Oggetto del Consiglio n. 579 del 12 maggio 2004 - Resoconto
OGGETTO N. 579/XII - Utilizzo degli O.G.M. nel settore agricolo. (Interrogazione)
Interrogazione
Richiamati i chiarimenti forniti dall'Assessore competente, sul tema dell'utilizzo degli O.G.M. nel settore agricolo, in occasione del Consiglio regionale del 14.01.2004;
Osservato che è sempre alta l'attenzione dell'opinione pubblica sul problema degli organismi geneticamente modificati, con particolare riferimento ai prodotti alimentari;
Ricordato della rigida e condivisibile presa di posizione delle Regioni italiane in sede di Comitato tecnico permanente di coordinamento fra Stato e Regioni, in riferimento alla raccomandazione della Commissione Europea del 23.07.2003;
Creduto opportuno un aggiornamento della situazione;
il sottoscritto Consigliere regionale
Interroga
l'Assessore competente per sapere:
1) se il decreto ministeriale applicativo della raccomandazione europea è stato adottato e, in caso affermativo, con quali contenuti;
2) quante e quali iniziative sono state finora assunte dalle varie Regioni italiane contro le regole europee sulla coesistenza fra agricoltura convenzionale, biologica o che si avvale di "OGM" e con quali risultati;
F.to: Curtaz
Presidente - La parola all'Assessore all'agricoltura, risorse naturali e protezione civile, Vicquéry.
Vicquéry (UV) - La raccomandazione europea sulla coesistenza fra colture transgeniche e convenzionali biologiche nasce dalla preoccupazione di fondo di non escludere alcuna forma di agricoltura, nell'ottica della libertà di scelta in un mercato fondato sulla competitività e sulla concorrenza. Peraltro l'utilizzo di OGM è possibile solo per quelli che hanno ottenuto l'autorizzazione definitiva da parte dell'UE, che cioè hanno superato tutti i test per escludere inconvenienti per la salute umana e per l'ambiente. Di più, l'utilizzo di OGM è condizionato ad un sistema di etichettatura tale da permettere al consumatore di scegliere di quali alimenti servirsi; un'etichettatura efficace ha però come presupposti la completa tracciabilità delle filiere agroalimentari e schemi di controlli efficaci ed affidabili.
Ognuna di queste nozioni pare corretta e condivisibile quando si lavora su un piano puramente teorico e normativo, ma dimostra tutta la sua fragilità quando si confronta con l'applicazione pratica, che necessita - come sappiamo - di regole precise e chiare. L'effetto finale è di complicare ulteriormente il quadro normativo; sono più di 800 le pagine della Gazzetta Ufficiale dell'UE che cercano di regolamentare il settore. D'altro canto, la volontà espressa dalla maggioranza delle regioni italiane di fare a meno delle coltivazioni geneticamente modificate nasce dalla preoccupazione di non compromettere le caratteristiche qualitative, estrinseche ed intrinseche, delle produzioni DOP, IGP e tradizionali. È una scelta che condivido - come ricorda il Consigliere Curtaz - in quanto scelta, e non semplice schieramento pro o contro.
La Commissione europea impone, dicevo, agli stati membri di rispettare uno dei principi fondatori dell'Unione, cioè la libera concorrenza, garantendo la coesistenza fra i diversi modi di fare agricoltura. Nella raccomandazione di fine luglio 2003 si cerca con minuzia e puntiglio di definire i concetti e i principi e di prevedere tutte le situazioni che richiedono adattamenti o deroghe. Alla prova dei fatti la Conferenza delle regioni non riesce a definire il testo normativo, che possa rispettare i 2 livelli richiesti dalla raccomandazione: non escludere l'introduzione di nuove forme di agricoltura, come quella transgenica, che promette di essere più competitiva e assicurare, nel contempo, che tale introduzione non comprometta il mantenimento dell'agricoltura convenzionale e di quella biologica. A tali difficoltà normative e alle scelte di politica agricola regionali basate sulla qualificazione dei prodotti, si sommano quelle derivanti dalla frammentazione fondiaria, dalle possibilità di contaminazione durante l'impollinazione, dalla complessità delle regole e dei controlli.
Al momento attuale, le regioni italiane che hanno legiferato sul tema lo hanno fatto prima della data di pubblicazione della raccomandazione, e si sono limitate a ribadire i concetti comunitari, come la necessità di rintracciabilità e di etichettatura, il principio di precauzione o a cercare vie per ottenere l'etichettatura di prodotti ottenuti senza "OGM". A noi compete di esprimerci dal punto di vista politica e questo punto di vista - che condivido - è contenuto proprio dal principio di precauzione. L'uso di una parola corrente può ingenerare equivoci, è bene quindi ricordare che tale principio stabilisce che i politici, di fronte ad un rischio che si ritiene plausibile, ma che non è o non è ancora scientificamente dimostrato, devono impegnarsi a prendere misure di controllo o di divieto proporzionali alla gravità del rischio potenziale individuale.
Sulle scelte di politica agricola ci siamo già confrontati, condividendo l'impostazione di fondo circa le produzioni agroalimentari. Per saperne di più, stiamo organizzando un incontro - al quale invito tutti - con il prof. Vieri, in data 4 giugno p.v., che è il presidente della "INEA" (Istituto Nazionale di Economia Agraria), personalità di alto livello, conosciuto per la sua obiettività nei giudizi. L'ho incontrato personalmente a Roma, devo dire che non ha manifestato posizioni di parte e verrà a parlare del problema degli "OGM".
Ribadisco che le strutture dell'Assessorato sono a disposizione del Consiglio regionale per la stesura di un disegno di legge in tal senso. Ho provveduto in queste settimane a documentarmi ulteriormente rispetto agli aspetti normativi e ribadisco che sarebbe opportuno passare - anche in attesa di questo incontro - ad elaborare un testo, possibilmente prima dell'estate.
Presidente - La parola al Consigliere Curtaz.
Curtaz (Arc-VA) - Scopo dell'iniziativa è quello di fare il punto della situazione; l'Assessore ha risposto adeguatamente alle domande che gli sono state poste.
Condividiamo gli indirizzi politici che già in altre occasioni l'Assessore ha esplicitato in questa sede; prendiamo atto con piacere che dalle dichiarazioni condivisibili si sta passando a dati concreti, quali l'incontro organizzato per il 4 giugno, in cui si potrà dibattere la materia anche con la presenza di persone qualificate ed apprendiamo che si sta predisponendo un disegno di legge in materia.
Si tratta di gesti concreti che vanno nel senso da noi auspicato, quindi prendiamo atto volentieri della risposta dell'Assessore.
