Oggetto del Consiglio n. 2266 del 9 novembre 2006 - Resoconto
OGGETTO N. 2266/XII - Disegno di legge: "Modificazioni alla legge regionale 27 maggio 1994, n. 20 (Trasporto di merci su strada e rispetto della salute, della sicurezza e dell'ambiente)".
Articolo 1
(Sostituzione del titolo della legge regionale 27 maggio 1994, n. 20)
1. Il titolo della legge regionale 27 maggio 1994, n. 20, è sostituito dal seguente: "Disposizioni in materia di trasporto di merci su strada per la sicurezza della circolazione, la salvaguardia della salute e dell'ambiente ed altre disposizioni per il contenimento della produzione di inquinanti atmosferici".
Articolo 2
(Sostituzione dell'articolo 1)
1. L'articolo 1 della l.r. 20/1994 è sostituito dal seguente:
"Articolo 1
(Finalità)
1. La Regione, in conformità alla normativa statale e comunitaria vigente in materia e nel quadro degli obiettivi definiti dalla Convenzione per la protezione delle Alpi, fatta a Salisburgo il 7 novembre 1991, ratificata ai sensi della legge 14 ottobre 1999, n. 403, ed in particolare dal relativo Protocollo in materia di trasporti, assume e promuove ogni iniziativa utile a garantire che i flussi di traffico attraverso il proprio territorio si rendano compatibili con le esigenze di sicurezza della circolazione, di tutela della salute della popolazione e di salvaguardia dell'ambiente, nonché a favorire e promuovere lo sviluppo del trasporto su ferrovia, al fine di decongestionare la rete stradale e autostradale regionale.".
Articolo 3
(Modificazioni all'articolo 2)
1. La rubrica dell'articolo 2 della l.r. 20/1994 è sostituita dalla seguente: "Comitato regionale di controllo dei flussi di traffico lungo gli assi internazionali".
2. Il comma 1 dell'articolo 2 della l.r. 20/1994 è sostituito dal seguente:
"1. È istituito, presso la struttura regionale competente in materia di ambiente, il Comitato regionale di controllo dei flussi di traffico attraverso il territorio regionale, con il compito di promuovere e coordinare le iniziative dirette a monitorare e ridurre gli effetti negativi ed i rischi derivanti dai predetti flussi.".
3. Al comma 2 dell'articolo 2 della l.r. 20/1994, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) la lettera a) è sostituita dalla seguente:
"a) il Presidente della Regione, che lo presiede;";
b) la lettera b) è sostituita dalla seguente:
"b) l'Assessore regionale competente in materia di ambiente, con funzioni di vicepresidente;";
c) dopo la lettera b), è inserita la seguente:
"bbis) l'Assessore regionale competente in materia di trasporti;";
d) dopo la lettera g), è inserita la seguente:
"gbis) due rappresentanti degli enti locali;";
e) la lettera h) è sostituita dalla seguente:
"h) il direttore generale dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente (ARPA);";
f) la lettera i) è abrogata.
4. Il comma 3 dell'articolo 2 della l.r. 20/1994 è abrogato.
5. Il comma 4 dell'articolo 2 della l.r. 20/1994 è sostituito dal seguente:
"4. Il Comitato si riunisce su convocazione del Presidente o su richiesta motivata di un terzo dei componenti e della riunione è redatto verbale. I membri del Comitato possono designare per la partecipazione alle riunioni persona da essi delegata.".
Articolo 4
(Sostituzione dell'articolo 3)
1. L'articolo 3 della l.r. 20/1994 è sostituito dal seguente:
"Articolo 3
(Iniziative di monitoraggio e controllo)
1. La Regione, anche in collaborazione con le società concessionarie dei trafori del Monte Bianco, del Gran San Bernardo e delle autostrade valdostane e con l'ANAS, dispone, avvalendosi, per il supporto tecnico e scientifico, di propri enti strumentali, iniziative di monitoraggio e controllo dei flussi di traffico nel territorio regionale e dei relativi impatti sull'ambiente. Con le medesime modalità, la Regione dispone, inoltre, l'effettuazione di appositi studi, rapporti e relazioni sulle caratteristiche, le peculiarità e le prospettive di sviluppo compatibile dei trasporti attraverso le Alpi.".
2. La Regione provvede ad istituire, ai sensi delle leggi di settore in vigore, anche in accordo con le forze dell'ordine, adeguati dispositivi di controllo nei valichi e lungo gli assi stradali di accesso o in apposite aree di regolazione.
Articolo 5
(Sostituzione dell'articolo 4)
1. L'articolo 4 della l.r. 20/1994 è sostituito dal seguente:
"Articolo 4
(Rilevamento di dati)
1. La Regione, per il tramite della struttura regionale competente in materia di ambiente, assicura la raccolta, l'elaborazione e la diffusione dei dati sui transiti, trasmessi mensilmente dalle società concessionarie dei trafori del Monte Bianco e del Gran San Bernardo e delle autostrade valdostane, nonché la raccolta e l'elaborazione dei dati relativi all'inquinamento atmosferico e al rumore ambientale, rilevati mediante i sistemi e le apparecchiature allo scopo dislocati sul territorio regionale.".
Articolo 6
(Sostituzione dell'articolo 5)
1. L'articolo 5 della l.r. 20/1994 è sostituito dal seguente:
"Articolo 5
(Politiche tariffarie)
1. La Regione promuove presso gli enti e gli organismi competenti scelte di politica tariffaria differenziate per le autostrade valdostane e i trafori del Monte Bianco e del Gran San Bernardo, volte a disincentivare l'utilizzo di mezzi obsoleti o ad alte emissioni inquinanti e a favorire i veicoli commerciali di ultima generazione, tenuto conto dell'evoluzione del sistema di classificazione comunitario denominato Euro.".
Articolo 7
(Sostituzione dell'articolo 6)
1. L'articolo 6 della l.r. 20/1994 è sostituito dal seguente:
"Articolo 6
(Disposizioni per il contenimento progressivo dei flussi di traffico)
1. Sulla base delle conoscenze tecniche e scientifiche disponibili allo stato e delle informazioni derivate dalle iniziative di monitoraggio, studio e controllo disposte ai sensi dell'articolo 3, il Consiglio regionale definisce, ogni due anni, su proposta della Giunta regionale, la media massima giornaliera di veicoli adibiti al trasporto di merci di massa complessiva superiore a 7,5 tonnellate, autorizzata al transito in entrata ed uscita attraverso il traforo del Monte Bianco e il traforo del Gran San Bernardo, in modo distinto, in quanto compatibile con le esigenze di salvaguardia della sicurezza della circolazione, di tutela della salute della popolazione e dell'ambiente.
2. La deliberazione di cui al comma 1 è trasmessa alle competenti autorità statali ed europee.
3. La Giunta regionale definisce, in accordo con le autorità territorialmente competenti della Regione Piemonte, del Dipartimento dell'Alta Savoia e del Cantone Vallese, le misure e gli interventi, anche di emergenza, necessari ad evitare il sistematico superamento della media massima giornaliera, come definita ai sensi dei commi 1 e 2.".
Articolo 8
(Modificazioni all'articolo 8)
1. Il comma 2 dell'articolo 8 della l.r. 20/1994 è sostituito dal seguente:
"2. Per le finalità di cui al comma 1, la Regione promuove e partecipa ad iniziative e studi coordinati a livello transfrontaliero, transregionale ed internazionale concernenti lo sviluppo di un sistema compatibile di trasporti attraverso le Alpi, promuovendo la consultazione e la partecipazione delle associazioni e di ogni altro organismo operante nel territorio regionale per la difesa dell'ambiente.".
2. Il comma 3 dell'articolo 8 della l.r. 20/1994 è abrogato.
Articolo 9
(Inserimento dell'articolo 8bis)
1. Dopo l'articolo 8 della l.r. 20/1994, come modificato dall'articolo 8, è inserito il seguente:
"Articolo 8bis
(Misure per il contenimento della produzione di inquinanti atmosferici)
1. La Regione persegue l'obiettivo della progressiva riduzione di emissioni inquinanti in atmosfera.
2. Per le finalità di cui al comma 1, la Regione definisce gli strumenti normativi, finanziari ed operativi necessari per ridurre, prevenire ed evitare gli effetti nocivi di tali emissioni sul territorio, in particolare:
a) favorendo l'ammodernamento del parco dei veicoli immatricolati nel territorio regionale e dei mezzi adibiti al servizio di trasporto pubblico locale;
b) incentivando e potenziando l'utilizzo dei mezzi di trasporto pubblico;
c) favorendo e promuovendo lo sviluppo dei trasporti su ferrovia;
d) promuovendo la trasformazione degli impianti termici ancora ad impiego di gasolio in impianti ecocompatibili e migliorando il rendimento energetico in campo edilizio;
e) potenziando le fonti di produzione energetica rinnovabili.".
Articolo 10
(Abrogazione dell'articolo 9)
1. L'articolo 9 della l.r. 20/1994 è abrogato.
Articolo 11
(Modificazione all'articolo 10)
1. Al comma 1 dell'articolo 10 della l.r. 20/1994, le parole: "della Comunità europea e dello Stato italiano" sono sostituite dalle seguenti: "dell'Unione europea, dello Stato italiano e delle competenti autorità elvetiche".
Articolo 12
(Disposizioni transitorie)
1. Il Comitato regionale di controllo dei flussi di traffico è ricostituito nella composizione stabilita dall'articolo 2, comma 2, della l.r. 20/1994, come modificato dall'articolo 3, entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. A tal fine, le associazioni e i comitati di cui all'articolo 2, comma 2, lettera g), della l.r. 20/1994, che intendono concorrere alla designazione dei relativi rappresentanti debbono far pervenire apposita istanza alla struttura regionale competente in materia di ambiente entro un mese dalla data di entrata in vigore della presente legge.
Articolo 13
(Disposizioni finanziarie)
1. L'onere complessivo derivante dall'applicazione della presente legge è determinato in annui euro 30.000 a decorrere dall'anno 2006.
2. L'onere di cui al comma 1 trova copertura nello stato di previsione della spesa del bilancio della Regione per l'anno finanziario 2006 e di quello pluriennale per il triennio 2006/2008, nell'obiettivo programmatico 2.2.1.09. (Ambiente e sviluppo sostenibile).
3. Al finanziamento dell'onere di cui al comma 1 si provvede mediante l'utilizzo per pari importo degli stanziamenti iscritti nell'obiettivo programmatico 3.1. (Fondi globali), al capitolo 69000 (Fondo globale per il finanziamento di spese correnti), a valere sull'accantonamento previsto al punto B.2.2. dell'allegato n. 1 ai bilanci stessi.
4. Per l'applicazione della presente legge, la Giunta regionale è autorizzata ad apportare, con propria deliberazione, su proposta dell'assessore regionale competente in materia di bilancio, le occorrenti variazioni di bilancio.
Président - La parole au rapporteur, le Conseiller Praduroux.
Praduroux (UV) - Nell'affrontare il tema del transito di merci su strada - elaborato con il collega Borre relatore della III Commissione -, che è l'oggetto principale di questo provvedimento legislativo all'esame del Consiglio, dobbiamo ricordare innanzitutto che la Valle d'Aosta è un luogo storicamente attraversato dai flussi di transito che, nell'arco dei secoli, hanno avuto aspetti di varia natura, dapprima di ordine militare, successivamente di tipo mercantile fino ai flussi di tipo commerciale e turistico dei giorni nostri.
La collocazione geografica valdostana ha favorito lo sviluppo dei flussi e l'insediamento di infrastrutture viarie che nel tempo hanno subito profonde modifiche con un'evoluzione del sistema di trasporto che ha cambiato profondamente la realtà e che ha consentito alla Valle d'Aosta di porsi come luogo di sperimentazione di nuove procedure per la sicurezza e per la progettazione e la realizzazione di opere di tipo infrastrutturale.
I settori che coinvolgono il sistema dei trasporti e sui quali si sta lavorando sono essenzialmente 3: traffico, sicurezza e ambiente; 3 temi strettamente correlati tra loro. Si pensi ad esempio alle situazioni di incremento di traffico che comportano inevitabilmente problemi per i rischi di incidenti, ma anche i riflessi sull'ambiente per l'aumento dei fattori di inquinamento dell'aria ed acustici. Una regione di montagna come la Valle d'Aosta non potrà subire incrementi nei livelli di transito su strada. È una considerazione questa che deve condurci a riflettere in un ambito non limitato al nostro, ma di ampio respiro nazionale ed internazionale sulla creazione e l'impiego di soluzioni alternative favorendo l'incremento di alternative valide al trasporto su gomma.
Tornando all'oggetto della nostra relazione, dobbiamo ricordare come l'intervento infrastrutturale con l'adozione di misure di sicurezza per il transito nei tunnel ha consentito alla nostra Regione di elevare a livelli ottimali gli "standard" facendo leva anche sulle soluzioni offerte dalla tecnologia moderna. Scendendo nel particolare dei contenuti di questo disegno di legge va detto che il settore in oggetto è regolamentato finora dalla legge regionale n. 20 del 1994 che aveva posto alcuni principi fondamentali per creare un approccio organico e coordinato nel settore del traffico commerciale, dei transiti dei TIR e dell'impatto ambientale e sul territorio attraversato da questi flussi di traffico pesante. Nel frattempo si è registrata una modificazione del quadro normativo complessivo a livello europeo e nazionale. Le conseguenze dell'incidente nel tunnel del Monte Bianco si sono fatte sentire per quanto riguarda, in particolare, tutta una serie di interventi normativi nell'ambito della sicurezza nel settore del trasporto merci. Queste novità normative si sono tradotte in una serie di misure che prevedono controlli nei trafori, con cospicui investimenti per realizzare interventi strutturali di modifica, di manutenzione, per l'installazione di sistemi di controllo e l'organizzazione di servizi antincendio. All'inizio di questo intervento abbiamo messo in evidenza che la Valle d'Aosta è da sempre un "carrefour" di vie di comunicazione tra il nord e il sud dell'Europa, di transito di persone e di scambio di merci. In epoca moderna questa vocazione di "cerniera" continentale si è concretizzata con l'apertura di 2 importanti tunnel internazionali. Oggi questa condizione pone la nostra Regione all'avanguardia nella dotazione e nella gestione di sistemi per garantire la sicurezza. Un risultato ottenuto anche grazie alla presenza in Valle d'Aosta di organismi internazionali che hanno un importante ruolo per la definizione di nuove regole e di modalità di esercizio e protocolli di intervento.
Nel rinnovare lo strumento normativo in materia di trasporto merci l'attenzione è stata posta su temi rilevanti e delicati quali la tutela dell'ambiente valdostano e la salute pubblica dei cittadini con particolare riferimento a quelli dei centri attraversati dal flusso commerciale e attività collaterali e sulla sicurezza nella circolazione lungo la viabilità locale. Vista l'importanza del settore turistico in Valle d'Aosta, va anche sottolineata l'esigenza di non relegare l'ambito dei trasporti di merce ad una condizione di mero corridoio asettico che attraversa la regione, andando a favorire una sorta di scambio tra i flussi di transito e le molte opportunità offerte in termini di ricettività, anche solo per una sosta lungo il viaggio, che favorisca un contatto tra chi passa lungo gli assi stradali e la realtà valdostana con favorevoli riflessi per l'indotto commerciale-turistico.
Il lavoro in Commissione ha introdotto una serie di emendamenti che in parte accolgono le osservazioni presentate dal Coordinamento valdostano contro il ritorno dei TIR, dell'Associazione per la difesa del Monte Bianco e da Legambiente VDA in una logica di dialogo e confronto che segna in questo caso un significativo passo in avanti.
La nuova impostazione introdotta da questo provvedimento legislativo emerge fin dal primo articolo che pone l'accento sulla salvaguardia della sicurezza della circolazione, sulla salute, sull'ambiente e sul contenimento della produzione di inquinanti atmosferici introducendo maggiori garanzie. Il richiamo alla Convenzione per la protezione delle Alpi e al relativo Protocollo trasporti è contenuto nell'articolo 2, mentre il successivo articolo 3 aggiorna la materia della composizione e del funzionamento del Comitato regionale che controlla i flussi di traffico. L'emendamento in III Commissione ha specificato meglio le modalità di convocazione, il ruolo di tale comitato cui spetta anche la promozione delle iniziative di monitoraggio, oltre che il coordinamento delle stesse. La modifica ha consentito anche di inserire tra i componenti 2 rappresentanti degli enti locali. L'aspetto importante del monitoraggio e del controllo di questi flussi è trattato nell'articolo 4, che prevede l'attuazione di questa azione in collaborazione con la società concessionaria dell'autostrada e dei trafori alpini valdostani. Il medesimo articolo prevede anche l'effettuazione di studi, rapporti e relazioni sul trasporto nelle Alpi. Con l'emendamento in III Commissione si prevede in questo articolo che, in accordo con le Forze dell'ordine, siano istituiti adeguati dispositivi di controllo.
L'aggiornamento della struttura regionale competente per la raccolta e l'elaborazione dei flussi di traffico in Valle d'Aosta e dei dati relativi all'inquinamento atmosferico e dei rumori ambientali è l'oggetto del quinto articolo. In base all'emendamento, i dati raccolti, oltre che elaborati, dovranno essere diffusi. La materia delle politiche tariffarie da adottare per penalizzare i mezzi obsoleti e inquinanti è trattata dall'articolo 6, che si occupa anche dell'introduzione di incentivi per l'impiego di veicoli di ultima generazione a basso tenore inquinante. Anche qui è intervenuto un emendamento con il quale si intende favorire i veicoli meno inquinanti. Ogni 2 anni sarà definita la media giornaliera di veicoli commerciali compatibile con le esigenze di salvaguardia della sicurezza della circolazione, la tutela della salute umana e dell'ambiente in base a quanto fissato dall'articolo 7, che definisce anche le misure e gli interventi di emergenza da attuare in caso si superasse tale quota. In seguito all'emendamento tale media è fissata in maniera distinta tra i tunnel del Monte Bianco e del Gran San Bernardo. Lo sviluppo di un sistema di trasporti compatibile attraverso le Alpi deve registrare un incremento della partecipazione in Valle d'Aosta su questi temi anche grazie al coinvolgimento delle associazioni attive nella difesa dell'ambiente, così come stabilito dall'articolo 8.
Président - Je déclare ouverte la discussion générale. Est-ce qu'il y a des collègues qui souhaitent intervenir?
La parole au Conseiller Venturella.
Venturella (Arc-VA) - Questo disegno di legge va a modificare una legge che nel 1994 era all'avanguardia, che dava delle indicazioni, che aveva una sua ragione d'essere: quella di limitare e regolamentare il trasporto di merci su strada sia attraverso il traforo del Monte Bianco che sulle strade statali e regionali e sull'autostrada, con il preciso impegno di fare tutto in funzione del rispetto della salute, della sicurezza e dell'ambiente. Ora il Governo regionale vuole modificare questa legge, noi crediamo in senso peggiorativo. In prima battuta vorrei parlare del metodo con cui è stata costruita questa legge. Questa modifica di una legge regionale avrebbe avuto bisogno di un coinvolgimento più fattivo, più attivo, più organico dei cittadini, singoli o riuniti in associazioni che da sempre lavorano su questi temi, senza scontro ideologico e senza polemiche. È successo però che le associazioni - senza volere con questo addossare la responsabilità a nessuno - per la tutela del sito del Monte Bianco hanno dovuto addirittura, per essere auditi, inviare agli organi di stampa un comunicato perché nessuno rispondeva loro. È questo il metodo? Il metodo è quello di elaborare i disegni di legge regionali riguardanti tutta la Valle d'Aosta, riguardanti tutti i cittadini senza ascoltare le istanze di quelli che su questi temi ogni giorno dibattono, approfondiscono, ogni tanto protestano, come è giusto e come una democrazia matura deve poter garantire; quindi già sul tipo di approccio, lì ideologico, abbiamo delle forti perplessità.
Certo, dopo l'audizione in Commissione, lo ha detto giustamente il Presidente Praduroux, si sono dovuti accettare, quasi "obtorto collo", alcune osservazioni, perché ragionevoli, ma proprio in Commissione abbiamo evidenziato una chiusura da parte del Presidente Caveri nei confronti di queste associazioni. Molto spesso tali emendamenti vengono definiti con il termine "ideologico", quindi neanche si prendono in considerazione. Questo disegno di legge è un passo indietro rispetto a ciò che diceva la vecchia normativa, abbiamo presentato i nostri emendamenti proprio in virtù di tale affermazione e potremmo cambiare il nostro giudizio su questo provvedimento in funzione dell'accoglimento o meno degli stessi.
Il traffico. Nonostante tutti i proclami di contenimento e di riduzione del traffico dei mezzi pesanti, comunque assistiamo ad un aumento crescente del passaggio dei mezzi pesanti, che sì ha avuto nelle scorse settimane un lieve calo, ma che comunque si assesta nelle giornate feriali - perché non mi direte che la domenica possa contare su questo, perché qualcuno diceva che bisogna contare la media giornaliera e la media mensile, era la stessa faccenda dei "polli di Trilussa" -, oltre i 2.000 TIR al giorno. Ho qui di fronte il dato confermato del traffico della 43° settimana, con dei problemi sull'autostrada che regola il flusso verso l'autostrada del Monte Bianco, mi pare che fosse bloccata un'uscita - non ricordo più quale -, comunque i dati sono solo dei camion: ne abbiamo il lunedì 1.700, il martedì 2.300, il mercoledì 2.500, il giovedì 2.200, il venerdì 1.800, il sabato addirittura 1.300. Si assiste dunque ad un crescente, lento aumento del traffico e questo non va bene, perché neanche viene rispettato il famoso "limite Caveri TBridge" che si situa attorno ai 1.500 TIR giornalieri, sempre che ipotizziamo che questo limite sia valido a tutti gli effetti. Questi limiti allora, sia quello stabilito dal Consiglio, sia quello stabilito da questo studio vengono ogni giorno resi "carta straccia". Qual è il sistema introdotto? È quello di rinunciare, e questo è molto grave, ad una funzione che è propria del Presidente della Regione, stabilita dallo Statuto e riconfermata da sentenze della Corte costituzionale, per cui il nostro Presidente...
(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)
... glielo stampo, sto parlando delle funzioni prefettizie... quindi, proprio in virtù delle funzioni prefettizie che sono a capo del Presidente della Regione, noi con il nostro emendamento cerchiamo di ristabilire che in caso di emergenza sia il Presidente della Regione che possa bloccare temporaneamente il traffico. Crediamo che questo sia importantissimo, non importa se in 12 anni non è mai stato applicato, però si rinuncia a uno strumento fondamentale di regolazione: ecco perché crediamo che tale disegno di legge sia peggiorativo.
Parliamo adesso di controlli. Avevamo proposto dei controlli per far sì che l'area di regolazione di Quart, costruita appositamente per i controlli, diventasse il vero centro dove i mezzi pesanti venivano controllati. Solo con un emendamento presentato in Commissione siamo riusciti a costringere il nostro Presidente ad introdurre un emendamento, che ci accontenta utilizzando però una congiunzione che non ci piace. L'emendamento dice: "la Regione provvede ad istituire, ai sensi delle leggi di settore in vigore, anche in accordo con le Forze dell'ordine... nei valichi e lungo gli assi stradali di accesso o in apposite aree di regolazione", al posto di "o" avremmo preferito "e in apposite aree di regolazione", perché potete apprezzare come l'utilizzo di una sola vocale impiegata come congiunzione cambi molto il senso di una legge. Abbiamo comunque ringraziato il Presidente Caveri per questo. Resta però il fatto che in tale area di regolazione vengono previsti e fatti pochi controlli e questo strumento di grande capacità di aumentare la sicurezza sulle strade nel disegno di legge viene a mancare: ecco perché in Commissione ci siamo astenuti, proprio perché ci siamo riservati la libertà di votare in maniera favorevole o contraria al provvedimento.
Président - Nous sommes toujours en discussion générale. Est-ce qu'il y a des collègues qui souhaitent intervenir? S'il n'y a pas d'autres collègues qui souhaitent intervenir, je ferme la discussion générale.
La parole au Président de la Région, Caveri.
Caveri (UV) - Je pense que cette loi est importante, peut-être qu'elle est la loi, en ce moment, plus de perspective dans le secteur du transport et du contrôle du transport routier. J'ai regardé l'ensemble des législations nationales et régionales dans les Pays où il y a un niveau régional et je pense qu'il n'y a rien d'équivalent. On peut dire qu'elle contient des aspects qui donneront une grande satisfaction à notre Région pour mieux réglementer l'ensemble des flux des véhicules à travers notre Région, en pleine cohérence avec la Convention alpine et surtout le Protocole transports de la Convention alpine, qui n'a pas encore été ratifié dans la législation italienne, mais on a eu, au mois d'octobre, la grande satisfaction de savoir que ce Protocole transports a été finalement approuvé par le Conseil européen des transports. Moi j'en avais parlé personnellement au Commissaire qui s'occupe de cette matière, Jacques Barrot, lors de sa visite dans notre Région. Je peux affirmer en toute tranquillité qu'il me déplaît beaucoup de ne pas avoir pu participer, engagé dans le Conseil de la Vallée, à la séance de la Convention alpine à Alpbach qui se tient justement dans ces mêmes heures, mais cette décision, qui était prise par la Commission européenne et transférée au Conseil européen, et la signature, comme tout le monde le sait, sera faite par la Commission européenne... Cette adoption du Protocole transports aura des conséquences tout à fait positives, surtout si on tient compte du fait que nous aurons, entre temps, l'application de la directive connue comme "Euro vignette", c'est-à-dire qu'on a recopié le modèle suisse de taxation des poids lourds à travers les Alpes pour pouvoir financer. Sur cela je sais que je ne suis pas dans la même ligne de M. Venturella, car moi je pense que l'unique réelle alternative au passage des poids lourds c'est la réalisation de grandes traversées alpines ferroviaires, tandis que je sais que M. Venturella et son groupe sont farouchement contraires à l'hypothèse ferroviaire...
(interruption de la Conseillère Squarzino Secondina, hors micro)
... je le répète chaque fois et je le dis même cette fois-ci, un jour viendra dans lequel, comme le Dott. Spock, il y aura le télétransport pour les marchandises, mais pour le moment l'unique façon pour transporter les marchandises c'est de le faire avec: poids lourds, navire, avion ou chemin de fer.
La loi régionale n° 20/1994, relative au transport routier des marchandises, au respect de la santé et de la sécurité et de l'environnement, est sans aucun doute un texte d'une portée politique considérable qui a eu le mérite de fixer les principes fondamentaux d'une approche organique, coordonnée et collégiale de la question du trafic commercial et de ses retombées négatives pour le territoire régional. C'est la constatation du changement survenu en l'espace de 12 ans dans le contexte normatif, infrastructurel et opérationnel sur lequel reposaient les mesures de cette loi qui a donné naissance au nouveau texte que nous avons aujourd'hui sous les yeux. Je pense qu'on peut même dire qu'il y a eu de ma part une pleine disponibilité à apporter lors de la discussion en Commission toute une série de modifications, à mon avis, positives.
Pendant ces 12 ans la Vallée d'Aoste en est venue, bien malgré elle, à jouer un rôle central dans le domaine du transport routier des marchandises et ce à la suite du tragique incendie qui se développa le 24 mars 1999 dans le tunnel du Mont Blanc. On sait parfaitement que ni l'Etat italien, ni l'Europe étaient à même de proposer une solution de remplacement à ce système ou de mettre en place d'autres modalités de transport. Quand on pense que le modèle le plus performant de traversée alpine sera le "système Lotschberg" qui sera ouvert novembre 2007, et que le Saint-Gothard - et cela a été dit avec un peu d'optimisme par les autorités helvétiques - sera ouvert 2017, donc cela signifie que nous aurons à faire, pendant de longues années encore, avec le problème des poids lourds et s'il n'y aura pas, malheureusement, la réalisation de la Turin-Lyon, cette partie des Alpes aura toujours un poids remarquable du passage des camions à travers notre vallée. Il ne fait, par ailleurs, aucun doute que la réouverture du tunnel du Mont Blanc a profondément changé le contexte; désormais la Région a sa place au sein des instances binationales de gestion et de contrôle des tunnels du Mont Blanc et du Grand Saint-Bernard (celui-ci avait été un succès de la Région avec une intervention des Parlementaires de l'époque - moi j'étais Député -) et surtout elle est un partenaire actif dans le cadre de la définition des règlements d'exploitation, de sécurité et de contrôle des tunnels débouchant sur son territoire. La Région a participé à toutes les phases du travail binational qui a précédé la réouverture du tunnel du Mont Blanc, ainsi qu'à l'élaboration des règles et mesures visant à assurer la sécurité de la circulation le long du réseau routier principal de notre Vallée, mais également à la protection de la qualité de la vie de la population valdôtaine et à la préservation de l'environnement.
A signaler: les mesures de contrôle qui accompagnent ces règles et les investissements dans le secteur autoroutier, je pense à la bretelle qui relie l'autoroute A5 à la nationale n° 27 du Grand Saint-Bernard, ainsi qu'à l'autoroute Aoste-Mont Blanc, dont finalement le dernier tronçon sera ouvert et amènera les usagers jusqu'aux pieds du tunnel. J'évite de rappeler ceux qui étaient contraires à l'autoroute du Mont Blanc et aux frais supplémentaires énormes qui ont coûtés à notre Communauté. Toutes ces règles ont incontestablement contribué à améliorer une situation qui dans les années '90 était devenue absolument insupportable pour la Région; je rappelle que nous avons eu des chiffres de passages par jour de 5.300 poids lourds, qui passaient devant l'Hôpital de la ville d'Aoste. Vous aurez sans doute remarqué que j'ai dit "améliorer" et non "résoudre", compte tenu de l'ampleur, de la complexité et des ramifications du problème et qu'il est honnêtement impensable de pouvoir le régler seulement sur le plan régional si les décisions de politique globale ne sont pas prises par l'Italie et par l'Union européenne pour y faire face. Malgré tout, le Gouvernement de la Vallée d'Aoste n'entend pas renoncer à participer activement et à formuler des propositions dans ce contexte, comme il a fait tout au long de ces années, afin de rechercher les modalités et les instruments le plus appropriés pour gérer le flux de la circulation commerciale de façon compatible avec les exigences en matière de sécurité et de protection, tant de la population que de l'environnement à l'échelon régional, mais aussi compte tenu du système des cols alpins du nord-ouest. Nous avons encouragé différents projets de recherche dans le domaine des transports, auxquels nous participons activement aux côtés de nos partenaires français de la Haute Savoie, de la Savoie, mais aussi des Régions du Piémont et de la Ligurie. Nous avons également pris part à des projets concernant l'ensemble de l'arc alpin.
Partout notre Vallée est connue pour son engagement pour l'application de la Convention alpine, M. Venturella; moi je suis le Président de cette Commission mixte Etat-Régions qui règle les rapports vis-à-vis des différentes instances de la Convention alpine. C'est un effort remarquable pour une Région petite comme la nôtre. Nous poursuivons avec la plus grande attention notre action au sein des Commissions intergouvernementales de contrôle des tunnels du Mont Blanc et du Grand Saint-Bernard, afin que soient respectées et améliorées les règles et autres dispositions définies par les Gouvernements en vue d'une exploitation en toute sécurité des axes internationaux. Nous poursuivons nos démarches afin de stimuler et de solliciter les Ministères compétents pour que le Gouvernement italien adopte une approche globale (c'est-à-dire qu'il agisse et sur le front des infrastructures et sur celui de la législation) pour s'occuper de la question des transports transalpins. Parfois c'est un peu difficile, parce que moi je dois vous dire qu'après depuis longtemps de la naissance de ce Gouvernement, moi je n'arrive encore à comprendre qui est-ce mon interlocuteur: parfois c'est Bianchi, parfois c'est Di Pietro, parfois c'est Bersani, parfois c'est le Président du Conseil lui-même. C'est tout à fait difficile, même pour le Président officiellement de Centre-Gauche, de comprendre exactement qui est l'interlocuteur, qui doit suivre ces matières.
C'est dans le contexte de l'ensemble des initiatives qu'il faut placer ce projet de loi, qui doit renforcer les instruments et j'essaierai à la fin de vous convaincre du fait qu'au moins un des 2 amendements est parfaitement inutile, parce que la façon dont on a écrit cet article est bien meilleure que celle que vous proposez. Le nouveau texte rédigé par la IIIe Commission met à jour la loi de 1994 et la modifie de manière renforcée: dans le cadre des compétences de la Région, l'engagement de cette dernière dans les actions visant à assurer que les flux de circulation traversant notre territoire soient compatibles avec nos exigences générales, à savoir la sécurité du transit, la préservation de la santé des Valdôtains et la protection de l'environnement. "Santé" c'est un mot important parce que moi je voudrais remercier l'Assesseur Fosson qui a présenté, avec l'Assesseur Cerise, une étude complète, qui a démontré toute une série de légendes métropolitaines, les morts, les poumons... On a vu que toute une série de questions étaient des bavardages, même si la chose ne plaît pas et alors, quand il y a quelque chose qui ne plaît pas, on quitte la salle! La vieille loi, qui sera renouvelée par cette loi, a été longtemps suspendue presque comme si cette loi avait été oubliée, jusqu'à ce jour de 2004, où le Comité de contrôle du transport routier des marchandises a été réactivé alors que sa dernière séance remontait à 1996.
Je n'ai pas l'intention d'examiner point par point tout ce projet de loi, mais je voudrais tout de même en souligner les aspects les plus marquants, à commencer par l'insertion dans ses finalités de cet appel à la Convention des Alpes et au Protocole sur les transports signé dans le cadre de cette dernière. Ce sont des textes faisant maintenant partie des références de toute action régionale dans ce domaine. Ce projet de loi précise la composition dudit comité, il indique dans le cadre de quelle structure régionale ce dernier est institué et en modifie la composition en fonction de la redistribution des compétences relatives à l'environnement et aux transports entre les différents Assessorats, de l'exigence de l'ARPA de la Vallée d'Aoste et aussi des requêtes du CPEL, puisque désormais ce comité comprendra également 2 représentants desdites collectivités. Au nombre des points modifiés, je vous signale en outre les initiatives visant au relevé, au suivi et au contrôle des données relatives aux flux de circulation et à l'évolution des politiques tarifaires. Cette mesure reflète le fait que la Région soutient la mise en place de tarifs différenciés pénalisant les véhicules anciens et polluants au profit des moyens de transport de toute dernière génération.
Ce texte renferme une autre mesure de plus haute intérêt qui devra faire l'objet, par la suite, de normes spécifiques: il s'agit de l'article 8bis, qui concerne les mesures visant à réduire la production de polluants atmosphériques et introduit, d'une part, un objectif régional précis - la réduction progressive des émissions polluantes - et, d'autre part, indique un certain nombre de dispositions qui ont pour but de moderniser et d'encourager le recours aux transports publics locaux, de développer les transports ferroviaires, de modifier les installations de chauffage, afin qu'elles soient plus compatibles avec l'environnement, d'améliorer le rendement énergétique dans le secteur du bâtiment et de favoriser les sources de production d'énergie renouvelable.
J'ai délibérément laissé de côté l'article 7, qui modifie le vieil article 6, car il me semble nécessaire de m'y arrêter un peu plus longuement. L'article 6 de la vieille loi, dans lequel certains voient un outil fondamental et incontournable, n'en a, en réalité, jamais été appliqué même durant cette période des années '90 à laquelle je me référais tout à l'heure et où notre Région vivait dans des conditions strictement insoutenables. Personne a employé cet article et la raison en est que cet article 6 envisageait des mesures qui sortaient et sortent du cadre des compétences du Président de la Région, fruit d'un incompréhensible amalgame entre les pouvoirs du Président et l'autorité préfectorale dont il est investi et se référant à des actes d'un type bien précis: les mesures provisoires de restriction de la circulation, qui font notamment partie de l'arsenal dont dispose un syndic dans le cadre d'une agglomération. Cela signifie que cet article pose des problèmes insolvables dans la mesure où le Président de la Région ne serait adopter un acte de ce type, puisque ses compétences ne lui permettent d'intervenir que dans le cadre des routes régionales, mais aussi dans la mesure où les motivations dudit acte demeurent floues, puisque le seuil critique est déterminé de manière très générale par l'indication des conditions qui - je cite - "risqueraient par leur fréquence et leur intensité de porter atteinte à la sécurité et à la fluidité de la circulation, à l'environnement, à la santé, à la production et à l'ordre public". En revanche, la nouvelle formulation de l'article 6 affirme un principe, qui nous semble essentiel étant donné qu'il confie à cette Assemblée, par avec un ordre du jour, une motion ou n'importe quoi, mais avec une logique qui est précisée par la loi, le soin de plafonner le flux de circulation et de fixer ledit plafond de manière modulable au niveau qu'elle jugera compatible avec le contexte régional. Compte tenu des informations disponibles, valeurs environnementales, chiffres afférents au trafic, composition du parc automobile, le Conseil aura la possibilité de définir périodiquement le plafond de la circulation sur le réseau régional et cette décision sera communiquée aux autorités nationales et européennes compétentes, cela il faut le faire parce que nous ne sommes pas un Pays qui dispose d'une souveraineté (c'est vrai que si le Val d'Aoste était un Etat indépendant, très probablement aurait décidé d'adhérer à l'Union européenne, donc ces mêmes règles au niveau européen seraient respectées par notre Pays). A la suite de cette décision, le Gouvernement régional prendra les mesures qui s'imposent, y compris les mesures d'urgence, et celles-ci seront mises en œuvre en cas de dépassement de la moyenne journalière fixée de concert avec les autorités du Piémont, bien sûr si cela est sur l'axe du Grand Saint-Bernard avec le Canton suisse du Valais et, si les décisions prises sont sur l'axe routier du Mont Blanc, avec les autorités politiques de la Haute Savoie.
Je reviendrai sur les amendements, qui ne peuvent pas être approuvés, ni l'amendement un, ni l'amendement deux, mais, quand il y aura la présentation des amendements de la part de M. Venturella, j'aurai la possibilité de mieux argumenter les raisons pour lesquelles je pense que le texte présenté est meilleur et mieux présenté que les amendements proposés par le groupe "Arcobaleno".
Président - Nous passons à l'examen du texte, qui est le nouveau texte qui a été rédigé par la IIIe Commission. Je rappelle qu'ainsi la IVe a donné son avis favorable à la majorité, ainsi le CPEL a donné son avis favorable.
La parole au Conseiller Bortot sur l'article 1er.
Bortot (Arc-VA) - Quello che voglio dire riguarda la filosofia, lo spirito e i riferimenti culturali e filosofici di questa legge e il modello che si prende a riferimento per adeguare una normativa alla libera circolazione delle merci. Nessuno pretende che la Regione da sola si opponga alla libera circolazione delle merci e alle direttive europee, si tratterebbe solo di non far la parte del notaio e di prendere atto che nella nostra Regione transitano delle merci, con quali mezzi queste merci devono transitare, che tipo di merci devono transitare e soprattutto che la libera circolazione delle merci non sia una "bibbia", perché lo spirito di tale legge parte dal presupposto che, siccome il Consiglio, il Governo, niente possono fare contro la libera circolazione delle merci - il che è quello che io contesto -, evidentemente tutta la struttura della legge non fa altro che adeguarsi a questa "bibbia". Quello che fa paura è che tutto l'articolo 1 parla di... si rendano compatibili con le esigenze di sicurezza della circolazione, di tutela della salute della popolazione, di salvaguardia dell'ambiente, nonché favorire e promuovere lo sviluppo del trasporto su ferrovia, ma non c'è un riferimento filosofico, teorico, politico al fatto che stiamo "morendo" di troppa circolazione di merci inutili! È questo che, oltre a quello che ha detto il collega Venturella, che noi contestiamo, è la filosofia di tale legge! Può anche darsi che qui dentro non si debba parlare di filosofia e di teoria, ma quello che contestiamo è l'assoluta immobilità di questa Regione di fronte ad avvenimenti che non sono e non possono essere scontati, perché gli avvenimenti economici che abbiamo di fronte sono basati esclusivamente sul profitto e non tengono conto dei costi esterni, che generano la necessità di creare profitto legato al trasporto merci. Stiamo trasportando in tutto il mondo, incluso il nostro Paese, merci inutili, merci dannose legate esclusivamente ad un modello consumistico che ci vede proiettati in una visione del mondo dove lo sviluppo è infinito, dove "l'usa e getta" è il presupposto della nostra civiltà e della nostra economia. È questo quello che la Regione deve contestare al Governo italiano e al Governo dell'Unione europea, altrimenti il rischio è che facciamo i notai di un modello di sviluppo di un'economia che ci sta uccidendo tutti! Questo è il presupposto e quello che non va bene in tale legge è che non c'è un riferimento culturale, né filosofico, né uno "straccio" di critica a questo modello di produrre, di consumare, di trasportare merci per la maggior parte inutili! La libertà di scelta di comprarsi l'automobile come vogliamo non coincide più con il concetto di salute pubblica; è vero che abbiamo il diritto di comprare l'auto che vogliamo ma, quando questa automobile arriva non si sa bene da dove, dobbiamo porci il problema delle conseguenze delle scelte che facciamo quotidianamente con i nostri stili di vita. Sono queste le cose che dobbiamo discutere qui dentro e conseguentemente agire e per le dimensioni, la portata, la capacità e l'importanza della nostra Regione esprimersi e contrapporsi a questo modello. Tenete conto che questo modello farà sì che, nonostante la nostra autonomia regionale - che quotidianamente "strombazziamo" con il concetto di liberalizzazione e della direttiva "Bolkestein" -, saremo obbligati a privatizzare tutta una serie di servizi pubblici e questo fa il pari con la liberalizzazione della circolazione delle merci.
Questa è già una legge vecchia, noi non la voteremo: è una legge vecchia e perché non si ha il coraggio, e perché nella testa degli amministratori c'è ancora un modello di società e di economia basato tutto sullo sviluppo all'infinito, come se la Terra nel suo insieme e la nostra piccola Valle, tradotto in chiave locale, fosse in grado di sopportare qualsiasi cosa. Non è nascondendo sotto il tunnel i TIR che arrivano al traforo e far sì che a Courmayeur ne vedano meno che si riduce l'inquinamento; non è che perché l'ARPA non ha gli strumenti per trovare questo inquinamento... l'inquinamento non esiste... perché basta andare sulla collina di Nus e guardare la piana di Aosta per vedere che razza di trasparenza del cielo c'è! Non dico che tutto sia legato al passaggio dei TIR, però da qualche parte dovremo "metterci mano" per quello che è di nostra competenza e fra le nostre competenze ci sta l'opposizione etica, morale, civile della Valle d'Aosta a queste direttive che stanno distruggendo non solo la Valle d'Aosta, ma l'intero pianeta. Direte che sono demagogo, dite pure quello che volete, sta di fatto che con questa legge non stiamo facendo la parte che ci compete, se non per salvare la nostra salute, almeno per salvare la nostra economia.
Président - La parole au Conseiller Venturella.
Venturella (Arc-VA) - Solo una breve osservazione sull'articolo 1 laddove ricopia l'articolo 1 della legge n. 20 e questo in riferimento anche al ringraziamento che il Presidente della Regione ha fatto agli Assessori Fosson e Cerise per questa tanto "strombazzata" pubblicazione dello studio sulla salute e sugli effetti del traffico del Monte Bianco sulla salute delle popolazioni, soprattutto nella Comunità montana Valdigne. Tutti gli studi scientifici indicano nel traffico veicolare, soprattutto quello dei mezzi pesanti, la causa di morte in 90mila persone solo nella nostra Nazione e invece si scopre che i nostri 2 Assessori in coppia perfetta hanno dimostrato che in Valle d'Aosta tra l'altro si sta meglio con l'inquinamento da traffico! Credo che le conclusioni si commentino da sole, senza pensare di attaccare queste indagini epidemiologiche su un periodo temporale di non so quanti anni; qui riusciamo proprio con la caparbietà che è a tutti nota dell'Assessore Fosson a dimostrare l'indimostrabile, cioè dimostrare che il traffico dei mezzi pesanti in Valle d'Aosta, contrariamente a tutte le altre Regioni, non solo non fa male, ma fa addirittura bene perché fa diminuire i casi di mortalità, di ricovero e di malattie dell'apparato cardiocircolatorio. Complimenti! Un applauso alla coppia Assessore Cerise-Assessore Fosson, perché questi studi potranno avere ulteriori sviluppi su altri temi: perché non dimostrare che Galileo non aveva ragione, perché non dimostrare che la fame nel mondo non esiste? Cimentatevi anche in questi studi, forse potrete avere risultati migliori di quanto non ne abbiate in questo Consiglio.
Président - La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Fosson.
Fosson (UV) - Sarò caparbio, ma soprattutto vorrei essere scientificamente corretto. Mi dispiace che il Consigliere Venturella non conosca che neanche lo studio era su 3 anni, non è venuto a sentirlo, né a dibatterlo. Tutti gli studi hanno un inizio, possono essere migliorati... ma lo studio in questione era fatto da tecnici e da scienziati di alto livello. L'Assessore La Torre e l'Assessore Marguerettaz si ricorderanno quando vennero in Valle d'Aosta quelli che abbiamo chiamato "gli scienziati del Consigliere Venturella", in particolare quando, nel salone regionale parlò il Dott. Montanari, che venne presentato come uno scienziato di fama mondiale, poi scoprimmo - e l'Ordine dei medici sta facendo una verifica - che è un farmacista e secondariamente ho una lettera dell'Università di Reggio Emilia - che dice che il Dott. Montanari si descriveva come uno dei componenti di questa Università - in cui la stessa diffida il Dott. Montanari dal presentarsi come uno dei membri dell'Università. Questi sono "gli scienziati del Consigliere Venturella"...
Président - La parole au Conseiller Comé.
Comé (SA) - Ringrazio il Presidente, molto brevemente per esprimere il voto favorevole del gruppo "Stella Alpina" su questo disegno di legge. Ho sentito alcune considerazioni nel dibattito che è stato portato avanti in particolare dal gruppo "Arcobaleno", dal collega Bortot e dal collega Venturella, questo disegno di legge che tocca anche la salute e l'ambiente e mi pare che il collega Venturella abbia voluto sminuire tutto lo studio, che è stato portato avanti da tecnici, da persone esperte nel settore, dove hanno riportato dei dati scientifici (che facciano piacere o meno). Non vorrei che invece l'analisi sull'inquinamento, sullo stato di salute venga portata avanti con quella analisi di tipo visivo che ci elencava prima il Consigliere Bortot, che basta andare sopra la collina di Nus o a Saint-Barthélemy per vedere il grado di inquinamento, quindi uno se ha più cataratta o meno ha la capacità di vedere se c'è più inquinamento o meno. Direi che sotto questo aspetto dobbiamo darci una regola molto più scientifica e seria, altrimenti corriamo il rischio di cadere su una banalità incredibile per quanto riguarda la salute e l'ambiente. Esprimo giudizio positivo su questo disegno di legge, che invece va nella direzione che anche i cittadini valdostani si aspettano.
Président - La parole au Conseiller Lattanzi.
Lattanzi (CdL) - Per dichiarazione di voto. Abbiamo ascoltato il dibattito, perché avevamo la necessità di comprendere bene i contenuti di questo disegno di legge. Avevamo molta speranza nei colleghi "Verdi" che potessero portare a questo dibattito qualcosa di sostanza, riconoscendo a loro di aver condotto una battaglia ormai ventennale su questi temi e quindi un'esperienza. Devo dire che, purtroppo, ascoltando il collega Bortot e poi anche il collega Venturella il nostro stato di confusione era crescente: più li ascoltavamo e più ci confondevamo, intanto perché abbiamo discusso sull'articolo 1, che poi andava a modificare un titolo che di per sé è molto chiaro, quindi devo dire che se potevate dare un contributo alla chiarezza con dati scientifici, colleghi "Verdi", vi invito a fare in modo che proprio voi, che avete una cultura dell'ambiente, possiate portare il vostro valore aggiunto di idealità, magari sostenuta con delle argomentazioni che possano consentire a chi come noi si era approcciato oggi al dibattito senza pregiudizi di valutare le vostre argomentazioni. Abbiamo invece dovuto constatare l'inconsistenza delle vostre argomentazioni, devo dire anche un po' di incompetenza strumentale, nel senso che si è voluto discutere di questo mettendo nel "minestrone" tante altre cose che con tale disegno di legge c'entravano poco. Meno male che l'intervento dell'Assessore ci ha dato una chiarezza perlomeno di tipo scientifico, ne prendiamo atto; ci hanno convinto più le parole serene e scientifiche dell'Assessore Fosson che le vostre strumentali, ideologiche posizioni; quindi voteremo a favore della legge.
Président - La parole au Conseiller Ferraris.
Ferraris (GV-DS-PSE) - Per una brevissima dichiarazione di voto a favore del disegno di legge. Credo che la legge del 1994, che era operante in Regione, sia stata largamente inefficace anche perché era stata contestata la parte relativa alle tasse sui TIR, che avrebbe dovuto essere l'elemento per ridurne il traffico. Cadendo la parte centrale della legge, la stessa è stata inoperante. Il disegno di legge che viene presentato oggi ha un aspetto positivo: quello di metterci sullo stesso piano di quello che fanno le altre Regioni di confine; è di questi giorni un accordo fra i Sud Tirolo e i Presidenti delle Regioni limitrofe, fra cui l'Austria, per andare a definire delle norme sul contenimento del traffico dei TIR, riduzione degli "Euro 0" e "Euro 1", cosa che è prevista anche in questo disegno di legge.
Il nostro gruppo vota a favore per un principio politico che è previsto in questo disegno di legge. Si dice: "il Consiglio regionale definisce, ogni 2 anni, su proposta della Giunta regionale, la media massima giornaliera di veicoli adibiti al trasporto di merci di massa complessiva superiore a...", cioè il Consiglio regionale rivendica una propria capacità di decisione rispetto alle condizioni di traffico e rispetto ai parametri di rispetto della salute all'interno della Valle d'Aosta. Credo che questo principio autonomistico che è presente nella legge sia quello che ci ha convinti, oltre al resto, a votare positivamente per tale provvedimento; mi spiace che altri colleghi questo non lo abbiano capito.
Président - La parole au Conseiller Ottoz.
Ottoz (UV) - A volte ho l'impressione che qualcuno cerchi la soluzione perfetta a problemi insolubili, quindi vorrei ricordare ai colleghi Bortot e Venturella che purtroppo la perfezione non è di questo mondo e che dobbiamo cercare con i nostri interventi legislativi di ridurre l'impatto dei problemi, ma inserendoli nel quadro generale della Regione, dell'Italia, dell'Europa, nel quadro socio-economico, in tutto quello che ci circonda. Nessuno ha mai detto, tanto meno l'Assessore Fosson, che il traffico fa bene o che lo studio epidemiologico che dimostra la diminuzione di determinate patologie voglia dire che il traffico fa bene: vuol solo dire che la situazione di oggi è migliore di quella di 3 anni fa e che le misure che si stanno adottando, lungi dall'azzerare i rischi di questo tipo di patologie, vanno nella direzione della soluzione dei problemi. Ricorderete tutti quando ad Aosta i sottotetti erano veri sottotetti, cioè sopra la casa c'era un tetto e un solaio, il quale stava sotto le lose, e il fumo della "Cogne" riempiva i solai: vi erano 2 centimetri io stavo in Viale Stazione, di polvere sottilissima nera che abbiamo respirato tutti da bambini, non si potevano stendere le lenzuola ad Aosta perché diventavano nere. Quando andavamo a scuola, quando spalavano la neve, si vedeva la differenza fra la superficie grigia e sul bordo appena tagliato il bianco sottostante, magari con più gli strati neri come gli anelli degli alberi, che indicavano le successive nevicate e le successive pulite. È chiaro che il mondo non si ferma e non capisco bene come possa questo tipo di interventi proposti dal Consigliere Bortot, a cui voglio molto bene, fra l'altro, e di cui riconosco la buona fede, a salvare la nostra economia. A meno che per economia non intenda il modello di economia che ha in mente lui, che prima dovrebbe farci fallire e poi dopo, adottandolo potrebbe salvarci, ma non so come. La domanda che dobbiamo farci è: questa legge è un passo avanti o no? La risposta a mio avviso è sì.
Per permettere però al collega Bortot di portare avanti le sue battaglie, proporrei che presentasse una proposta di legge - faccio riferimento a quello che ho sentito da lui - che stabilisse delle tabelle cogenti, vincolanti delle merci "usa e getta" e di quelle che non sono tali, di quali sono le circostanze in cui le merci "usa e getta" non lo sono più, perché sono da rinnovare e quelle invece in cui permangono tali, quali sono le merci utili e le merci inutili e le categorie morali ed economiche a cui riferirsi per l'utilità e soprattutto che contenga un articolo che abolisca la libertà di scelta di comprare quello che si vuole. È un modello che pensavamo avesse ampiamente dimostrato su questo pianeta la sua fallacità, ma insomma... e soprattutto che questa legge preveda in un apposito articolo la costituzione di una "task force" magari armata che vada a Bruxelles a spiegare che non capiscono niente, né l'Italia, né la Valle d'Aosta, né l'Europa, poiché le merci debono essere di libero acquisto, di libero trasporto, che mi pareva essere un punto dei Patti di Roma del 1958 addirittura, sulla libera circolazione, e che alla fine concluda illustrando un modello di società. Se vi fosse una legge presentata in Commissione e poi in aula di questo genere, forse ne potremmo parlare. Fino a quel momento direi che questa legge sul piano dei trasporti rappresenta un grosso passo avanti e si inserisce in tutta una serie di azioni che non facciamo solo noi, vengono fatte anche modificando gli "standard" dello scarico degli autoveicoli, del trasporto su gomma, che purtroppo in questo momento è irrinunciabile, e che fanno sì che, malgrado l'aumento di quantità del traffico - e che il traffico faccia male nessuno se lo nasconde -, grazie a Dio, quelle famose patologie che minano pesantemente la nostra qualità della vita possano - anche se non quanto vorremmo - diminuire la loro frequenza.
Président - Je soumets au vote l'article 1er:
Conseillers présents: 33
Votants: 30
Pour: 30
Abstentions: 3 (Bortot, Squarzino Secondina, Venturella)
Le Conseil approuve.
Président - Je soumets au vote l'article 2:
Conseillers présents: 33
Votants: 30
Pour: 30
Abstentions: 3 (Bortot, Squarzino Secondina, Venturella)
Le Conseil approuve.
Président - Je soumets au vote l'article 3:
Conseillers présents: 33
Votants: 30
Pour: 30
Abstentions: 3 (Bortot, Squarzino Secondina, Venturella)
Le Conseil approuve.
Président - A l'article 4 il y a l'amendement n° 1 du groupe "Arcobaleno", dont je donne lecture:
Emendamento
Articolo 4
Aggiungere dopo il comma 1 dell'articolo 3 il seguente comma:
"2. Nell'area di regolazione di Quart la Regione istituisce, tramite la stipula di apposite convenzioni e contratti con società competenti e in accordo con le forze dell'ordine, un centro di controllo permanente nel quale sono verificati i requisiti di cui all'articolo 79 del Nuovo Codice della Strada.".
La parole au Conseiller Venturella.
Venturella (Arc-VA) - L'emendamento n. 1, che è in linea con quello presentato in III Commissione, prevede che nell'area di regolazione di Quart la Regione istituisca, tramite la stipula di apposite convenzioni e contratti con società competenti e in accordo con le forze dell'ordine, un centro di controllo permanente nel quale siano verificati i requisiti di cui all'articolo 79 del Codice della strada; in Commissione avevamo specificato quali controlli.
Qual è la "ratio" di questo emendamento? In riferimento a ciò che diceva il collega Ferraris, che ringrazio perché ha citato un accordo di programma fra il Sud Tirolo e la Provincia di Trento e Bolzano, forse dimenticandosi di andare a vedere, ho qui l'accordo di programma ed ha tutt'altro spessore rispetto a questa legge... comunque il 20 ottobre la Provincia di Bolzano ha controllato un grande numero di TIR, da cui si evince - cito dal comunicato stampa della Provincia di Bolzano - che un terzo di quelli controllati non era in regola. Era una stazione mobile - si dice - dove sono stati riscontrati dei problemi che non riguardavano solo la rumorosità, ma sono andati a controllare impianto elettrico, impianto frenante, pneumatici ed era quello che avevamo specificato nell'emendamento. Quando si citano accordi di programma di altre Regioni quindi è meglio evitare di citare solo parti di ciò che si legge. È chiaro che risulta quanto meno particolare il fatto che solo sul nostro asse viario vi siano tutti i TIR, che invece sono perfettamente in regola, mentre tutti i TIR non in regola passano invece sulla A22. Sono provvedimenti che possono essere presi in Valle d'Aosta in maniera permanente, l'articolo 79 del Codice della strada lo prevede, in Commissione avevamo detto che questo emendamento ha suscitato interesse anche nelle forze dell'ordine, perché non istituire questo centro di controllo permanente in un'area che abbiamo costruito appositamente per questo? Ecco la "ratio" dell'emendamento n. 1.
Président - La parole au Président de la Région, Caveri.
Caveri (UV) - L'area di regolazione di Quart non è di proprietà della Regione, ma l'ente di riferimento è il GEIE-TMB. Sull'area in questione il GEIE effettua già le verifiche necessarie in relazione alle condizioni di transito nel traforo, dimensione dei veicoli, natura del carico e categoria di inquinamento europeo in relazione al divieto per gli "Euro 0". Va detto che questa area di regolazione è la più avanzata esistente in Europa. Lei ha ricordato che la Provincia di Bolzano ha fatto questo con un mezzo mobile e le flotte in transito attraverso il Brennero sono profondamente diverse da quelle in transito al tunnel del Monte Bianco perché, come lei sa, transitano moltissimi "Euro 0", che transitano dal Brennero perché tutti i camion di provenienza dai Balcani e dai Paesi neo Comunitari o dalla Russia transitano per loro sfortuna là. Non mi stupisce quindi, vista la qualità delle flotte, che i dati siano molto diversi nella Provincia di Bolzano e le posso dire che il Presidente Durnwalder ha cominciato a fare questi controlli sulla base anche della modellistica che applichiamo da moltissimi anni. Sull'area in questione vi è una postazione permanente della polizia stradale che effettua i controlli di competenza: documenti, carico, stato dei mezzi, autisti. Oltre a ciò, a partire da ottobre 2005, come ripetutamente comunicato, il dispositivo è stato rafforzato su tutto il territorio - ed è questa la bontà dell'articolo così come è scritto - con la messa in opera di dispositivi di controllo a cui partecipa non solo la stradale, ma Carabinieri, Guardia di finanza, anche al di fuori dell'area di regolazione, A5, statali e piattaforma del traforo.
L'emendamento è quindi da non accogliere perché i controlli sono già effettuati in permanenza e anche al di fuori dell'area di regolazione dai soggetti competenti ai sensi della normativa vigente e delle disposizioni specifiche per il traforo. Il numero dei controlli è cosa diversa, in particolare per quanto riguarda la polizia stradale, e dipende dalla consistenza dell'organico e non dalla volontà. Oltretutto non si capisce chi dovrebbe pagare le convenzioni e i contratti con società competenti, onere che non potrebbe essere certo assunto dalla Regione. L'azione del Governo è volta invece a far sì che i controlli siano mantenuti ed implementati con la continuità che si è dimostrata ancora in questi ultimi mesi.
Président - Je soumets au vote l'amendement n° 1 du groupe "Arcobaleno":
Conseillers présents: 29
Votants: 27
Pour: 3
Contre: 24
Abstentions: 2 (Lattanzi, Tibaldi)
Le Conseil n'approuve pas.
Président - Je soumets au vote l'article 4:
Conseillers présents et votants: 33
Pour: 30
Contre: 3
Le Conseil approuve.
Président - Je soumets au vote l'article 5:
Conseillers présents: 33
Votants: 30
Pour: 30
Abstentions: 3 (Bortot, Squarzino Secondina, Venturella)
Le Conseil approuve.
Président - La parole au Conseiller Bortot sur l'article 6.
Bortot (Arc-VA) - Vedo che l'articolo 6 dà in parte ragione a quanto sosteniamo, esso prevede:
"la Regione promuove presso gli enti e gli organismi competenti scelte di politica tariffaria differenziate per le autostrade valdostane e i trafori del Monte Bianco e del Gran San Bernardo, volte a disincentivare l'utilizzo di mezzi obsoleti o ad alte emissioni inquinanti e a favorire i veicoli commerciali di ultima generazione, tenuto conto dell'evoluzione del sistema di classificazione...". L'evoluzione cioè dei mezzi e una nuova classificazione con questo articolo elimina i fattori inquinanti solo perché il cosiddetto "concetto di scientificità" a cui siamo arrivati allo stato attuale magari non è in grado di misurarli; mi sembra veramente il colmo!
Volevo fare alcune considerazioni anche rispetto a quanto ha affermato l'Assessore Fosson sulla scientificità. Assessore, lei è medico e avrà sentito parlare di amianto; scientificamente l'amianto non creava alcun problema alla salute per anni, adesso scientificamente è stato dimostrato, dopo migliaia di morti che, al di là della cosiddetta "scientificità"... abbiamo dovuto contare i morti per far vedere che l'amianto fa male. Non parliamo del fatto che i cosiddetti "scientifici" all'epoca di Galileo credevano che fosse il sole che girava attorno alla Terra e non viceversa... invece io auguro lunga vita al collega Ottoz, al Consiglio e alla popolazione valdostana e dell'intero universo. Sta di fatto che lui mi chiede di fare degli esempi: il concetto che possiamo acquistare quello che vogliamo "non fa una piega", l'importante è che ce ne assumiamo le conseguenze e non ci lamentiamo troppo. Se arriveremo che l'armadietto dei medicinali in casa nostra sarà più grande del frigo in cui conserviamo gli alimenti, non lamentiamoci troppo perché l'imperio della libera circolazione delle merci è che noi dobbiamo permetterci... perché il concetto di libertà individuale non tiene conto del concetto di libertà e di salute pubblica della collettività, quindi si subordina l'interesse e la salute della collettività al concetto di libertà. Benissimo, siamo di nuovo nel campo della filosofia, ma in termini concreti vediamo dove stiamo portando il nostro pianeta.
Un disegno di legge sulle merci da non far circolare... gliene dico due: prima ho citato le automobili, non vedo perché per "status symbol" io debba circolare con un'auto rispetto ad un'altra se mi faccio carico delle implicazioni che questo comporta, ma se non me ne faccio carico, il concetto di libertà è salvaguardato, ci mancherebbe altro! Parliamo di acque minerali. È proprio necessario che le acque minerali circolino per tutta l'Europa? Che i Francesi bevano la "San Pellegrino e noi beviamo la "Perrier" per un concetto di libertà e soprattutto in Valle d'Aosta dove dovremmo avere sul tavolo dai ristoranti ai rifugi l'acqua che viene dai rubinetti? Parliamo dei concimi chimici: quanto c'è voluto? Ci sono voluti 50 anni di distruzione del territorio di un certo tipo di agricoltura per capire che il terreno non era in grado di reggere concimi chimici per colture intensive. Ora, 50 anni fa era scientifico il DDT, poi si è scoperto che il DDT rafforzava un certo tipo di insetti: le mosche, e si è scoperto che adesso non solo il DDT non è efficace per quel tipo di animali che dobbiamo combattere, ma addirittura fa male alla salute. La scientificità 50 anni fa dava per scontato che il DDT si potesse usare "a go-go", tanto per essere chiari! È di questo che dovremmo occuparci noi che siamo stati eletti e dovremmo rappresentare il "Gotha" della politica nella nostra Regione per fare le nostre scelte. Parlo di scelte valutate, ponderate di quello che umanamente si può fare, mettendo in discussione un concetto di libertà individuale che sta "facendo a pugni" con il concetto di salute e tutela dell'ambiente. Probabilmente per arrivare ad elaborare questi concetti dovremo contare ancora qualche centinaia di migliaia di morti per poi arrivare a dire: "ma quanto eravamo scemi!".
Président - La parole au Conseiller Ottoz.
Ottoz (UV) - Mi ci "tira" il Consigliere Bortot, non vorrei fare un dialogo anziché un dibattito, ma alla fine tutto si risolve nel problema che il Consigliere Bortot propone l'abolizione della libertà individuale; allora questo ha una sottile connessione con una "roba" che si chiama democrazia, è un problema che andrà risolto ponendo tali temi all'attenzione degli elettori. Forse quindi misure più equilibrate che vadano in modo serio ed efficace nella direzione giusta credo siano quelle che meglio ci permettono il giusto compromesso fra le esigenze sociali, la necessità di sviluppo economico, che è un'esigenza sociale anch'essa, e la limitazione di determinati consumi nocivi. Le medicine non c'entrano una "emerita"... stavo per citare Monsignor Mazza che è il Responsabile per la CEI per lo sport... non c'entrano perché le medicine, siccome fanno male se prese scadute o in quantità errate, sono regolate da apposite leggi in quanto sono sostanze potenzialmente utili e potenzialmente nocive; dipende dalla dose, dalle modalità di assunzione e dai tempi di assunzione, quindi le medicine non sono le merci "usa e getta" di cui parlava il Consigliere Bortot.
Per quanto riguarda il DDT, sono ferocemente contrario, ma pare che vi sia nel terzo mondo in questi ultimi mesi una progressiva rivalutazione di un ruolo utile parziale di questa sostanza, tenuto conto che, come tutte le sostanze e le medicine, troppi disastri ha fatto e continuerebbe a farne, ma il problema è capire se il fatto di non utilizzarlo crei più disastri o impedisca alle popolazioni del terzo mondo di mangiare. Ricordo un passaggio sulla vaccinazione contro il vaiolo: fino a quando il vaiolo ammazzava più gente di quante rischiava di ammazzarne il vaccino, perché il vaccino antivaioloso presenta un rischio percentuale bassissimo di innesco di febbri alte e convulsioni nei bambini che portano anche a danni irreparabili, fino a quando... perché purtroppo questo è il fardello pesante etico e morale della politica... fino a quando morivano più persone di vaiolo di quante rischiava di farne morire... si è fatta la vaccinazione antivaiolosa. Nel momento in cui 20 anni fa si è verificato che non c'erano più focolai di vaiolo al mondo e che l'unico focolaio era sotto controllo, si è abolita la vaccinazione antivaiolosa. Nulla vieta che, se vi fosse un'improvvisa recrudescenza di vaiolo, si tornerebbe a fare la vaccinazione antivaiolosa, che fa male, come tante cose fanno male nella vita. Il problema è un bilancio di costi e benefici per la salute e costi e benefici sociali.
Président - Je soumets au vote l'article 6:
Conseillers présents: 31
Votants: 28
Pour: 28
Abstentions: 3 (Bortot, Squarzino Secondina, Venturella)
Le Conseil approuve.
Président - A l'article 7 il y a l'amendement n° 2 du groupe "Arcobaleno", dont je donne lecture:
Emendamento
Articolo 7
L'articolo 6 della L.R. n. 20/94 è sostituito dal seguente:
"Articolo 6
(Disposizioni per il contenimento progressivo dei flussi di traffico)
1. Sulla base delle conoscenze tecniche e scientifiche disponibili allo stato e delle informazioni derivate dalle iniziative di monitoraggio, studio e controllo disposte ai sensi dell'articolo 3, il Consiglio regionale definisce, ogni due anni, su proposta della Giunta regionale, la media massima giornaliera di veicoli adibiti al trasporto di merci di massa complessiva superiore a 7,5 tonnellate, autorizzata al transito in entrata ed uscita attraverso il traforo del Monte Bianco e il traforo del Gran San Bernardo, in modo distinto, in quanto compatibile con le esigenze di salvaguardia della sicurezza della circolazione, di tutela della salute della popolazione e dell'ambiente.
2. La deliberazione di cui al comma 1 è trasmessa alle competenti autorità statali ed europee.
3. La Giunta regionale definisce, in accordo con le autorità territorialmente competenti della Regione Piemonte, del Dipartimento dell'Alta Savoia e del Cantone Vallese, le misure e gli interventi necessari ad evitare il sistematico superamento della media massima giornaliera, come definita ai sensi dei commi 1 e 2.
4. Nei casi in cui il transito dei veicoli che trasportano merci attraverso la Valle d'Aosta raggiunga soglie giornaliere di frequenza e intensità tali da essere incompatibili con le esigenze di salvaguardia della sicurezza della circolazione, di tutela della salute della popolazione e dell'ambiente il Presidente della Regione, con proprio decreto, può assumere provvedimenti di restrizione temporanea del traffico di veicoli trasportanti merci.".
La parole au Conseiller Venturella.
Venturella (Arc-VA) - Questo emendamento non diminuisce l'importanza dell'articolo 7 che modifica l'articolo 6 della legge n. 20, anzi lo integra, perché rimane l'articolato così come stabilito dalla Commissione, è un emendamento aggiuntivo. Un conto, Presidente Caveri, è che la Giunta definisca, in accordo con le autorità competenti, degli interventi per evitare il sistematico superamento, quindi questo "sistematico" vuol dire che è prolungato nel tempo, e questa articolazione rimane; noi in accordo con quanto stabilito dal vecchio articolo 6, aggiungiamo un quarto comma che interviene sui provvedimenti di emergenza, perché sono due cose diverse, infatti un conto è la sistematicità dei superamenti, altro conto è avere i provvedimenti di emergenza: è questo quello che chiediamo.
Président - La parole au Président de la Région, Caveri.
Caveri (UV) - L'emendamento proposto, ovvero l'inserimento di un comma aggiuntivo che riprende il vecchio testo della legge del 1994 non è coerente con la normativa. L'articolo 6 della legge n. 20/1994 mescolava Presidente della Regione e Prefetto, sentito ove necessario il Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica, quindi era del tutto evidente la commistione delle figure. Il nuovo emendamento indica solo il Presidente della Regione in relazione all'incompatibilità con le esigenze di salvaguardia, della sicurezza della circolazione, di tutela della salute della popolazione e dell'ambiente; in realtà, ai sensi del Codice della strada, il Presidente della Regione può disporre la sospensione della circolazione per motivi di incolumità pubblica solo sulle strade regionali. Il principio generale è che è il proprietario o il concessionario a poter disporre della sua strada; il prefetto invece può, per motivi di sicurezza pubblica o inerenti la sicurezza della circolazione e di tutela della salute, sospendere temporaneamente la circolazione di tutte o alcune categorie di utenti sulle strade o su tratti di esse, ciò conformemente alle direttive del Ministro competente. Neanche il Prefetto dunque può agire autonomamente, ma deve conformarsi alle direttive del Ministro e soprattutto devono essere motivati i motivi di sicurezza pubblica o di sicurezza della circolazione e di tutela della salute e quindi riferibili alle normative vigenti in materia di inquinamento ("PM10") e ai celebri superamenti delle soglie limite per un certo numero di volte l'anno (35 per il "PM10"). Le motivazioni sono importanti, considerando che si parla di un asse internazionale, caso per il quale la possibilità del prefetto di sospendere la circolazione è ovviamente da motivare, quindi l'eventuale sospensione sarebbe sicuramente oggetto di contestazione giurisdizionale da parte degli interessati (trasportatori, aziende, al limite anche lo stesso traforo). Il punto fondamentale resta che la fonte normativa è il Codice della strada e non una legge regionale. Molto più forte politicamente è quanto invece abbiamo previsto nella nuova versione dell'articolo 6, per cui, fatte salve le funzioni prefettizie, che sono delle "bestie" a sé stanti, come lei opportunamente ha ricordato, queste funzioni sono in capo al Presidente della Regione e sono state riconfermate anche da una sentenza che è un punto di riferimento significativo per noi, per cui, a seguito delle decisioni del Consiglio regionale, nella dizione attuale, la Giunta definisce le misure e gli interventi anche di emergenza per evitare il superamento sistematico della soglia e ciò in accordo con le altre autorità interessate, considerato che un traforo è una struttura che sbuca su un altro territorio, in questo caso addirittura un altro Stato, quindi qualunque decisione deve essere concertata per evitare ripercussioni immediate e gravi dall'altra parte; per cui ritengo che la dizione presente in legge sia sicuramente migliore di quella proposta e che debba essere respinto l'emendamento.
Président - Je soumets au vote l'amendement n° 2 du groupe "Arcobaleno" :
Conseillers présents: 28
Votants: 25
Pour: 3
Contre: 22
Abstentions: 3 (Frassy, Lattanzi, Tibaldi)
Le Conseil n'approuve pas.
Président - La parole au Conseiller Bortot sur l'article 7.
Bortot (Arc-VA) - Per dichiarazione di voto, in sostanza su questo articolo ci asteniamo. Ne approfitto per rispondere al collega Ottoz, perché i tre quarti dell'attività di questo Consiglio si passano a discutere quanto costano le rotonde, che secondo noi costano troppo, di incarichi agli amici degli amici e, se qualche volta si discute di qualcos'altro, è perlomeno un mio diritto e spero che i colleghi me lo permettano...
Presidente - Glielo garantisco io.
Bortot (Arc-VA) - ... ci sono un sacco di prodotti obsoleti, vecchi o dannosi per il mondo occidentale che vengono rifilati al terzo mondo, uno di questi è il DDT. Faccio un altro esempio: il latte in polvere, tramite la "Nestlè" abbiamo diffuso latte in polvere in tutta l'Africa e il latte in polvere va diluito con acqua, l'acqua dei Paesi africani ha un certo livello di inquinamento, non può essere assunta dai bambini neonati che dovevano essere allattati al seno e abbiamo massacrato un bel po' di bambini. Non lo dico in tono polemico, ma solo per dire come noi siamo bravi con la nostra civiltà a rifilare agli altri quello che non ci piace.
Sul vaiolo sono assolutamente d'accordo, però io parlavo di assuefazione ai medicinali di determinate malattie. Abbiamo un illustre dottore all'OMS a Ginevra, guarda caso è anche Valdostano, è Sergio Spinaci, molti di voi lo conosceranno, scrive anche articoli su giornali quali "Le Monde". Vi è un problema enorme per la nostra salute che riguarda l'insufficienza o l'inefficacia di determinati farmaci per debellare la TBC umana, vi sono batteri di TBC che non sono più debellabili con gli attuali farmaci. Continua a sollevare questo problema, evidentemente noi occidentali ci colpisce poco perché abbiamo abitazioni più salubri, ma per il resto del mondo è un vero disastro. È di queste cose che dobbiamo parlare.
Président - La parole au Conseiller Ottoz.
Ottoz (UV) - Chiedo al Presidente l'autorizzazione a non rispondere ulteriormente al collega Bortot, altrimenti non ne usciamo più, data la sua tecnica di portare avanti un discorso dialettico utilizzando il principio della Biblioteca di Babele, peraltro utilizzato da un noto scienziato americano per inventare "l'hyper link", che è alla base del fatto che su "Internet" si finisce per non sapere dove si è. Siccome il collega Bortot, a cui riconosco la buona fede, ha il vizio di complicare ulteriormente le cose man mano che cerca di spiegarle, rinuncio alla discussione; se vuole, gli do "l'onore delle armi", basta che la smettiamo!
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 7:
Consiglieri presenti: 33
Votanti e favorevoli: 30
Astenuti: 3 (Bortot, Squarzino Secondina, Venturella)
Il Consiglio approva.
Président - Je soumets au vote l'article 8:
Conseillers présents: 33
Votants: 30
Pour: 30
Abstentions: 3 (Bortot, Squarzino Secondina, Venturella)
Le Conseil approuve.
Président - Je soumets au vote l'article 9:
Conseillers présents: 33
Votants: 30
Pour: 30
Abstentions: 3 (Bortot, Squarzino Secondina, Venturella)
Le Conseil approuve.
Président - Je soumets au vote l'article 10:
Conseillers présents: 33
Votants: 30
Pour: 30
Abstentions: 3 (Bortot, Squarzino Secondina, Venturella)
Le Conseil approuve.
Président - Je soumets au vote l'article 11:
Conseillers présents: 33
Votants: 30
Pour: 30
Abstentions: 3 (Bortot, Squarzino Secondina, Venturella)
Le Conseil approuve.
Président - Je soumets au vote l'article 12:
Conseillers présents: 33
Votants: 30
Pour: 30
Abstentions: 3 (Bortot, Squarzino Secondina, Venturella)
Le Conseil approuve.
Président - Je soumets au vote l'article 13:
Conseillers présents: 33
Votants: 30
Pour: 30
Abstentions: 3 (Bortot, Squarzino Secondina, Venturella)
Le Conseil approuve.
Président - La parole au Conseiller Venturella, pour déclaration de vote.
Venturella (Arc-VA) - Brevemente, per annunciare sul disegno di legge in oggetto il nostro voto di astensione, non perché non abbiamo apprezzato alcune proposte contenute in questo provvedimento, infatti abbiamo apprezzato il fatto che è il Consiglio su proposta della Giunta che stabilisce il limite. Non abbiamo negato che vi è un timido tentativo di andare nella direzione giusta, ma questo a noi non basta. Riteniamo che questo disegno di legge poteva essere costruito ed elaborato in maniera diversa, con un tipo di approccio diverso e, seppure rappresenta un piccolo passo avanti, non è quello che vogliamo.
In chiusura, per evitare che le dichiarazioni rese in questo Consiglio e registrate non abbiamo un riscontro con la realtà e proprio perché mi aspettavo la dichiarazione dell'Assessore Fosson circa la presunta non scientificità degli esperti che abbiamo invitato in quella serata, volevo dire due cose. Assessore, forse lei non si è accorto che il Dott. Montanari non era il titolare della ricerca, ma era solo il Direttore del laboratorio ed era il conferenziere, il messaggero; lo ha detto chiaramente, forse lei è arrivato in ritardo, quindi non ha capito. Assessore, invece la titolare della ricerca è la Prof.ssa Gatti, che pubblica da circa 6 anni, le ho preparato una copia delle pubblicazioni...
(interruzione dell'Assessore Fosson, fuori microfono)
... non ce l'ha questa, Assessore. La Prof.ssa Gatti, che è la titolare della ricerca sulle nanopatologie, pubblica dal 2000 negli USA, in Svizzera, in Giappone, pubblica su riviste e chiedo che venga distribuito a chi ha fatto queste accuse "campate in aria" una copia delle pubblicazioni, perché me le ero preparate dato che avevo un ragionevole sospetto che l'Assessore tirasse fuori questa faccenda. La Prof.ssa Gatti ha pubblicato negli USA sulla rivista di gastroenterologia nel 2001, sulla rivista "Medicina 2004", sempre sulla sindrome dei Balcani. Forse, Assessore, lei non era a conoscenza, lei in quel momento forse non era attento...
Presidente - ... collega, lei sta facendo una dichiarazione di voto su un progetto di legge, non sta rievocando un convegno sul quale vi confronterete in separata sede; quindi la prego di rimanere sul progetto di legge.
Venturella (Arc-VA) - ... ho dichiarato in chiusura che avrei consegnato all'Assessore ciò che ho tratto dal "curriculum vitae" della Prof.ssa Gatti.
Il disegno di legge, apprezzando lo sforzo della maggioranza, non è in linea con quanto ci saremmo aspettati.
Président - La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Fosson.
Fosson (UV) - Un conto, collega Venturella, è un ingegnere, la Dott.ssa Gatti è un ingegnere, un altro sono le nanopatologie, cioè l'ingegneria applicata al corpo umano è un'altra cosa. Il Dott. Montanari, il farmacista diffidato dall'Università a presentarsi come facente parte del suo organico, ha parlato in quella sede di tutti gli effetti medici, medicali delle patologie dovute alle nanoparticelle, senza aver dato nessun dato sull'epidemiologia... per cui la Dott.ssa Gatti è un ingegnere, mi capisce?
Président - La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Non volevo entrare nel merito della questione, ma l'enciclopedia medica italiana dell'"UTET", che non è l'ultima arrivata, ha chiesto alla Dott.ssa Gatti di parlare sulle nanotecnologie in medicina; allora non è l'ultima persona in questo settore.
Presidente - ... qualcuno mi spieghi cosa c'entra il Convegno sulle nanopatologie con il progetto di legge in questione.
La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Quasi per fatto personale, perché nella mia carriera ho fatto anche l'epidemiologo per qualche tempo e devo dire che questo progetto di legge è estremamente interessante perché dà un segnale di avanzamento rispetto a tante legislazioni che ci sono sia a livello nazionale, sia a livello di altre Regioni. Credo sia anche il frutto di un intervento serio, costante e preciso da parte dell'ARPA su tutte queste argomentazioni.
Sulla ricerca che è stata fatta dal punto di vista epidemiologico, qualche tesi di laurea in materia e qualche anno che ho fatto presso l'Università di Torino mi consentono di dire che è un esame di ottima qualità e credo che possa essere invertito il ragionamento che partendo da quei dati... forse conviene fare qualche riflessione da dove vengono veramente i rischi ed i pericoli e non sono certo quelli relativi al settore di cui stiamo oggi discutendo.
Presidente - Pongo in votazione il disegno di legge nel suo complesso:
Consiglieri presenti: 34
Votanti e favorevoli: 31
Astenuti: 3 (Bortot, Squarzino Secondina, Venturella)
Il Consiglio approva.
