Oggetto del Consiglio n. 722 del 14 luglio 2004 - Resoconto
OGGETTO N. 722/XII - Terza fase di interventi di ristrutturazione dell'Ospedale di Viale Ginevra. (Interrogazione)
Interrogazione
Ricordata la volontà della Giunta di procedere alla terza fase degli interventi presso l'ospedale di Viale Ginevra, al fine di rendere "nuova" l'attuale struttura sanitaria;
Ricordato come nel momento dell'attuazione di tali interventi sono state evidenziate criticità di realizzazione, derivanti anche dal fatto di dover operare all'interno di una struttura ospedaliera funzionante, con tutto il suo carico di utenti-degenti ed operatori;
Richiamata la DG n. 506 del 23 febbraio 2004 con cui viene conferito alla Finaosta l'incarico di "indicare ipotesi progettuali future a medio e lungo termine" al fine di trovare le modalità di intervento più adeguate per raggiungere l'obiettivo della realizzazione degli interventi previsti dalla terza fase dei lavori;
Preso atto che la presentazione delle conclusioni di tale studio deve avvenire entro il 30 giugno 2004;
la sottoscritta Consigliera regionale
Interroga
l'Assessore competente per sapere:
1) quali sono le ipotesi progettuali che sono state formulate dallo studio di cui in premessa;
2) quali finanziamenti e quali tempi di esecuzione ciascuna di esse comporta;
3) quale ipotesi appare più adeguata a rispondere alle esigenze di rendere "nuovo" l'attuale ospedale, nel rispetto della continuità di cura dei degenti;
4) se sono emersi altri aspetti critici che richiedono ulteriori approfondimenti.
F.to: Squarzino Secondina
Presidente - La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Fosson.
Fosson (UV) - Un anno fa ero appena arrivato qui e, forse, ero un pochino più timido di adesso... mi è stata presentata dalla Consigliera Squarzino un'interpellanza proprio su questo argomento: a distanza di un anno, giustamente, si ripropone il problema. Dico soltanto che quest'anno abbiamo lavorato tanto su questo e sicuramente darà giustificazione al coraggio con cui abbiamo rimesso in discussione tutto l'argomento.
Come lei cita nella sua interpellanza, il gruppo di lavoro ha terminato il lavoro il 30 giugno, oggi siamo il 14 luglio, forse il risultato non glielo posso presentare perché ancora non è stato presentato a me dai tecnici; se, come lo scorso anno, mi dava qualche giorno in più, potevo risponderle in modo più corretto, perché come le dicevo il lavoro è stato terminato, il gruppo ha lavorato bene da come mi è stato detto, ha concluso il suo lavoro che è stato presentato i primi giorni di luglio, però non è stato ancora presentato né a me, né alla V Commissione dai tecnici, per cui la mia risposta oggi sarà parziale perché non l'ho ancora discusso con gli stessi.
Per correttezza rispondo ad alcune domande che conosco, alcune risposte che i tecnici mi hanno dato su quella ipotesi di dove costruire la terza fase dell'Ospedale regionale, come farla, se farla ad est o farla in un'altra sede. Intanto è un'ipotesi percorribile, gli studi dicono che è localizzabile in questa sede senza problemi tecnici; permette comunque, durante la realizzazione, il normale funzionamento del resto dell'Ospedale senza portare grossi inconvenienti: questa era la sua sollecitazione che abbiamo raccolto; anzi, è previsto anche un parcheggio temporaneo per risolvere momentaneamente l'utilizzo del parcheggio su cui dovrebbe essere costruita la terza fase.
Un'altra cosa che ho chiesto e che dovrà essere verificata dalla Giunta è che questo progetto permetta di utilizzare tutte le strutture oggi in funzione, dalle sale operatorie, alla radiologia alla centrale termica, vale a dire se non ci sarà bisogno di riconvertire e ricostruire niente. Le sale operatorie che sono oggi in funzione verranno utilizzate per day-surgery, per altri utilizzi chirurgici, ma tutto verrà riutilizzato.
Il costruire sull'ala est permette dei percorsi diagnostici veramente interessanti; come lei cita spesso, l'Ospedale moderno non è un ospedale che prevede un mattone sull'altro, ma prevede dei percorsi diagnostici, degli spazi per la gente. Il costruire sulla Palestra Coni e sul parcheggio permette dei percorsi, e verso la radiologia, e verso le sale operatorie, e come parcheggio stesso, percorsi molto interessanti, così mi hanno detto i tecnici.
I costi sono praticamente gli stessi previsti per l'altra ala, con una grande differenza, però: mentre l'altra soluzione prevedeva costi di realizzazione e costi per costruire strade e collegamenti, in questo caso, invece, i costi sarebbero tutti su strutture nuove e su tecnologia nuova. Anche i tempi di realizzazione sembrano adesso con le moderne procedure, quelle degli appalti integrati, non dei tempi così dilatati come sembrava in passato; quindi una grande progettualità, che può essere non condivisa, ma una grande progettualità. Qui mi permetto di dire al Consigliere Riccarand che quando si parla della sanità, di quest'anno, si può dire che si è fatto male, ma non si può dire che non c'è stata progettualità; può non essere condivisa, ma sicuramente sono state poste le basi per tante soluzioni.
Un discorso tecnico che mi piace riferire, perché è sempre più emergente, riguarda l'esigenza di portare giù il "Beauregard", di fare un corpo unico ospedaliero per acuti; non solo dal punto di vista economico - se a qualsiasi economista di problemi di edilizia sanitaria diciamo che abbiamo un bacino di utenza di 120 mila pazienti potenziali e 2 strutture sanitarie, ci dice che questo è incomprensibile -, il raccogliere in una unica sede tutto il presidio ospedaliero, avrà dei vantaggi - e qui hanno fatto già dei calcoli, vi sarà un risparmio di 800 milioni delle vecchie lire all'anno solo sul personale infermieristico -... l'esigenza di portare giù il "Beauregard" in un unico corpo ospedaliero è un'esigenza di qualità, se lei pensa che delle sale operatorie al "Beauregard" operano giornalmente senza avere gli altri specialisti vicino!
La moderna chirurgia è sempre più sinergia delle varie branche chirurgiche e questa branca è isolata. Dal punto di vista anestesiologico... è arrivato un nuovo anestesista che pratica delle spinali, delle lombari, analgesia post-partum molto interessanti; questa sua attività è limitata, in quanto non ha una rianimazione in questa sede. Cosa dire per la pediatria? La pediatria moderna, anche questa, ha bisogno di sinergie con la neurologia, con l'ortopedia... e cosa dire del geriatra, che tutti i giorni deve venir giù a fare una TAC? L'esigenza, dal punto di vista tecnico, è sempre più sentita, in questo senso: unificare i due presidi ospedalieri in un unico presidio.
A questo punto so già cosa mi dirà lei, anche amabilmente; mi dirà: "sì, bisognava fare un ospedale nuovo, lo sapevo, lo avevo già detto!". Di fronte a questo, uno non ha degli accertamenti tecnici. Sicuramente questa è un'ipotesi percorribile, che ci permette di risolvere - adesso poi bisognerà fare dei ragionamenti in Giunta e in V Commissione - questa situazione che non è corretta. Mi permetto di citarle un brano che è sempre stato importante per me, quello di Alexis Carrel, che è stato Premio Nobel della medicina - era anche un po' cattolico, ma questo non è così importante -, il quale diceva che molto ragionamento e poca osservazione conducono l'uomo allo sbaglio; molta osservazione e poco ragionamento portano alla verità. Di fronte a tutti questi problemi direi che più che ragionamenti, teorie, "l'avevo detto", bisogna guardare alla realtà; abbiamo la possibilità di risolvere tale situazione anomala di 2 corpi per acuti separati, che non sarà per sempre, ma se risolviamo questo problema avremo per vent'anni un ospedale valido e, fra vent'anni, potremo decidere se costruirne un altro... chi ci sarà... io spero di essere da un'altra parte!
Sono stato a Innsbruck in questi mesi per altre cose; lei conoscerà sicuramente la situazione di Innsbruck: qui c'è una grossa realtà ospedaliera che è al centro della città, una grossa rianimazione a cui convergono malati da tutta Europa. Quando chiedevo ad uno di questi medici: "ma non vi dà fastidio avere l'ospedale al centro della città?", questo medico mi diceva: "no, i nostri malati li vogliamo al centro della città, i malati sono la cosa più importante e li vogliamo al centro della città".
C'è una criticità, è per quello che il gruppo non ha ancora presentato in Giunta la cosa: questo è il primo progetto che affronta il discorso di edilizia sanitaria nella complessità e nella realtà della viabilità di Aosta. Di fronte a questo probabilmente è necessario ancora un periodo di studio della viabilità di quella zona, purtroppo, in una città che non ha una indagine quantitativa di tutta la viabilità; per cui, la criticità è studiare se è possibile arrivare ad una risoluzione, che comunque crea dei problemi, che sarebbe stato per qualsiasi localizzazione della terza fase, e sarebbe stato sicuramente anche per un ospedale nuovo, perché bisognava studiare la viabilità, lì.
In conclusione, di fronte ad un progetto così grande non possiamo dire che è mio e della Giunta; credo sia un progetto che comporti e debba avere l'approvazione o comunque i consigli di un'ampia convergenza, perché abbiamo la possibilità di risolvere un problema e questo è un progetto che può diventare non solo della Giunta, ma di tutti. In questo caso ringrazio i Consiglieri che, a livello di commissione, hanno lasciato in questo periodo delle posizioni di polemica, avvicinandosi positivamente a tale ipotesi e, se le commissioni lo riterranno possibile, potrà veramente risolvere il problema.
Si dà atto che, dalle ore 11,56, assume la presidenza il Presidente Perron.
Président - La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Grazie per le informazioni, Assessore. Come lei immaginerà, questa è una tappa del dialogo, del confronto che avviene a livello consiliare tra il nostro gruppo e la Giunta, in particolare l'Assessorato alla sanità, perché il problema è importante e grande. È grande anche il lavoro di riflessione che c'è attorno.
Capisco che lei dica: "io arrivo e potete solo valutarmi per il lavoro che sto facendo". Io distinguerei le cose, nel senso che prendo atto della passione e della volontà di risolvere il problema da parte dell'Assessore, ma credo anche che egli possa incidere sulla realtà, possa leggere la realtà tenendo conto di più dati, e non solo di alcuni dati. Concordo che è assolutamente necessario un ospedale unico, una struttura unica dell'ospedale. Lei sa bene che già 8 anni fa si erano elencati tutti i motivi da lei ora ricordati, per i quali non ha senso tenere due sedi di un unico centro ospedaliero - io direi tre sedi, se consideriamo anche il Dipartimento di psichiatria e salute mentale. Ci chiediamo se è proprio importante isolare questo dipartimento dal contesto. Che occorra pensare ad unificare i vari servizi, credo sia consapevolezza diffusa.
Lei sa bene qual è il problema; a nostro avviso, anche questo progetto così bello e innovativo, che analizzeremo con più calma all'interno della commissione, ma di cui lei ci ha già indicato le linee - e di questo la ringrazio - ,renderà nuova questa parte perché è nuova, ma tutta l'altra vecchia struttura dell'ospedale, che risale per una parte al 1940, per una parte al 1970, per un'altra parte al 1990, in cui l'età si è stratificata, questa parte dell'ospedale non può essere modificata! Capisco che lei concentri la sua attenzione sulle sale operatorie, in quanto è un problema che la interessa in modo particolare ed è la parte che più esprime la caratteristica di ospedale per acuti; però, l'operare su questa struttura accanto a tutta l'altra, non modifica l'altra!
Se questa struttura nuova fosse inserita in un contesto per cui tutto diventasse nuovo come primo passo di una costruzione interamente nuova, potrei essere d'accordo, ma qui, è continuare la logica dell'aggiungere "pezzo a pezzo" che ha un suo senso; del resto lei fa questa scelta, altri fanno questa scelta, però non è l'unica scelta possibile e non è neanche la scelta più funzionale probabilmente, anche perché, lavorando così, "pezzo a pezzo", i tempi si allungano in modo indescrivibile! Solo per questa terza fase ricordo che, già nel 2002, quindi 2 anni fa, si era dato mandato a Finaosta di fare uno studio di "projet financing"; nel 2003 un nuovo studio, nel 2004 un nuovo studio: 2 anni per studiare questa terza fase! Lei sa benissimo che 2 anni sarebbero sufficienti per fare un progetto di un nuovo ospedale, quindi in questi 2 anni accanto allo studio di parti particolari, forse poteva partire lo studio di un nuovo ospedale, in modo da avere poi, in tempi brevi, la possibilità di fare delle scelte.
