Oggetto del Consiglio n. 257 del 1° dicembre 2003 - Resoconto
OBJET N° 257/XII - Communications du Président de la Région.
Président - La parole au Président de la Région, Perrin.
Perrin (UV) - Le 19 novembre dernier, la Région a été informée par le Procureur de la République d'Aoste que M. Luigi Bassignana, fonctionnaire de l'Administration régionale en service au Département du territoire, de l'environnement et des ressources hydriques de l'Assessorat du territoire, de l'environnement et des ouvrages publics, était inculpé de corruption et d'actes contraires aux devoirs de sa charge et qu'il était placé en détention préventive. A l'heure où je vous parle, le Département du personnel et de l'organisation a suspendu de ses fonctions et privé de sa rémunération ledit fonctionnaire, en application de la procédure disciplinaire et des dispositions en matière de contentieux du travail visées à la convention collective régionale. Pour le moment, aucune autre information n'a été transmise à l'Administration régionale. Je peux donc simplement vous dire que nous avons été très surpris. Nous sommes néanmoins certains que la Magistrature saura faire toute la lumière sur cette affaire. Voilà donc tout ce que je suis en mesure de vous communiquer, puisque je ne dispose pas d'autres éléments, même si bien évidemment l'Assessorat du territoire a commencé ses vérifications internes dès qu'il a pris connaissance des faits en question. J'ajouterais tout de même que j'avais l'intention d'aborder ce sujet au-delà du fait que le groupe "Arcobaleno-Vallée d'Aoste" ne dépose une requête en ce sens, car le Gouvernement considère qu'il est de son devoir de fournir à cette Assemblée tous les éléments nécessaires pour qu'elle puisse débattre d'un événement dont nous n'entendons certes pas étouffer l'importance.
Le 28 novembre dernier, j'ai pris un arrêté portant nomination au poste de Recteur de l'Université de la Vallée d'Aoste de Monsieur Pietro Passerin d'Entrèves, professeur extraordinaire de la faculté de Sciences mathématiques, physiques et naturelles de l'Université de Turin et ce pour les années 2003/2004 à 2006/2007. Cette mesure, qui déroge aux dispositions statutaires de l'Université, s'est avérée nécessaire car, à l'issue de sa réunion du 26 novembre, le Conseil de l'Université de la Vallée d'Aoste a jugé que les propositions du Sénat académique n'étaient pas recevables, ce dernier n'étant pas valablement constitué. Compte tenu du fait que le délai de prorogation - soit 45 jours - du mandat attribué à Monsieur Emanuele Maria Carluccio touchait à sa fin, j'ai donc procédé à la nomination du nouveau Recteur de l'Université en ma qualité de Président du Conseil de l'Université. La nomination du Professeur Passerin d'Entrèves marque l'ouverture d'une nouvelle phase de la vie de l'Université valdôtaine, un renforcement du projet de développement amorcé sous la direction de M. Carluccio, son premier Recteur, que nous remercions pour l'engagement et le professionnalisme dont il a fait preuve tout au long de son mandat.
Président - La parole au Conseiller Curtaz.
Curtaz (Arc-VA) - Voglio ringraziare il Presidente della Regione per aver accolto la nostra richiesta di riferire in aula in ordine alle vicende che hanno coinvolto personale regionale, in riferimento a presunte accuse di corruzione per quanto riguarda i lavori post alluvione. Abbiamo appreso formalmente che alla Regione è stata comunicata questa inchiesta e che le persone interessate da questa indagine sono state sospese dal lavoro, diciamo atti dovuti. Se nella forma ho espresso il mio apprezzamento per il Presidente e per la sua sensibilità, non altrettanto magnanimo sarà il mio riferimento al merito della comunicazione, perché c'era da aspettarsi quanto meno da parte sua, che ha un tempo a disposizione illimitato, una qualche riflessione rispetto a quello che succede in questi palazzi. Torniamo su un problema già sfiorato altre volte in quest'aula, ma che continua a non essere affrontato con determinazione: quello dei controlli.
Non ci stancheremo mai di dire che quest'aula non è un tribunale e quindi i processi penali vanno fatti altrove, ma non vorrei che, fatta questa osservazione, si pensasse che in quest'aula non si può parlare delle conseguenze politiche che hanno certi atteggiamenti, della sostanziale inefficacia dei controlli amministrativi, di una macchina burocratica che si sta dimostrando incapace di controllare e correggere sé stessa. Penso che questa Assemblea debba farsi carico di affrontare questo problema con la necessaria tempestività.
Su questo tema si è soffermata a lungo e diffusamente la commissione che si occupò del cosiddetto "affaire Maccari", commissione che relazionò in Consiglio, e in quella occasione ci fu, relativamente a quei fatti, un intendimento unanime da parte delle forze politiche presenti circa la necessità di affrontare questi problemi. È passato quasi un anno e nessun provvedimento concreto è stato adottato, nonostante questo tema dei controlli fosse indicato come fra i temi programmatici di questa maggioranza, nonostante che il Presidente della Regione, a seguito di una nostra interpellanza dello scorso mese di settembre, avesse detto che era in corso di costituzione un gruppo di lavoro che avrebbe elaborato delle proposte. Noi almeno oggi speravamo di sentire qualcosa circa la costituzione effettiva di questo gruppo di lavoro, circa il lavoro svolto. Ho ragione di ritenere che questo gruppo di lavoro non sia stato ancora costituito.
Chiaramente, Presidente, non possiamo affrontare questo tema in 5 minuti, di sicuro torneremo su questo argomento, perché è un tema di particolare gravità e per l'episodio in sé, se verificato, e perché è il sintomo di un malessere più generale dal quale la nostra Amministrazione non riesce a guarire. Il nostro gruppo quindi si riserva di assumere iniziative più puntuali e pertinenti fin dal prossimo Consiglio, affinché questo tema abbia una discussione e delle soluzioni adeguate all'interno di quest'aula.
Président - La parole au Conseiller Frassy.
Frassy (CdL) - Penso che alcune riflessioni vadano fatte. Il Presidente della Regione si è detto "surpris" per le note vicende che la settimana scorsa hanno portato ancora una volta la Magistratura ad occuparsi dell'amministrazione della Regione Valle d'Aosta. Noi siamo un po' meno "surpris" di quanto non lo sia lei, forse perché sia io che il collega Curtaz avevamo visto da vicino una certa realtà nell'esperienza di quella Commissione di inchiesta, che aveva visto coinvolto il livello dei funzionari attraverso il Capoufficio stampa Maccari, ma aveva visto interessato anche il livello politico attraverso il coinvolgimento prima dell'Assessore Lavoyer e poi le dimissioni della "Giunta Viérin". Ci eravamo resi conto di due situazioni: lo scollegamento e la difficoltà di rapporti fra il livello dirigenziale e il livello politico.
In quella relazione che quel Consiglio - che in buona sostanza è questo Consiglio, non solo per la continuità di una parte dei componenti di questa XII legislatura rispetto a quelli della XI, ma soprattutto per la continuità di quella maggioranza costituitasi all'indomani della crisi della "Giunta Viérin" -, che queste forze politiche avevano in maniera unanime approvato, emergevano delle evidenze di grande criticità, delle situazioni di grande preoccupazione che mi avevano portato a dire in quel momento che vi era il rischio di avere una macchina fuori controllo. Lo avevano detto i fatti, oltre che la relazione che unanimemente la commissione e poi il Consiglio avevano ratificato. Passerà fra poco un anno da quegli eventi che portarono alle note vicende, ma niente è stato fatto. In termini politici questa Assemblea ha archiviato i lavori di quella commissione, ha "girato gli occhi" da un'altra parte e ha tirato avanti e devo dire che non ha tirato avanti per molto, Presidente, perciò sono sorpreso della sua sorpresa, perché la sua esperienza di amministratore di lungo corso dovrebbe averla portata a capire che o qui avete la volontà politica di intervenire - e dico pesantemente - su certi meccanismi, altrimenti la reiterazione delle questioni, che si sono già reiterate, di malaffare, di "mala gestio" di questa amministrazione… saranno situazioni senza fine, perché o si cambia in maniera significativa un certo tipo di meccanismo, oppure saremo destinati a vivere sotto il controllo della Magistratura.
Archivio questo argomento, perché ve n'è un altro che è altrettanto importante e sul quale penso vada fatta una riflessione. Questa Amministrazione, assente nel gestire i propri apparati interni, diventa prepotentemente presente nel gestire dei soggetti istituzionali come l'Università: "la libera Università della Valle d'Aosta". Avevamo ironizzato, Presidente Perrin, su questo aggettivo "libera" università; avevamo detto che eravamo soddisfatti della creazione finalmente di una realtà universitaria in questa Regione; avevamo espresso l'amarezza che quella realtà passasse attraverso la parodia piena di valore e di significato: "libera", perché quei soggetti, che avrebbero potuto in base all'atto costitutivo entrare poi nell'Università, a distanza di 2-3 anni, non si sono visti. Quella università è una propaggine di questa Amministrazione e la cosa incredibile sono i modi in cui si è arrivati a sostituire il rettore. Lei, Presidente, ha dato notizia di un avvicendamento legato a questioni quasi burocratiche, ha ringraziato il rettore uscente; io penso che lei abbia letto le pesanti dichiarazioni fatte sabato dal rettore uscente sulla stampa locale, sono dichiarazioni che non ritengo abbiano bisogno di molta fantasia per capire cosa è successo nell'Università della Valle d'Aosta. Ritengo che sia l'unica università, fra l'altro non statale - ma anche qui, quando parliamo poi di meccanismi e di federalismo, dobbiamo capire se vi è più federalismo rispetto allo Stato o se vi è più federalismo rispetto alla realtà regionale, più il potere è vicino meno è l'autonomia degli organi che sono delegati a gestire questi spazi di autonomia - che possa vantare un commissariamento.
Il tempo è scaduto, ma vorrei leggere un passaggio significativo delle dichiarazioni fatte dal giubilato Rettore Carluccio: "È un atto gravissimo di violazione del principio di autonomia delle università, che non ha riscontro nella storia pur secolare delle università italiane ed europee". Non lo diciamo noi, lo dice quel rettore che lei ha ringraziato per l'opera svolta.
Président - La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Voglio tornare anch'io su una comunicazione del Presidente Perrin riguardante il cambio all'Università della Valle d'Aosta. Voglio esprimere la sorpresa che ho provato nel momento in cui abbiamo avuto notizia dalla stampa di questo cambio, anche perché nulla faceva prevedere che avvenisse. La seconda sorpresa, molto più amara, è stata che lei oggi non ha fornito alcuna motivazione rispetto al cambio da lei annunciato e deciso. Lei ha parlato di alcune anomalie dal punto di vista burocratico su cui magari torneremo in un altro momento; abbiamo dei dubbi sulla lettura che lei ha dato di alcuni fatti burocratici, ma il secondo elemento molto più grave è che non pensavo che lei - che vuole essere un Presidente trasparente, un Presidente che comunica con gli elettori e con il Consiglio - si nascondesse dietro scuse burocratiche per non motivare una scelta politica ben precisa, perché qui vi è stata una scelta politica precisa, che non ha alcuna motivazione espressa! Se vi sono motivazioni, lei è pregato, Signor Presidente, di comunicarle; se non lo ha fatto, è perché o non vi sono o non vuole dirle.
Secondo elemento di commento rispetto a questo: lei con la scelta del nuovo rettore ha di fatto sconfessato l'operato del Prof. Carluccio e lo ha sconfessato nei fatti, nonostante abbia espresso a parole un ringraziamento per l'opera compiuta. Lo ha sconfessato nei fatti, senza che abbia detto quali sono i fatti, le decisioni, gli interventi del Prof. Carluccio che lei e la sua Giunta non condividono. Ha parlato genericamente di una "nuova era" dell'Università, ma io sono molto preoccupata di una "nuova era" che inizia sul niente, sull'assenza di motivazioni chiare con cui vengono prese le decisioni di tipo politico.
Ritengo anche molto grave - questo lo vedo con preoccupazione - che continui questa commistione fra politici e professionisti, fra politico e cultura. Non credo che i politici debbano dare degli indirizzi chiari e indicare le persone tecniche che porteranno avanti un progetto di tipo culturale; ora, non è possibile che ogni volta il politico intervenga e dica chiaramente al professionista cosa deve fare. Guardi, Signor Presidente, questa vicenda mi ha fatto pensare ad un'altra analoga su un altro versante a cui abbiamo assistito alcuni anni fa per quanto riguarda l'USL. Anche allora il direttore generale è stato dichiarato decaduto perché vi era stata un'anomalia, secondo gli uffici, nel modo in cui erano stati stilati i bilanci. Abbiamo constatato, dati alla mano, che quella in quel caso era solo una scusa di tipo burocratico, che nascondeva una scelta politica ben precisa le cui motivazioni non sono state indicate. Noi su questa questione torneremo, perché credo che bisogna fare luce sulle eventuali commistioni che vi possono essere fra i politici e i gestori della cultura.
Président - La parole au Conseiller Comé.
Comé (SA) - Voglio soffermarmi anch'io brevemente sulla questione della nuova nomina del rettore. Siamo rimasti anche noi stupiti dalle dichiarazioni del Presidente, che non ha fornito alcuna motivazione, nei prossimi Consigli ritorneremo su questa questione. Sarà la risposta del Presidente alle nostre prossime richieste che ci farà capire i motivi che hanno fatto fare alla Giunta tale scelta. Oggi i Valdostani si sono resi conto che la Giunta vuole con la sua gestione mettere mano anche sull'Università, quella sede che sembrava immune dalla mano lunga della politica.
