Oggetto del Consiglio n. 53 del 24 settembre 2003 - Resoconto
OGGETTO N. 53/XII - Eventuale progettazione di una pista forestale in Comune di Courmayeur. (Interrogazione)
Interrogazione
Preso atto che, nel corso dell'estate, sono state pubblicate sulle pagine locali di un quotidiano nazionale tre lettere di protesta nei confronti del progetto di costruzione di una pista forestale in Comune di Courmayeur, dalla località "Plan Gorret" alla località "Tirecorne";
Osservato che le argomentazioni poste alla base delle proteste appaiono degne di considerazione;
Ritenuto, tuttavia, che sia opportuno ottenere ulteriori elementi per un approfondimento della problematica;
il sottoscritto Consigliere regionale
Interroga
l'Assessore competente per sapere:
1) se è in corso di progettazione una pista forestale in Comune di Courmayeur, a monte del Plan Gorret e, in caso affermativo, a quali reali esigenze risponderebbe l'opera;
2) quali sarebbero le caratteristiche tecniche della pista (larghezza, lunghezza, copertura, necessità di opere di sostegno, caratteristiche di queste ultime, ecc.);
3) se la pista verrebbe utilizzata anche per la ristrutturazione di vecchi edifici posti sul percorso.
F.to: Curtaz
Président - La parole à l'Assesseur à l'agriculture, aux ressources naturelles et à la protection civile, Vicquéry.
Vicquéry (UV) - Rispetto al primo quesito posto, "se è in corso di progettazione una pista forestale in Comune di Courmayeur", in effetti, il progetto definitivo esecutivo è stato affidato, con deliberazione di Giunta, in data 23 novembre 1998, al gruppo di progettazione "Chatrian Grato e Mazzucco Fabio", all'epoca il Dirigente era il Dott. Verthuy e il Coordinatore del ciclo il Dott. Luca Dovigo. Il Comune di Courmayeur ha concesso la concessione edilizia in data 16 novembre 2001, la Giunta regionale ha approvato il progetto definitivo in data 17 dicembre 2001, con deliberazione n. 4871. I progettisti, in data 8 aprile 2002, hanno consegnato gli elaborati esecutivi del primo lotto fra la sezione I e la sezione 101; la Giunta non ha ancora approvato il progetto esecutivo del primo lotto.
Rispondo alla seconda parte della prima domanda, cioè "a quali reali esigenze risponderebbe l'opera": permettere di accedere agevolmente con mezzi meccanici ad una vasta area boscata, attualmente in stato di deperimento per l'assenza di cure colturali, indi consentire ai proprietari di accedere alle proprietà di La Suche e di Tirecorne per la ristrutturazione degli alpeggi e di costituire una via di penetrazione per le utilizzazioni boschive e per l'intervento dei mezzi antincendio. Il comprensorio boscato, composto da fustaie miste con abete rosso dominante sul larice, presenta, a parere dei nostri servizi forestali, delle caratteristiche selvicolturali di notevole e grande interesse, sia per le potenzialità produttive, qualitative e quantitative; già attualmente la provvigione media supera i 200 metri cubi/ettaro. Il comprensorio boscato interessato dalla strada ha una superficie di 210 ettari, suddivisa in 11 particelle forestali. La ripresa, cioè la massa utilizzabile nel decennio, con applicazione di tecniche selvicolturali, è di ben metri cubi 9.555, per intenderci: è un bosco di un grosso interesse selvicolturale che deve essere assolutamente protetto. Questa è la sintesi delle valutazioni tecniche dei servizi selvicolturali e della guardia forestale.
Rispetto al secondo quesito, la lunghezza totale della pista è di metri 3.695, con pendenza media di 10,33%. Il primo lotto si sviluppa per metri 1.254. La sede viabile ha una larghezza di metri 3 con cunetta a monte di metri 0,50. Nei vari tratti le pendenze variano fra il 3% e il 14%; per brevi tratti raggiunge il 17%. Le murature in pietrame e malta variano in altezza in funzione delle pendenze trasversali. Esse variano da un'altezza totale di metri 1,50 a metri 5,50. L'altezza visibile sarà tuttavia inferiore in quanto parte della muratura verrà ricoperta con terra di riporto. La lunghezza totale di muri, sommando i vari tratti, è di circa 350 metri.
Rispetto al terzo quesito, "se la pista verrebbe utilizzata anche per la ristrutturazione di vecchi edifici posti sul percorso", presumo di sì e ho già dato la risposta precedente, potendo raggiungere anche gli alpeggi a monte, ma preciso che, all'atto della progettazione di strade forestali e intrapoderali, si effettua sempre uno studio generale del comprensorio, al fine di soddisfare sia le esigenze forestali di cui ho parlato, che quelle agricole e di servire gli agglomerati urbani o i singoli fabbricati privi di viabilità. Nel caso specifico la strada forestale permetterebbe, ripeto, anche di raggiungere i fabbricati degli alpeggi di La Suche e di Tirecorne.
Président - La parole au Conseiller Curtaz.
Curtaz (Arc-VA) - Ringrazio l'Assessore per la sua risposta di carattere notarile. Vorrei fare alcune osservazioni meno notarili su questa pista forestale, sulle piste forestali nella nostra regione, in generale, sulle strade poderali.
Lei mi ha detto che questa pista forestale fu prevista da un progetto esecutivo del 23 novembre 1998, quindi è un'opera che era da sei anni - un iter piuttosto lungo - in discussione. Credo che fosse in discussione, perché vi sono molte persone che dubitano della necessità dell'opera e soprattutto delle conseguenze sotto il profilo ambientale e turistico che l'opera provocherà, anche perché lei sa - anche se poi le strade bisogna giustificarle - che in genere chi realizza queste strade - le potrei fare degli esempi del passato - ha più interesse ad arrivare a degli edifici da ristrutturare che a salvaguardare i boschi. In genere le esigenze dei boschi servono per la relazione introduttiva del progetto, però se andiamo a vedere i nomi delle persone interessate - non mi riferisco nello specifico a questo caso, ma dico in generale -, vediamo sempre che vi sono dietro degli interessi particolari che sono ben più "interessanti" di quelli boschivi.
La cosa però dovrebbe, caro Assessore e membri della Giunta, farvi riflettere, perché a noi non sembra un caso che questa estate, ancor più che le scorse estati, i giornali locali siano stati, non dico tempestati, ma certo intensamente interessati da lettere di protesta di turisti. I turisti, infatti, più di noi si rendono conto degli impatti ambientali che queste strade provocano. Queste strade, spesso inutili, sono spesso sovradimensionate, mal costruite o, meglio, costruite secondo tipologie non rispettose dell'ambiente e della morfologia del terreno. Basta andare in Svizzera o in Austria per vedere come strade di questo tipo, poderali, agricole, eccetera, siano costruite con altri criteri, più rispettosi dell'ambiente. Deve farci riflettere però questo fatto, ripeto, che sempre più i turisti da Courmayeur, da Champorcher, da Cogne, eccetera, denunciano questo modo di utilizzo del territorio e io la invito - ma forse l'Assessore Vicquéry lo avrà già fatto -, invito tutti i consiglieri a rileggere l'indagine statistica che aveva fatto "Il Sole 24ore" sul turismo in Valle d'Aosta. Facendo un sondaggio fra i turisti che vengono in Valle d'Aosta, l'indagine ha accertato che al primo posto fra gli interessi del turista vi è quello di avere un ambiente rispettato. Il Casinò, gli alberghi, i servizi sono tutte cose che a livello di percentuale di interesse vengono molto dopo nelle esigenze dei turisti. Quando parliamo di turismo, allora, dobbiamo anche tener conto di queste cose.
Non a caso questa mia interrogazione è stata presentata ad inizio di legislatura, perché voglio augurarmi un cambio di mentalità di questo tipo, che riguarda non solo il fatto di fare o meno una strada, ma concerne anche - e qualche volta soprattutto - la tipologia della strada, perché spesso, se si costruisse con maggior discernimento, i danni ambientali, i danni estetici, i danni per l'economia turistica sarebbero minori.
