Trascrizione informale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 90 del 26 aprile 1974 - Resoconto

OGGETTO N. 90/74 - Programma di lavori pubblici e di interventi finanziari per esecuzione di lavori pubblici per l'anno 1974. Discussione generale.

Dolchi (Presidente) - L'ordine del giorno reca ora la discussione del "Programma di lavori pubblici e di interventi finanziari per esecuzione di lavori pubblici per l'anno 1974".

Innanzitutto devo informare il Consiglio che la Commissione consiliare permanente per i Lavori Pubblici ha preso in esame detto provvedimento e si è espressa in data 16 aprile 1974, nel modo seguente:

- hanno espresso parere favorevole all'approvazione del programma i Consiglieri Manganoni, Maquinaz, Manganone, Monami e Pollicini;

- ha espresso parere favorevole alla trasmissione in aula del provvedimento di cui si tratta il Consigliere Blanc, riservandosi di formulare, in tale sede, osservazioni sul programma sopracitato.

Dichiaro aperta la discussione generale e concedo la parola all'Assessore ai lavori pubblici, Pollicini, per l'illustrazione introduttiva.

Pollicini (DP) - Signor Presidente e Signori Consiglieri, il Programma dei Lavori pubblici è uno strumento fondamentale attraverso cui si trova l'attuazione di una politica di piano.

Infatti con la realizzazione dei servizi primaria e secondaria, si organizza, se le opere vengono fatte prima, o contemporaneamente agli insediamenti, o si avvalla, se le opere risultano conseguenti ad insediamenti già avvenuti.

Di fatto la distribuzione delle attività sul territorio è condizionata a questi due tempi.

Inoltre non è da sottovalutare il ruolo di volano economico che il Programma dei Lavori pubblici rappresenta, anche sotto l'aspetto occupazionale nei confronti dell'edilizia e delle altre attività connesse.

È chiaro che sulle basi di queste considerazioni un ottimale Piano dei Lavori pubblici dovrebbe rifarsi ad una precisa politica di piano che utilizzando tutti gli strumenti a disposizione dell'Ente pubblico (legislativo, amministrativo e finanziario) si qualificasse attraverso:

1) una strategia di sviluppo sociale ed economico di lungo periodo collegata alle risorse e ai vincoli territoriali ed evidenziata da un Piano urbanistico regionale;

2) un programma pluriennale di sviluppo sociale ed economico che, rifacendosi alla strategia di sviluppo di lungo periodo, sviluppi le scelte in un adeguato arco di tempo secondo un criterio di priorità, anche tenuto conto delle risorse finanziarie e strumentali disponibili e dei tempi tecnici dell'attuazione dell'intervento;

3) una diversa concezione organizzativa della Regione che individui nelle comunità Montane un nuovo livello di saldatura tra Regione e Comuni, indispensabili questi per attivare una politica realistica e aderente alle necessità locali.

La Regione sta muovendo i primi passi in questa direzione; ne fanno fede le decisioni più qualificanti sul piano legislativo (fondi di rotazione, asili nido, agricoltura), su quello amministrativo (scelte di bilancio) e su quello istituzionale (Comunità Montane) che ha assunto in questi ultimi tempi.

La realizzazione di queste scelte richiede un non indifferente lavoro di analisi, di elaborazione, di proposte e di controllo, non solo da parte dell'Amministrazione regionale, ma anche da parte delle Comunità Montane e dei Comuni.

Alla luce di queste considerazioni e consci delle carenze e delle difficoltà cui ci troviamo di fronte, non ci siamo proposti l'obiettivo di redigere un astratto Piano di Lavoro, bensì uno strumento che, pur con tutti i limiti, rappresenti sin da ora la concreta, se pur parziale, attuazione di una politica di sviluppo regionale che si colleghi a precisi criteri.

Questi criteri possono essere sintetizzati in questo modo:

1) proporre un piano realistico e non un libro dei sogni. L'esperienza passata ci ha insegnato che voler accogliere pressoché tutte le istanze senza tener conto delle risorse finanziarie di cui si dispone, che sono quelle previste dal bilancio, ha portato con sé due sostanziali conseguenze negative. Innanzitutto sono state suscitate nella popolazione delle aspettative che non sono state soddisfatte, approdando così in certi casi al risultato di far perdere di credibilità l'azione dell'operato pubblico.

In secondo luogo, per accogliere il maggior numero possibile di istanze, si sono ripartiti i fondi fra numerosi lavori, ma per lotti di modesta consistenza. Il risultato fu di far perdere efficacia agli interventi perché troppo dilazionati nel tempo, di rendere maggiormente onerose sia sul piano tecnico che su quello finanziario, anche tenuto conto della continua svalutazione della moneta, e di vincolare notevolmente l'attività futura dell'Amministrazione regionale a causa dell'ingente numero di opere iniziate, ma non ultimate.

Per questi motivi abbiamo ritenuto opportuno, quest'anno, proporre un Piano di Lavori che sulla base di previsioni di spese realistiche non superasse nel suo complesso le disponibilità finanziarie approvate in sede di bilancio e il normale assestamento di autunno.

2) selezionare rigidamente la spesa in modo da assegnare agli interventi il massimo di efficacia. Innanzitutto si sono assegnate delle risorse finanziarie in quei grandi settori di opere pubbliche nei quali la Regione, nel suo complesso, risultasse più carente. Per addivenire a questa scelta si è effettuata, con tempo e personale disponibile, una prima analisi generale della situazione odierna dalla quale risulta che il settore della viabilità, e particolarmente di quella comunale, è finora stato incrementato con investimenti tali non solo da coprire nella sua quasi totalità il fabbisogno regionale, ma addirittura da realizzare strade là dove queste non erano strettamente necessarie, con le conseguenze di indurre uno sviluppo incontrollato in quelle zone, di compromettere la loro potenzialità territoriale, di dilatare i costi di gestione delle infrastrutture e di ridurre ulteriori richieste di opere di urbanizzazione primaria.

Questa scelta, più o meno consapevole, ha fatto sì che oggi la popolazione valdostana sia ancora, per circa 80%, servita inadeguatamente, se non addirittura non servita, da impianti per l'acqua potabile e che circa il 27% della popolazione sia sprovvista o insufficientemente servita di rete fognante.

Per il settore dell'edilizia scolastica gli sforzi compiuti hanno interessato prevalentemente la scuola elementare; inoltre mentre molti edifici relativamente a quest'ultima, anche di recente costruzione, sono scarsamente o completamente inutilizzati, altri sono largamente insufficienti. Il distribuire molte scuole sul territorio, anche in zone a bassa densità demografica, ha portato ad una scarsa qualificazione delle infrastrutture e a un notevole numero di pluriclassi, giudicate sconsigliabili sotto il profilo pedagogico, e ad una bassa utilizzazione generale delle infrastrutture stesse.

In tal senso, come indirizzo generale, si è scelto quello di potenziare i settori più carenti: scuole materne, scuole medie e di intervenire su quello delle scuole elementari, sia per colmare le lacune ancora esistenti, sia per qualificarlo maggiormente sotto l'aspetto dei servizi sociali.

Inoltre per rendere più razionali le scelte non solo ora, ma anche nel futuro, si sono attivati tre archivi analitici permanenti. Uno sulla situazione delle opere igienico sanitarie, uno sulla situazione dell'edilizia scolastica, uno sulla localizzazione e caratteristiche delle valanghe.

Consci che questi lavori sono utili alla formazione dei piani delle Comunità Montane e basilari, se si intende per il futuro disciplinare l'attività edilizia correlando la possibilità di realizzare nuove residenze con la disponibilità effettiva delle opere di urbanizzazione esistenti ed al sicuro da calamità naturali.

Soprattutto per questi motivi la destinazione delle risorse finanziarie per grandi settori ha subito una considerevole variazione rispetto agli anni passati.

In particolare rispetto al 1970 e 1973, nel 1974 gli investimenti sono stati così distribuiti:

- per le opere stradali il 23%, 61% nel '70, 39% nel '73;

- per i cantieri di lavoro 6,5% contro il 4,3% del 1970 e il 7,7% del '73;

- per l'edilizia scolastica il 25%, 15,1% nel '70, 19,9% nel '73;

- per l'edilizia pubblica il 4,5%, 3,8% nel '70 e 5,9% nel '73;

- per le opere igienico sanitarie 38,6%, 15,3% nel '70 e 25,4% nel '73;

- per le opere di prevenzione 1,8%, 0,2% nel '70 e 2,1% nel '73;

Inoltre all'interno di ciascun settore si è data la precedenza alle opere di maggior impegno, con particolare riguardo a quelle già iniziate, e si sono tralasciate opere, soprattutto a livello comunale, che, pur essendo state iniziate, non si ponevano come immediatamente qualificanti per un disciplinato sviluppo delle diverse zone interessate.

Aver adottato un criterio di selezione degli interventi sul territorio ha significato che non ci si è limitati soltanto a distribuire gli investimenti sul territorio sulla base delle maggiori o minori richieste dovute, soprattutto per le opere di urbanizzazione primaria, anche al dilatarsi del fenomeno delle residenze secondarie nei principali centri turistici; al contrario si è cercato di potenziare gli investimenti soprattutto nelle Comunità Montane a più basso tasso di sviluppo, misurato sperimentalmente in questa prima fase dai parametri indicati dalla legge regionale sulle Comunità Montane, consci del ruolo promozionale che i servizi giocano, assieme alle attività produttive, nel processo di sviluppo socio-economico.

Mentre l'applicazione di questo criterio è stata in parte vanificata dal fatto che le Comunità Montane maggiormente interessate non avevano predisposto progetti al riguardo e per l'approntamento dei quali necessitano tempi piuttosto lunghi, d'altro canto, malgrado lo scarso tempo disponibile, si è cercato di coinvolgere le Comunità stesse nell'attuazione di questo Piano di Lavori.

Rilevati dunque i limiti dell'azione che è stato possibile svolgere, nel corrente anno, nel settore in esame, si presume e si auspica che, per il prossimo anno, sulla base degli studi che debbono essere ultimati e delle scelte che saranno effettuate in sede di bilancio di previsione della Regione, sia possibile proporre un programma di lavori pubblici più razionale ed efficiente, in modo da ottimizzare le risorse finanziarie dell'Amministrazione regionale.

Dolchi (Presidente) - Vorrei ricordare ai Consiglieri che il regolamento prevede per la discussione del Programma di Lavori pubblici, la stessa procedura del bilancio. Ci sarà quindi una discussione generale e poi successivamente una discussione in base agli elenchi allegati e alle varie voci sui quali i Consiglieri potranno intervenire e chiedere chiarimenti.

Ha chiesto la parola il Consigliere Manganone. Ne ha facoltà.

Manganone (Ind.) - I primi anni in cui sedevo in quest'aula ascoltavo attentamente la relazione dell'Assessore ai lavori pubblici sul Programma dei Lavori; vi dico che prendevo nota delle cifre, delle percentuali e pensavo che ogni anno il Piano dei Lavori dovesse essere differente, anzi lo facevano passare per differente dal Piano dei Lavori degli anni precedenti.

Ebbene, anche quest'anno, nonostante la bella esposizione fatta dall'Assessore Pollicini, il Programma dei Lavori è tale e quale quello degli altri anni. Tante volte l'Assessore Pollicini ci fa vedere il colore avorio per bianco, ma io non posso scusarlo quest'oggi, quando nella sua relazione fa riferimento al Piano regionale urbanistico, fa riferimento a determinate percentuali. Abbiamo visto che son tutte belle parole, ma in sostanza non cambia niente!

Queste percentuali vengono mutate quando durante l'anno ci sono delle variazioni di bilancio, quando il Consiglio è chiamato ad approvare delle perizie suppletive di 950.000.000 come è già successo.

Non mi dilungo oltre e non posso certamente essere contrario a questo piano, ma mi pare che questo piano sia uguale a tutti quelli degli anni passati.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Maria Ida Viglino. Ne ha facoltà.

Viglino (RV) - Per ora avrei una sola domanda da fare all'Assessore e precisamente a proposito degli elenchi D-E-F.

Vorrei sapere se è stata tenuta in debito conto la lettera indirizzata al Presidente del Consiglio regionale in data 2 ottobre 1973, da parte della Association des Syndics de la Vallée d'Aoste. Questa lettera esprimeva la necessità del finanziamento totale delle opere primarie e non del 70%, perché i piccoli Comuni non riescono a costruire cimiteri o acquedotti perché non sono in grado di reperire il rimanente 30% del loro costo.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto di parlare il Consigliere Borbey. Ne ha facoltà.

Borbey (DC) - Anche a me spiace rilevare che nella relazione dell'Assessore Pollicini, relazione fatta ottimamente, ci siano molte parole, ma innovazioni ben poche.

Per la preparazione di questo Piano di Lavori per l'anno 1974 si sono volute fare delle analisi e delle ricerche sulle opere igienico-sanitarie, sugli acquedotti, sulla viabilità, ecc.

Anche l'uomo della strada, che non si intende di amministrazione, è al corrente che la Valle d'Aosta è servita attualmente abbastanza adeguatamente come viabilità ed è carente al 100% di opere fognarie.

Questo lo rileviamo noi, Commissione Urbanistica, la maggior parte dei nostri villaggi di alta montagna sono privi di fognature e questo è un fatto di cui tutte le Amministrazioni comunali sono al corrente.

Quindi di nuovo c'è ben poco.

È giusto tralasciare in buona parte la viabilità e buttarsi sull'edilizia scolastica, sulle fognature e sugli acquedotti.

Ora però capita un po' l'inverso, perché vediamo che c'è una fetta non indifferente riservata ancora alla viabilità. Ma questo lo vedremo voce per voce.

Vorrei sottolineare invece che tutti gli anni la Giunta regionale si è servita dei Piani di Lavoro per farsi una bella propaganda elettorale, ed io ne ho pagato anche lo scotto nella mia zona.

Prima delle elezioni regionali la Giunta ha pubblicato un volume in cui sono elencate le opere fatte in Valle d'Aosta che non corrisponde a realtà. Nel triennio della Giunta Democratica Popolare non sono state eseguite quelle opere che erano sulla carta e avrebbero dovuto essere eseguite.

Vengo al dunque.

Già in sede di bilancio noi abbiamo criticato la maggioranza perché anche quest'anno è stato presentato il bilancio in ritardo; ed ora avete presentato il Piano dei Lavori in ritardo: siamo a fine aprile, bisogna aspettare l'approvazione, gli appalti inizieranno fra 20-25 giorni e nessuna opera che è attualmente prevista da questo piano verrà iniziata prima del mese di giugno. Nel mese di settembre, nei comuni di alta montagna iniziano già le piccole nevicate e quindi abbiamo tre mesi, tre mesi e mezzo di lavoro effettivo.

Un lavoro effettivo che si svolge nel mese di luglio, agosto e metà settembre, quando, normalmente, gli Uffici della Regione sono sprovvisti di tecnici, perché, a rotazione, vanno in ferie.

Piano di Lavoro vuol dire che, effettivamente, tutti questi lavori verranno eseguiti, o succederà, come è sempre successo e non solo a questa Giunta, che al mese di settembre i Sindaci di alcuni Comuni che hanno avuto difficoltà per il reperimento dei terreni o per l'approvazione dei progetti (poiché il Medico regionale o le altre Commissioni hanno rinviato l'approvazione per avere altre delucidazioni), si presentano all'Assessorato dei lavori pubblici e si sentono dire: "Non ci sono più fondi".

Vorrei quindi chiedere all'Assessore Pollicini se può ufficialmente assicurare tutte le Amministrazioni comunali che questi fondi previsti dal Piano Lavori saranno disponibili, almeno, dico almeno, fino alla fine di ottobre.

Non vorrei che già nel mese di luglio o settembre degli amministratori si sentissero dire dall'Assessorato dei lavori pubblici che in un certo capitolo non ci sono più fondi.

Questa è l'assicurazione che vorrei avere dall'Assessore, poiché è una preoccupazione enorme per quei Sindaci che sentono dalla radio o che leggono nei giornali locali che per il loro Comune sono stati stanziati ad esempio 200.000.000 per la fognatura della frazione X, per la strada comunale della frazione Y e i cittadini che alla fine dell'anno non si vedono eseguite queste opere se la prendono con l'Amministrazione comunale.

Alcune volte è colpa dell'Amministrazione comunale, ma la maggior parte delle volte è colpa dell'Amministrazione regionale che ha stornato i fondi.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Manganoni. Ne ha facoltà.

Manganoni (PCI) - Io voglio attirare l'attenzione del Consiglio ed in particolare della Giunta sulle difficoltà di tradurre in fatti concreti le affermazioni di principio enunciate sia dai Consiglieri, sia dagli Assessori.

È stata riconosciuta dal Consiglio l'urgente necessità di cambiare indirizzo negli investimenti regionali, allo scopo di non accentuare lo squilibrio esistente, nello sviluppo economico e sociale, tra varie zone della Valle. Mentre alcune zone hanno raggiunto un notevole livello di sviluppo, vedi Courmayeur, Breuil, per fare degli esempi, cui la Regione ha destinato nel passato rilevanti investimenti, altri Comuni della Valle, che presentano notevoli possibilità di sviluppo turistico, sono sempre stati trascurati e mancano ancora delle opere indispensabili non solo per lo sviluppo turistico, ma per le necessità più elementari della popolazione.

Devo dare atto che in questo senso un timido tentativo c'è stato, nei così detti "poli di sviluppo" gli stanziamenti sono stati limitati se prescindiamo dai 350.000.000 della "piscina tutta d'oro", vorrei chiedere tra l'altro all'Assessore se questo sarà l'ultimo stanziamento, e degli 80.000.000 per le opere dell'ALPILA.

L'Assessore, nella sua relazione che accompagna il Piano dei Lavori, afferma che il ruolo dei lavori pubblici come strumento di sviluppo è fondamentale, un'affermazione che sottolineo e che condivido. Infatti nessuna attività sia turistica, sia industriale, sia commerciale, culturale, agricola, ecc. si può sviluppare se non si provvede innanzitutto alla costruzione delle infrastrutture primarie e secondarie, il cui costo grava sui capitoli dell'Assessorato dei lavori pubblici; pertanto nell'elaborazione del bilancio una maggiore quota doveva essere destinata a questi capitoli, la cui insufficienza permette di far fronte solo in minima parte alla necessità della nostra Regione.

Un'altra osservazione: nella ripartizione dei fondi alcuni capitoli sono stati ridotti e altri dilatati. Mi spiego con degli esempi. "Edifici pubblici per uso scolastico - Elenco G - H".

È stato stanziato circa un miliardo e mezzo, ora io faccio osservare che nella nostra Regione esistono almeno una ventina di edifici scolastici costruiti dopo la Liberazione e abbandonati per mancanza di allievi, cito l'esempio di Melignon, una frazione di Rhêmes-Saint-Georges per la cui scuola abbiamo speso un mucchio di milioni, ma dopo due anni l'edificio era abbandonato perché giustamente il Comune inviava quei pochi bambini della frazione di Melignon al Capoluogo con l'autobus.

Quanti milioni previsti in questo allegato faranno la stessa fine?

Cito ancora La Magdeleine, per la quale erano stanziati 20 milioni.

L'anno seguente vi erano tre bambini, una pluriclasse, mentre sarebbe stato più comodo prendere tre bambini di La Magdeleine e portarli a scuola ad Antey, non nelle pluriclassi. Ora vedo nell'allegato che per questo edificio scolastico sono previsti 20 milioni; io penso che gli errori che abbiamo commesso nel passato dovrebbero servirci da lezione e almeno indurci a non commetterne più!

Vorrei anche chiedere quanti di questi edifici scolastici dispongono di terreno e di progetto?

Se non abbiamo ancora reperito i terreni e non abbiamo ancora fatto redigere i progetti, quest'anno non potremo costruire nulla.

Non per cattiva volontà dell'Assessore, però se i Comuni non hanno provveduto a questo l'Assessorato non può appaltare i lavori. Quindi o non si impegnano i fondi, e allora era inutile portare la questione alla discussione, in questo caso si potrà rimpinguare gli altri capitoli insufficienti, o si impegneranno i fondi e allora i già tanti residui passivi aumenteranno.

Un'altra raccomandazione che vorrei fare è questa: bisognerebbe costruire edifici funzionali con linee architettoniche semplici che si inseriscono nel paesaggio e non abbondino di fronzoli inutili, vedi ad esempio quell'edificio dell'Istituto Magistrale in via Torino. Rivolgiamoci ai nostri tecnici locali che conoscono l'ambiente, la Valle, che conoscono l'architettura locale e non costruiamo quegli orrori.

Cimiteri: c'è un lungo elenco. Io so di cimiteri che dal 1945 ad oggi sono stati ampliati tre volte. Si demolisce il muro di cinta e se ne costruisce un altro. Dopo alcuni anni si demolisce e si ricostruisce nuovamente e così di seguito: perché questo? Si ampliano i cimiteri e si vendono i terreni per le tombe di famiglia o per i loculi, oggi i cimiteri stanno diventando per molti La terza casa, le conseguenze per il paesaggio sono chiare. Ora, se certe famiglie vogliono avere la terza casa al cimitero, se la paghino, gravino su di loro le spese degli ampliamenti dei cimiteri.

Veniamo ad un altro problema. Nel passato abbiamo interrato chilometri di tubi che poi nei periodi di magra rimanevano vuoti, anche se i Sindaci assicuravano che di acqua ce n'era in abbondanza, questi tubi sono stati interrati inutilmente con un notevole sforzo finanziario della collettività.

Senza parlare di un problema che in prospettiva acquisterà importanza vorrei solo dire che molte sorgenti sono alimentate attualmente dai "Ru", ma con l'abbandono dell'agricoltura i "Ru" verranno abbandonati e vedremo tante sorgenti inaridirsi.

Per quanto riguarda gli acquedotti vorrei terminare dicendo che, come per il problema degli edifici scolastici, gli errori che abbiamo commesso nel passato servano almeno di monito per il futuro.

Bitumatura: le strade vanno non solo costruite anche bitumate, perché altrimenti non solo si degradano, ma si presenta un altro inconveniente; quando d'inverno si sgombera la neve, le lame degli sgombraneve cozzando contro le pietre si spezzano.

Sarà quindi bene che dopo i due anni necessari per l'assestamento, le strade vengono bitumate, anche se il fondo di cui dispone l'Assessorato non è certo sufficiente.

Strade e piazzali: il capitolo è stato ridotto dal 39% al 23%, cioè del 16%; se a questa riduzione aggiungiamo la svalutazione della lira dobbiamo riconoscere che questo capitolo è molto limitato.

Io penso che il problema del nostro sviluppo economico riguarda tutto il popolo valdostano e non è un monopolio di pochi tecnici o politici che, per quanto bravi e preparati, non possono e non devono da soli decidere sulle sorti della nostra Valle. Con questo non intendo affermare che ad esempio tutte le strade richieste vadano costruite, anzi, però sono del parere che debbano essere investite le Amministrazioni comunali per la realizzazione di piani di sviluppo che tengano conto delle necessità locali prioritarie.

Vi cito un caso.

Champdepraz: fra le richieste del Comune vi erano due piazzali, uno a Viering e uno a Fabbrica, e la sistemazione di un vecchio edificio; l'importo della sistemazione del vecchio edificio mi pare era circa 15 milioni, importo per la costruzione dei due piazzali si aggirava all'incirca su quella stessa cifra. Il Comune dopo anni di trattative e discussioni riesce a disporre finalmente dei terreni adatti, ma l'Assessore è costretto a respingere, suo malgrado, la richiesta di costruzione dei due piazzali e ad accogliere la richiesta di risistemazione del vecchio edificio (il quale poteva, in verità, farne a meno ancora per un po' dato che non si trattava di una questione urgente) perché, mentre sul capitolo per il ripristino di edifici i soldi c'erano, su quello per strade e piazzali i soldi, e l'ho dimostrato prima, i soldi erano assolutamente insufficienti.

Comunque non voglio rivolgere nessuna accusa all'Assessore, il quale è un po' la vittima di un certo tipo di impostazione del bilancio.

Invito quindi la Giunta a tenere presente quanto ho detto e a evitare nel futuro certi errori e ribadisco anch'io, come ha fatto l'Assessore ai lavori pubblici, la necessità di un piano più razionale ed efficiente.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto di parlare il Consigliere Andrione. Ne ha facoltà.

Andrione (UV) - Monsieur le Président, je dois vous avouer que je suis très préoccupé parce que j'ai l'impression de deviner bête et de comprendre de moins en moins ce que les membres du Gouvernement régional nous disent.

Jusqu'il y a quelque temps je ne comprenais pas Monsieur Benzo, mais alors pas du tout et ce n'était grâce aux explications de Mademoiselle Viglino, qui connaît bien les mathématiques, que je pouvais cacher ma honte.

Mais l'Assesseur Pollicini de temps en temps il prend de l'altitude, il agrège et il désagrège, et nous restons au niveau du plancher sans bien comprendre à quoi il fait référence et de quoi il parle.

Par conséquent je m'excuse si ce que je dirai ne sera pas une réponse ou une critique à ce qui a été dit par l'Assesseur, mais ce ne seront que de petites considérations faites surtout avec le bon sens, puisque je me félicite avec le bureau compétent parce qu'il a cherché à ne pas inscrire dans ce plan de travail des travaux qui ne seront jamais faits.

Mais nous ne voudrions pas que ce souci de vérité ne dure qu'une saison, c'est à dire dans la saison préélectorale; nous demandons, si cela est possible, que à partir de maintenant, on présente un compte des travaux qui ont été faits sur un certain programme parce que il est facile de parler de planification, il est facile de promettre, mais si nous prenons par exemple le programme des travaux de l'année passée nous voyons que la presque totalité des travaux importants prévus n'ont pas été réalisés.

Or il me semble que ce programme présente encore une fois les mêmes défauts et j'en citerai un: je parle de la page 2, là où on parle des routes dentées à La Magdeleine et à Torgnon.

27.300.000 de lires pour chacune de ces routes. Il est évident que, à ce niveau là, on ne va faire que quelques centaines de mètres.

Commençons à faire bien quelque chose et puis nous reprendrons la route d'après, de l'autre côté. Avec cette tactique évidemment on contente un plus grand nombre de personnes, parce que on fait voir qu'on travaille sur les deux versants d'une Vallée et il y a évidemment là une espèce de gaz qui donne à la population locale l'impression qu'on refera les deux routes.

Tout cela avec des coups beaucoup plus grands et en procédant comme dans le cas de la route de Champorcher avec le pas de l'escargot.

Une petite parenthèse: j'aimerais savoir quelle est la différence entre construction et réalisation - page 3 - parce que une fois on construit et l'autre fois on réalise.

Pour ce qui concerne les travaux routiers nous avons déjà dit que nous pouvons être favorables au principe de partager d'une façon différente le montant de la somme que nous mettons à disposition pour ces interventions et ici aussi nous sommes préoccupés à cause de l'extrême de la dépense.

Dans toute une page - page 6 - on ne dépasse pas les 20.000.000 de lires comme interventions. Ce n'est vraiment que de la petite voirie qui devait être faite par les Communes et que, au contraire, a toujours été faite et continue d'être faite par la Région.

Et, à propos de cette diminution, prétendue dans l'effet que nous assumons pour la voirie, je voudrai demander à l'Assesseur combien nous payerons la route, c'est à dire l'élargissement de la route Charvensod-Pila; si une route de ce genre n'est pas, ne peut pas être considérée, bien qu'elle relie des personnes qui certainement ne sont pas valdôtains et quand on nie parfois à certains hameaux la route ce qui peut être juste dans une planification, nous devons nous rappeler que nous sommes en train de faire la politique du gros capital, celui qui construit une ville au dessus d'Aoste.

Pour ce qui concerne les acqueducs je ne veux pas répéter ce qui a été dit par le Conseiller Manganoni mais effectivement, trop souvent dans ce dernier temps en Vallée d'Aoste, il faut être prudents et surtout je crois qu'il faut rechercher des systèmes qui puissent permettre à l'Administration régionale de moins dépenser. Je pense surtout aux Consortiums entre le Communes ou entre les hameaux, qui bien souvent, surtout dans les années passées, ont résolu ce problème sans l'intervention de l'Administration publique.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Chabod. Ne ha facoltà.

Chabod (DC) - Vorrei chiedere alcune informazioni. L'Assessore ai lavori pubblici, Pollicini, afferma che ci si è indirizzati nella costruzione di fognature e acquedotti, vorrei chiedergli quale utilizzo intende fare dei progetti che la Giunta ha ordinato a diversi progettisti che giacciono inutilizzati da vari anni. Si sono spesi vari capitali per pagare progetti che risulteranno inutili, quando sarà il momento di realizzare le opere. Io penso che questo modo di governare non sia serio. Il progetto di Molère ad esempio, fatto ormai da tre o quattro anni, non è stato neppure quest'anno presentato nel piano dei lavori; il progetto di Rhêmes-Notre-Dame, Rhêmes-Saint-Georges e Pila hanno subito la stessa sorte.

Come diceva il Consigliere Andrione poc'anzi, se si fanno dei progetti si devono poi appaltare le opere, in caso contrario non si devono fare progetti inutili e dispendiosi.

Dolchi (Presidente) - La discussione generale prosegue, non c'è nessuno iscritto a parlare.

Consideriamo quindi chiusa la discussione generale.

Passiamo ora all'esame delle opere suddivise per elenco.

Elenco A - Opere di interesse regionale

Comma A - Opere stradali, per un totale di lire 350.000.000

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Chabod. Ne ha facoltà.

Chabod (DC) - Volevo chiedere all'Assessore Pollicini se la strada di Saint-Pierre, Saint-Nicolas con questo stanziamento di 20.000.000 di lire verrà completata. Per la sistemazione straordinaria della Centrale del Latte sono stati stanziati 10.000.000 di lire, volevo sapere quali lavori si intendono attuare; sono stati stanziati 35.000.000 di lire per la strada che attraversa il Comune di Villeneuve, volevo sapere se in questa spesa è compresa l'illuminazione e l'asfaltatura.

Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Andrione.

Andrione (UV) - Sistemazione strada di accesso alla zona doganale in Comune di Pollein; 80.000.000 di lire. Je demande si nous n'avons pas déjà voté une dépense sur le même sujet.

Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Maria Ida Viglino.

Viglino (RV) - Je voudrais demander à l'Assesseur quelques éclaircissements à propos de la construction du sous-passage du chemin de fer, sur la route Verrès-Issogne.

Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Manganone.

Manganone (Ind.) - Vorrei chiedere se per l'ampliamento della scuola media di Pont-Saint-Martin, 1° lotto, l'appalto è dato direttamente dalla Regione oppure dal Comune.

Dolchi (Presidente) - Vorrei invitare i Signori Consiglieri a procedere con ordine.

Ci sono altri Consiglieri che chiedono la parola sulle opere stradali del comma A?

La parola al Consigliere Jorrioz.

Jorrioz (PSDI) - Per quanto riguarda la costruzione di un tronco della strada regionale Pont Suaz-Pollein, vorrei chiedere se è previsto l'allargamento del ponte di Pont Suaz che dovrà collegare appunto la strada che viene allargata con la città di Aosta.

Dolchi (Presidente) - Sul comma A, per le risposte, la parola all'Assessore ai lavori pubblici, Pollicini.

Pollicini (DP) - Per quanto riguarda la Centrale del Latte lo stanziamento di 10.000.000 lire soddisfa la richiesta effettuata all'Assessorato dei lavori pubblici per lavori di sistemazione esterna.

Per quanto concerne il Comune di Villeneuve la risposta è già contenuta fra parentesi nel prospetto. Il Consigliere Andrione afferma che abbiamo già votato un impegno finanziario per la strada dell'autoporto. È vero, si trattava di uno stralcio del primo intervento, necessario per fare il sottofondo della strada, dopodiché naturalmente si doveva provvedere alla sua sistemazione e all'allargamento, a tal fine sono stati stanziati i 20.000.000 di lire oggi all'ordine del giorno.

Il Consigliere Maria Ida Viglino chiede notizie sul sottopassaggio ferroviario della strada Verrès-Issogne. Il sottopassaggio sarà costruito dall'amministrazione delle Ferrovie dello Stato, perché lo Stato non delega a nessun ente la costruzione di quest'opera, come invece fa con i sovrapassi, per ragioni di sicurezza. Pertanto noi abbiamo stanziato 85.000.000 di lire, secondo la convenzione. Il progetto di quest'opera è già stato approvato dalla Giunta ed inviato a Roma, non appena sarà approvato dalla Direzione Generale delle Ferrovie dello Stato verrà dato in appalto, sempre a cura delle Ferrovie dello Stato. Si presume che sarà appaltato fra sei mesi considerando gli iter burocratici che dovrà percorrere.

Per quanto concerne la domanda del Consigliere Jorrioz risponderò che con l'attuale stanziamento di 20.000.000 di lire arriveremo a costruire un marciapiede sino alla scuola, quindi, per adesso, non è previsto l'allargamento del ponte in prosecuzione della strada Charvensod-Pollein.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Borbey. Ne ha facoltà.

Borbey (DC) - Se l'Assessore Pollicini mi consente, vorrei porre una domanda riguardante il punto secondo, e più precisamente la costruzione di un tronco della strada regionale Pont Suaz-Pollein. Secondo il progetto fatto dalla Regione, la strada regionale è stata allargata da 6 metri a 7,50 di carreggiata, più un marciapiede per parte, tuttavia prima la frazione Plan Felinaz era servita di un impianto di illuminazione pubblica certamente non perfetto, ma c'erano almeno 13 punti luce lungo la strada regionale; ora a causa dell'allargamento della strada i punti luce hanno dovuto essere eliminati, sul piano dei lavori però non compare alcun progetto o stanziamento per la ricostruzione di questo impianto di illuminazione pubblica, ed è da un anno e mezzo che la frazione è senza luce.

Io vorrei proporre, considerando che il piano di lavori è già stato definito, invece di stanziare 20.000.000 di lire per un nuovo lotto, di stanziarne solamente 17 e dare un contributo di 3.000.000 di lire al Comune affinché possa costruire l'impianto di illuminazione, in caso contrario per un anno intero la frazione rimarrà senza luce, infatti il provvedimento di spesa assomma a lire 6.500.000 ed il comune in bilancio ha potuto stanziare soltanto 3.500.000 di lire e, come tutti ben sappiamo, l'ENEL esegue il lavoro solo se pagata anticipatamente.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Andrione. Ne ha facoltà.

Andrione (UV) - Vorrei semplicemente un chiarimento. I 30 milioni di lire che abbiamo stanziato con una deliberazione in via d'urgenza riguardante la sistemazione della strada di accesso alla zona doganale in Comune di Pollein fanno parte di questo stanziamento o si devono aggiungere a questa spesa che salirebbe così a 110 milioni di lire.

Dolchi (Presidente) - È iscritto a parlare il Consigliere Bordon. Ne ha facoltà.

Bordon (DC) - Vorrei chiedere all'Assessore Pollicini se gli 80.000.000 di lire stanziati per l'accesso alla zona doganale dell'Autoporto verranno spesi per l'asfaltatura. Io credo di sì poiché coloro che percorrono la Strada Statale 26 salendo verso Aosta e si voltano a sinistra possono vedere un polverone quasi uguale a quelli che si possono notare sulla pista del deserto. In seguito alle varie interpellanze presentate sono stato a visitare questi lavori, ho potuto così rendermi conto che la carreggiata è stata, non voglio esagerare, quasi quadruplicata se non sbaglio, purtroppo però mi risulta che sono circa due mesi che i lavori sono stati sospesi. Certamente il Geometra, Assessore, Pollicini zittirà subito il Consigliere Bordon adducendo motivi di assestamento del terreno o di mancanza di pensionamenti, tuttavia è inconfutabile che la strada da due mesi giace in condizioni penose.

Sollecito quindi l'attenzione su questo lavoro, poiché gli autotreni T.I.R. costretti a percorrere questa strada, con gomme inadeguate, corrono un grave pericolo. Qualora lo stanziamento non fosse sufficiente, è necessario provvedere immediatamente affinché il lavoro possa essere eseguito senza indugi ugualmente.

Dolchi (Presidente) - La parola all'Assessore ai lavori pubblici, Pollicini.

Pollicini (DP) - Il Consigliere Borbey chiede la pronta illuminazione del tratto di strada, in zona Plan Felinaz, allargata dall'Amministrazione regionale. Mi pare importante ricordare un particolare che bisogna sempre tener conto: il Programma dei Lavori pubblici è la trasposizione operativa di scelte operate dal bilancio che è stato approvato secondo i capitoli previsti dal bilancio stesso. Per quanto riguarda l'illuminazione comunale non è previsto nessun intervento dell'Amministrazione regionale poiché viene considerata un'opera di competenza del Comune. Mi dirà il Consigliere Borbey che quel Comune aveva l'illuminazione e in virtù di un'opera regionale, quale l'allargamento della strada, è venuta a mancare. Tutto ciò è esatto, infatti l'impianto fu fatto dall'ENEL che in seguito smontò e portò via i 13 pali dell'illuminazione.

Per quanto concerne questo problema noi abbiamo provveduto a costruire nei cordoli e nei marciapiedi, le opere di ancoraggio dei pali, tuttavia l'illuminazione è uno dei compiti a cui noi non provvediamo in nessuna parte della Valle d'Aosta, infatti vorrei ricordare che il bilancio non prevede alcun capitolo di spesa destinato all'illuminazione comunale.

Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Borbey.

Borbey (DC) - C'è un progetto di allargamento della strada regionale per Pila, terminato questo lavoro, dunque, illuminazione dovrà essere rifatta a spese del Comune di Charvensod.

Tutto ciò mi pare assurdo.

Dolchi (Presidente) - Risponde l'Assessore ai lavori pubblici, Pollicini.

Pollicini (DP) - Quando l'Amministrazione regionale costruisce delle opere, come sapete tutti, adotta La clausola degli stati di consistenza, cioè rileviamo quanto danneggiamo e in seguito ripristiniamo ciò che è di nostra competenza. In questo caso la contrattazione avverrà fra ENEL e Amministrazione regionale, infatti non è il Comune il possessore di quest'opera e noi non siamo obbligati da uno stato di consistenza a ripristinare l'illuminazione che è un'opera di proprietà della società ENEL. Sino ad ora in tutti i paesi che la Regione ha attraversato con strade regionali, l'illuminazione è stata costruita dal Comune.

Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Borbey.

Borbey (DC) - Vorrei ipotizzare il caso che l'ENEL non ripristini l'illuminazione e il Comune non abbia i denari per costruire quest'opera, il paese sarà costretto a stare al buio e i suoi abitanti a terminare le loro attività alle nove di sera.

Dolchi (Presidente) - La parola all'Assessore Pollicini.

Pollicini (DP) - È necessario tenere conto che il bilancio non prevede un capitolo di spesa per l'illuminazione, e lei, Consigliere Bordon, che oltretutto è stato anche Assessore alle finanze, certamente lo sa meglio di chiunque.

Comunque studieremo il problema per vedere se è possibile prendere qualche provvedimento. Altro non posso onestamente promettere.

Il Consigliere Bordon ha sollevato il problema di asfaltare, il più presto possibile, il tratto di strada che conduce all'autoporto; mi pare che dopo un necessario periodo di assestamento del fondo stradale, come già egli ricordava, sarà necessario poter disporre immediatamente di uno stanziamento che permetta di asfaltare, nel più breve tempo possibile, questa strada, fra l'altro, io sono convinto che questo lavoro dovrà essere rifatto molto sovente, a causa del transito di mezzi con carichi dinamici pesanti da 350-400 quintali.

Dolchi (Presidente) - Possiamo considerare chiuso il comma A?

Chers Collègues, je vous signale la présence de nos chers amis du Valais parmi le public. On va les accueillir dans la salle du Conseil, pour le moment, nous les saluons; come salutiamo con soddisfazione, penso a nome dei Colleghi Consiglieri, la presenza in tribuna dei giovani delle scuole di Pont-Saint-Martin che, a seguito di un'ottima iniziativa della Preside, assistono da questa mattina ai nostri lavori.

Passiamo ora all'altro punto del "Programma Lavori pubblici 1974".

Comma B - Lavori stradali finanziati ai sensi delle leggi 21/4/1962, n. 181 e 9/4/1971, n. 167 (spesa a carico dello Stato nella misura del 50%) - Totale di lire 285.014.000

Dolchi (Presidente) - Siamo quindi al Comma B; qualcuno chiede la parola? Nessuno intende intervenire? Passiamo allora ad un altro comma.

Comma C - Opere di edilizia scolastica. Totale di lire 602.000.000

Dolchi (Presidente) - C'è qualcuno che chiede la parola? Il Consigliere Manganone aveva fatto prima una domanda, ci sono altri?

La parola al Consigliere Andrione.

Andrione (UV) - Vorrei sapere quando verrà completata la costruzione della scuola secondaria di via Torino.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola l'Assessore Pollicini. Ne ha facoltà.

Pollicini (DP) - Risponderò prima, anche per quanto riguarda il comma precedente, alla domanda postami sul modesto finanziamento del primo tronco della strada Antey-Torgnon ammontante a 27.300.000 lire. Devo dire che questo finanziamento si riferisce alla quota Regione, perché la quota Stato è già stata versata. Sarà quindi un appalto pari a 54.000.000 di lire.

Per quanto riguarda la domanda relativa all'ultimazione delle scuole secondarie di via Torino, debbo dire che sinora sono stati spesi 540.000.000 di lire; è prevista, come ho già detto in sede di bilancio, una spesa di circa 700.000.000 di lire per l'ultimazione definitiva. I 350.000.000 stanziati quest'anno dovrebbero servire per le opere murarie, quindi è previsto che la scuola sarà ultimata un altro anno. Cercheremo nei limiti del possibile di far sì che con quest'ultimo stanziamento anziché effettuare tutte le opere murarie della scuola venga completata la costruzione di 12 aule. Tutto questo però comporta difficoltà notevoli poiché andrebbero dimezzati i serramenti, gli impianti, le opere murarie. Tuttavia cercheremo di superare gli ostacoli per ottenere ad ottobre di poter disporre di almeno 12 delle 24 aule scolastiche previste da quest'opera.

L'Amministrazione regionale appalterà, con una spesa di 150.000.000 di lire, il 1° lotto dell'ampliamento della scuola media di Pont-Saint-Martin, totale spesa prevista 430.000.000 di lire. Il primo lotto prevede la costruzione della sola struttura muraria; sono previste 10 aule normali, 4 aule speciali, un auditorium e varie ristrutturazioni.

Dolchi (Presidente) - Non c'è più nessuno che intende prendere la parola? Passiamo allora ad un altro comma del "Programma Lavori Pubblici 1974".

Comma D - Opere in campo sociale. Totale di lire 100.000.000

Dolchi (Presidente) - Se nessun Consigliere intende chiedere la parola possiamo passare al Comma E.

Comma E - Opere varie. Totale di lire 1.466.000.000

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Manganone. Ne ha facoltà.

Manganone (Ind.) - Mi scusi Assessore, ma vi è scritto rifacimento copertura/capannone SIRCA-DAVIT, io penso non si tratti di questo lavoro, probabilmente si tratta del rifacimento dell'impermeabilizzazione, tuttavia mi stupisce che per il 1° lotto sia stata stanziata l'ingente somma di 50.000.000 di lire. Devo dedurne che il tetto di questo stabilimento sia in condizioni disastrose.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Blanc. Ne ha facoltà.

Blanc (UV) - Volevo chiedere se la sistemazione dell'area ex caserma "Menabreaz" prevede la sistemazione dell'area demolendo totalmente la caserma oppure conservandone intatta l'attuale struttura.

Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Andrione.

Andrione (UV) - On a dépensé 100.000.000 pour le téléphérique qui transporte les matériaux à Chamois. Tout le monde sait que j'ai eu toujours des doutes sur la validité de construire ce téléphérique; maintenant je crois qu'il y a, ce qu'on appelle, un chemin de campagne qui monte à Suis et il y a déjà des demandes, que je crois sont arrivées même à la Présidence de la Junte, qui demandent la construction d'une route. Je demande si nous devons continuer à fermer les yeux et à maintenir un téléphérique qui nous a coûté beaucoup d'argent et qui maintenant doit en partie être reconstruit, parce que je crois que les cables doivent être changés. On ne peut pas continuer dans une politique qui d'un côté veut construire la route pour La Magdeleine et de l'autre côté continue de se servir d'un système de transport qui serait valable, et nous étions tous de cette opinion là, s'il était l'unique système de transport. Mais avoir d'un côté la route et de l'autre côté le téléphérique il me semble vraiment eccessif.

Je voudrais encore reprendre le problème de la piscine, pour savoir si avec cette dépense de 336.000.000 la piscine sera terminée ou il faudra encore d'autres dépenses et combien elle coûtera à l'adminsitration régionale.

Dolchi (Presidente) - La parole au Conseiller Pedrini.

Pedrini (PLI) - Due parole soltanto perché sono stato anticipato dai Consiglieri Andrione e Manganone. A proposito dello stanziamento di 50.000.000 per la copertura dei capannoni ex SIRCA-DAVIT, debbo dire con estremo rincrescimento che l'opera penosa che si sta facendo ad Arnaz per la quale abbiamo speso più di 2.000.000.000, ai quali oggi aggiungiamo altri 50.000.000 di lire, viene gestita indipendentemente dalla SIRCA-DAVIT.

Io desidero, proprio in questa sede, ricordare alla Giunta che il fondo di rotazione deve funzionare non soltanto per i grandi capitalisti, non soltanto per le grandi aziende che dovrebbero essere criticate dall'attuale maggioranza e non già invece difese, non solo con parole, ma con atti concreti, con sovvenzionamenti di centinaia di milioni. Vi sono infatti a questo riguardo enormi preoccupazioni riguardanti la mano d'opera ed altri aspetti che al momento opportuno noi porteremo in discussione e chiariremo come siamo soliti fare. A noi sembra che lo stanziamento di 50.000.000 di lire per la copertura dei capannoni sia assurdo, si potrebbe ricostruire tutto il tetto dei capannoni con questa somma. Inoltre vedo che questo è solo il 1° lotto, non capisco proprio a cosa si voglia giungere.

Sono d'accordo con il Consigliere Andrione e vorrei pure io sapere quanto viene a costare la piscina di Pré-Saint-Didier. Desidererei inoltre sapere se la Giunta si è minimamente posta il problema di quanto verrà a costare la manutenzione di quest'opera; infatti di fronte alle cifre mastodontiche che sono state spese si potrebbe pensare che la Giunta abbia voluto fare in Valle d'Aosta un'opera faraonica, tuttavia però quanto si sta spendendo, è solamente una minimissima parte della spesa totale, infatti ogni giorno questa piscina richiederà spese non indifferenti. Io penso che un'amministrazione competente avrebbe dovuto premunirsi e valutare, prima di costruire un'opera, quanto ne sarebbe venuto a costare il mantenimento. L'operaio che è stato equiparato o guadagnando di più, giustamente, aspirerà ad avere una macchina di cilindrata superiore; quell'operaio non deve pensare però solo alla spesa dell'acquisto della macchina, che evidentemente può affrontare, ma alle spese susseguenti che derivano dal mantenimento di quella macchina. Io sarei lieto se qualche Assessore, preferibilmente quello ai lavori pubblici, o il Presidente della Giunta mi informassero se hanno pensato a questo problema e al deficit enorme del Comune di Pré-Saint-Didier dovuto alla meravigliosa piscina e che l'Amministrazione regionale dovrà pagare. Io son preoccupato perché i soldi da noi amministrati sono di tutti i cittadini e penso che non sia amministrando in questo modo che si facciano gli interessi dei valdostani.

Dolchi (Presidente) - È iscritto a parlare il Consigliere Bondaz. Ne ha facoltà.

Bondaz (DC) - Sarò molto meno polemico e più parco di parole di coloro che mi hanno preceduto. Ho preso atto del notevole finanziamento ammontante a 900.000.000 per la costruzione della caserma del Gruppo Carabinieri. Si tratta di una richiesta fatta già molto tempo or sono dall'Arma e dal Consiglio comunale di Aosta; son contento che finalmente si sia arrivati a questa decisione. Vorrei sapere se i 900.000.000 di lire prevedono la spesa per la sola costruzione dell'opera, oppure anche per l'acquisto dei terreni, se così fosse vorrei saperne l'ubicazione e la spesa.

Dolchi (Presidente) - Per le risposte la parola all'Assessore ai lavori pubblici, Pollicini.

Pollicini (DP) - Rispondendo al problema sollevato dal Consigliere Manganone, per quanto riguarda il rifacimento della copertura del tetto della ex SIRCA-DAVIT, dirò che effettivamente quel tetto è ridotto in pessime condizioni e quando piove l'acqua penetra all'interno dello stabilimento interrompendo o danneggiandone l'attività. Si pensa di rivestire il tetto con una guaina in PVC o con altri metodi che diano una serie di garanzie di tenuta; certamente non si adotterà il sistema tradizionale della catramatura. Una prima stima fatta dai tecnici prevede la spesa di circa 50.000.000 di lire per il rifacimento della copertura, che sarà senz'altro molto duratura, eviteremo così fra cinque o sei anni di dovere rifare lo stesso lavoro. È chiaro che la cifra della spesa è prudenziale, il Programma Lavori pubblici intende permettere l'effettiva realizzazione delle opere in esso inscritte ed evidentemente tende a proteggere anche le proprietà che costituiscono il patrimonio dell'Amministrazione regionale, che non va certamente abbandonato come ad esempio la struttura muraria dello stabilimento ex SIRCA-DAVIT.

Per quanto riguarda la caserma "Menabreaz" abbiamo incaricato un tecnico affinché ci prospettasse la soluzione a questo problema, avevamo inoltre discusso a lungo con il Comune di Châtillon, il quale ha proposto alcune soluzioni, a mio avviso, forse un pochino ambiziose e altre forse troppo modeste. Noi pensiamo che con lo stanziamento di 20.000.000 si possa dare inizio ad una sistemazione parziale e temporanea. Nell'arco di un mese e mezzo il tecnico ci presenterà i suoi studi, vedremo allora di definire la destinazione di quest'area.

Debbo senz'altro ritenere giusta l'osservazione del Consigliere Andrione, infatti il Consiglio aveva deciso il trasporto via fune, oggi invece sembra che si voglia procedere anche via strada rotabile. La Giunta rimane nella convinzione che Chamois debba essere collegato esclusivamente con il trasporto via fune; un impresario privato, a questo penso si voglia riferire il Consigliere Andrione, per sua comodità si è costruito una carrabile per poter raggiungere più facilmente Chamois avendo alcuni lavori da svolgere in una zona a fianco. La Giunta si è convinta che la teleferica che collega con Chamois era insufficiente, infatti spesso si rompeva lasciando isolato, per quanto riguarda il trasporto di materiale, non confondiamo funivia con teleferica, per parecchio tempo il paese. Questa teleferica è stata costruita molto in fretta e senza studi particolari, poiché non si poteva rovinare la funivia caricandola con ogni specie di materiali. Abbiamo effettuato una gara d'appalto in modo da realizzare un trasporto meno artigianale dell'attuale, che prevedeva il carico a mano della sabbia, dei mattoni e dei materiali in genere. Si pensa di costruire delle tramogge che certamente consentiranno di rendere più pratico il lavoro. Abbiamo inoltre stabilito delle tariffe che non c'erano nel passato, così chi vorrà costruirsi una casa, o effettuare lavori in proprio, pagherà il trasporto come pagherebbe la benzina se dovesse salire con la strada.

Altro problema direi molto più scottante di quello di Chamois, è quello della piscina di Pré-Saint-Didier. Quest'opera certamente non verrà a costare meno di 1.000.000.000 di lire. Quindi potrebbe certamente superarlo di poco o di molto, non mi sento di porre dei limiti, poiché con la svalutazione della moneta quello che oggi vale dieci, domani può valere già quindici. D'altra parte noi teniamo conto che il maggior costo degli impianti provoca di per sé una lievitazione di prezzi non controllabile ed ora siamo in fase di presentazione di appalto di concorso per tutta la parte impianti. Prevedevamo, ad esempio, che il rifacimento della teleferica di Chamois venisse a costare 60.000.000 di lire, mentre alcune proposte sono arrivate persino a chiedere una spesa di 250.000.000. È dunque estremamente delicato quantificare in cifre esatte il problema dei prezzi.

Il Consigliere Pedrini ha collegato il problema della SIRCA-DAVIT al nuovo costruendo stabilimento di filatura che verrà a costare circa 2.000.000.000. Sappiamo che il Consigliere Pedrini, lo ha già detto in altre occasioni, è preoccupato per il reperimento della mano d'opera; noi siamo convinti invece che è possibile reperire la mano d'opera femminile che ha gravato, con peso finanziario notevole, sinora sui cantieri dell'agricoltura, mancando una fabbrica che potesse assorbirla. Questa è una scelta che è già stata decisa come lo è stata la costruzione della piscina che senza dubbio verrà portata a compimento. Direi infatti che la peggiore delle scelte sarebbe quella di ritornare ad esaminare i problemi in un momento in cui non è più possibile cambiare nulla.

Risponderò al Consigliere Bondaz dicendo che dovrebbe giungere in questo periodo l'esecutivo del progetto della caserma dei Carabinieri, per quanto riguarda lo stanziamento esso si riferisce esclusivamente al costo dell'opera, infatti i terreni sono di proprietà dell'Amministrazione regionale.

Dolchi (Presidente) - Faccio presente che sono le 12,14, vorrei rimanere fedele al programma stabilito e quindi penso che per cortesia e doverosa ospitalità noi dovremmo sospendere i lavori, rimandando a oggi pomeriggio le repliche di quanti hanno già chiesto la parola.

Dichiaro chiusa la seduta, i lavori riprenderanno alle ore 16, pregherei i Consiglieri di rimanere in aula, in modo da poter accogliere i nostri amici del Grand Conseil du Valais.

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La seduta è tolta alle ore 12,14.