Oggetto del Consiglio n. 713 del 14 luglio 2004 - Resoconto
OBJET N° 713/XII - Communications du Président de la Région.
Président - La parole au Président de la Région, Perrin.
Perrin (UV) - Le Président l'a déjà annoncé que la Cour constitutionnelle, par son arrêt n° 438 du 6 juillet 2004, a déclaré contraires à la Constitution les articles 1er et 2e de la loi de la Région Vallée d'Aoste n° 23 du 14 novembre 2002, portant dispositions relatives au personnel du Département des politiques du travail de l'Administration régionale.
En vertu des articles 3, 51 et 97 de la Constitution, la Cour a en effet estimé que les dispositions desdits articles relatives à l'intégration dans le cadre unique régional du personnel affecté au Département des politiques du travail, par le biais de cours-concours réservés, sont illégales. La Cour considère notamment que la titularisation est la seule forme d'insertion du personnel à titre stable dans l'organigramme d'une administration publique, même dans le cas où l'emploi dans un service public est régi par un contrat relevant du droit privé. La participation à un concours public est le préalable nécessaire à toute titularisation, y compris dans le cas d'une personne qui occupe déjà un emploi à durée indéterminée dans un service public, si cette dernière a été recrutée sans participer à un concours.
Nous prenons acte de la décision de la Cour constitutionnelle et nous en tirerons les dues conséquences.
Président - La parole au Conseiller Frassy sur les communications du Président de la Région.
Frassy (CdL) - Alcune brevi considerazioni sulla pronuncia della Corte costituzionale.
Penso che in questa pronuncia non vi siano grosse novità, in quanto il principio che la Corte costituzionale ha applicato su quella norma regionale era già noto e conosciuto, tant'è che 2 anni fa circa, quando in questo Consiglio ci fu il dibattito su quel disegno di legge, il nostro gruppo ebbe ad esprimere una serie di considerazioni negative, non ultime quelle dell'"ingarbugliamento normativo" che si sarebbe creato: questo era il termine che era stato usato. Devo dire che, a distanza di 2 anni, la Corte costituzionale ha confermato quelle perplessità. Auspico però, Presidente Perrin, a fronte della sua scarna integrazione rispetto alle comunicazioni del Presidente del Consiglio, ci sia la volontà politica di affrontare in una maniera meno "miope" e più globale la problematica dei ruoli regionali.
La problematica dei ruoli regionali non inizia e non finisce con il personale, una quindicina più o meno di unità dell'Agenzia del lavoro, ma implica - da stime che abbiamo fatto - qualcosa come circa - ed oltre - un migliaio di persone. La stragrande maggioranza di queste persone hanno un rapporto di tipo precario, che statisticamente abbiamo constatato poi spesso si rinnova semestralmente o per altri periodi similari.
Il problema di fondo è che non è pensabile che un'amministrazione pubblica e un'amministrazione che voglia fare della trasparenza e della certezza delle politiche del lavoro il suo "cavallo di battaglia", possa continuare a gestire situazioni di questo genere! Mi riferisco ai 6-700 forestali, mi riferisco a tutto quel personale che si occupa delle mostre che dipende dall'Assessorato alla cultura e ai beni culturali, mi riferisco a quel personale della sanità; mi riferisco, insomma, a tutte quelle situazioni che dovrebbero essere oggetto di una riflessione più ampia, per arrivare a prendere una decisione finale! Se sono effettivamente situazioni che - a giudizio della Giunta e della maggioranza - rientrano in obiettivi e ruoli istituzionali, è giusto che questo personale venga tolto da questo stato di precarietà! Se, invece - come sicuramente ve ne sono - le situazioni non rientrano in quegli obiettivi istituzionali, riteniamo sia giusto che l'amministrazione pubblica faccia un passo indietro a vantaggio dei privati; di conseguenza, questo passo indietro non implicherebbe un'impossibilità al lavoro nei confronti di questi soggetti, ma riteniamo che darebbe la certezza del lavoro a questi soggetti, perché non dimentichiamo che c'è gente che ha superato i 30-40 anni e che sono 10-15 anni che ha un tipo di attività precaria!
Riteniamo che questo sia forse anche funzionale a un certo sistema politico, che caratterizza purtroppo i meccanismi amministrativi e poi politici di questa Regione. Fra le tante promesse non ancora concretizzate ce n'è una sua, Presidente - che le vorrei ricordare -, di quando non era ancora Presidente - era l'inizio della scorsa legislatura - e riguarda il problema dei forestali. C'era stato un suo impegno a rivedere i meccanismi di funzionamento di detti cantieri, di assunzione di queste centinaia e centinaia di persone; dobbiamo dire che nella scorsa legislatura siamo rimasti delusi perché quella che doveva essere una modifica, in realtà, si è concretizzata in un mantenimento dello "status quo"!
Auspichiamo perciò che, dovendo per forza di cose ritornare su questo argomento - perché immagino che la questione dell'Agenzia vada affrontata -, ci sia la disponibilità ad un confronto più ampio sull'interno problema; poi, è ovvio, ogni forza politica arriverà alle conclusioni che ritiene di trarre, però auspichiamo che su questo ci sia un confronto allargato su problematiche analoghe.
Président - La parole au Conseiller Curtaz sur les communications du Président de la Région.
Curtaz (Arc-VA) - Per un commento sintetico della sentenza della Corte costituzionale.
Una sentenza che non ci ha sorpresi, perché i membri dello scorso Consiglio regionale ricorderanno che, in occasione del dibattito consiliare, osservazioni di questo tipo e perplessità vennero avanzate da più parti; anche se poi, nel corso di quel dibattito, il nostro gruppo riconosceva la necessità di regolamentare in maniera più definitiva la situazione dei dipendenti dell'Agenzia del lavoro, e personalmente condivido alcune delle osservazioni del collega che mi ha preceduto in ordine alla necessità, in questa Regione - attraverso degli strumenti legittimi che la Corte costituzionale, anche in questa occasione, ha indicato -, di uscire da una situazione di precariato che riguarda molti dipendenti, per lo più a tempo determinato in questa Regione, che è fonte oltre che di insicurezza sociale, di quel tipo di scelta clientelare che tutti conosciamo.
Nel prendere atto della comunicazione dei Presidenti, avremmo gradito, anche se capiamo che vi possono essere dei tempi di riflessione più lunghi, visto che la sentenza è recente, delle indicazioni su come uscire da questa "impasse"; se non erriamo, ci risulta che a quella normativa non era mai stata data un'attuazione concreta, forse riconoscendo una qualche debolezza della posizione regionale in tale materia, che in effetti è stata sanzionata dalla Corte costituzionale.
Bisognerà tornare su questo tema per capire come il Governo regionale intende, alla luce di questa sentenza, affrontare il problema dei dipendenti dell'Agenzia del lavoro, ma, più in generale, il problema dei dipendenti che non hanno un ruolo sociale e occupazionale definito!
