Oggetto del Consiglio n. 135 del 15 ottobre 2003 - Resoconto
OGGETTO N. 135/XII - Situazione finanziaria della Centrale laitière d'Aoste. (Interpellanza)
Interpellanza
Appreso in occasione dell'ultimo Consiglio regionale, dal neo-Assessore all'Agricoltura, che la società cooperativa che gestisce la "Centrale Laitière d'Aoste" versa in stato di difficoltà, tanto da renderne possibile la messa in liquidazione;
Ricordato che l'ABIT acquistò la "Centrale Laitière" dalla FINAOSTA S.p.A., obbligandosi a pagare ratealmente il prezzo pattuito;
Osservato inoltre che la medesima ABIT ha occupato ed occupa immobili di proprietà della Regione Autonoma Valle d'Aosta;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
l'Assessore competente per sapere:
1) se i ratei relativi al prezzo pattuito fra FINAOSTA e ABIT al momento dell'acquisto della Centrale Laitière sono stati onorati o meno (ed, eventualmente, in che misura);
2) se i canoni di locazione dell'immobile di Gressan di proprietà regionale sono stati saldati o meno (ed, eventualmente, in che misura);
3) in caso di mora dell'ABIT, quali iniziative sono state intraprese per il recupero delle somme di competenza della FINAOSTA e quali intende assumere la Giunta per il recupero dei crediti della Regione.
F.to: Curtaz - Squarzino Secondina
Presidente - La parola al Consigliere Curtaz.
Curtaz (Arc-VA) - L'Assessore Vicquéry è già scappato? Perché, viste le dichiarazioni dell'altra volta, pensavo che fosse scappato su questo tema? Peraltro, non vi è molto da scherzare su questo tema, perché volevo proprio partire da una premessa: sono rimasto sorpreso dalle dichiarazioni fatte lo scorso Consiglio dall'Assessore Vicquéry, non per il merito di quanto detto - era 1 anno e mezzo o 2 che noi, da questi banchi, additati come Cassandre, dicevamo queste cose -, ma perché l'atteggiamento della Giunta rispetto a questo problema è cambiato di 180 gradi in coincidenza con il momento elettorale. Vi è un confine in questa vicenda: quello che si diceva prima delle elezioni e quello che si è detto dopo le elezioni.
Non voglio fare una cosa antipatica - ogni tanto qualche collega lo fa -: andare indietro a leggere nelle resocontazioni cosa ci veniva risposto quando noi - allarmisticamente, secondo la Giunta - ponevamo queste questioni. Si diceva che andava tutto bene, che era tutto sotto controllo, che non c'erano inadempimenti; anzi, mi ricordo ancora abbastanza recentemente? non so se c'era anche l'Assessore Marguerettaz a mangiare il gelato davanti alle telecamere del TG3 per dimostrare che, avviando la produzione del gelato, la Centrale laitière avrebbe avuto un ulteriore sviluppo con benefici occupazionali per la nostra Regione.
Riguardo alla materia in questione, che la Giunta ha trattato con sufficienza e rassicurando - forse perché vi era l'imminenza delle elezioni e quindi non bisognava dire in giro quali erano le condizioni "dell'Abit" -, improvvisamente, è cambiato il "clima" e abbiamo sentito lo scorso Consiglio l'Assessore Vicquéry parlare di una situazione drammatica, situazione che personalmente conoscevamo già, perché avevamo degli elementi che ci avevano fatto preoccupare e ci avevano indotto a proporre qui diverse iniziative.
Chiediamo però all'Assessore Marguerettaz alcune cose specifiche perché, nel corso delle nostre innumerevoli iniziative sul tema, abbiamo scoperto che "l'Abit" è insediata nello stabilimento di Gressan, di proprietà regionale, senza un contratto di locazione: è stata pattuita la stipulazione di accordo però questo contratto, per ragioni anche di carattere edilizio-burocratico, non è stato mai formalizzato e nel frattempo "l'Abit" occupa lo stabilimento di Gressan senza sborsare un euro. Questo quindi è il primo oggetto dell'interpellanza, cioè vogliamo sapere se, dopo ormai oltre 2 anni - siamo a 2 anni e mezzo dall'insediamento "dell'Abit" -, dopo che la convenzione è scaduta - perché, se non ricordo male, la convenzione fra la "Finaosta" e "l'Abit" è scaduta a fine aprile 2003 -, si ha qualche notizia sul contratto di locazione e sui canoni. Questo è un inadempimento nei confronti dell'Amministrazione regionale.
Vi è un altro punto che sarebbe interessante capire: se vi è anche un inadempimento, questa volta nei confronti della "Finaosta", per quanto riguarda i ratei di acquisto, perché ricordo - e non vorrei ricordare male - che "l'Abit" acquisì la Centrale laitière per una certa somma attraverso modalità di pagamento pattuite ratealmente. Bisognerebbe capire quindi se questi ratei sono stati regolarmente pagati e in quale misura.
In base all'esito della risposta che ci vorrà dare l'Assessore, ovviamente faremo le nostre valutazioni, anche in riferimento alle iniziative eventualmente assunte dall'Amministrazione per recuperare i propri crediti, che sono di una certa consistenza.
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Ringrazio il Consigliere Curtaz per l'interpellanza, che permette di ricostruire tutta una serie di passaggi riguardanti la società della Centrale laitière.
La prima domanda, relativa ai ratei, credo che si fondi su notizie o comunque su dati che non corrispondono alla realtà, nel senso che il prezzo pattuito era da pagare in un'unica soluzione, per cui non esistono ratei. "L'Abit" comprò il pacchetto azionario dalla "Finaosta" in un'unica soluzione e pagò tutto subito, il pagamento non era un pagamento rateale, per cui non esistono debiti. Il rapporto "Finaosta"-"Abit" quindi rimase aperto non tanto per dei debiti, ma per dei rapporti esattamente contrari, dove l'acquirente, quindi "l'Abit", chiedeva delle garanzie qualora fossero insorte sopravvenienze riconducibili con il criterio della competenza a periodi antecedenti l'acquisto. È esattamente il contrario quindi: vi era nel compromesso e nel contratto successivo una garanzia opposta.
Per quel che concerne i canoni di locazione dell'immobile, evidentemente questo è un immobile di proprietà regionale e insieme ad altri immobili di proprietà regionale che hanno avuto una serie di vicissitudini? su questo tema gli uffici stanno proseguendo un'attività di regolarizzazione per quanto riguarda i canoni; da ciò ne discende che, non essendo sottoscritto il contratto, non si può avere la pretesa di farsi pagare. Ricordo - ma non vorrei che qui si stigmatizzasse - che questo non esime la società a pagare la locazione, né di meno a mettere nel proprio bilancio con il criterio della competenza dei costi relativi alla locazione, indipendentemente dalla sottoscrizione del contratto. Sono quindi canoni dovuti per cui si attende la definizione contrattuale per poter regolare dal punto di vista finanziario l'operazione.
L'ultima domanda a questo punto ha già una risposta, perché mi si chiede "in caso di mora dell'ABIT, quali iniziative sono state intraprese per il recupero delle somme di competenza": non essendoci mora, non essendoci una scadenza che non è stata rispettata, quindi non vi sono crediti scaduti che necessitano di un'azione legale o comunque coercitiva per farsi pagare.
Ripeto: per quanto concerne il secondo punto, gli uffici stanno lavorando su questo tema insieme a tutta un'altra serie di contratti per la loro definizione.
Presidente - La parola al Consigliere Curtaz.
Curtaz (Arc-VA) - Scinderei la risposta dell'Assessore in 2 parti: l'una, rispetto alla quale esprimo soddisfazione per il chiarimento e l'altra per la quale come minimo esprimo costernazione.
L'Assessore mi ha ricordato, ne prendo atto, che il pagamento di Centrale laitière da parte "dell'Abit" avvenne in un'unica soluzione, quindi sotto questo profilo non vi è inadempimento contrattuale. Rispetto al secondo problema, quello del pagamento dei canoni di locazione, mi ha detto che, a suo giudizio, non vi sarebbe morosità perché non è stato ancora formalizzato il contratto di locazione. Adesso non voglio scomodare principi civilistici, perché non è questa la sede, però mi chiedo e le domando - anche se lei potrebbe essere fra i meno colpevoli di questa situazione, essendo in Assessorato da pochi mesi - come è possibile che dal 1° aprile - che in genere è un giorno di scherzi - del 2001 "l'Abit" non paghi alla Regione un euro di canone di locazione? Non stiamo parlando di 2 o 3 mesi per formalizzare un contratto, stiamo parlando di qualcosa come 30 mesi, 2 anni e mezzo, penso che sia una cosa vergognosa! Non si può dire che non vi è morosità perché noi non abbiamo fatto la locazione! Mi viene da dire che allora ciascuno di noi potrebbe occupare qualche stabile della Regione e aspettare 2 o 3 anni affinché qualche funzionario mi dica di sottoscrivere un contratto e di cominciare a pagare!
È ben vero che lei ha detto che, una volta redatto il contratto - speriamo prima della fine di questa legislatura -, "l'Abit" sarà tenuta a pagare il dovuto, però io collego il suo ragionamento con quello che il suo collega Vicquéry ha fatto la volta scorsa dicendo che "l'Abit" è in una situazione traballante. Non so se la Regione recupererà questi soldi, come e quando li recupererà e se non vi saranno responsabilità da parte di chi ha gestito questa faccenda, perché posso capire un "tempo fisiologico" necessario a sistemare alcune questioni di carattere edilizio-urbanistico - già citate all'epoca come questioni da risolvere - ma, dopo 2 anni e mezzo, mi sembra che sia una cosa inaudita, che sia una questione - mi verrebbe da dire - da "regione di altre parti d'Italia", perché mi sembra grave che non si stipuli un contratto dopo un tale lasso di tempo!
Assessore, noi la invitiamo a risolvere in fretta questi problemi, che non saranno gli unici, perché parleremo ancora della centrale, degli errori dei suoi predecessori, discuteremo ancora degli errori macroscopici della "Finaosta", perché ricordiamoci che "l'Abit" venne scelta a seguito di una selezione fatta dalla "Finaosta". Se questi erano i più affidabili, chissà quelli che sono stati scartati dalla selezione!
Ricordiamoci che avremo il problema del marchio, che è un problema fondamentale. La Regione, attraverso la "Finaosta", quando cedette le sue quote azionarie della centrale, cedette il marchio, la "cosa" di maggior valore dell'azienda, perché si tratta di un marchio che può essere valorizzato. Ci siamo trovati invece nelle scatole di quel marchio il latte piemontese e oggi ci troviamo una Centrale laitière senza latte valdostano e, come Valle d'Aosta, senza marchio. Questo è il riassunto di un'operazione che era stata "venduta" all'opinione pubblica e a noi come un'azione di rilancio della Centrale laitière.
Credo che, relativamente a tutti questi temi, da parte vostra ci dovrà essere attenzione e l'individuazione di una soluzione, mentre da parte nostra non vi è dubbio che riprenderemo la problematica, perché è necessario risolverla per questioni di carattere occupazionale e perché vi sono tutti gli spazi affinché la Regione Valle d'Aosta commercializzi i propri prodotti valorizzandoli, ritenendo che vi sia sempre più l'esigenza di un nostro mercato locale, caratterizzato per la sua tipicità, per la salubrità, eccetera. Se così non fosse, vorrebbe dire che stiamo prendendo una strada che va in senso opposto alle esigenze della nostra economia, ma credo anche a delle nuove opportunità di mercato.
