Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 512 del 7 aprile 2004 - Resoconto

OGGETTO N. 512/XII - Eventuale sperimentazione in Valle d'Aosta del progetto "Fattorie didattiche" già adottato in altre Regioni. (Interrogazione)

Interrogazione

Venuti a conoscenza dell'esistenza presso altre regioni italiane di "Fattorie didattiche" intese come aziende agricole che promuovono percorsi di educazione ambientale e di conoscenza dell'ambiente agricolo, accogliendo studenti e turisti, spiegando loro i procedimenti produttivi, mettendo in evidenza il legame esistente tra il mondo della produzione agricola e quello dell'alimentazione, avvicinando le persone alla natura e ai suoi prodotti e facendo conoscere e riscoprire le tradizioni tipiche delle varie zone;

Tenuto conto dell'importanza, sia dal punto di vista agricolo e didattico, sia da quello turistico-promozionale, che la realizzazione di una o più "fattorie didattiche" potrebbe avere per la nostra regione;

Tenuto conto altresì che, in un'epoca sempre più standardizzata come quella attuale, si rafforza da più parti, di giorno in giorno, l'esigenza di riscoprire la natura, con i suoi prodotti e i relativi processi di trasformazione;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interrogano

l'Assessore competente per sapere:

1) se è a conoscenza dell'esistenza di tali "Fattorie didattiche";

2) se ritiene opportuno valutare la possibilità di sperimentare anche nella nostra regione queste "fattorie didattiche", indicando in caso di risposta positiva le modalità con cui procedere.

F.to: Lanièce - Comé - Stacchetti

Président - La parole à l'Assesseur à l'agriculture, aux ressources naturelles et à la protection civile, Vicquéry.

Vicquéry (UV) - Vi sono delle fasi nella vita in cui si usa ripetere "slogan" abusati. In questa fase su più testi, riviste, giornali si legge di fattorie didattiche, di iniziative di questo genere e devo dire che l'importante è non cercare di scimmiottare altre iniziative, ma cercare di calare le nostre iniziative sulla nostra realtà. Sotto questo punto di vista, penso si possa dire che in Valle d'Aosta tutti hanno visto una mucca al pascolo, un impianto di irrigazione o un agricoltore arrampicato su un melo. La nostra è una realtà prettamente rurale, per questo motivo, nel momento in cui parliamo di fattorie didattiche, a mio avviso, dobbiamo assolutamente cercare di calare iniziative di questo genere - che hanno un significato importante in realtà metropolitane - nella nostra realtà. Da questo punto di vista, l'Assessorato si è già mosso con iniziative che storicamente vengono portate avanti dall'Institut agricole, che, come sappiamo, annualmente accoglie una media di 35 scolaresche provenienti non solo da Aosta, ma da tutta la Valle.

Ultimamente ricorderei anche l'iniziativa - patrocinata dall'Assessorato regionale dell'agricoltura ed espletata dall'AREV - che viene definita "l'Alpage ouvert", anch'essa con finalità didattica e di avvicinamento del "sistema turismo" al "sistema agricoltura". Al di là di queste iniziative, l'Assessorato ne ha due in corso; una è la revisione della legge sull'agriturismo, che è ormai pronta: si tratta di un impegno che ci siamo presi per l'anno in corso. Nella legge sull'agriturismo andiamo a definire anche la tipologia delle fattorie didattiche, rinviando poi a deliberazioni di Giunta successive la definizione esatta delle caratteristiche e dei criteri. Quali sarebbero queste caratteristiche e questi criteri? Ebbene, una prima risposta vi è già con la seconda iniziativa regionale in corso, riguardante l'Interreg III, definita "Neprovalter": si tratta di un'iniziativa molto interessante all'interno della quale il sub progetto III vuole istituire una rete transnazionale delle fattorie alpine. All'interno del progetto si dice che la fattoria alpina vuole essere un mezzo di recupero dell'area montana e collinare alternativo allo sviluppo delle attività più propriamente rurali; più precisamente lo scopo è quello di individuare delle forme sostenibili di integrazione al reddito agricolo, che favoriscano nel contempo la conservazione ambientale, la diffusione della cultura rurale, il coinvolgimento attivo di fasce socialmente svantaggiate, la creazione di nuove opportunità professionali, quali animatori ambientali, conduttori di reti. La proposta è quella di sostenere la creazione di aziende che devono aprirsi alle richieste di un pubblico con esigenze diverse e più specifiche rispetto a quelle del turista, che è rappresentato da studenti, gruppi di interesse, persone anziane e disabili. Quello su cui si basa tale proposta è, da un lato, l'importanza di preservare la memoria storica di questi luoghi, attraverso l'individuazione di percorsi educativi rivolti prevalentemente alle scolaresche e tesi alla facilitazione dei processi di apprendimento strutturali secondo un approccio diretto multidisciplinare; dall'altro, la possibilità di usufruire della salubrità e della tranquillità dei luoghi.

La fattoria alpina diviene più specificatamente fattoria didattica qualora sia in grado di ospitare scolaresche e offrire loro adeguati percorsi didattici; in essa gli studenti e i gruppi di interesse possono conoscere i metodi produttivi del luogo e al contempo avvicinarsi alle tradizioni e alle attività del mondo rurale. La fattoria alpina rivolta alle persone anziane e disabili deve offrire la possibilità di soggiorno in questi luoghi particolarmente distensivi e al contempo adatti per escursioni, passeggiate. Con questo sotto progetto si vuole creare una rete transnazionale di fattorie alpine, in modo da offrire la possibilità di scelta da parte dell'utente fra diverse strutture localizzate nell'area alpina. Il sotto progetto si realizzerà attraverso diverse attività riconducibili a due pacchetti: il pacchetto uno, che riguarda la creazione di una rete di fattorie didattiche, e il pacchetto due: la creazione di una rete di fattorie sociali, strutture per disabili e noi stiamo pensando in questo momento alla "Fondazione Ollignan" - su cui si sta lavorando -, alla Cooperativa Mont Fallère che accoglie persone disabili. Sono due "volets" differenti che vanno avanti parallelamente.

Per quanto riguarda gli aspetti più di dettaglio del progetto, nel 2004 si attuerà una fase di approfondimento di queste tematiche. Nel 2003 si è fatta una verifica della situazione attuale in Valle d'Aosta, a seguito della quale si è individuata come struttura idonea per questa funzione il centro agricolo dimostrativo di Saint-Marcel, che rientra nei criteri predisposti nell'ambito dell'Interreg di cui sto parlando. Nei prossimi mesi è previsto un incarico ad un borsista per la coprogettazione del percorso didattico, all'interno del quale si vorrebbe costituire una piccola Valle d'Aosta con varietà botaniche locali, l'etichettatura delle varietà e l'indicazione delle vallate di appartenenza; fare una raccolta documentale inerente alle fattorie didattiche non valdostane, ma nell'ambito delle vallate alpine; creare piccoli orti biologici; organizzare visite alle aree ed attività strutturate nel centro per bambini delle scuole elementari e materne; prendere contatti con le istituzioni scolastiche per programmare eventuali sinergie e la messa in rete delle strutture del "network Neprovalter", in modo che su un sito vi sarà la possibilità di avere collegamenti con tutte le fattorie didattiche dell'arco alpino. Queste sono le iniziative in corso.

Nell'anno, secondo la pianificazione dell'Interreg, si "dovrebbe" poter organizzare una giornata di porte aperte per la popolazione al centro di Saint-Marcel: uso il condizionale perché come in tutti i programmi interregionali devono esserci tutti i partner che lavorano in sinergia e con la stessa tempistica; questo quindi lo si farà se vi saranno le risposte che ognuno dei partner deve dare. A fine anno si vorrebbe partire con una serie di incontri pubblici con le istituzioni scolastiche, l'acquisto di pannelli e la segnaletica per il percorso didattico, l'acquisto di una serra sperimentale per la realizzazione di attività didattiche, l'acquisto di materiale da vivaio, la pubblicizzazione del progetto, la realizzazione di brochures. Questa è la pianificazione dell'Interreg III di cui sto parlando.

Riteniamo, al di là di questa iniziativa, che si concretizzerà nel centro di Saint-Marcel - centro già ben attrezzato e che sarà di fatto la nostra fattoria didattica in Valle d'Aosta -, che il ragionamento debba essere esteso in senso trasversale a tutti gli agriturismi, a tutto il settore del turismo rurale sul quale andiamo a legiferare, per fare una "mise à jour" della normativa già esistente. Sotto questo punto di vista, vi sono buone risposte dal settore dell'agriturismo in senso stretto, che ha recepito questi messaggi di dare un valore aggiunto rispetto ad un albergo o ad un ristorante qualunque: devono contraddistinguersi, devono dare un qualcosa in più rispetto agli altri, devono fare in modo che l'agricoltore, con il lavoro di tutti i giorni, diventi lui stesso un educatore. Ho delle risposte positive anche dall'agricoltore non agriturista sotto questo punto di vista, perché le domande di partecipazione ai bandi "Leader Plus", che riguardano il turismo rurale, hanno delle risposte molto positive. Per cui il sistema agricolo si sta aprendo, perché, nel momento in cui parliamo di multidisciplinarietà di produzione di reddito differenziato, gli stessi agricoltori si rendono conto che tutto si può fare, ma deve essere fatto con una logica di apertura rispetto al sistema turistico globale. Sotto questo punto di vista, il tema "fattoria didattica" è un tema importante che deve essere visto nella sua complessità all'interno del "sistema globale agricoltura".

Président - La parole au Conseiller Lanièce.

Lanièce (SA) - Mi sembra che dall'intervento dell'Assessore emerga una valutazione positiva sulla tipologia della fattoria didattica, e quindi l'apertura di una fattoria didattica valdostana non può che farci piacere, visto che avevamo sollevato apposta questa iniziativa proprio perché eravamo venuti a conoscenza dell'esistenza sul territorio italiano di diverse fattorie didattiche, che sono un elemento importante, perché possono servire, da una parte, come integrazione del reddito degli agricoltori, in un periodo dove soprattutto l'agricoltura di montagna soffre una crisi per la forte concorrenza delle aziende di pianura, ma possono essere anche un'interessante offerta turistica per un turismo non invasivo della montagna. Anche noi molte volte parliamo del binomio agricoltura-turismo in Valle d'Aosta, turismo che senza l'agricoltura avrebbe delle grosse difficoltà.

È giusto quindi che il settore turistico reinvesta in agricoltura, e ciò può essere fatto ad esempio con la realizzazione di una fattoria didattica. Il fatto stesso che, nella nuova revisione della legge sull'agriturismo, venga inserita la possibilità di istituire la tipologia della fattoria didattica è un aspetto positivo, perché il collegamento della fattoria didattica con l'agriturismo è un collegamento naturale, nel senso che, se l'agriturismo è fatto come si deve, cioè vende ciò che produce, si possono ospitare scolaresche e turisti per far loro vedere i vari processi di trasformazione, in modo che le persone possano comprendere meglio la natura, i prodotti, le trasformazioni dei prodotti stessi. Fa pertanto piacere il fatto che vi sia da parte dell'Amministrazione regionale la volontà di realizzare una fattoria didattica o fattoria alpina; d'altronde l'Institut agricole è di fatto già una sorta di fattoria didattica, lo ha dimostrato, e ognuno in questo Consiglio non può che parlarne bene per tutto quello che ha fatto per la nostra agricoltura. So che recentemente lo stesso Institut agricole ha organizzato una gita in Piemonte per visionare alcune fattorie didattiche e quindi vi è anche da parte sua la volontà di meglio comprendere questi meccanismi per poterli studiare, cercando di trarne gli aspetti positivi: anche perché l'importante è portare avanti le cose positive, dimensionandole con la nostra realtà, e ciò vale in tutti i settori, non solo in agricoltura. Noi siamo una realtà piccola e il dimensionamento deve essere fatto in base alla nostra realtà, non dobbiamo mai fare il "passo più lungo della gamba" - questo è un detto di noi montanari -, e quindi è giusto che venga mantenuto in qualsiasi attività: da quella politica a quella economica e produttiva.

Ben venga la volontà di predisporre in Valle d'Aosta un'applicazione diretta delle fattorie didattiche. Ci auguriamo quindi di poter vedere al più presto a Saint-Marcel un esempio di questa tipologia, anche perché questo potrà portare lustro alla nostra Regione e, attraverso l'applicazione della legge sull'agriturismo che ne prevede l'istituzione nei diversi agriturismi valdostani, un maggior reddito per gli agricoltori, in un momento in cui l'agricoltura di montagna è in grosse difficoltà. Ben vengano quindi iniziative che favoriscano un incremento del reddito degli agricoltori, e soprattutto che coinvolgano maggiormente il settore turistico con quello dell'agricoltura valdostana.