Oggetto del Consiglio n. 759 del 28 luglio 2004 - Resoconto
OGGETTO N. 759/XII - Eventuali adeguamenti alla luce della recente sentenza della Corte costituzionale della legge regionale 1/2004 disciplinante la sanatoria edilizia introdotta dal Governo. (Interpellanza)
Interpellanza
Premesso:
- che la Regione ha disciplinato con una propria norma gli ambiti di operatività della sanatoria edilizia di cui all'articolo 32 del D.L. 269/2003, poi convertito nella legge 326/2003;
- che con sentenza n. 196/2004, la Corte Costituzionale ha confermato la legittimità della sanatoria edilizia introdotta dal Governo, riconoscendo tuttavia alle Regioni un più ampio margine di intervento nel disciplinarla;
- che il Governo è successivamente intervenuto con il D.L. 168/2004 e non sembra che ci siano in itinere ulteriori interventi normativi "di contenuto" dopo la pronuncia della Consulta;
ciò premesso, i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
l'assessore delegato per sapere:
1. se, considerata la sentenza di cui in Premessa e la proroga dei termini per l'adesione, è intendimento della Giunta regionale procedere a un adeguamento della legge regionale 1/2004;
2. quante sono le richieste di sanatoria finora pervenute ai singoli Comuni.
F.to: Tibaldi - Lattanzi - Frassy
Président - La parole au Conseiller Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - Come ben sa l'Assessore, il condono edilizio va avanti, perché la sentenza n. 196 della Corte costituzionale ha confermato la legittimità della sanatoria edilizia introdotta dal Governo lo scorso anno; ha altresì riconosciuto alle regioni un più ampio margine di intervento nel disciplinarla. La pronuncia della consulta è così dettagliata che il Governo si è limitato ad intervenire con il decreto legge n. 168, che dovrà essere convertito e che ha fissato la nuova scadenza per aderire al condono entro il 10 dicembre 2004; non sembra che vi siano in itinere ulteriori atti normativi da parte del Governo.
La scelta operata dal Governo è rispettosa delle indicazioni della Corte costituzionale, che riserva allo Stato la competenza esclusiva in materia penale e attribuisce alle regioni tutto lo spazio per intervenire in merito agli abusi insanabili sul proprio territorio e alle condizioni per poter procedere in questo senso. Come saprà l'Assessore, alle regioni sono state ampliate le competenze, le potestà di intervento per quanto riguarda anche i limiti volumetrici inferiori a quelli indicati nella legge dello Stato, le tipologie, quindi le possibilità, le condizioni, le modalità per ammettere a sanatoria determinate tipologie piuttosto che altre, il silenzio-assenso dei comuni, quali saranno gli effetti, come dovrà essere interpretato, quale efficacia avrà, i costi della sanatoria ove le regioni hanno anche un ruolo nel determinare la misura degli oneri concessori.
In parte questi principi sono già stati recepiti nella legge regionale n. 1/2004, una legge che ha limitato gli ambiti di operatività previsti dalla legge di sanatoria statale. Non vogliamo entrare nel merito dei principi, che sono stati anche condivisi, perché il nostro gruppo consiliare ha votato favorevolmente tale legge regionale; siamo invece preoccupati relativamente all'applicazione della stessa. Un'applicazione che ha avuto un suo momento di confronto con le amministrazioni locali e con i tecnici preposti a presentare le domande di condono per conto dei privati in quel di Gressan, incontro che non ha dissipato la grande quantità di dubbi e di perplessità che sono state manifestate in quella sede e che purtroppo per i privati interessati stanno scoraggiando il ricorso allo strumento della sanatoria. La presenza autorevole del Prof. Golinelli, ispiratore di questa iniziativa legislativa poi adottata dalla Giunta ed approvata dal Consiglio, non ha fugato questi problemi, che ora si stanno riproponendo a distanza di tempo tali e quali.
Con questa interpellanza sottoponiamo all'Assessore un quesito molto semplice, ovvero se, alla luce della sentenza della Corte e del provvedimento del Governo, è intendimento della Giunta di procedere ad un adeguamento della legge regionale; ripeto: senza snaturare i principi, ma cercando di dare una completezza all'impostazione normativa che ora non pare sussistere. L'Assessore sa che noi siamo titolari di una proposta legislativa in tal senso, ma che ora esula dalle questioni che sono state sottoposte con questa interpellanza. Il secondo quesito che poniamo è il seguente: "quante sono le richieste di sanatoria finora pervenute ai singoli comuni". L'Assessore sa che la pronuncia della sentenza da parte della consulta ha congelato la possibilità dei privati di inoltrare le singole domande di sanatoria; questo problema, che non sembra ancora chiarito da un punto di vista normativo, aumenta le difficoltà da parte dei singoli di ricorrere allo strumento della sanatoria. Queste le nostre domande, a cui fornirà una risposta l'Assessore.
Président - La parole à l'Assesseur au territoire, à l'environnement et aux ouvrages publics, Cerise.
Cerise (UV) - Il 24 giugno la Corte costituzionale ha reso nota la propria sentenza relativa ai ricorsi presentati da alcune regioni sulla legittimità della legge sul condono, accogliendoli, mentre la stessa Corte costituzionale ha dichiarato illegittime le leggi di altre regioni - compreso il Friuli Venezia Giulia - che ponevano pesanti restrizioni al condono stesso. La Corte costituzionale ha individuato in capo allo Stato la competenza esclusiva sulla materia penale dell'estinzione del reato e ha deciso di emanare norme di principio e limiti entro i quali possono muoversi le regioni per fissare i parametri della sanatoria. Alle regioni spetta dunque determinare, all'interno dei limiti massimi fissati a livello statale, quali tipologie possono essere condonate sul proprio territorio, a quali condizioni e per quali volumetrie. Maggiore autonomia dei governi locali, quindi, che, però, ammonisce la Consulta, non significa totale libertà, dichiarando quindi - su ricorso del Governo - l'illegittimità costituzionale di 4 leggi regionali e di un atto di indirizzo della Regione Campania che avevano dichiarato o considerato inapplicabilile nel loro territorio la legislazione sul condono edilizio.
Con l'articolo 5 del decreto legge n. 168/2004 sono stati intanto spostati i termini per le domande al 10 dicembre e sono stati avviati i confronti per la redazione del testo di legge conforme alle direttive della consulta. Ricordo che il decreto legge n. 168 ha dato attuazione solo in parte alla sentenza con cui la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità parziale delle norme statali sul condono. Riprendo quanto ha detto l'interpellante, perché è in atto un serrato scambio di proposte fra esponenti governativi ed esponenti delle regioni, per vedere se è possibile trovare un'intesa su alcune integrazioni da porre al decreto legge n. 168, peraltro lo stesso Ministro La Loggia dice: "abbiamo aggiornato l'incontro con gli enti locali a martedì mattina, in modo da dare alle regioni il tempo di preparare un pacchetto di proposte che saranno valutate dal Ministero dell'economia". Si tratta per lo più di proposte limitative rispetto alla proposta originaria contenuta nella legge sul condono.
La legge regionale n. 1/2004, nella necessità di regolamentare la materia del condono - la disciplina statale doveva e dovrà essere applicata, in via sostitutiva, nel caso di assenza di una legge regionale - e sulla base della competenza primaria in materia urbanistica, ha già operato nel senso stabilito dalla Corte costituzionale indicando con chiarezza i limiti del condono nella nostra Regione per meglio orientarlo sulle effettive esigenze del territorio valdostano. Tali limiti, si ricorda, sono quelli di permettere di sanare i piccoli abusi che, seppure non conformi al piano regolatore, tuttavia non compromettono il nostro territorio o ne deturpano il paesaggio e ciò senza premiare illegittimità alcuna. La norma attuale non ha quindi bisogno di ulteriori modifiche per quanto riguarda le tipologie di abuso sanabili e le condizioni del condono, mentre nelle prossime settimane dovremo verificare se e quali integrazioni siano necessarie, per chiarire gli aspetti più procedurali che non dovessero essere definiti nella nuova normativa nazionale.
Circa la gestione delle procedure di condono edilizio, ricordo che queste competono ai singoli comuni, che devono provvedere a raccogliere ed istruire le istanze per il rilascio della concessione edilizia in sanatoria. Come già evidenziato in questa sede, alla Regione pervengono solo le richieste di parere nelle materie di propria competenza, in particolare per quanto riguarda gli aspetti vincolistici. Ad oggi, a maggior ragione, vista la situazione generale, non sono ancora pervenute richieste in tal senso, cioè non sono arrivate richieste di autorizzazione, mentre per quanto riguarda i dati sulle domande presentate ai comuni, devo riportare un dato che mi è stato trasmesso dal CELVA, risultano pervenute al 31 marzo 2004, complessivamente 58 domande: 22 Aosta, 6 Courmayeur e Valtournenche, 5 Cogne, 4 Charvensod, 3 Sarre e La Salle, 2 Pré-Saint-Didier, 1 Ayas, Brusson, Gaby, La Thuile, Quart, Saint-Marcel, Saint-Pierre.
Président - La parole au Conseiller Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - La relazione riprende i passi della sentenza n. 196 della Corte costituzionale, del decreto legge n. 168, quindi i contenuti sono inconfutabili e, da quel punto di vista, vi è sostanziale similitudine. Vi sono forse delle differenti valutazioni per quanto riguarda altri due punti che ritengo importanti: il primo è l'indirizzo politico. Abbiamo un'autonomia normativa in materia urbanistica che, grazie allo Statuto speciale, è addirittura anteriore alla riforma del titolo V della Costituzione e questa autonomia normativa è bene utilizzarla in tutta la sua ampiezza, anche adesso quando una sentenza della Corte ne sottolinea le peculiarità, perché la Corte, pur riconoscendo la legittimità della sanatoria edilizia prevista dallo Stato, ha accentuato le potestà normative di intervento da parte delle regioni. Se, come da più parti abbiamo sentito dire, la norma statale poteva essere lacunosa - il famoso decreto legge n. 269 poi convertito, l'articolo 32 in particolare - è bene che le lacune dello Stato vengano colmate da una Regione che è attenta alle modalità di intervento in un ambito normativo che è il suo proprio e tuteli i privati interessati a ricorrere a questo strumento.
L'indirizzo politico non lo fa il Ministro La Loggia, né l'incontro che vi sarà martedì nell'ambito di una conferenza fra il Ministro e i titolari delle varie regioni, fra cui lei, Assessore. Lei ha detto che questa legge non ha bisogno di alcuna ulteriore modifica, ma non siamo noi a dire che tale provvedimento non ha bisogno, più che modifica, di alcun chiarimento ed approfondimento... perché, da un punto di vista applicativo, il numero esiguo di richieste che lei ha citato sulla base di dati forniti dal CELVA lo testimonia... sono solo 58 domande. Se la legge valdostana ha lo scopo politico di boicottare l'utilizzo del condono da parte di privati, diciamolo chiaramente; se invece vogliamo porre i privati nella condizione di utilizzare tale strumento, facciamolo a tutti gli effetti. Come lei sa, sono molti i privati titubanti ad inoltrare la domanda al comune di competenza perché temono che la loro domanda non venga accettata, di conseguenza sconfinino in quel grosso problema che è l'autodenuncia, piuttosto evitano di farlo, mantengono l'abuso, che così non viene sanato, che esorbita dal controllo urbanistico dei singoli enti locali e che provoca delle conseguenze che danneggiano il privato, ma anche il comune, che non ha il controllo sulla situazione e non percepisce neppure un'imposta come l'ICI, che potrebbe percepire anche da entità edilizie sanate a posteriori. Noi diciamo, e non come forza politica, ma come privati cittadini, che vi è bisogno di chiarezza nella normativa predisposta dalla Regione, normativa che abbiamo votato sulla base di un accordo che era stato preso, dopo una lunga riunione in fase di sospensione del Consiglio, che certi passaggi normativi avrebbero dovuto essere chiariti in una deliberazione successiva. È stata adottata la deliberazione n. 626, sono state fatte delle precisazioni attraverso una comunicazione della struttura competente, tuttavia i risultati sono quelli che l'Assessore ha ricordato: 58 domande. Vi è paura di procedere ad inoltrare le domande di condono.
Non vogliamo che una legge come la n. 1/2004 fallisca, perché sarebbe comunque un fallimento della capacità dell'autonomia legislativa regionale di intervenire con modalità certe e appropriate nel governo del nostro territorio. Siamo d'accordo con lei e con quei colleghi consiglieri che hanno votato la legge; ma d'altra parte i privati chiedono che vi sia un'impostazione che sia leggibile e da parte loro, e da parte degli amministratori locali che devono applicarla. Il nostro suggerimento è di far tesoro di una pronuncia autorevole come quella della Consulta, facendo le opportune integrazioni, senza le quali oggi non è permessa un'applicazione corretta e coerente della legge sulla sanatoria edilizia così come è stata impostata e prevista nella versione della legge n. 1/2004.
Président - Avec ce point nous terminons nos travaux pour aujourd'hui. La séance est convoquée pour demain à 9 heures.
La séance est levée.
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La séance se termine à 20 heures 9.
