Oggetto del Consiglio n. 81 del 5 aprile 1974 - Resoconto
OGGETTO N. 81/74 - Ratifica di deliberazioni adottate dalla Giunta in via d'urgenza.
Fosson (Vice Presidente) - Passiamo alla ratifica delle deliberazioni adottate dalla Giunta in via d'urgenza.
Deliberazione n. 612 in data 27 febbraio 1974.
Dichiaro aperta la discussione generale sulla deliberazione n. 612, in data 27 febbraio 1974.
Nessuno chiede la parola? Metto dunque in votazione, per alzata di mano, la ratifica della deliberazione.
Proclamo il risultato della votazione:
presenti: 24
votanti: 24
maggioranza: 13
voti favorevoli: 24
Il Consiglio approva all'unanimità
Deliberazione n. 647 in data 27 febbraio 1974.
Nessuno chiede la parola? Metto dunque in votazione, per alzata di mano, la ratifica della deliberazione.
Proclamo il risultato della votazione:
presenti: 23
votanti: 23
maggioranza: 12
voti favorevoli: 23
Il Consiglio approva all'unanimità
Deliberazione n. 677 in data 27 febbraio 1974.
Questa deliberazione veniva sempre approvata in passato con lo scrutinio segreto, sia da parte della Giunta che da parte del Consiglio. Da parte del Consiglio però in questo momento, non credo che si debba ricorrere alla votazione segreta perché gli elenchi nominativi degli assistiti non sono allegati alla delibera. Per quanto riguarda gli enti di patronato, non essendoci dei nomi di singoli medici, credo che il Consiglio possa votare per alzata di mano.
Poiché nessun Consigliere intende prendere la parola, metto in votazione, per alzata di mano, la ratifica della deliberazione.
Proclamo il risultato della votazione:
presenti: 22
votanti: 22
maggioranza: 12
voti favorevoli: 22
Il Consiglio approva all'unanimità.
Deliberazione n. 560 in data 20 febbraio 1974.
Nessuno chiede la parola? Metto dunque in votazione, per alzata di mano, la ratifica della deliberazione.
Proclamo il risultato della votazione:
presenti: 23
votanti: 23
maggioranza: 12
voti favorevoli: 23
Il Consiglio approva all'unanimità.
Deliberazione n. 962 in data 27 marzo 1974.
Ha chiesto la parola il Consigliere Andrione. Ne ha facoltà.
Andrione (UV) - Vorrei chiedere all'Assessore alcune spiegazioni perché il vecchio ponte di Champorcher ha una vita un po' strana.
Sembra che già nel '64 avesse avuto una prima crisi, poi la crisi è rientrata e ultimamente degli enormi camion carichi di pietre viaggiavano su questo ponte che valorosamente resisteva agli sforzi.
Quando le pietre sono finite il ponte è risultato essere lesionato e, tra l'altro, anche dopo che l'Assessore ha posto un cartello che limita a quattro tonnellate il carico transitabile, ho personalmente visto dei camion transitarvi sopra allegramente, anche scarichi questi automezzi superano sempre le quattro tonnellate.
Ora, dall'altro lato, e in un certo senso ancora più stupefacente, il nuovo ponte di Champorcher ha conosciuto anche lui delle vicissitudini strane: la sua costruzione è stata prevista già da molto tempo, è andato in appalto, poi i lavori si sono fermati, probabilmente in relazione allo stato di salute del vecchio ponte.
Io vorrei conoscere dall'Assessore la cronistoria e i motivi che hanno portato a questa, secondo noi, un po' strana urgenza, quando sembra, dico sembra, che il vecchio ponte di Champorcher fosse da lungo tempo in condizioni precarie; inoltre il motivo per cui l'utilizzazione del ponte è stata permessa anche a carichi pesantissimi e questo recentissimamente.
Fosson (Vice Presidente) - Ha chiesto la parola l'Assessore ai Lavori pubblici Pollicini. Ne ha facoltà.
Pollicini (DP) - Il ponte di Champorcher risulta in condizioni precarie già da circa 20 anni. Su quel ponte però è transitata tutta la serie, penso di migliaia di camion, che hanno fatto parte delle grosse ditte che costruivano l'autostrada e quindi penso che siano passati migliaia di camion con carichi non inferiori ai 350 quintali e forse anche di più. È anche vero che recentemente questi camion hanno continuato a passare con questi carichi.
Il giorno però che eravamo qui in Consiglio sono stato chiamato dai tecnici dell'Assessorato a cui è arrivata la segnalazione del capo cantoniere della zona perché le spie di controllo, i vetrini, si erano rotti e quindi avevano destato allarme.
Subito fu effettuato un sopralluogo da parte degli ingegneri dell'Assessorato e dall'ing. Capo del Genio civile per verificare la condizioni del ponte. Nel loro rapporto, fatto direttamente al Presidente della Giunta perché emettesse l'ordinanza, era scritto che il ponte non poteva, in condizioni di sicurezza sopportare un carico superiore alle quattro tonnellate, per cui è evidente che non restava altro al Presidente della Giunta che fare l'ordinanza.
Il limite di quattro tonnellate non consente nemmeno il transito di un pullman a vuoto in quanto un pullman senza passeggeri pesa nove tonnellate. Per le ditte che avevano delle miniere al di là del ponte e che dovevano trasportare carichi oltre i 350 quintali è stata fatta una pista attraverso la Dora.
Evidentemente questa soluzione, che poteva valere per i camion, era estremamente pericolosa per gli altri mezzi, in particolare era pericolosa per i pullman di linea e per i pullman di altro genere.
Si trattava anche di tenere presente che la Valle di Champorcher, che è una Valle indubbiamente depressa, rimaneva isolata con queste limitazioni. Che poi le limitazioni non siano rispettate mi risulta altrettanto vero; d'altra parte io mi sono messo immediatamente in contatto con il Comando dei Carabinieri perché facesse rispettare i limiti, non solo, ma ho incaricato un tecnico specializzato di fare un controllo, con gli strumenti adeguati, in modo di avere la garanzia che il limite delle quattro tonnellate fosse un limite massimo ed eventualmente vedere se era possibile portarlo al limite dei pullman, si pure con il passaggio a vuoto e con il trasbordo dei passeggeri. Questo studio l'ho fatto fare il giorno stesso, però non ne ho ancora avuto i risultati dal tecnico.
È chiaro che con l'ingrossamento delle acque diventava addirittura impossibile il discorso del passaggio dei camion, e poteva essere anche secondario per certi aspetti, che trasportavano il materiale delle miniere che sono al di là del ponte; però il discorso di fondo era quello del collegamento della Valle di Champorcher.
Il ponte, che è stato appaltato nel '72, ha avuto inizio come lavori esattamente il 18 gennaio 1973. La consegna dei lavori e il capitolato di appalto prevedeva 300 giorni di lavori consecutivi. Nel giugno, esattamente il 23 giugno 1973, per ragioni idrauliche i lavori sono stati sospesi; non era possibile gettare l'impalcatura del ponte stesso in quanto la Dora era in piena. I lavori sono stati ripresi il 10 dicembre e dovrebbero essere ultimati, anzi saranno ultimati il 20 aprile.
Evidentemente era stato appaltato solo il ponte e occorrevano anche le due rampe di accesso ai bordi del ponte stesso. Si trattava quindi di fare un discorso contemporaneo alla ultimazione del ponte per renderlo agibile. È stato possibile appaltare alla stessa ditta che fa il ponte, anche le rampe e ci si è impegnati e io sono sicuro che l'impegno sarà mantenuto e non sono il tipo che si espone, di stabilire il termine per l'agibilità del ponte entro il 20 aprile. D'altra parte la stessa Commissione consiliare ai LL.PP., all'unanimità, ha ritenuto che non si potesse fare diversamente: fare la trattativa privata alle condizioni che ho spiegato, dopo che gli uffici dell'Assessorato hanno stabilito e concordato i prezzi che sono stati segnati anche nella delibera.
Quindi il problema è di questo genere: si tratta di rendere collegata la Valle di Champorcher con il resto attraverso questo intervento di urgenza e, mi pare che qui l'urgenza non fosse messa in dubbio, che consentirà dal 20 aprile di avere l'agibilità del ponte stesso.
Fosson (Vice Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Manganone. Ne ha facoltà.
Manganone (Ind.) - È vero che il mondo è bello perché è vario!
Ci sono delle date a cui io potrei fare dei commenti, ma non voglio cadere nel ridicolo. Io penso che questo ponte sia un ammalato da 20 anni, ma molto robusto perché si diche che in queste notti sia transitato un carico di 800 quintali, 80 tonnellate!
Non voglio entrare in polemica con l'Assessore, né con la Giunta; vorrei solo dire che, per la prima volta, si procede all'impermeabilizzazione di un ponte.
Prendo atto e mi congratulo con i tecnici e con l'Assessore che finalmente anche i ponti vengono impermeabilizzati; vorrei però raccomandare questo: siccome la data di transito, cui io non credo ancora, il 20 aprile e molto vicina, non vorrei che appena steso questo manto impermeabile si transiti con dei mezzi cingolati, altrimenti il nostro manto verrebbe compromesso.
Devo prendere atto di un'altra cosa: dopo le sfuriate che qualcuno ha fatto in sede di Commissione dei LL.PP., i lavori sono ripresi in modo sostenuto e rendo merito all'impresa che, solerte, sta svolgendo questi lavori.
Questa è una storia alquanto triste: con questo ponte abbiamo paralizzato per anni una vallata che è veramente la più depressa della Valle d'Aosta!
Mi auguro quindi di perdere la scommessa del 20 aprile.
Tuttavia l'impresa, e rendo pubblico elogio da questo banco, sta lavorando attivamente.
Fosson (Vice Presidente) - Le spiegazioni accurate dell'Assessore Pollicini lasciano sorgere il dubbio che l'urgenza potesse essere dichiarata molto prima.
Può darsi benissimo che si tratti soltanto di una serie di coincidenze, però è strano che sapendo che questo ponte era vecchio e quindi poco adatto a sopportare dei carichi molto pesanti, anche per la sua struttura, essendo dotato di due banchine laterali che in certi casi possono giocare come stortura, come sforzo non di carico, ma di piegatura dell'arcata del ponte, a un certo momento, e soltanto in quel momento, venga scatenata questa corsa alla pericolosità, al bloccaggio del ponte.
Io non ricordavo la data dell'appalto, ma del ponte nuovo di Champorcher se ne era parlato fin dal lontano 1966 e credo che l'Assessore Pollicini se ne ricordi.
L'ultima questione è questa: come si prevede di fare il raccordo, non alla Nazionale 26 (lì si vede abbastanza bene come può essere fatto il raccordo, anche se credo che, per chi verrà da Torino, l'immissione non sarà molto agevole e bisognerà indicare molto bene l'incrocio), ma dall'altro lato? Mi sembra che sulla sponda orografica destra della Dora ci siano ancora diversi lavori da fare e che la situazione non si presenti molto agevole.
Ha facoltà di parlare l'Assessore ai LL.PP. Pollicini, per le risposte.
Pollicini (DP) - Per quanto concerne alle domande del Consigliere Manganone, e rispondo contemporaneamente al Consigliere Andrione, devo dire che il carico di 800 quintali è possibile che sia passato, a attenzione: noi abbiamo fatto affiggere, il giorno stesso che i tecnici, il Genio civile e l'ingegnere capo dell'Amministrazione hanno dato l'allarme, i cartelli che limitavano il transito ai mezzi al di sotto delle quattro tonnellate e abbiamo incaricato, l'ho fatto personalmente io, il Comando dei Carabinieri di far rispettare queste limitazioni.
Noi non siamo tecnici e i limiti del nostro intervento sono stati questi: rispettare quella che è stata un'ordinanza del Presidente della Giunta; d'altra parte se il Presidente non avesse firmato l'ordinanza, dopo il rapporto di due Enti quali sono l'ingegnere capo della Regione e il Genio Civile sarebbe stato perseguibile per omissione di atti d'ufficio.
Andrione (UV) - Io non ho detto che si è permesso, ho detto che ho visto, nient'altro.
Pollicini (DP) - Tanto è vero che il passaggio dei mezzi pesanti avveniva di notte proprio per poter sfuggire al controllo che dipende dalla disponibilità delle forze dell'ordine.
È giusto il discorso che non sarà bene che passino i mezzi cingolati a rovinare l'impermeabilizzazione.
Per quanto riguarda il termine di consegna io sono più ottimista del Consigliere Manganone; d'altra parte è stata una delle condizioni per adottare la procedura d'urgenza, altrimenti non ve ne era motivo.
Per il raccordo sulla sponda orografica destra della Dora, dico che il tipo di raccordo che viene fatto, fa parte integrante del progetto definitivo; però adesso rientra nella strada dell'Enel, in attesa che venga appaltato, e dovremo farlo quest'anno, il raccordo con la strada per Champorcher, secondo il tracciato che ci è consentito.
C'erano proposte diverse, vi sono delle richieste anche di passare sempre sul terreno altrui da parte di chiunque è interessato. Il tracciato però è stato definito e penso che, in un arco di tempo sufficientemente breve, verrà appaltato il collegamento in modo che non si faccia un ponte e poi rimanga un tratto intermedio da effettuare.
Fosson (Vice Presidente) - Nessuno chiede la parola? Possiamo dunque procedere alla votazione, per alzata di mano, della ratifica della deliberazione di Giunta n. 962, in data 27 marzo 1974.
Proclamo il risultato della votazione:
presenti: 25
votanti: 25
maggioranza: 13
voti favorevoli: 25
Il Consiglio approva all'unanimità.
