Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2814 del 16 ottobre 2002 - Resoconto

OGGETTO N. 2814/XI Iniziative intraprese dall'Amministrazione regionale a sostegno della promozione del commercio nei centri storici e nei comuni minori. (Interpellanza)

Interpellanza A seguito dell'approvazione da parte del Consiglio regionale della legge concernente la regolamentazione del Commercio fisso, nonché sulle aree pubbliche;

Visti gli impegni presi dalla Giunta e dall'Assessore competente in occasione dell'approvazione dei provvedimenti sopra richiamati;

Visto il tempo trascorso;

il sottoscritto Consigliere regionale

Interpella

la Giunta regionale e l'Assessore competente per conoscere:

1) quali iniziative sono state intraprese nei centri storici a sostegno della promozione commerciale;

2) se, e quali iniziative sono state intraprese ad oggi, per l'apertura dei centri polifunzionali o piccoli empori, nei Comuni minori;

3) l'esito delle iniziative intraprese per dare agli operatori del piccolo commercio il sostegno richiesto per quanto riguarda l'assistenza tecnica e la preparazione professionale.

F.to: Beneforti

Président La parole au Conseiller Beneforti.

Beneforti (PVA-cU) Con questa interpellanza si chiede alla Giunta e all'Assessore competente di riferire al Consiglio in merito a quanto è stato fatto a seguito dell'approvazione della legge concernente la regolamentazione del commercio fisso. Credo che il tempo trascorso possa permetterci di valutare ciò che è stato fatto e ciò che rimane da fare, per cui chiediamo, a chi risponderà a questa interpellanza, di fare il punto della situazione sia per noi, sia per riferire con argomentazioni certe che per eventuali confronti in caso di discussione su tale settore, settore del quale si parla specialmente in questo momento con l'avvicinarsi della campagna elettorale all'interno della quale già si stanno predisponendo i programmi elettorali. Detto questo, ritengo che il commercio, checché se ne dica, sia pur sempre un'attività economico-sociale strategica rispetto allo sviluppo economico, al turismo e anche all'occupazione. È un settore che merita, che va aiutato a vivere, non solo per reggere la concorrenza sempre più forte della grande distribuzione, ma perché gli esercizi commerciali devono essere presenti anche sotto altre forme in tutti i comuni e nelle aree montane e rurali. Gli enti locali, i comuni, le comunità montane possono svolgere un ruolo importante per realizzare nuove strutture, ma un rilevante ruolo chiaro lo dobbiamo e lo possiamo svolgere come Regione per la potestà legislativa che abbiamo per Statuto, rispetto alle norme più generali e nazionali.

Con questa interpellanza chiediamo di conoscere quali iniziative sono state realizzate o sono in corso di realizzazione a seguito degli impegni presi in questa sede con l'approvazione della legge di riforma del commercio fisso, la famosa legge n. 12/1999; domandiamo inoltre di sapere, alla luce degli impegni presi in quella occasione, cosa è stato fatto per quanto riguarda la promozione commerciale nei centri storici, in merito all'apertura dei centri polifunzionali o piccoli empori nei comuni minori e anche qual è l'esito degli impegni presi con la delibera di Giunta del giugno 2000 concernente l'attività di formazione e qualificazione per gli operatori commerciali. Si vorrebbe in sostanza sapere cosa è stato fatto e cosa rimane da fare, anche per vedere quanto sta a cuore alla Regione il problema delle attività commerciali.

Termino qui il mio intervento e mi riservo di replicare dopo le risposte dell'Assessore.

Président La parole à l'Assesseur au tourisme, aux sports, au commerce et aux transports, Lavoyer.

Lavoyer (SA) Innanzitutto chiedo scusa al Consigliere Beneforti per il ritardo, ma ero impegnato in una riunione con gli operatori al piano terreno. Vorrei innanzitutto premettere, in merito all'interpellanza, che la riforma della disciplina del commercio in Valle è avvenuta in attuazione del decreto legge n. 114/1998.

Per rispondere alla domanda su quali iniziative abbiamo intrapreso, citerei i vari atti che sono stati fatti: la legge regionale n. 12/1999, "Principi e direttive per l'esercizio dell'attività commerciale"; la legge n. 20/1999, "Disciplina del commercio su aree pubbliche"; la legge regionale n. 22/2000, riguardante la disciplina delle mostre mercato; il regolamento regionale n. 4/2000, relativo all'assistenza tecnica alle piccole imprese; la delibera del Consiglio regionale n. 1088/2000, "Approvazione di indirizzi e criteri per la programmazione delle medie e grandi strutture di vendita", con cui andavamo a bloccare le grandi strutture di vendita; la deliberazione della Giunta regionale 27 maggio 2000, concernente la disciplina dell'attivazione e del riconoscimento dei centri polifunzionali; la deliberazione della Giunta regionale del 12 giugno 2000, "Disciplina dell'attività di formazione e di qualificazione per operatori commerciali", che è stata testé citata.

Partendo dall'attività legislativa e dalle delibere attuative quindi diciamo che, almeno da questo punto di vista, senz'altro non si può imputare alla Giunta una disattenzione o un'inerzia sul settore, si è operato sempre in un'ottica di sviluppo, sostegno, riqualificazione, ammodernamento del settore commerciale e non solo, anche del settore distributivo che, come ha detto l'interpellante, è costituito in gran parte da piccole imprese. Accanto a tutta questa disciplina dell'attività commerciale sotto il profilo normativo e regolamentare, oltre che amministrativo, volevo sottolineare il provvedimento più importante: quello relativo alla riforma del commercio, che ha fatto da corollario alla legge regionale, che è la legge n. 19/2001, recante interventi regionali a sostegno delle attività turistico-ricettive e commerciali.

Dal punto di vista legislativo quindi ci sono state la legge quadro, le delibere attuative, le varie leggi sulla grande distribuzione, sulla disciplina delle mostre mercato; successivamente abbiamo deliberato, scegliendo di ricomprendervi tutte le attività produttive, quindi ricettive, alberghiere e commerciali, una legge di settore relativa ai finanziamenti. Tale legge fra l'altro disciplina la concessione delle agevolazioni a favore delle attività commerciali in Valle finalizzate ad iniziative concernenti la realizzazione, la ristrutturazione, l'ampliamento, l'ammodernamento, la riqualificazione, la riorganizzazione delle strutture stesse.

In proposito si deve rilevare, come Giunta, come Governo regionale, con una certa soddisfazione che la legge n. 19 ha avuto un riscontro decisamente favorevole da parte delle imprese del settore, peraltro caratterizzato da piccoli esercizi commerciali concentrati nei centri storici dei comuni valdostani e vengo a dei dati che sono quelli che stanno a significare quanto è stato attuato. Al Servizio del commercio risultano essere state proposte dal 30 settembre 403 domande, con spese ritenute ammissibili dagli uffici preposti per un importo complessivo pari a 25.268.195 euro, circa 50 miliardi di investimenti nel settore, utilizzando questa normativa, sia quella quadro che quella finanziaria. Voglio anche sottolineare che i finanziamenti complessivi sono divisi abbastanza proporzionalmente fra finanziamenti tradizionali, contributi in conto capitale e anche i famosi finanziamenti per la costituzione della liquidità. Un dato dunque che, in una fase di sempre più agguerrita concorrenza della media e grande distribuzione - anche se la stessa con i nostri provvedimenti è stata bloccata dal punto di vista dell'ulteriore espansione -, denota una sicura ripresa e un'elevata propensione all'investimento da parte del commercio tradizionale se pensiamo che solo da settembre ad oggi abbiamo richieste di finanziamento nel settore commerciale delle piccole imprese per circa 50 miliardi.

Va notato infine come la legge n. 22/2000, riguardante la disciplina delle mostre mercato, ha previsto per i comuni la possibilità di organizzare fino a tre mostre mercato all'anno concernenti particolari specializzazioni merceologiche quali: l'antiquariato, l'usato, l'oggettistica antica, libri e stampe, cui possono partecipare soggetti che non esercitano le attività commerciali in modo professionale. Tali manifestazioni, che si svolgono abitualmente nei centri storici - mi pare sia questo l'argomento di maggior preoccupazione da parte dell'interpellante -, hanno riscosso notevole interesse e registrato una sempre crescente partecipazione di pubblico, con evidenti benefici per l'insieme delle attività commerciali, quindi non solo quelle che organizzano la mostra, ma anche quelle che normalmente sono allocate nei centri storici. Mi pare quindi di aver dato risposta al primo quesito fornendo dei dati.

Per quanto concerne il secondo quesito, relativo all'apertura dei centri polifunzionali, anche qui, anche se con maggior fatica, stiamo arrivando alla definizione della questione. I Comuni che sono direttamente interessati, alcuni hanno già presentato la domanda per l'apertura, altri stanno vagliando un progetto tipo per l'apertura di centri polifunzionali, sono Allein, Bionaz, Doues, Oyace, Rhêmes-Saint-Georges, Saint-Denis e Valgrisenche. Come vede l'interpellante, sono proprio quei Comuni che sono carenti di un servizio commerciale di vicinato e in questo senso pare che la legge abbia colto nel segno. Parallelamente a questo tipo di iniziativa dei Comuni, l'Amministrazione regionale ha avviato iniziative con enti, banche, poste, Telecom, perché la funzione del centro polifunzionale non è solo quella di fornire risposte per i generi alimentari di prima necessità, bensì di poter creare dei presupposti di reddito, che si può integrare con convenzioni con queste strutture. Queste strutture hanno interesse ad aprire sportelli o fornire altri servizi nell'ambito dei centri polifunzionali, quindi creiamo i presupposti, a favore di chi gestirà il centro polifunzionale, per avere un reddito decoroso e contemporaneamente per dare dei servizi decentrati sul territorio.Abbiamo anche realizzato, come Giunta regionale, uno studio per la progettazione organizzativa e gestionale di un centro polifunzionale tipo. A questo scopo la Giunta, con la deliberazione n. 2162/2002, ha affidato l'incarico al Centro Sviluppo per cercare di inquadrare, dal punto di vista dell'impostazione, una funzionalità tipo per un centro polifunzionale e di supportare l'utente e il gestore del centro polifunzionale nelle pratiche necessarie per le convenzioni con i vari enti che ho prima citato.

Per quanto attiene invece l'esito delle iniziative per dare agli operatori assistenza tecnica e preparazione professionale, vorrei citare il regolamento regionale del 7 agosto 2000 concernente l'attuazione dell'articolo 14 della legge n. 12, relativo all'assistenza tecnica alle piccole e medie imprese commerciali. Con questo regolamento abbiamo previsto l'istituzione dei centri di assistenza tecnica (CAT) alle imprese, soprattutto quelle della piccola distribuzione. Con l'istituzione dei CAT si è voluto stimolare: la diffusione di strumenti, di metodologie e di sistemi finalizzati a sviluppare i processi di ammodernamento della rete distributiva; il miglioramento dei sistemi aziendali anche al fine di ottenere certificati di qualità; l'elevazione del livello tecnologico; l'intervento, nei limiti del possibile, per la riduzione dei costi fissi, legati anche ad aspetti di contabilità che sono quelli che normalmente incidono in percentuale molto alta in queste piccole attività commerciali.

In data 5 marzo 2001 è stata presentata la domanda di autorizzazione di un CAT da parte della società consortile a.r.l. CAT Valle d'Aosta con sede in Aosta; il CAT sopra indicato risulta costituito in forma consortile tra l'ASCOM, la CONFCOMMERCIO Valle d'Aosta, il Centro Sviluppo, la CONFIDI commercio, turismo e servizi Valle d'Aosta e ha come principale obiettivo la realizzazione di una progressiva semplificazione dei rapporti fra utenti e pubblica amministrazione. Le attività che i CAT intendono realizzare possono anche essere raggruppate in quattro macrocategorie: assistenza, rapporto continuativo fra CAT e cliente e consulenza, prestazione continuata e approfondita, formazione alle imprese valdostane ed informazione nell'ambito delle tematiche di attualità, studi e ricerche e sviluppo della qualità.

Vogliamo inoltre segnalare che con la delibera di Giunta n. 3731/2001 è stato approvato il programma attuativo regionale - prima infatti l'interpellante ha chiesto informazioni sulla formazione -, ai sensi della delibera CIPE n. 100/1998, per il cofinanziamento degli interventi regionali del settore del commercio e del turismo in relazione ai programmi di formazione. Voglio elencare alcune delle iniziative assunte in materia di formazione professionale: corsi di abilitazione professionale per le attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, due edizioni, ambedue con 25 iscritti: la prima, svolta nel periodo febbraio-giugno 2002; la seconda, nel periodo settembre-dicembre 2002; un corso di abilitazione professionale delle attività commerciali del settore alimentare, sempre con 25 iscritti, svoltasi nel periodo settembre-dicembre 2002; un corso di formazione professionale di idoneità all'esercizio dell'attività di agente e rappresentante del commercio, periodo ottobre-dicembre 2002, con 20 iscritti; un corso di preparazione agli esami per l'iscrizione nel ruolo degli agenti di affari in mediazione, ramo immobiliare, periodo ottobre-dicembre 2002, con 18 iscritti; questi ed altri corsi, per un totale di 68.426 euro destinati alla formazione e un totale di quasi 150 iscritti.

Président La parole au Conseiller Beneforti.

Beneforti (PVA-cU) Prendo atto della risposta dell'Assessore che ha citato una serie di dati a cui non posso replicare perché non ho il tempo sufficiente per farlo. Nonostante la panoramica effettuata dall'Assessore, ritengo - avendo approfondito nei giorni scorsi la questione - che ci siano da colmare diversi ritardi nell'applicazione delle norme di legge. Non ho accusato la Giunta, come ha detto l'Assessore, di disattenzione o di inerzia, ho detto soltanto che bisogna cercare di applicare queste leggi dato che sono state approvate! Alcune da circa tre anni! È chiaro che sono a conoscenza di tutta l'attività legislativa che lei ha indicato, molti di questi provvedimenti li abbiamo votati, li abbiamo discussi e li conosciamo, come conosciamo tutto il discorso che riguarda i finanziamenti, la formazione, l'assistenza tecnica, ma quello che ci risulta, Assessore, è che si devono colmare i ritardi nell'applicazione di queste leggi e nel dare le risposte alle domande poste e a coloro che richiedono benefici.

Noi riteniamo che il commercio in genere, anche il piccolo commercio, sia una risorsa importante per la nostra economia e per l'occupazione, come riteniamo che lo sia l'artigianato e altre piccole categorie che possono contribuire a formare e a reggere la nostra economia regionale, per cui non si può rimanere con "il bicchiere mezzo vuoto e mezzo pieno", ma bisogna cercare di riempire questo bicchiere e di dare applicazione a tutte le normative di legge che ci siamo dati.

Non posso adesso rispondere a tutte le informazioni che mi ha dato l'Assessore, pertanto se il Presidente della IV Commissione, Borre, mi ascolta, gli chiederei di acquisire tutta la relazione che l'Assessore ha svolto in questa sede e di farne un confronto a livello di IV Commissione in modo da approfondire e vedere cosa manca in questo "bicchiere mezzo pieno" e quali leggi devono essere applicate. Questo lo chiediamo nell'interesse della collettività che rappresentiamo e anche per poter dare delle risposte a chi ci pone delle domande su questa normativa di legge che la Regione si è data. Se l'Assessore è d'accordo, ci ritroviamo in commissione.

Président L'Assesseur me paraît adhérer à cette proposition, par conséquent les déclarations qu'il a rendues en Assemblée feront l'objet d'une discussion plus approfondie en commission.