Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 267 del 1° dicembre 2003 - Resoconto

OGGETTO N. 267/XII - Iniziative per contrastare il lavoro "nero" e gli infortuni nel settore delle costruzioni. (Interpellanza)

Interpellanza

Preso atto dei dati relativi alla sicurezza nei cantieri edili che hanno assunto particolare significato dopo il crollo avvenuto recentemente a Genova nell'ambito dei lavori di ristrutturazione al porto;

Constatato che anche in Valle d'Aosta il numero degli infortuni è rilevante ed in crescita in questi ultimi anni, specie nel settore delle costruzioni;

Constatato inoltre che la Valle d'Aosta si caratterizza purtroppo come una delle Regioni del Nord con il maggior numero di lavoratori in nero;

Considerate alcune caratteristiche particolari del settore dell'edilizia in valle sia per quanto riguarda l'alta percentuale di imprese edili provenienti da fuori valle sia per quanto riguarda il peso preponderante che ha il committente pubblico rispetto a quello privato;

Ritenuto che vadano attivati tutti quegli interventi che, garantendo la sicurezza e la qualità del lavoro nei cantieri, consentano di salvare anche solo una vita umana o di diminuire il costo sociale ed umano che ogni infortunio comporta;

Preso atto delle proposte avanzate dalle organizzazioni sindacali del settore, finalizzate ad attivare strumenti, quali lo Sportello Unico per le certificazioni di regolarità contributive o l'istituzione dell'Osservatorio delle imprese escluse dagli appalti pubblici, che consentano un maggior controllo della qualità dell'ambiente di lavoro e una tutela preventiva della sicurezza del cantiere,

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

la Giunta per sapere:

1) come valuta i dati relativi alla forte presenza in Valle di lavoratori in nero, all'aumento degli infortuni nel settore delle costruzioni e cosa è stato fatto finora per contrastare tali fenomeni;

2) come intende operare per attivare una più attenta e puntuale azione di prevenzione;

3) se intende accogliere le proposte avanzate dai sindacati del settore: quali, con quali modalità e tempi di attuazione.

F.to: Squarzino Secondina - Curtaz - Riccarand

Président - La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (Arc-VA) - È vero che, dal momento in cui si formulano le interpellanze al momento in cui vengono discusse, anche i temi di attualità, che hanno attratto l'attenzione su una determinata questione, perdono di consistenza come attualità, però il problema su cui vogliamo richiamare l'attenzione della Giunta con questa iniziativa mantiene tutta la sua validità.

Non sentiamo più parlare per esempio dell'incidente avvenuto agli operai edili al porto di Genova, ma il problema della sicurezza sul posto di lavoro nel settore dell'edilizia rimane anche in Valle d'Aosta. In occasione di quell'incidente, ciascuno di noi è andato a ricercare la situazione in Valle d'Aosta, a vedere i dati e dobbiamo constatare, purtroppo, che gli infortuni sul lavoro nel settore delle costruzioni sono aumentati moltissimo in questi ultimi anni: dal 1999 al 2002 si è passati da 490 a 585 infortuni nell'ambito del settore delle costruzioni e questo è il settore in cui avviene il maggior numero di incidenti, quasi il doppio di altri settori. Questo, quindi, è già un elemento che ci fa riflettere, che pone l'attenzione su un settore particolare del lavoro in Valle d'Aosta.

Non solo, abbiamo un secondo dato che ci preoccupa riguardante la presenza del lavoro nero in Valle d'Aosta. A nostro avviso, molti incidenti sul posto del lavoro dipendono anche dal fatto che le persone addette, probabilmente, non sono soggette a tutte le norme di sicurezza previste e rientrano nel settore del lavoro nero, poco curato e poco assistito. Alla Valle d'Aosta, secondo gli ultimi dati ISTAT, viene affidato il primato sul più alto numero di lavoratori in nero: abbiamo il 15,9% dei rapporti di lavoro irregolari - una percentuale superiore a quella nazionale: e questo è veramente un dato che fa riflettere; sicuramente vi è la grossa incidenza del lavoro stagionale in Valle - dal turismo all'edilizia, all'agricoltura -, ma è un dato che ci pone delle domande a cui non possiamo rimanere indifferenti.

Il terzo dato che voglio citare per illustrare questa situazione, visto che siamo più interessati al settore dell'edilizia, riguarda la caratteristica che le imprese edilizie operanti in Valle stanno assumendo in questi anni. In questi ultimi anni - dal 1997 al 2003 - assistiamo a una diminuzione notevole di imprese edili valdostane, con sede in Valle d'Aosta, e ad un aumento altrettanto notevole di imprese da fuori Valle che lavorano nel settore edilizio per cui, mentre nel 1997 erano registrate 452 imprese valdostane a fronte di 104 imprese non valdostane, quindi un quarto, nel 2003 il rapporto è quasi di uguaglianza: 312 imprese valdostane e 303 imprese operanti da fuori Valle. Questo forse implica anche che, rispetto alle imprese provenienti da fuori Valle, i controlli di tipo sociale o amministrativo siano meno precisi, anche perché si tratta di nuove imprese delle quali si sa poco o nulla, per cui si rischia che queste imprese vengano in Valle, ma vi importino un tipo di lavoro poco sicuro sui cantieri.

Ho voluto individuare questa serie di dati per illustrare una situazione che, nel complesso, è grave e non può essere soltanto affrontata e risolta con un intervento unilaterale, ma richiede una riflessione molto più ampia e anche la capacità di individuare strumenti che comincino ad incidere sull'insieme del comparto. L'Assessore sicuramente è a conoscenza di una serie di proposte avanzate dai sindacati per cercare di individuare interventi, che possano introdurre elementi di chiarezza all'interno di questo mondo in cui le irregolarità sono ancora molto presenti e, con le irregolarità, anche gli infortuni. Per questo motivo vogliamo chiedere all'Assessore quale valutazione viene data rispetto ai dati relativi sia alla forte presenza di lavoratori in nero, sia all'aumento degli infortuni nel settore delle costruzioni; se è stato fatto già qualcosa finora, cosa si intende fare nel prossimo futuro e se alcune delle proposte avanzate dalle organizzazioni sindacali trovano ascolto e risposta nelle decisioni politiche dell'Assessorato e della Giunta.

Président - La parole à l'Assesseur aux activités productives et aux politiques du travail, Ferraris.

Ferraris (GV-DS-PSE) - Innanzitutto concordo sull'importanza del problema, che è comunque di attualità al di là di quanto possano scrivere i giornali, ma vorrei fare anche alcune precisazioni soprattutto per quanto riguarda - vi tornerò nella fase successiva della mia risposta - la questione degli infortuni, in particolare la questione del lavoro nero. Abbiamo visto anche recentemente sui giornali alcune stime, che si riferiscono al 2001, del lavoro nero, ho anche dei dati ulteriori del 2002 di un'indagine del CENSIS, che ha lavorato in collaborazione con l'area ispezioni della Direzione regionale del lavoro.

Per quanto riguarda questo tipo di indagine su turismo, agricoltura ed edilizia, i settori in cui è più facile trovare lavoro irregolare - anche perché vi sono alcuni dati, sempre della serie che veniva citata prima, da cui risulta che il fenomeno del lavoro nero nel settore industriale è praticamente inesistente -, dai dati recenti relativi al questionario posto dal CENSIS risulta che in Valle l'11% dei lavoratori è in posizione irregolare: di cui il 9% appartiene al lavoro grigio, cioè a forme di evasione parziale, e il 2% al lavoro nero, cioè all'evasione totale. Per "lavoro nero" si intende la totale evasione di contributi previdenziali e fiscali, per cui il lavoratore non appare in alcuna registrazione contabile: proprio non esiste. È certamente il fenomeno di maggiore gravità. Vi è poi il cosiddetto "lavoro grigio", dove vi è una parziale evasione di imposte e contributi, ma il lavoratore è regolarmente assunto, quindi si tratta di evasione riguardante il lavoro straordinario, le festività o tempo pieno registrato come part-time, eccetera.

Le altre informazioni possono essere ricavate dalle richieste di regolarizzazione presentate dalle imprese per i lavoratori extracomunitari nel periodo settembre-ottobre 2002, sulla base della sanatoria prevista dalla "legge Bossi-Fini", su 702 istanze presentate e 542 accolte, la maggior parte, 215, riguarda il lavoro domestico - badanti, eccetera - e 327 invece il lavoro subordinato: di cui il 34% l'agricoltura e il 31% l'edilizia. I risultati delle misure proposte per l'emersione del lavoro irregolare, invece, in linea con quanto avvenuto a livello nazionale, hanno portato a richieste di regolarizzazione nulle o esigue, nel senso che al Comitato regionale per l'emersione del lavoro sommerso non è stata presentata alcuna richiesta; le richieste di regolarizzazione contributiva o fiscale presentate alla Direzione Agenzia delle entrate della Valle d'Aosta invece sono state meno di 5. Questo, quindi, è un fenomeno che va tenuto sotto osservazione e il controllo deve essere indirizzato rispetto a particolari settori.

Gli infortuni nel settore edile sono sempre stati seguiti con attenzione, infatti la relazione sulle caratteristiche e sulle tendenze del fenomeno degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali in Valle d'Aosta nel periodo 1999/2002 - da quando si è costituito il Comitato regionale di coordinamento in materia di sicurezza e tutela della salute sui luoghi di lavoro - evidenzia la particolare criticità del settore sia per frequenza che per gravità degli infortuni.

Rispetto ai dati citati dalla Consigliera Squarzino, il rapporto - che verrà presentato l'11 di questo mese - del Comitato regionale di coordinamento in materia di sicurezza e tutela della salute sui luoghi di lavoro, in merito alla tendenza degli infortuni e delle malattie professionali in Valle, ci dice come nel settore dell'edilizia, nel periodo 1999-2002, vi sia stata, a fronte di un aumento degli occupati, una diminuzione degli infortuni; per cui dalla situazione del 2001, in cui gli infortuni superavano il 13% rispetto agli occupati, siamo passati ad una situazione - mi riferisco alla situazione attuale - in cui si supera di poco l'11%. I dati del primo semestre 2003 confrontati con quelli del primo semestre 2002 - i dati più recenti in nostro possesso - danno però delle indicazioni di inversione della tendenza con una variazione percentuale in meno del 16,4% di infortuni nel settore edile, si passa da 329 a 275 infortuni, intendendo per "settore edile": l'edilizia, le costruzioni stradali, gli impianti per l'edilizia e gli impianti elettrici.

Dai dati di fonte INAIL, risulta che vi è, tutto sommato, una situazione globale della Valle d'Aosta positiva rispetto al resto del Paese, in quanto ci troviamo in quel 30-33% del Paese in cui il fenomeno infortunistico è meno accentuato: sia per frequenza degli infortuni, sia per gravità. In entrambi i casi la posizione di graduatoria, ordinata secondo il criterio della maggiore intensità o gravità, vede la Valle d'Aosta, partendo dai primi posti assegnati alle Regioni con un maggior grado di infortuni di intensità o gravità, al 16° posto su 20 Regioni. Questo non ci deve rasserenare, ma indica che il lavoro effettuato - e che si intende ulteriormente fare - qualche risultato lo sta realizzando… anche se ciò non ci deve far abbassare la guardia.

"Come intende operare per attivare una più attenta e puntuale azione di prevenzione". L'attività di vigilanza dell'Ispettorato del lavoro, e in collaborazione con gli enti previdenziali, ha sempre come priorità il settore edile, in linea generale almeno il 35% degli interventi ha interessato tale settore. Il Servizio di prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro ha sempre avuto come priorità l'attività di prevenzione e sorveglianza nel settore edile; anzi, in considerazione delle specifiche norme che regolano il settore, sono stati realizzati interventi di monitoraggio dell'applicazione del decreto legislativo n. 494/96, che prevede, tra l'altro, il piano di sicurezza e coordinamento per la realizzazione di opere edili.

Nell'ambito della competenza regionale di informazione, sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, il Comitato regionale di coordinamento in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro ha elaborato delle linee guida per favorire l'applicazione del decreto legislativo n. 494/96, che sono state diffuse mediante la pubblicazione di un volume - "Cantieri e sicurezza dei lavoratori" - nel corso del 2002. Sempre tale Comitato regionale ha predisposto un nuovo opuscolo - che è stato stampato in questi giorni in 6.000 copie e verrà distribuito a tutti gli addetti del settore - riguardante la sicurezza sul lavoro destinato agli addetti sui cantieri edili, con indicazioni relative alle problematiche più ricorrenti, non per niente è stato chiamato pro-memoria. È poi in corso di pubblicazione un altro opuscolo di 6.000 copie dal titolo: "Costruzioni di muri e pietrame in malta, linee guida per la valutazione dei rischi e l'individuazione delle misure di sicurezza durante la costruzione di muri e pietrame in malta". È un lavoro che intende dare precise interpretazioni e indirizzi operativi per l'esecuzione, nel rispetto della sicurezza dei lavoratori, di muratura in pietrame e malta, in particolare per quelle opere realizzate anche mediante l'impiego dell'escavatore, settore dove vi sono particolari infortuni. L'11 di questo mese verrà presentato, nel corso di una riunione pubblica, il rapporto annuale sugli infortuni, ovviamente con la partecipazione delle organizzazioni sindacali e dei datori di lavoro.

Ultima questione: "se intende accogliere le proposte avanzate dai sindacati del settore: quali, con quali modalità e tempi di attuazione". Il gruppo di lavoro del Comitato regionale di coordinamento in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro ha sempre operato in collaborazione con il Comitato paritetico territoriale in materia di sicurezza sul lavoro, all'interno del quale sono presenti le organizzazioni sindacali. Le proposte sindacali sono già state anche all'esame del Patto per lo sviluppo, nell'ambito del tavolo aperto sui problemi dell'industria con la partecipazione delle organizzazioni sindacali del settore edile, con cui si è convenuto di affrontare, in un tavolo specifico, complessivamente i problemi del settore: sia problemi legati allo sviluppo e al consolidamento dello stesso, sia questioni collegate alla sicurezza e alla salute sui luoghi di lavoro.

Vi è, quindi, la volontà dell'Amministrazione regionale di affrontare il problema, di tenere in dovuto conto le proposte effettuate sia dalle organizzazioni sindacali, sia dai datori di lavoro, che devono collaborare per la realizzazione delle proposte, con l'obiettivo di pervenire ad un miglioramento delle condizioni di lavoro, di salvaguardare un diritto fondamentale della persona: la propria integrità fisica e la propria salute e di puntare a una qualità del lavoro in questo settore, così come in altri settori di attività economica a livello regionale.

Président - La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (Arc-VA) - Ringrazio l'Assessore che, a differenza di altri colleghi, ha chiarito bene, ha risposto con attenzione in merito ai problemi.

Prendo atto che alcuni dati sono stati modificati rispetto a quelli da me forniti e del fatto che vi è un lieve "trend" di diminuzione degli infortuni; questo mi fa piacere, ricordo però Assessore che, anche se gli infortuni diminuiscono da 329 a 275, abbiamo sempre quasi 300 persone che in 6 mesi sono 50…

(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

… sì 275… ho detto 300 per comodità, anche perché il mese di febbraio ha 28 giorni… sono circa 50 persone al mese, ma facciamo pure 45 persone al mese… quindi ogni giorno vi è più di un incidente. Gli infortuni diminuiscono, ma i dati sono ancora molto "seri", per cui non possiamo accontentarci del fatto che diminuiscano. Sarebbe interessante capire, fra l'altro, se effettivamente si tratti anche di incidenti ed infortuni gravi, perché mi sembra di aver visto che il numero totale degli incidenti sia diminuito, ma che sia aumentata la gravità delle persone infortunate, e questo è un costo alto sulla salute da affrontare che ricade sull'intera collettività! Agire per diminuire gli infortuni nel mondo del lavoro, nell'edilizia, quindi vuol dire anche, in prospettiva, agire per diminuire il costo della sanità in Valle d'Aosta, per cui credo sia un'operazione da fare con molta serietà e determinazione.

Ciascuno di noi ha il tono che ha, si capisce! Ho notato - me lo consenta, Assessore - il tono di chi registra una situazione: "le cose sono andate così, ci sono queste cose, adesso le portiamo avanti", ma io le chiederei di essere presente con la volontà politica all'interno del Patto per lo sviluppo, perché qui vi sono delle persone di mezzo, Presidente! Non è un mero desiderio di sottolineare i problemi: un muro che cade non vanifica solo i milioni spesi, ma colpisce delle persone! È quindi importante agire per difendere e tutelare le persone. Sono contenta che le proposte dei sindacati siano trattate all'interno del Patto per lo sviluppo, probabilmente bisognerebbe avere chiaro come alcuni di questi strumenti consentano, con pochissime difficoltà e pochissime spese, di intervenire. Lei sa benissimo come l'introduzione dello Sportello unico per le irregolarità contributive consentirebbe di avere un unico documento che attesti la regolarità degli addetti, senza dover passare tramite i diversi enti previdenziali, i cui dati di occupazione sono fra loro contrastanti. Vi sarebbe quindi la possibilità di diminuire il carico burocratico per le imprese e di avere uno strumento di controllo più efficace.

Mi dispiace poi che lei non abbia speso alcuna parola su questo tema, che riguarda essenzialmente una decisione della Giunta e che non ha bisogno di passare attraverso il coordinamento con altri enti: l'istituzione dell'Osservatorio delle imprese escluse dagli appalti pubblici. Ogni anno vi sono degli appalti pubblici, ogni anno ogni gara di appalto esclude alcune imprese e le esclude perché, rispetto alla legge, sono inosservanti, perché vi sono delle irregolarità nel modo di operare; ora, se si facesse un osservatorio delle imprese escluse dagli appalti pubblici, si saprebbe quali sono le imprese non regolari, che non garantiscono la sicurezza sui cantieri. Questo consentirebbe di fare più chiarezza anche per i privati che ricorrono alle imprese che, sapendo quali sono quelle con elementi di irregolarità, probabilmente non si affiderebbero a tali imprese, ma ne cercherebbero altre più regolari. Questo Osservatorio delle imprese escluse dagli appalti pubblici consentirebbe cioè, con pochissime risorse e pochissimo lavoro, di dare più trasparenza al mercato.