Oggetto del Consiglio n. 68 del 4 aprile 1974 - Resoconto
OGGETTO N. 68/74 - Centres culturels valdôtains e corsi serali di Villeneuve. (Interpellanza)
Dolchi (Presidente) - L'ordine del giorno reca ora lo svolgimento dell'interpellanza del Consigliere Maria Ido Viglino relativa all'oggetto: "Centres culturels valdôtains e corsi serali di Villeneuve".
Do la parola al Consigliere Maria Ido Viglino per l'illustrazione della medesima.
Viglino (RV) - Con questa mia interpellanza riprendo un argomento di cui avevo già parlato durante la discussione del bilancio.
In questi ultimi mesi si è sentito parlare molto dei "Centres culturels" e quindi volevo avere alcuni chiarimenti da parte dell'Assessore alla P.I. su questi argomenti. Penso che senz'altro l'Assessore, dopo la riunione di sabato pomeriggio, sarà in grado di fornirmi i chiarimenti che ho richiesto.
Vorrei fermarmi un momento sul terzo punto dell'interpellanza, cioè sull'argomento del "Corso serale di Villeneuve" in particolare e dei corsi serali in generale.
Io sono perfettamente d'accordo sull'apertura di questi corsi serali, per la preparazione alla Licenza di Terza Media e quindi sono - ripeto - perfettamente d'accordo sulla iniziativa; mi sono soltanto un po' sorpresa quando ho avuto tra le mani l'orario di tale scuola, non per quanto riguarda le ore che sono state stabilite, i corsi serali devono tener conto di molti fattori ed infatti questo corso serale incomincia alle 19,30 e finisce per tre giorni alla settimana alle 22,30 e per due giorni alla settimana alle 23,15.
Evidentemente io sono convinta della buona volontà degli insegnanti che sono stati scelti, so anche che è molto difficile trovare del personale per svolgere questo lavoro e d'altra parte io stessa conosco alcune di queste persone e so per esempio che qualcuna si è già dedicata a un corso serale l'anno scorso senza percepire alcuna retribuzione; piuttosto volevo richiamare l'attenzione su un fatto che può sembrare di dettaglio e invece è una questione di principio che noi dobbiamo difendere.
In tutte le nostre scuole è stata data applicazione al principio secondo cui la lingua francese è equiparata ala lingua italiana, infatti in tutte le scuole quando ci sono per esempio 5 ore di italiano, nell'orario nazionale, queste 5 ore sono affiancate da 5 ore di francese, se sono 6, sono affiancate da 6 ore ecc.; in questo orario, che ovviamente è più ristretto dell'orario scolastico diurno, sono state riservate alla lingua francese soltanto 4 ore contro le 6 di italiano.
Ora io penso che si sarebbe potuto, per esempio, fare 5 ore di italiano e 5 ore di francese, tanto per salvaguardare il principio, comunque questa è una questione che si può rivedere.
Piuttosto mi sono preoccupata della distribuzione di queste ore di insegnamento, ho una discreta esperienza in merito perché sono quasi al trentesimo anno di insegnamento e so benissimo che l'attenzione degli alunni scema già dopo un'ora, un'ora e mezzo di insegnamento. Io non condivido la suddivisione ora per ora, perché tante volte ad un insegnante per poter ultimare bene la sua lezione sono necessarie due ore, ma in quest'orario hanno esagerato un po', infatti io vedo che il lunedì, incominciando alle 19,30 l'orario comporta: "francese, francese, francese, francese", quattro ore di seguito della stessa materia non può che portare una stanchezza notevole sia nell'insegnante sia e soprattutto in alunni che frequentano questo corso serale dopo aver già sopportato le fatiche di una intera giornata di lavoro. Ma purtroppo si continua, il martedì abbiamo: "italiano, italiano, italiano, italiano", e il mercoledì; "italiano, italiano" seguito in questo caso da: "matematica, matematica, matematica, per riprendere il giovedì: "matematica, matematica, matematica", le uniche ore secondo me disposte proprio bene sono le ore di disegno che occupano le ultime due ore di giovedì. Per venerdì abbiamo: "storia e geografia, storia e geografia, storia e geografia, storia e geografia".
Penso sia mio dovere far presente all'Assessore alla Pubblica Istruzione questo fatto perché si possa rimediare.
Io penso - e l'Assessore conosce già il mio parere in merito - che da quando è stata creata la Sovraintendenza agli Studi e l'Assessorato alla Pubblica Istruzione in Valle d'Aosta, c'è stata una gran confusione, invece di essere due uffici completamente staccati, sebbene coordinati, in fondo abbiamo assistito a questo: da una parte l'Assessore deve tante volte occuparsi di questioni che riguarderebbero essenzialmente la Sovraintendenza e viceversa. Questo problema dei corsi serali è secondo me una questione didattica e quindi di competenza della Sovraintendenza.
Allora io pregherei l'Assessore e il Consiglio di promuovere un rinnovo e una ristrutturazione degli Uffici della Regione, perché ricordiamo che la Sovraintendenza agli Studi è stata creata in sostituzione di un Provveditorato e quindi le sue funzioni sono ben diverse delle funzioni di un Assessorato.
Dolchi (Presidente) - Ha facoltà di parlare l'Assessore Lanivi per la risposta.
Lanivi (DP) - L'interpellanza è divisa in due parti, la prima parte riguarda essenzialmente il discorso dei "Centres culturels" mentre la seconda si riferisce a un corso serale di Villeneuve.
Per quanto riguarda la prima parte dirò che da alcuni mesi abbiamo iniziato un lavoro per ricercare, fare un inventario dei gruppi, centri, associazioni culturali che agiscono in Valle d'Aosta e abbiamo già fatto due riunioni in questi ultimi mesi con i responsabili di questi centri, al fine di fare un discorso comune e anche per evitare un comportamento non intelligente da parte dell'Amministrazione regionale.
Già alla prima riunione si è venuti a conoscenza di un certo numero di gruppi che non conoscevamo; si tratta di quasi una trentina di gruppi giovanili, per l'esattezza di 26 gruppi e più precisamente essi sorgono nei Comuni di: Aymavilles, Aosta (Gruppo Valdôtain d'Aoste), Derby, La Thuile, St. Nicolas, St. Pierre, Valsavaranche, Villeneuve, Charvensod, Torgnon, Pont St. Martin, St. Christophe, Introd, Verres, Challand St. Victor, Challand St. Anselme, Courmayeur, La Salle, Valgrisanche, Chatillon, Champorcher, Avise, Arnaz, Issime. Questi sono i gruppi coi quali abbiamo fatto una prima riunione.
È difficile descrivere le attività di questi gruppi, perché l'attività di ogni singolo gruppo è diversa dalle altre; per esempio St. Nicolas, St. Pierre, Introd e Arnaz hanno come attività principale, o meglio più caratterizzata, quella del teatro dialettale e ancora ultimamente, per esempio i giovani di Introd hanno tenuto una bellissima rappresentazione in patois, cui ho assistito anch'io; nello stesso modo il gruppo di St. Nicolas va in altri Comuni a portare delle pièces in patois e così St. Pierre e Arnaz.
Altri gruppi invece hanno come attività principale quella di organizzare dibattiti, proiezioni di diapositive, collegamenti con Associazioni francesi, conferenze.
Le caratteristiche che attualmente mi sembrano più significative sono:
1) nascono spontaneamente da gruppi di giovani a livello comunale o, addirittura, a livello frazionale;
2) il loro obiettivo non è esclusivamente ristretto all'ambito giovanile, ma cercano di coinvolgere la piccola comunità nella quale vivono, attorno ai problemi di interesse generale, per esempio i gruppi giovanili dell'alta valle, cercano di attirare l'attenzione della popolazione sui problemi dell'utilizzazione del territorio.
A mio parere queste presenze sono utili; il problema è come l'Amministrazione regionale può porsi nei confronti di questi gruppi. Con loro ho discusso in queste due riunioni; abbiamo in programma, a breve scadenza, un altro incontro, perché non ritengo che l'Amministrazione regionale possa semplicemente concedere dei sussidi e dei contributi senza studiare come strutturare il proprio intervento affinché possa essere utile a questo tipo di attività.
Nell'ultima riunione, in linea di massima, si è arrivati ad alcune conclusioni che possono essere sintetizzate in questo modo: invece di dare contributi, fornire certi strumenti che possono servire ai giovani, ma tali strumenti devono trovare la loro sistemazioni in centri gestiti dall'Amministrazione regionale. Quindi, in linea di massima, l'appoggio a questi gruppi deve esser dato attraverso un potenziamento della Biblioteca regionale, anche perché in questo momento il dirigente della Biblioteca regionale sta studiano un piano per decentrare la Biblioteca nella Valle e quindi consentire all'insieme della popolazione valdostana di fruire di un servizio così importante.
La prima verifica di questi discorsi, a mio parere positiva, è stata la costituzione, da parte del centro di Chatillon, di una biblioteca abbastanza consistente, mi pare siano stati accentrati circa 8.000 volumi, in più ci sono alcune sale per riunioni; ecco lì potremmo insediare alcuni strumenti che possono essere utilizzati da questi gruppi giovanili.
Si è detto anche, in linea di massima, di non dare contributi ai singoli gruppi, ma piuttosto di partecipare al finanziamento di iniziative culturali che l'Amministrazione regionale può approvare, cioè intervenire affinché dibattiti, incontri, relazioni, piccole biblioteche possano sorgere nella nostra Regione.
Finora io non ho dato contributi se non al gruppo di Issime che ha come obiettivo principale la difesa del patois di origine tedesca della Valle di Gressoney e il contributo è stato essenzialmente richiesto per la pubblicazione di un numero della rivista "Augusta", che è l'unica rivista in lingua tedesca che oggi esce nella nostra Regione.
In questo momento stiamo esaminando il problema e nell'attesa io sono del parere di non concedere contributi, bisogna studiare un meccanismo per cui l'intervento della Regione sia utile e senza spreco; ho richiesto perciò che le eventuali domande di contributi e di interventi non vengano da ogni singolo Centro culturale, ma siano un insieme di presenze culturali che richiedono certe cose e siano utilizzate da tutti in modo che non esistano sprechi.
Per ora io non sono intervenuto tranne che per il gruppo di Issime, spero nei prossimi incontri di definire meglio la questione con questi giovani che danno, come lei stessa ha sottolineato, dei contributi positivi per il sostegno della cultura locale.
Abbiamo il vantaggio di avere a che fare con dei giovani con molto entusiasmo e credo che questi fuochi non siano da spegnere; è positivo il fatto che questi giovani spontaneamente si siano impegnati, per esempio a organizzare una serie di riunioni in occasione del XXX° anniversario della dichiarazione di Chivasso, hanno organizzato una serie di riunioni senza chiederci contributi, così come mi ha fatto molto piacere sapere che questi gruppi teatrali in patois, girano la Valle, vanno nei Comuni, soprattutto nei più poveri, della nostra Regione e non hanno richiesto una sola lira all'Amministrazione regionale e vi prego di credermi, sono bellissime rappresentazioni.
Sulla seconda parte dell'interpellanza, per quanto riguarda cioè il problema dei corsi serali di Villeneuve, bisogna dire che il discorso è un po' più complesso.
Noi abbiamo una serie di corsi serali organizzati in varie parti della Valle, li abbiamo a Morgex per la prima volta, a Pont St. Martin per il secondo anno, a Gressan per il quarto anno, a Aymavilles per il primo anno, a Nus per il secondo anno, a Verres per il secondo anno e a Villeneuve. Questi corsi tendono a fornire, in genere a lavoratori, la possibilità di conseguire la Licenza della terza Media. Sono corsi serali che già l'Amministrazione regionale negli anni passati aveva sostenuto; accanto a questi, quest'anno, si pone una novità e cioè l'organizzazione di corsi serali istituiti dalla Amministrazione regionale con la collaborazione delle Organizzazioni Sindacali per l'utilizzazione delle 150 ore a disposizione dei lavoratori in base agli ultimi contratti del settore meccanico, tessile e chimico.
Però questo secondo tipo di corsi non ci interessa in questo momento, direi che il problema di Villeneuve riguarda i corsi di Morgex, Pont St. Martin, Gressan, Aymavilles, Nus e Verres; intanto c'è da dire che queste iniziative non sono dell'Amministrazione regionale, bensì dei Comuni, i quali li pongono sotto la sorveglianza di un Preside di Scuola Media e l'Amministrazione regionale interviene con un contributo devoluto al pagamento dei libri di testo e al pagamento degli insegnanti di questi corsi, nella misura di 1.800 lire nette per ora di insegnamento.
Nel caso di Villeneuve il comune ha approvato una delibera, nel novembre dell'anno scorso, con la quale, invece di assumere questa responsabilità, ha delegato il Centro culturale di Villeneuve di gestire il corso, che comunque è sotto la sorveglianza e la tutela di un Preside, in questo caso del Preside della Scuola Media "Cerlogne" di Aosta, cioè quella Scuola Media nella quale questi lavoratori-studenti andranno a dare gli esami.
A Morgex è incaricato il Preside della Scuola Media di Morgex, a Pont St. Martin quello di Pont St. Martin, ad Aosta per esempio il Prof. Secco, che è Preside in una Scuola Media di Aosta, è coordinatore responsabile della Scuola di Gressan e di Aymavilles, quella di Villeneuve è invece sotto la sorveglianza del Preside della Scuola Media "Cerlogne".
Siamo in una situazione un po' delicata, nel senso che le iniziative sono comunali, la sorveglianza didattica e pedagogica dovrebbe essere del Preside che, non dico legalmente riconosciuto, però ha un incarico specifico nominato anche nella delibera comunale, l'Amministrazione regionale dovrebbe intervenire soltanto con un contributo per il pagamento dei libri e degli insegnanti.
Comunque io prendo atto delle raccomandazioni fatte dal Consigliere Maria Ida Viglino, ho già preso contatto con il coordinatore dei corsi di Villeneuve, mi incontrerò quanto prima con il Preside della Scuola Media "Cerlogne" e darò precise indicazioni perché quelle raccomandazioni suggerite diventino realtà.
Dolchi (Presidente) - Ha facoltà di parlare il Consigliere Maria Ida Viglino
Viglino (RV) - Ringrazio l'Assessore per tutte le delucidazioni che sono state date e raccomando di nuovo un maggior coordinamento di tutti questi corsi serali, in modo che quel contributo che la Regione giustamente dà per i libri di testo, come dà a qualunque altro studente della Regione, abbia a fruttare nella maniera migliore.
