonista ha previsto l'istituzione di un osservatorio dei lavori pubblici, un'autorità che dovrebbe monitorare puntualmente l'efficienza e l'efficacia della realizzazione di questi investimenti. Non so quanto questo osservatorio funzioni o, meglio, posso presumere quanto non funzioni, con tutto il rispetto per le persone che vi fanno parte, anche perché ci imbattiamo pressoché quotidianamente in disfunzioni progettuali o di realizzazione di opere pubbliche che ci vengono regolarmente segnalate. Ne voglio citare un'altra che è lì nel comprensorio dove abito: la Regione Valle d'Aosta ha finanziato la progettazione e la realizzazione di un acquedotto intercomunale, quello di Saint-Denis, Verrayes e Torgnon, che ha avuto un costo di tutto rispetto, un acquedotto che è stato inaugurato alla vigilia delle elezioni regionali del 2003 o alla vigilia di qualche elezione importante, perché le vigilie sono dense di inaugurazioni e di tagli di nastro... e che comunque ha una sua utilità, ha un suo fondamento: quello di cercare di risolvere in maniera comunitaria il soddisfacimento dei bisogni idrici di una popolazione. Dopo la realizzazione, dopo 3 varianti in corso d'opera, 3 varianti progettuali che sono state fatte perché le progettazioni iniziali non avevano previsto determinate circostanze e situazioni o inconvenienti che sono poi emersi, siamo al punto che la popolazione oggi è costretta a bere un'acqua che sarà anche potabile, ma ha un gusto sgradevole ed è assolutamente inidonea per il funzionamento di elettrodomestici, si parla di acqua dura, di acqua che corrode e che ha dei problemi nelle sue caratteristiche fisico-chimiche. Progettazioni molte, Assessore, sappiamo che il suo Assessorato è uno dei più ambiti perché comunque governa al cospetto di un importante insieme di personalità professionali che si occupano di diversi campi e costituiscono quell'indotto che viene nutrito da questi interventi in termini di opere pubbliche; allora una mole di progetti, lei oggi ha parlato di parco di progettualità, non vorremmo che diventasse anche questa una palestra dove cimentarsi con riconoscimenti economici di tutto rispetto e poi buona parte di tali progetti o avanzano a rilento o addirittura vengono dimenticati. Le realizzazioni sono poche, vanno a rilento, anche qui, oltre ai costi, un altro anello debole del nostro sistema di investimenti pubblici è la tempistica, tempi lunghi, tempi che sforano le previsioni di calendario e che creano dei disagi all'utenza, che invece attende una risposta immediata dalla pubblica amministrazione. Torno sui costi per dire che il paradosso dei costi che lievitano è che nella maggior parte dei casi questi appalti vengono assegnati con il principio del massimo ribasso; è strano che, da un lato, vi sia una crescita del costo complessivo e, nonostante l'assegnazione al massimo ribasso, vi sia una dinamica crescente che non viene monitorata. Assessore, per favore, mettiamo in funzione l'osservatorio, ma nel vero senso della parola; mi sembra come l'Osservatorio del turismo, previsto in legge anche questo, ma che poi è rimasto un organo autoreferenziale dell'Assessore al turismo di turno, che lo riunisce 2 volte all'anno, si raccontano ai componenti le idee - alcune delle quali anche suggestive -, ma la cosa finisce lì. Questi osservatori sono stati istituiti con compiti precisi, ma facciamoli funzionare, non devono essere un intralcio per l'azione amministrativa, ma devono essere uno strumento di controllo efficace sulle capacità professionali dei progettisti e le capacità imprenditoriali degli impresari nel realizzare tali opere.

Per quanto riguarda il piano in sé, vediamo che le disponibilità nel triennio sono diminuite e qui concordo con quanto ha detto il collega Venturella. Nel triennio 2005-2007 le disponibilità assommavano a 192 milioni di euro, nel triennio attuale 2007-2009 sono 117 milioni di euro, non so se questa diminuzione corrisponde a uno stralcio delle opere prioritarie di rilevante interesse regionale; sta di fatto che non penso stia a significare una compressione delle spese nel senso che auspicavo prima, mi pare di capire che vi sia uno stadio di progettazioni preliminari di studi di fattibilità, che sono sommari, ma non hanno grandi contenuti.

Ultima osservazione: alla capacità progettuale della Regione si sommano le iniziative progettuali di molti Comuni, gli enti pubblici valdostani sono composti dagli enti locali e dalla Regione; abbiamo esempi sul territorio e cito i Comuni a me più vicini di Châtillon e Saint-Vincent, che sono indotti a realizzare studi di fattibilità per trovare una formula di accreditamento a livello regionale, quindi di copertura finanziaria da parte della Regione, dicevo iniziative progettuali che vengono abbandonate poi a sé stesse. L'esempio dei campi di golf, lo sa bene l'Assessore Pastoret, i Comuni di Châtillon e Saint-Vincent si sono lanciati in uno studio di fattibilità per realizzare un possibile campo di golf nella zona di Ussel e nella frazione Tenso di Saint-Vincent, 25mila euro, un'inezia rispetto a tali cifre milionarie, ma per un Comune questa è una somma piuttosto consistente. Cambia l'Assessore e con lui le idee, le suggestioni, il progetto è stato gettato addirittura nel cestino perché non se ne fa più nulla. Diverse iniziative di questo genere non possono essere stroncate da filosofie o da pensieri che sono diametralmente opposti, perché in fondo si ragiona con i soldi dei contribuenti, quindi una programmazione dovrebbe comprendere delle iniziative che vengono concordate con i Comuni e che non prevedono il dispendio di tempi e di risorse, che alla fine si risolvono in soldi dei cittadini.

Infine un'osservazione sulla legge n. 12/1996 che rimane l'impalcatura giuridica sulla quale si fonda questo piano. È una legge che è stata censurata dalla consulta in una piccola parte, come lei dice, che doveva però costituire una revisione importante che rientra nel programma di maggioranza. Ci pare che dopo la censura della consulta questa idea di revisione sia stata abbandonata. Lei sa che quella revisione cercava di promuovere l'imprenditorialità valdostana entro certi limiti, fermo restando le regole del mercato che siamo noi i primi a voler difendere, però le imprese valdostane non hanno avuto risposte dopo la cesura della consulta e in buona parte l'imprenditorialità artigiana valdostana nel settore edile si è riversata sul settore privato, mentre il settore pubblico è ormai prerogativa di imprese che vengono prevalentemente da fuori. Qui è mancata una risposta politica e continua a mancare, non so se l'Assessore in questo scorcio di legislatura avrà la capacità di trovare una soluzione come hanno fatto altre Regioni, penso al Trentino e all'Alto Adige, dove ci sono modelli che funzionano e non hanno subito la "tagliola" della consulta.

Président - La parole au Conseiller Stacchetti.

Stacchetti (SA) - Per la "par conditio" mi pare che 2 sono contro, uno favorevole, quindi sono favorevole anch'io, anche noi come gruppo "Stella Alpina" riteniamo sia un piano approvabile, anche se come programma ormai di fine legislatura non è entusiasmante se si verifica che, a fronte di una necessità globale di 587 milioni, come accennato dal collega Venturella, solo 116 milioni sono spendibili. Un'amara considerazione ma, se la disponibilità finanziaria è tale, di più non si può spendere, come succede anche nelle normali famiglie. Concordo con i Consiglieri Lavoyer e Tibaldi quando invitano a trovare una soluzione affinché il sistema degli appalti riporti le nostre imprese ad essere primi attori della progettazione e della gestione ed esecuzione delle opere del comparto. È vero che molte gru in movimento sono indice di buona economia.

Detto questo, mi limito a scorrere l'elenco delle infrastrutture per delle osservazioni. Sulla viabilità e infrastrutture vediamo una previsione di 30 milioni di euro e spendibili nel triennio 7 milioni, nei servizi sociali edilizia scolastica per manutenzione e adeguamento un totale di 16 milioni, 14,3 di adeguamento, solo 5 milioni di spesa. Nei servizi sociali 29 milioni di previsioni e 12 di spesa. Abbiamo altre opere per garantire il corretto regime delle acque, dove su una previsione di 6 milioni questi 6 milioni vengono totalmente spesi. Su questo capitolo mi permetto di fare una considerazione e un invito in funzione anche della situazione climatica: se non è il caso già di pensare a come fare scorta delle nostre acque, ossia fare riserva, quindi già pensare a delle opere, programmare nel tempo affinché si possa cominciare a fare riserva delle acque. L'Assessore e la Giunta sarebbero ben più felici se potessero spendere tutto ciò che è la lista della spesa, però, come in tutti i Governi, anche nel nostro spendono in funzione della disponibilità finanziaria. La limitata disponibilità finanziaria dovrebbe invitarci a cercare altre risorse e credo che in prima battuta si dovrebbe andare a fare delle economie nelle spese correnti. Non mi dilungo oltre, ribadisco il nostro voto favorevole al programma.

Président - La parole au Conseiller Bortot.

Bortot (Arc-VA) - Sarò un po' meno tenero del Consigliere Stacchetti, anche se sono molto d'accordo su alcune cose che ha detto. Mi riferisco a un'affermazione del Consigliere Lavoyer: è vero che i lavori pubblici fanno da volano all'economia, ma dobbiamo intenderci su cosa intendiamo per "lavori pubblici", la qualità, che tipi di intervento sul territorio, la programmazione, la pianificazione. Ero anch'io con il collega Tibaldi in Alto Adige, abbiamo visto come viene gestito il territorio, abbiamo visto investimenti sul risparmio energetico sugli edifici pubblici, in questo piano non ve n'è uno! Un intervento su un edificio della Provincia di Bolzano lo abbiamo visto con i nostri occhi, hanno abbattuto il costo del riscaldamento da 94mila euro a 4mila e, quando dico che tipo di interventi nel settore edilizio, mi riferisco a questi! Un conto è costruire con metodi vecchi e obsoleti perché non abbiamo il coraggio di confrontarci "a muso duro" con i nostri artigiani, un altro è costruire sopraelevando con il risparmio energetico e pagando sull'investimento con quello che si risparmia... allora queste cose sono possibili anche in Valle d'Aosta, non stiamo parlando di fantascienza tanto per essere molto espliciti!

Veniamo nel merito e poi entrerò nel discorso più politico, piscina di Pré-Saint-Didier: era... Assessore Cerise... in questa aula 35 anni fa era Assessore al turismo Milanesio, ero là sopra, non c'erano i vetri, Claudio Manganoni da qui "tuonava" contro una revisione dei costi di costruzione della piscina di Pré-Saint-Didier perché i costi erano lievitati con una perizia mirata non so di quanti milioni. Giustificazioni dell'Assessore Milanesio: "mi dispiace, non possiamo verificare la revisione del costo e la revisione del prezzo, dobbiamo solo pagare perché è stato scavato nella roccia, non è più verificabile l'aumento dei costi della costruzione di questa piscina". Oggi 35 anni dopo ci troviamo per la piscina di Pré-Saint-Didier lavori per 2 milioni di euro, questa piscina fra quello che è costata allora più 2 milioni di adesso quanto viene a costare? Vi è una memoria storica dentro tali uffici per capire che è inutile intervenire dal punto di vista antisismico... se allora quei costi sono stati giustificati perché questa piscina è stata scavata nella roccia viva? Devo essere io la memoria storica? Ma io sono un soggetto, ma penso che negli uffici la documentazione vi sia! Abbiamo 6,2 milioni di euro di lavori in economia, i lavori in economia che sono quasi sempre rifacimento del manto stradale... non si può mettere all'appalto e poi si dà un anticipo all'impresa che vince, si obbligano le imprese a consorziarsi e a fine anno si stabilisce quanto manto stradale è stato necessario rifare e si fa un conguaglio, risparmiamo un sacco di soldi! Ha ragione allora il mio collega che dice: "bisogna mantenere 50 artigiani, dare il lavoro a ciascuno in economia sopravvalutando il costo del lavoro, pavimentando o rifacendo asfalto magari anche dove non è necessario". Abbiamo speso 350mila euro per rifare il manto stradale per andare a La Thuile perché passava il "Giro d'Italia" e quel manto stradale non aveva bisogno di essere rifatto, tanto per essere chiari!

Rotonda di La Salle: l'Assessore dice che ce l'ho con le rotonde, ma io dico al Consiglio di guardarsi tale pagina. Questa pagina è uscita su "La Stampa" in occasione del raduno degli alpini, è una rotonda di 24 metri di diametro, costruita a Cuneo, sapete quanto viene a costare? Viene a costare 389mila euro! Ma nei 389mila euro ci sono dentro: 16mila euro di IVA, impianto di illuminazione, spostamento impianto "Telecom", spostamento impianto "Italgas", segnaletica stradale, spese tecniche di progettazione, professionista esterno ed è uno dei pochi lavori che hanno dato all'esterno e, quando la finanziaria prevede che non si possa integrare il "turnover" più del 50% delle persone che lasciano l'amministrazione pubblica, credo che valga anche per Cuneo e, se Cuneo riesce con l'ufficio tecnico a programmarsi le rotonde, credo che lo potremo fare anche noi. Le spese tecniche per la progettazione sono 20mila euro, Assessore, hanno acquisito l'area, quindi hanno speso 7mila euro per l'acquisizione dell'area. Vi sono poi i cubetti color bianco e antracite, la sabbia per il tetto di posa, esecuzione, posa e disegno sono 389mila euro, una rotonda chiavi in mano di 24 metri di diametro, sono 389mila euro! Un collega ci ha suggerito prima una battuta: a questo punto non si fanno più le rotonde per far girare le auto, si fanno le rotonde per far girare i soldi, che finiscono nelle tasche dei soliti non ignoti, ma dei soliti conosciuti! Andiamo avanti con l'elenco della spesa. La rotonda di La Salle ci verrà a costare 3,5 milioni di euro, 10 volte tanto, vorrei capire se si mettono giù i cubetti laminati d'oro in queste rotonde!

Parliamo della rotonda di Fénis: la rotonda che vi è sul piano non è quella sulla statale, ma è quella che si trova uscendo dall'autostrada vicino al sottopasso della ferrovia, per una rotonda di quel genere, che sarà 10 metri di diametro, spendiamo quasi il doppio di questa rotonda di 24 metri di diametro.

Riqualificazione e adeguamento strada statale n. 26 uscita autostrada per Aosta, pagina 34, 5 milioni di euro; dobbiamo cambiare i "guard-rail" e metterli d'argento? Di che tipo di viabilità abbiamo bisogno? Se occorre un intervento, bisognerà programmarlo rispetto ad altra viabilità. Abbiamo 5 milioni di euro previsti, sono 10 miliardi, ha ragione il collega Tibaldi che gli euro sono diventati lire e non viceversa.

La pinacoteca me l'ero segnata, ma per appendere dei quadri a dei muri - banalizzo un po' - 2 milioni di euro mi sembra eccessivo, con questa cifra sapete cosa si fa?

Restauro Castello di Quart: 9 milioni di euro, un po' lo conosco, è stato restaurato non so che altro tipo di intervento, oppure, quando si restaura una struttura, penso che occorrerebbe fare il progetto chiavi in mano, non è che spendiamo 20 miliardi di vecchie lire fino a qualche anno fa e poi ci aggiungiamo altri 18 miliardi!

Restauro Castello di Saint-Pierre: 6 milioni di euro, qualcuno mi dice se bisogna rifarlo, perché con quella cifra quel castello si rifà da un'altra parte trasferendo anche le pietre di quello esistente.

Ripristino asfalto strada regionale: 2,7 milioni, da una parte abbiamo il capitolo dei lavori in economia, che sono quasi sempre pavimentazione e rifacimento asfalto, 6 milioni di euro, poi abbiamo un'altra voce con lavori di asfaltatura: 2,7 milioni di euro.

Allungamento pista aeroporto: anche qui forse la laminiamo? Vediamo 13 milioni, parliamo di allungamento della pista, ma non è che l'aeroporto lo facciamo nuovo, si parla di allungamento delle piste, aggiungendoci poi le infrastrutture. Leggo qui: "approntamento...", non è neanche l'esecuzione dei lavori, ma l'approntamento del sito per la radio navigazione 500mila euro. La voce "approntamento" cosa vuol dire? Bisognerà fare una base di cemento per delle colonne per le radiofrequenze...? Non so cosa bisogna fare! Per l'approntamento si intende forse l'avvicinamento dell'impresa che dovrà eseguire il lavoro, si intende questo? Non so cosa si intende. Capivo esecuzione del sito, allora ha un senso, 500mila euro sono un miliardo di vecchie lire.

Manutenzione straordinaria area esterna ex "Giovannetto Marmi": 380mila euro. Se sommiamo gli interventi fatti su quella area, mi rivolgo alla collega Charles che è di Arnad, lei sa quanti soldi sono stati spesi in quell'area per ristrutturare i capannoni! Ho presentato un'interpellanza 2 mesi fa, se facciamo la somma in quell'area fatiscente, abbiamo speso gli stessi soldi che abbiamo speso per comprare la "Tecnomec" in funzione. Vi è qualcosa che non quadra in questa situazione. L'area antistante l'ex "Giovannetto", chi conosce sono 4 metri quadri e noi impegniamo 380mila euro per sistemare un'area che non c'è! Se qualcuno quando esce da davanti alla "Tecnomec", sulla destra prima della curva vi è l'area "Giovannetto", guarda quanta area c'è fra la statale e i capannoni... ci si chiede come si fa a spendere tutti questi soldi per quel tipo di area.

Una cosa da chiarire con l'Assessore Isabellon: avevo capito che la "Crotta di Vegneron" di Chambave si faceva nuova, forse si è soprasseduto e si interviene sulla vecchia? Lo chiedo perché o la si fa nuova e allora ha un senso, altrimenti qui trovo: "Crotta di Vegneron" ampliamento 1.100.000 euro... o la si fa nuova, e allora vorrei un chiarimento, altrimenti nell'ampliamento quei soldi ci possono stare, dovrebbe venire un buon ampliamento, ma non so se si va sottoterra o si sale, perché intorno non ci sono aree. Anche qui come si interviene? Capisco che bisogna dare lavoro...

Sistemazione idraulica tratto terminale torrente Comboé: ma da quando in qua si vanno ad arginare gli sbocchi dei torrenti che entrano nella Dora se non ci sono villaggi da mettere in sicurezza? Chi ce lo ha ordinato di andare ad arginare aree che dovrebbero essere rinaturalizzate? Ma è buttare via i soldi! Vedrete cosa capita quando culturalmente ci saremo arrivati anche noi, spenderemo soldi per andare a rinaturalizzare queste aree e allora altri affari... capisco risistemare le sponde originali di un fiume e non capisco andare ad arginare quando bisognerà rifare il lavoro; non possiamo permetterci di buttare via tutti questi soldi!

In questi giorni, andando in giro con i Consiglieri Fey, Borre e il Sindaco Naudin a Dobbiaco a vedere quel caseificio, ci guardavamo intorno; la cura e manutenzione del bosco non ce l'abbiamo, dovevate vedere come era curato quel sottobosco, però in quel sottobosco vi sono gli impianti di cipazione, di teleriscaldamento, non alimentato con il metano, ma con una fonte rinnovabile che è il legname! Non è che lì non fanno muri di sostegno per contenimento delle opere stradali... ma li fanno dove sono necessari e non dove sono addirittura inutili!

Parliamo del programma di previsione che non rientra nei finanziamenti previsti nel triennio; abbiamo messo 30 milioni di euro per intervenire sulla Dora, ma cosa dobbiamo fare in questa Dora? Dobbiamo asfaltarla, dobbiamo gettare una soletta sopra? Sì, materiale in cava, ma se lascio scavare nella Dora come stanno facendo... ed è il famoso problema che ho sollevato di quel ponte a Montjovet un anno fa, uno spreco incredibile, andate a vedere quel ponte per non andare da nessuna parte, perché dal borgo di Montjovet che si va su a Bellecombe a piedi, mi scappa da ridere! Morale: hanno anche sbagliato i conti e si è lasciato scavare in alveo sulla Dora in un punto strategico, perché l'impresa, che è amica degli amici, essendo andata sotto costo, doveva recuperare i soldi che ha perso nel fare il preventivo. Non mi scandalizzo che si possa dare una mano a un'impresa, però a tutti allora, non solo a qualcuno. Il pomeriggio parleremo della "SET", dove se ne fanno "di tutti i colori" per acquistare il "Billia", poi in un'azienda che è in crisi e che ha lavoro sembra che non si riesca a trovare la quadra per darle una mano, allora "due pesi e due misure".

Caduta massi a Issologne: ho messo un punto interrogativo perché non volevo infierire. Abito sulla collina di Nus, frequento Saint-Barthélemy, l'impegno di spesa non ve lo dico, so che lì i massi a Issologne, quando nella nostra valle vi è un villaggio storico costruito nei secoli è perché qualcuno ha ragionato nel costruirlo lì, perché il rischio valanghe, masse o frane era minore rispetto a un altro posto. Mi spiegate perché dobbiamo andare a mettere in sicurezza Issologne dove non è mai caduto un sasso? Davvero allora si buttano via i soldi!

Scopro che si rifà l'"Institut agricole", siamo intervenuti con un intervento l'altro giorno, l'altro giorno è finita quella struttura fantascientifica molto da cultura valdostana sul davanti dell'"Institut agricole", adesso scopro che vi sono 22 milioni di euro in programma non si sa bene quando per fare la sede nuova dell'"Institut agricole". Queste davvero sono le cattedrali nel deserto! Non importa quello che si fa dentro le strutture, l'importante è costruirle perché gli affari si fanno nel costruirle, mentre quanto costeranno a gestirle e a cosa serviranno non ha importanza! E fa il pari con la "TAV" in Val di Susa, il problema non è migliorare la ferrovia che c'è già, è farne una nuova, perché l'affare non è le merci o i cittadini che devono arrivare a Lione o a Parigi un'ora prima! Sentite di uomini d'affari il nostro Paese è pieno, guarda caso, se non interveniamo come amministrazione pubblica, vanno tutti a bagno addirittura, vendiamo la "Telecom", abbiamo venduto le banche, ma i grandi uomini di affari italiani devono arrivare a Parigi un'ora prima! Si buttano via migliaia di miliardi perché qualcuno deve fare affari con quelle opere che non serviranno a nessuno! E noi non è che andiamo a copiare in Alto Adige cosa c'è di bello, ma costruiamo di nuovo strutture immobiliari fatiscenti che spenderemo tanti soldi, resteranno semivuote, non produrranno ricchezza e nel frattempo abbandoniamo quelle esistenti che vanno benissimo. Non so se l'"Institut agricole" ha chiesto di costruire una struttura nuova o che rete di giovani mettiamo nel settore agricolo, mi sembra che anche qui fra gli investimenti che facciamo e la traduzione imprenditorialità agricola nella nostra Regione ci sarebbe una bella valutazione da fare.

Ex Palazzo "Cogne": pensavo ci sarà da dargli una verniciata, lì dentro ci sono stato, ci sono tutti i pavimenti in legno, capisco il risparmio energetico, ma 8 milioni di euro per rinfrescare il Palazzo "Cogne"! Tutti lo conosciamo, ma cosa si fa? Si fa il cappotto, si fa risparmio energetico, si cambia il tetto? Capisco allora perché quell'investimento ci permette di risparmiare sul riscaldamento, riduciamo l'inquinamento atmosferico, ha un senso investire. No, ci sono 8 milioni previsti e poi un'altra "chicca": ci sono 4 milioni di euro per la Palazzina "Collaudi". La Palazzina "Collaudi" è dietro il palazzo, sotto c'è il collaudo, portavo i pezzi torniti per fare i brillamenti per la resistenza dell'acciaio, anche qui se si aggiungono a quelli precedenti, buttiamo giù, rifacciamo un grattacielo nuovo, ci costa la metà di quello che prevediamo. Pensavo che il recupero fosse uno degli assi portanti, ma se il recupero costa queste cifre, occorre che il Consiglio ci faccia una riflessione.

Ho sollevato il problema di un incarico dato a un professionista in quest'aula da parte del Presidente Caveri sul rifacimento degli uffici della Presidenza della Regione, perché poco presentabile per l'accoglienza delle delegazioni internazionali che dobbiamo accogliere nella nostra Regione. Mi è stato detto che sono inefficienti, che bisogna sistemarli... ma perché non ci abbiamo messo anche dentro - se facciamo questi lavori che reputo inutili, che quei locali sono più che dignitosi - anche il collegamento con gli uffici di Via Piave? Bisogna fare un altro appalto, con un altro progettista, 500mila euro per mettere 2 putrelle, perché noi Consiglieri possiamo passare nel Palazzo da questa parte senza perdere 5 minuti e fare due passi a piedi che ci farebbe anche bene - parlo per me - per entrare negli uffici della Regione! Non dico che non bisogna farlo, ma allora proviamo a mettere assieme uno più uno fa due. Se il Presidente vuole rifare gli uffici e noi vogliamo il collegamento con il Palazzo, mettiamo le cose assieme. Non è che rifacciamo, poi buttiamo giù i muri per far passare le putrelle e rifacciamo il lavoro un'altra volta; un po' di economie di scala, penso che ognuno di noi a casa propria fa questo tipo di ragionamenti e su scala regionale penso che dovremmo comportarci con lo stesso criterio con cui ognuno di noi si comporta a casa propria. Non si cambia una finestra un mese e il mese dopo chiami un'impresa e cambi un'altra finestra e il mese dopo cambi una porta. Se si cambiano i serramenti, se si dà il cambio, non è che prima si fa una parete sud e poi un mese dopo quella a nord. Penso che adottare dei criteri... altro che interdisciplinarietà, Assessore Cerise!

So che la responsabilità non è tutta sua, ma ancora un'osservazione: continuiamo ad asfaltare, abbiamo rifatto, dato i contributi, stabiliamo delle priorità. Sono stato a Pont-Saint-Martin a raccogliere firme, è stata lastricata come qui sotto tutta la via, abbiamo tolto lo strato impermeabile qui sotto la Regione, abbiamo messo le pietre, abbiamo speso "l'ira di Dio", andate a vedere che schifezza, pieno di macchine, che è diventato questo pavimento dove passiamo tutti i giorni, ma chi è tale progettista! Perché ha scelto quelle pietre e come mai tutte queste pietre sono diventate l'unico mezzo per lastricare le strade, i pianerottoli, i marciapiedi dell'intera Regione? Cosa c'è dietro queste cose? Vedete le schifezze, tale rivestimento è meglio del materiale che avevamo prima là sotto? Se qualcuno può rispondermi di sì, lo sfido! Qualcuno ne risponde, il progettista ha preso i soldi, ha pensato che quel tipo di materiale si sarebbe macchiato? Le ho premesso, Assessore, che non è sempre responsabilità di uno, c'è una responsabilità collettiva del Consiglio, ma se non è adatta a camminarci sopra, io sono d'accordo per utilizzare le nostre risorse, ma se quella pietra non va bene per pavimentare, dobbiamo utilizzarla da un'altra parte. Da un lato vogliamo rifare gli uffici del Presidente della Regione, che vanno benissimo, e poi le delegazioni mondiali le facciamo passare da quella pavimentazione! Quello che volevo dire è che priorità, criteri e programmazione, parlavo di Pont-Saint-Martin, abbiamo lastricato Pont-Saint-Martin con il contributo della Regione, ma lo sapete che Pont-Saint-Martin non ha il depuratore per le acque e quant'è indispensabile in cambio di clima e piogge sempre più scarse? Le priorità vuol dire che la Regione programma e dice ai Comuni: "vi diamo i soldi per l'arredo urbano, ma le priorità sono queste, questo e quest'altro lo avete fatto, cari Comuni, perché, se non lo avete fatto, vi diamo i soldi per questo, ma non per quell'altro": questo è il ruolo programmatore del Consiglio e del Governo regionale, che non fa. Facciamo passare la gente sul lastricato bellissimo e poi scopro che Pont-Saint-Martin non ha il depuratore! Criteri, programmazione e indirizzi quindi in questo piano qui non ve ne sono.

Veniamo alle proposte. Quando diciamo che l'edilizia fa da volano, ci mancherebbe altro, però facciamo un piano di intervento, non di climatizzazione degli uffici regionali per portare aria fresca d'estate e disperdere aria calda e calore d'inverno, dove, invece di riscaldare gli ambienti, riscaldiamo ancora di più il clima e l'atmosfera. Programmiamo, riconvertiamo le nostre imprese, ci sono dei corsi, c'è della formazione, facciamo un piano decennale sul risparmio energetico di tutti gli uffici di proprietà pubblica e questo dà lavoro che crea risparmio, salubrità, con un minore inquinamento e con una minore contribuzione all'immissione di "CO2" in atmosfera, lo stanno facendo da altre parti già.

Un'altra Valle d'Aosta vuol dire cominciare a ragionare sulle arginature che facciamo. Dobbiamo dare lavoro agli operai della forestale, sistemazioni idrauliche, ma non ci rendiamo conto che abbiamo il sottobosco che fa paura e continuiamo ad arginare ruscelli e ruscelletti aumentando la velocità dell'acqua e quindi spendiamo soldi per fare opere che sono dannose.

Stiamo parlando di un'altra Valle d'Aosta, allora abbiamo per 50 anni costruito parcheggi giusti in tutti i paesi della Regione; se continuiamo ad allargare strade, costruire parcheggi, non invertiremo mai la rotta su una mobilità meno individuale e più collettiva. Anche lì i soldi che mettiamo in strutture che sono vecchie, che non hanno più senso, perché occorre cambiare indirizzo... utilizziamo questi soldi per cambiare indirizzo, creiamo ugualmente lavoro, facciamo degli investimenti che hanno un senso, guardiamo al futuro per consegnare un'altra Valle d'Aosta migliore ai nostri figli e alle generazioni future.

Vi dico ancora una cosa: a Bolzano quando siamo andati a vedere "Casa Clima", questo ufficio della provinciale... nella cartellina c'era questo pezzetto di cioccolato, lo guardo bene e dietro c'è scritto: "cioccolato al commercio eco, CTM, Consorzio terzo mondo". Non che voglio sponsorizzare "CTM", ma dico solo che quelle piccole "chicche" che danno quei segnali di sensibilità di un'amministrazione, danno segnali di indirizzi ai cittadini che ricevono questa cosa. Non mangerò tale cioccolatino, l'ho fatto vedere in giro e continuerò a mostrarlo, sono valori aggiunti che portano gente, ricchezza, turismo in Valle d'Aosta, ma anche lì bisogna cominciare a rinaturalizzare le stazioni sciistiche e portare un turismo più familiare che viene tutto l'anno e quello vuol dire interagire fra i vari Assessorati, altrimenti non ne veniamo a capo. Non facciamo che costruire un modello vecchio di Valle d'Aosta, ma non abbiamo nessuna attenuante; mentre fino a un decennio fa si potevano fare i parcheggi, fare di tutto e di più, oggi non abbiamo più attenuanti per continuare su questo modello non di sviluppo, ma di sottosviluppo. Occorre cambiare modello, guardare ad altri punti di riferimento, occorre investire su un'altra Valle d'Aosta!

Président - La parole au Conseiller Sandri.

Sandri (GV-DS-PSE) - Mon intervention sera plutôt souple par rapport à celle de M. Bortot.

Più dolce in qualche maniera, perché penso che l'ennesima riproduzione del piano lavori, ormai una fotocopia che sbiadisce di anno in anno sia quasi a livello di ridicolo e che non meriti che un'attenzione "soft" che consenta di capirne il deterioramento, ma senza toni esagerati. Questo è il piano del non far niente, non c'è niente di serio o di positivo, la dimostrazione è la Valle d'Aosta così come la vediamo: lo stato di manutenzione delle strade regionali è scadente, lo stato di manutenzione delle scuole è scadente, lo stato di manutenzione delle strutture sanitarie è deprecabile in quanto c'è chi lo vuole a est, c'è chi lo vuole a sud, c'è chi lo vuole nuovo, ma che l'Ospedale così com'è sia un cantiere "senza capo, né coda" è evidente, non parliamo di importanti edifici come l'ex Maternità e via dicendo. Non è solo un dato deprimente la vista sulla Valle d'Aosta dal punto di vista dei lavori pubblici rispetto all'esistente, ma anche rispetto al futuro e lo citerò dopo, ma è quasi divertente, se non fosse drammatico, il caso della RSA di Regione Gotrau, che è stata ulteriormente spostata al 2009, che è un progetto che non so da quanti anni sta andando avanti e che sarà sorpassato dalle scelte che faremo in materia ospedaliera.

Ci si chiede cosa c'è qui dentro. Prima di tutto vi è un "bluff", che è stato già denunciato dai colleghi dell'opposizione, ossia si dice che ci sono 240 milioni di euro di lavori, ma se ne investono solo 16; siamo molto in peggiorativo rispetto al passato per quanto riguarda il 2007 e arriveremo a 40 dopo il 2008 probabilmente dopo le elezioni perché prima faremo altro. Questo significa che tale piano è solo un'autorizzazione a poter dare incarichi di progettazione, perché quello è un certo tipo di bacino elettorale, ma realizzare è l'ultimo dei problemi, questo è grave perché non solo si fa poco, ma anche quel poco è uno spreco, perché spesso gli interventi che vengono menzionati sono interventi che in alcuni casi anche utili, in altri casi sono a capocchia perché rispondono a logiche di quel sindaco, di quella determinata area politica o elettorale e allora arriviamo all'assurdo che quel poco che c'è non solo non serve alla Valle d'Aosta, ma rischia di sottrarre poche, ma importanti risorse ad altri settori, ad esempio, Assessore, lei siede vicino al collega La Torre, che avrebbe più diritto di lei ad utilizzare per le attività produttive che sono in particolare crisi i soldi che lei spreca in progetti che non hanno nessun senso, oppure, se hanno senso, hanno dei costi che dimostrano una non particolare efficienza ed efficacia nella gestione del denaro pubblico. Penso quindi che si debba su questo piano mettere un "pietra tombale" e pensare al futuro. Pensando al futuro credo che si debba identificare la motivazione profonda, diciamo psichiatrica psicologica che sta dietro questo tipo di comportamento e che è quella tipica di una situazione ansiosa di chi vede che il terreno sta franando sotto di sé e ha l'ansia di perdere il potere, la rielezione, il consenso politico, per cui si aggrappa al controllo. Spendiamo allora solo quello che siamo sicuri non che venga realizzato, ma facciamo solo quello di cui possiamo controllare la spesa, a chi va come progettazione, a chi va come impresa... È chiaro che non sono meccanismi né illeciti, né al di fuori, ma sappiamo che, a furia di aiutare gli studi più grandi, che sono sempre quelli che si prendono gli appalti, con un tipo di gestione che è stata fatta della legge sugli appalti... casualmente sono sempre le stesse imprese che raggiungono certi obiettivi. Il problema quindi non è realizzare, ma è controllare che la spesa sia indirizzata negli ambienti giusti e nei modi giusti ed è per questo che si va piano, perché il controllo della spesa è difficile! Vuoi mica che 30.000 o 50.000 euro vadano a chi non devono andare? Perché oltretutto questa roba è un insieme di 50-70-80-100mila euro, di visioni strategiche non c'è niente! Questo è assolutamente grave, perché siamo indietro non rispetto all'America o alla Spagna, che ha i treni che, quando hanno 5 minuti di ritardo, restituiscono il biglietto perché non succede praticamente mai, ma siamo indietro rispetto al Piemonte e alla Lombardia che sono più avanti di noi! Se andate a vedere cosa si sta realizzando da altre parti, vi rendete conto che, anche se partivano da molto più indietro, forse non sono ancora arrivati ai nostri livelli strutturali, ma la velocità che hanno di impegno di spesa, di realizzazione, di dare da lavorare alle imprese - perché non stanno a guardare nome e cognome delle imprese, ma sono interessati alla realizzazione degli obiettivi, sto parlando di un Regione governata dal Centro-Destra e di un'altra governata dal Centro-Sinistra, perché voglio fare come voi ("ni Droite, ni Gauche"...) - è sintomo di una capacità di rispondere alle esigenze maggiore della nostra. Succede allora che abbiamo dei Valdostani che vanno a lavorare a Torino, perché là, essendoci questa gestione dei lavori pubblici, c'è da lavorare, mentre qui no, allora abbiamo di nuovo l'emigrazione che non è mai stata associata in Valle d'Aosta a periodi particolarmente brillanti della nostra storia. Da questo punto di vista, l'Assessore dovrebbe rinunciare a continuare a fare danni e a lasciare a disposizione dei suoi colleghi di Giunta tali risorse che potrebbero essere usate meglio o in settori in cui più direttamente possono arrivare a dare dei risultati.

Dobbiamo allora fare alcuni ragionamenti nello specifico. Credo che uno dei dati principali è che questo è non il piano di un Assessore, ma il piano di un dirigente. Si diceva ieri di tale tendenza dei nostri politici valdostani ad essere dei dirigenti e non dei politici e questa è la dimostrazione: questa è la lista della spesa di un dirigente, non è un'indicazione politica. Qui c'è tutto e il contrario di tutto, scelte fatte, scelte non fatte, la stragrande maggioranza delle schede si basano su preliminari in fase di acquisizione, preliminari acquisiti, però il progetto definitivo è in corso di elaborazione, tutta roba per aria senza un concreto... ma soprattutto di piccole dimensioni!

Vi faccio un'esemplificazione per quanto riguarda gli impianti sportivi, abbiamo i codici "OE59", "64", "65", "67", i quali variano da 50 a 100mila euro per il 2007-2008 e solo uno nel 2009 avrà 900mila euro, che è la piscina di Pré-Saint-Didier, che dimostrano come sono ancora a capitolo dell'Amministrazione regionale tutta una serie di questioni, per cui il politico si erge a grande "maître", che dovrebbero essere gestione quotidiana di enti strumentali della Regione indirizzati a questo. Così come esiste l'ARER, che gestisce il patrimonio di edilizia residenziale, e come esiste VDA che ha comunque un suo significato, anche se non ha la stessa questione, così ci dovrebbe essere un ente della Regione per la gestione degli impianti sportivi. Non ha nessun senso che vi sia un Assessore regionale che si perde dietro alla manutenzione della piscina di proprietà regionale, ma questa è una roba da dirigente neanche coordinatore, ma di primo livello.

Vi è poi la confusione mentale, che è quella di contraddizioni rispetto alle cose dette qui dentro. L'Assessore Cerise si era reso brillante rispondendo ad una mia interrogazione qualche tempo fa sul prosieguo della strada di Valgrisenche: "faremo, ci impegniamo...", poi lì c'è una frana, quindi è una cosa importante... nel 2009 300mila euro, con cui apriamo il cantiere una mattina e lo chiudiamo il giorno dopo... quella è una strada che è in costruzione da 15 anni! Il buon Mussolini, Capo del Governo, nel 1926 disse alla Valle d'Aosta: "vi facciamo la provincia" ed era nella sua mentalità un dono che faceva alla Regione, perché il capoluogo era scelto ad Aosta, mentre si aveva paura all'epoca che il capoluogo fosse fatto a Ivrea. Lui disse: "non solo vi do il capoluogo di questa nuova provincia, ma vi faccio anche la ferrovia fino a Pré-Saint-Didier", 2 anni dopo la ferrovia era realizzata, allora all'epoca con il picco e la pala si facevano in 2 anni delle cose che con i mezzi straordinari del mondo moderno l'Assessore Cerise non riesce a fare in 15 anni! Non solo, se si vede la scheda, si vede che non è che con quei 300mila euro si completa, si faranno altri 50-100 metri, allora qui - lo diceva bene il collega Bortot con la sua passione genuina che gli fa onore - abbiamo capito il meccanismo, non è importante realizzare le cose, ma che si tengano in piedi i cantieri di modo che la lira gira. Mandiamo avanti queste cose a tempo indeterminato, il problema è che le generazioni passano, si invecchia tutti, ma invecchiamo di fronte a delle cose ridicole!

Se c'è una cosa che non ci permette neanche di scherzare, è il problema delle scuole. Nel 2007 spenderemo 226mila euro per Piazza San Francesco, costo di ristrutturazione di un paio di appartamenti o poco più, 40mila per i geometri ed è finito lì, quando la situazione delle scuole valdostane è scandalosa! Abbiamo da parte dell'Assessore un rendiconto di quello che si deve fare, è una scelta che abbiamo capito, nel senso che ci siamo resi conto che l'Assessore alla cultura ha focalizzato un problema che avevamo già suscitato, ne ha identificato i livelli, a fronte di questo non c'è una risposta! Ossia noi a tali velocità vedremo i ragazzi che sono adesso alle elementari fare tutte le superiori e poi forse avranno delle risposte, perché poi su tutte queste cose viene fuori l'incapacità, per cui da Palazzo regionale si decide, sì, la "scuola tampone" la mettiamo al Quartiere Dora, l'altra la facciamo qui... sono scelte "a capocchia", concordate o meno con la città di Aosta, non lo so, ma che comportano dei tempi lunghissimi. Non è più semplice andare a fare cose più concrete, ma con tempi più rapidi?

Il "top", come al solito, è sulla questione sanitaria. Abbiamo 11,5 milioni di euro di un progetto del triangolo, la cui progettazione definitiva è ancora da acquisire, che sta andando avanti "a botte" di 100mila, 1 milione, 6 milioni di euro... ma di cui non si capisce come si innesta con la discussione che c'è in Consiglio sul futuro delle strutture sanitarie, ma che c'entra questa roba? Voi mettete a capitolato delle cose che non hanno più alcun tipo di ragionamento e ancora peggio sulla maternità. Voi dite, vostra scelta politica da noi condivisa in questo caso, che bisogna unificare le sedi ospedaliere e troviamo 10,5 milioni sull'allargamento dell'ex Maternità, ma c'è un progetto, ne abbiamo discusso, abbiamo fatto un confronto? Niente. Sembra che l'Assessore alla sanità vada da una parte, quello ai lavori pubblici dall'altra, confusione più totale.

Dato che ho detto che questo doveva essere un intervento leggero, ci sono 2 dati positivi che non posso non evidenziare: il primo è quello dell'accesso fra lo svincolo autostradale di Aosta est e la città di Aosta, e questo è un dato importante che risponde a una richiesta degli abitanti, che credo sia stata interpretata dall'amministrazione civica e ritengo che questo sia un dato positivo se ho letto bene la scheda; l'altro dato positivo è quello del campo di rugby di Morgex. È una grande opportunità quella di aver sponsorizzato la nazionale, spero che a settembre ai campionati mondiali e nel ritiro che faranno nella nostra Regione... questo comporterà una pubblicità molto importante per uno sport che è basato sul confronto acceso, ma leale. Ritengo che questo sia lo spirito giusto con cui ci si debba confrontare e lo spirito con cui vogliamo confrontarci con voi. Ci aspettiamo uno stesso tipo di lealtà, il che non vuol dire uno sconto sul placcaggio, quello ve lo lasciamo, fa parte delle regole del gioco, ma credo che essere più leali significa che questo piano lavori diventi al più presto un piano di lavori veri e non la campagna elettorale di un Assessore regionale che vuole ricandidarsi alle prossime elezioni.

Président - La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (Arc-VA) - Hanno affrontato il tema molto bene i colleghi Venturella e Bortot, per cui vorrei solo fare 3 osservazioni: la prima l'avevo già espressa in modo informale, ma credo sia molto grave, Assessore, che lei non abbia fornito ai colleghi Consiglieri la relazione tecnico politica di accompagnamento al Piano dei lavori pubblici, questa ritengo sia un'ulteriore offesa ai Consiglieri. Io ascolto sottovoce i commenti da parte della Giunta e mi spiace che questi commenti non siano registrati, perché entrerebbero in "internet" e tutto il mondo ascolterebbe come si comportano i nostri Assessori...

Presidente - ... chiedo un po' di silenzio e questo vale anche per la Giunta...

Squarzino (Arc-VA) - ... chiedo anche la verifica del numero legale.

Presidente - Prego il Consigliere Segretario di procedere all'appello.

Procedutosi all'appello nominale dei Consiglieri da parte del Consigliere Segretario Tibaldi, il Presidente, constatato che sono presenti 22 Consiglieri su 35, dichiara valida la seduta ed invita il Consiglio a continuare la trattazione dell'oggetto.

Président - A la présence de 22 Conseillers, nous pouvons reprendre nos travaux.

La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (Arc-VA) - Stavo dicendo che, purtroppo, è invalsa in questo Consiglio l'abitudine di non offrire ai Consiglieri le informazioni e i documenti di lavoro. Non so se c'è stata una scelta da parte della Giunta, ho provato a vedere tutto il programma di Governo, ma non ho vi ho visto la scelta di non informare i Consiglieri, quindi credo che, non essendo intervenuta per quanto ci riguarda alcuna decisione politica al riguardo, ritengo che vada mantenuta l'abitudine corretta di accompagnare il piano lavori con la relativa documentazione che gli uffici hanno preparato e che serve per leggere la filosofia complessiva del piano. Credo che in questo documento che l'Assessore ha letto e che è il documento tecnico-politico di accompagnamento al piano...

Presidente -... collega Vicquéry, si sta indirizzando al Governo... si tolga da davanti per favore!

Squarzino (Arc-VA) - ... vedo con piacere che il collega Vicquéry sta occupando un ruolo che non è il suo, quindi ringrazio il Presidente del Consiglio. Dicevo, sarebbe importante questo documento, anche perché sarebbe utile che fosse accompagnato dall'analisi di come vengono utilizzati i criteri di priorità. Abbiamo sentito da parte dell'Assessore Cerise elencare alcuni criteri di priorità con cui vengono scelti i lavori che dalle richieste che giungono si considera utile inserire nel piano. Questi criteri sono stati elencati, ma come essi "giocano" non lo sappiamo, invece è qui che deve avvenire la trasparenza, perché se per ogni opera si individuassero veramente i criteri di priorità, tutta una serie di osservazioni corrette che sono state fatte forse sarebbero automaticamente cadute. Perché si sceglie un'opera, piuttosto che l'altra? Queste cose non vengono dette in modo chiaro non dico solo ai Consiglieri, ma all'opinione pubblica; credo vi sia una necessità di trasparenza nelle scelte politiche amministrative della Giunta, che deve essere garantita ai cittadini e noi Consiglieri dell'opposizione in particolare abbiamo il compito di richiamare continuamente questi criteri, altrimenti le scelte amministrative avvengono con tutte le motivazioni che prima sono state dette.

La seconda osservazione riguarda i contenuti. Qui vorrei riprendere il problema dell'edilizia scolastica, perché credo vi sia una grande differenza fra le cose elencate in questo piano e quanto l'Assessore all'istruzione è venuto a dire in Commissione; vi è un'urgenza di intervenire a livello di edilizia scolastica, ma qui non appare più di tanto. Troviamo che ci sono a pagina 45-46 tutta una serie di opere che sono per lo più opere di manutenzione, di adeguamento, importanti, ma certamente di un'entità minima, riguardano solo l'anno 2007, oppure cifre come 350mila euro, quindi non cifre enormi, che sono importanti per fare manutenzione programmata o straordinaria di edifici scolastici. Vediamo poi che ci sono delle opere programmate che riguardano la ristrutturazione edilizia dell'Istituto magistrale "Regina Maria Adelaide", l'ampliamento e adeguamento dell'Istituto tecnico per geometri "Brocherel" di Aosta; gli importi previsti sono consistenti, si va da 8 milioni di euro per l'istituto magistrale a 6 milioni per il "Brocherel", però qui i soldi non è che si capisca dove possono essere presi. Per il "Brocherel" vediamo che l'importo complessivo è 6,3 milioni di euro, abbiamo disponibilità di bilancio solo 1,040 milioni di euro, pochissima cosa rispetto alla necessità, come pure per quanto riguarda il "Regina Maria Adelaide" l'importo complessivo è 8 milioni ed è scritto che rimangono da rifinanziare 5,4 milioni, dove prendere questi soldi non è detto.

Abbiamo poi un elenco di necessità scolastiche che vanno da alcune opere di manutenzione ordinaria a manutenzione straordinaria, a ristrutturazione di interi stabili, al completamento di edifici già effettuati, ma ci chiediamo anche in tale caso qual è la programmazione, dove si collocano gli impegni che lei ha citato, dove si colloca questa famosa "scuola tampone". Non solo, e qui torno su un tema che ho più volte sollevato, ovvero i programmi che la Regione fa e le modifiche in atto che vengono. Lei non c'era, Assessore all'istruzione, ma c'era un Presidente che lei ben conosce e con quella Giunta era stato fatto un discorso interessante per quanto riguarda la ristrutturazione dell'ex "Brambilla". Questo era un progetto che avevamo appoggiato, perché ci sembrava interessante costruire un polo scolastico a Verrès per tutte le scuole medie superiori, era stato detto: "c'è il polo scolastico ad Aosta, ne formiamo uno in bassa Valle che diventi il luogo in cui tutte le scuole medie superiori della bassa Valle trovano una loro collocazione", per 2 motivi: perché già allora si cominciava a prevedere che nelle superiori nascevano indirizzi diversi che poi erano intercambiabili l'uno con l'altro e perché ci si rende conto che una scuola media superiore ha bisogno di laboratori e strumenti didattici all'avanguardia e, se questi strumenti devono essere disseminati in tante scuole medie superiori, il costo è altissimo e la resa è minore, invece, facendo un polo della scuola media superiore all'ex "Brambilla" di Verrès, si potevano attivare tutti i laboratori più importanti per questo livello di scuola. Vediamo in questi anni che invece si è preferito una parte di questo edificio utilizzarlo per il politecnico, ma questo non è stato un risparmio, è stato un aumento ulteriore delle spese di edilizia scolastica, perché mi spiegate perché a Pont-Saint-Martin, che è a due passi da Verrès, bisogna spendere 8 milioni di euro per ristrutturare un edifico da destinare alla scuola superiore di 2° grado. Ci si chiede qual è la politica scolastica complessiva, non è solo questione di politica edilizia, ma sotto una politica edilizia scolastica vi è una politica complessiva scolastica; qui vediamo che continuamente si cambiano gli indirizzi, per questo sarebbe importante chiarire gli obiettivi che si vogliono raggiungere e i criteri che si vogliono individuare e le priorità.

Sempre per quanto riguarda l'edilizia sanitaria, prendo l'esempio del triangolo, questo famoso triangolo dell'Ospedale che è significativo: primo, perché è un'opera che è stata decisa con deliberazione n. 4634/2000, un'opera di cui 4 anni dopo nel 2004 si dice in un documento di "Finaosta" che è stata sottoposta ad ulteriori approfondimenti, per cui nel giugno 2004 si dice che probabilmente l'opera inizierà nel 2006, durerà 3 anni fino al 2009.

Se guardiamo quest'opera nella programmazione che viene fatta, non troviamo questi dati, ma troviamo un elemento di cui sarebbe interessante capire la portata. Qui faccio una domanda precisa. Cosa vuol dire a pagina 87 che il periodo di tempo per la verifica prevista dalla legge regionale n. 96 è di 6 anni e la legge regionale n. 96 dice all'articolo 10 che ciascun lavoro pubblico realizzato e di importo superiore ai 5 milioni di euro, l'ente destinatario finale dell'opera, trascorso il periodo di tempo dall'utilizzo stabilito nel programma regionale di previsione, è tenuto ad eseguire una verifica sul grado di soddisfacimento del bisogno con specifico riferimento al raggiungimento della finalità funzionale assunta a presupposto alla sua realizzazione, l'esito di questa verifica è riportato in una relazione trasmessa... Qui abbiamo un'annotazione che dice: "il periodo di verifica è di 6 anni", quest'opera è stata decisa nel 2000, è stata ritarata nel 2004... anzi "nel 2004..." - si dice - "... è in corso l'iter amministrativo della gara per l'affido di incarico per la revisione del progetto direzione lavori", si pensa che venga iniziata nel 2006 e che nel 2009 sia finita, allora i 6 anni per la verifica dell'opera partono dal 2000 e allora questi lavori sono abbondantemente conclusi. Sarebbe interessante capire questa verifica chi la fa, quando è stata fatta e che esito ha dato.

Ultima osservazione: proprio quando si parla di criteri che non sono molto chiari. Ho visto che in alcune di queste opere è scritto: "opera di interesse regionale", ho provato a scorrere tutte le schede e a vedere quali sono le opere di interesse regionale presenti nel documento, ossia quali sono le opere che il documento dice essere di interesse regionale. Mi aspettavo di vedere le scuole, le rotonde... invece trovo a pagina 90, prima opera di interesse regionale: poligono di tiro; seconda opera: sempre poligono di tiro, ma poligono di tiro provvisorio; terza opera: pavimentazione dell'autorimessa esterna a Gressoney-La-Trinité, ma qui si può capire, perché si dice che è completata un'opera di interesse regionale. Vado a pagina 103 e leggo: "si tratta di intervento di interesse regionale il rifacimento tribune campo da rugby". La Giunta ha predisposto un piano con centinaia di opere e chiama quelle di interesse regionale poligono di tiro, campo di rugby... sì c'è il completamento dell'area sportiva a pagina 108 e qui capisco, perché probabilmente c'è stato un accordo di programma, come anche c'è il parcheggio a Valtournenche che fa parte di un accordo di programma, ma vorrei capire come mai diventano opere di interesse regionale i poligoni di tiro e i campi di rugby. Lascio a voi dire le priorità considerate di interesse regionale da questo piano lavori.

Si dà atto che dalle ore 11,48 presiede il Vicepresidente Fiou.

Presidente - Se non vi sono altri interventi, dichiaro chiusa la discussione generale.

La parola all'Assessore al territorio, ambiente e opere pubbliche, Cerise.

Cerise (UV) - Voglio ringraziare tutti quelli che sono intervenuti, in qualche caso con delle considerazioni inaccettabili, ma simpatiche... Consigliere Bortot, concordo con lei che quella di aver fatto la pavimentazione qui sotto con la pietra di Cogne è stato un errore, ma si voleva valorizzare un prodotto locale che tutti sapevamo era forse migliore come rivestimento, però si pensava anche che la galleria sotto il portico di Palazzo regionale fosse immune da olio, da grassi... vuol dire che si studierà un sistema per rendere più pulita la cosa, ma questo per dire... lei ha fatto un intervento che è stata una splendida insalata russa condita dalla maionese della sua simpatia. Io non ho abbastanza verve per risponderle, altrimenti staremmo qui fino a stasera, ma avremo modo di farlo... Opere di interesse regionale oppure no: questa è un'esigenza richiesta dall'Assessorato delle finanze per evitare che vi siano delle confusioni su degli interventi che realizziamo in ambito comunale e che potrebbero squilibrare la finanza locale. Il caso specifico da lei citato: il campo di rugby - molto apprezzato dal collega Sandri - diventa un'opera di interesse regionale nel momento in cui la Regione fa un accordo per ospitare partite di rugby peraltro delle nazionali e deve ospitarle in un campo di calcio che è proprietà di un Comune, allora è la Regione che ha interesse a fare questo intervento e non può ribaltarlo sul Comune di Morgex e quindi si prende lei in carico tale opera qualificandola di interesse regionale. Per le altre opere dove questo non è scritto è perché hanno una connotazione tale che è indiscutibile il fatto che sia un'opera di carattere regionale.

Edilizia sanitaria, triangolo... è chiaro che quella verifica che viene richiesta è una verifica che viene richiesta dopo che sono state eseguite le opere, non certo prima. Vi sono tutta una serie di accertamenti che fanno capo al post collaudo, che devono essere oggetto di verifica. La questione del cosiddetto "triangolo" è stata oggetto a suo tempo di un contenzioso in sede di progettazione, poi risolto; peraltro, per l'esecuzione degli interventi del triangolo, esiste un finanziamento da parte dello Stato e si è anche voluto saggiamente ponderare gli interventi su quello stabile per evitare una sovrapposizione di cantieri, quindi ultimiamo tutti i lavori in corso e, quando questo cantiere sarà dismesso nel suo impatto, si potrà avviare la questione del triangolo che crediamo molto interessante. Capisco, collega Squarzino, che lei abbia delle ferree resistenze sul fatto che questa Regione vada avanti, perché forse immagina la solita Valle d'Aosta popolata di persone che vanno in giro con lo zaino e gli scarponi ma, secondo lei, nel momento in cui ci viene offerta la possibilità di ospitare un segmento del Politecnico di Torino, noi "chiudiamo le porte" ad un'opportunità del genere? È evidente che quella diventa un'opportunità e che può motivare il fatto di mantenere in piedi l'impianto delle scuole di Pont-Saint-Martin per le scuole medie superiori. Vi sono dei percorsi nell'ambito dell'utilizzazione delle opere pubbliche che si confrontano con l'evoluzione dei tempi e per le opportunità della Valle d'Aosta e io sono ben contento che si sia tornati indietro rispetto ad una scelta iniziale e che nella "Brambilla" di Verrès vi sia un profilo del Politecnico di Torino, perché per le scuole medie abbiamo altre opportunità. Siccome non verranno mai quelli del Piemonte in Valle d'Aosta a fare le scuole medie, ma verranno dal Piemonte e da altri parti d'Italia e del mondo a fare il politecnico, ben venga l'utilizzo della "Brambilla".

Per quanto riguarda la relazione, lei offende anche i suoi colleghi, questo piano triennale è stato approvato dalla III Commissione e in quella sede è stato illustrato...

(interruzione della Consigliera Squarzino Secondina, fuori microfono)

... non c'è mai stata una relazione al Piano triennale dei lavori pubblici; lei fa o per disconoscenza - non uso la parola ignoranza -, o per malafede confusione, o provoca confusione fra la relazione che lei ha avuto modo di vedere sul Piano annuale dei lavori pubblici che, fra l'altro, era un documento riservato alla Giunta, ma ben venga il fatto che sia stato trasmesso ai Consiglieri regionali. Dal Piano triennale dei lavori pubblici la sfido a tirare fuori negli anni passati una relazione del piano triennale, al massimo c'era una scheda riepilogativa che offendeva l'intelligenza dei Consiglieri regionali. Io quest'anno ho voluto sottrarre a questo Consiglio regionale molto tempo e fare una relazione approfondita che devo prendere atto pochi di voi hanno seguito.

Andiamo avanti per quanto riguarda le considerazioni del collega Sandri, con il quale non abbiamo lo stesso concetto di "soft", perché lui di questo piano lavori ha fatto una specie di spezzatino, anzi una scatoletta di carne da dare ai gatti, ne prendo atto, mi dispiace, ma non è così e non è così neppure il fatto che questo sia un piano lavori che serve all'Assessore ai lavori pubblici, perché io faccio il raccoglitore delle proposte dei colleghi di Giunta, non sono scelte che arbitrariamente mi permetto di fare io. Non solo, ma avevo detto nella mia relazione che ritengo un atto proprio, che ho voluto rappresentare in questa sede, come è stato composto il piano lavori e ho citato tutti i soggetti che hanno partecipato e anche le intersezioni che questo piano lavori nella sua costruzione ha chiamato in causa. Non è vero quello che ha detto, Consigliere Sandri; abbiamo fatto un incontro poco tempo fa con i rappresentanti delle imprese edili e con l'ANCI del Piemonte, dove ci è stato detto che la situazione per il comparto delle opere pubbliche, l'affidamento degli appalti e non solo la conduzione, fino ad arrivare al documento unico sui controlli, era disastrosa! C'erano in quella sala 100 e più persone. Una piccola annotazione: quest'anno noi nella nostra incapacità di agire abbiamo aperto l'autostrada che è un'opera colossale.

Per quanto riguarda la politica degli interventi scolastici, mi pare non vi siano degli interventi da poco in questo piano triennale, peraltro con l'Assessore Viérin, lo avevo detto anche nella mia relazione, è in corso un tavolo tecnico, non solo, è stato messo in piedi un apposito servizio nell'ambito della pubblica istruzione con il preciso compito di fare un esame dettagliato di tutta la problematica. Nell'ambito del piano tecnico si è cominciato a profilare un piano strategico di interventi, che sarà oggetto di discussione entro giugno, dove si va finalmente a ridefinire la collocazione di tutti gli stabili ad uso scolastico di interesse regionale che sono allocati nella città di Aosta e non solo, compreso l'utilizzo della scuola di agricoltura e anche lì una piccola annotazione. La scuola dell'agricoltura non serve solo a formare potatori di meli, ma ricordo che oggi il diploma di quella scuola consente anche l'accesso all'università. Devo dire che è una scuola apprezzata da tutti come qualificazione scolastica. Non è stato fatto nulla "a capocchia", ribadisco, ma è stato fatto tutto secondo un filo conduttore, che credevo di aver bene illustrato nella mia esposizione, mi dispiace, ma credo non vi siano i tempi per ripeterlo.

Vorrei fare una piccola considerazione su quanto ho sentito dire in merito alle foreste. Guardate che la situazione silvicolturale della Provincia di Trento e Bolzano, che conosco molto bene, non ha niente a che fare con la situazione della Valle d'Aosta. Là si pratica il taglio raso, ossia si prendono delle foreste, peraltro tutte artificiali, si taglia tutto raso dopo di che si fa cippato e si fa quello che si vuole, cosa che il nostro territorio non solo non ci consente, ma la stessa legge forestale lo vieta da noi, perché abbiamo un assetto idrogeologico che non consente il taglio raso. Di conseguenza, quando si applica un tipo di silvicoltura che dovrebbe stare a cuore a voi - la silvicoltura naturalistica -, si esclude un utilizzo industriale della foresta. Abbiamo una foresta che va mantenuta e non sfruttata, per cui non possiamo fare tale genere di equazioni. Con questo concordo sull'opportunità di continuare a fare degli impianti che vadano con delle risorse che sono rinnovabili, ben venga la questione della produzione di biogas. Ricordo solo che, per fare un impianto di biogas, che voi siete andati a vedere in Provincia di Bolzano, ma in Valle d'Aosta ne stanno nascendo... bisognerà rimettere in piedi tutta l'organizzazione di raccolta, ma per far funzionare quell'impianto ci vogliono come minimo 800 capi bovini, con 400 siamo già a rischio e poi bisognerebbe anche lì fare un ragionamento sul peso del capo bovino, su quello che mangia... In ogni caso ben venga questo genere, che esula dal piano lavori, perché sono investimenti ad iniziativa privata nel settore energetico.

Qualcuno ha sollevato 2 considerazioni che ritengo molto interessanti: la prima riguarda il cercare altre risorse. Avevo fatto presente ai nostri Parlamentari in tempo utile che abbiamo ancora un sospeso per la quarta fase dell'alluvione, dove avremmo un fabbisogno di risorse che si aggira sui 500 milioni di euro per mettere in sicurezza il nostro territorio, stima che ho ereditato perché faceva parte delle analisi fatte dopo l'alluvione. Contrariamente a quanto è avvenuto in altre Regioni d'Italia - non parlo della Sicilia che ha beneficiato in questa finanziaria dei soldi per il terremoto del Belice! -, che hanno avuto laute disponibilità finanziarie, alla Valle d'Aosta zero per la quarta fase dell'alluvione, ma noi il documento lo abbiamo dato al Ministero per l'ambiente e ai Parlamentari, chissà che in futuro non possiamo beneficiare di qualcosa: questo mi porta a dire che, laddove qualcuno di voi mi censura quasi come se fosse un fatto personale, censura l'essermi preoccupato di dotare la pianificazione e la proiezione delle opere pubbliche con un parco progetti, come se fosse una sorta di errore o di spreco, vi dico che chi ha fatto esperienza nella pubblica amministrazione sa bene che disporre di un parco progetti pronti ad essere varati è la condizione preliminare per accedere ai finanziamenti, perché sempre più oggi escono fuori dei dispositivi di tipo finanziario dove dicono: "entro 90 giorni o 120 giorni ci fate avere i progetti". Noi li abbiamo, per cui posso garantirvi che, qualora vi fossero di queste opportunità, la Regione è in grado di avanzare delle richieste che sono fondate, sono programmate e in parte progettate. È peraltro già successo, lo scorso anno abbiamo avuto una disponibilità su una ripartizione di fondi che era irrisoria, abbiamo portato a casa 2,5 milioni perché avevamo già i progetti pronti nell'ambito delle sistemazioni idraulico-forestali.

Ancora una riflessione sulla questione di cercare di valorizzare le risorse locali sia per quanto riguarda la progettazione che l'esecuzione delle opere. Per quanto riguarda la progettazione, ormai il procedimento è concorsuale, salvo per gli studi di fattibilità previsti dalla legge n. 18, ma sul resto si va a concorso; anche gli studi professionali della Valle d'Aosta si devono attrezzare per affrontare il mercato della progettazione in logiche concorsuali. Devo prendere atto che le risorse ci sono, si tratta solo di avere una maggiore specializzazione dei vari componenti degli studi professionali, ormai pochissimi sono gli studi che si appoggiano solo su una figura, ma sono sempre più pluridisciplinari. Per quanto riguarda l'affidamento delle opere pubbliche, vorrei rivendicare la bontà delle scelte che abbiamo fatto in sede di revisione della legge n. 12. Non è vero che applichiamo la formula del massimo ribasso con le offerte anomale, sebbene dobbiamo tenere presente che quella formula è stata sollecita e, quando non si usa quella, bisogna trovare addirittura delle giustificazioni sia dalla CE che dalle leggi nazionali. Recentemente abbiamo adottato, come previsto nella legge n. 12 e con un meccanismo trasparente, il ricorso a gare di appalto attraverso l'offerta economicamente più vantaggiosa: questo ci ha consentito di vedere partecipare alle gare di appalto un numero più ristretto di imprese, soprattutto di fuori. I dati sono lì, gli ultimi appalti che sono andati via in questo modo sono tutti andati - salvo uno - a raggruppamenti di imprese valdostane, quindi quello che potevamo fare lo abbiamo fatto. Tenete presente che nel frattempo è entrato in vigore il Codice degli appalti, uno strumento molto vincolante per la Regione, nel senso che la Regione non può derogare da questi principi. In ogni caso stiamo predisponendo un adeguamento della legge n. 12 al Codice degli appalti, utilizzando tutto quello che viene messo in disponibilità dalle nostre prerogative statutarie. Non voglio ripetere quanto avevo detto nell'esposizione del piano, questo è un piano tutt'altro che "campato per aria", è il risultato di una serie di proposte, di possibilità e di partecipazione da parte di tutti i soggetti, compresi gli enti locali, come aveva sollecitato il collega Tibaldi. Certo si può dire di tutto, l'unica cosa che viene fuori è che le risorse sono insufficienti; prendo atto di questa constatazione e mi auguro che il Consiglio regionale sia disponibile a dare a tale settore ulteriori risorse per dare le risposte che sono attese in termini di bisogni da parte della collettività valdostana.

Si dà atto che dalle ore 12,04 riassume la Presidenza il Presidente Perron.

Président - Comme il a été rappelé, ont été présentés des amendements; nous examinons auparavant les amendements et ensuite on votera l'acte. Je rappelle que les amendements ont été présentés par les Conseillers Venturella, Squarzino Secondina et Bortot.

La parole au Conseiller Venturella sur l'amendement n° 1.

Venturella (Arc-VA) - Questi emendamenti riportano un po' di organicità al documento. Mi è dispiaciuto non sentire nell'intervento dell'Assessore una risposta alle nostre 4 fondamentali critiche al piano ma, quando non si sa cosa rispondere, si tace e ancor di più si evidenzia in quale difficoltà versa questo Governo regionale.

L'emendamento n. 1 riguarda le schede, i progetti sono 14 quelli finanziati per il 2007 che non hanno ancora la progettazione preliminare, perché è scritto sulle schede preliminari in corso di elaborazione, quindi ci chiediamo come mai l'Assessore li abbia voluti inserire. Non vi è neanche la progettazione preliminare, ecco che ritorna la "ratio" di questo piano: è un piano lavori utilizzato non solo per le imprese in crisi, ma è utilizzato come strumento di pressione politica. Ci si comporta in maniera diversa a seconda dei destinatari degli interventi: vi sono Comuni con sindaci amici, i Comuni con sindaci non dico nemici, ma quanto meno avversari, per cui, se dovessimo in una grande carta della Valle d'Aosta mettere gli spilli sui vari Comuni, ci accorgiamo che la carta tematica Valle d'Aosta sugli enti locali amici corrisponde quasi alle priorità degli interventi. Crediamo quindi che, per far sì che un piano sia di pianificazione, almeno abbiate il pudore, se manca la progettazione preliminare, di non mettere la disponibilità finanziaria nel 2007, ma almeno nel 2008, perché siamo già a maggio 2007, vuol dire che... le schede sono 14, ma qui ho indicato per scelta, perché una scheda era 30.000 euro, quindi anche con un provvedimento dirigenziale quella cifra si trova nel 2007, ma tutti gli altri interventi credo debbano essere spostati dal 2007 al 2008. Questo è uno dei primi emendamenti che dà qualche priorità, non priorità "a capocchia", ma priorità in collegamento, quasi a stabilire una corrispondenza biunivoca fra i tempi presunti di progettazione e la disponibilità in bilancio.

Président - Je soumets au vote l'amendement n° 1 présenté par les Conseillers Venturella, Squarzino Secondina et Bortot, qui récite:

Emendamento

All'allegato, nelle schede GR1, GR3, GR4, OI3, ID6, MI7, OE44, OE46, OE48, OE54 e OE62, gli importi di spesa indicati nella colonna "2007" sono spostati nella colonna "2008".

Conseillers présents: 28

Votants: 25

Pour: 5

Contre: 20

Abstentions: 3 (Ferraris, Fiou, Tibaldi)

Le Conseil n'approuve pas.

Président - La parole au Conseiller Venturella sur l'amendement n° 2.

Venturella (Arc-VA) - L'emendamento n. 2 è un emendamento anche qui che dà un po' di ordine nelle priorità. Mi deve spiegare l'Assessore le schede "OE59", "OE64" e "OE65", che riguardano l'abbattimento delle barriere architettoniche a Pré-Saint-Didier e il rifacimento della ristrutturazione degli impianti della piscina di Valtournenche, che era stata oggetto di ringraziamento da parte del collega Maquignaz nel 2004, che ringraziava l'Assessore Cerise per l'attenzione che la Giunta dimostrava nel seguire particolarmente la comunità di Valtournenche, eravamo nel 2004. Noi vorremmo sapere, ed è anche una domanda tecnica, se il livello di progettazione definito in IV colonna... che, se abbiamo ben capito, perché, se si parla di livello di progettazione, incarico da affidare, vuol dire che siamo prima del preliminare, allora in questo caso come fate a impegnare nel 2007 già una parte dei finanziamenti? E questo mentre in altre schede con la progettazione ad uno stadio più avanzato il 2007 è miseramente bianco. Come fate a fare questo? Qui ancora vi sono dei progetti che sono prima della famosa frase: "preliminare in elaborazione", perché, se è scritto: "livello di progettazione", "incarico in affidamento" oppure "incarico da affidare", siamo ancora prima del preliminare? E come fate a stanziare nel 2007 già parte di ciò che avete deciso costare l'opera? Ecco perché abbiamo individuato almeno... dato che si nota nell'organizzazione delle 121 schede che più del 50% sono tutte a preliminare in elaborazione e queste schede hanno i finanziamenti nel 2008, alcune nel 2009 perché ricadenti in un territorio non amico... ma perché avete messo nel 2007? Almeno un po' di onestà intellettuale! Queste opere, che avevano già avuto il ringraziamento nel 2004, dovrebbero essere, dato che manca il primo livello di progettazione, soppresse.

Président - La parole à l'Assesseur au territoire, à l'environnement et aux ouvrages publics, Cerise.

Cerise (UV) - Non mi ricordo se il collega Maquignaz fece i ringraziamenti a me, ma aveva sbagliato Assessore... prendo atto delle proposte che mi fa l'Assessore al turismo, l'iniziativa sugli interventi riguardanti le strutture pubbliche non parte dal mio Assessorato, ma dall'Assessorato del turismo. Ricorderò al collega Maquignaz, se questo è un fatto importante, che la prossima volta "metta a fuoco" l'Assessore competente. Lei le ha viste le cifre che ci sono nel 2007 per queste opere? E a cosa servono tali cifre secondo lei? Secondo me, servono al massimo per dare la progettazione, è chiaro che la cifra messa nel 2007 serve al massimo... una è 100mila su un'opera da 2 milioni di euro e l'altra 50.000 su quello che è il corrispondente: questo significa che con quei soldi si faranno gli affidamenti degli incarichi di progettazione, tanto che nel 2009 ci saranno gli altri finanziamenti.

Président - Je soumets au vote l'amendement n° 2 présenté par les Conseillers Venturella, Squarzino Secondina et Bortot, qui récite:

Emendamento

All'allegato, le schede OE59, OE64 e OE65 sono soppresse.

Conseillers présents: 30

Votants: 27

Pour: 4

Contre: 23

Abstentions: 3 (Ferraris, Fiou, Tibaldi)

Le Conseil n'approuve pas.

Président - La parole au Conseiller Venturella sur l'amendement n° 3.

Venturella (Arc-VA) -"OE41" pagina 88 è l'intervento di nuova realizzazione di un parcheggio, il famoso parcheggio pluripiano in zona "F8bis", un'opera strategica per la viabilità urbana, per la mobilità sostenibile, perché dovrebbe fermare lì buona parte del traffico che dall'"Envers" va verso Aosta e, nonostante tutti i ritardi, si dice che il preliminare è in corso di elaborazione per un importo di 9 milioni di euro e nelle note si dice: "accordo di programma in fase di perfezionamento fra Regione, Comune di Aosta, Comune di Charvensod e VDA Structure". Qui vorrei citare - e non erro nel rivolgermi agli Assessori, perché questa è la sua dichiarazione nel 2005 -, le sue parole: "perché l'F8... l'accordo di programma non è una nostra colpa, è che qui si è continuamente variato un impianto progettuale con l'andare avanti con i tempi, perché lo stesso parcheggio pluripiano rispetto a un progetto originario è stato aumentato. È poi arrivata la disponibilità per la società Pila, anche qui si è voluto andare a reperire altre aree...", non cito completamente perché il discorso è lungo. Fa poi un accordo di programma aggiuntivo con il Comune di Charvensod e di Jovençan, poi qui parla di Via Festaz... poi dice: "l'F8 è interamente finanziata, qui c'è un concorso da parte dello Stato, il resto è stato messo dall'Amministrazione regionale". Se era già nel 2005 un'opera strategica, mi sono andato a vedere il piano triennale del 2005, è identico e si dice che l'accordo di programma è in fase di perfezionamento. Assessore, ma quando dura questo perfezionamento: 2 anni! E anche qui ci vuole dire che la colpa è del Comune di Aosta o di Charvensod o di Jovençan? Due anni, ma non dall'idea del parcheggio "F8bis", ma dal fatto che l'accordo di programma è lì ed è in fase di perfezionamento. Ecco perché crediamo che nella scheda "OE41" almeno i finanziamenti, in virtù di quanto ha detto lei - "ma cosa ci vuole fare con 400mila euro, collega Venturella?" -, dovevano essere messi nel 2007. Se tutto è in fase di perfezionamento, perché lo avete messo nel 2008? Perché forse il perfezionamento dovrà durare un altro anno e siamo arrivati all'accordo di perfezionamento che dura 3 anni, un bel record, Assessore, complimenti!

Président - Je soumets au vote l'amendement n° 3 présenté par les Conseillers Venturella, Squarzino Secondina et Bortot, qui récite:

Emendamento

All'allegato, nella scheda OE41, l'importo di spesa indicato nella colonna "2008" è spostato nella colonna "2007" e quello indicato nella colonna "2009" è spostato nella colonna "2008".

Conseillers présents: 28

Votants: 25

Pour: 5

Contre: 20

Abstentions: 3 (Ferraris, Fiou, Tibaldi)

Le Conseil n'approuve pas.

Président - La parole au Conseiller Venturella sur l'amendement n° 4.

Venturella (Arc-VA) - L'emendamento n. 4 si riferisce al collegamento alla pubblica strada delle nuove fermate presso l'Istituto "Brocherel". Anche qui sono andato a vedermi il piano precedente, ho il resoconto quindi andiamo a riferire ciò che ha detto nel 2004, 3 anni fa, 3 anni fa lei diceva: "per quanto riguarda le opere urgenti che sono progettate, ma che non hanno corso...", qui viene fatto l'esempio delle fermate ferroviarie presso l'Istituto "Brocherel". Il fatto di averle messe nel 2005 non è stato perché si voleva farle slittare, ma solo perché è dal mese di novembre che il progetto di queste fermate giace presso "RFI" a Torino, i cui responsabili hanno sempre la necessità di fare degli approfondimenti. Innanzitutto crediamo che se "RFI" tentenna un po' perché è stata smembrata la vecchia azienda autonoma in vari settori, per cui non si sa bene chi fa cosa, le nomine dei dirigenti sono a livello fiduciario, per cui tu parli con uno, poi 6 mesi dopo scopri che da "RFI" è passato a "Trenitalia" o a grandi stazioni per cui non sai bene con chi devi parlare e questo è ciò che il nostro Governo vuole riproporre in altri settori dell'amministrazione, uguale, uguale... Cominciamo quindi a dire che, se costava nel 2004 150mila euro l'intervento, ora il prezzo da 150mila euro nel 2004 è quasi raddoppiato: siamo a 251mila euro. Questi ritardi hanno almeno prodotto il fatto che, come dicevano alcuni colleghi, i soldi girano, eccome! Ci chiediamo allora: se era un'opera urgente nel 2004, fatta slittare nel 2005, ora nella scheda "OE42" uguale, nonostante l'urgenza del 2004, abbiamo 50mila euro nel 2007 e 201mila euro nel 2008, non sarebbe opportuno, come lei ha appena indicato per altri interventi e altre opere, sollecitare "RFI" a chiudere anche qui, perfezionare questa convenzione che riguarda 6 metri di marciapiede, 6 e 6... 12. Il collegamento fatto quando era Assessore ai lavori pubblici il collega Lavoyer... le fermate "Brocherel", giusto? Benissimo. Visto questo perfezionamento che dura da 3 anni, non è il caso di sollecitare? Abbiamo fatto degli incontri in Commissione con i responsabili di "RFI", esistono diverse iniziative, almeno questa opera, che è strategica per la mobilità sostenibile, proponiamo che sia spostata la disponibilità finanziaria; naturalmente non basta spostare una cifra, perché anche lei nel 2004 l'ha spostata al 2005 e non è successo niente, ma almeno una forte opera di pressione. Certo che, se non si ha interesse, si lascia che il perfezionamento duri anni e anni.

Président - La parole à l'Assesseur au territoire, à l'environnement et aux ouvrages publics, Cerise.

Cerise (UV) - Non mi piace ribaltare le responsabilità su chi non è presente in aula, ma credo che gli Assessori ai trasporti che si sono susseguiti in questi anni abbiano fatto di tutto per cercare di concludere la vicenda. Cosa manca alla conclusione dell'opera necessaria ad appaltare questo tipo di lavoro? Due adempimenti del Comune di Aosta, voi avete una rappresentanza al Comune di Aosta, se fate un'interpellanza, scoprirete che mancano 2 adempimenti. La lievitazione dei costi non è dovuta al tempo, ma è dovuta al fatto che ci hanno continuamente chiesto di fare altre cose: non ultimo delle opere di abbellimento per fare il raccordo fra i diversi piani e, quando ogni ente si mette a chiedere ogni cosa subordinando di mettere anche quello per autorizzare il progetto, si è sottoposti ad un ricatto. Una volta sbloccata la questione del Comune di Aosta, questa opera va in appalto, perché il progetto definitivo è fatto e in questo caso fra il definitivo e l'esecutivo c'è sì e no una settimana di lavoro per non dire che ce n'è anche meno e si può fare l'appalto. Quando ci chiedono di fare l'appalto però noi dobbiamo avere la disponibilità di tutta la cifra, allora, visti i tempi, la considerazione è che, se arriva la disponibilità del Comune di Aosta, sugli esercizi - perché bisogna leggerlo così - 2007 e 2008 possiamo realizzare l'opera.

Président - Je soumets au vote l'amendement n° 4 présenté par les Conseillers Venturella, Squarzino Secondina et Bortot, qui récite:

Emendamento

All'allegato, nella scheda OE42, l'importo di spesa indicato nella colonna "2008" è spostato nella colonna "2007".

Conseillers présents: 27

Votants: 24

Pour: 5

Contre: 19

Abstentions: 3 (Ferraris, Fiou, Tibaldi)

Le Conseil n'approuve pas.

Président - La parole au Conseiller Venturella sur l'amendement n° 5.

Venturella (Arc-VA) - Stessa cosa per uno spostamento dato che sono proprio sulle ciclabili, sul completamento della pista ciclabile. Se è vero quello che lei afferma, che in corso di elaborazione l'esecutivo sarà non questione di una settimana, ma di qualche mese, anche qui noi diamo un po' di ordine alle priorità e indichiamo nella realizzazione della pista ciclabile un lavoro da fare urgentemente, perché siamo a livello di chilometri di piste ciclabili gli ultimi nell'arco alpino interno e esterno, ma forse anche nelle Regioni che non appartengono alla cultura mediterranea, ma che appartengono alla sfera alpina. Crediamo quindi che almeno una dimostrazione di buona volontà sia quella di andare presto alla realizzazione, spingere 2008... quindi poche storie, Assessore, pochi tentennamenti, anticipiamo tutto.

Président - La parole à l'Assesseur au territoire, à l'environnement et aux ouvrages publics, Cerise.

Cerise (UV) - Telegraficamente, c'è un piccolo particolare: qui bisogna acquisire i terreni e non è la stessa cosa, perché l'acquisizione dei terreni comporta del tempo. In ogni caso è un'opera in cui crediamo e faremo il possibile per realizzarla in questi tempi.

Président - Je soumets au vote l'amendement n° 5 présenté par les Conseillers Venturella, Squarzino Secondina et Bortot, qui récite:

Emendamento

All'allegato, nella scheda OE66, al capitolo 64820, l'importo di spesa indicato nella colonna "2008" è spostato nella colonna "2007" e quello indicato nella colonna "2009" è spostato nella colonna "2008".

Conseillers présents: 25

Votants: 22

Pour: 5

Contre: 17

Abstentions: 3 (Ferraris, Fiou, Tibaldi)

Le Conseil n'approuve pas.

Président - La parole au Conseiller Venturella sur l'amendement n° 6.

Venturella (Arc-VA) - L'emendamento n. 6 riguarda 5 schede, in cui il grado di progettazione è arrivato all'esecutivo, eppure viene spostato al 2009, il riferimento è a "ST50" che mi pare sia la strada di Valgrisenche. Prendiamo un esempio: come mai per la strada di Valgrisenche siamo arrivati all'esecutivo, terzo lotto, abbiamo qualche riferimento che questa strada siano 15-20 anni che è... e, nonostante questo, devono essere fatti un paio di chilometri, neanche... c'è l'esecutivo e tutto è spostato nel 2009. Stessa cosa a Villeneuve, con il definitivo acquisito, manca solo l'esecutivo, anche qui nel 2009. Nel Comune di Arnad definitivo acquisito, tutto spostato al 2009. A Fénis, definitivo acquisito, spostato al 2009, ma come altri progetti. Non vi è corrispondenza fra le colonne degli importi e il livello di progettazione raggiunto. Ecco perché credo che non sia "a capocchia", vi è un preciso disegno che però non riguarda la programmazione e la pianificazione, ma riguarda un altro aspetto che concerne qualcos'altro, che verrà palesato forse nelle elezioni regionali del 2008.

Président - La parole à l'Assesseur au territoire, à l'environnement et aux ouvrages publics, Cerise.

Cerise (UV) - Constato che, quando ho spiegato la logica con cui è stato composto il piano lavori, o non mi avete ascoltato, o mi sono spiegato male, oppure non avete capito, perché fra le altre indicazioni abbiamo anche tenuto conto delle priorità e delle urgenze. Il fatto di avere un preliminare acquisito su un lavoro che mi costa 2 milioni di euro, ma non ho l'urgenza, quando ho altri lavori che sono diventati urgenti nel frattempo perché ci sono stati dei dissesti; fra l'altro, uno dei motivi per cui c'è stato questo slittamento sulla strada di Valgrisenche è perché una parte dei soldi che erano destinati qui li ho dovuti dirottare per sistemare l'ultimo pezzo in quel di Bonne dove è avvenuta una frana. Sulla stessa strada abbiamo preso il pezzetto di qui e lo abbiamo messo di qua: questo mi ha fatto venire meno le risorse su un progetto definitivo e ho dovuto traslare tale tipo di ragionamento, e questo vale per tutti gli altri. Nell'indicazione dei lavori da eseguire quindi si è tenuto conto anche delle priorità, per questi progetti non c'erano delle priorità rispetto a delle urgenze di altri interventi.

Président - Je soumets au vote l'amendement n° 6 présenté par les Conseillers Venturella, Squarzino Secondina et Bortot, qui récite:

Emendamento

All'allegato, nelle schede ST50, ST55, F03, ST39, OE38 l'importo di spesa indicato nella colonna "2009" è spostato nella colonna "2007".

Conseillers présents: 28

Votants: 25

Pour: 4

Contre: 21

Abstentions: 3 (Ferraris, Fiou, Tibaldi)

Le Conseil n'approuve pas.

Président - La parole au Conseiller Venturella sur l'amendement n° 7.

Venturella (Arc-VA) - La stessa illustrazione per l'emendamento n. 6 vale anche per il n. 7, quindi lo do per illustrato.

Président - Je soumets au vote l'amendement n° 7 présenté par les Conseillers Venturella, Squarzino Secondina et Bortot, qui récite:

Emendamento

All'allegato, nelle schede ST38, FI4, OE45 l'importo di spesa indicato nella colonna "2008" è spostato nella colonna "2007" e quello indicato nella colonna "2009" è spostato nella colonna "2008".

Conseillers présents: 28

Votants: 25

Pour: 4

Contre: 21

Abstentions: 3 (Ferraris, Fiou, Tibaldi)

Le Conseil n'approuve pas.

Président - La parole au Conseiller Ferraris, pour déclaration de vote sur l'acte dans son ensemble.

Ferraris (PPD-VDA) - Per una brevissima dichiarazione di voto. Il voto del gruppo "Per il Partito democratico" sarà un voto di astensione, non entro nel merito del programma, voglio solo fare alcune considerazioni di carattere generale. È già stato detto: abbiamo un programma di 239 milioni di euro, finanziato per una quota decisamente inferiore. Vorrei ricordare che nella prima metà degli anni '90 una quota leggermente inferiore al finanziamento del triennio era la quota che poteva spendere l'Assessorato dei lavori pubblici. Cosa deriva da questo? Non solo, se andiamo a vedere i 239 milioni di euro, per il 66% riguardano manutenzioni e adeguamenti, quindi sono spese dovute; solo per 1/3 abbiamo nuove iniziative. Questo vuol dire che ci troviamo in una situazione non di grandi ricchezze, ma di grandi ristrettezze dell'Assessorato dei lavori pubblici, per cui la riflessione che dobbiamo fare è che dobbiamo ripensare al nostro modello di programmazione. Dobbiamo raccordare i lavori pubblici con la legge sulle grandi opere e avere la capacità di fare delle scelte. Non vado a citare la pagina successiva, quando abbiamo 348 milioni di euro di libro dei sogni, perché manca il finanziamento, per cui la riflessione che dovrebbe fare il Consiglio non è tanto soffermarsi sulla fermata dell'Istituto "Brocherel", ma del fatto che ci troviamo a dover affrontare un cambiamento di qualità ed è questo che questo Consiglio e il successivo dovranno affrontare. Qui le risorse stanno diminuendo, abbiamo necessità di fare delle scelte rispetto alle cose che abbiamo fatto in passato. Questa era la riflessione che volevo fare e che sta alla base del voto di astensione.

Président - Je soumets au vote l'acte dans son ensemble:

Conseillers présents: 29

Votants: 26

Pour: 22

Contre: 4

Abstentions: 3 (Ferraris, Fiou, Tibaldi)

Le Conseil approuve.

Président - Le Conseil est convoqué à 15 heures 30.

La séance est levée.

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La séance se termine à 13 heures 2.