Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2673 del 9 maggio 2007 - Resoconto

OBJET N° 2673/XII - Communications du Président du Conseil régional.

Président - J'informe le Conseil de l'activité de la Présidence et des organes du Conseil depuis la dernière réunion de l'Assemblée:

Projet de loi n° 169, présenté par le Gouvernement régional, le 7 mai 2007 "Approvazione del rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario 2006";

Projet de loi n° 170, présenté par le Gouvernement régional, le 7 mai 2007 "Assestamento del bilancio di previsione per l'anno finanziario 2007, modifiche ed integrazioni a disposizioni legislative, variazione al bilancio di previsione per l'anno finanziario 2007";

Proposition de règlement n° 9, présentée par le Gouvernement régional, le 2 mai 2007 "Definizione dei requisiti igienico-sanitari per l'esercizio delle attività di somministrazione di alimenti e bevande, ai sensi dell'articolo 20, comma 5 della legge regionale 3 gennaio 2006, n. 1";

Proposition de loi n° 5, présentée par les Conseillers Venturella, Bortot et Squarzino Secondina, le 24 avril 2007 "Agevolazioni a favore degli Enti parco. Modificazioni alla legge 6 dicembre 1991, n. 394, e al decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504". (IIIe)

Réunions:

Bureau de Présidence: 2

Conférence des Chefs de Groupes: 2

Commission pour le Règlement: 1

Ie Commission: 1

IIe Commission: 2

IIIe Commission: 2

IVe Commission: 2

Ve Commission: 3

IIe et IVe Commission: 1

IVe et Ve Commission: 1

J'ai représenté la section valdôtaine de l'APF à la Conférence des Présidents des sections européennes. La réunion de Jersey avait pour but de décider l'organisation des travaux ainsi que les thèmes qui seront abordés tant dans les réunions des Commissions qu'à l'occasion du débat général. Deuxièmement, la Conférence de Jersey a été l'occasion d'analyser l'état d'avancement du programme d'actions et de coopération de l'APF Région Europe. Les délégués se sont exprimés pour ce qui est de la rotation des mandats internationaux détenus par les sections européennes. Les Présidents m'ont proposé au poste de Président de la Commission de l'éducation, de la communication et des affaires culturelles, une des quatre Commissions permanentes de l'APF. La décision sera prise lors de la plénière à Libreville.

Con lettera in data 3 maggio, i Consiglieri regionali Piero Ferraris e Giulio Fiou hanno dichiarato che intendono aderire al gruppo consiliare "Per il Partito Democratico in Valle d'Aosta" e hanno designato Capogruppo il Consigliere Piero Ferraris e Vicecapogruppo il Consigliere Giulio Fiou.

Con decreto in data odierna ho provveduto alla ricomposizione della Commissione per il Regolamento, a seguito della designazione del Consigliere Piero Ferraris quale membro del nuovo gruppo consiliare "Per il Partito Democratico in Valle d'Aosta", sentita la Conferenza dei Capigruppo in data 8 maggio 2007.

Conformemente a quanto abbiamo deciso nella giornata di ieri, per quanto concerne l'ordine dei lavori dell'adunanza odierna la Conferenza dei Capigruppo ha stabilito di proseguire i lavori in seduta notturna fino alle ore 24,00, con un'ora di interruzione dalle ore 20,00 alle 21,00. Domani mattina si svolgerà la sessione ordinaria, europea e internazionale con l'accordo che l'eventuale disponibilità di tempo residuo sarà utilizzato per proseguire la trattazione degli argomenti iscritti all'adunanza ordinaria del 9 maggio.

Colleghi Consiglieri, ricorre oggi - ne parleremo domani - la "Festa dell'Europa", proprio oggi 9 maggio, data che negli ultimi anni è diventata simbolo di unità di Paesi diversi, di culture differenti, di popoli confinanti, che, mediante la loro federazione, hanno permesso la creazione di una nuova e forte identità politica: l'Unione europea. La Valle d'Aosta si presenta anche in ambito europeo come "carrefour d'Europe", come crocevia di culture, laboratorio di esperienze, realtà dinamica e propulsiva di un'Europa delle nuove generazioni proiettata verso una globalizzazione inarrestabile che deve tener conto delle realtà regionali e delle loro particolarità. Come sapete, domani avremo una sessione europea, l'augurio è che possiamo discuterne ampiamente e che il 9 maggio possa diventare per le istituzioni, ma anche nelle scuole e nelle famiglie, un momento di riflessione e di dibattito sul profondo significato di essere cittadini europei. Vi ho fatto distribuire la relazione che tutti i colleghi hanno ricevuto, che è la relazione sull'attività svolta ai sensi della legge regionale n. 8/2006.

La parola al Consigliere Ferraris.

Ferraris (PPD-VDA) - Illustrerò le motivazioni che hanno portato, me e il collega Fiou, alla scelta del gruppo per il partito democratico: sono anzitutto motivazioni di carattere politico. Credo che sia evidente a tutti come nel Paese si stia affacciando sulla scena politica il partito democratico, una grande novità, e il Congresso nazionale dei "DS" ha deciso per ottobre l'Assemblea costituente del "Partito Democratico". All'atto della nascita del "Partito Democratico" viene conclusa l'autonoma attività dei "DS", questo dice la mozione conclusiva di Firenze, e si parla di un congresso a novembre, è questione di questi giorni la lettera di Fassino a Prodi. Se questo non fosse chiaro, è uscita nei giorni scorsi un'intervista a D'Alema, in cui la domanda era: "In autunno sarà eletta l'Assemblea costituente, nella primavera 2008 nascerà il nuovo partito, è così?". D'Alema dice: "No, il partito nascerà molto prima, abbiamo previsto che in autunno si elegga con una larga partecipazione popolare l'Assemblea costituente e, una volta fatta quell'Assemblea, il partito è costituito, anche perché l'opinione pubblica ha percepito i congressi "DS" e "DL" come dei momenti veri, se noi torniamo in TV come "Quercia" e "Margherita", l'italiano medio potrebbe restare scosso. Domanda: "Ma come, non avevate fatto il "Partito Democratico"? E continua su questi toni, quindi c'è un percorso chiaro e definito. Io e Giulio Fiou abbiamo condiviso con altri compagni la sensazione che al congresso dei "DS", quello fatto il 14 aprile, e in alcune mozioni che sono state preparate per il congresso del 26 maggio, ci sia poca chiarezza e soprattutto resistenza ad avviare un percorso spedito verso il "Partito Democratico".

Credo che la Valle d'Aosta sia una delle Regioni che ha visto il minor successo della mozione Fassino, un misero 62%, una delle percentuali più basse a livello nazionale, tant'è che i tempi della nascita del "Partito Democratico" in Valle d'Aosta non vengono chiaramente determinati. Si lascia intendere alla base del partito che alle elezioni del 2008 si andrà con il simbolo dei "DS", si parla di un partito nuovo che intende poi dotarsi di regole molto dirigistiche e arcaiche, vi leggo solo due righe della mozione del segretario che dice: "Sono legittimi differenti punti di vista, il primato delle decisioni però spetta agli organi di direzione del partito, agli eletti spetta la conseguente esigenza di conformarvisi. Una volta stabilita la linea in base alle regole che il partito liberamente si è dato, essa deve essere rispettata. Ogni altro comportamento..." - questo è interessante - "ivi compreso quello eventualmente sedicente autonomo dei gruppi consiliari è fuori dalle regole. La decisione dell'organo superiore prevale su quello inferiore". Potrei continuare, ma capite che queste dovrebbero essere le regole del nuovo "Partito Democratico". Mi pare che su questo ci sarebbe da discutere, ma non è questa la sede.

Emergono delle grandi ambiguità. Firmatari della mozione Angius e Mussi, che hanno adottato legittimamente una scelta, di lasciare il partito, in Valle d'Aosta si fondono con i firmatari della mozione Fassino e il prodotto è quello che vi ho appena letto. E non pensiamo che questa sia un'interpretazione autonoma delle caratteristiche della Valle d'Aosta: questo è un elemento di confusione. La segreteria del partito, una segreteria che è a maggioranza della mozione Fassino, riconosce in un comunicato ufficiale come rappresentanti del partito un rappresentate della mozione Mussi e un rappresentante della mozione Angius in questo Consiglio... mi pare posizioni politiche non consonanti con quelle della maggioranza congressuale regionale e nazionale.

Si condanna la nascita del gruppo "Per il Partito Democratico", quando questa è prassi comune in tutte le assemblee elettive d'Italia; quindi la nascita del gruppo nostro vuole soprattutto definire con chiarezza che il "Partito Democratico in Valle d'Aosta" va costruito senza elementi di confusione e di opportunismo e che la costituzione del gruppo verso il "Partito Democratico", "Per il Partito Democratico", deve rappresentare lo stimolo per costruire in Valle d'Aosta il "Partito Democratico", senza ambiguità e contraddizioni. Si richiede chiarezza nelle scelte dei programmi, dei tempi e dei modi. Vorrei fare alcune precisazioni, anche in riferimento a quanto hanno detto alcuni organi di stampa: siamo e rimaniamo iscritti ai "DS-GV" e non usciamo dal partito, siamo sottoscrittori e sostenitori di una mozione per il congresso del 26 maggio dei "DS"; parteciperemo, io e Giulio Fiou con altri compagni, a tutta la discussione congressuale e faremo la nostra battaglia politica in quella sede. Abbiamo giocato di anticipo rispetto a una situazione che necessita di un gesto di chiarificazione. Non diamo e non daremo vita ad organizzazioni politiche diverse da quelle decise dal congresso "DS" di Firenze.

Siamo e rimaniamo all'opposizione, senza "se" e senza "ma", quindi senza alcun ingresso e alcun appoggio alla maggioranza, di una maggioranza di cui non condividiamo una propensione al galleggiamento e un continuo ricorso alla politica dell'annuncio. Per quanto riguarda il gruppo "DS", da mesi abbiamo vissuto un disagio profondo all'interno del gruppo, cosa che credo sia stata evidente a tutti in quest'aula e al di fuori. Le riunioni del gruppo erano un'eccezione, la gestione collegiale inesistente, abbiamo avuto un ex Capogruppo autoreferenziale. La situazione non era più sostenibile. Noi apparteniamo a storie personali, costumi politici e culture politiche diverse da quelle del nostro ex Capogruppo, mi riferisco a me stesso e a Giulio Fiou; abbiamo appoggiato mozioni diverse al congresso di aprile e appoggiamo mozioni diverse al congresso di maggio. Non ci convince, non condividiamo un'opposizione improvvisata, urlata, confusa, verbalmente aggressiva e a volte offensiva, come era fatta dal nostro ex Capogruppo. Un'opposizione secondo la quale tutte le opinioni diverse, da qualunque parte provengano, per il solo fatto di essere difformi sono in cattiva fede, disoneste e vergognose: questa sì, che è veramente un'attitudine mentale intollerante e in cattiva fede! Non ci convince chi "spara a casaccio", chi sottoscrive intese e proposte di legge e nel giro di poche ore le disconosce, chi fa del populismo una scelta di vita, prima che una scelta politica, chi concepisce il rapporto fra i membri del gruppo come rapporti proprietari e ricattatori, chi assegna e ritira deleghe con metodi mai visti in quest'aula!

La costituzione del nuovo gruppo quindi è uno strumento e non un fine. Se il congresso dei "DS" fornirà elementi di chiarezza, non abbiamo alcuna preclusione a ritrovare percorsi unitari anche all'interno del gruppo. È evidente che questo non dipende solo da noi, ma dipende anche dall'atteggiamento di altri.

Giulio Fiou ed io abbiamo alle spalle una storia politica, un senso del rispetto delle istituzioni, del partito e delle regole che non abbiamo smarrito. Vogliamo mandare un segnale forte, una provocazione in positivo, perché si costituisca in Valle d'Aosta il "Partito Democratico" senza ambiguità, confusione, furbizie, perché un nuovo soggetto politico è utile e indispensabile alla società valdostana, per far fronte ai problemi enormi che questa deve affrontare con nuove strategie, nuovi modelli organizzativi e politici e nuovi modelli di partecipazione.

Presidente - La parola alla Consigliera Fontana Carmela.

Fontana (GV-DS-PSE) - Essendo stata eletta nelle liste della "Gauche Valdôtaine-Democratici di Sinistra" per rispetto e nei confronti di chi mi ha votato, ritengo di dover seguire la linea del partito. Ad oggi il nostro gruppo si chiama ancora "Gauche Valdôtaine-Democratici di Sinistra" e rappresenta l'unico punto di riferimento nel nostro partito in Consiglio regionale. Dopo il 26 maggio seguirò le indicazioni che il nostro congresso darà nel percorso verso il "Partito Democratico"; utilizzare oggi questa denominazione mi sembra strumentale, oltre a generare confusione in fase delicata del percorso politico del nostro partito e dell'intero Centro-Sinistra valdostano.

Presidente - La parola al Consigliere Fiou.

Fiou (PPD-VDA) - Credo che in questa sede, al sottoscritto e al mio collega Ferraris, non sia difficile far capire perché per noi non era più possibile condividere le responsabilità politiche che derivavano dai comportamenti e dalle dichiarazioni di colui che fino all'altro giorno è stato nostro Capogruppo. Non ci è difficile, perché quei comportamenti e quelle dichiarazioni le avete vissute in diretta e credo che abbiano anche suscitato in voi reazioni diverse.

La decisione di lasciare il gruppo dei "DS" non è stata facile per tutte le interpretazioni che in qualche modo ha messo in moto. È stato uno strappo con il gruppo dirigente del nostro partito, al quale però va detto in maniera molto chiara che avevamo da lungo tempo posto il problema della sostituzione del Capogruppo, ricevendo attestati di comprensione per la situazione insostenibile che dovevamo vivere, ma insieme a continui rinvii per qualsiasi decisione in proposito. Forse la spiegazione di questi rinvii va ricercata nel fatto che improvvisamente compare la firma del Consigliere Sandri sulla mozione congressuale presentata dal nostro segretario, cosa abbastanza eclatante visti i rapporti fra i due fino a quel momento. Certo che un reciproco sostegno tornava utile in un momento di difficoltà per entrambi, ma a che prezzo per il partito, per il segretario! Non so quanto ne escano bene, quale credibilità deriva loro dall'aver riproposto pubblicamente che il Consigliere Sandri, qui, con i suoi comportamenti e la sua "coerenza", rappresenta il partito.

Certamente il Consigliere Sandri non rappresenta più noi, non lo ha mai fatto in questi 4 anni, e non ci ha rappresentato soprattutto in questa fase in cui si è avviato l'iter per la costituzione del "Partito Democratico": ecco perché non era rinviabile oltre la decisione di segnare una rottura con logiche e metodi politici che sono all'opposto delle filosofie e dei valori che il Segretario nazionale Fassino ha espresso nella sua mozione, approvata a stragrande maggioranza dalla base del partito, quindi percorso impegnativo per tutti noi. Certo che questo asse Réan-Sandri - come ha sottolineato il collega Ferraris - ci fa temere per il destino del "Partito Democratico in Valle d'Aosta", timori d'altronde già alimentati da altri fatti che caratterizzano il dibattito all'interno del nostro partito locale, e non solo: anche altri stanno mettendo paletti strani alla costituzione del "Partito Democratico", che prefigurerebbero nella nostra Regione un partito democratico con caratteristiche molto influenzate dalle idee di chi in campo nazionale si è dichiarato contro la nascita dello stesso.

La nostra iniziativa, quindi, oltre a prendere le distanze da un modo inaccettabile di gestire il gruppo per i lavori che interessano quest'Assise, comporta anche l'avvio di una battaglia congressuale per ricondurre sulla giusta strada la costituzione del "Partito Democratico in Valle d'Aosta ". Alcune precisazioni riguardano anche interpretazioni svianti. Si è detto che abbiamo fatto questa scelta perché vogliamo entrare in maggioranza, o almeno avvicinarci alla maggioranza. Non intendiamo assolutamente fare da puntello all'attuale maggioranza, su cui abbiamo espresso severi giudizi che non abbiamo ancora modificato. Non abbiamo però stimoli per vendette anti-unioniste che altri hanno. Probabilmente chi con l'"Union" ha tentato approcci, contrattazioni sottobanco o che ha avuto incarichi poi tolti... credo che abbia qualche stimolo a vendicarsi nel momento in cui l'"Union", con lo stile che la caratterizza nel cercare di tenere tutto in casa propria - sono molto "soft" nel fare questa battuta -, non ha la nostra comprensione in quest'altra direzione, ma sicuramente noi, che non abbiamo mai fatto queste contrattazioni, non abbiamo stimoli vendicativi e guardiamo all'"Union" come uno dei partiti importanti della scena politica valdostana, con cui bene o male bisogna fare i conti.

Faremo un'opposizione costruttiva... cosa vuol dire? Vuol dire che la distinzione sul giudizio delle proposte che verranno presentate in Consiglio non sarà dato sulla base delle contiguità o meno con l'attuale maggioranza, ma alla luce solo della ricaduta di queste iniziative sulla comunità valdostana. In questo vogliamo essere corretti, soprattutto nei confronti della comunità valdostana.

Alcune battute in più sulla questione degli interventi e dei provvedimenti minacciati nei nostri confronti dalla dirigenza del nostro partito. Come detto dal Consigliere Ferraris, c'è una grande discrepanza fra ciò che sta avanzando in campo nazionale e ciò che si prospetta in Valle. Faccio anch'io riferimento alla mozione Réan, credo che questa diversità ci metta in una situazione molto difficile, perché se non seguiamo le linee nazionali secondo le logiche del nostro gruppo dirigente, potremmo essere passibili di provvedimenti che vengono dal campo nazionale; se seguiamo le logiche invece nazionali, siamo passibili di interventi da parte della dirigenza regionale. Credo che questo metta in luce in maniera ridicola quanto è stato affermato, almeno quanto abbiamo letto sui giornali in questi giorni a proposito di provvedimenti, al di là dei riferimenti allo "PCUS"...

Ultima questione, doverosa: la nascita del nuovo gruppo pone la questione della Vicepresidenza del Consiglio. Il problema non si pone, perché ieri, durante la seduta dei Capigruppo, il mio ex Capogruppo si è premurato di licenziarmi in quanto Vicepresidente del Consiglio, forse non spettava a lui questo ruolo, ma il problema è reale ed è chiaro che voglio comportarmi correttamente rispetto al problema reale. Il problema è reale semplicemente perché finora, per prassi, il Vicepresidente del Consiglio è sempre stato componente del gruppo di minoranza maggiormente rappresentativo; alla luce del rispetto di una prassi sempre seguita metto a disposizione il mio mandato ai gruppi di minoranza, perché prendano decisioni in proposito e al momento in cui saranno presentate queste decisioni formalizzerò le mie dimissioni.

Presidente - La parola al Consigliere Sandri.

Sandri (GV-DS-PSE) - Intanto quando nasce un nuovo gruppo, credo che anzitutto si debbano fare gli auguri di buon lavoro, al di là delle questioni politiche che ci dividono in questo momento in modo significativo, c'è anche un "Rubicon e" in mezzo che è stato costruito per dividere il nostro gruppo, ma per il bene della Valle d'Aosta non si può che fare gli auguri di buon lavoro e di successo ai nostri nuovi colleghi di avventura. Auguri di buon lavoro, perché credo che in questo anno tutti ci siamo resi conto che l'opposizione che è stata fatta dai nostri 2 colleghi non ha dimostrato un enorme lavoro; anzi, direi che ha dimostrato una grande pigrizia, perché in un anno che sono all'opposizione non abbiamo visto un'interrogazione o un'interpellanza o una mozione o un atteggiamento da opposizione. Sui giornali, per esempio, su "Il Corsivo" di questa settimana ho letto che si accusava il gruppo "CdL" di "flirtare" con il Presidente Caveri, però ho visto il gruppo "CdL" sempre fare la sua opposizione seria con interrogazioni, interpellanze, mozioni, risoluzioni, qualche volta un po' "telefonate", ma rientra nella normalità.

Qui c'è però un dato essenziale: non è soltanto una presa d'atto che, non avendo fatto interrogazioni, interpellanze e mozioni, che siano di opposizione è molto dubbio, ma lo dice sempre lo stesso giornaletto: "Ora Luciano Caveri vede rafforzare la sua leadership proprio da Sinistra", cioè l'entrata in maggioranza è percepita dagli organi di stampa in modo preciso, e non potrebbe essere diversamente, perché nel momento in cui uno esce da un gruppo di opposizione... dove va? O va a casa oppure va in maggioranza! E l'atteggiamento che sta alla base di tutto questo "ambaradan" sul "Partito Democratico" è solo il bisogno di tornare a casa, cioè alla maggioranza, e lo ha dimostrato il comportamento sulle votazioni di leggi e di provvedimenti: là dove non c'era alcun interesse hanno sempre votato da opposizione, ma si vede sui provvedimenti cardine se uno fa parte della maggioranza o dell'opposizione, se è una stampella o se è libero. Un po' come i cagnolini: se volete sapere se un cane è libero o meno, basta che mettiate un salsicciotto un metro dopo la lunghezza delle catene e vedete che non ci arriva se ha la catena tirata, se invece è libero mangerà il salsicciotto. Il salsicciotto era la legge elettorale, abbiamo visto che su quella questione non hanno non solo rispettato le indicazioni del partito o del gruppo, ma si sono posti come relatori della questione. Non sto a ripercorrere i passaggi importanti, ne cito uno per tutti:quello del Difensore civico.

Allora ci chiediamo come mai questo gruppo di maggioranza "pro Caveri" si è formato in Consiglio regionale. Si è formato in Consiglio regionale perché è la giusta conseguenza di scelte politiche che i "DS" hanno fatto tempo fa, scelte politiche di non sentirsi solo dei "DS" nel 2003, ma alle regionali di presentare una lista che andava al di là, perché c'erano esponenti che erano stati di "Rifondazione Comunista", che erano stati iscritti all'"UV" e alla diaspora del "Partito Socialista", quindi era un progetto che andava al di là di tutto lo schieramento che ufficialmente i "DS" potevano rappresentare. Da lì è partito un ragionamento forte, che l'"UV" non ha accettato, ha voluto soprattutto nella questione delle politiche smarcarsi; noi, per mantenere la nostra correttezza di impostazione, abbiamo accettato il rischio di andare all'opposizione, perché questo è un rischio normale nella democrazia - puoi stare in maggioranza, ma puoi anche andare all'opposizione - e abbiamo pagato la scelta di libertà di candidare Perrin e Nicco con l'opposizione. Ci siamo messi a fare l'opposizione e su questo credo che nessuno possa negare. Noi abbiamo fatto l'opposizione, non l'opposizione costruttiva o l'opposizione con dei "forse" e dei "ma", ma l'opposizione normale, e questo era anche un costo che dovevamo pagare rispetto a due colleghi che non hanno condiviso questa scelta politica, non l'hanno condivisa durante la campagna elettorale, non l'hanno condivisa successivamente, si sono trovati spersi, non hanno fatto alcuna iniziativa perché l'opposizione non è confacente, loro parlavano di storia personale e torneremo nei prossimi Consigli su questa "storia personale", evocata dal Consigliere Ferraris, perché credo che sia giusto visto anche il richiamo che ha fatto, quindi valuteremo questi passaggi. A questo punto è chiaro che la difficoltà era politica, non avevano interesse a fare opposizione.

L'inciucio è venuto fuori in modo palese sul problema delle legge elettorale per il Consiglio, ne prendiamo atto con dispiacere per certi versi, ma almeno questo è credibile. Tutto questo è grave che sia stato ammantato con il "Partito Democratico", perché il "Partito Democratico" è un progetto grande, è un progetto importante perché giustamente a livello italiano - che sappiamo è un sistema politico nettamente diverso dal nostro, anche per il tipo di forze politiche in campo, la "Margherita" nella nostra Regione è sullo 01,-02% non è intorno al 13-14 com'è a livello nazionale e c'è una "UV" che rappresenta il 47% dell'elettorato che non c'è a livello nazionale - dice: in uno schieramento tipo quello del "Gallo" non può non esserci un partito di riferimento che valga il 20-25%, quella è la sfida che dobbiamo costruire. E la "Gauche Valdôtaine" si sta ponendo questo problema, quindi il "Partito Democratico" nascerà in Valle d'Aosta, ma nascerà in "patois", perché dovrà rappresentare le radici e le specificità, perché siamo Autonomisti, la "Gauche Valdôtaine" non è i "DS", ma un partito federato ai "DS" e lo è sempre stato perché rispetta le caratteristiche locali. Ci poniamo questo obiettivo e non è mettendo insieme il Consigliere Ferraris di Aosta, Capogruppo regionale del "Partito Democratico", e Ettore Morezzi, Coordinatore del "Partito Democratico" di Ivrea, che riusciremo ad avere un buon risultato, perché quel risultato lì lo abbiamo già visto alla "Tecdis" e non è positivo!

Allora noi vediamo che quando questi problemi vengono fuori, dobbiamo richiamarci ad alcune regole di base della politica. Nella politica, nell'evoluzione di un partito, cambiano i gruppi dirigenti, prendiamo l'"UV" che è ancora un partito con una sua struttura organizzativa ed è capace di evolvere, di cui non si condividono le idee politiche, ma questo gli si deve riconoscere: se andate a rivedere chi sono oggi i dirigenti e chi lo è stato nell'ultimo periodo, non c'entrano quasi nulla con quelli di 10-15-20 anni fa perché c'è un'evoluzione. C'è chi fa il Presidente del partito, poi fa il Consigliere regionale, l'Assessore... poi ne vengono altri, e avanti così! Ci sono invece delle altre zone della politica in cui si cambia il nome per mantenere gli stessi dirigenti. I dirigenti di prima che vi dicevo del riciclaggio, questo è un modo semplice. Uno, ad esempio, può cominciare con "Democrazia proletaria", "Nuova Sinistra della Valle d'Aosta", "Verdi Alternativi", "Arcobaleno", "Valle d'Aosta per l'Ulivo".... ed essere sempre lui, un nome a caso... ma questo è il trucchetto!

Noi non vogliamo che il "Partito Democratico" sia il giochino di cambiare il nome per mantenere gli stessi dirigenti, ma che sia un grande progetto, perché lo schieramento alternativo a quello dell'attuale maggioranza abbia un polo di riferimento nostro. Questa proposta la stiamo facendo nel nostro congresso, vediamo se sarà valutata dai nostri iscritti, noi ci lanciamo come una proposta grande, diretta a tutte quelle forze politiche che vanno dalla "Margherita" ma prendono la diaspora socialista, "Renouveau Valdôtain", "Vallée d'Aoste Vive", tutta quella serie di forze riformiste e moderate che ci sono nello schieramento dell'alleanza autonomista progressista per costituire un soggetto politico che interpreti in modo sostanziale, e non formale, il "Partito Democratico in Valle d'Aosta ". In questo senso auspico dopo il 26 maggio che possiamo avere, qui, una chiarificazione dal punto di vista anche formale, la disponibilità al confronto con i colleghi ci sarà sempre; chiediamo però una questione di rispetto: non interverrò a chiedere modificazioni di quanto è stato detto, né scuse, ma usare la parola "ricattatorio" senza motivarla e assumersene la responsabilità, trovo che sia una caduta di gusto che non mi aspettavo!

Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.

Squarzino (Arc-VA) - Non intendiamo intervenire su polemiche, dissensi, a volte anche a livello personale all'interno di un partito o di un movimento, ma spiace assistere, ancora una volta, a separazioni all'interno della Sinistra, proprio in un momento in cui si stanno avviando processi di aggregazione e rafforzamento dell'intera area del cosiddetto Centro-Sinistra; uso terminologie desuete, ma che dicono chiaramente il concetto. Ne prendiamo atto, sperando che nel corso del tempo, a fronte di progetti più ampi, si possa ricostruire comunque una unità di tutte le energie più vive, vere, motivate e più utili alla Valle d'Aosta.

Un'osservazione soltanto: oggi, per fortuna, i colleghi Fiou e Ferraris non hanno aggiunto alcun aggettivo alla parola "opposizione", e di questo gliene rendiamo atto, ma sulle dichiarazioni dei giornali c'era un aggettivo aggiunto, ad "opposizione", "opposizione costruttiva", che ci disturbava, nel senso che sembrava prefigurare l'esistenza in Consiglio di un'opposizione contrapposta, distruttiva. Allora spero che i due colleghi Ferraris e Fiou non intendessero assolutamente esprimere un giudizio negativo rispetto al lavoro che il gruppo "Arcobaleno" sta facendo...

(interruzione del Consigliere Ferraris, fuori microfono)

... quando si parla di "opposizione costruttiva", l'opposizione in Consiglio è un'opposizione fatta da più forze, compresa la nostra, e noi vogliamo rivendicare il fatto che tutte le opposizioni sono costruttive, perché sono opposizioni che fanno presente, portano qui il punto di vista diverso di un gruppo di elettori, portano qui delle proposte per costruire un progetto magari alternativo a quello che la maggioranza sta portando avanti, ma è un'opposizione che sempre fa delle proposte di costruzione, di risposte diverse ai problemi, e lo abbiamo visto nell'ambiente, nei trasporti, nella sanità, nel mondo del lavoro... quindi credo che sia compito di ogni opposizione, anche nel momento in cui è più critica, quello di proporre continuamente risposte diverse a problemi che vengono affrontati.

Credo anche, tenendo conto di quello che ha detto il collega Fiou, che forse in mattinata sarebbe interessante che l'opposizione intera si trovasse, perché se esiste - come esiste - un problema di Vicepresidenza - il Consigliere Fiou ha detto ieri che era disponibile a rimettere il suo mandato -, che vada fatta una riunione dell'opposizione.