Oggetto del Consiglio n. 344 del 5 ottobre 1977 - Verbale

OGGETTO N. 344/77 - RATIFICA DELLA DELIBERAZIONE N. 3705, IN DATA 22 LUGLIO 1977, ADOTTATA DALLA GIUNTA IN VIA D'URGENZA, CONCERNENTE: "APPROVAZIONE DELLE PERCENTUALI DEL COSTO DI COSTRUZIONE DELL'EDILIZIA ABITATIVA, IN ATTUAZIONE DELL'ARTICOLO 6 DELLA LEGGE STATALE 28 GENNAIO 1977, N. 10.

Il Vice Presidente CHABOD invita il Consiglio a procedere all'esame e alla ratifica della deliberazione n. 3705, in data 22 luglio 1977, adottata dalla Giunta regionale in via d'urgenza, salvo ratifica del Consiglio, concernente: "Approvazione delle percentuali del costo di costruzione dell'edilizia, abitativa, in attuazione dell'art.6 della legge statale 28 gennaio 1977, n. 10", come da copia del provvedimento stesso trasmesso ai Signori Consiglieri.

Il Presidente della Giunta ANDRIONE fa presente che la legge 28 gennaio 1977 n. 10 prevedeva due tipi diversi di oneri in materia urbanistica, a carico dei costruttori: il primo onere relativo alle opere di urbanizzazione è già stato fissato con tempestività dal Consiglio, il secondo riguarda i costi di costruzione, l'individuazione dei quali il Consiglio aveva ritenuto opportuno rinviare in attesa dell'apposito decreto ministeriale contenente i limiti di tali costi di costruzione.

Comunica che il decreto in questione è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 31 maggio del 1977, ma non è stato possibile portare tempestivamente tale argomento all'attenzione del Consiglio perché l'attività del Consiglio negli ultimi mesi è stata assai intensa ed anche perché era necessario che il decreto fosse preventivamente esaminato con attenzione.

Illustra quindi la deliberazione di Giunta che dovrà essere ratificata dal Consiglio, sviluppando i concetti già espressi nella premessa della deliberazione stessa.

Il Consigliere MANGANONI ritiene che nella deliberazione di Giunta siano contenute delle cifre prodotte dalla fantasia e non frutto della realtà.

Ritiene che il cittadino che intende costruirsi una casa dovrebbe avere un'idea più chiara di quello che dovrà spendere per gli oneri d'urbanizzazione ed i costi di costruzione per cui, oltre a citare le percentuali, a suo avviso, è necessario fare degli esempi concreti.

Dichiara che il Gruppo consiliare è favorevole all'applicazione della legge, ma ritiene sia opportuno tener conto del fatto che si verificherà certamente un notevole aumento dei costi delle costruzioni con conseguente aggravio dell'attuale situazione di crisi dell'edilizia.

Il Consigliere BORBEY dichiara che già allorché si erano fissati gli oneri di urbanizzazione. il Gruppo democristiano si era detto preoccupato per la scelta di parametri troppo elevati, mentre il Gruppo comunista era favorevole alla determinazione di parametri ancor più elevati ed ora il Consigliere Manganoni, ribaltando il suo discorso precedente, invita a tener conto delle crisi dell'edilizia.

Fa presente che in Valle d'Aosta si sono applicati gli indici più alti d'Italia.

Stigmatizza il fatto che la Regione Valle d'Aosta abbia applicato quasi integralmente le direttive della legge Gullotti senza un opportuno adattamento.

Concorda sulla necessità di prevedere riduzioni per le costruzioni tendenti a recuperare vecchi fabbricati.

Non concorda invece sui parametri che la deliberazione di Giunta prevede per le nuove costruzioni e sulla differenziazione tra fabbricati fino a due piani e fabbricati oltre i due piani, per i quali è prevista una percentuale superiore rispetto ai primi.

A suo avviso, infatti, in Val d'Aosta non si può sostenere che chi costruisce oltre i due piani sia uno speculatore edilizio perché, a causa della particolare conformazione del terreno. molto spesso vi è la necessità di costruire edifici alti e quindi, in base a queste considerazioni, dichiara che il Gruppo democristiano ritiene troppo elevata la percentuale attualmente prevista per i fabbricati superiori ai due piani.

Conclude invitando i Consiglieri a riflettere sul fatto che l'incidenza degli oneri d'urbanizzazione e dei costi di costruzione non farà altro che aggravare la crisi dell'edilizia.

Il Consigliere CHANU afferma che, a nome del Gruppo consiliare Democratico Popolare, intende avanzare tre rilievi all'operato dell'esecutivo.

Il primo rilievo riguarda la competenza in quanto, a suo avviso, un argomento come quello in esame non poteva essere oggetto di un provvedimento di Giunta, perché si tratta di una materia riservata di norma al Consiglio.

Stigmatizza il fatto che, a quanto dice la motivazione, si sia deciso di adottare una deliberazione di Giunta, per non disturbare le vacanze del Consiglio, sostenendo che per un argomento di una tale importanza non ci si sarebbe dovuti far scrupoli ad interrompere le vacanze del Consiglio.

Manifesta il sospetto che il ricorso all'urgenza, al di là della giustificazione speciosa, volesse mascherare le difficoltà in cui si dibatte la Giunta in seguito all'arresto dell'Assessore Milanesio.

Protesta, a nome dei Democratici Popolari, per questo che egli ritiene un debordamento di competenze.

Sviluppa quindi il secondo rilievo che riguarda il metodo, sostenendo che si applica una normativa statale che concerne in primo luogo i Comuni, senza aver preventivamente interpellato e sentito i Comuni stessi e le comunità montane.

Il terzo rilievo infine consiste nel fatto che ancora una volta si applica una legge statale supinamente, senza adattarla alla particolare realtà valdostana.

Il Presidente della Giunta ANDRIONE risponde ai rilievi formulati dal Consigliere Chanu, sostenendo che non è la Giunta che egli presiede ad aver stabilito che dal 15 luglio al 15 settembre non si tengano adunanze del Consiglio ed esiste una norma che permette alla Giunta di assumere i poteri del Consiglio e di deliberare legittimamente, salvo ratifica da parte del Consiglio.

Fa presente inoltre che la Giunta non interpreta l'autonomia come licenza di fare ciò che si crede, perché il fatto di godere di un'autonomia comporta delle responsabilità, in primo luogo quella di difendere gli interessi fondamentali della Valle d'Aosta e ritiene che la legge 28.1.1977, n. 10, possa essere uno strumento per operare in tal senso.

Risponde quindi alle preoccupazioni manifestate dal Consigliere Borbey sul fatto che questi nuovi oneri comportino un aggravamento della crisi edilizia, sostenendo che in Valle d'Aosta vi sono numerosissimi alloggi privi di utilizzazione che non rispondono agli effettivi bisogni della popolazione e destinati ad impinguare le finanze private.

In relazione alla critica formulata dal Consigliere Borbey circa i parametri che si intendono stabilire per i fabbricati superiori ai due piani, fa presente che non è intenzione della Giunta irrigidirsi sui parametri proposti, benché gli stessi siano ritenuti abbastanza equi e tali da incoraggiare il recupero dei vecchi fabbricati e scoraggiare nel contempo le costruzioni nuove.

Fa presente che i costi di costruzione sono in pratica un tributo sostitutivo delle imposte di consumo e costituiscono il corrispettivo dell'utilizzazione del territorio comunale a fronte dei numerosi costi di gestione di organizzazione che finiscono per ricadere sul Comune.

Dichiara la disponibilità sua personale e della Giunta ad accettare dei suggerimenti, a patto che le eventuali modifiche mantengano l'impostazione generale della deliberazione di Giunta e della legge statale 28.1.1977, n. 10.

Il Consigliere MONAMI dichiara che anche il Gruppo comunista ritiene che, data l'importanza dell'argomento oggetto della deliberazione di Giunta, un corretto metodo avrebbe dovuto consigliare una convocazione del Consiglio, perché nulla precludeva la possibilità di convocare una adunanza straordinaria del Consiglio o, almeno, di sottoporre il provvedimento al parere della Commissione consiliare competente.

A suo parere, le eventuali critiche alla deliberazione di Giunta che viene sottoposta alla ratifica del Consiglio, vanno fatte risalire al decreto ministeriale ed i principali difetti di tale decreto consistono nel fatto che esso non attribuisce alla Regione la potestà di applicare aliquote inferiori a quelle fissate.

Ritiene che la Regione avrebbe potuto evitare di attenersi strettamente ai parametri stabiliti dal decreto, senza cadere in vizi di illegittimità.

Il Consigliere CLUSAZ propone di modificare la tabella di pagina 8, portando i piani da due a tre e la superficie da 300 a 450 mq., per non gravare troppo sulla tipica casa valdostana che è appunto di tre piani.

Il Consigliere MAQUIGNAZ lamenta il fatto che la deliberazione di Giunta che viene sottoposta alla ratifica del Consiglio non abbia tenuto conto delle osservazioni formulate dai Democratici Popolari. in occasione della discussione in Consiglio per la fissazione degli oneri d'urbanizzazione.

Critica il metodo con cui è stata effettuata la classificazione dei Comuni che, a suo avviso, si discosta troppo dalla situazione reale.

Concorda con la proposta del Consigliere Clusaz ed auspica una ulteriore suddivisione interna per quei Comuni classificati di effetto turistico forte o medio e nei quali lo sviluppo edilizio non ha interessato l'intero territorio del Comune, ma solo una parte ben delimitata di esso.

Ritiene che, anche se la legge statale 28.1.1977, n. 10, stabilisce che la percentuale del costo di costruzione può variare dal 5 al 20%, la percentuale massima del 20% potrebbe essere limitata alle zone in cui lo sviluppo edilizio sta assumendo caratteristiche preoccupanti.

Conclude dichiarando che, per tutti questi motivi, il Gruppo Democratico Popolare voterà contro la ratifica della deliberazione adottata dalla Giunta in via d'urgenza.

Il Presidente della Giunta ANDRIONE afferma che la classificazione dei Comuni non è stata priva di logica ed illustra i criteri che l'hanno determinata.

Ritiene che i parametri contenuti nella deliberazione di Giunta offrano ai Comuni la possibilità di effettuare, in piena autonomia, una distinzione fra la casa agricola e la seconda residenza, permettendo quindi la differenziazione, auspicata da molti, tra residenti e non residenti.

Considera che l'altro punto sollevato dal Consigliere Maquignaz e cioè, la differenziazione all'interno di uno stesso Comune sia un problema complesso e difficile che è stato possibile risolvere solo per il Comune di Gressan, sulla base di una legge regionale che delimita la zona di particolare interesse turistico.

Il Consigliere BORBEY afferma che lo scopo della legge statale è di fornire ai Comuni dei mezzi di finanziamento e di dare attuazione ad una politica del territorio e non certo quello di provocare una crisi edilizia.

A suo avviso il discorso svolto dal Presidente della Giunta può applicarsi a quei Comuni in cui l'influsso turistico e la conseguente minaccia di speculazione edilizia è maggiormente presente.

Il Consigliere BENZO afferma che il difetto principale della deliberazione di Giunta in questione, consiste nella mancanza di approfondimento delle diverse situazioni esistenti in Valle d' Aosta.

Ammette che la suddivisione delle aliquote in quattro scaglioni è ragionevole, ma ciò che non può essere condiviso è il fatto che i criteri di delimitazione delle aliquote non siano rispondenti alle indicazioni della legge.

Fa presente infatti che l'articolo 6 di tale legge demanda alle Regioni la definizione delle quote in funzione delle caratteristiche e delle tipologie delle costruzioni e della loro destinazione e ubicazione, mentre la Giunta, per quanto concerne quest'ultimo aspetto, ha preso in considerazione per intero i territori comunali senza tener conto delle notevoli differenze che rendono non omogenee zone urbane e zone extra urbane ed inoltre non ha previsto agevolazioni per le abitazioni dei residenti stabili.

Ritiene necessario affrontare i problemi in modo meno semplicistico e risalire invece al reale significato dell'onere imposto dalla legge.

Sostiene che le aliquote fissate richiedono, a suo avviso, una revisione essendo troppo elevate e, in attesa di conoscere il parere su di esse del Presidente della Giunta, dichiara che se tali aliquote non dovessero venire modificate ciò sarebbe grave non solo da un punto di vista politico, ma anche sul piano economico e sociale perché comporterebbe una crisi nell'edilizia e nelle attività collaterali con gravi ripercussioni sul livello d' occupazione.

Il Consigliere MANGANONI sostiene che è difficile operare una distinzione tra residenti e non residenti e cita ad esempio il Comune di Morgex in cui i primi ad iniziare le speculazioni edilizie furono proprio i residenti.

Fa rilevare che è, a suo avviso, perlomeno strano che ai fini dell'effetto turistico. Aosta si trovi alio stesso livello di Comuni come Montjovet e Pontboset.

Invita il Consiglio a modificare o a rettificare questo stato di cose.

Il Consigliere TAMONE sostiene che, contrariamente a quanto affermato da qualcuno, la deliberazione di Giunta concede ampio spazio ad eventuali modifiche.

Fa presente che egli non pub che essere soddisfatto, in quanto l'U.V. ha ottenuto quanto aveva chiesto: agevolazioni per le opere di recupero ed esenzioni per le costruzioni agricole.

Per quel che riguarda gli oneri di cui all'articolo 7, pur dando atto al Consigliere Borbey che tale articolo può essere interpretato in maniera contrastante, personalmente ritiene che la possibilità di convenzionamento vada a vantaggio di coloro che intendono costruire la propria residenza e non di coloro che costruiscono per speculazione.

Sottolinea che, in ogni caso, i più colpiti da questi oneri, anche tenendo conto del modo in cui si è realizzata la zonizzazione, saranno gli speculatori esterni.

Conclude dichiarando che, per tutti questi motivi, il Gruppo dell'Union Valdôtaine è favorevole alla ratifica della deliberazione adottata in via d'urgenza dalla Giunta.

Il Consigliere CHANU fa osservare che nel suo precedente intervento non aveva inteso insinuare l'illegittimità dell'adozione da parte della Giunta di una deliberazione d'urgenza, ma aveva semplicemente sollevato una questione di merito incentrata sul fatto che, data l'importanza dell'argomento, sarebbe stato opportuno che il Consiglio avesse potuto dibatterne preventivamente.

Contesta l'affermazione secondo la quale deriverebbero vantaggi finanziari ai Comuni, perché tali finanziamenti avverranno soprattutto a spese dei valdostani e non degli speculatori.

Conclude sostenendo che al valdostano proprietario di terreni in una zona considerata da urbanizzare non rimarrà altro da fare che vendere il suo pezzo di terra prima che gli venga espropriato.

Il Consigliere PARISI sostiene che l'applicazione degli oneri di cui trattasi non servirà a rimpinguare le finanze comunali perché i parametri, essendo troppo gravosi, non incentivano certo a costruire e mettono in crisi l'edilizia e le industrie collaterali.

Il Consigliere BONDAZ dichiara che, pur non intendendo riprendere le polemiche, in gran parte speciose, sviluppate in precedenza, se la Giunta avesse convocato perlomeno la Commissione consiliare permanente per gli Affari Generali, Finanze, Programmazione e Urbanistica si sarebbe potuti arrivare alla discussione in aula con le idee più chiare e si sarebbero potute evitare molte discussioni inutili.

Il Consigliere LUSTRISSY, dato che la deliberazione presentata dalla Giunta non menziona gli interventi di recupero, chiede al Presidente della Giunta se questa mancanza è dovuta al fatto che la legge stessa ne prevede la regolamentazione oppure se la deliberazione di Giunta abbia trascurato volutamente questo particolare.

A suo avviso sarebbe opportuno, per evitare malintesi, riaffermare anche nella deliberazione di Giunta il concetto relativo agli interventi di recupero.

Ritiene che le percentuali fissate per il recupero delle costruzioni esistenti debbano essere riesaminate alla luce del fatto che negli ultimi anni si sono registrate manovre speculative tendenti all'acquisto di vecchi fabbricati.

Fa presente come la Regione abbia trascurato l'obbligo imposto dall'articolo 13 della legge di fissare un termine per l'adozione di programmi pluriennali di attuazione e predisporre l'elenco dei Comuni che sarebbero sottoposti all'obbligo di redazione dei programmi stessi, pur essendo questo uno dei provvedimenti che meglio avrebbero consentito di contenere o di guidare l'attività edificatoria in Valle d'Aosta.

Conclude sostenendo che la deliberazione di Giunta dovrebbe essere rivista alla luce della necessità di individuare una tipologia delle costruzioni che si realizzano in Valle d'Aosta.

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Si dà atto che la seduta viene sospesa alle ore 19,27 e riprende alle ore 19,35.

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Il Consigliere BORBEY, premettendo che si lasciano invariate le percentuali relative agli interventi di recupero, propone, a nome della maggioranza, i seguenti emendamenti alla tabella riassuntiva: aumentare a tre il numero dei piani e a 450 il limite di superficie complessiva; stabilire le seguenti percentuali: 7% nei comuni ad effetto turistico irrilevante, 9% per i Comuni ad effetto turistico basso, 11% per i Comuni ad effetto turistico medio e 13% per i Comuni a effetto turistico alto.

Per le costruzioni superiori ai tre piani le percentuali, a seconda della classe alla quale appartiene il Comune, sono così fissate: 12%, 14%, 17%, 20%.

Il Consigliere MANGANONI dichiara che il Gruppo consiliare comunista, dato che le modifiche proposte sono minime, voterà a favore della ratifica.

Il Consigliere CHANU annuncia l'astensione del Gruppo demopopolare dalla votazione sugli emendamenti proposti dalla maggioranza perché, pur riconoscendo che si tratta di emendamenti a carattere migliorativo, essi non eliminano le carenze della deliberazione di Giunta.

Il Vice Presidente CHABOD, dopo aver constatato che nessun altro Consigliere intende prendere la parola sull'argomento in esame, dichiara chiusa la discussione generale ed invita il Consiglio a procedere all'esame e all'approvazione, mediante un'unica votazione. degli emendamenti proposti dal Consigliere Borbey a nome della maggioranza.

Si dà atto che gli emendamenti sono approvati con ventun voti favorevoli (Consiglieri presenti: trenta; votanti: ventuno: astenuti i Consiglieri Benzo, Chanu, Fournier, Lanivi, Lustrissy, Maquignaz, Parisi, Pollicini e Quey).

Il Consigliere CHANU, prendendo la parola per dichiarazione di voto, annuncia il voto negativo del Gruppo dei Democratici Popolari alla ratifica della deliberazione di Giunta di cui trattasi.

IL CONSIGLIO

con voti favorevoli venti lue e voti contrari nove espressi per alzata di mano (Consiglieri presenti e votanti: trentuno);

DELIBERA

di ratificare, ad ogni effetto, la deliberazione n.3705, in data 22 luglio 1977, concernente: Approvazione delle percentuali del costo di costruzione dell'edilizia, abitativa, in attuazione dell'articolo 6 della legge statale 28 gennaio 1977, n.10, adottata dalla Giunta regionale in via d'urgenza e salvo ratifica da parte del Consiglio, con modificazioni al punto 2) della parte dispositiva, la cui nuova formulazione è la seguente:

2) le percentuali per la determinazione della quota di contributo, afferente alle concessioni, relativa al costo di costruzione degli edifici con destinazione abitativa.

Comuni a effetto turistico irrilevante

Comuni a effetto turistico basso

Comuni a effetto turistico medio

Comuni a effetto turistico alto

Costruzione esistente

(interventi di recupero)

5%

5,5%

6%

6,5%

<= 3 piani f.t.

<= 450 mq. di superficie complessiva

7%

9%

11%

13%

Costruzioni nuove

> 3 piani

12%

14%

17%

20%

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Si dà atto che l'adunanza è sospesa alle ore diciannove e minuti quarantatré.

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Letto, approvato e sottoscritto:

IL VICE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

(Guido Chabod)

IL CONSIGLIERE SEGRETARIO DEL CONSIGLIO

(Angelo Mappelli)

IL SEGRETARIO ROGANTE

(Costantino Pramotton)