Oggetto del Consiglio n. 46 del 12 gennaio 1978 - Verbale
OGGETTO N. 46/78 - PROPOSTA DI LEGGE STATALE CONCERNENTE: "NORME PER L'ELEZIONE DEL CONSIGLIO REGIONALE DELLA VALLE D'AOSTA". RINVIO ALL'ESAME DI COMMISSIONE.
Il Presidente DOLCHI dichiara aperta la discussione sulla soprariportata proposta di legge statale, di iniziativa dei Consiglieri Bondaz e Borbey, concernente: "Norme per l'elezione del Consiglio regionale della Valle d'Aosta", proposta di legge trasmessa in copia ai Consiglieri, con apposita relazione, unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza del 9, 10 e 11 novembre 1977:
(...Omissis...)
Il Consigliere BONDAZ illustra la proposta di legge in oggetto e presenta i sottoriportati emendamenti:
Emendamento n. 1
"Norma transitoria.
In sede di prima applicazione della presente legge alla prima circoscrizione elettorale sono assegnati due seggi, alla seconda tre, alla terza uno, alla quarta 17, alla quinta 5, alla VI° tre, alla VII° quattro, per un totale di 35 sulla base della popolazione residente alla data del 31.12.1976".
Emendamento n. 2 introduttivo del terzo comma all'articolo 1:
"Alle circoscrizioni elettorali sono assegnati un totale di 35 seggi suddivisi per ciascuna delle sette circoscrizioni sulla base delle popolazioni residenti al 31 dicembre dell'anno che precede lo svolgimento delle elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale".
Emendamento n. 3 introduttivo del comma 5 all'articolo 1:
V° comma - "Nessun candidato può accettare la candidatura in più di una lista nella stessa circoscrizione elettorale né può presentarsi come candidato in più di due circoscrizioni elettorali".
Il Consigliere LANIVI ritiene che la proposta di legge in esame abbia il pregio di riportare in Consiglio il dibattito sul ruolo delle Comunità Montane e più ampiamente sul decentramento politico e amministrativo nella nostra Regione.
Sostiene infatti che l'esperienza di questi anni ha visto contrapporsi alla piena e completa espressione delle Comunità Montane una volontà politica accentratrice che non ha trasferito compiti e funzioni loro proprie, aumentando e rendendo più confuso il quadro dei centri di potere che operano nella Regione.
Ribadisce il giudizio positivo alla proposta di legge che riconosce un ruolo effettivo alle Comunità Montane.
Preannuncia la presentazione di un ordine del giorno e ne elenca i punti fondamentali che si sostanziano in:
a) esigenza di una politica di decentramento e di potenziamento dell'autonomia degli Enti locali;
b) presa d'atto della difficile situazione in cui si trovano le Comunità Montane;
c) giudizio complessivamente positivo sulla proposta di legge;
d) impegno del Governo regionale ad adottare provvedimenti legislativi che consentano alle Comunità Montane di svolgere un ruolo diverso da quello sinora svolto.
Il Consigliere MANGANONI riferisce all'aula il contenuto di un documento votato all'unanimità dall'Associazione Sindaci che chiede la soppressione della vecchia legge elettorale e la sostituzione con una che assegni ad ogni Comunità Montana un numero di seggi che garantisca la giusta rappresentatività territoriale nel Consiglio regionale.
Esprime tuttavia delle perplessità sull'esigenza avanzata dai Sindaci, in considerazione anche del fatto che nessuna Regione in Italia ha un sistema elettorale simile.
Il Consigliere PARISI ritiene che l'esigenza di proporre questa proposta di legge scaturisca dal fatto che i rappresentanti delle Comunità, che oggi siedono in Consiglio regionale, non sanno sufficientemente tutelare gli interessi di ogni Comunità.
Polemizza aspramente con il Consigliere Bondaz, sostenendo che la proposta in esame favorisce unicamente la crescita del Partito Comunista, così come a livello nazionale la Democrazia Cristiana apre le porte al Comunismo, per abbattere il Movimento Sociale ed accaparrarsi quindi i voti di quel partito.
Il Consigliere QUEY, pur ribadendo la posizione favorevole dei Democratici Popolari nei confronti della proposta in esame che tende ad assicurare la rappresentanza periferica della Regione in Consiglio regionale, esprime perplessità rispetto alla volontà di annullare il meccanismo dei resti.
Ritiene infatti che sarebbe una responsabilità gravissima non garantire la rappresentatività di forze politiche minori annullando con i resti la volontà espressa dai cittadini.
Il Consigliere PEDRINI, nel sottolineare come la proposta in esame tenda a riportare il sistema elettorale maggioritario che garantisce l'eliminazione dei partiti minori, dichiara ferma contrarietà ad un provvedimento che limita la libertà di espressione del cittadino.
Il Presidente della Giunta, ANDRIONE, nel comunicare che la proposta di legge in esame non è ancora stata discussa dal suo movimento politico, ritiene che la discussione odierna non possa che essere di semplice orientamento perché, visti i tempi e le implicazioni di ordine costituzionale della proposta stessa, è impensabile che si possa andare ad elezioni regionali con la normativa rinnovata.
Giudica esserci molta confusione sull'argomento, infatti la norma in esame garantisce un'assemblea rappresentativa di tutti i gruppi o circoscrizioni, ma non è proporzionalmente rappresentativa di tutti gli elettori.
Si dichiara quindi contrario ad una legge elettorale che lede il principio fondamentale dell'uguaglianza del voto per tutti gli elettori.
Il Consigliere CHANU si dichiara favorevole all'introduzione in legge del principio della rappresentatività territoriale perché al Gruppo consiliare cui appartiene interessa dare consistenza ed operatività alla realtà territoriale che si identifica con le Comunità Montane; tuttavia ritiene che la Comunità Montana non possa essere considerata come uno strumento inerte di elaborazioni di carattere elettorale.
Ribadisce la necessità di attuare una politica di decentramento e di potenziamento dell'autonomia degli Enti locali che si concretizzi con la votazione di un provvedimento legislativo di trasferimento delle funzioni amministrative e dei relativi finanziamenti dalla Regione alle Comunità Montane.
Afferma infine che, sebbene siano state sollevate riserve e perplessità da parte di alcuni Consiglieri, i Democratici Popolari voteranno a favore della proposta in esame qualora il Consiglio intenda esprimersi in data odierna. Sollecita tuttavia i presentatori ad approfondire ogni elemento o riserva, anche di carattere costituzionale, al fine di evitare possibili impugnative.
Il Consigliere MAPPELLI risponde al Consigliere Parisi, anche in qualità di Segretario regionale della Democrazia Cristiana, affermando che un coinvolgimento diretto tra Democrazia Cristiana e Partito Comunista non sarà mai possibile, neppure nella ricerca di soluzioni a problemi di rilevante importanza, in quanto le ideologie che connotano le due forze politiche sono nettamente contrapposte.
Riferisce che il provvedimento legislativo in esame non è ancora stato esaminato all'interno del suo partito e quindi sarà ancora oggetto di meditazione e di valutazione tra le forze politiche.
Chiede quindi una breve sospensione dei lavori per trovare un percorso condiviso nella prosecuzione dei lavori stessi.
Il Consigliere BORBEY, in qualità di cofirmatario della proposta di legge presentata da oltre tre mesi e mezzo, invita i responsabili delle maggiori forze politiche valdostane a riunire i rispettivi vertici per discutere la proposta in esame, perché ritiene sia inutile continuare a ripetere di essere a favore del decentramento senza mai iniziare a studiare una proposta di riforma.
Afferma che ci sono i tempi necessari per approvare la legge prima delle prossime elezioni regionali; condivide le perplessità espresse sul mancato utilizzo dei resti e si dichiara disponibile a discutere proposte modificative.
Dichiara di essere favorevole ad una breve sospensione dei lavori per trovare un accordo tra le forze politiche, ma afferma che qualora non si raggiunga un accordo che garantisca la volontà di approfondire la tematica chiederà che la proposta di legge sia messa in votazione.
Il Consigliere TAMONE condivide le perplessità emerse nel corso del dibattito e sottolinea l'esigenza di rivedere la questione dei resti per garantire la rappresentanza delle forze politiche minori.
Riferisce che l'Union Valdôtaine ha affrontato, in questo periodo, problemi più contingenti quali ad esempio la politica industriale e la sanità ed ha trascurato la materia elettorale, ma afferma esservi la disponibilità ad affrontare la questione in materia più approfondita. Chiede quindi il rinvio della discussione nella Commissione Affari Generali, eventualmente allargata alle forze politiche non rappresentate, in modo da garantire un dibattito ampio e sereno che tenga conto di tutte le osservazioni emerse nel dibattito odierno.
Il Presidente DOLCHI chiede al Consigliere Borbey se intende formalizzare la richiesta di interruzione della discussione e di rinvio della proposta di legge all'esame della Commissione, come previsto dall'articolo 51 del Regolamento interno.
Il Consigliere BORBEY chiede di terminare la discussione generale e di sospendere in seguito brevemente i lavori.
Il Consigliere CLUSAZ afferma di essere favorevole ad un rinvio in Commissione, perché il suo movimento non ha ancora assunto una posizione ufficiale a riguardo; tuttavia, qualora si decidesse di votare la proposta, nel dichiarare il suo voto favorevole, propone di apportare le modifiche a salvaguardia delle minoranze.
Il Consigliere BONDAZ, nel definire l'intervento del Consigliere Pedrini una battaglia di retroguardia in contrasto con le istanze della popolazione locale, sostiene che l'impasse sui resti e le minoranze possa facilmente essere superata, basta che ci sia la volontà politica.
Riferisce di non aver potuto inserire nella proposta in esame la garanzia della rappresentanza politica per la minoranza Walser della Valle del Lys solo per un cavillo giuridico a rischio di impugnative dell'intera legge.
Respinge le accuse formulate dal Consigliere Parisi di voler fare gli interessi del Partito Comunista con questo tipo di decentramento, perché a livello nazionale la Democrazia Cristiana è stata uno dei primi partiti ad avanzare il discorso del decentramento nei confronti della popolazione, e tale decentramento ha favorito prima la nascita delle Regioni a Statuto speciale e poi di quelle a Statuto ordinario.
Afferma di non essere contrario al rinvio della legge purché sia limitato nel tempo e finalizzato al miglioramento dell'articolato.
Le Conseiller BANCOD, qui déclare d'intervenir à titre personnel, affirme qu'il faut trouver un juste équilibre de représentation des élus dans le Conseil régional, vu le nombre prédominant des élus de la Ville d'Aoste.
Il s'associe à la position du Conseiller Clusaz et il annonce qu'il votera en faveur de la loi présentée.
Il Presidente DOLCHI comunica che è stata ritirata la proposta di una breve sospensione dei lavori, mentre resta in piedi la proposta di rinvio del progetto di legge alla Commissione Affari Generali, ai sensi dell'articolo 51 del Regolamento interno. Informa inoltre che l'ordine del giorno presentato dai Democratici Popolari viene acquisito agli atti e sarà oggetto di discussione in Commissione.
Il Consigliere BONDAZ propone di integrare la composizione della Commissione Affari Generali con i gruppi non rappresentati quando il progetto di legge verrà inserito all'ordine del giorno della Commissione stessa.
Il Consigliere CHANU, nell'affermare che la richiesta di sospensiva ai sensi dell'articolo 51 del Regolamento interno debba essere avanzata solo dai proponenti, chiede che il Consiglio esamini e voti l'ordine del giorno presentato dai Democratici Popolari prima di deliberare la sospensiva.
La Consigliera SIGGIA non condivide l'interpretazione data dal Consigliere Chanu sull'applicazione dell'articolo 51 del Regolamento interno e afferma che ogni Consigliere può chiedere l'interruzione della discussione che sarà poi approvata o respinta dal Consiglio regionale.
Il Consigliere BORDON polemizza vivacemente sull'intervento del Consigliere Chanu. Si dichiara favorevole alla proposta di rinvio in Commissione della proposta di legge e contrario all'ordine del giorno dei Democratici Popolari.
Il Consigliere TAMONE, nel cercare di rabbonire il Consigliere Bordon, afferma di ritenere saggia la proposta di rinvio all'esame della Commissione Affari Generali della proposta di legge.
Il Consigliere CHANU critica la posizione assunta dal Consigliere Bordon che si esprime a favore di una immediata sospensione della discussione e respinge, senza discuterlo, l'ordine del giorno dei Democratici Popolari.
Il Presidente DOLCHI, dopo aver constatato che nessun altro Consigliere intende prendere la parola sulla proposta di interruzione della discussione, a' sensi dell'art. 51 del Regolamento interno del Consiglio, per il rinvio della proposta di legge statale di cui si tratta ad un più approfondito esame da parte della Commissione consiliare permanente per gli Affari Generali, Finanze, Programmazione e Urbanistica, integrata da un Consigliere per ognuno dei gruppi consiliari attualmente non rappresentati nella predetta Commissione, mette ai voti, per alzata di mano, l'approvazione della proposta stessa, fermo restando che, alla riapertura della discussione in una futura adunanza consiliare, sarà riaperto il dibattito anche sull'ordine del giorno presentato dal Gruppo dei Democratici Popolari.
Procedutosi alla votazione, per alzata di mano, il Presidente DOLCHI accerta e comunica che il Consiglio, con ventiquattro voti favorevoli (Consiglieri presenti: trentuno; votanti: ventiquattro; astenutisi dalla votazione i Consiglieri Benzo, Chanu, Fournier, Lanivi, Maquignaz, Pollicini e Quey), ha approvato la soprariportata proposta.
Il Consiglio prende atto.
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