Oggetto del Consiglio n. 2407 del 11 gennaio 2007 - Resoconto
OGGETTO N. 2407/XII - Approvazione della mozione: "Realizzazione dell'accordo di programma tra la Regione, il Comune di Aosta e il CONI in materia di infrastrutture sportive".
Mozione
Ricordato l'accordo di programma tra "Regione Valle d'Aosta, Comune di Aosta, Comitato Olimpico Nazionale Italiano, per la realizzazione di opere sportive e diverse nella città di Aosta", in cui veniva deliberata la costruzione una struttura da destinare per le attività di atletica indoor, completa di una serie di ulteriori superfici sportive da destinare al training specifico delle seguenti attività: pugilato, arti marziali, judo, tennis tavolo, scherma, ginnastica, pesistica, arrampicata libera, attività per disabili;
Evidenziato che in tale accordo di programma il CONI si impegnava a restituire al Comune di Aosta il terreno di Via Guédoz, su cui insisteva una precedente palestra del CONI, mentre il Comune si impegnava ad assumerne la gestione direttamente o con ricorso all'affidamento del servizi;
Preso atto che l'attuazione del predetto accordo di programma è sottoposto al monitoraggio da un Collegio presieduto dal Presidente della Regione, cui partecipano altresì il Sindaco del Comune e il Presidente del CONI;
il Consiglio regionale
Impegna
il Presidente della Regione a presentare entro 60 giorni alla Commissione competente una relazione dettagliata sulla realizzazione dell'accordo di programma in oggetto e sul mantenimento degli impegni presi dai differenti contraenti, con particolare riguardo alla restituzione delle aree del CONI alla città di Aosta.
F.to: Sandri - Fontana Carmela - Ferraris - Fiou
Président - La parole au Conseiller Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Mi sembra vi sia tempo sufficiente per illustrare questa mozione, che nella parte deliberativa è molto semplice. La mozione chiede al Presidente della Regione in quanto Prefetto - perché di questo si tratta, nel senso che ha le funzioni di Prefetto in base a una legge che riguarda gli accordi di programma che interessino enti che siano nazionali -, di presentare entro 60 giorni alla Commissione competente una relazione dettagliata su questo accordo di programma che interessa la Regione Valle d'Aosta, il Comune di Aosta e il Comitato olimpico nazionale italiano. Tale accordo di programma era finalizzato alla costruzione di una struttura per l'atletica "indoor" da realizzare in Regione Tzamberlet ad Aosta e naturalmente conteneva una serie di altre strutture sportive, particolarmente delle palestre, come più avanti spiegherò. Il problema fondamentale è che uno dei nodi principali di questo accordo di programma era la restituzione alla città di Aosta da parte del CONI nazionale di un terreno che la città di Aosta aveva ceduto al CONI nel 1959 per lire 1.000 per la costruzione della famosa palestra CONI, che fu costruita in quegli anni e che non è durata tantissimo, quindi doveva essere restituita per la stessa cifra al momento dell'inizio della consegna del cantiere per la costruzione della nuova struttura; questo è il principale motivo per cui abbiamo chiesto questo tipo di presentazione di tale relazione dettagliata, per capire cioè com'è successo questo.
Per capire però in dettaglio le motivazioni che ci hanno spinto a questo tipo di richiesta, credo sia importante rifare una piccola cronistoria. La realizzazione del "Palaindoor" in Regione Tzamberlet nella città di Aosta prende spunto dalla deliberazione del Consiglio regionale la n. 1217/1995; questo è un dato importante perché identifica, come previsto dalla legge, l'organo competente per quanto riguarda la Regione Valle d'Aosta a deliberare in materia. Tale accordo di programma fra la Regione Valle d'Aosta, il Comune di Aosta e il Comitato olimpico nazionale viene concretamente poi stipulato l'8 settembre 1995 e concerne la realizzazione di una struttura per le attività di atletica e "indoor" completata da ulteriori superfici sportive da destinare a "training" specifico delle seguenti attività: pugilato, arti marziali, judo, tennis tavolo, scherma, ginnastica, pesistica, arrampicata libera, attività per disabili, nonché per altre eventuali attività sportive. Al fine del raggiungimento di tale obiettivo, la Regione si impegna alla costruzione - si diceva in quell'accordo di programma - di una struttura per queste attività, nonché ad acquisire i diritti di superficie dei terreni destinati al Palazzetto dello sport, che doveva essere piazzato lì vicino, e al complesso tennistico, identicamente che si voleva realizzare in tale zona. Da parte sua il CONI nazionale si impegnava a restituire alla città di Aosta il terreno di Via Guédoz, che era, tra l'altro, la vecchia sede dell'antico cimitero di Aosta che fu smantellato dopo la II Guerra mondiale, con l'allora esistente, ma fatiscente struttura di palestra, già causa di incidenti con risvolti giudiziari, nonché a predisporre il progetto preliminare della nuova struttura. Oltre alla restituzione per lire 1.000 di tale terreno alla città di Aosta entro e non oltre la consegna del cantiere, il CONI dava immediatamente autorizzazione al Comune all'abbattimento della palestra esistente per motivi di sicurezza. Naturalmente vi erano gli impegni degli altri attori: della Regione autonoma a costruire, del CONI a restituire, mentre la città di Aosta si impegnava a destinare a parcheggio pubblico l'area di Via Guédoz, a favorire l'allestimento in un'area in località Tzamberlet da destinarsi agli spettacoli itineranti, cedendo alla Regione i diritti di superficie di tale area e rinunciando ai trasferimenti che erano previsti dalla legge per "Aosta capoluogo", corrispondenti agli interventi che il Comune aveva già pensato di fare in quell'area, che erano circa 400mila euro; il Comune si impegnava, infine, a gestire il complesso sportivo - cito - "direttamente o con ricorso all'affidamento del servizio". A completamento degli impegni di questi 3 attori, la Regione si impegnava a cedere in comodato gratuito al Comune la struttura, subito dopo l'acquisizione delle agibilità previste dalle vigenti norme di legge, mentre il Comune si impegnava a concedere pari tariffe e il diritto di accesso ai cittadini, gruppi e società sportive anche non residenti e non aventi sede in Aosta, a garantire per 20 anni agevolazioni tariffarie per facilitare l'accesso alla struttura delle società sportive, in particolare quelle affiliate al CONI, a determinare agevolazioni tariffarie e utilizzi determinati di fasce orarie annualmente con il bilancio comunale, le agevolazioni suddette e le determinazioni delle fasce orarie comunque dovevano essere concordate fra Comune e CONI. Non si capisce dal testo dell'accordo se è il CONI nazionale o il CONI regionale. Infine, concordavano le 3 parti che la verifica dell'accordo come la risoluzione di qualunque vertenza potesse nascere successivamente venisse demandata a un Collegio presieduto dal Presidente della Regione in quanto Prefetto, cui partecipano il Sindaco del Comune e il Presidente del CONI, eventualmente anche a mezzo di un suo delegato munito di procedura speciale. In caso di inadempienza delle parti veniva prevista la possibilità di nomina di un Commissario "ad acta" e, in caso di mancata accettazione della procedura, le parti avevano il diritto alla risoluzione degli oneri del contratto.
Questo era l'accordo di programma così come è stato scritto, ma soprattutto così come è stato approvato da questo Consiglio e dal Consiglio comunale di Aosta. Cosa succede dopo? Qui siamo nel settembre 1995; nel marzo o aprile 1996 la vecchia palestra CONI viene demolita a cura della città di Aosta ad un costo di 135.872,39 euro. Questo comporta un onere importante e nel 1997 si riunisce per la prima volta il Comitato di verifica, cui partecipa il Capo di Gabinetto per delega del Presidente, l'Assessore regionale al turismo, non si capisce a quale titolo, il Capo Servizio infrastrutture per lo sport e il tempo libero, "idem", il Sindaco della città di Aosta, e qui ci siamo, l'Assessore comunale allo sport e commercio, e anche qui non si capisce, infine il Presidente del Comitato regionale Valle d'Aosta CONI, che aveva la delega del CONI nazionale. Da tutto questo verbale non si evince alcun tipo di problema, non solo, si ribadiscono tutta una serie di questioni fra cui l'impegno della città di Aosta a gestire il nuovo complesso sportivo: vengono definite le tappe del progetto, dell'autorizzazione, della concessione edilizia... e si rinvia al mese di gennaio 1998. Successivamente non abbiamo altra documentazione di questo Comitato di verifica, ma abbiamo la documentazione di una fitta corrispondenza fra la città di Aosta e il CONI, perché dopo che il cantiere fu aperto il 28 maggio 2001, circa 4 anni dopo, si è determinato un periodo di 5 anni (1996-2001) in cui vi era un terreno a disposizione del Comune che però era ancora di proprietà legittima del CONI. Dal 2002 al 2004 il CONI non trasferisce il terreno, come era suo obbligo, a partire dal 28 maggio 2001 alla città di Aosta, nessuno si preoccupa di questo, nessuno richiede al CONI di rispettare questo che è l'unico impegno che il CONI aveva, ma anzi inizia una corrispondenza perché il CONI pretende dei soldi. La città di Aosta dice: "tu valuta quanto è l'affitto di questo terreno all'anno e lo andiamo a scalare dai costi della demolizione, che sono 135mila euro"; alla fine concordano fra città e CONI che l'affitto di quest'area è a valere a circa 12.500 euro all'anno, che equivalgono per il periodo interessato a circa 130mila euro, che sono grosso modo la cifra spesa per la demolizione, per cui viene concordato che è "pari e patta"; comunque 2002-2003-2004 il CONI se ne frega e non restituisce alla città di Aosta il terreno, ma qui sorge un problema importante: di chi è la disponibilità del terreno in questo momento? In tutti i documenti si parla genericamente del CONI, mischiando il Comitato regionale Valle d'Aosta del CONI, il Presidente nazionale, un delegato con procura del Presidente nazionale; la nostra impressione è che quel terreno non sia più oggi del CONI, non lo sia più dal 2002, ma quando il CONI nel 2002 costituisce la "CONI Servizi S.p.a.", che diventa lo strumento per la gestione del patrimonio del CONI, probabilmente il terreno a quel punto non è più a disposizione del CONI, ma della "CONI Servizi S.p.a.". Sarebbe interessante capire se vi è stato tale spostamento e se questo è stato fatto al valore che era previsto dalla normativa, cioè le 1.000 lire del 1959, piuttosto che le 1.000 lire del 2001, o se è stato iscritto nel patrimonio della "CONI Servizi S.p.a." al valore di mercato: queste sono alcune delucidazioni che chiediamo al Presidente Caveri, per capire come mai il CONI non ha ottemperato ai doveri che aveva.
Cambiano le cose a partire dal 22 dicembre 2004 perché incominciano una serie di riunioni di questo Collegio di verifica; allora 22 dicembre 2004, presenti il Presidente della Regione, l'Assessore al turismo, il Sindaco di Aosta e l'Assessore allo sport e forse un rappresentante del CONI... qui sono citati i nomi, non sono citate nel verbale le funzioni e questo mi dispiace, fra l'altro è un richiamo che faccio al Presidente, anche se questo non era legato al suo "pro tempore", ma al suo predecessore, che nelle verbalizzazioni siano sempre segnate le funzioni che occupano le persone, non i nomi, perché nessuno è tenuto a sapere le cariche che hanno le persone. In questo verbale è emersa - si dice - anzitutto una specifica mozione di indirizzo del Comune di Aosta, di cui peraltro non vi è il testo, e sulla base di essa è emersa la necessità di definire il valore dell'affitto del terreno di Via Guédoz adibito a parcheggio dei locali del sottotetto nella nuova struttura da concedere al CONI, in modo da stabilire la relativa compensazione. Siamo arrivati all'assurdo che la città di Aosta, al posto di fare il suo dovere di richiedere al CONI, quindi di aprire una vertenza con il CONI che restituisca quel terreno, dice: "bisogna affittarlo, bisogna pagare l'affitto", senza contare i soldi che avevamo speso per la demolizione. Il 28 dicembre viene deciso di affidare ad un professionista esterno all'Amministrazione regionale il compito di valutare, viene in questo verbale approvato un testo che è stato messo a punto il 22 dicembre, non si capisce in quale riunione, è una cosa poco chiara dal punto di vista normativo, comunque si concorda quanto segue:
"il Comune di Aosta si impegna a concedere al CONI come struttura di servizio afferente agli impianti in comodato gratuito per il periodo corrispondente all'affitto del terreno di Via Guédoz, e con successivo canone da definire, i locali sottotetto della struttura sportiva a totale compensazione delle spese dovute dal mese di marzo 1996 per l'affitto dell'area adibita a parcheggio ex palestra CONI. I costi di adeguamento dei locali sottotetto saranno finanziati con risorse proprie della Regione ed entro il 25 febbraio 2005 il Comune e il CONI si impegnano a concretizzare quanto prima".
Qui succedono 3 cose interessanti: la prima, il Comune di Aosta, senza fare alcuna verifica, si impegna a dire: "siamo in torto quindi vi dobbiamo pagare l'affitto" e come scambio dell'affitto è l'utilizzo dei locali del sottotetto della struttura sportiva, da far determinare a un tecnico il periodo corrispondente. Dall'altra parte emergono dei lavori di adeguamento dei locali sottotetto che nell'accordo di programma non esistono, fra l'altro non sono stati deliberati dal Consiglio comunale, né dal Consiglio regionale, non si capisce bene a quali lavori si riferiscano. Passano 3 mesi e il 10 marzo 2005 - è sempre il verbalizzante che segna questi nomi - Carlo Perrin, Luciano Caveri, Antonio Pollano, Guido Grimod, Daniela Piassot decidono delle cose non si capisce però in base a quale... è interessante questa riunione, perché manca il terzo, il CONI non manda nessuno. Si prende atto che il Sig. Ottoz, colpito da grave lutto familiare, è assente, ma non si capisce se questo Sig. Ottoz è delegato... insomma il CONI non è presente. Si prende atto in questa riunione che la Regione ha provveduto a inviare al Comune di Aosta e al CONI una stima effettuata dal tecnico incaricato. Passano alcuni giorni e siamo al 25 marzo, altra riunione sempre con questa "forma" dei nomi senza sapere chi sono; dopo aver esaminato la perizia estimativa redatta dal tecnico incaricato dalla Regione - che, fra l'altro, non viene citato, qui stranamente, quando i nomi servono, non si citano -, il quale sembra essere lo stesso che ha fatto il progetto preliminare e che adesso casualmente è Responsabile tecnico del CONI della Valle d'Aosta, ossia abbiamo preso per definire i rapporti come arbitro fra Regione, Comune e CONI quello che è il tecnico di fiducia del CONI. Questo professionista comunque presenta una relazione tecnica che dimostra che, a fronte dell'affitto dell'area per 5 anni, di un'area dismessa, quindi di un'area adibita a parcheggio, perché poi è stato il Comune che ci ha speso dei soldi e lo ha fatto mettere a posto, ma che era un terreno di terra battuta... a fronte di 5 anni di un terreno di questo genere, il CONI ha diritto a 11 anni di una struttura nuova! Credo che questa sia già una cosa su cui riflettere. Come mai, chiediamo al Presidente Caveri, un diritto della città di Aosta di avere indietro un proprio terreno diventa una penalità per la città, ma una penalità talmente grave per cui, a fronte dell'affitto di un terreno di qualche migliaio di mq., vi sfido ad andare ad affittare un terreno di questo genere quanto vi possa costare, ci obblighiamo per 11 anni a dare in comodato gratuito e a restituire come affitto di una palazzina nuova di zecca con amplissimi spazi per palestre e altre cose del genere, ma il peggio deve ancora arrivare.
Siamo arrivati a questo tipo di ribaltamento dei ruoli, però i passaggi più delicati avvengono nel settore della gestione. L'accordo di programma prevede che la gestione del nuovo complesso sportivo spetti al Comune, ribadito anche dal Comitato di vigilanza del 1997, direttamente o con ricorso all'affidamento del servizio. Non si evidenziano qui altra modalità come il comodato gratuito o l'affitto. A tale riguardo è importante riconoscere che la normativa regionale ancora lo scorso anno con la legge n. 18/2006, la "omnibus", ha ribadito questo concetto che gli enti pubblici non possono affidare a chi gli pare, per quanto possa essere un ente così significativo come il CONI, un servizio, perché si evidenzia che l'affidamento deve essere comunque fatto con evidenza pubblica. In particolare, al punto b) dell'articolo 10 della legge n. 18/2006 si dice: "occorre l'avviso pubblico come modalità di pubblicità nella procedura di selezione a qualunque titolo venga essa esercitata". Non solo, per quanto riguarda la gestione, bisogna tener conto che, a parte questo tipo di impegni, la gestione doveva rispondere a tutti quegli impegni che il Comune di Aosta si era preso: avere delle tariffe agevolate, degli orari particolari per l'accesso... comunque sulla questione della gestione torneremo più avanti.
Arriviamo al mitico 12 gennaio 2006, in Regione Tzamberlet si riuniscono tutta una serie di persone che hanno delle deleghe e redigono questo verbale di consegna della struttura. Guardiamolo un attimo: con tale verbale, contrariamente all'accordo di programma, che diceva che, al momento in cui fossero date le autorizzazioni di legge per quanto riguarda gli impianti elettrici, edili, vigili del fuoco... doveva dare alla città di Aosta questo tipo di struttura, il Direttore delle opere edili Ing. "tal di tali", Direttore della Direzione opere edili dell'Assessorato del territorio della Regione Valle d'Aosta riceve dall'impresa "ATI, Associazione temporanea di impresa, Paolo Beltrami S.p.a.", Paolin Gaetano... prende questa struttura e la consegna al Direttore della Direzione grandi infrastrutture e impianti a fune dell'Assessorato del turismo della Regione autonoma Valle d'Aosta, la quale la dà a un Signore che si definisce rappresentante del CONI come Vicepresidente vicario del CONI della Regione autonoma Valle d'Aosta, su delega del suo Presidente, che dichiara di ricevere in consegna la struttura completa di tutti gli arredi e attrezzature e ne garantisce l'uso corretto, provvedendo alla loro manutenzione e conservazione.
È interessante questo verbale, perché ci sono una serie di passaggi che non si capiscono. Innanzitutto viene detto qui il 22 dicembre 2004 che l'accordo di programma è stato integrato dalle parti succitate, cioè si evidenzia che quello che ha fatto il Consiglio di verifica, che doveva attenersi a fare delle verifiche del buon funzionamento o a sanare delle diatribe fra i componenti, ha modificato l'accordo, ma questo non è così importante. I lavori eseguiti in questo verbale hanno ottenuto il collaudo statico, il collaudo tecnico dell'impianto elettrico, il collaudo tecnico dell'impianto antincendio, il collaudo tecnico dell'impianto idrosanitario, è stato fatto l'accatastamento... quindi sono nelle condizioni di poter essere trasferiti. Il CONI, e non si capisce bene chi perché qui ci sono 2 rappresentanti del CONI, uno, il Procuratore del Presidente del CONI nazionale, che è l'unico, a mio avviso, attestato a gestire questa cosa, un altro che è Vicepresidente vicario del CONI della Regione autonoma Valle d'Aosta: non conosco alcun CONI della Regione autonoma Valle d'Aosta, conosco un Comitato regionale valdostano del CONI nazionale, per cui non capisco quale sia la verifica, ed è un altro dei punti che chiederemo al Presidente. Dice: "il CONI di Aosta, stante la necessità per il CONI di utilizzare la pista di atletica leggera, la sala di riscaldamento degli atleti e gli spogliatoi annessi nel rispetto delle previsioni progettuali, ha richiesto che gli sia consegnata la struttura". Il CONI si permette di richiedere la consegna della struttura quando non è previsto da alcuna parte dell'accordo di programma ed è l'unica parte che è palesemente in difetto. Si impegna naturalmente ad aver cura della sua corretta manutenzione e conservazione, ivi compresi gli arredi e le attrezzature con il risultato che succede quello che vi dicevo. Il Sig. Centelli, Vicepresidente vicario del CONI della Regione autonoma Valle d'Aosta, su delega del Presidente Sig. Bruno Oro, che a mia informazione non è Presidente del CONI - credo sia Giovanni Petrucci -, ottiene questo, vi è una dichiarazione che dice di ricevere in consegna la struttura e di utilizzarla per tutte le cose e vengono identificate tutta questa serie di cose. La cosa interessante è che il delegato nazionale del CONI non firma questo atto di presa in carico, abbiamo un verbale di consegna fra 3 attori: Regione, città di Aosta, CONI nazionale, in cui il CONI nazionale non firma.
In questa situazione di confusione, in cui i ruoli sono ribaltati, in cui il CONI fa il bello e il cattivo tempo a spese della città di Aosta, noi ci aspetteremmo che la Regione svolga un ruolo di tipo positivo, nel senso di cercare di trovare il modo di rimettere le cose a posto, invece no, il 26 aprile 2006 succede una cosa che trovo abbastanza fuori dall'ordinario. Viene presentato un verbale del Comitato di vigilanza, organizzato dal punto di vista formale come una deliberazione di Giunta, c'è una copertina che dice: "Accordo di programma sottoscritto fra Amministrazione regionale della Valle d'Aosta, Comune di Aosta e CONI in data 8 settembre 1995 pubblicato..." eccetera, "... verbale della seduta del Collegio ex articolo 8 in data 12 aprile 2006"... allora, nelle persone... abbiamo il Sindaco, il rappresentante del CONI e il Prefetto della Regione autonoma Valle d'Aosta; il Presidente della Regione premette quanto segue: "l'accordo è stato in parte adempiuto, ma in alcune sue previsioni risulta ormai superato o superabile per mutate esigenze patrimoniali". Alla fine questo Collegio delibera di apportare le seguenti modificazioni ed integrazioni agli articoli sottorichiamati dall'accordo di programma, cioè la Regione non vuole più i diritti di superficie dei terreni adiacenti il "Palaindoor", perché non vuole fare più né il tennis, né il Palazzetto dello sport, il Comune non è più disponibile a cedere alla Regione questo, ma alla fine dice: "gestione del nuovo complesso". Il secondo comma: la Regione si impegna quindi a cedere le strutture in comodato gratuito al Comune subito dopo l'acquisizione dell'agibilità prevista dalle norme di legge, tenete conto che questo è successivo al fatto che è compiuto, cioè questi hanno compiuto l'atto e vanno a cambiare la legge successivamente con un effetto retroattivo di 3-4 mesi. Il Comune dice invece tale nuovo comma... e questa sembra una roba di legge... cioè dice: "il Consiglio regionale ha cambiato un comma...", ma questi non potevano fare nulla... il Comune assumerà in carico...
Caveri (fuori microfono) - ... dice "cazzate"... è mezz'ora! Legga l'accordo di programma....
Presidente - ... Luciano, per cortesia...
Sandri (GV-DS-PSE) - ... Presidente, grazie.
Il Comune assumerà in carico la gestione della struttura denominata "Palaindoor" a partire dal completamento delle opere rimanenti, ultimazione dell'ultimo piano del "Palaindoor", rifacimento delle tribune del campo di atletica, realizzazione della struttura dell'arrampicata esterne e dei campi da tennis. Vi faccio presente che i campi da tennis, le tribune del campo di atletica sono non previsti in alcuna pagina dell'accordo di programma, non c'entrano niente, l'arrampicata libera è stata omessa dal progettista fornito dal CONI, che ha deciso che non era più importante questa cosa e poi è ricomparsa più tardi, l'ultima questione è il famoso ultimo piano del "Palaindoor" di cui parlerò dopo, dando atto che nel frattempo la gestione dello stesso è attribuita - ma qui siamo ad aprile e da gennaio ad aprile chi è che l'ha gestita? E sulla base di quale autorizzazione? - in via sperimentale e provvisoria al CONI, come previsto dai verbali del Consiglio di verifica... sottoscritto il 12 gennaio; al CONI, quindi, non al CONI della Regione Valle d'Aosta. Qui si gioca spessissimo per cui nel verbale il CONI nazionale si rifiuta di firmarlo e viene firmato dal CONI regionale, la struttura viene per 3 mesi gestita da un ente che non si sa, a sanatoria si fa questo tipo di deliberazione, messa molto bene, è molto carica la formattazione, perché potrebbe indurre al mischiare, ma qui è importante capire quali sono i limiti di questo Consiglio di verifica. Il Consiglio di verifica non aveva alcun potere di cambiare niente, perché questo è un contratto come si fa fra persone di tipo diverso, che è impegnativo per tutti i contraenti. Alla fine di ogni contratto c'è scritto sempre dappertutto che, se si litiga, si mettono degli arbitri, se poi gli arbitri non si mettono d'accordo, ne scelgono un terzo che faccia l'arbitrato e, se non si mettono d'accordo sul nome del terzo, lo fanno fare dal Presidente del tribunale. La normativa in materia è chiarissima. Il comma 7 dell'articolo 27 della legge n. 11/1998, quella che norma gli accordi di programma, prevede che le modifiche degli accordi di programma sono effettuate con le procedure previste per la formazione degli stessi e che visto che la formazione dell'accordo di programma deve passare prima di tutto dal Consiglio regionale... qui vi è qualcuno che si è permesso di violare il comma 7 dell'articolo 27 e di cambiare una competenza del Consiglio regionale con l'accordo scritto non si sa bene quando, né dove, né in base a quale autorizzazione... questa cosa è stata ribadita più volte, perché nella legge n. 54/1998, al comma 9 dell'articolo 105, rimanda per quanto riguarda gli accordi di programma alla legge n. 11/1998! Dal punto di vista del Collegio, l'articolo 8 della legge n. 27 sulle funzioni di questi comitati è chiarissima, l'accordo di programma contiene disposizioni istitutive della Commissione di vigilanza sull'attuazione dell'accordo. La Commissione poi è costituita dai rappresentanti degli enti, delle amministrazioni stipulanti l'accordo di programma, quindi già quella seduta in cui non ce n'era uno non è valida ed è presieduta dal legale rappresentante dell'ente che ha deliberato l'atto finale dell'accordo. La Commissione vigila sulla corretta applicazione dell'accordo, può acquisire documenti ed informazioni presso i soggetti stipulanti, può disporre ispezioni ed accertamenti, può diffidare il soggetto inadempiente, cosa che non ha mai fatto in 10 anni, ad adempiere entro un preciso termine, decorso il quale l'ultima cosa che può fare la Commissione è richiedere la nomina di un commissario "ad acta" per il compimento degli atti e dell'attività su cui si è verificata l'inerzia o il ritardo. L'unica cosa che doveva fare il Prefetto, o il Sindaco, o il rappresentante del CONI e che non è stata mai fatta quindi era quella di chiedere al CONI di restituire quello che doveva restituire.
Le modalità dell'affitto, fra l'altro, se si vede l'accordo di programma al punto n. 6 nell'ultimo periodo... viene stabilito che vengano concordate successivamente alla realizzazione della struttura, quindi abbiamo un Comitato di vigilanza che si occupa di una cosa che non fa parte dell'accordo di programma, ma che avrebbe dovuto essere decisa successivamente ovviamente fra solo le 2 parti. La Regione quindi si mette in mezzo a una cosa che non fa parte dell'accordo di programma, che avrebbe dovuto essere decisa successivamente alla realizzazione e alla consegna dei lavori. Da questo emerge in sintesi un problema complesso, che cercherò di riassumere in 7 punti principali: primo, capire quali sono le conseguenze dell'inottemperanza da parte del CONI, che ormai sono quasi 6 anni che non rispetta il proprio impegno, di restituire un terreno che era della città di Aosta, che fu dato al CONI per costruire una palestra che il CONI non ha saputo gestire decentemente, perché dopo 20 anni era già distrutta, anzi provocò anche dei danni materiali a dei ragazzi... doveva restituire questo terreno al prezzo di lire 1.000. Oggi questo terreno non si sa più di chi è in mano, se del CONI Comitato regionale della Valle d'Aosta, se del CONI nazionale, se della "CONI Servizi S.p.a.", e soprattutto a quale valore, perché questo potrebbe essere uno dei motivi che ostacolano il passaggio.
Secondo punto: capire se è avvenuto un danno patrimoniale, perché da questa ricostruzione si evince che un diritto della città di Aosta di veder restituito tale terreno è diventato un costo e, se riuscite a spacciare l'affitto di una bella struttura nuova che è all'ultimo piano del "Palaindoor"... della metà del valore dell'affitto... invece di un parcheggio (fra l'altro, fatto dalla stessa città di Aosta)...
Terzo punto: vi è il problema di queste modifiche di una deliberazione del Consiglio regionale apportata in quel verbale del 26 aprile 2006, esistono le violazioni multiple, come abbiamo visto negli anni, per quanto riguarda la legge n. 11/1998, gli articoli 26, 27, 28 della legge e i successivi richiami normativi, esistono problemi urbanistici, perché le modifiche al terzo piano sono sempre molto confuse, non si capiscono bene, poi però si capisce. Innanzitutto queste modifiche, per quello che si sa, sembra che trasformino l'ampio sottotetto di questa bella struttura in uffici, come sede del CONI; anzi, se andate a vedere sui siti, la "Fidal", il CONI Valle d'Aosta... hanno già la sede lì come uffici, quando in quella zona gli uffici non sono previsti dalla norma urbanistica. Chiedo quindi che il Presidente Caveri venga in Commissione a spiegarci come mai e chi abbia dato l'autorizzazione a fare queste cose. La cosa peggiore è che alcuni membri del Consiglio comunale di Aosta si sono recati al "Palaindoor" e vi hanno trovato delle tramezze, soprattutto all'ultimo piano, ma non solo, e un'altra serie di cose che non erano previste da alcuna parte. Non vi è depositata negli uffici preposti del Comune alcuna dichiarazione di inizio attività, allora mi chiedo anche: questo fantomatico CONI della Valle d'Aosta ha tenuto con cura tali locali che gli sono stati affidati o il Sindaco di Aosta dovrebbe chiedere di diffidare per il ritorno alla situazione "quo ante" degli uffici così come erano previsti dal progetto? Non lo so, lo chiedo al Presidente Caveri, ma credo sarebbe interessante da capire questo tipo di passaggio, e qui arriviamo agli ultimi 2 punti a mo' di ciliegina sulla torta.
Problema della gestione. Da testimonianze che ci sono state riportate, da prendere con tutto il beneficio di inventario, da qualche mese le palestre vengono affittate alle società sportive, non vi è una deliberazione del Consiglio comunale che preveda le agevolazioni che dicevamo prima, non vi sono nel bilancio del Comune di Aosta le agevolazioni e tutte le altre modalità di orario di accesso, esiste una trattativa privata fra persone che poi non si capisce a che titolo parlino, perché una volta si presentano come CONI... poi il CONI non può fare le ricevute, le ricevute le farà la "Fidal", le ricevute ci sono e non ci sono, i soldi sono versati, ma non ci sono "pezze" di appoggio per capire a chi vengono versati, sulla base di quali tariffe, sulla base di quale orario, si può avere dal lunedì al venerdì, ma il sabato non si tocca, vi è una confusione totale! La cosa grave è il livello di queste tariffe: 500 euro per una palestra che hanno in comodato gratuito! Con tutti i dubbi che abbiamo già messo prima, e che vorremmo verificare, ci sembra un modo per "strozzare" lo sport in Valle d'Aosta! Abbiamo speso tutti questi soldi, il CONI nel suo statuto nazionale dice che vuol promuovere, dopodiché questo sta diventando il modo per "strozzare" e molte di queste società sono in evidente difficoltà, perché è un prezzo esagerato e sembra che vi siano già trattative per l'affitto dei locali delle federazioni, cioè si ottengono tali locali con tutti questi dubbi e tutte queste cose, fatti ad ufficio per la sede di federazioni e, se vuoi 1 scrivania paghi "tot", se vuoi 2 scrivanie paghi di più... siamo a livelli di un mercanteggiamento senza alcun tipo di controllo, che è fuori dalla logica dell'accordo di programma di cui stiamo parlando.
Infine, il problema dei protagonisti del CONI nazionale. Ho già espresso più volte in questo intervento quali sono i miei dubbi sulla legittimità di una serie di atti, ma lo sono in particolare per quanto riguarda la componente del CONI. Chiedo che il Presidente della Regione, nel momento in cui verrà ad illustrare in Commissione tutte le illustrazioni che fughino i dubbi che abbiamo presentato oggi, venga con l'attestazione del CONI nazionale, che ci dica a chi dobbiamo fare riferimento, che ci dica chi ha intestato oggi quel terreno, che ci dica a che titolo parli il Sig. "X", piuttosto che il Sig. "Y", perché abbiamo l'impressione che lì vi sia molta confusione, ma soprattutto che ci dica dove vanno a finire i soldi che le associazioni sportive devono pagare per poter utilizzare tale struttura. Questa è una sintesi per quanto lunga, vi garantisco assolutamente ristretta del malloppo di carta che vi è dietro tale "dossier". È un "dossier" che trovo molto complesso... ma soprattutto che per le particolarità, per le differenze rispetto a quello che ci si può aspettare di una corretta conduzione di un accordo di programma... suscitano immense perplessità. Dato che, finché non è dimostrato il contrario, bisogna essere positivi, siamo assolutamente disponibili a sentire qui o in Commissione tutte le giustificazioni di tutti i passaggi. Naturalmente alla fine faremo un saldo, a noi piace fare i saldi, non dire solo le partite attive o le partite passive a seconda delle nostre convenienze... e tireremo le nostre conclusioni.
Presidente - La parola al Presidente della Regione, Caveri.
Caveri (UV) - La brevità della mia replica non sarà purtroppo corrispondente ai 50 minuti del collega Sandri, verrebbe di esordire al posto di cari colleghi, Signori della Corte, perché ci siamo trovati di fronte a un'arringa molto ricca, piena purtroppo di inesattezze. Non ho alcuna intenzione di polemizzare, non mi devo esprimere su quanto ha detto il Consigliere Sandri in quest'aula, assumendosene tutte le responsabilità del caso anche nelle gravi inesattezze, ma devo solo dire qual è l'atteggiamento del Governo regionale rispetto alla mozione presentata e, rispetto alla quale, non abbiamo alcuna difficoltà a presentarci nella Commissione competente a spiegare gli avvenimenti. Vede, Consigliere Sandri, della stessa cosa si possono dare tante interpretazioni, soprattutto se si usano toni forti e si intinge la propria penna o la propria lingua, al posto di metterla nell'inchiostro, nel veleno, ma la verità è molto semplice.
Mi sono ritrovato come Assessore al turismo questo "dossier", me lo sono ritrovato nelle funzioni prefettizie perché questo accordo di programma risale all'epoca nella quale, in assenza di una legislazione regionale e statale in materia, l'unico legittimato a fare gli accordi di programma non era il Presidente della Regione, ma il Presidente della Regione nelle sue funzioni prefettizie. Uno dei gravi errori che lei ha ripercorso durante tutto il suo intervento è stato quello di adoperare la legislazione regionale quando questo è invece un accordo del 1993 che è precedente a tutta la legislazione regionale sugli accordi di programma. Fra l'altro, devo dire che i funzionari del Comune di Aosta, specie quelli a lei vicini, hanno sempre ritenuto che quell'accordo di programma non valesse come variante urbanistica, mentre "da che mondo è mondo" gli accordi di programma sono variante urbanistica. Qui invece, ogni volta in maniera pignola, veniva chiesta una qualche variante urbanistica.
Concludo dicendo questo. Quando ho iniziato ad occuparmi di questa vicenda, la logica è stata quella di sveltire al massimo i lavori e soprattutto di cercare di aprire il "Palaindoor", perché sarebbe stato gravissimo realizzare una struttura di questa bellezza, una struttura che oggi ci viene invidiata da moltissime città italiane e questa medesima struttura l'avessimo tenuta chiusa. Tutto quello che è stato fatto, glielo dico per rassicurarlo, perché i "fantasmi" della Procura della Repubblica sono già stati evocati da alcuni Consiglieri comunali di Aosta, è stato fatto sulla base di pareri legali, ne ho qui uno dell'avv. Garancini che si occupa del ruolo che può avere il Collegio, a cui lei fa riferimento, e, nel momento in cui il Collegio ha operato alcune modifiche, lo ha fatto nella certezza giuridica di poter fare queste modifiche; pertanto, senza entrare nei particolari e affilando le "sciabole" per l'incontro in Commissione, credo che da parte del Governo regionale non vi sia alcuna difficoltà ad accogliere la mozione.
Presidente - La parola al Consigliere Ottoz.
Ottoz (UV) - Essendo il Consigliere Sandri medico, capirà se gli dico che mi sembra di aver assunto una dose di apomorfina, che non è uno stupefacente, ma una roba che serve per vomitare, un emetico come si dice in Ospedale. Non è l'unico, vi è anche l'acqua calda salata, vi sono diverse cose...
Vorrei fare una premessa, che riguarda due aspetti... vi chiedo scusa, colleghi consiglieri, vi impongo lo sforzo di distinguere quando parlo, a causa della confusione di ruoli di cui soffro a detta del Consigliere Sandri... Penso, infatti, che si riferisse a me parlando di CONI regionale, CONI nazionale, CONI provinciale, CONI comunale, CONI di circoscrizione e magari CONI condominiale... Abbiamo in Regione 74 Comuni e ovviamente Aosta è diversa. Non esiste un Comune, salvo Aosta, del quale le società sportive - e qui parlo come rappresentante del mondo sportivo - si lamentino, cioè in tutti gli altri Comuni le società sportive trovano negli uffici comunali, nel Sindaco, nell'amministrazione, nei dirigenti, la massima disponibilità ad affrontare in modo collaborativo i problemi che il mondo dello sport ha. Magari non si può e allora si spiega perché non si può, e poi si cerca in qualche modo di... Non vi è una società sportiva che si lamenti di un altro Comune della Valle d'Aosta...
Al contrario non c'è una sola società di Aosta - anzi forse una c'è... ma è un "volet" che non vorrei aprire, una sola società, credo possiate immaginare qual è, quindi non è un problema... la quale non si lamenti del rapporto che ha con il Comune di Aosta, il quale sembra faccia di tutto contro le società... - certo inconsapevolmente nella volontà politica che dovrebbe cercare il consenso per trovare i voti, - quindi c'è qualcosa nel meccanismo... "il y a quelque chose qui grince dans les rouages"... non c'è una società sportiva - ripeto, salvo una, - che non sia profondamente insoddisfatta, che non si lamenti in tutte le sedi del comportamento di tutto il Comune di Aosta a tutti i livelli, salvo quello degli eletti quando fanno delle promesse. Un esempio rapidissimo: ho saputo da fonti informali che in questi giorni verrà approvata una deliberazione sul nuovo regolamento comunale dei contributi alle società sportive, per i quali sarebbe previsto invece un tavolo di concertazione richiesto, promesso al mondo sportivo dal Sindaco Grimod e istituito, il quale non è mai stato convocato, e i funzionari del Comune di Aosta dicono: "siamo a posto, perché va bene così".
Vorrei solo limitarmi a rispondere alle cose che non voglio definire falsità, ma comunque inesattezze, spero dovute, data la nota buona fede del collega Sandri, a disinformazione. "Non si sa cos'è il CONI", perché nell'era di "Internet" il CONI credo sia, secondo il Consigliere Sandri, fantomatico e virtuale. Abbiamo sentito la versione del Consigliere Sandri su tutti i passaggi della vicenda, temo che il collega Sandri abbia avuto i documenti dai soliti funzionari del Comune di Aosta che hanno solo la metà dei documenti, perché troppo spesso al si scrive Comune di Aosta e il Comune non risponde, e quando si va a vedere perché non ha risposto... la lettera non era mai stata protocollata, tant'è che il CONI regionale e il sottoscritto, come Procuratore speciale sia del Presidente Petrucci sia della "CONI Servizi S.p.a.", cioè sia del CONI Ente pubblico che del "CONI S.p.a." di proprietà 100% del Ministero del tesoro o dell'economia, quando scrivo una lettera al Comune di Aosta vado all'Ufficio protocollo e me la faccio protocollare aperta per essere sicuro che sia "arrivata". Purtroppo dalla documentazione che lei ha avuto mancano dei documenti.
Vorrei fare un commento rapidissimo rispetto a una cosa che ha detto il Presidente Caveri, e cioè che il parere legale al quale il Presidente ha accennato non è stato preso l'altro ieri perché lei ha fatto l'interrogazione. "Il gruppo dei 3" istituito in base all'articolo 8 dell'accordo di programma e che dall'articolo 9 ha il potere di integrare, nonché modificare...
Ebbene, non ha neppure mai modificato, perché vi è sempre stata la seguente posizione del Comune...: "secondo noi poi dovremmo andare in Consiglio comunale".
Perché il Consiglio comunale è il "babau" che aleggia sempre su tutte le decisioni, tutti sono terrorizzati dall'andare a finire nel Consiglio comunale! È una questione di atteggiamento, perché anche gli altri 73 Comuni hanno un Consiglio comunale, collega Sandri! Detto questo, i pareri legali di cui parla il Presidente Caveri sono pareri che sono stati chiesti negli anni, non sono stati chiesti per lei, e lo potrà vedere se avrà modo di verificarne le date, per segnare tutti i passaggi in cui è stato necessario acquisirli per vincere le vischiosità e gli ostacoli posti dagli uffici comunali, che non vedevano "di buon occhio" questo accordo di programma.
Vorrei iniziare ora sottolineando una sua inesattezza, cioè che nell'accordo di programma il Comune avrebbe rinunciato a 400mila euro; le ricordo che nell'accordo di programma il Comune non ha rinunciato a nulla, sono stati spostati 800 milioni di lire - e quindi 400mila euro di oggi - che derivavano dal precedente accordo di "Aosta capoluogo" con cui il Comune avrebbe dovuto rifare la tribuna del "Tesolin" e l'illuminazione del campo, ma il Comune non aveva fatto nulla. Al momento di stilare l'accordo di programma i funzionari comunali e regionali concordarono che, se il Comune avesse rinunciato a questi 400mila euro e in cambio la Regione nell'ambito dei lavori avesse fatto la tribuna e l'illuminazione del campo, si sarebbe risolto il problema con una committenza unica nella realizzazione dell'opera, e finalmente si sarebbero fatte le cose, perché il Comune di Aosta ha i soldi e non fa le cose che si impegna a fare. Il Comune quindi non perse nulla, rinunciò a 800 milioni di lire per non fare un lavoro da 800 milioni, che invece è stato spostato dall'accordo di programma alla Regione. Come è inesatto il fatto che nell'accordo di programma non si parli dei tennis, se ne parla: non solo all'interno del fabbricato principale vi è già la "club house" del circolo del tennis, vi sono gli spogliatoi maschili e femminili, vi sono gli spogliatoi istruttori e istruttrici e vi è l'ufficio per il tennis, tanto che nell'accordo di programma si è sempre...
Che poi un dirigente del Comune - di cui non faccio il nome - abbia sempre sostenuto che il tennis lì c'era, ma non faceva parte dello scambio terreno del "Palaindoor"... purtroppo per lui nell'accordo di programma il tennis c'è, quindi è falso anche questo o è un'inesatta lettura dei documenti.
È vero poi che l'accordo di programma parla di gestione diretta o di affidamento del servizio.
Ne parla, infatti, però nel 1995.
Forse le sfugge che sono intervenute leggi successive, cito non a caso la legge n. 289/2002 - la finanziaria del 2003. All'articolo 90 detta in 25 commi - che poi sono diventati 26 con le leggi successive che hanno emendato all'indietro, all'italiana, - una serie di regole per il mondo sportivo e al comma 25 dice in quale modo gli enti locali devono affidare in via prioritaria gli impianti e stabilisce che le Regioni debbono legiferare in merito, tanto che la Regione con la legge sugli enti locali di quest'estate, all'articolo 9, ha stabilito le modalità di applicazione. Lei ne ha letto un comma, ve ne sono altri - richiesti specificamente dal Comune di Aosta - che non prevedono quanto lei ha appena detto.
Proseguo con le sue affermazioni che riguardano le tariffe. È curioso che l'accordo di programma parli di tariffe uguali... perché? Perché il Comune di Aosta ha il vizio maledetto di praticare tariffe diverse per quelli di Aosta e quelli di fuori, ma quelli di fuori sono di Gressan, piuttosto che di Sarre, o di Saint-Christophe, o di Quart, o di Pollein, o di Charvensod, cioè sono cittadini che partecipano alla vita dell'Aosta allargata e che non possono pagare 13,5 euro per entrare al "Tesolin", perché il Comune di Aosta lo ha stabilito, anziché 0,50 come le società sportive di Aosta, perché sono tutti Valdostani! Posso capire che paghino 50 euro quelli d'Ivrea, anche se non lo condivido, ma non posso capire che un cittadino di Quart o di Pollein debba pagare alla società 13,5 euro perché non è d'Aosta, perché i funzionari hanno interpretato la norma in questo modo. Queste sono le tariffe che sono state stabilite dal Consiglio comunale e proprio per evitare questo si è ritenuto di stabilire un criterio di uguaglianza in tutta la valle e ciò fu proprio inserito nell'accordo di programma, su richiesta di qualcuno, per evitare "colpi di mano" di determinati uffici. Lei poi mi ha detto che non sa in forza di cosa... partecipo all'accordo di programma: ho sempre partecipato all'accordo di programma in virtù di una delega scritta del Presidente Petrucci e, prima, del Presidente Pescante. Ad un certo punto, non so se per un "lapsus", il Sindaco Grimod rispose in un'intervista alla "Gazzetta Matin", a una domanda del giornalista che chiedeva: "cosa c'entra questo Ottoz?"... poiché il Consigliere Venturella aveva presentato un'interpellanza in Comune: "ma cosa c'entra questo Ottoz...", il Sindaco dunque rispose: "in effetti, Ottoz non ha una delega vera e propria, però è sempre venuto lui, il CONI...", eccetera. Riportai allora al Sindaco la fotocopia della delega che non si trovava più, poi fu trovata non protocollata - ma fu trovata - e il Sindaco obiettò che quella era una lettera e non una delega. Allora andammo a Roma il sottoscritto, il Presidente del CONI regionale - poi le spiegherò come funziona il CONI in Italia - e il Sindaco Grimod dal Presidente del CONI Petrucci. Il Sindaco ripropose a Petrucci la sua obiezione che quella era solo una lettera e Petrucci rispose in presenza di testimoni - il Sig. Oro è vivo -: "non c'è alcun problema, cosa le serve: una procura speciale, "ad acta", notarile, come la vuole...? Signorina prepari subito due..." e gli diede a mano, davanti a testimoni, la delega, la procura speciale. In virtù di questa procura speciale, purtroppo per il Comune di Aosta, io partecipo a questa vicenda.
È falso o, meglio, è inesatto ed è un'interpretazione maliziosa dell'accordo di programma, che il costo della demolizione abbia qualunque riferimento con la questione dell'affitto. Il Comune vuole usare il terreno nel frattempo che non è suo? Se lo vuole usare, è autorizzato a demolire e usarlo come parcheggio di superficie. Perché è scritto che le modalità di affitto saranno stabilite successivamente (non dopo il 2010, ma dopo la firma dell'accordo di programma)? Perché il "successivamente" si immaginava coincidesse con il momento dell'attivazione del parcheggio, che fu l'unica "roba" veloce che fece il Comune di Aosta in questa cosa, in quanto a marzo 1996 fu aperto il parcheggio che il Comune da allora usa tranquillamente.
Vi è tutto un carteggio, Consigliere Sandri, che il Comune o i suoi referenti in Comune non le hanno dato, sulle richieste del CONI al Comune per fare un accordo per l'affitto, di farlo a condizioni favorevoli per il Comune, perché era Sindaco Thiébat e potrebbe testimoniarlo, e non vi sono risposte a queste lettere. Alla quinta o sesta lettera, dopo 3-4 anni, vi è una lettera di un suo referente in Comune che dice: "il CONI ha pagato 1.000 lire, gli diamo 1.000 lire". Non si fa così, non è 1.000 lire! Lo avete messo anche a pagamento, vi è un parcheggio a pagamento dove i cittadini di Aosta pagano al Comune per parcheggiare su un terreno che non è di quest'ultimo. È vero che è stato concordato il passaggio e tutto, quindi possiamo anche considerarlo virtualmente del Comune, né nulla vuole il CONI per il pagamento, ma sta di fatto che vi è un parcheggio a pagamento su un terreno che al catasto non è del Comune, poi che lei possa sostenere che sarebbe diritto del Comune averlo, questo è un altro "paio di maniche" e può essere verificato in altre sedi.
Lei poi ha fatto dei passaggi strani. Sulla delega o si presume... e le ho già risposto, ma lei ha fatto dei passaggi strani dicendo che dopo il 2001, data di inizio lavori, è cominciato il casino. No, il casino è cominciato molto prima, è che lei ha i solo documenti a partire dal 2001! Perché vi è qualcuno che ha interesse a presentare una versione artatamente distorta dei fatti, mischiando le cose.
Cosa c'entra il CONI con la "CONI Servizi S.p.a."? Ad un certo punto il Governo italiano ha fatto una legge per la quale tutte le proprietà immobiliari e non e il personale del CONI dovevano passare a una società che si chiama "CONI Servizi S.p.a." di capitale pubblico, 100% del Ministero del tesoro. Cosa accadde in quella circostanza? Che un anno e mezzo prima... dato che la costituzione della "CONI Servizi S.p.a." comportò una serie di posizioni del Governo, rapporti fra CONI e Governo e una serie di cose complesse, accadendomi casualmente di far parte della Giunta nazionale del CONI, quindi prefigurando che poteva complicare la vita il fatto che questo terreno andasse a finire ad un altro soggetto giuridico, scrissi più volte raccomandate con ricevuta di ritorno sollecitando riunioni dell'accordo di programma, che furono fatte, sollecitando che il Comune definisse il problema dell'affitto, in modo che non si corresse il rischio che il terreno andasse a finire alla "CONI Servizi S.p.a.". Dopodichè, è pur vero che il CONI avrebbe mantenuto gli impegni perché avrebbe fatto una riserva alla "CONI Servizi", e mi occupai personalmente a Roma perché ciò avvenisse, ma intanto fu avvisato il Sindaco di Aosta, vi sono le lettere e, se vuole, posso farle vedere tutto, perché vado alle riunioni dell'accordo di programma, dove tutti hanno un faldone così e io ne ho uno alto così: non ho capito che documenti ho io in più, c'è una "ectoplasmizzazione" di documenti. Gli altri mi dicono: "ma come fai ad avere questa cosa qui che io non ce l'ho?". Non lo so perché non ce l'hai, non te l'avranno data. Fu fatto comunque da me presente per iscritto che si profilava questa situazione della "CONI Servizi S.p.a." e che sarebbe diventato più complesso il recuperare alla fine la questione.
Lei ha detto un'altra cosa, che spero sia stato un errore, ossia che la "CONI Servizi S.p.a." avrebbe dovuto mettere a patrimonio il terreno di 4.000 e oltre metri quadri del valore di circa 5 miliardi a 1.000 lire, che era il valore a cui l'aveva comprato. Non è possibile per legge! Una S.p.a. che è sottoposta alla legge italiana e al Codice civile non può mettere a patrimonio un bene senza mettere il valore. Che nel 1957, dove fra l'altro l'accordo fu fatto in una settimana e la palestra fu costruita in un anno, il Comune abbia dato il terreno a 1.000 lire, è sicuramente vero, ma non vi era un impegno "sine die" a ricomprarlo a 1.000 lire, lo ha dato e il CONI gli ha portato...
Le segnalo peraltro che quando lei dice: "come il CONI ha tenuto la palestra CONI...", cioè il palazzo della palestra di Via Guédoz... le do due informazioni che le mancano: la prima, non è vero che è durata poco perché è stata aperta nel 1958 e chiusa nel 1984; la seconda, è stata costruita e consegnata al Comune di Aosta che l'ha gestita e che non ha mai fatto la manutenzione straordinaria, come è tendenza del Comune non fare la manutenzione straordinaria sulle opere che costruisce la Regione, e poi chiedere alla Regione che la faccia e fare altri accordi, non solo il Comune di Aosta questo...
Però la palestra CONI non è mai stata gestita dal CONI, mi dispiace per lei, Consigliere Sandri, è stata costruita e data al Comune che l'ha gestita e che non ha effettuato sicuramente la manutenzione straordinaria necessaria... se è vero che nel 1981 sono cominciati i problemi sull'inagibilità sopravvenuta... comunque è durata 26 anni, non è molto, ma è abbastanza per un edificio non sottoposto alle necessarie opere di ripristino di manutenzione straordinaria.
Sono d'accordo con lei sul concetto di danno erariale e di interruzione di servizio, perché, secondo me, è il Comune, che non vuole farsi carico del "Palaindoor", che potrebbe essere chiamato a rispondere di un danno erariale e di interruzione di servizio.
Perché? Perché il problema nasce in quanto gli uffici comunali, resisi conto che una volta data l'agibilità - e la Regione non poteva non darla perché l'impresa aveva finito i lavori e questa era una delle condizioni contrattuali... - avrebbe dovuto farsi carico dell'impianto o affidarne la gestione con un bando in accordo con la posizione assunta dal Consiglio comunale... ma gli uffici non erano neanche in condizione di predisporre il bando! Sono gli uffici del Comune che hanno detto: "non siamo in condizione di prendere in mano questa questione", quindi la proposta, che è venuta dagli uffici comunali, portata in sede di accordo di programma dagli uffici comunali, è stata: "lo vorremmo prendere in carico quando è finito, quando ci sarà il tennis, la tribuna del "Tesolin" e l'arrampicata sportiva".
Questa è una richiesta precisa del Comune, le piaccia o non le piaccia! L'alternativa era: il Comune non lo prende, il "Palaindoor" è finito, sta chiuso in una città che ha i problemi che sappiamo per gli impianti sportivi, che ha 3 palestre scolastiche chiuse perché il sistema delle rimesse a norma non funziona come dovrebbe, per cui ci va più tempo di quanto previsto e dove vi è una tensione abitativa di palestre molto alta.
Mi dispiace di non aver potuto essere presente a una riunione dell'accordo di programma, le garantisco che dal 1995 ad oggi non ho mancato ad alcuna riunione dell'accordo di programma. Forse le sfugge un dettaglio ed è che quella riunione, per un'imprevedibile circostanza, è stata fatta all'ora del funerale di mio padre. Mio padre purtroppo non lo sapeva, gli avrei detto: "muori domani oppure muori 2 giorni prima", ma non sapeva che il Consigliere Sandri avrebbe detto che sarei stato assente, quindi poveraccio è morto quando ha potuto morire! La ringrazio quindi della sua gentilezza... di aver rimarcato la mia imperdonabile assenza!
Il problema del perito che sarebbe lo stesso del progetto preliminare e che adesso è il tecnico del CONI Valle d'Aosta... È un suggerimento malizioso: questo ha fatto il progetto, poi ha fatto la perizia, allora è diventato consulente... errore! L'arch. Franco Cometto è il CIS, consulente impianti sportivi, del CONI regionale della Valle d'Aosta da tempo immemorabile, sono arrivato nel 1994 e lui era lì da non so quando, aveva collaborato con Ghignone, con Fiorentino Bérard, che fu reggente non è mai stato Presidente, con Lanivi, e non è diventato consulente perché ha fatto la perizia, ma è stato proposto da un Signore che si chiama Carlo Perrin, perché, come dice l'accordo di programma, si è deciso di scegliere un perito d'accordo fra le parti. La proposta l'ha fatta l'attuale Senatore Carlo Perrin e Grimod, Sindaco di Aosta, perché quella volta ero presente - perché avevo un papà solo... - ha detto: "Franco Cometto va benissimo", e io dovevo dire: "no, non mi va bene"? Mi dica lei, perché glielo chiedo: dovevo dire "non mi va bene?" Non è diventato tecnico del CONI regionale grazie a queste vicende, lo era da 20 anni.
E perché ha fatto il progetto preliminare? Perché nell'accordo di programma, su mia specifica richiesta, fu messo che il progetto preliminare fosse a carico del CONI:
E perché? Perché la Valle d'Aosta è piena di piscine corte o con l'acqua bassa, di palestre in cui mancano 5 metri non si possono fare le cose, perché, contrariamente alla legge nazionale, la Valle d'Aosta raramente, se non quando ha acceduto al credito sportivo, ha chiesto il parere tecnico del CONI sui progetti. Tutti hanno fatto impianti sportivi, poi scopri che lì non si può fare il campionato di serie... che là il soffitto è basso, che lì l'acqua è alta e così via, quindi abbiamo detto: "facciamo noi gratuitamente..." - lo ha pagato il CONI, quindi gratuitamente per l'accordo di programma - "... il progetto preliminare, così siamo sicuri che l'impianto ha le caratteristiche che servono".
Lei ha detto una cosa curiosa: che, a fronte di 5 anni dell'utilizzo del parcheggio, il CONI ha diritto a 11 anni di una struttura nuova, palazzina nuova, piena di palestre...
Non è informato, non è così. Si sta parlando di 11 anni di comodato gratuito al netto delle spese condominiali, corrente, riscaldamento... che saranno pagati, si sta parlando di 400 metri quadri dell'ultimo piano e non di tutto il palazzo. Il palazzo non c'entra niente in tutto questo, stiamo parlando di 400 metri quadri dell'ultimo piano, anzi in realtà sono 330, per 11 anni a fronte di un parcheggio, di un affitto. E perché è stato possibile farlo? Perché nell'accordo di programma non è scritto che la sarà stabilita somma dovuta per l'affitto... ma le modalità, quindi, ricorrendo al concetto che "modalità" permetteva anche un'azione transattiva sulla questione, è stato deciso di fare questo in virtù di una deliberazione del Consiglio comunale. Perché quello che lei ha letto sta scritto in una deliberazione del Consiglio comunale del 2004, l'accordo di programma ha recepito quanto ha stabilito il Consiglio comunale. Detto questo, gli uffici si sono dichiarati non in grado di gestire, quindi hanno chiesto loro di prendere in carico l'impianto al momento della sua ultimazione.
Lei dice "la città di Aosta consegna al Direttore, un Signore che si definisce delegato"...
"un Signore che si definisce delegato" è il Sig. Gabriele Centelli, Vicepresidente regionale del CONI, siccome la cosa, per rispetto di alcune preferenze che abbiamo per l'autonomia rispetto allo statalismo, è stata...
Intanto il CONI è uno, è a Roma, ha dei comitati regionali, ha una partita IVA unica per tutta Italia, quindi si tranquillizzi non c'è problema. I problemi interni del CONI li lasci al CONI. Ovviamente il CONI regionale ha un Presidente e un Vicepresidente, ha una Giunta, quindi è giusto che, trattandosi di un impianto sportivo, cioè di un aspetto amministrativo, non di una questione politica all'interno dell'accordo di programma, che sia il Presidente regionale del CONI che firma.
Poi quest'impostazione è opinabile, se lei vuole...
Dice che l'accordo è stato integrato, qui non ho il testo dell'accordo, vi è proprio la parola "integrazione" nell'accordo. Le costituzioni si dividono in rigide ed elastiche a seconda che contengano oppure no i meccanismi previsti per modificarle; gli accordi di programma avranno un modesto grado di elasticità, ed è quello all'articolo 9 il passaggio che dice che il collegio dei 3 - Presidente della Regione, Sindaco, Presidente del CONI - possono interpretare, integrare, nonché modificare, cosa che non è mai stata fatta - e sono stati chiesti di volta in volta pareri legali, - proprio perché ogni volta qualche funzionario del Comune faceva arrivare i suoi pareri legali, firmati da lui, come se fosse... Sorvolo su frasi offensive, tipo: "non conosco alcun CONI regionale della Valle d'Aosta", penso che il Consigliere Sandri abbia questo afflato nazionale per cui il CONI regionale lo fa... no?
"Bruno Oro delegato che non è Presidente del CONI": è Presidente del Comitato regionale del CONI, eletto da tutti i Presidenti e i delegati delle federazioni valdostane. È stata una conquista nel 1983 ottenere che non fosse più un delegato il Responsabile regionale del CONI, come era ad esempio Ilario Lanivi, ma un Presidente eletto sul territorio dalle società sportive del territorio. Mi stupisco che lei non conosca questi meccanismi; quindi questo fantomatico CONI, con quell'aspetto virtuale molto "Internet" che le dicevo, purtroppo per lei, esiste!
Bello e cattivo tempo a spese della città di Aosta: in realtà abbiamo fatto di tutto per aiutare la città d'Aosta, che è bravissima nel non farsi aiutare. Tafazzi in realtà, penso sia nato ad Aosta. Tribune, terreni, tennis non previsti, arrampicata libera omessa dal progettista del CONI: lei non ha letto le carte. L'arrampicata libera, che era prevista nell'accordo di programma e prevista all'interno del primo progetto, è stata tolta su richiesta della dott.ssa Pitet che interveniva alle riunioni dell'accordo di programma con delega della dott.ssa Benzoni, e fu detto che il Comune di Aosta non voleva caricarsi anche di una parete di arrampicata libera, quando si stava facendo una parete a Villeneuve, che in una logica intercomprensoriale di gestione degli impianti andava tolta la parete di arrampicata libera e così fu espunta dal progetto, su richiesta della dott.ssa Pitet, che trovò in quella sede l'accordo dell'arch. Balliana. Era presente alla riunione l'Assessore Favre, era presente Pino Schimizzi, la dott.ssa Mele... se vuole, le faccio l'elenco, perché vorrei che le dessero i verbali delle riunioni di preparazione del progetto! Non è quindi mai stata omessa dal progettista, è stato imposto di toglierla, così come riducemmo alcune dimensioni in funzione dei costi di gestione prevedibili.
Della palestra che non era gestita dal CONI, ma dal Comune di Aosta ho già detto, del successivamente... ho già detto, vorrei parlare un attimo dei problemi urbanistici.
I problemi urbanistici, per quanto ne so, hanno due aspetti: o in quella zona, essendo zona sportiva, non possono stare uffici destinati agli impianti sportivi e allora è abusivo l'ufficio della piscina coperta, è abusivo l'ufficio che il Comune affitta al Comitato regionale delle bocce nel bocciodromo, è abusivo l'ufficio che il Comune affitta alla "Fidal" all'interno del campo "Tesolin" per il Comitato regionale - che sono 2 stanze che vorrei che il Consiglio venisse a visitare per capire in quali condizioni si lavora... - allora tutto questo è abusivo?
No, è abusivo solo l'ultimo piano del "Palaindoor", dove non ci saranno uffici, ma saranno destinati i locali a servizi afferenti alle attività che si svolgono nel "Palaindoor", l'ASIVA non potrà avere il suo ufficio perché questa non è prevista nell'accordo di programma oltre alle attività che possono essere aggiunte, come dice l'accordo di programma. Potranno avere un loro spazio per lavorare la ginnastica, il tennis tavolo, le arti marziali, l'atletica, l'arrampicata libera. Potranno avere una loro scrivania per lavorare, ma non potranno averla le attività non afferenti, questo sta scritto chiaramente in quanto si è deciso a livello di accordo di programma.
"Sui siti, il CONI ha la sede di..."
Non mi risulta che in nessun sito del mondo, e la sfido a dimostrare il contrario, stia scritto che la sede del CONI regionale non è in Via Festaz 79 al primo piano! È vero che la "Fidal" è al n. 41, che non è il numero di "Palaindoor" di Corso Lancieri, ma del "Tesolin" perché il Comune gli affitta i locali, infami e decrepiti locali dentro al "Tesolin", dove vi è la muffa! Muffa che potrebbe essere buona per la penicillina, magari si trova un antibiotico nuovo, adesso che c'è questo problema dell'"antibiotico resistenza", ogni tanto con la muffa si trovano degli antibiotici nuovi...
È falso! Il CONI non ha mai pubblicato da nessuna parte, né sta scritto su nessun sito che ha la sede lì, il CONI ha la sede in Via Festaz 79.
Le tramezze trovate sono un argomento interessante, perché ieri il Comune, dopo aver fatto una serie di sopralluoghi per vedere queste pareti, che, fra l'altro, si vuole quasi addirittura fare credere che le abbia montate il CONI, ha mandato un perito ieri il Comune prima della Commissione. Il perito ha stabilito che non si tratta di pareti, che si tratta di arredi - e la invito ad andare a vedere che si tratta di arredi, - e ha scritto nella perizia che non si doveva fare alcuna DIA per quegli arredi.
Che poi gli uffici regionali, per eccesso di zelo, abbiano presentato una DIA firmata dal Presidente Caveri...
Questo è un problema del Comune. Non serviva la DIA, è stato stabilito ieri mattina dal perito che il Comune ha mandato per dirimere la questione se queste "robe", che sono tipo uffici a pianta aperta, cioè separatori di diversi luoghi di lavoro, sono pareti oppure no, richiedono una dichiarazione di fattibilità o una richiesta di concessione urbanistica, il perito ha stabilito - lo ripeto - che non era neppure necessaria, la DIA.
Il punto interessante è quello della gestione. La Regione non può più tenerlo perché ha avuto l'agibilità, il Comune non lo vuole prendere. Lasci stare i suoi amici, che lo vogliono prendere per qualche cooperativa di Modena, il Comune non lo vuole prendere e, quando ha fatto fare una perizia a un Signore, sul quale potrei farle avere alcune informazioni, che ha fatto una perizia delirante, della quale ho dovuto commentare alcune parti personalmente al Sindaco in un documento riservato.
Viste le risultanze di questo tipo di operazione... si sono spaventati ancora di più.
Non mi risulta che in nessuna sede sia stato detto che il Comune è pronto...
Dopodiché lo può fare seguendo le indicazioni della legge regionale, anche perché prioritariamente lo deve fare. Basta leggere e fare quello che stanno facendo in tutta Italia gli altri Comuni o che fanno gli altri 73 Comuni della Valle d'Aosta, Consigliere Sandri!
"Strozzare"... "strozzare" è interessante perché non viene affittato nulla, viene chiesto un contributo a chi utilizza il "Palaindoor" per poter contribuire alle spese, e solo a un terzo delle spese. Lei sa quanto fa 5.000 euro l'anno? Sono 5 euro l'ora, che è un terzo di quello che chiede una società che ha preso la concessione della palestra scolastica, fatta con i soldi della Regione, per le scuole di Charvensod, un terzo!
Sandri (fuori microfono) - ... ha chiesto anche 12 euro!
Ottoz (UV) - ... non è assolutamente vero, un terzo!
Le dirò di più: la tariffa è a mese e poi l'UISP, che mi sembra essere vicino al suo cuore, può venire qui e testimoniare come stanno le cose, non mi sembra che l'UISP sia l'ente di promozione sportiva dell'"UV", mi sembra sia l'ente di promozione sportiva dei "DS", guarda un po'! Pensa che dolo! E se chiamiamo qui il Sig. Finessi, "la fa nero"... spiega perché questo è l'unico modo di andare avanti perché il Comune non vuole prendere in carico e siamo lì "a tirarci tutti il culo" dalla mattina alla sera!
La prego di non fare questi gesti, altrimenti chiedo la deroga per poter... la prego di essere educato! Perché il sabato? Perché se il sabato non si riesce a riempire tutto, non si riescono neanche a controllare i costi di riscaldamento e non può venire il Consigliere Sandri a dirmi: "vorrei andare dalle 14,00 alle 15,00 di sabato".
Il sabato è chiuso, perché se lei prende 50 settimane per 6 ore al giorno... scusate, per 5 giorni per 6 ore al giorno viene un numero di ore, lei divide e vede che il contributo è modestissimo. Le dirò di più: la raccomandazione unica che ha fatto il Comune privatamente è stata: "non mettete delle tariffe così basse fa metterci in difficoltà con le tariffe che facciamo noi"...
Per carità, stiamo gestendo questa cosa nell'interesse della Comunità facendo dei sacrifici che lei non è abituato a fare!
Consigliere Venturella, lei sa bene qual è il problema degli impianti sportivi di Aosta. Dopodiché sono disponibile a venire in qualunque momento con tutti i documenti in Commissione a ripercorrere tutto l'iter, così come si è dichiarato disponibile il Presidente Caveri, e spiegare tutti i passaggi. Stiamo facendo un servizio alla Comunità, garantiamo un servizio che diversamente la comunità sportiva non avrebbe e mi fa vomitare, ripeto, vomitare, che si vada a speculare per motivi di bassa "macelleria politica" su una questione che riguarda i nostri giovani. Se avete dei problemi con il Comune di Aosta, risolveteveli nel Comune su problemi politici importanti per lo stesso Comune, non togliendo la possibilità di allenarsi, fare moto e prevenire tutte le malattie - dall'obesità all'anoressia, passando per tutto il resto -, non mettiamoci in condizione di rovinare i nostri giovani. L'alternativa è semplice, Consigliere Sandri, lo chiudiamo...
Poi però la gente viene a casa sua e scende in piazza perché non le cose non stanno come dice lei.
Sono disponibile a venire in Commissione.
Presidente - La parola al Consigliere Venturella.
Venturella (Arc-VA) - Richiamato da più parti, volevo solo prendere per buona e come un messaggio di speranza tale citazione, che potrebbe sembrare fuori luogo in questo consesso, il fatto che siamo disponibili a discutere in Commissione prima, tornando poi in Consiglio, perché tale faccenda abbiamo scoperto che un po' ingarbugliata lo è. A differenza di quanto ha dichiarato il Consigliere Ottoz sulla completezza della documentazione a disposizione del Consigliere Sandri, sono, come il Consigliere Ottoz sa, in possesso di tutta la documentazione precedente il 2002, quindi, quando il collega Ottoz si riferiva ad accordi presi, a lettere, ho ben presente perché in Consiglio comunale la battaglia su cosa ne facciamo del "Palaindoor" il nostro gruppo la portò avanti.
Credo vi siano 4 punti critici che questo Consiglio, insieme al CONI e all'Amministrazione comunale di Aosta, dovrà risolvere e questi punti sono: la cessione dei diritti di superficie, l'affitto, 11 anni, sono punti da chiarire in Commissione, perché personalmente avevo informazioni che risalgono a quello che è ancora il documento valido per me: l'accordo di programma dell'8 settembre. Altro punto critico, e comunque un punto ancora da chiarire, è cosa fare dell'ultimo piano del "Palaindoor". Credo che ciò che ha detto il Consigliere Ottoz sulla destinazione d'uso di quei locali, rispetto anche ai locali del Palaghiaccio, del campo sportivo scolastico che qualcuno si dimentica sempre di citare, il "Tesolin", e della piscina sia vero, perché so che lì vi sono degli uffici di 2 società sportive, che poi sono passati a 3 in piscina, uffici riferiti al bocciodromo e anche per la "Fidal" al campo sportivo scolastico "Tesolin".
L'ultimo punto riguarda la gestione, che era affidata in esclusiva al Comune di Aosta, dall'accordo di programma... e che qualcuno si è accorto che in corso d'opera questa gestione poteva essere problematica dal punto di vista della sostenibilità finanziaria e ha portato questi problemi. Mi permetta però, Presidente Caveri, di ricordarle una cosa: non ho la sua competenza in questioni amministrative e giuridiche, ma l'accordo di programma dell'8 marzo 1995 è stato firmato dal Presidente della Regione per nome e per conto del Consiglio regionale, come è stato firmato dal Sindaco di Aosta...
(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)
... infatti, il testo dell'accordo di programma è stato approvato in una seduta del Consiglio regionale, così come il testo dell'accordo di programma è stato approvato in una seduta del Consiglio comunale di Aosta, dei 2 soggetti che sono pubbliche amministrazioni e, per quanto riguarda le modificazioni, chiedo anche al collega Ottoz di rileggersi l'accordo di programma ai punti nn. 8 e 9 che parlano di verifica sull'esecuzione. I compiti di questo famoso collegio presieduto dal Presidente della Regione non sono quelli di vedere come va l'accordo di programma e quindi di modificarlo, assolutamente no, lo dice lo stesso accordo di programma ed è poi un'interpretazione diversa sulla quale ci siamo anche scontrati in Consiglio comunale. Cosa voglio dire? È un'ipotesi che faccio, Presidente Caveri: qualsiasi modificazione che non sia parziale o che non provenga da una vertenza deve obbligatoriamente passare in Consiglio regionale, perché, se faccio un accordo di programma fra un Consiglio regionale, poi è chiaro che la firma materialmente è del Sindaco e del Presidente della Regione, ma se l'accordo è fatto fra 2 organi che sono di tipo politico-amministrativo, nessuno ci può togliere competenze perché lo facciamo in nome e per conto della cittadinanza, non in nome e per conto del Presidente Caveri o di un Sindaco, o di un delegato! Queste modificazioni sono sostanziali, non sono parziali modificazioni, quello che si è dimenticato di dire il collega Ottoz è che è vero che il Collegio può modificare, ma solo parzialmente modificare, che è una cosa ben diversa, ma solo in caso di vertenza. Credo quindi che il luogo deputato per statuto e per legge a lavorare sul testo di un accordo di programma... che possiamo stabilire che non vada più bene quello, ma lo si dica e si torni in Commissione e quindi in Consiglio. Voglio citare una lettera che è un po' datata, era quella a cui mi riferivo, collega Ottoz, quando dicevo che ho tutta la documentazione prima del 2002, una lettera del 1° febbraio 1996 - ho una specie di tabella "Excel" con tutti i documenti che sono una pila alta da 14 a 15 cm. - in cui l'Assessorato regionale dello sport scriveva sulla cessione dei diritti di superficie: "la cessione dei diritti di superficie per il tennis potrebbe essere la stessa di quella relativa al "Palaindoor", cioè fare un unico atto, se il Comune però dovesse individuare un unico lotto; in caso contrario, vi dovrebbero essere nuove trattative e definito un nuovo accordo di programma". Gli uffici regionali competenti dicono che, se si cambia il tipo di passaggio anche solo dal punto di vista amministrativo, si deve addivenire a un nuovo accordo di programma e il destinatario di questo era il Presidente della Regione, quindi credo sia il Consiglio regionale che debba discutere di questo, perché il "Palaindoor" come il Palazzetto dello sport, come il Palaghiaccio è fatto per i cittadini, per gli sportivi...
Caveri (fuori microfono) - ... che per fortuna sono dentro... perché fosse per il Comune di Aosta sarebbero fuori!
Venturella (Arc-VA) - ... Signor Presidente, quando sentivo parlare l'amico Ottoz, che reputo, dal punto di vista tecnico sportivo, amministrativo politico e anche come delegato rappresentante, una persona ottimamente preparata, ma, quando lo sentivo parlare di Comune di Aosta, di amministrazione, di Sindaco, si dimentica forse l'amico Ottoz da quale parte il Sindaco di Aosta proviene? È forse del gruppo "Arcobaleno"? È un Sindaco targato "UV"! E la storiella dei funzionari e dei dirigenti che ricattano...
(nuova interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)
... allora esiste anche la possibilità, e il Presidente Caveri come tutta la Giunta ne fanno spesso uso, di fare nomine fiduciarie, quindi che vi sono state delle incomprensioni fra Comune, CONI e Regione questo è assodato, pertanto qualcosa bisogna fare. Il "Palaindoor" è costruito, è fuori da ogni logica pensare che si possa tenerlo chiuso, oppure demolirlo - non si può -, allora bisogna far sì che i soggetti per statuto preposti al cambiamento dell'accordo di programma si mettano attorno a un tavolo e comincino a lavorare, ma deve tornare tutto in Consiglio regionale.
Volevo poi fare una piccola correzione al collega Ottoz sul muro di arrampicata. A differenza di quanto ha detto, sul muro di arrampicata che prima compare e poi scompare, lei scriveva l'8 luglio 2002 al Sindaco e al Presidente della Regione dicendo: "il CONI ha ricevuto numerose sollecitazioni per la costruzione del muro di arrampicata", ricorda che esso fu tolto dalla progettazione per intervento di Balliana nel 1996. Lei non cita né funzionari comunali, né dirigenti comunali....
(interruzione del Consigliere Ottoz, fuori microfono)
... ma lei ha scritto anche di peggio. Sicuramente il problema è impellente. Ieri sera sull'ANSA è comparso un dispaccio di agenzia nel quale la Commissione consiliare avvisa di aver licenziato un provvedimento... questo non ci compete, ma noi per chiarezza potremmo far sì che tutta l'informazione giri in maniera libera e democratica... è stata negata l'audizione in Commissione da parte della maggioranza comunale del Presidente della Regione e del CONI, quindi i Commissari comunali chiedevano l'audizione del Presidente della Regione e del CONI, credo che...
(nuova interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)
... mi pare che la maggioranza sia targata nella stessa maniera... benissimo allora si potrebbe far sì che, per evitare fraintendimenti, per evitare che queste discussioni degenerino... credo che democraticamente, dal punto di vista dell'informazione, sia il delegato del Comitato regionale CONI che il Presidente della Regione chiedano un'audizione in IV Commissione...
Presidente - La parola al Consigliere Comé.
Comé (SA) - Il mio sarà un intervento breve, solo per esprimere da parte del nostro gruppo il voto su questa mozione che impegna il Presidente a presentare entro 60 giorni alla Commissione competente... e io, in quanto Presidente della Commissione, mi dichiaro fin d'ora disponibile per discutere, anche perché mi sembra che oggi siano state messe in campo tante dichiarazioni, prima da parte del collega Sandri in un intervento che sembrava più un'arringa che una dichiarazione, poi da parte del collega Ottoz, il cui intervento andava in senso opposto, arrivando a tacciare di falsità molte affermazioni fatte dal collega Sandri.
Non voglio entrare nel merito della questione, cosa che faremo in Commissione, ma volevo solo riprendere uno spunto che aveva sollevato il Consigliere Ottoz, che diceva: "in Valle d'Aosta ci sono 74 Comuni, 73 funzionano bene e uno invece ha dei grossi problemi". Ritengo che i 73 Comuni della Valle d'Aosta funzionino bene perché vi è un sistema più snello mentre ad Aosta vi è una pletora di dirigenti che, quando la "virgola" non è posta al punto giusto, non viene dato il parere di legittimità, perché non vogliono rischiare niente, quindi non si guarda quello che è l'interesse e le esigenze anche urgenti dei cittadini, ma ripeto non vogliono assolutamente dare alcun tipo di parere, perché hanno sempre una grande capacità di interpretazione delle leggi in senso restrittivo, non a favore del cittadino, ma l'importante è tutelarsi. Se la palestra sta chiusa, poco importa? Questa potrà essere aperta solo quando, con i tempi biblici, tutti i dirigenti dei diversi uffici di competenza avranno espresso il loro parere. Questa è la differenza fra i 73 Comuni e il Comune di Aosta, il Comune di Aosta dovrebbe prendere ad esempio gli altri 73 Comuni della Valle.
Per quanto riguarda invece la discussione sull'accordo "Palaindoor", sarà la Commissione che entrerà nel merito.
Presidente - La parola al Consigliere Lattanzi.
Lattanzi (CdL) - Bella discussione kafkiana! I "DS" ci dicono che c'è un problema nella gestione fra CONI, Comune e altre strutture sportive e sono in maggioranza al Comune di Aosta, sono stati per 15 anni in Regione e si scoprono "verginelle" a denunciare la "mala gestio" della politica e dell'amministrazione nel Comune di Aosta, dove loro sono da 20 anni in maggioranza... siete uno spettacolo! Il collega Ottoz da sempre nell'"UV", da qualche mese "Indipendente", ma che appoggia la maggioranza regionale, ha appoggiato il Sindaco Grimod, è dell'"UV" insieme a quelli che gestiscono il Comune, uomo di sport, si erge a difensore degli sportivi, peccato che dovrebbe decidere quando si mette il "cappello" del politico e quando si mette quello del CONI! Magari si può fare il "gioco delle 3 carte", un momento si è Consiglieri regionali e si appoggia la maggioranza politica e 2 minuti dopo si è contro quella maggioranza politica... e qui è vero, è condivisibile quanto ha detto, così come quello che ha detto il collega Sandri, condivisibili gli argomenti, peccato che siete un po' incoerenti! I Dirigenti del Comune di Aosta, Minelli e Benzoni per non fare nomi, sono da 20 anni criticati da tutti; quando c'è un problema al Comune di Aosta, la colpa è di Minelli e Benzoni, ma chi ce li ha messi? Ce li avete messi voi! Assumetevi delle responsabilità, fate delle scelte, è la politica che fa le leggi e, se i dirigenti rispettano le leggi, è la politica che deve cambiare le leggi! Se siete in mano ai dirigenti è per le vostre scelte politiche! Anche al collega Comé, che, oltre che essere amico, uomo di sport... chiedo: "Stella Alpina" dove sei? In maggioranza al Comune di Aosta e in maggioranza al Palazzo regionale... sono 20 anni che condividete le scelte e ci sentiamo fare lezioni di dirigismo da chi sceglie gli uomini! Credo che questo sia stato un ottimo dibattito per ricordarci che questa Regione è in un guado politico, dove tutti sono contro tutti e tutti sono con qualcuno. Vorrei escludere i gruppi "Arcobaleno" e "Forza Italia" che in questi anni sono stati all'opposizione di tali scelte, che sono politiche, diventano amministrative e vengono scaricate sui dirigenti. Se i dirigenti non funzionano, bisogna avere il coraggio di revocarli, assumendosi delle responsabilità. Una certa amministrazione unionista diessina per 15 anni si è assunta la responsabilità di mettere funzionari e dirigenti in alcuni posti, non vanno più bene? Cambiateli! Non si può fare perché non ci sono le leggi? Non si possono mettere dirigenti fiduciari? Fate le leggi, avete le maggioranze, quando le cose vi interessano, sui provvedimenti sensibili vengono fuori maggioranze da 24, fate la maggioranza da 24 e cambiate le leggi! Mettete i funzionari fiduciari, fate in modo che ogni maggioranza possa nominare i suoi dirigenti e non scaricare poi la colpa sui dirigenti che si mettono di traverso sui suoi intendimenti politici.
Vi ringrazio di questo suntuosissimo dibattito di amministrazione e politica, però denota ancora una volta che questa Regione è nel guado, perché vi è... non Destra e Sinistra... non vi è né Destra, né Sinistra, né sopra, né sotto... vi è uno "scarica barile". Il buon senso dovrebbe far evitare di fare dei dibattiti così kafkiani, per non dire peggio, certo è l'auspicio che alle prossime regionali e comunali la gente, quella famosa gente che si rivolge ai Consiglieri per lamentarsi... la gente scelga chi votare, perché, se vota unionista, che difenda un certo interesse, ma poi sta in una coalizione che quell'interesse lo distrugge, l'elettorato deciderà chi dovrà al prossimo giro governare il Comune di Aosta.
Si parla in queste ore di una Commissione del bilancio del Comune di Aosta che non ha avuto i numeri neanche ieri per portare avanti l'approvazione del bilancio del Comune. Di chi sarà la colpa? Vedremo alle prossime comunali di chi sarà la colpa! Sono in esercizio provvisorio, non hanno i numeri politici per poter portare avanti la gestione e l'amministrazione di un Comune, ma vediamo alle prossime comunali la gente cosa vota, lo vedremo, se prevarrà l'opportunità di tenere amministratori politici che fanno la maggioranza e anche l'opposizione. Noi ci vantiamo di essere all'opposizione di questo sistema, ma non di Destra o di Sinistra, ma di un sistema che in Valle d'Aosta ormai non funziona più. Questo ne è uno dei tanti casi eclatanti.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Vi sono alcune cose che sono emerse dal dibattito che meritano qualche piccola riflessione. Anzitutto non chiedo le scuse al collega Ottoz, perché non mi sembra corretto essere formale in questo modo, ma non mi sono permesso di utilizzare frasi dispregiative come far posto alle "Cooperative di Modena", bassa "macelleria politica" e men che meno mi sono permesso di mettere in discussione la gravità di quella assenza o di attribuire al collega Ottoz l'assenza in quella Commissione nel giorno in cui era stato colpito da un lutto, ma mi sono permesso di evidenziare che nella sua assenza qualcuno si sia permesso di fare una riunione e di ritenerla valida, quindi rimando questo spregevole attacco sulla mia sensibilità di fronte a un lutto al mittente! Prendo atto con rammarico che da tutte le posizioni non so bene con quale "cappello"... io posso rubare al collega Lattanzi questa bella espressione, con quale "cappello" parlasse, che con qualunque "cappello" parlasse il collega Ottoz non ha dato la risposta unica che doveva dare, perché non ha restituito il terreno alla città di Aosta. È arrivato perfino a dire: "virtualmente è già da considerare della città di Aosta"; sì, ma fra il "virtualmente" e il "di fatto" è molto diverso. Prendo allora atto che questo è un dato che rientra nella "strategia Marguerettaz", cioè quella di Bruno Vespa di parlare di tutto meno che di quello che importa... è che abbiamo trovato un altro aderente al sindacato dei "Bruno-Vespisti".
Alcune questioni. Sulla posizione del collega Ottoz credo sia salvato dal fatto che l'incompatibilità e l'ineleggibilità in Valle d'Aosta è ancora normata da una norma del 1962, perché mi sembra sia stato evidente stamani che non si può stare qui dentro avendo la posizione di delegato dal Presidente nazionale di un ente importante come il CONI e di fare il Consigliere regionale. Sono 2 posizioni incompatibili, per cui colpa nostra che non abbiamo ancora presentato il progetto di legge e colpa di tutti di non aver legiferato in materia; è la dimostrazione pratica che su questo tema è urgente mettere una profonda chiarezza.
Un'altra questione riguarda alcune affermazioni che sono state fatte; non do del falsario a nessuno, se qualcuno si vuole considerare tale, è libero di farlo; quando un terreno ha un vincolo normativo come quello di un accordo di programma, non per le 1.000 lire con cui è stato acquisito, ma con il fatto che sia inserito in un accordo di programma che è vincolante per tutti i contraenti, i contraenti lo devono mettere a bilancio, questa è una norma civilistica, al valore che è previsto da questi accordi. Se la "CONI Servizi S.p.a." - e, secondo me, il Presidente della Regione dovrebbe avvisarli di questo - ha al libro patrimoniale questo terreno a un valore diverso da lire 1.000, evidentemente per gli amministratori di quella società si può prevedere un danno, di cui le implicazioni giudiziarie e di bilancio se le faranno loro, perché è evidente che dovranno abbattere i valori patrimoniali e chi dovrà pagare questo lo vedremo.
La seconda questione riguarda la manutenzione della vecchia palestra CONI e qui mi permetto di ricordare uno dei momenti più belli della mia formazione politica: quando ascoltammo Primo Levi, che ci raccontò della sua storia personale... La manutenzione straordinaria di quell'immobile, proprio perché era una manutenzione straordinaria, non è competenza del gestore, ma del proprietario. Questi allora sono dati di conoscenza di chiunque vive in un condominio, quindi penso che ne debba tenere conto.
Per quanto riguarda la posizione del progettista che diventa anche tecnico di fiducia, non ho mai detto che è stato messo lì dopo grazie a questa cosa, ho detto che era il tecnico di fiducia - e lei mi conferma - da sempre! Lei se lo è trovato perfino lì, è quindi evidente che si è utilizzato il tecnico di fiducia da sempre del CONI per esprimere un parere in cui il CONI è una parte contraente.
Su alcuni altri dati farò una considerazione finale. Vi sono 2 cose che volevo sottolineare: la prima è il problema della contribuzione. Credo che, da questo punto di vista, vi sia materia per approfondimenti, che vanno oltre quelli della Commissione e mi riservo di valutare anche dal punto di vista di responsabilità personale tale punto. Non è possibile che i contributi, in qualunque forma vengano richiesti, non abbiano la possibilità di essere verificati e controllati. Vengono fuori ipotesi che sono da verificare, ma dove i costi sono nettamente superiori a quelli che lei dice, i costi medi delle palestre sono 3 €/h e non 5... comunque sono superiori, però sono state anche ipotizzate tariffe di molto superiori, perché si fanno pacchetti, nel senso che se tu vuoi utilizzarle 6/8 ore, devi comunque prendere "h24", espressione molto innovativa con cui qualcuno "si riempie sempre la bocca". Credo che anche dal punto di vista fiscale e finanziario bisognava mettere un po' di luce.
Ultima considerazione puntuale: mi dispiace per il collega Lattanzi, nel senso che ancora in Comune di Aosta i dirigenti vengono nominati per concorso e siamo ancora in quella generazione, forse in contraddizione con il Centro-Sinistra nazionale, che preferisce che i dirigenti siano eletti per concorso, non inseriti per nomina fiduciaria, per cui le valutazioni che ha fatto sui dirigenti della città di Aosta se le può "rimangiare", perché non sono stati messi lì dal "PCI", non sono stati messi lì dai "Soviet", Kruscev credo che in materia non abbia mandato... né Putin... abbia dato nessun tipo di indicazione. Vero è invece - e questo dimostra la parte politica da cui viene fuori - che anche sulle nomine fiduciarie dell'Amministrazione regionale, quel famoso 15% riservato, considerate le ultime cose che abbiamo visto nelle deliberazioni di Giunta, qualche riflessione sarebbe opportuna. La considerazione finale di questa discussione generale credo sia da mettere insieme alle elasticità richiamate dal collega Ottoz alla massima legalità del collega Comé e alla differenza che lui ha evidenziato fra i 73 Comuni da un lato e la città di Aosta dall'altro. Noi abbiamo un altro metodo di valutazione, le cose sono legali o illegali, le cose sono giuste o ingiuste: non esiste nessuna emergenza, la necessità di tenere aperta una palestra, piuttosto che mantenere aperta una struttura, piuttosto che tenere aperta una viabilità o altra cosa, che giustifichi il violare le leggi, le regolamentazioni, l'aggirare la norma e il fare delle cose che non ha nessun senso fare. Sono mentalità diverse, speravo che queste mentalità fossero esterne al massimo organismo dell'Amministrazione della Valle d'Aosta; mi rendo conto che sono profondamente incardinate almeno in coloro che l'hanno espresso e spero che nel lavoro che sarà fatto in Commissione ci si attenga tutti alla necessità che innanzitutto dobbiamo rispettare la Costituzione, lo Statuto della Valle d'Aosta e le nostre leggi, perché questo è un giuramento che abbiamo presentato in quest'aula al momento del nostro insediamento.
Presidente - La parola al Consigliere Ottoz.
Ottoz (UV) - Una breve replica, perché alle volte il fatto di non toccare tutti gli argomenti... - dato che il discorso del Consigliere Sandri era stato un "discorso fiume" - non vorrei che fosse scambiato con un voler eludere le questioni poste.
Innanzitutto ringrazio il Consigliere Venturella perché ha detto cose che in parte non condivido, ma mi sembra che abbia affrontato in modo laico e sereno la vicenda. Ha toccato essenzialmente due punti, cioè ha detto "fino a quando..." e "non dobbiamo chiudere...", poi ha fatto un passaggio sul fatto che la modifica dell'accordo di programma doveva e dovrebbe necessariamente passare dal Consiglio.
Non mi addentro nel discorso se il Presidente del Consiglio possa firmare, perché diventa un argomento complicato, però anzitutto... fino a quando chiudiamo... lo concludo rispondendo a tutti e anche al Consigliere Sandri.
Forse non sono stato chiaro, ma l'accordo di programma...
Primo, siamo tutti d'accordo... - e lo siamo stati dalla prima riunione del Collegio dei 3 che presiede al controllo dello stato di avanzamento, - che se l'accordo di programma fosse modificato - ancorché già contiene nel testo la possibilità di essere modificato... - che, qualora fosse stato modificato, si sarebbe dovuti passare in Consiglio regionale e in Consiglio comunale.
La questione è un'altra ed è stata sempre se, su passaggi difficili da superare per l'atteggiamento di alcune parti..., la decisione che si voleva prendere si configurasse come modifica o no dell'accordo di programma, se fosse contenuta o meno nel testo attuale dell'accordo di programma, approvato dal Consiglio regionale del marzo 1995 e nel febbraio 1995 dal Comune.
I pareri legali su questo punto sono stati richiesti all'unanimità dai partecipanti e hanno sempre dato come risultato che quelle decisioni erano ricomprese legittimamente all'interno del testo attuale dell'accordo di programma. Per questo motivo sono d'accordo sul fatto che una modifica dell'accordo dovrebbe passare in Consiglio, ma non c'è stata modifica dell'accordo e forse su tale punto esistono pareri discordi. I pareri legali sono comunque che non vi è stata modifica dell'accordo di programma.
Il secondo punto riguarda un'osservazione che poi è stata ripresa anche dal Consigliere Lattanzi, cioè che parlare di certe cose equivale a parlare di persone che magari vanno identificate con una targa politica e quindi che ci sarebbe una certa contraddizione nel fare certi discorsi su determinati passaggi gestionali del Comune di Aosta, tenuto conto di qual è la maggioranza del Comune di Aosta, tenuto conto di qual è la maggioranza in questa Assemblea e di chi ognuno di noi rappresenta e con chi si identifica.
Vorrei far notare 2 cose: non credo, e poi anche qui vi è lo sbobinamento, come si può fare per il Consigliere Sandri, di aver fatto il minimo attacco politico al Comune di Aosta, parlando di eletti ho sempre detto che il problema è altrove, comunque vi è la registrazione che lo può testimoniare. In ogni caso, così come sarebbe giusto e auspicabile, come lo richiedono i Consiglieri Venturella e Lattanzi, che uno conosca la targa di quello di cui sta parlando male, perché forse ha la sua stessa targa, non sarebbe male che anche i funzionari comunali girassero con la targa, in modo che almeno uno saprebbe muoversi meglio. Girassero quindi con la targa e decidessero sulla legittimità delle questioni e non volessero con comportamenti surrettiziamente tecnici influenzare le decisioni politiche: le decisioni politiche le prendono gli eletti e i funzionari devono vigilare che queste decisioni siano congrue, legittime... ma quando i funzionari attraverso i loro pareri tecnici portano avanti posizioni politiche, la cosa diventa più complicata.
Terza osservazione. Lo dico come notazione semplice però interessante: non esiste un Comune d'Italia, che sia Brescia, Alessandria, Formia, Roma, Firenze, Bologna, Padova, Udine, di cui abbiamo addirittura le convenzioni, che, quando affida un impianto sportivo alla comunità sportiva, sia essa una società o una federazione, non abbia come prassi consolidata quella di farsi carico delle utenze a fronte del fatto che non ha alcun altro costo e, purtroppo, questo è un problema che il Comune di Aosta nega, novellando la prassi di tutti i Comuni d'Italia. Quindi ha inventato (fu un brevetto che risale agli anni 1995-1996) il costo zero, non per l'utente, ma per il Comune. D'altra parte, la gestione in questo momento, lo sforzo che si fa per tenere aperta tale struttura, non a caso è definito sperimentale e provvisorio e come sperimentale e provvisorio ha lo scopo di evidenziare i vizi occulti della struttura e di verificarne i costi, che è un compito importante per il Comune, che, quando conoscesse i reali costi, potrebbe fare a maggior ragione dei ragionamenti sulle modalità di gestione da adottare qualora lo gestisse direttamente.
Sono d'accordo con il Consigliere Lattanzi quando dice: "fate le leggi".
È innegabile... se le leggi non ci vanno bene, perché provocano conseguenze nefaste, dovremmo pensare a come rifare leggi che evitino queste conseguenze nefaste.
Sul dibattito politico aperto dal Consigliere Lattanzi non mi esprimo, perché non mi interessa molto. Il Consigliere Sandri - e passo all'ultimo intervento -, non ho chiesto le scuse del Consigliere Sandri, non mi interessano; capisco che sarebbero - ed è comprensibile - scuse di circostanza - e quindi non le ho chieste, non le ho avute, non mi interessano. Non sapevo, e qui comunicherò la cosa al Prof. Cappelletti che fa parte sia dell'Accademia della Crusca che del Comitato direttivo dell'Istituto dell'enciclopedia italiana, di cui è stato anche Presidente del Comitato scientifico, che l'espressione "cooperative di Modena" è un insulto a tutti gli effetti, cosa che non mi risultava. Lo segnalerò, potrei poi segnalarlo anche a Umberto Eco quando gli mando dei "finneghismi" di cui lui fa collezione. "Cooperative di Modena" è un insulto, sappiatelo.
Non so se l'insulto sia la parola "Modena", o la parola "cooperativa" o se sia l'epesegesi della particella "di", perché "di Modena"... comunque "cooperative di Modena" è un insulto, sappiatelo anche per evitare querele fuori di qui...
"Io poi vorrei sapere dal Consigliere Ottoz perché non ha restituito il terreno alla città di Aosta...".
No, io ho semplicemente detto, intanto - per la questione del contenzioso, - che il contenzioso sta nelle carte, che forse il Consigliere Sandri non ha, e che è stato regolato...
La questione del passaggio del terreno è stata risolta da oltre un anno, ogni 2 mesi chiediamo al Comune che ci dia il testo che sarà presentato dal notaio per il passaggio del terreno, perché possa essere fatta la procura precisa per poterlo firmare, perché la mia procura speciale mi dà poteri non illimitati, non posso alienare parti del patrimonio. Per questo lo tranquillizzo, peraltro dicendo che il CdA della "CONI Servizi S.p.a." con l'approvazione dei revisori dei conti, dei Sindaci in quel caso, ha già deliberato il passaggio, si tratta solo di andare dal notaio e per fare questo manca un passaggio. Il Comune ha detto ultimamente che ce l'ha il notaio Marcoz. Allora ho mandato la mia segretaria dal notaio Marcoz, scusate... il terribile Gabriele Centelli, un "lapsus", dal notaio Marcoz a chiedere la bozza dell'atto che il Comune ha predisposto per il passaggio del terreno di Via Guédoz, in modo da prendere tutti i riferimenti catastali precisi in modo che la procura non abbia problemi. Il notaio Marcoz ha risposto che non sa niente di questo atto, adesso andrò dalla dott.ssa Cafiero, poi farò il giro dei notai, in ogni caso le garantisco che il problema del passaggio del terreno è risolto da tempo, si tratta solo di andare dal notaio a firmare. Sono stati fatti tutti gli atti preventivi, checché ne dicano in Comune.
Sull'incompatibilità le lascio...
"implicazioni giudiziarie riguardano il valore..." si tratta di questioni civilistiche che sono già state risolte dalla "CONI Servizi S.p.a.", e sulla manutenzione straordinaria della palestra forse dimentica il Consigliere Sandri che c'era non un accordo di programma, perché nel 1958 non esisteva l'istituto dell'accordo di programma, vi era una convenzione in cui il Comune si era fatto carico di questo, come vi era una convenzione per il campo "Tesolin", che è su terreno comunale, ma di proprietà del CONI, sul quale il Comune sostiene che, siccome è su terreno suo, è suo, però non ha iniziato un procedimento di usucapione, e per la manutenzione straordinaria ha concordato con la Regione che la fa la Regione; sono accordi che vengono fatti.
Sulla palestra CONI il Comune si era fatto carico contrattualmente della manutenzione straordinaria e non è stata fatta. Mi limito a notare la cosa, ma sono accordi che vengono da lontano.
Non vi è alcun problema a dimostrare, siccome è un rovello che mastica il Consigliere Sandri all'interno del suo cuore, la questione delle tariffe e delle ricevute.
Sono state fatte con il nostro revisore dei conti che si chiama Antonio Carlo Franco, che probabilmente conoscete perché fa parte anche del mondo sportivo.
Chiudo facendo un riferimento... mi ha parlato di Kruscev, ma non vorrei arrivare al XX° Congresso, Putin è meno datato... sulla questione della "elasticità" che non significa illegalità: elasticità vuol dire che noi siamo qui per risolvere i problemi della gente, siamo qui a rappresentare la gente che ci ha votato - sono stato primo degli esclusi nel 1998 e primo degli illusi nel 2003 - e che vorrebbe che ci occupassimo delle loro cose bene, in modo che i problemi si risolvano. Qui allora non si tratta di elasticità intesa come illegalità. Inoltre, quando si parla di legalità e illegalità, pregherei il Consigliere Sandri di non confondere con giusto e ingiusto che sono categorie morali... le categorie giuridiche non sono categorie morali, lo diceva già un signore nel 1750. Siamo qui per risolvere i problemi della gente e allora abbiamo tre possibilità - non credo mai al terzo escluso -: la prima è permettere che i nostri figli, i vostri figli e i figli di coloro che ci hanno dato il mandato di amministrare "pro tempore" questa Regione, possano continuare ad usufruire dell'impianto nel modo attuale con i sacrifici di tutti; la seconda è che il Comune se ne faccia carico, ma non chiudendo perché, se il Comune chiude domattina...
La terza ovviamente è che il Comune se ne faccia carico al più presto, consentendo però ai figli nostri e dei nostri concittadini di continuare ad usarlo in modo provvisorio e sperimentale fino a quando...
Così non avremo né l'interruzione del servizio, né negheremo al Comune di poter esercitare nel modo corretto e legale le sue prerogative.
Président - La parole au Conseiller Sandri, pour déclaration de vote.
Sandri (GV-DS-PSE) - Ovviamente sul problema della votazione, intanto volevo ringraziare il Presidente Caveri, perché mi sembra corretta dal punto di vista istituzionale l'accettazione della mozione che lui, a nome del Governo e della maggioranza, ha fatto.
La seconda questione era rispetto a un tema che prima mi sono dimenticato di citare, che però vorrei lasciare agli atti... ed è che uno dei temi collegati strettamente ai temi che si discuteranno in Commissione è quello della rappresentanza del CONI. Tenuto conto che lo statuto del CONI prevede che la rappresentanza è del Presidente nazionale che ha la rappresentanza legale e tenuto conto che, dalle informazioni che sono emerse in quest'aula, non è stato chiarito chi poteva rappresentare il CONI nel momento di acquisizione di questo immobile, se il legale rappresentante del Presidente, Ottoz, o il Sig. Centelli, delegato della delegazione valdostana del CONI, mi riservo su questo tema tutte le cautele del caso.
Président - Je soumets au vote l'acte:
Conseillers présents et votants: 31
Pour: 31
Le Conseil approuve à l'unanimité.
