Oggetto del Consiglio n. 404 del 24 novembre 1977 - Verbale
OGGETTO N. 404/77 - RIPRISTINO DEL DIVIETO DELL'USO DEL CANNOCCHIALE DA APPLICARE SUL FUCILE DA CACCIA. RITIRO DI MOZIONE.
Il Vice Presidente CHABOD dichiara aperta la discussione sulla seguente mozione, presentata dal Consigliere Manganoni, concernente l'oggetto: "Ripristino del divieto dell'uso del cannocchiale da applicare sul fucile da caccia", mozione trasmessa in copia ai Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza del 18 ottobre 1977:
---
Ill.mo Signor PRESIDENTE
del Consiglio regionale
SEDE
Il sottoscritto Consigliere regionale chiede alla S. V. di voler inserire all'ordine del giorno della prossima adunanza del Consiglio regionale la seguente
MOZIONE
L'Amministrazione regionale aveva proibito l'uso del cannocchiale da applicare sul fucile per la caccia al camoscio.
La revoca di detto divieto ha creato la possibilità di una maggiore distruzione di selvaggina.
Considerato il dovere di proteggerla il Consiglio regionale
DELIBERA
di ripristinare il divieto dell'uso del cannocchiale da applicare sui fucili da caccia.
Aosta, 9 settembre 1977 F.to: Manganoni
---
Il Consigliere MANGANONI illustra i motivi che l'hanno spinto a presentare la mozione.
Il Consigliere MAPPELLI dichiara di non ritenere che il problema della caccia in Valle d'Aosta si possa risolvere mediante l'abolizione dell'uso del cannocchiale dato che, a suo avviso, non vi è nessuna differenza, all'atto pratico, tra la caccia con o senza cannocchiale.
Il Consigliere FOURNIER, pur essendo un cacciatore, afferma di essere contrario, come lo è del resto la stragrande maggioranza dei membri della sezione cacciatori di Ayas, all'uso del cannocchiale.
Giustifica questa sua affermazione asserendo che nella caccia al camoscio e alla marmotta la cosa più difficile è l'avvicinamento della selvaggina.
Annuncia di attendere di conoscere le delucidazioni tecniche che l'Assessore all'Agricoltura e Foreste Marcoz fornirà in merito all'argomento in questione.
L'Assessore all'Agricoltura e Foreste MARCOZ fa presente che il Comitato Caccia, nell'autonomo esercizio del proprio potere concessogli dalla legge regionale del 28 maggio 1973, ha stabilito il ripristino dell'uso del cannocchiale.
Afferma che vari sono i motivi per cui l'Assessorato ha assunto tale decisione: la fissazione di un plafond massimo dei camosci abbattibili, l'aumento del calibro minimo del fucile che comporta la necessità di un maggior avvicinamento all'animale e l'impossibilità di applicare i silenziatori, in quanto il potenziale di scoppio della pallottola sarebbe troppo grosso e farebbe esplodere il fucile, l'obbligo per il cacciatore di spedire una cartolina al Comitato Caccia per ogni camoscio abbattuto, il divieto posto all'abbattimento dei camosci fino a 2 anni per permettere un ricambio generazionale.
Conclude facendo rilevare che il calendario venatorio per il 1977 è stato adottato sulla base di queste considerazioni e che potrà essere rivisto per il 1978.
Il Consigliere MANGANONI dichiara di aver apprezzato l'intervento del Consigliere Fournier, cacciatore serio e onesto, che ha smentito le considerazioni del Consigliere Mappelli.
Mostra di non ritenere che il limitare la possibilità di abbattimento dei camosci costituisca un'efficace regolamentazione della caccia, perché, a suo avviso, questa limitazione è tale solo sulla carta essendovi svariati mezzi per non rispettarla.
Si dice contrario all'autonomia del Comitato caccia.
Ritiene che le affermazioni dell'Assessore Marcoz siano state dettate da fini elettoralistici.
Conclude formulando la richiesta che la sua mozione venga messa in votazione, in modo che le varie associazioni naturalistiche ed ecologiche possano conoscere le posizioni dei Consiglieri sull'argomento in questione.
Il Consigliere TAMONE si professa acceso sostenitore della caccia, ma concorda sulla proposta dell'abolizione dell'uso del cannocchiale.
Il Presidente della Giunta ANDRIONE premette di essere personalmente contrario alla caccia, ma ritiene che la discussione che si sta sviluppando sia, allo stato attuale, inutile dato che ormai la caccia è chiusa e dunque essendo la mozione destinata a valere per la prossima stagione venatoria ritiene che al riguardo dovrà pronunciarsi l'assemblea che scaturirà dalla prossima consultazione elettorale del mese di giugno.
Propone invece la convocazione delle Associazioni ecologiche, del Direttore del Parco Nazionale del Gran Paradiso e dei cacciatori per discutere sull'opportunità o meno di abolire l'uso del cannocchiale.
Il Consigliere PARISI afferma che se, in base alle statistiche citate dall'Assessore all'Agricoltura e Foreste, il numero dei capi abbattuti con l'uso del cannocchiale è diminuito, bisogna tener presente che ciò è dovuto ad agenti atmosferici.
Conclude dichiarando di essere contrario a consentire l'uso del cannocchiale.
Il Consigliere LUSTRISSY stigmatizza la tendenza del Consiglio a rinviare continuamente le decisioni e, nel caso particolare il fatto che il Consiglio demandi ogni competenza al Comitato caccia.
Afferma polemicamente che, se i camosci avessero il diritto di voto, probabilmente l'argomento verrebbe affrontato immediatamente.
Non concorda con la proposta formulata dal Presidente della Giunta perché ritiene inutile un confronto in cui ognuno ribadirà le proprie posizioni.
Conclude dichiarando che il Gruppo dei Democratici Popolari è favorevole all'abolizione dell'uso del cannocchiale.
Il Consigliere CHANU afferma che spetta al Consigliere Manganoni, in quanto presentatore, assumere ogni decisione in merito all'eventuale ritiro della mozione, ma ritiene che, avendo suscitato la mozione un notevole interesse, sarebbe opportuno, a suo avviso, che il Consiglio manifestasse il proprio orientamento, pur essendo ormai chiuso il periodo della caccia.
Il Consigliere MAPPELLI fa presente che, avendo il Comitato caccia preso una decisione sulla base di una competenza affidatagli da una legge regionale, il Consiglio regionale è tenuto a rispettarla a meno che non intenda sciogliere il Comitato stesso.
Il Consigliere FOURNIER sostiene che il rispetto dell'autonomia del Comitato caccia non implica il divieto di indirizzare critiche all'operato del Comitato stesso.
Fa rilevare, in merito alle statistiche fornite dall'Assessore Marcoz, che il minor abbattimento di camosci è stato determinato anche dalla chiusura delle strade interpoderali che hanno costretto i cacciatori a fare più lunghi spostamenti a piedi.
Il Consigliere CHINCHERÉ chiede che il Consiglio venga informato dei motivi che hanno indotto il Comitato caccia a reintrodurre l'uso del cannocchiale.
Fa presente che la Valle d'Aosta non dispone di un poligono di tiro perché quello di Saumont non è in funzione, non essendo ancora stato collaudato.
Invita quindi il Presidente della Giunta a farsi parte diligente perché tale inconveniente venga superato.
Il Consigliere CHANU chiede al Consigliere Manganoni se intende ritirare la mozione o chiederne il rinvio.
Il Consigliere MANGANONI dichiara di ritirare la mozione accettando la proposta del Presidente della Giunta.
Il Consigliere CHANU chiede che, ai sensi dell'articolo 110 del Regolamento, che il ritiro di mozione venga messo in votazione.
Il Vice Presidente CHABOD, dopo aver constatato che nessun altro Consigliere intende prendere la parola sull'argomento in esame, a' sensi dell'art. 110 del Regolamento interno del Consiglio, pone ai voti, per alzata di mano, l'approvazione della proposta di ritiro della mozione in discussione.
Procedutosi alla votazione, per alzata di mano, il Vice Presidente CHABOD accerta e comunica che il Consiglio, con ventun voti favorevoli e sette voti contrari (Consiglieri presenti: ventinove; votanti: ventotto; astenutosi dalla votazione il Consigliere Pedrini), ha approvato la proposta di ritiro della mozione di cui all'oggetto.
Il Consiglio prende atto.
______
