Oggetto del Consiglio n. 754 del 28 luglio 2004 - Resoconto
OGGETTO N. 754/XII - Conservazione ed esposizione degli oggetti riguardanti la tradizione degli sport e giochi popolari. (Interpellanza)
Interpellanza
Visto il successo della mostra-esposizione "Joà - Giochi tradizionali in Valle d'Aosta", svoltasi la scorsa estate presso il Castello di Ussel, a Chatillon;
Osservato che già negli anni passati si prospettò l'ipotesi di istituire un piccolo museo etnografico sui giochi popolari valdostani, individuando una possibile sede permanente a Fénis;
Saputo che tale progetto non venne realizzato a causa dell'impossibilità di acquisire i locali (posti nei pressi del noto Castello di Fénis) da destinare all'iniziativa;
Creduto che l'istituzione di un museo permanente o forse, meglio, di un'esposizione itinerante sugli sport ed i giochi della tradizione valdostana possa costituire un evento culturale di rilievo, soddisfare la curiosità dei turisti (specie nei periodi di bassa stagione) e permettere di raccogliere e catalogare un interessante e consistente materiale di carattere storico, che altrimenti rischia di deperire o di essere smarrito;
Ritenuto opportuno sollecitare il governo regionale alla concreta realizzazione dell'iniziativa in esame;
il sottoscritto Consigliere regionale
Interpella
l'Assessore competente per sapere:
1. se condivide l'esigenza di conservare ed esporre adeguatamente gli oggetti e la documentazione riguardanti la tradizione degli sport e dei giochi popolari valdostani;
2. quali iniziative intende eventualmente assumere al riguardo.
F.to: Curtaz
Président - La parole au Conseiller Curtaz.
Curtaz (Arc-VA) - Scopo dell'iniziativa è quello di rilanciare un'idea che peraltro non è neanche troppo nuova e neppure originale, perché si tratta di un'idea che ricordo in un recente passato aveva fatto anche un po' di strada. Stiamo parlando della metà degli anni '90, quando sembrava che fosse una proposta possibile da realizzare, tanto che venne a suo tempo individuata anche la possibilità di acquisizione di un locale, allora stavo dall'altra parte, delle associazioni, è per quello che so di questa cosa: ... venne individuata un'eventuale sede museale in un edificio a Fénis vicino al castello che la Regione avrebbe dovuto acquisire, poi credo che, per problemi legati alla difficoltà di acquisizione dei locali, quel progetto venne abbandonato. È un progetto che, se non ricordo male, aveva allora come massimo artefice e interessato raccoglitore di documentazione e di attrezzature Pierino Daudry, che all'epoca era Presidente della federazione che raccoglie l'Associazione degli sport popolari.
Credo che un'iniziativa di questo genere debba andare oltre gli sport popolari per ricomprendere tutto quanto riguarda la nostra tradizione ludico-sportiva, come i giochi dei bambini. Ritengo che una decisione in questo senso, come dico nella mia iniziativa, vada presa, perché vi è il rischio che una documentazione in senso ampio - fotografica, attrezzature, eccetera - vada danneggiata, ci sono molti privati che hanno queste loro piccole raccolte, più o meno grandi ed importanti, sarebbe interessante avere una sede espositiva permanente o itinerante o forse - come si diceva oggi in una chiacchierata informale con l'Assessore - una sede permanente, ma che possa essere anche itinerante all'occorrenza, perché vi è un po' di interesse intorno a queste cose e l'iniziativa avrebbe lo scopo principale di conservare la documentazione ed offrire anche una piccola curiosità per i turisti, penso soprattutto ai periodi più "morti" dal punto di vista dell'afflusso turistico, penso anche alle alternative del cosa fare dopo la passeggiata in montagna. In genere queste sono iniziative che incuriosiscono sempre molto i turisti; fra l'altro, sarebbe un'iniziativa con costi relativamente bassi, non si tratterebbe di acquistare nulla per quanto riguarda il materiale, in quanto credo sia materiale che può essere tutto donato dai possessori privati di questi piccoli beni. Reputo quindi che sia un'iniziativa che possa essere intrapresa con un po' di buona volontà.
Président - La parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Charles Teresa.
Charles (UV) - L'exposition "Joà - jeux traditionnels en Vallée d'Aoste", qui s'est déroulée l'été dernier auprès du Château d'Ussel, comme vous l'avez affirmez, a eu un bon succès: 4.000 entrées dont 2.400 à plein tarif, puisqu'il faut considérer que les enfants, les jeunes jusqu'à 18 ans et ceux qui dépassent les 65 ans ne paient pas. L'exposition présentait une grande série de photographies modernes ou anciennes appartenant au BREL. Les photos modernes avaient une approche et une interprétation surtout sociologiques et artistiques; les objets ethnographiques, au contraire, étaient plutôt rares pour un choix qui est bien expliqué dans les pages du riche catalogue qui accompagnait l'exposition.
"La recherche..." - affirment les auteurs de cette exposition de l'année dernière - "... répond moins aux besoins de combler une lacune d'ordre historiographique et/ou ethnographique, qu'au désir de comprendre la réalité des jeux traditionnels hors de toute dynamique de partage social et d'y prendre part".
Moi je ne connaissais pas l'hypothèse d'instituer un petit musée ethnographique sur les jeux populaires à Fénis, ce qui serait bonne chose, mais qui serait peut-être différente de l'exposition de l'année dernière. Le matériel nécessaire, comme vous avez bien dit, ne serait pas énorme, compte tenu de la simplicité des outils et le matériel photographique et historique existe et surtout n'est pas en danger vu qu'il appartient à une institution, qui s'occupe justement de la tutelle et de la sauvegarde de la mémoire. Un expert de jeux populaires me conseillait hier comme lieu idéal de réaliser une exposition permanente de jeux populaires à Brissogne dans le siège construit pour les jeux. Je ne sais pas si tout le monde peut partager cette idée, mais enfin c'est une suggestion comme une autre.
Cette sauvegarde que vous souhaitez en général à mon avis aussi devrait aller dans une direction plus ample, en mettant en valeur toute la richesse des matériels que nous avons vus, par exemple ces dernières années dans la "Maison de Mosses", ou bien en plus le patrimoine conservé dans les entrepôts régionaux et il y en a, sans compter la "collection Cerise" que nous venons d'acquérir (on a eu l'acceptation de cette collection l'année dernière).
Moi je pense, comme le collègue interpellant, que la sauvegarde de notre patrimoine ethnographique est une marque fondamentale de notre civilisation valdôtaine; naturellement ce souci de protection et de tutelle comprend aussi les objets et la documentation des sports et des jeux populaires.
Cette année au Château d'Ussel, nous avons conçu dans ce secteur l'exposition des jeux anciens - qui appartiennent à la "collection Daudry", qui les a vendus dans le passé à la Région - au titre "Tatà, pouette e borioule", avec ce titre en patois, voulu, qui renforce l'enracinement au territoire. L'exposition pour le moment paraît avoir un grand succès avec une présence moyenne journalière de 65 personnes par jour contre les 35 de l'année dernière; donc peut-être... on verra... ce ne sont pas des données définitives, ce ne sont que des données partielles, ce qui pourrait démontrer l'importance et même le désir et l'enthousiasme des gens à voir ces aspects de la civilisation valdôtaine, ce qui nous encouragerait à aller dans cette direction.
Président - La parole au Conseiller Curtaz.
Curtaz (Arc-VA) - Prendo atto del buon accoglimento della proposta da parte dell'Assessore, fra l'altro mi ha fornito dei dati che non conoscevo. L'iniziativa dell'anno scorso, ovviamente, è cosa totalmente diversa rispetto a quanto propongo con questa interpellanza, ma era interessante, un'iniziativa essenzialmente fotografica a cui si abbinò un po' di esposizione di attrezzatura datata; fra l'altro, aveva la curiosità di essere una mostra fotografica di un fotografo laziale che mai aveva visto questi sport popolari, quindi le sue foto avevano un taglio originale. Credo che un po' della forza artistica di questa fotografia fosse dovuta proprio al fatto dell'occhio dell'estraneo rispetto a questa realtà.
Dicevo, l'Assessore ha fatto riferimento ad un dato che mi sembra molto significativo: non sapevo che 4.000 persone avessero visitato quella mostra, in un luogo che peraltro è bellissimo, ma non di facilissimo accesso, perché bisogna proprio andarlo a trovare e occorre fare quei salutari 10 minuti a piedi. Ritengo quindi che 4.000 persone, di cui 3.200 paganti, che visitano una mostra di quel tipo sia un numero di tutto rispetto. Se è vero che quest'anno una mostra su tematiche complementari rispetto a quelle altre sta avendo ancora più successo, ciò dimostra che una sede espositiva... non so se la proposta di mettere una sede espositiva nell'edificio in corso di realizzazione a Brissogne sia un'idea buona, sicuramente utilizzeremmo uno spazio abbastanza grande già esistente. Credo che, dal punto di vista espositivo, non sia una sede eccellente, perché non è predisposta a tal fine, perché è proprio in mezzo al verde ed è di difficile accesso per il turista che deve andarla a cercare, perché un conto è una sede espositiva che sia in un borgo, in un villaggio o in una cittadina... piuttosto che in un edificio grande, ma che somiglia a un capannone nei pressi di un'autostrada; tuttavia, non la scarterei, come ipotesi, anche perché, visto che dal mio punto di vista è molto importante che si faccia, non vorrei che poi a fare "troppo i difficili" non si riesca a realizzarla da nessuna parte.
Prendo atto che l'Assessore è d'accordo sulla proposta, posso anche offrirgli nel mio piccolo della documentazione su iniziative analoghe che sono state messe in piedi in Francia, ho qui un dépliant che presenta un'iniziativa espositiva in Occitania, ma ve ne sono tantissime altre. Visto che prima l'Assessore Marguerettaz ci stimolava a dare dei consigli, su questo punto chiederei all'Assessore Charles ogni tanto di fare l'Assessore in attacco e non sempre di giocare in difesa, quindi di proporsi e fare questa iniziativa.
