Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2842 del 7 novembre 2002 - Resoconto

OGGETTO N. 2842/XI Disegno di legge: "Istituzione della Fondazione Clément Fillietroz".

Articolo 1 (Oggetto)

1. Al fine di favorire e sostenere l'attività di divulgazione, lo studio, la ricerca e la didattica nel campo delle scienze astronomiche, della fisica ambientale, della meteorologia e della ricerca scientifica, la Regione promuove, in accordo con il Comune di Nus e con la Comunità montana Mont Emilius, la costituzione di una Fondazione denominata Clément Fillietroz.

2. La Fondazione ha sede nel Comune di Nus, presso l'Osservatorio astronomico di Saint-Barthélemy.

Articolo 2 (Scopi)

1. La Fondazione, in particolare, persegue i seguenti scopi:

a) favorisce e sostiene l'attività di divulgazione, di studio, di ricerca e di didattica nel campo delle scienze astronomiche, della fisica ambientale, della meteorologia e della ricerca scientifica;

b) promuove l'attività di ricerca, di divulgazione e di interscambio scientifico, anche mediante apposite convenzioni con istituti, associazioni ed enti specializzati nel settore delle scienze astronomiche, della fisica ambientale, della meteorologia e della ricerca scientifica;

c) istituisce corsi di formazione e informazione per docenti, operatori, studenti e appassionati delle scienze astronomiche, della fisica ambientale, della meteorologia e della ricerca scientifica, nonché borse di studio per favorire la divulgazione delle discipline stesse;

d) organizza conferenze, seminari, azioni informative e divulgative con i mezzi che ritiene più idonei, compresa la produzione, la distribuzione e la commercializzazione di materiale scientifico multimediale, nonché la commercializzazione di tecnologie ed attrezzature di tipo astronomico, meteorologico e scientifico;

e) assume la gestione dell'Osservatorio astronomico di Saint-Barthélemy;

f) può assumere la gestione di infrastrutture ad integrazione e supporto dell'Osservatorio astronomico di Saint-Barthélemy.

Articolo 3 (Soggetti partecipanti)

1. Partecipano alla Fondazione in qualità di soci fondatori:

a) la Regione Valle d'Aosta;

b) il Comune di Nus;

c) la Comunità montana Mont Emilius.

2. I soggetti pubblici e privati, che intendono aderire alla Fondazione successivamente alla sua costituzione, devono inoltrare la richiesta all'organo di amministrazione, che decide sulla loro ammissione tenuto conto dell'idoneità dei richiedenti a concorrere al raggiungimento degli scopi della Fondazione.

Articolo 4 (Atto costitutivo e statuto)

1. Il Presidente della Regione, nel rispetto della presente legge, è autorizzato ad assumere gli accordi ed a compiere ogni atto necessario alla costituzione della Fondazione. A tal fine, provvede alla sottoscrizione dell'atto costitutivo e dello statuto ad esso allegato, conformi ai contenuti stabiliti dalla Giunta regionale con propria deliberazione.

2. L'atto costitutivo e lo statuto della Fondazione devono garantire il rispetto delle disposizioni della presente legge e, in particolare, delle seguenti condizioni:

a) la Fondazione dev'essere amministrata da un consiglio di amministrazione, incaricato della gestione ordinaria e straordinaria, composto da sette membri di cui quattro nominati dalla Giunta regionale, due dal Comune di Nus e uno dalla Comunità montana Mont Emilius;

b) il consiglio di amministrazione nomina il presidente, che ha la rappresentanza legale della Fondazione, il direttore e il comitato scientifico, sulla base delle procedure previste dallo statuto;

c) la supervisione della parte finanziaria della gestione della Fondazione è affidata ad un collegio di revisori dei conti;

d) dev'essere istituito un comitato scientifico che determina le scelte fondamentali e le iniziative finalizzate a realizzare gli scopi della Fondazione e le indica al consiglio di amministrazione.

Articolo 5 (Patrimonio)

1. La Regione concorre alla formazione del patrimonio iniziale della Fondazione mediante il versamento della somma di euro 53.550 e attraverso il conferimento in comodato d'uso, per la durata della Fondazione, degli immobili o delle parti di immobili di proprietà regionale situati nell'area dell'Osservatorio astronomico di Saint-Barthélemy interessati dall'attività della Fondazione medesima, con le relative pertinenze, gli arredi e gli allestimenti.

Articolo 6 (Contributi)

1. La Giunta regionale eroga a favore della Fondazione un contributo annuo a titolo di concorso per il finanziamento delle attività della Fondazione stessa, finalizzate al raggiungimento degli scopi di cui all'articolo 2.

2. Ai fini della concessione del contributo di cui al comma 1, la Fondazione deve presentare domanda alla struttura regionale competente in materia di attività culturali, corredata dalla relazione sull'attività svolta e su quella programmata.

3. Il contributo di cui al comma 1 non può essere comunque superiore alla percentuale di riparto del fondo di dotazione relativa alla Regione, rapportata al totale dei conferimenti effettuati dai soci fondatori.

Articolo 7 (Disposizione finanziaria)

1. L'onere derivante dall'applicazione della presente legge è determinato complessivamente in annui euro 53.550, a decorrere dall'anno 2002.

2. L'onere di cui al comma 1 trova copertura nello stato di previsione della spesa del bilancio della Regione per l'anno finanziario 2002 e di quello pluriennale per gli anni 2002/2004 nell'obiettivo programmatico 2.2.4.06. (Attività culturali e scientifiche) e vi si provvede:

a) per l'anno finanziario 2002, mediante l'utilizzo di euro 53.550 dello stanziamento iscritto al capitolo 63500 (Contributi per la costruzione e la ricostruzione del manto di copertura dei tetti in lose di pietra) dell'obiettivo programmatico 2.2.1.02. (Interventi per l'edilizia abitativa);

b) per gli anni finanziari 2003 e 2004, mediante utilizzo dell'importo di annui euro 53.550 dello stanziamento iscritto al capitolo 57260 (Contributi ad enti e ad associazioni culturali ed educative per manifestazioni ed iniziative culturali e scientifiche) dell'obiettivo programmatico 2.2.4.06 (Attività culturali e scientifiche).

3. Per l'applicazione della presente legge, la Giunta regionale è autorizzata ad apportare, con propria deliberazione, su proposta dell'assessore regionale competente in materia di bilancio e finanze, le occorrenti variazioni di bilancio.

Articolo 8 (Disposizione transitoria)

1. In sede di prima applicazione della presente legge, i componenti degli organi della Fondazione di designazione regionale sono nominati dalla Giunta regionale in deroga alla legge regionale 10 aprile 1997, n. 11 (Disciplina delle nomine e delle designazioni di competenza regionale), fatto salvo quanto previsto agli articoli 4, 5 e 6 della medesima legge.

Président Il s'agit d'un projet de loi qui a été examiné par la IIème et la Vème Commission, ayant exprimé, les deux, à l'unanimité, leur avis favorable. Nous discutons d'un texte qui porte les amendements de la IIème Commission.

La parole au Conseiller Martin, en tant que rapporteur de la IIème Commission.

Martin (SA) Signor Presidente, colleghi consiglieri, quando alla fine degli anni ottanta un gruppo di persone di Nus e di Saint-Barthélemy lanciò l'idea dell'osservazione notturna del cielo, lo fece probabilmente più per ricercare un'alternativa temporale alla stagione turistica tradizionale che non per fare diventare Saint-Barthélemy e la Valle d'Aosta sede di un osservatorio astronomico. Erano ancora i tempi in cui a Saint-Barthélemy si dibatteva della possibilità di prolungare gli impianti di risalita verso il vallone di Fontaney; ma ben presto, fortunatamente, ci si accorse che altri investimenti, meno onerosi, avrebbero potuto essere più produttivi, utilizzando al meglio la peculiarità della località, vale a dire l'ottima esposizione solare, la tranquillità della zona, il modesto inquinamento luminoso.

Le prime edizioni degli "Star-Party", in effetti, dimostrarono che Saint-Barthélemy si prestava molto bene per l'osservazione dei corpi celesti e dei fenomeni di interesse astronomico e fu così che l'idea di rendere permanente un avvenimento che durava soltanto due o tre giorni ogni anno, divenne sempre più forte e ci si rese conto che quella località poteva indirizzarsi verso un turismo diverso, rispettoso dell'ambiente, che valorizzasse le caratteristiche di Saint-Barthélemy e soprattutto che potesse essere sfruttato durante tutto l'anno. Da qui all'idea dell'osservatorio il passo fu breve, ma necessario. I lavori che sono iniziati nel 1999 sono ormai pressoché terminati con una spesa, comprese le attrezzature astronomiche e quelle informatiche, di circa 2.101.000 euro.

L'osservatorio di Saint-Barthélemy è unico in Europa nel suo genere. Il telescopio principale ha uno specchio di 80 centimetri, cosa che lo colloca ai vertici dei telescopi amatoriali e che, alla quota di Saint-Barthélemy, consente di poter sviluppare piccoli programmi di ricerca. Tra i campi più indicati per uno strumento di questo tipo vi sono: la ricerca di supernove, la ricerca di asteroidi e comete, lo studio delle curve di luce di stelle variabili. Per quanto concerne l'aspetto didattico una batteria di telescopio ed una piazzola attrezzata, ove gli appassionati dotati di strumento proprio possono piazzare i telescopi, rappresentano l'aspetto più innovativo.

Una struttura di questo tipo rappresenta quindi un interessante connubio tra aspetti scientifico-didattici ed aspetti turistici. È quanto mai necessario quindi provvedere alla gestione di questa importante struttura per poterla quanto prima rendere operativa e per permetterle, come recita l'articolo 1 della presente legge, di "favorire e sostenere l'attività di divulgazione, lo studio, la ricerca e la didattica nel campo delle scienze astronomiche, della fisica ambientale, della meteorologia e della ricerca scientifica". La forma di gestione, individuata dalle comunità locali e dalla Regione è di tipo indiretto attraverso la promozione di una fondazione. Una fondazione a cui partecipano la Regione Valle d'Aosta, il Comune di Nus e la Comunità montana Mont-Emilius che sarà amministrata da un Consiglio di Amministrazione composto da sette membri. Il Consiglio di Amministrazione si avvarrà dell'apporto di un comitato scientifico, nominato dallo stesso Consiglio di Amministrazione.

La fondazione è stata intitolata alla figura di Clément Fillietroz. Ritengo quanto mai opportuno legare il nome di Clément Fillietroz all'osservatorio astronomico, in quanto l'astronomia e la meteorologia sono state le sue due grandi passioni alle quali ha dedicato gran parte del proprio tempo. Probabilmente molti ricordano quando, negli anni '60-'70, "La voix de la Vallée", nel notiziario di mezzogiorno, dedicava uno spazio alle previsioni del tempo riportando i dati provenienti dall'osservatorio meteorologico di Saint-Barthélemy; ebbene, erano i dati che Clément Fillietroz giornalmente comunicava alla RAI di Torino - in quanto la sede regionale ancora non era presente - ed erano dati che finivano nel suo voluminoso archivio, che poi servivano per estrapolare numerose notizie relative alle ore di sole, all'intensità del vento, alle precipitazioni atmosferiche, e così via. Oggi, dopo anni di silenzio, Saint-Barthélemy riprende, con strutture più moderne, con apparecchiature più sofisticate, con progetti più ambiziosi ad interessarsi di quelle scienze così difficili, ma così affascinanti che sono l'astronomia e la meteorologia ed alle quali Clément Fillietroz aveva dedicato la sua vita a Saint-Barthélemy.

Président La parole à la Conseillère Charles Teresa, en tant que rapporteur de la Vème Commission.

Charles (UV) Ce projet de loi est le couronnement d'un choix de grande envergure, louable du point de vue scientifique, avec des retombées importantes visant à la vulgarisation pour l'activité scolaire et touristique et avec des effets économiques qu'on espère considérables.

La construction de l'importante structure scientifique de l'observatoire astronomique régional à Saint-Barthélemy est achevée et, pour bien gérer l'observatoire, la Région institue par ce projet de loi une fondation intitulée à Clément Fillietroz, né en 1919 et mort en 1981, hôtelier de métier à Saint-Barthélemy, passionné de ski et de météorologie et qui avait créé, dans le bois à côté de l'hôtel Luseney, la base d'un important équipement scientifique relié à l'hôtel même. Monsieur Fillietroz s'est occupé pendant des décennies de cet original observatoire météorologique jusqu'à sa mort. Il recueillait quotidiennement les données pour les transmettre périodiquement au Ministère de l'agriculture qui avait fourni une partie importante de son équipement; puis, à un moment donné, il commença aussi sa collaboration avec la RAI Vallée d'Aoste qui put jouir, jusqu'en 1981, des données de l'observatoire de Saint-Barthélemy.

Pour venir à notre loi, il faut d'abord reconnaître que la recherche favorisée par une institution, dans ce cas notre Région, ou par un mécène, est toujours une marque d'intelligence et d'ouverture et doit être soutenue sans réserve. La fondation a le but de favoriser et soutenir l'activité de divulgation, d'étude, de recherche dans le domaine des sciences astronomiques, de la physique environnementale, de la météorologie et de la recherche scientifique. Elle devra promouvoir, en outre, l'activité de recherche, de divulgation et d'échange par des conventions avec des instituts et des associations spécialisés dans le secteur. La fondation pourra encore instituer des cours de formation et d'information pour des enseignants, des opérateurs du secteur, des étudiants et des passionnés dans ces disciplines, pourra instituer des bourses d'étude, organiser des conférences, des séminaires et, encore, assurer la gestion d'autres infrastructures à même de collaborer avec l'observatoire de Saint-Barthélemy. Est-ce que les sciences astronomiques et les observations météorologiques sont une nouveauté en Vallée d'Aoste? Absolument pas! Tout en travaillant la terre, les habitants de notre pays, dans les temps les plus reculés, levaient souvent les yeux vers le ciel pour des motifs religieux d'abord, ce qui n'est pas en contradiction avec les études faites par des druides, des prêtres cultivés, très passionnés et déjà de vrais astronomes. En même temps, les paysans levaient aussi les yeux au ciel pour des raisons de recherche, pour satisfaire une curiosité innée, de passion et d'émerveillement pour les astres, et surtout pour connaître les signes de la météorologie et les phases lunaires, ces deux dernières indispensables pour la culture de la terre. Très rapidement un regard rapide dans ce sens.

Il faut naturellement partir de l'aire mégalithique de Saint-Martin de Corléans, dont les fouilles ont mis en évidence un grand intérêt astronomique. Dans la phase la plus ancienne du site, l'implantation d'une série de poteaux semble se rapporter à un but précis: la rangée des trous des poteaux n'est pas rectiligne, mais évoque des tentatives propres à définir une direction culminant sur un point de l'horizon et ce point était la Lune. Dans une seconde phase, l'étendue du terrain soumis au labeur rituel, se situait le long d'une directrice parallèle à l'alignement des poteaux. Le labour était probablement orienté sur le point où se lève le soleil le jour du solstice d'hiver; à côté de cela l'orientation des stèles anthropomorphes suit aussi des directions qui ont à voir avec les études astronomiques.

Encore, l'alignement de stèles Nord-Est/Sud-Ouest est placé en direction du point où se lève Betelgeuse, l'étoile de la constellation d'Orion qu'on avait longtemps étudié dans l'ancienne Egypte qui l'avait identifiée à Osiris. Dans la phase de la construction des dolmens, on note que la plate-forme triangulaire de la Tombe n° 2 oriente un côté vers le point où le Soleil se lève au solstice d'hiver et l'autre vers le point où se couche la Lune quand elle atteignait sa position maximale vers le Nord. La Tombe n° 4 était érigée où se levait le Soleil les trois premiers jours de mai quand on célébrait les fêtes celtiques, et ainsi de suite, les passionnés - ce n'est malheureusement pas le cas de tout ce Conseil - pourront trouver d'autres détails fascinants dans le livre "Dieux de pierres" qui a couronné la grande exposition de 1998 au même titre.

Toujours dans l'antiquité, on ne peut ne pas prendre en considération le site de Saint-Barthélemy qui, selon les récentes études de Guido Cossard, ne serait pas vraiment un oppidum, c'est-à-dire un village préhistorique fortifié en lieu surélevé, comme on a cru jusque-là, mais plutôt un temple, un site pour célébrer et honorer la divinité, un lieu de rencontre entre ciel et terre et cette construction avait la forme d'un foie.

Situé au-dessous du hameau de Saint-Barthélemy, il s'agit d'une structure avec un axe de 60 mètres, posée sur un rocher, avec une construction principale et d'autres disposées à forme d'éventail; d'ailleurs, le foie des animaux était pour les anciens une représentation du ciel et du temple et les aruspices y lisaient des signes de la divinité.

Dans des temps plus modernes la Vallée d'Aoste a été une des premières régions du nord de l'Italie à posséder un observatoire météorologique. C'est au savant Chanoine de la Cathédrale Georges Carrel que nous devons les premières observations importantes. Dès l'année 1840 il fit construire tout près du Prieuré de Saint-Ours une petite tour où il abrita les principaux instruments de météorologie - baromètres, thermomètres, psychromètres, pluviomètres - qu'il continua à observer régulièrement pendant trente ans. Pour nous rendre compte de l'importance que cet observatoire acquit nous voyons qu'il fut choisi un des premiers pour faire partie du service météo-télégraphique que le Ministère de la marine avait établi à Florence pour la prévision des tempêtes en mer. Chaque jour il devait transmettre ses observations au bureau central.

Après Carrel les observations à Aoste furent continuées au Collège Saint-Bénin par les pères barnabites, qui d'ailleurs faisaient déjà des études astronomiques à la fin du siècle précédent, puis à la Tour du Lépreux et, successivement, à la Tour Saint-Jacquême du Grand Séminaire qui fut surélevée pour l'occasion. Vinrent ensuite d'autres observatoires. A Cogne, établi en 1865 par l'intelligente initiative du Recteur J. P. Carrel, neveu du Chanoine, dont on a parlé en précédence; celui-ci continua ses observations pendant vingt-cinq ans et il se mit en contact en 1871 avec l'observatoire central de Moncalieri. Après l'observatoire du Petit-Saint-Bernard, installé en 1870, qui était très bien doté en instruments et qui doit son existence à l'initiative du Recteur Pierre Chanoux, passionné pour les études de sciences naturelles. Encore, l'observatoire de Châtillon, établi par le Club Alpin Italien en 1880 et confié aux soins du curé local Ruffier et, encore, l'observatoire de l'hôtel du Mont-Blanc à Courmayeur, appartenant au CAI qui, malheureusement, dura peu de temps. Un autre observatoire fut construit en 1893 sur le sommet du Mont-Blanc, appelé le Jansen, qui sera englouti définitivement en 1909, dont on a sauvé seulement la terrasse, exposée aujourd'hui au Musée de Chamonix. A ces observatoires - je ne les ai pas tous cités, j'ai cité seulement les plus importants - il faut ajouter encore celui du Grand-Saint-Bernard qui, bien que placé sur le territoire suisse, a fait cependant partie par sa position du réseau météorologique de la Vallée d'Aoste. De plus, au début du XXème siècle il y avait en Vallée d'Aoste 16 stations pluviométriques disséminées à travers la Vallée.

Il faut encore ajouter qu'au début du siècle passé furent créés plus d'un observatoire sur les versants du Mont-Rose. Le directeur du premier fut, pendant de longues années, Humbert Monterin, glaciologue, météorologue, géographe. Puis vinrent des laboratoires scientifiques intitulés à Angelo Mosso, laboratoires nés en 1907 à presque 3000 mètres de hauteur; ces laboratoires, en partie démolis par une tourmente, furent reconstruits et, en 1996, fut inauguré à peine au-delà des confins valdôtains l'Institut "Angelo Mosso" qui étudie en particulier des aspects médicaux en collaboration avec des universités, notamment celle de Turin. Tout en étant sur le territoire piémontais cet institut peut plus facilement être atteint du versant valdôtain avec dix minutes à pied en empruntant la remontée de Gressoney. Une telle richesse d'observatoires et d'instituts scientifiques est un bon présage, je crois, pour ce nouvel observatoire de Saint-Barthélemy, doté de tout l'équipement et de tous les instruments que les temps modernes demandent et qui a coûté de l'argent bien dépensé, à savoir pour les ouvrages en maçonnerie 1.417.000 euros, pour les fournitures astronomiques et l'équipement scientifique 508.000, pour les supports informatiques 99.000, pour le mobilier 70.000 euros.

Cette loi, qui croit dans l'importance d'investir dans la recherche, est, dans ses principes inspirateurs, fidèle et cohérente avec les savoirs et la science en général et elle est aussi cohérente, comme nous l'avons vu, avec ce qu'a été l'histoire scientifique de la Vallée d'Aoste.

Président La discussion est ouverte.

La parole au Conseiller Perron.

Perron (UV) Très brièvement. Je pense que les rapporteurs ont déjà très bien expliqué l'idée ainsi que les raisons à la base de ce projet de loi.

J'exprime personnellement un avis très favorable sur cette proposition, parce qu'il s'agit là d'un complètement d'un parcours qu'on a déjà commencé avec la construction de l'observatoire astronomique; c'est une structure que, pour la communauté et la Commune de Nus et des pays avoisinants, commence à donner de bons résultats pour ce qui est du point de vue des gens qui arrivent. Je pense donc que c'est une structure qui mérite d'être complétée avec un conseil d'administration qui la fasse fonctionner, qui la fasse marcher à plein rythme. C'est une structure pour laquelle - on l'a rappelé - on a fait d'importants investissements de la part de l'Administration régionale, presque plus de 4 milliards de lires, et la communauté de Nus dans son ensemble, mais aussi des communes avoisinantes, regarde avec un ?il d'attention à cette structure et surtout à son plein fonctionnement. A mon sens la fondation peut représenter un peu le moteur qui fait marcher à plein rythme cette machine en toute vitesse; il est donc absolument important qu'elle soit en fonction, qu'elle soit opérationnelle, qu'elle travaille à plein rythme.

J'estime important cette idée de la fondation, parce que je pense que cela peut représenter une ultérieure offre touristique pour cette zone, petite mais importante, surtout dans un secteur particulier. Evidemment, avec cela, on ne regarde pas un tourisme de masse, mais à un tourisme d'une certaine catégorie, peut-être un tourisme scientifique, mais qui revêt une attention toute particulière pour notre région. Je pense que cela peut aussi représenter un élément qui va ultérieurement qualifier du point de vue touristique et de l'offre touristique, en général une partie de la Vallée qui vit en ce moment de ses beautés naturelles, et que cela peut être un instrument qui est à même de donner l'élan pour de nouveaux investissements dans cette partie de la Vallée, pour qu'elle puisse devenir une nouvelle attraction touristique et scientifique pour notre région. Je me permets seulement d'adresser une petite requête à l'Assesseur, qui est celle d'avoir une attention particulière pour les gens qui seront nommés dans le conseil d'administration, car il est très important d'avoir des hommes préparés dans cette structure, s'agissant d'une matière tout à fait particulière. Je vous remercie.

Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU) Innanzitutto grazie per le relazioni svolte, in particolare grazie alla relazione della V Commissione, la quale ha voluto che ci fosse una relazione, sembrando importante sottolineare l'aspetto culturale che ha questa iniziativa.

La relazione ci consente di collocare, nella storia e nella tradizione culturale e scientifica della nostra regione, l'iniziativa di cui oggi questa legge si occupa. Merci, Mme Charles. Noi voteremo a favore della legge per una serie di motivi che già sono stati ricordati, ma che riassumo molto sinteticamente. La legge riguarda un centro dalla valenza culturale rispetto al passato, al presente, ma anche rispetto al futuro, quindi è veramente un centro che può fare un "trait d'union" fra quello che è stata la ricerca, l'attenzione scientifica in questa regione, e quello che potrà diventare con gli strumenti che ci sono. Riguarda un centro che potrebbe avere delle enormi ricadute sullo sviluppo economico del territorio.

Siamo di fronte - questo è l'altro aspetto che riteniamo molto positivo - ad un'iniziativa che è stata voluta dalla comunità locale, sia nella sua espressione di associazione, sia nelle sue istituzioni al più alto livello, comuni e comunità montane, del territorio. Probabilmente uno dei motivi che ha spinto le comunità locali del territorio a volere questa iniziativa è proprio il desiderio di individuare interventi, che contribuiscano a favorire la permanenza della popolazione in zone di montagna; questa iniziativa può, a mio avviso, diventare un grosso "atout" per questo. Si tratta di un'iniziativa che, se sviluppata secondo le indicazioni programmatiche finora "envisagées", potrebbe essere un "atout" importante per lo sviluppo di un turismo sostenibile, rivolto a nuove e diverse fasce di utenti, un turismo che può svolgersi in tutto il periodo dell'anno. Si tratta, in genere, di turisti che chiedono strutture esili di accoglienza - l'ostello della gioventù, camere - si tratta di turisti che sono rispettosi dell'ambiente e vengono proprio per godere l'ambiente, e sono anche curiosi di conoscerlo meglio, quindi di preservarlo. Si tratta di turisti che sono spinti da una curiosità intellettuale, siano essi studenti o turisti della "terza età", che, proprio per il loro atteggiamento, non consumano l'ambiente, ma sono lì per fornirne e per dare il loro apporto a che questo ambiente continui a rimanere. È una iniziativa che è affidata in modo particolare alle comunità locali, che ne possono fare un centro propulsore di attrazione e di sviluppo.

Qui voglio sottolineare una richiesta, che indirettamente faccio alle comunità locali, una richiesta che è già implicita nella loro assunzione di responsabilità, ma che vorrei meglio esplicitare. Le comunità locali saranno chiamate a vigilare perché si possano mantenere quelle condizioni di luminosità che oggi consentono la vita dell'osservatorio. L'inquinamento luminoso è già presente, purtroppo, nel fondo Valle, però è ancora accettabile, secondo quanto detto da chi si è fatto promotore in tutti questi anni dell'iniziativa. Credo che sia interesse, anzi sarà sicuramente interesse del territorio, garantire al proprio interno delle condizioni di inquinamento luminoso, tale da non pregiudicare la vita di questo osservatorio.

Président La parole au Conseiller Cerise.

Cerise (UV) Sulla scia di quello che hanno detto i miei colleghi, volevo esprimere un apprezzamento per questo disegno di legge, ma anche per tutta la serie di operazioni che hanno preceduto la realizzazione dell'osservatorio, che conclude un percorso storico culturale, che ha ben evocato la Consigliera Charles. Volevo sottolineare una scelta che è stata riportata nel disegno di legge, che ritengo particolarmente importante, ed è quella del 2° comma dell'articolo 1, là dove si dice che "la Fondazione ha sede nel Comune di Nus, presso l'osservatorio astronomico di Saint-Barthélemy". Ritengo che sia una decisione molto intelligente, perché porta nella montagna finalmente una sede amministrativa fisicamente, e spero che così le cose si svolgano.

Colgo l'occasione per riprendere la questione infrastrutturale. Se si vuole che questo territorio sia capace di dare delle risposte ad esigenze di turismo culturale e ambientale, tenuto conto che ci sono tutti i presupposti, in quanto abbiamo un patrimonio faunistico molto interessante, un patrimonio di alpeggi che è uno dei più qualificati della Valle, quindi giustamente ci si può attendere che questa sede diventi una sede per far conoscere i nostri prodotti più qualificati, sono state fatte in passato delle scelte coraggiose, come quelle del casello autostradale proprio in prospettiva di uno sviluppo del comprensorio di Saint-Barthélemy, ebbene adesso bisogna andare avanti con queste scelte. Una, è quella dell'illuminazione: è chiaro che ci vorrà un impianto di illuminazione che sia compatibile con le esigenze dell'osservatorio, perché non possiamo lasciare una realtà come quella al buio, quindi questo richiederà una sinergia fra amministrazione comunale e Regione per portare avanti una scelta di questo genere. Un altro intervento che ritengo importante, proprio per diversificare questa offerta turistica, ma non è un intervento da poco, è il recupero del "ru du Joux" o di Verrayes, nel senso che si tratta di uno dei tratti più interessanti dei percorsi dei nostri "rus", da un punto di vista storico, architettonico, ma anche scientifico-culturale e ambientale. È una struttura che ritengo molto importante, perché risponde a delle esigenze di turismo sostenibile, ma costituisce quel collegamento che potrebbe far sì che avremo, a mezza montagna, uno dei percorsi più lunghi che si possono trovare sulle Alpi, per fare non solo delle passeggiate a piedi, ma anche con i cavalli e con le mountain-bike.

Queste sono due riflessioni che volevo sottoporre al Governo regionale, esprimendo, ancora una volta, l'apprezzamento su questo disegno di legge.

Président D'autres interventions? La discussion générale est close.

La parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Pastoret.

Pastoret (UV) Tout d'abord je voudrais remercier et me féliciter avec tous les collègues qui sont intervenus, à partir des rapporteurs, M. Martin et Mme Charles, qui ont esquissé un portrait très intéressant soit de l'histoire ancienne, soit de l'histoire récente de la réalisation de cet observatoire et des fonctions que l'observatoire et la fondation, devront remplir. Egalement je veux remercier les collègues Perron, Squarzino et Cerise, pour leur intervention et pour les éléments qu'ils ont présentés à notre attention. Tout en particulier, j'ai retenu l'observation de M. Perron, il faudra bien que des personnes capables soient mises en condition d'?uvrer dans cette fondation. Mme Squarzino aussi observe quelque chose de fondamental: on ne pourra pas gaspiller ce patrimoine avec des interventions qui ne soient pas compatibles par la suite. Le soin de la sauvegarde de l'environnement pour ce qui est de l'éclairage publique sera un problème et il faudra bien l'avoir à l'esprit.

La loi qui est proposée aujourd'hui à l'attention de ce Conseil représente l'accomplissement d'un parcours, qui a eu origine à partir de la décision de la Région de réaliser à Nus un observatoire astronomique. Une réalisation qui a pu se faire merci à la foi et à la volonté d'un groupe de passionnés, qui se sont engagés pour valoriser cette localité, suite au constat de sa particulière position qui, merci à un climat privilégié, à l'absence de pollutions lumineuses et à une vue extrêmement dégagée sur le ciel, représente le lieu idéal pour les observations astronomiques. Comme Mme Charles l'a rappelé tout à l'heure, depuis l'antiquité cette localité avait déjà été consacrée à l'observation d'événements astronomiques. De nos jours la présence toujours plus nombreuse de passionnés a convaincu les collectivités locales et l'Administration régionale, qui en a soutenu le coût, à entreprendre la réalisation d'un observatoire, ce qui a été fait à partir de 1999, quand les travaux de réalisation de la structure ont démarré. Aujourd'hui ils sont terminés et cette loi représente le maillon conclusif du parcours, visant à satisfaire les exigences des astrophiles.

La loi que nous avons promulguée se situe dans le sillon bien consolidé du soutien aux activités culturelles, ayant lieu dans notre région, et donc nous soumettons aujourd'hui à l'attention de cette Assemblée une initiative législative qui réaffirme la volonté de l'Administration régionale, en accord avec les collectivités locales intéressées, dans le domaine de la promotion d'activités culturelles. Il s'agit de la création sous régime privé d'un nouveau sujet juridique de gestion de l'observatoire astronomique de Saint-Barthélemy de Nus, que - comme je le disais tout à l'heure - est désormais achevé. L'intérêt tout à fait renouvelé pour l'astronomie de la part d'un public non seulement spécialisé et pas exclusivement local, éveillé par l'action méritoire de quelques associations valdôtaines, souligne l'importance de ce projet de loi qui, au-delà de son aspect éminemment scientifique, suit aussi la logique de la promotion touristique dans un secteur toujours plus sensible aux caractéristiques du milieu alpin, à sa dimension culturelle et dont les retombées positives concerneront la région toute entière.

Les initiatives que l'organisme de gestion devra réaliser dans le cadre des objectifs posés par la loi sont nombreuses, elles vont de la formation des enseignants et de l'activité d'information spécialisée réservée aux amateurs de la matière, à l'organisation de séminaires et de congrès. Il s'agit d'un programme remarquable, mais nous pensons qu'il ne soit pas disproportionné, si l'on considère les potentialités d'une structure scientifique qui, en vertu de sa position privilégiée, a su occuper une place importante dans le scénario scientifique national et international.

Pour réaliser cette structure et pour appuyer son activité avec cette loi, la Région a assumé et assumera pour le fonctionnement de cette loi les coûts en plein état de cause. Il ne s'agit pas - il faut bien le dire - d'un choix non calculé, parce que, comme on l'a remarqué tout à l'heure, dans les dernières années ce genre de tourisme a remarquablement augmenté dans notre région, grâce aussi aux manifestations régulièrement organisées, qui attirent chez nous un nombre important de passionnés. Nous estimons que dans les années à venir le succès sera encore accru, permettant ainsi à cette structure de remplir pleinement ses fonctions. C'est pourquoi nous sommes convaincus du bien-fondé de cette loi, de son importance, qui va permettre à l'observatoire de Saint-Barthélemy de fonctionner convenablement suite à la création de son organisme de gestion. Voilà pourquoi nous assurons le vote favorable à ce projet de loi.

Président On procède à l'examen de la loi, article par article.

Je soumets au vote l'article 1er:

Conseillers présents: 29

Votants: 27

Pour: 27

Abstentions: 2 (Lattanzi, Tibaldi)

Le Conseil approuve.

Je soumets au vote l'article 2:

Conseillers présents: 29

Votants: 27

Pour: 27

Abstentions: 2 (Lattanzi, Tibaldi)

Le Conseil approuve.

Je soumets au vote l'article 3:

Conseillers présents: 29

Votants: 27

Pour: 27

Abstentions: 2 (Lattanzi, Tibaldi)

Le Conseil approuve.

Je soumets au vote l'article 4:

Conseillers présents: 29

Votants: 27

Pour: 27

Abstentions: 2 (Lattanzi, Tibaldi)

Le Conseil approuve.

Je soumets au vote l'article 5:

Conseillers présents: 29

Votants: 27

Pour: 27

Abstentions: 2 (Lattanzi, Tibaldi)

Le Conseil approuve.

A l'article 6 nous avons un amendement élaboré par la IIème Commission, dont je donne lecture:

Emendamento "Il comma 2 dell'articolo 6 è sostituito dal seguente:

"2. Ai fini della concessione del contributo di cui al comma 1, la Fondazione deve presentare domanda alla struttura regionale competente in materia di attività culturali, corredata dalla relazione sull'attività svolta e su quella programmata. La Fondazione trasmette la relazione anche alle commissioni consiliari competenti.". "

Je soumets au vote l'article 6 dans le texte ainsi amendé:

Articolo 6 (Contributi)

1. La Giunta regionale eroga a favore della Fondazione un contributo annuo a titolo di concorso per il finanziamento delle attività della Fondazione stessa, finalizzate al raggiungimento degli scopi di cui all'articolo 2.

2. Ai fini della concessione del contributo di cui al comma 1, la Fondazione deve presentare domanda alla struttura regionale competente in materia di attività culturali, corredata dalla relazione sull'attività svolta e su quella programmata. La Fondazione trasmette la relazione anche alle commissioni consiliari competenti.

3. Il contributo di cui al comma 1 non può essere comunque superiore alla percentuale di riparto del fondo di dotazione relativa alla Regione, rapportata al totale dei conferimenti effettuati dai soci fondatori.

Conseillers présents: 29

Votants: 27

Pour: 27

Abstentions: 2 (Lattanzi, Tibaldi)

Le Conseil approuve.

Je soumets au vote l'article 7:

Conseillers présents: 29

Votants: 27

Pour: 27

Abstentions: 2 (Lattanzi, Tibaldi)

Le Conseil approuve.

Je soumets au vote l'article 8:

Conseillers présents: 29

Votants: 27

Pour: 27

Abstentions: 2 (Lattanzi, Tibaldi)

Le Conseil approuve.

Je soumets au vote le projet de loi dans son complexe:

Conseillers présents: 29

Votants: 27

Pour: 27

Abstentions: 2 (Lattanzi, Tibaldi)

Le Conseil approuve.